Bruno Mussolini

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Bruno Mussolini
Bruno Mussolini a Rio, gennaio 1938.
Bruno Mussolini a Rio, gennaio 1938.
22 aprile 1918 - 7 agosto 1941
Nato a Milano
Morto a Pisa
Cause della morte incidente aereo
Dati militari
Paese servito bandiera Regno d'Italia
Forza armata aeronautica militare
Arma Regia Aeronautica
Guerre guerra d'Etiopia
guerra di Spagna

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Bruno Mussolini (Milano, 22 aprile 1918Pisa, 7 agosto 1941) è stato un aviatore italiano. Figlio di Benito Mussolini, fu ufficiale della Regia Aeronautica, Medaglia d'Oro al Valore Aeronautico e due volte Medaglia d'Argento al Valor Militare.

Figlio terzogenito di Benito Mussolini e di Rachele Guidi. Grande appassionato di aerei, a Bologna ebbe come compagno di studi Federico Cozzolino con cui divise passione e lavoro nella Regia Aeronautica. A 17 anni fu il pilota militare più giovane d'Italia. Fu anche uno dei dirigenti della compagnia aerea Ala Littoria e l'ideatore della LATI, Linee Aeree Transcontinentali Italiane, che coprivano la tratta Italia-Brasile.

I primi anni e la Campagna d'Abissinia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1936 durante la guerra d'Etiopia venne assegnato, assieme al fratello Vittorio, alla 14ª Squadriglia Quia sum leo, conosciuta anche come Testa di leone. In questa campagna si guadagnò una Medaglia d'Argento al valor militare[1].

Nell'agosto 1937 partecipò insieme ad Attilio Biseo, con uno dei Savoia-Marchetti S.M.79 alla corsa aerea Istres-Damasco-Parigi. Il suo aereo concluse la gara al terzo posto, dopo un atterraggio di fortuna all'aeroporto di Cameri[2]. Sempre con questa squadriglia, nel gennaio 1938 partecipò alla trasvolata Italia-Brasile.

Sempre assieme ad Attilio Biseo nel 1937 migliorò il primato di velocità sui mille chilometri, con carico di due tonnellate, ottenendo i 430 km/h. In questo frangente nacque la 205ª squadriglia da bombardamento dei Sorci Verdi, proprio da una battuta di Bruno Mussolini: ai presenti che criticavano gli S.M.79 ribatté, infatti, "Storcete pure il naso. Quando gli S.79 cominceranno a volare, vi faremo vedere i sorci verdi".[2]

La guerra di Spagna e il duello aereo con Dickinson[modifica | modifica sorgente]

Bruno Mussolini

Volontario in Spagna dal settembre 1937 al maggio 1938, Bruno Mussolini lanciò subito una pubblica sfida via radio ai piloti delle formazioni volontarie repubblicane, lE Fuerzas Aéreas de la República Española, che venne accolto dal pilota statunitense Derek D. Dickinson, della formazione delle "Ali Rosse" (Alas Rojas). Il 27 settembre i due piloti partirono rispettivamente da Palma de Maiorca (Bruno Mussolini, su un Fiat G.50[3]) e da Castellón de la Plana (Derek Dickinson con un Boeing P-26[4]). Assieme a loro volavano due ricognitori, a fare da padrini al duello. La quota prescelta erano i 1 000 metri.

Inizialmente inquadrato dalle mitragliatrici di Mussolini, Dickinson fu ferito ad una mano e non poté sventolare la sciarpa bianca di resa. Con una disperata manovra riuscì a portarsi sopra l'aereo di Mussolini e ad inquadrarlo a sua volta con le mitragliatrici. A questo punto il pilota italiano agitò la sciarpa, avendo il suo motore in panne. Al rientro, il caccia di Dickinson aveva ricevuto 326 colpi e il suo pilota era ferito ad una mano, mentre l'apparecchio di Mussolini dovette atterrare in planata, poiché piantato in asso dal motore.

Il duello ebbe grandissima eco nella stampa di tutto il mondo[5][6]. Alcuni autori hanno però messo in dubbio che il duello abbia realmente avuto luogo.[7] Durante la Guerra di Spagna, Bruno Mussolini fu decorato di una seconda Medaglia d'Argento.

I voli agonistici e da primato[modifica | modifica sorgente]

Bruno Mussolini prese parte ai seguenti voli da record:

  • 8 luglio 1937. Classe C - Aeroplani
velivolo : S.79
equipaggio : Biseo, Mussolini, Gadda
circuito : Fiumicino - Antignano - Ansedonia
velocità : km/h 423,618
primato : Velocità su 1000 km con carico commerciale da 2000 kg.
primato : Velocità su 1000 km con carico commerciale da 1000 kg.
primato : Velocità su 1000 km con carico commerciale da 500 kg.
  • 21 luglio 1937. Classe C - Aeroplani
velivolo : S.79
equipaggio : Biseo, Mussolini, Gadda, Risoluto
circuito : Osservatorio Vesuviano - Santa Marinella - Monte Cavo
velocità : km/h 430,622
primato : Velocità su 1000 km con carico commerciale da 2000 kg.
primato : Velocità su 1000 km con carico commerciale da 1000 kg.
primato : Velocità su 1000 km con carico commerciale da 500 kg.

