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Cina

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Cina
Cina – Bandiera Cina - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Cina - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Popolare Cinese
Nome ufficiale 中华人民共和国
Zhōnghuá Rénmín Gònghéguó
Lingue ufficiali Cinese mandarino
Capitale Pechino  (20 693 000 ab. / 2012)
Politica
Forma di governo Stato socialista
monopartitico con Riforme di Mercato
Presidente Xi Jinping
Primo ministro Li Keqiang
Indipendenza 1º ottobre 1949 proclamazione della Repubblica Popolare Cinese
Ingresso nell'ONU 25 ottobre 1971[1]
Superficie
Totale 9.706.961 km² ()
 % delle acque 2,8 %
Popolazione
Totale 1.357.821.000 ab. (2012) ()
Densità 139,6 ab./km² (81º)
Tasso di crescita 0,481% (2012)[2]
Nome degli abitanti Cinesi
Geografia
Continente Asia
Confini Afghanistan, Bhutan, Birmania, Corea del Nord, India, Kazakistan, Kirghizistan, Laos, Mongolia, Nepal, Pakistan, Russia, Tagikistan, Vietnam
Fuso orario UTC+8
Economia
Valuta Yuan cinese
PIL (nominale) 8 221 015[3] milioni di $ (2012) ()
PIL pro capite (nominale) 6 071 $ (2012) (89º)
PIL (PPA) 12 261 274 milioni di $ (2012) ()
PIL pro capite (PPA) 9 055 $ (2012) (93º)
ISU (2012) 0,699 (medio) (101º)
Fecondità 1,6 (2010)[4]
Varie
Codici ISO 3166 CN, CHN, 156
TLD .cn, .中國, .中国
Prefisso tel. +86
Sigla autom. CN
Inno nazionale Marcia dei Volontari[?·info]
Festa nazionale 1º ottobre
Cina - Mappa
 

Coordinate: 35°N 103°E / 35°N 103°E35; 103

La Cina (中國T, 中国S, ZhōngguóP), ufficialmente la Repubblica Popolare Cinese (RPC) (中華人民共和國T, 中华人民共和国S, Zhōnghuá Rénmín GònghéguóP ascolta la pronuncia in cinese mandarino[?·info]), anche nota come Cina popolare, è uno Stato sovrano situato nell'Asia orientale. È il paese più popoloso del mondo, con una popolazione di oltre 1,35 miliardi. La RPC è uno Stato a partito unico governato dal Partito Comunista, con la sua sede del governo nella capitale di Pechino. Essa esercita giurisdizione su 22 province, cinque regioni autonome, quattro municipalità direttamente controllate (Pechino, Tianjin, Shanghai e Chongqing), e due per lo più autonome regioni amministrative speciali (Hong Kong e Macao). La RPC considera anche Taiwan - che è controllata dalla Repubblica di Cina (RDC), un'entità politica separata - come la sua 23ª provincia. La complessa condizione politica di Taiwan è una delle conseguenze della guerra civile cinese che ha preceduto la fondazione della RPC.

Coprendo poco meno di 9,6 milioni di chilometri quadrati, la Cina è il terzo paese più grande del mondo per superficie. Il paesaggio della Cina è vasto e diversificato, e va dalle steppe della foresta e i deserti dei Gobi e del Taklamakan nell'arido nord alle foreste subtropicali e umide del sud. L'Himalaya, il Karakoram, il Pamir e il Tian Shan sono le catene montuose che separano la Cina meridionale dall'Asia centrale. Il fiume Azzurro e il fiume Giallo, rispettivamente il terzo e il sesto più lunghi del mondo, scorrono dall'Altopiano del Tibet verso la costa orientale densamente popolata. La costa della Cina lungo l'oceano Pacifico è lunga 14.500 chilometri, ed è delimitata dal mare di Bohai, dal mar Giallo, dal mar Cinese Orientale e dal mar Cinese Meridionale.

L'antica civiltà cinese - una delle prime al mondo - fiorì nel bacino fertile del fiume Giallo, nelle pianure della Cina settentrionale. A partire dall'età del bronzo si ha evidenza di strutture feudali, in cui i nobili si raccoglievano intorno a monarchie ereditarie. Vi sono testimonianze di una casata regnante nella prima metà del I millennio a.C., nota come dinastia Zhou, il cui declino condusse alla nascita di un discreto numero di regni indipendenti in competizione per il predominio sulla regione, con stagioni di conflitto che si fecero particolarmente accese nel periodo che va dall'VIII al III secolo a.C.. Nel 221 a.C., lo stato di Qin sconfisse e conquisto i territori di tutti gli altri stati combattenti, dando vita al primo impero della storia cinese, sotto la dinastia Qin.

Da quel momento il titolo di imperatore della Cina divenne il sinonimo della raggiunta supremazia. La dinastia Qin non durò a lungo, ma le popolazioni vennero presto riunite sotto l'egida della dinastia Han (III secolo a.C. - III secolo d.C.). I quattro secoli in cui regnarono i sovrani della dinastia Han sono considerati cruciali per la definizione e affermazione della identità culturale cinese, tanto da divenire il termine con cui i cinesi definirono se stessi (con il termine appunto di etnia o popolo Han). Da allora la storia cinese ha visto l'alternarsi di periodi di divisione e fasi di unificazione, con conseguenti periodi di frammentazione, contrazione o espansione territoriale, sotto l'egida di diverse dinastie, talora di etnia straniera (come nel caso dei mongoli o dei mancesi).

