Fascismi nel mondo

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1leftarrow.pngVoce principale: Fascismo.

Manifesto dell'Internazionale fascista

Per fascismi nel mondo si intende la diffusione del fascismo nei vari paesi del mondo, assumendo diverse caratteristiche sfumature nei vari contesti.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Quando in Italia nel 1922 il Partito Nazionale Fascista giunse al potere, nel resto dell'Europa (comprese Francia e Regno Unito), ma anche del mondo, non si guardò ad esso con sfavore, soprattutto per il suo impegno come argine al bolscevismo sovietico e l'eversione. Nacquero così una serie di movimenti che si ispirarono in qualche maniera al fascismo.

Dopo la seconda guerra mondiale emerse il fenomeno del neofascismo, ma anche alcuni regimi autoritari erano chiamati fascisti in maniera dispregiativa, oppure tra i loro sostenitori e membri vi erano dei neofascisti, sebbene lo stato non avesse le caratteristiche tipiche. A parte il franchismo e l'Estado Novo, nati prima della guerra, regimi fascisti furono detti, con approssimazione politica o accezione propagandistica, varie dittature militari quali il regime dei colonnelli in Grecia, il pinochetismo in Cile (sostenuto anche da un gruppo dichiaratemente neofascista, Patria y Libertad) e il Processo di riorganizzazione nazionale in Argentina. Furono coniati anche i termini fascismo clericale e, recentemente, islamofascismo.

Americhe[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Estado Novo (Brasile) e Unione Canadese dei Fascisti.

In America latina in quasi tutti i paesi nacquero movimenti parafascisti negli anni '30: il Movimento nazional-socialista del Cile, la Falange Socialista Boliviana, la Falange Cubana.

In Brasile si ispirò al fascismo l'Azione Integralista Brasiliana, ma anche in Argentina, ci fu la Lega Repubblicana e lo stesso Peron in qualche modo per il peronismo si ispirò a quanto aveva visto in Italia da addetto militare, sebbene la sua ideologia non può essere definita fascista. In nord America fu attiva l'Unione Canadese dei Fascisti e la Legione d'Argento d'America (USA) mentre in centro America le camicie dorate messicane.

Asia[modifica | modifica sorgente]

Regime fascista famoso fu il Fascismo giapponese.

Vicino Oriente[modifica | modifica sorgente]

Nel mondo arabo furono attivi vari partiti d'ispirazione nazionalista e fascista, come il Partito del Giovane Egitto nel paese dei Faraoni, Nadi al-Muthanna in Iraq e il Partito Nazionalista Sociale in Siria.

Europa[modifica | modifica sorgente]

In seguito, durante il periodo di massima diffusione e consenso del regime, fra 1925 e 1935, il miglioramento dell'immagine dell'Italia nel mondo portò perfino diverse personalità del pensiero democratico (fra cui Winston Churchill e il Mahatma Gandhi) a esprimere simpatia per Benito Mussolini ed il suo regime.

Una manifestazione del movimento fascista cristiano "Guardia di Ferro", in Romania nel 1933

D'altro canto l'esperienza fascista non mancò di provocare in Europa (e non solo) movimenti fascisti e filofascisti di emulazione, per lo più ideologica e di immagine

Nel resto d'Europa, come già detto, furono molti i movimenti fascisti e filofascisti che si svilupparono e, soprattutto nell'Europa orientale, ma anche in Portogallo e Spagna, salirono anche al potere.

In molti casi tuttavia la somiglianza col fascismo italiano fu solo epidermica, legata a certi stilemi (saluto romano, colore scuro delle camicie, manifestazioni di massa etc.), al culto del capo e della violenza, e ad un feroce anticomunismo. In altri casi si verificarono anche "gemellaggi" con la dottrina sociale, filosofica e politica vera e propria. Nel 1934 fu convocato il Congresso Fascista di Montreux in Svizzera, con i rappresentanti delle organizzazioni fasciste europee.

Austria In Austria ci fu il "Fronte Patriottico", fondato da Engelbert Dollfuss, che salì al potere nel 1932; nel 1933 sciolse gli altri partiti e ne fece arrestare i deputati instaurando un breve regime conservatore e autoritario.