Fece parte anche parte dell'equipaggio del velivolo S.79CS I-BIMU (Biseo/Mussolini) che si classificò terzo nella corsa Istres-Damasco-Parigi (20/21 agosto 1937) e del velivolo S.79T I-BRUN (Mussolini/Mancinelli) che partecipò alla trasvolata atlantica Guidonia-Dakar-Rio de Janeiro (24 gennaio 1938).

La seconda guerra mondiale e la morte[modifica | modifica sorgente]

La tomba a Predappio

Allo scoppio della seconda guerra mondiale fu assegnato al 47º Stormo Bombardamento Terrestre di Grottaglie (TA) e Il 1º giugno 1941 trasferito a Pisa gli fu assegnato il comando della 274ª Squadriglia Bombardamento a Grande Raggio (BGR), inquadrata all'interno del 46º Stormo con sede a Pisa.

A questa squadriglia erano stati assegnati i nuovi bombardieri quadrimotori Piaggio P.108B. Due mesi dopo, il 7 agosto 1941, proprio su uno di questi velivoli, perse la vita. I motori del suo aereo, mentre era in fase di atterraggio, subirono un brusco calo di potenza. Non riuscendo a riprendere quota l'aereo si schiantò poco dopo. Nell'incidente persero la vita anche il tenente pilota Francesco Vitalini Sacconi e il maresciallo motorista Angelo Trezzini[8]. La salma di Bruno Mussolini fu trasportata da Pisa a Predappio con un treno speciale, tra due ali di folla ininterrotta, che salutava con il braccio teso, e alla presenza di alcuni ufficiali prigionieri della RAF, che vollero rendere omaggio al nemico caduto. Secondo Vittorio Mussolini, il saluto di massa alla salma di Bruno fu l'ultimo episodio in cui il popolo italiano si strinse attorno al proprio capo[9]. In memoria di Bruno, davanti al Palazzo dell'ex collegio aeronautico, a Forlì, in Piazzale della Vittoria, venne innalzata una statua di Icaro dello scultore Francesco Saverio Palozzi.

Mussolini in seguito alla morte del figlio subì un duro colpo e in seguito al quale, in poche settimane[10], scrisse il libro intitolato Parlo con Bruno. Senz'altro la morte del figlio impresse una svolta nella psicologia del Duce.[11][12] Bruno lasciò la moglie Gina Ruberti, (che morì in circostanze mai completamente chiarite nel 1946, annegata mentre faceva una gita in motoscafo sul lago di Como con un'amica e due ufficiali inglesi), e la figlia Marina ancora piccola. Nel 1939 Bruno Mussolini era stato nominato Presidente della Federazione Pugilistica Italiana. Alla sua morte, la carica passò al fratello, Vittorio.

È sepolto davanti al padre nella cripta del cimitero di Predappio.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al valor aeronautico - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor aeronautico
«Pilota d'Alta Velocità di eccezionale valore ed ardire, dopo aver concorso con difficili e pericolosi voli sperimentali alla messa a punto del più veloce idrovolante del mondo, conquistava per due volte il record mondiale di velocità assoluta.»
— campo d'aviazione di S. Giusto, 7 agosto 1941
2 Medaglie d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria 2 Medaglie d'Argento al Valor Militare
Cruz por la Unidad Nacional Española - nastrino per uniforme ordinaria Cruz por la Unidad Nacional Española
Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa orientale (ruolo combattenti) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa orientale (ruolo combattenti)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Romano Mussolini, Il Duce mio padre, Rizzoli, 2004, p. 116
  2. ^ a b Il Duce mio padre, cit. p. 117
  3. ^ Romano Mussolini parla di un Fiat Romeo. Secondo Martin Caidin (The Ragged, Rugged Warriors) si trattava di un Fiat C.R.32, in ogni caso il G.50 non giunse in Spagna prima del 1939
  4. ^ Così afferma Romano Mussolini, in op. cit. Più probabilmente si trattava di un Polikarpov I-16, secondo Caidin
  5. ^ Il Duce mio padre, cit. pp. 118-121
  6. ^ Gene Gurney, Great Air Battles, New York, F. Watts, 1963. Cfr. My Air Duel with Bruno Mussolini, di Derek D. Dickinson, pp 47-50
  7. ^ John Carver Edwards, Airmen Without Portfolio - U.S. Mercenaries in Civil War Spain,Global Book Publisher, 2003, p. 110
  8. ^ Meccanica e immagini dell'incidente dal sito ufficiale dell'Aeronautica Militare Italiana
  9. ^ Un Mussolini al cinema, intervista documentario, co-produzione italo-francese, realizzata nel 1993
  10. ^ R. De Felice, Mussolini l'alleato, Einaudi 1978, pp.1076 e 1077
  11. ^ Il Duce mio padre cit. p. 127
  12. ^ R. De Felice, ibidem, p. 1077 e n.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Benito Mussolini, Parlo con Bruno, Edizioni del Popolo d'Italia, 1941
  • Romano Mussolini, Il Duce mio padre, Rizzoli, 2004

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 75034373