L'ultima dinastia fu quella dei Qing, il cui regno si concluse nel 1911 con la fondazione della Repubblica di Cina. Dopo la sconfitta dell'Impero del Giappone durante la seconda guerra mondiale, il paese fu scosso dalla guerra civile che vedeva contrapposte le forze nazionaliste del Kuomintang, il partito che allora deteneva il governo del paese, e le forze facenti capo al Partito comunista cinese. Nel 1949 la guerra si concluse con la sconfitta del Kuomintang e la fuga del governo nazionalista sul'isola di Formosa, nella cui capitale Taipei ha tuttora sede l'attuale Repubblica di Cina, altresì nota come Taiwan. In seguito alla vittoria conseguita sul continente, il 1º ottobre del 1949 a Pechino le forze comuniste guidate da Mao Zedong proclamarono ufficialmente la nascita della Repubblica popolare cinese.

Dopo l'introduzione di riforme economiche nel 1978, la Cina è diventata l'economia dalla crescita più rapida al mondo. A partire dal 2013, è la seconda economia più grande al mondo sia come PIL totale nominale che per parità di potere d'acquisto (PPA), ed è anche il più grande esportatore e importatore di merci al mondo. La Cina è ufficialmente uno Stato munito di armi nucleari e ha il più grande esercito permanente del mondo, con il secondo più grande bilancio della difesa. La RPC è stata un membro delle Nazioni Unite dal 1971, quando ha sostituito la RDC come membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La Cina è anche membro di numerose organizzazioni multilaterali formali e informali, tra cui l'OMC, l'APEC, il BRICS, l'Organizzazione di Shanghai per la cooperazione, il BCIM e il G-20. La Cina, unanimemente riconosciuta come Grande potenza dal consesso internazionale, è anche considerata come una potenziale Superpotenza da un certo numero di accademici, analisti militari, dalla politica pubblica e da analisti di economia.

Etimologia del nome[modifica | modifica wikitesto]

La parola "Cina" deriva dal persiano Chin (چین), che a sua volta deriva dalla parola sanscrita Cīna (चीन).[5] Il nome è stato registrato per la prima volta nel 1516 negli scritti dell'esploratore portoghese Duarte Barbosa.[6] I suoi scritti furono tradotti e pubblicati in Inghilterra nel 1555.[7] La teoria tradizionale, proposta nel XVII secolo da Martino Martini, è che il nome Cina deriva da "Qin" (秦), il più occidentale dei regni cinesi durante la dinastia Zhou.[32] Tuttavia, la parola è stata usata nelle prime scritture indù, tra cui il Mahābhārata (V secolo a.C.) e Manusmṛti (II secolo a.C.).[8][9]

Il nome ufficiale del paese moderno è Repubblica Popolare Cinese (in cinese: 中华人民共和国; in pinyin: Zhōnghuá Renmin Gongheguo). I nomi cinesi comuni per il Paese sono Zhōngguó (cinese: 中国, da Zhong, "centrale" o "medio", e Guo, "stato" e in tempi moderni, "nazione") e Zhōnghuá (cinese: 中华), anche se il nome ufficiale del paese è stato modificato più volte nelle dinastie che si sono susseguite e dai governi moderni. Il termine Zhōngguó è apparso in vari testi antichi, come ad esempio il "classico dei documenti" del VI secolo a.C. e in epoca pre-imperiale è stato spesso utilizzato come un concetto culturale per distinguere le tribù Huaxia da coloro che venivano percepiti come "barbari". Il termine, che può essere singolare o plurale, non è stato utilizzato come nome per il paese nel suo complesso fino al XIX secolo.[10]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Cina.
History of China
Storia della Cina
MITOLOGICA
Tre Augusti e Cinque Imperatori
ANTICA
Dinastia Xia c. 2100 – c. 1600 a.C.
Dinastia Shang c. 1600 – c. 1046 a.C.
Dinastia Zhou c. 1045 – 256 a.C.
 Dinastia Zhou occidentale
 Dinastia Zhou orientale
   Periodo delle primavere e degli autunni
   Periodo dei regni combattenti
IMPERIALE
Dinastia Qin 221–206 a.C.
Dinastia Han 206 a.C. – 220 d.C.
  Dinastia Han occidentale
  Dinastia Xin
  Dinastia Han orientale
Tre Regni 220–280
  Wei, Shu e Wu
Dinastia Jìn 265–420
  Jin occidentale Sedici regni
304–439
  Jin orientale
Dinastie del Nord e del Sud
420–589
Dinastia Sui 581–618
Dinastia Tang 618–907
  (Wu Zetian 690–705)
5 dinastie
e 10 regni

907–960
Dinastia Liao
907–1125
Dinastia Song
960–1279
  Song del Nord W. Xia
  Song del Sud Dinastia Jīn
Dinastia Yuan 1271–1368
Dinastia Ming 1368–1644
Dinastia Qing 1644–1911
MODERNA
Repubblica di Cina 1912–1949
Repubblica popolare
cinese

1949–presente
Repubblica di Cina
(Taiwan)

1949–presente
Territori occupati dalle dinastie e dagli stati moderni della storia cinese.

