Partito Nazionale Fascista
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| Partito Nazionale Fascista | |
|---|---|
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| Partito politico italiano del passato | |
| Leader storici | Benito Mussolini |
| Periodo di attività | 9 novembre 1921 - 27 luglio 1943 |
| Sede | Piazza San Sepolcro, Milano poi Palazzo della Farnesina, Roma |
| Coalizioni | Lista Nazionale nel 1924, poi partito unico dal 1925 |
| Partito Europeo | |
| Ideologia | nazionalismo, interventismo, socialismo nazionale
quotidiano = Il Popolo d'Italia |
| Numero massimo di seggi alla Camera | 400 (nel 1934) |
| Numero massimo di seggi al Senato | 0 (nel ) |
| Numero massimo di seggi all'Europarlamento | {{{massimo europeo}}} (nel {{{anno europeo}}}) |
| Organo ufficiale | {{{quotidiano}}} |
Il Partito Nazionale Fascista (sigla PNF) fu il partito politico italiano espressione del movimento fascista.
Nato nel 1921 dalla fusione tra i Fasci italiani di combattimento e l'Associazione Nazionalista Italiana, guidò la cosiddetta rivoluzione delle camicie nere che portò, nell'autunno del 1922, Benito Mussolini a divenire presidente del Consiglio dei ministri e, tra la metà e la fine degli anni '20, diventò, prima de facto poi de jure, il partito unico del Regno d'Italia fino alla caduta del regime fascista nel luglio del 1943.
L'organo ufficiale del partito era Il Popolo d'Italia, quotidiano fondato da Mussolini nel 1915.
[modifica] Storia del partito
Il PNF fu fondato a Roma il 7 novembre 1921 per iniziativa di Benito Mussolini come evoluzione in partito del movimento dei Fasci Italiani di Combattimento - fondati, sempre da Mussolini, a Milano, in piazza San Sepolcro, il 23 marzo 1919 - unita alla sua fusione con il movimento nazionalista.
Dopo la marcia su Roma del 28 ottobre 1922, Mussolini fu incaricato dal re Vittorio Emanuele III di formare un nuovo governo. Il primo governo Mussolini fu un governo di coalizione sostenuto da una maggioranza composta dal Partito Popolare Italiano e da altri gruppi di estrazione liberale. In seguito alla modifica della legge elettorale in senso maggioritario, e dopo le elezioni politiche dell'aprile 1924, il PNF ottenne una netta maggioranza; tali risultati però furono duramente contestate dalle opposizioni, che ne denunciarono le irregolarità: si ricorda il caso del deputato Giacomo Matteotti, che dopo aver denunciato i brogli fu assassinato. Il 3 gennaio 1925 Mussolini, con un discorso alla Camera dei deputati, dichiarò provocatoriamente di assumersi la responsabilità storica di quanto accaduto, promettendo di chiarire la situazione nei giorni immediatamente seguenti. Infatti, fu celebrato un processo per il delitto Matteotti a carico di alcuni estremisti fascisti che furono condannati. Nel dopoguerra il processo sarà riaperto con gli stessi imputati, le conclusioni saranno simili e mai nessuno ha accertato responsabilità dirette e penali di Benito Mussolini nel delitto Matteotti. Per alcuni storici, come Indro Montanelli, le responsabilità di Mussolini furono solo di natura morale. Il PNF fu l'unico partito ammesso in Italia dal 1928 al 1943, dopo l'emanazione delle leggi eccezionali e dotandosi di un proprio statuto.
Il partito si dissolse il 25 luglio 1943 con l'arresto di Mussolini e la conseguente caduta del regime fascista. Il 27 luglio il nuovo governo di Pietro Badoglio decretò ufficialmente lo scioglimento del PNF.
Liberato dai tedeschi il 10 settembre, Mussolini costituì il 13 settembre un nuovo Partito Fascista Repubblicano ("PFR") e un nuovo Stato, la Repubblica Sociale Italiana (RSI, detta anche Repubblica di Salò), nella parte d'Italia ancora occupata dai tedeschi. Segretario del PFR fu nominato il 15 settembre Alessandro Pavolini. A Milano era già stato ricostituito il 13 settembre da Aldo Resega, che ne fu anche il primo commissario federale.
Il PFR cessò la sua esistenza con la morte di Mussolini e con la fine della Repubblica di Salò, il 28 aprile 1945.