Il regime austriaco, apertamente nazionalista e vicino ad alcune posizioni tipiche dei fascisti, stipulò con l'Italia un patto di alleanza. Tuttavia fu contrario all'Anschluss e decisamente antinazista. Nel 1934 Engelbert Dollfuss fu ucciso durante un tentativo di colpo di stato da parte di nazisti austriaci. La politica di Dollfuss fu portata avanti ancora dal suo collaboratore Kurt Alois von Schuschnigg fino all'annessione (1938) dell'Austria al Terzo Reich. Questo forma di autoritarismo è stata da alcuni storici definita Austrofascismo. Tuttavia vi sono storici che ritengono non sia possibile parlare di fascismo in merito al regime di Dollfuss, definendolo invece come una dittatura "clerico-conservatrice" o "semi-fascista".[1] Altri parlano di regime autoritario costituente "un compromesso tra il cattolicesimo politico e il fascismo della Heimwehr",[2]

Bulgaria In Bulgaria, dove il re Boris III nel 1934 stabilì un regime autoritario apartitico volto ad evitare il coinvolgimento delle masse nella politica, l'attivismo fascista rimase fenomeno di minor rilievo.
Grecia Il fascismo greco salì al potere con il generale Ioannis Metaxas che, abolite le libertà politiche e diversi articoli della Costituzione, sospese il Parlamento a tempo indeterminato ed instaurò un regime dittatoriale largamente modellato sul fascismo italiano, caratterizzato dalla profonda avversione al comunismo, dalla forte censura, dal militarismo, dal culto della personalità e dal forte nazionalismo. Consapevole del pericolo portato all'indipendenza greca dalla strategia mussoliniana che mirava a fare del Mediterraneo un "lago italiano", tuttavia, Metaxas rimase discosto dall'Asse in politica estera, restando piuttosto prossimo alla Gran Bretagna (vista come unica Potenza in grado di contrastare i disegni egemonici italiani nell'area) e mantenendo la neutralità allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Norvegia In Norvegia, nel 1933 fu fondato il Nasjonal Samling che sostenne i nazisti che invasero nel 1940 il paese. Il suo leader Vidkun Quisling fu nominato presidente del consiglio nel 1942. Nel 1945 fu giustiziato insieme ad altri due esponenti del partito, con la pena di morte reinserita per l'occasione dopo essere stata abolita nel 1815.
Romania Un movimento di orientamento ideologico vicino al fascismo si costituì nel 1927, su iniziativa di Corneliu Zelea Codreanu, prendendo il nome di "Legione dell'Arcangelo Michele", il cui braccio armato era noto come Guardia di Ferro. Il movimento venne dichiarato illegale, insieme a tutti gli altri, nel marzo 1938, in occasione del colpo di stato da parte del re. Successivamente, lo stesso Codreanu fu condannato a morte e giustiziato. Nel 1940 la Legione tornò a vivere, benché profondamente cambiata, sotto la guida di Horia Sima, mentre il paese passò sotto il controllo del generale Ion Antonescu che, sostituito Carol col figlio Michele, si dichiarò Conducator, cioè "duce", e pur essendo un conservatore, non esitò ad affiancare la Romania alla Germania nazista nell'operazione Barbarossa.
Ungheria In Ungheria, l'ammiraglio Horthy guidò la controrivoluzione (il partito comunista aveva preso il potere nel marzo del 1919) schierandosi a fianco delle Potenze dell'Asse. Nel 1944 fu estromesso dalla rivoluzione delle Croci Frecciate, partito nazionalsocialista e apertamente filonazista.
Spagna In Spagna dopo la lunga guerra civile (1936-1939), Francisco Franco e il partito Falange spagnola, apertamente fascista, fondarono un regime cattolico e tradizionalista durato sino al 1975.

Quando era ancora in vita, il Caudillo nominò Juan Carlos I di Borbone suo legittimo erede alla guida della Spagna, e questi condusse il suo paese verso un ritorno alla democrazia in maniera graduale e pressoché indolore.

Portogallo In Portogallo, a partire dal 1932, sulla scia della dittatura militare instaurata pochi anni prima dal generale Carmona, il primo ministro António de Oliveira Salazar in breve tempo creò un regime (Estado Novo (Portogallo)) che, ispirato ai principi del fascismo di matrice italiana, attraversò indenne anche la seconda guerra mondiale.