La Cina è stata abitata dall'uomo fin da tempi antichissimi; i resti umani ritrovati e classificati come specie ominide a sé (Sinanthropus pekinensis o uomo di Pechino) risalgono a circa 50.000 anni fa[senza fonte]. La società cinese passò da matriarcale (10.000 anni fa) a patriarcale (5.000 a.C.) sviluppando l'agricoltura e l'artigianato. Di questo periodo non abbiamo fonti storiche al di fuori di miti e leggende tramandate oralmente: le tre grandi figure di questi miti sono Huang Di, l'Imperatore Giallo, il primo a unificare la Cina, Lei Zu, sua moglie, che introdusse il baco da seta, e Yu il Grande[11] (2205-2197 a.C.) che introdusse l'uso delle armi di bronzo e la dinastia Xia, la prima della storia nazionale. La storia delle cosiddette dinastie copre un arco di quasi quattro millenni, a partire dalla prima semi-mitologica dinastia Xia nel II millennio a.C.. L'epoca dei regni combattenti si concluse nel 221 a.C. con l'unificazione di tutta la Cina allora conosciuta, e la fondazione della dinastia Qin. Da qui in poi la storia cinese divenne la storia delle dinastie imperiali, che termina con la fine della dinastia Qing nel XX secolo, in conseguenza degli effetti a lungo termine della Guerra dell'oppio fra Cina e Inghilterra, che aveva aperto il periodo delle concessioni agli stranieri. Dopo un secolo di rivolte e turbolenze, sedate con l'aiuto di potenze europee e del Giappone, l'autorità imperiale si indebolì sempre di più e nel dicembre 1911 a Nanchino viene proclamata la Repubblica, ponendo fine al cosiddetto "Celeste Impero".

Dalla preistoria al grande Impero[modifica | modifica wikitesto]

Una delle statue che fa parte dell'esercito di terracotta nella tomba dell'Imperatore Qin, a Xi'An.

La Cina fu abitata sin da tempi antichissimi:le tracce del primo uomo risalirebbero a circa 50.000 anni fa. Successivamente si alternarono al potere innumerevoli regni o dinastie, che diedero alla Cina una dinastia di tipo feudale. L'Imperatore era considerato una figura divina dotata di poteri straordinari. La prima unificazione politica, monetaria e militare avvenne durante il regno di Qin Shi Huang Di, che fece edificare i primi tratti della grande muraglia cinese. In seguito la Cina fu governata da nuove dinastie le quali riuscirono a creare una gigantesca organizzazione burocratica centralizzata sul vasto territorio cinese.

La prima dinastia di imperatori cinesi è la dinastia Xia, fondata dal Grande Yu che lasciò il trono al figlio Qin e ai suoi discendenti, nel 2200 a.C.: l'ultimo Xia fu Jie, che venne detronizzato, nel 1766 a.C. dai fondatori della successiva dinastia Shang. Durante quest'ultima nascono i primi pittogrammi, incisioni su dorsi di tartaruga a scopo augurale e divinatorio, che in seguito divennero gli ideogrammi della scrittura cinese: questa venne poi codificata durante il regno della dinastia successiva, gli Zhou, che regnarono dal 1122 a.C. al 770 a.C. In questo periodo il regno è sempre più diviso e iniziano le prime lotte fra province, che si accentua durante il periodo Chunqiu (Primavere e Autunni) 770-476 a.C., che segna l'ingresso della Cina nell'età del Ferro: in questo periodo nasce e insegna Confucio. Alla fine la litigiosità dei principi locali smembra il regno degli Zhou, e si apre con il periodo dei Regni Combattenti, in cui la Cina è frammentata in una decina di regni in perenne lotta fra di loro. In realtà, anche se queste dinastie sono incluse tra quelle imperiali, fino al 221 a.C. l'Impero Cinese propriamente detto non esiste, poiché questi regni non estendono il loro controllo se non su di una parte della Cina. Inoltre i poteri locali sono ancora molto forti e l'economia è basata sulla schiavitù, un po' come succede nell'Impero Romano. Sarà lo stesso primo imperatore della dinastia Qin (in cinese 秦始皇帝) che unificherà la Cina a inventare un nuovo titolo, Huangdi, per designare una forma più alta di autorità e potere: quello dell'Imperatore di tutta la Cina.

La Cina imperiale[modifica | modifica wikitesto]

La Grande Muraglia Cinese, lunga 21.196,18 km, che doveva servire a contenere le incursioni dei popoli confinanti, in particolare dei Mongoli. Eretta a partire dal III secolo a.C., venne modificata in epoche successive.

Nel 221 a.C. Ying Zheng, re del regno di Qin, nell'odierna provincia dello Scensi, unifica definitivamente la Cina e nominandosi Qin Shihuangdi, cioè "primo augusto imperatore di Qin", fonda la prima dinastia imperiale moderna, la dinastia Qin, che dura solamente undici anni. In questo periodo inizia la costruzione della Grande Muraglia, vengono unificate le unità di misura e la lunghezza dell'asse dei carri. Viene codificata per la prima volta la scrittura cinese, ad opera del primo ministro Li Si, che pubblica il primo catalogo ufficiale con 3.300 caratteri.

Dopo un periodo di turbolenza seguito alla caduta dei Qin, si consolida il potere della dinastia Han, che regna per circa quattro secoli, fino al 220 d.C.: sotto la dinastia Han si apre ufficialmente la via della seta e inizia il commercio con le province romane d'oriente. L'impero comincia ad espandersi nell'Asia continentale, mentre il confucianesimo si afferma come ideologia della classe dirigente cinese. Nel 105 a.C. viene inventata la carta. Al cadere della dinastia Han, l'impero si spezza di nuovo in tre stati (periodo dei Tre Regni, 220-265): regno Wei a nord, regno Shu nell'attuale provincia del Sichuan e il regno Wu a sud. la divisione è favorita dall'introduzione del Buddismo.

