Rexismo

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Partito Rexista
Rex
Bandiera del movimento "Rex"
Leader Léon Degrelle
Stato Belgio Belgio
Fondazione 1935
Dissoluzione 1945
Sede Bruxelles, Belgio
Ideologia Fascismo, Cattolicesimo, Corporativismo, Tradizionalismo, Anticapitalismo, Anticomunismo
Testata Le Pays Réel (Il Paese Reale)

Il rexismo trae il nome dal movimento politico di estrema destra Rex, monarchico, d'ispirazione fascista e d'impronta cattolica, fondato nel 1935 in Belgio da Léon Degrelle.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Il rexismo è stato sostanzialmente un movimento di opposizione al governo belga ed ha avuto, pertanto, un ruolo marginale nello scenario politico del paese fino al 1941.

Trae il suo nome dal movimento belga Rex, di forte ispirazione fascista, aristocratica e cattolica, mutuando il suo nome dal sostantivo latino rex, riferito al concetto di regalità anche dal punto di vista religioso (Cristo Re).

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Questo movimento di natura anticapitalista quanto anticomunista, metteva in risalto la corruzione della classe politica, tanto che uno dei suoi slogan era: «Contro tutti i partiti, contro tutti i corrotti!».

Il rexismo basa dunque la sua politica su alcuni principi fondamentali, quali la lotta alla democrazia, considerata corrutrice della civiltà; la rinascita morale della società belga attraverso un recupero della recta via indicata dagli insegnamenti della chiesa cattolica; l'istituzione di una società corporativistica fondata sul lavoro; la lotta totale alla corruzione e la promozione dell’etica secondo il motto «contro tutti i partiti, contro tutti i corrotti»; la lotta senza quartiere al «mostro rosso» e allo «squalo capitalista».

Inizialmente il rexismo si diffuse prevalentemente tra i belgi francofoni, ma presto anche tra la componente fiamminga del piccolo regno si sviluppò un movimento analogo, il Vlaamsch-nationaal verbond (Vnv), che darà così al rexismo un carattere compiutamente nazionale.

Fra i membri più influenti del partito vi furono, oltre a Léon Degrelle, José Streel, Louis Collard, Victor Mathys, il quale ultimo diverrà capo del partito quando Degrelle partirà per il fronte.

Da movimento a partito[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento Rex, divenuto partito a tutti gli effetti nel 1936, ottenne un ottimo risultato alle elezioni di quell'anno, ottenendo 21 seggi alla camera dei rappresentanti e 12 al senato. Parallelamente il rexismo iniziò ad organizzare le sue forze paramilitari: la Légion Wallonie per la componente francofona e la Légion Flandern per quella fiamminga.

Fu comunque condannato dalla Chiesa cattolica e dal re Leopoldo III del Belgio, che ne prese pubblicamente le distanze.

Degrelle e il rexismo appoggiarono dunque la causa nazionalsocialista, in particolare aderendo alle Waffen SS e inviando migliaia di volontari per la crociata contro il bolscevismo (Operazione Barbarossa).

Dopo la sconfitta elettorale e il ritorno di un governo socialista-liberale, Degrelle e i rexisti furono condannati a morte per alto tradimento. Molti ripararono così all’estero, in particolare in Spagna, presso il generalissimo Francisco Franco.

Proprio per questo suo collaborazionismo con le forze occupanti, fu posto fuori legge alla fine della guerra.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Baland Lionel, Léon Degrelle et la presse rexiste, Paris, Éditions Déterna, 2009 (ISBN 978-2-913044-86-9)
  • Streel José, La révolution du XXème siècle (riedizione della pubblicazione del 1942, Bruxelles, NSE), prefazione di Lionel Baland, Déterna, Paris, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]