La dittatura cessò nel 1974, nel corso della cosiddetta "Rivoluzione dei garofani".

Belgio Il Rexismo, movimento belga francofono filofascista e cristiano di Léon Degrelle, ottenne anche discreti risultati elettorali. Poi collaborò con i nazisti dopo l'occupazione del Paese, e addirittura combatterono contro i Russi nelle file della SS fino al 30 aprile 1945 nella 28. SS-Freiwilligen-Grenadier-Division der SS "Wallonien".
Altri paesi Anche in altri paesi erano presenti dei movimenti fascisti: nel Regno Unito l'Unione Britannica dei Fascisti di Oswald Mosley, in Francia il Partito Popolare Francese dell'ex segretario giovanile comunista Jacques Doriot e movimenti minori come le Croci di Fuoco. In Jugoslavia vi furono gli Ustascia di Ante Pavelić.

Germania[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nazismo.

Il più famoso dei movimenti para-fascisti fu il NSDAP (NationalSozialistische Deutsche ArbeiterPartei-partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori) di Adolf Hitler. Seppure il suo capo avesse una genuina venerazione per Mussolini e qualche punto in comune con l'ideologia fascista, soprattutto l'anticomunismo, il nazionalismo e il culto della rivoluzione, all'inizio non aveva attratto particolari simpatie presso gli uomini del fascismo italiano; lo stesso Mussolini non mancò di mettere in ridicolo il razzismo germanico nel celebre discorso di Bari del 1934[3], definì il Mein Kampf "un testo illeggibile"[4], mentre i giornali italiani espressero verso il nazismo (all'indomani della Notte dei lunghi coltelli) apprezzamenti del tipo "criminali e pederasti" all'indirizzo della dirigenza nazionalsocialista[5]. Successivamente la necessità per Mussolini di consolidare l'alleanza con la Germania - particolarmente invisa al popolo italiano - fu avviata una martellante campagna propagandistica tesa ad evidenziare le similitudini fra i due regimi. Tuttavia, quando fu chiaro che nell'Asse Roma-Berlino l'Italia non sarebbe stato il "socio di maggioranza", nacque più o meno spontaneamente all'interno del fascismo anche una forte corrente culturale intenta a rivendicare differenze o primazie culturali ed ideologiche al di là della "comunanza d'interessi".

Inghilterra[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi British Union of Fascists.

Irlanda[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Esercito Cameratesco.

Portogallo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Estado Novo (Portogallo).

Romania[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guardia di Ferro.

Stato Indipendente di Croazia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ustascia.


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Così Otto Bauer, cit. in Botz, Die Ausschaltung des Nationalrates un die Anfaenge der Diktatur Dollfuss, p. 57
  2. ^ Così Ernst Karl Winter, in Das Ende der Aktion, in "Wieder Politische Blatter", vol. III, n. 3 (21 luglio 1935), p. 147
  3. ^ Pietro Ferrari, Fascismi. Analisi, storie, visioni, Milano, Edizioni Radio Spada, 2014.
  4. ^ documento
  5. ^ Sergio de Sanctis, La notte dei lunghi coltelli, Avverbi Edizioni, 2008

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Michael Ledeen, Universal Fascism, New York, Howard Fertig, 1972 (trad.it. a cura di Bertolazzi), L'internazionale fascista, Laterza, Roma-Bari, 1973
  • Maurice Bardeche, I fascismi sconosciuti, Edizioni Ciarrapico, Roma
  • Therry Buron e Pascal Gauchon, I fascismi, Akropolis, Napoli, 1984
  • Pierre Milza e Serge Bernstein, Dizionario dei Fascismi, Bompiani, Milano.
  • Ernst Nolte, La crisi dei regimi liberali e i movimenti fascisti Einaudi, 2001
  • Michele Rallo, L'Epoca delle Rivoluzioni Nazionali in Europa (1919-1945) - 6 Voll. Ed. Settimo Sigillo, Roma
  • Adriano Romualdi, Il fascismo come fenomeno europeo, Ed. "L'Italiano", Roma, 1984
  • Francesca Tacchi, I fascismi europei, in Storia illustrata del fascismo, Giunti, Firenze, 2000
  • Pietro Ferrari, Fascismi. Analisi, storie, visioni, Edizioni Radio Spada, Milano, 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]