Segue la dinastia Jìn denominata "occidentale" nel periodo tra il 265 e il 316, durante la quale si verifica una riunificazione per un breve periodo, e "orientale" nel periodo tra il 317 e il 420 che vede Nanchino come capitale; dal 420 al 589 circa la Cina rimane divisa tra le dinastie del Nord e del Sud, mentre una nuova riunificazione avviene sotto la Dinastia Sui tra il 581 ed il 618, durante la quale la capitale diventa Xi'an; dal 618 al 907 succede la Dinastia Tang, uno dei periodi di massima fioritura della cultura cinese, mentre il periodo dal 907 al 960 viene detto "delle Cinque Dinastie e Dieci Regni". Dal 960 al 1279 l'impero viene dominato dalla Dinastia Song. Tra il periodo Tang e quello Song vengono inventate la polvere da sparo, la stampa e la bussola.

Il Palazzo d'Estate a Pechino, con il lago Kunming utilizzato come pista da pattinaggio; il complesso fa parte di un parco, uno dei più belli della capitale cinese.

Il periodo successivo è segnato dall'invasione dei Mongoli, civiltà che si trovava vicino il grande impero cinese, sotto la guida di Gengis Khan e dei suoi discendenti, i quali liquidano la dinastia Song e fondano dal 1279 al 1366 con Kublai Khan la dinastia Yuan, all'inizio della quale risalgono i viaggi di Marco Polo in Cina. Inizialmente la Cina fa parte dello sterminato Impero Mongolo e Kublai Khan era al tempo stesso sovrano di entrambe le entità territoriali; con la frammentazione dei vari Khanati, la dinastia Yuan si limita a governare la Cina. Il dominio mongolo è caratterizzato da una grave crisi demografica e gli invasori faticano a integrarsi con i vinti fino a che una rivolta popolare porta alla cacciata dei Mongoli ed alla fondazione di una nuova dinastia nazionale, la dinastia Ming dal 1368 al 1644. Sotto i Ming la Cina nel XV secolo costruisce in tre anni 1.681 navi di cui molte oceaniche, cosa all'epoca impossibile in Europa, tanto che si può definire sicuramente la superpotenza mondiale di quest'epoca. Successivamente per una profonda crisi politica e d'identità, dovuta in parte alle pressioni dei mongoli e dei tartari a causa delle quali la Cina dovette impiegare le sue forze nella difesa dei confini sottraendole all'espansionismo marittimo, nel 1525 fu dato ordine all'esercito di distruggere qualsiasi vascello oceanico cinese che fosse stato trovato lungo le coste; tale decisione fu la premessa del declino dell'impero cinese.

In seguito alla crisi dei Ming, i Manciù invadono la Cina e la conquistano fondando la dinastia Qing, rimasta al potere dal 1644 al 1911, la quale porta l'Impero alla massima estensione territoriale, ma lentamente verso una crisi irreversibile.

La fine dell'impero e la repubblica di Cina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Intellettuali cinesi in Giappone 1895-1911.

Diversi furono i tentativi di modernizzazione in questo periodo: mentre in Giappone il processo procedette celermente, in Cina venne invece osteggiato prima e dopo la morte dell'imperatore Kuang-Hsiü, lontano parente dell'ultimo imperatore Pu Yi. La vedova Tsu-hsi, zia di Kuang Hsiü, aveva assunto il ruolo di reggente da molti anni ormai e per timore che la riforma confuciana da lei messa in atto allo scopo di rafforzare l'apparato amministrativo dell'impero andasse in frantumi, represse con una certa durezza ogni tentativo di aprire il paese all'occidente.Ad aggravarla è il movimento Taiping, in una guerra civile che l'impero riuscì a reprimere solo grazie all'aiuto delle potenze europee che non aiutarono il movimento Taiping pur avendo le stesse radici religiose cristiane, in quanto il movimento non consentiva la vendita dell'oppio. Questa guerra causò oltre 20 milioni di morti. Successivamente in particolare l'Inghilterra, scatena le Guerre dell'oppio. Interi territori finiscono sotto l'influenza sia degli europei, che dei giapponesi, e la crisi dell'Impero si fa irreversibile. Tutto ciò si conclude con l'abdicazione del giovane Pu Yi[12], il 12 febbraio 1912.

Mao Zedong proclama la nascita della Repubblica Popolare Cinese, il 1º ottobre 1949.

Due guerre civili fra i nazionalisti filoamericani di Chiang Kai-shek (o Jiang Jie-Shi) e i comunisti di Mao Tse-tung (o Mao Zedong) (1927-1937 e 1945-1949) e l'invasione giapponese (1937-1945) termineranno con la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese di Mao il 1º ottobre 1949, e della Repubblica nazionale cinese nell'isola di Formosa.

La repubblica popolare cinese[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo governo riunificò il territorio e diede una struttura economica di tipo socialista al paese, con la nazionalizzazione delle industrie la creazione delle comuni e la redistribuzione delle terre dei latifondisti ai contadini attraverso iniziative politiche ed economiche che costarono la vita a milioni di persone.

Nella seconda metà del Novecento, si afferma una linea economica che inizialmente segue il modello sovietico e poi tenta un percorso alternativo che porterà al disastro del Grande balzo in avanti. La terribile carestia, la repressione, i lavori forzati e la Rivoluzione Culturale in cui furono protagoniste le Guardie Rosse, provocheranno decine di milioni di morti.