[modifica] Congressi Nazionali
- I Congresso Nazionale - Roma, 7-10 novembre 1921
- II Congresso Nazionale -
- III Congresso Nazionale -
- IV Congresso Nazionale - Roma, 21-22 giugno 1925
[modifica] Segretari del PNF
- Michele Bianchi (novembre 1921 - gennaio 1923)
- direzione collegiale (gennaio 1923 - ottobre 1923)
- triumvirato: Michele Bianchi, Nicola Sansanelli e Giuseppe Bastianini
- Francesco Giunta (15 ottobre 1923 - 22 aprile 1924)
- direzione collegiale (23 aprile 1924 - 15 febbraio 1925)
- quadrumvirato: Roberto Forges Davanzati, Cesare Rossi, Giovanni Marinelli e Alessandro Melchiorri
- Roberto Farinacci (15 febbraio 1925 - 30 marzo 1926)
- Augusto Turati (30 marzo 1926 - 7 ottobre 1930)
- Giovanni Giuriati (ottobre 1930 - dicembre 1931)
- Achille Starace (dicembre 1931 - 31 ottobre 1939)
- Ettore Muti (31 ottobre 1939 - 30 ottobre 1940)
- Adelchi Serena (30 ottobre 1940 - 26 dicembre 1941)
- Aldo Vidussoni (26 dicembre 1941 - 19 aprile 1943)
- Carlo Scorza (19 aprile 1943 - 25 luglio 1943)
[modifica] Organizzazioni del Partito
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le organizzazioni del partito fascista erano l' opera nazionale fascista, che si occupava della gioventu' e ne organizza il tempo libero, il suo vero scopo era di obbligare alla partecipazione e di indottrinare sul fascismo ragazzi e ragazze,la gioventu' italiana del littorio, che nel 1937 sostitui' l'opera nazionale balilla,i gruppi universitari fascisti, che formavano al fascismo gli universitari.
[modifica] Istituzioni Culturali e di Propaganda
[modifica] Istituto Nazionale di Cultura Fascista
L'Istituto Nazionale di Cultura Fascista ("INCF") fu fondato nel 1926; fu alle dirette dipendenze del Segretario del Partito e fu sottoposto all'alta vigilanza di Mussolini. L'INCF fu eretto ad ente morale il 6 agosto 1926, aveva sede a Roma, e aveva lo scopo di promuovere e coordinare gli studi sul fascismo, di tutelare e diffondere, in Italia e all'estero, gli ideali, la dottrina del fascismo e la cultura italica attraverso corsi e lezioni, pubblicazioni, libri, e di promuovere la propaganda in tal senso.
Fu retto da un Consiglio d'Amministrazione così composto:
- Presidente, nominato da Mussolini su proposta del segretario del PNF.
- 4 vice presidenti, nominati da Mussolini su proposta del segretario del PNF.
- 14 consiglieri, nominati dal segretario del P.N.F. su proposta del presidente dell'istituto stesso.
[modifica] Uniformi
Le uniformi sono quelle del P.N.F. con gli appositi distintivi di carica da apporre sul petto sinistro sopra eventuali nastrini di decorazioni.
[modifica] Distintivi di carica
- Presidente
- Vice Presidente
- Direttore Generale
- Segretario Generale
- Vice Segretario Generale
- Presidente Sede Provinciale
- Vice Presidente Sede Provinciale
- Direttore Sede Provinciale
- Segretario Sede Provinciale
[modifica] Risultati elettorali
[modifica] Elezioni multipartitiche
| – Partito Nazionale Fascista alle Elezioni politiche | ||||
|---|---|---|---|---|
| Elezione | Parlamento | Voti | % | Seggi |
| 1921 1924 |
Camera Camera |
31.000 4.305.936 |
0,5 61,3 |
2 356 |
Nota: Nelle elezioni del 1924 a formare la Lista Nazionale con il Partito Liberale Italiano e destra moderata, inoltre esisteva una "lista civetta", Partito Nazionale Fascista bis che raccolse 347.552 voti (4,9 %) e 19 seggi alla Camera dei deputati.
[modifica] Il PNF e la Costituzione della Repubblica italiana
La Costituzione della Repubblica Italiana, nelle Disposizioni transitorie e finali, afferma: "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. In deroga all'articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall'entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista".
Nell'immediato dopoguerra, il 26 dicembre 1946, venne fondato il Movimento Sociale Italiano (MSI) in cui confluirono numerose personalità e reduci della ex Repubblica Sociale Italiana ed ex esponenti del regime fascista.
[modifica] Partiti c.d. post-fascisti (o neo-fascisti o di estrema destra) nell'Italia repubblicana
- Azione sociale
- Movimento Idea Sociale
- Movimento Sociale Italiano
- Fiamma Tricolore
- Forza Nuova
- Fronte per il Socialismo Nazionale
- Fronte Sociale Nazionale
- La Destra
- Socialismo nazionale
- Nuovo ordine nazionale
- Movimento Fascismo e Libertà
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Altri progetti
Wikisource contiene opere originali di o su Statuto del Partito Nazionale Fascista