L'apertura alla proprietà privata[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le molteplici carestie nel Paese, negli scontri politici interni del Partito si afferma Deng Xiaoping, che riorganizza l'economia cinese, favorendo il riconoscimento costituzionale della proprietà privata e l'apertura del mercato ad investimenti esteri. Le proteste di Tian An Men non fermano la politica del Partito Comunista, che dopo il ritorno di Hong Kong e Macao, porta l'economia cinese ai primi posti del globo.

Anche l'occidentalizzazione della Cina, tentata più volte dagli europei a partire dal secolo XVII e culminata con l'irruzione coloniale dalla seconda metà del secolo XIX, è stata assorbita e trasformata nel corso del XX secolo in una singolare forma di comunismo nazionale, uno dei fattori dominanti nella scena internazionale del secondo dopoguerra, facendo dell'antico "Regno di Mezzo" uno dei poli della politica mondiale anche nell'era post-comunista.

La Cina come potenza emergente[modifica | modifica wikitesto]

Shanghai la capitale economica della Cina e il maggior porto per merci del mondo.

L'importanza della Cina nel ventunesimo secolo[13][14] si riflette in virtù del suo ruolo come prima potenza economica per prodotto interno lordo; inoltre è membro fondatore delle Nazioni Unite (è uno dei cinque membri permanenti con il diritto di veto), aderisce al Shanghai Cooperation Organisation (SCO), e fa parte del OMC, dell'APEC, dell'ASEAN, del G2 e del G20. Con l'introduzione della riforma economica basata sul capitalismo, nel 1978 la Cina è diventata il paese con lo sviluppo economico più veloce al mondo, primo maggiore esportatore (2008), e il primo più grande importatore di merci (2010)[15].

Molti studiosi hanno definito la Cina come la nuova superpotenza militare emergente; già nel 1964 riesce a sviluppare i suoi armamenti nucleari e mantiene dalla fine della seconda guerra mondiale l'esercito di terra più grande al mondo (Esercito di Liberazione Popolare), il suo budget per la difesa (con un aumento annuale più 10%) è secondo solo a quello degli USA. La rapida industrializzazione ha ridotto il suo tasso di povertà dal 53% nel 1981 all'8% nel 2001[16]. Tuttavia, la Repubblica popolare cinese è ora di fronte a una serie di altri problemi, tra cui il rapido invecchiamento della popolazione a causa della politica del figlio unico[17] [collegamento interrotto], un ampliamento urbano-rurale, uno squilibrio economico tra regione costiere e interne, e il degrado ambientale[18][19].

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Cina.

La superficie della Cina è di 9.706.961 km², di poco inferiore all'intera Europa, il che ne fa lo Stato più esteso dell'Asia orientale; la popolazione è di oltre 1 341 900 000 persone[20], pari a circa il 19,5% della popolazione mondiale: la Cina è il paese più popolato del mondo.

La forma di Stato della Cina è una repubblica socialista governata da un unico partito, il Partito Comunista Cinese; la sua amministrazione è articolata in 22 province, 5 regioni autonome, 4 comuni, e 2 regioni amministrative speciali.

La Cina confina con 14 paesi: a nord con Russia e Mongolia; a est con la Corea del Nord; a sud con Vietnam, Myanmar, Laos, Bhutan e Nepal; a ovest con India, Pakistan, Tagikistan, Kazakistan, Afghanistan e Kirghizistan. Si affaccia inoltre a est sul Mar Giallo e sul Mar Cinese Orientale e sud-est sul Mar Cinese Meridionale.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Questa foto dal satellite mette bene in evidenza l'aridità della Cina occidentale e, al contrario, l'umidità della zona sudorientale.

Con 9.71 milioni km quadrati, la Cina è il terzo paese del mondo per estensione (dopo la Federazione Russa e il Canada) e di conseguenza offre una grande varietà di climi e paesaggi. Il punto sul globo terrestre più lontano dal mare (circa 2600 km) si trova in Cina, nell'area desertica nella regione Sinkiang-Uygur. Il sud è diviso tra l'altopiano dello Yunnan-Guizhou, con un'altitudine che parte dai 2000 metri per arrivare ai 550 metri, e i bacini dei grandi fiumi che lo attraversano.

Idealmente si potrebbe dividere la Cina in sei grandi regioni:

Il nord-ovest[modifica | modifica wikitesto]

Si divide in tre fasce climatiche, la parte settentrionale fredda, la centrale più temperata e la meridionale umida. Questa regione comprende a nord un bacino chiamato "il bacino di Zungaria",che, nonostante sia caratterizzato da zone rocciose e sabbiose, è una zona piuttosto fertile dove l'agricoltura viene praticata grazie a vasti sistemi di irrigazione; a sud si trova il bacino del Tarim situato tra gli elevati rilievi del Kunlun. Esso comprende il deserto più arido di tutta l'Asia: il Taklamakan.

La Mongolia interna[modifica | modifica wikitesto]

Questa regione possiede un clima molto secco e si trova nella parte centro-settentrionale della Cina. La Mongolia Interna è un altopiano caratterizzato da deserti di sabbia, roccia e ghiaia che a est degradano in fertili steppe. Questa regione, delimitata ad est dalla boscosa catena del grande Khingan, comprende pianure ondulate divise da aridi piani rocciosi. Il capoluogo è Hohhot.

Il nord-est[modifica | modifica wikitesto]

Comprende tutta la Manciuria a est della catena del grande Khingan: si tratta di una vasta e fertile pianura circondata da monti e colline tagliate da moltissime valli e piccoli pendii. A sud si trova la penisola di Liaodong, le cui coste sono ricche di porti naturali. Nella parte occidentale del nord est si trovano ampie zone desertiche.

La Cina settentrionale[modifica | modifica wikitesto]

Questa regione si trova nella zona delimitata a nord dalla Mongolia interna e, a sud, dal bacino del fiume Huang He; qui si trova l'altopiano del Loes, caratterizzato da profonde vallate, gole e terrazze coltivate, il bassopiano cinese, i monti dello Shandang e infine, gli aspri e inaccessibili rilievi del sud ovest.

La Cina meridionale[modifica | modifica wikitesto]

Questa regione abbraccia la valle del Chang Jiang e numerose regioni del sud. La valle del grande fiume consiste in una serie di bacini i cui fertili terreni alluvionali sono solcati da canali navigabili e da molti laghi. A ovest si estende il bacino dello Sichuan, un fertile territorio collinare, circondato dagli irregolari altopiani centrali. Gli altopiani meridionali sono compresi tra i monti Tibetani e il mare. A est si estendono zone collinari disboscate e soggette ad erosione; lungo la costa si trovano gli irregolari altopiani sud orientali.

L'estrema regione sud-occidentale[modifica | modifica wikitesto]

È occupata dall'altopiano del Tibet, conosciuto anche come il "Tetto del Mondo", che, posto ad un'altitudine media di 4510 metri sul livello del mare, è la regione in cui si trovano le montagne più alte del mondo, con ben 14 cime che si elevano al di sopra degli 8000 metri tra cui il K2 ed il Monte Everest. Morfologicamente vario, costituito da vasti affioramenti rocciosi, alternati da pianure alluvionali, laghi salati e paludi, l'altopiano è attraversato da numerose catene montuose e orlato dall'Himalaya a sud, dal Pamir e dal Karakorum a ovest, e dal Quiliam sham a nord. Qui si trova la sorgente del Gange. In estate la catena dell'Himalaya fa da scudo protettivo alle più basse nuvole monsoniche provenienti dai versanti indiano e nepalese. Le piogge sono dunque limitate, presenti soprattutto in luglio/agosto.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Le precipitazioni in Cina.

La Cina è sede di un gran numero di fiumi. I tre maggiori sono: lo Huang He 黄河 (in italiano "Fiume Giallo"), lo Chang Jiang长江 (o "Fiume Azzurro") e lo Xi Jiang 西江  (o "Fiume dell'ovest"), che nella parte media e bassa del loro corso dividono tre grandi assi orografici della Cina orientale, ed hanno la loro origine sull'altopiano tibetano. Lo Huang He o fiume giallo,nasce nelle montagne del Qinghai, percorre il territorio cinese per circa 4.855 km, prima di sfociare nel Pacifico presso la penisola dello Shandong. Il Chang Jiang o fiume azzurro è il maggiore fiume cinese e il terzo per lunghezza al mondo. Anch'esso nasce dalle montagne del Qinghai, ma procede verso sud-est attraversando così zone di montagne ricche di acqua che gli garantiscono una notevole portata. Lo Xi Jiang nasce sull'altopiano dello Yunnan ed ha notevole importanza dal punto di vista agricolo, dato il clima subtropicale delle regioni irrigate. Nel Guangdong confluisce nello "Zhu Jiang" o Fiume delle Perle che è un'altra importante arteria di trasporto fluviale con il suo delta che arriva fino alla città di Canton e oltre verso un territorio pieno di canali e dighe.

Circa la metà dei fiumi della Cina, compresi i tre più lunghi Chang Jiang (fiume Azzurro), Huang He (fiume Giallo) e Xi Jiang, scorre da ovest a est e sfocia nei mari cinesi aperti all'Oceano Pacifico; in minore quantità sfociano nel Mare Del Giappone, mentre altri sono privi di sbocco sul mare e quindi si gettano negli aridi bacini occidentali e settentrionali, dove le acque filtrano nel sottosuolo formando profonde e importanti riserve d'acqua. Le piene dei grandi fiumi portano inondazioni che hanno sovente conseguenze disastrose sugli insediamenti umani e sulle coltivazioni.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa della densità della popolazione al 2009. Le provincie della costa orientale sono molto più densamente popolate rispetto alle zone occidentali interne.
Popolazione della Cina dal 1949 al 2008

Il censimento nazionale del 2010 ha permesso di stimare la popolazione della Repubblica popolare cinese in circa 1.370.536.875 individui; il 16.6% di essi aveva un'età di 14 anni o inferiore, il 70.14% era tra i 15 e i 59 anni e il 13,26% aveva più di 60 anni.[21] Il tasso di crescita della popolazione per il 2013 è stato stimato di essere dello 0,46%.[22] Sempre secondo il censimento, la densità della popolizione era di 138 ab./km² e un isu di 0,777; classificandosi all'81º posto. La popolazione è sparsa in modo molto irregolare; è infatti concentrata prevalentemente nelle province orientali e nelle grandi pianure, mentre a ovest, zona più aspra e arida, vi è una densità bassissima.

Oggi, la Repubblica Popolare Cinese ha una dozzina di grandi città, con uno o più milioni di residenti di lungo periodo, tra cui le tre città globali di Pechino, Hong Kong e Shanghai. Le principali città della Cina svolgono ruoli chiave a livello nazionale e per quanto riguarda l'identità regionale, la cultura e l'economia.

Anche se, per gli standard occidentali, il paese può essere considerato a reddito medio, a partire dal 1978 la sua rapida crescita ha permesso a centinaia di milioni di suoi cittadini di uscire dalla povertà. Oggi, circa il 10% della popolazione cinese vive al di sotto della soglia di povertà di 1 dollaro al giorno, un dato in calo del 64% rispetto a quello del 1978. La disoccupazione in ambito urbano, al 2014, era di circa il 4,1%.[23][24] Con oltre 1,3 miliardi di persone e una costante diminuzione delle risorse naturali, il governo cinese si è dimostrato molto preoccupato per l'elevato tasso di crescita della popolazione e, fin dal 1979 e con risultati alterni,[25] ha tentato dal 1979 di attuare una politica severa di pianificazione familiare, nota come "politica del figlio unico". Con questa dottrina, fino al 2013, si è cercato di limitare le famiglie ad aver un unico figlio, con eccezioni per le minoranze etniche e un certo grado di flessibilità nelle zone rurali. Un importante allentamento di questa politica è stato promosso nel dicembre 2013, consentendo alle famiglie di avere due figli se uno dei genitori è figlio unico.[26] Tuttavia, il ministro della pianificazione familiare cinese aveva indicato nel 2008 che la politica del figlio unico sarebbe stata mantenuta almeno fino al 2020.[27] I dati del censimento del 2010 hanno svelato che il tasso di fertilità totale era di circa 1,4.[28]

Le indicazioni politiche, insieme alla tradizionale preferenza per i figli di sesso maschile, può aver contribuito ad uno squilibrio nel rapporto tra i sessi.[29][30] Secondo il censimento del 2010, il rapporto nelle nascite era di 118,06 maschi per 100 femmine,[31] un valore che si discosta dalla media che è di circa 105 maschi per 100 femmine.[32] Il censimento del 2010 ha rilevato che i maschi rappresentavano il 51,27% della popolazione totale.[31] Tuttavia, il rapporto tra i sessi della Cina è più equilibrata di quanto non fosse nel 1953, quando i maschi erano il 51,82%.[31]

Alfabetizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il tasso di alfabetizzazione sopra i 15 anni è del 98%, uomini: 99,2%; donne: 96,7% (stime 2001); nel 1950 questo era del 20%.
Studenti universitari: 2,8%; 30 milioni (2010), con aumento di 5 milioni per anno.

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Cinesi Han.

La Cina riconosce ufficialmente 56 gruppi etnici distinti, il più grande dei quali sono i Cinesi Han, che costituiscono circa il 91,9% della popolazione totale, ma la distribuzione è molto irregolare; esistono infatti vaste zone della Cina occidentale in cui l'etnia Han è una minoranza. Inoltre la riunione di molti cinesi nella maggioranza Han oscura alcune delle grandi differenze linguistiche, culturali e razziali che sussistono tra persone all'interno di questo stesso gruppo. Le grandi minoranze etniche comprendono gli Zhuang (16 milioni), i Manciù (10 milioni), i Cinesi Hui (9 milioni), i Miao (8 milioni), gli Uiguri (7 milioni), gli Yi (7 milioni), i Tujia (5,75 milioni), i Mongoli (5 milioni), i Tibetani (5 milioni), i Buyei (3 milioni) e i Coreani (2 milioni). La natura multietnica della Cina è il risultato in parte dei territori incorporati dalla Dinastia Qing, i cui imperatori erano essi stessi di etnia manciù e non membri della maggioranza Han. Le teorie etniche cinesi sono pesantemente influenzate da quelle dell'Unione Sovietica. La politica ufficiale afferma di essere contro l'assimilazione e sostiene che ogni gruppo etnico dovrebbe avere il diritto di sviluppare i propri linguaggio e cultura. Il grado di integrazione dei gruppi etnici di minoranza con la comunità nazionale varia largamente da gruppo a gruppo. Alcuni di essi, come i tibetani e gli Uiguri provano un forte sentimento di ostilità verso la maggioranza. Invece altri gruppi come gli Zhuang, i Cinesi Hui e i Manciù, sono ben integrati.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Religioni in Cina e Chiesa cattolica in Cina.
Religioni in Cina (2010)[33]
Religione tradizionale cinese e Taoismo
  
69,5%
Buddhismo
  
13,8%
Cristianesimo
  
2,4%
Islam
  
1,7%
Non religiosi
  
12,6%

Il governo cinese si dichiara formalmente "laico", e in quanto tale non riconosce alcuna religione come "di Stato". L'articolo 36 della Costituzione cinese stabilisce la libertà di credo religioso, bandendo e proibendo qualsiasi forma di intolleranza e coercizione. Le religioni ufficialmente riconosciute sono cinque: il Buddhismo, il Taoismo, il Protestantesimo, il Cattolicesimo e l'Islam. Il quadro religioso del Paese è tuttavia più complesso, una volta che si guardi alla situazione al di fuori dei riconoscimenti ufficiali.

Cerimonia pubblica al Tempio di Shennong-Yandi, a Suizhou, in Hubei.

La religione tradizionale cinese è sempre stata — e continua ad essere — la religione della maggioranza della popolazione. Essa comprende il culto di divinità locali della natura, e il culto di antenati deificati, domestico o pubblico. Questo funziona in maniera tale che ogni lignaggio (vale a dire tutte le famiglie che condividono lo stesso cognome, per esempio i Wu o i Lin), nel suo raggio di diffusione, possieda specifici templi nei quali si rende culto ai primi antenati deificati del lignaggio stesso; ogni famiglia in tal modo ricorda e onora le proprie origini. Alcune divinità, cui sono dedicati grandi templi pubblici, sono in effetti antenati ed eroi nazionali, ossia di tutto il popolo cinese.

Mentre il Confucianesimo nel suo aspetto religioso coincide con il culto degli antenati, che fa parte della religione tradizionale, il Taoismo si è sviluppato come movimento distinto da essa a partire dal I o II secolo. Il Buddismo venne introdotto dall'India nel I secolo e crebbe sino ad avere un forte impatto nel Paese, che tutt'oggi conserva. Il Cristianesimo e l'Islam sono presenti in Cina come religioni minoritarie, il secondo predominante tra alcune etnie non-Han (i più numerosi sono gli Hui e gli Uiguri).

Tempio taoista a Shangrao, in Jiangxi, dedicato a Dongyue, dio del Monte Tai, una delle montagne sacre cinesi.

Secondo rilevamenti statistici del 2010[33] il 70% dei Cinesi pratica la religione tradizionale, includendo un 13% che pratica a diversi livelli il Taoismo. Gli aderenti al Buddismo sono circa il 14%. I cristiani sono il 2.4%, dei quali il 2.2% sono protestanti e lo 0.2% cattolici. I musulmani sono l'1.7%. Il restante 13% della popolazione non è religioso (è ateo, agnostico o non ha dichiarato alcuna preferenza).

Per quanto riguarda il Buddismo tibetano e il Cattolicesimo va ricordato che se da un lato il riconoscimento ufficiale consente la pratica religiosa ai credenti di queste religioni, dall'altro comporta l'obbligo di giurare fedeltà allo stato da parte delle gerarchie religiose. Esse sono gestite da istituzioni inquadrate a livello statale, i cui membri sono tenuti a giurare fedeltà alla repubblica. Il XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso e il suo Panchen Lama (l'autorità incaricata della scelta del successore del Dalai Lama) non sono riconosciuti come autorità religiosa dallo stato cinese, il quale ha scelto un proprio Panchen Lama. Per quanto riguarda il Cattolicesimo, io stato cinese non riconosce i vescovi nominati dalla Santa Sede, che sono spesso di fatto soggetti a provvedimenti restrittivi, e reclama invece per sé il diritto alla nomina di questi ultimi. I cattolici cinesi fedeli alla Chiesa Cattolica di Roma sono pertanto costretti celebrare i propri riti in clandestinità.

In aggiunta alle religioni già menzionate, sono presenti varie religioni delle minoranze etniche che abitano alcune regioni della Cina, e un numero non quantificato di aderenti a una varietà di nuove religioni sorte principalmente nall'alveo della religione tradizionale cinese.

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

Mappa delle varie lingue in Cina.

In Cina si parla una grande varietà di lingue, a causa dei numerosi gruppi etnici inglobati nel popolo cinese: ne sono state calcolate 292[34]. Queste lingue sono di solito distinte tra le varianti Han (il cinese propriamente detto) e quelle non-Han (generalmente parlate da minoranze linguistiche), a loro volta suddivise in altri gruppi. La maggior parte di queste sono tanto diverse tra di loro da non essere mutuamente intelligibili

La lingua ufficiale sul territorio della Repubblica Popolare, escludendo Hong Kong e Macao, è il mandarino standard, versione semplificata del mandarino tradizionale, che fa parte della famiglia Han (anche dette lingue sinotibetane). La scrittura del mandarino deriva dai pittogrammi incisi nella terracotta risalenti a 6.000 anni fa. Pur avendo subìto trasformazioni nel corso dei secoli, il sistema degli ideogrammi rimane sostanzialmente molto simile alla scrittura di ventidue secoli fa quando l'unificatore della Cina, l'imperatore Qin Shihuangdi, uniformò gli ideogrammi sviluppatisi localmente durante le dinastie Xia, Shang e Zhou, in modo da dotare la Cina appena unificata di un unico sistema di scrittura comune a tutte le lingue. A fianco del mandarino sono utilizzate altre lingue cinesi, come lo Yue o cantonese (Hong Kong, Canton e provincia), il Wu (Shanghai), il Minbei (Fuzhou), il Minnan (Repubblica di Cina o Taiwan): oltre a questi, altri dialetti sono lo Hakka, il Gan, lo Xiang. Sopravvivono anche alcuni linguaggi Miao nelle zone abitate dalle omonime comunità, una delle 55 minoranze etniche riconosciute ufficialmente in Cina. Dongba, la lingua dei Naxi, è un pittogramma ancora in uso.

Il mandarino prevede in tutto 415 sillabe che possono essere pronunciate applicando 4 toni diversi. Nella romanizzazione standard pinyin, il sistema adottato nel 1958 per trascrivere la pronuncia degli ideogrammi con caratteri latini, i 4 toni vengono trascritti sopra le sillabe con i seguenti segni: tono continuo; tono ascendente; tono discendente poi ascendente; tono discendente breve. I toni si esprimono fondamentalmente variando l'altezza della voce, e sono molto importanti poiché pronunciare una parola con un tono diverso ne altera il significato. La lingua cinese parlata non prevede flessioni né differenziazione del genere (maschile, femminile). I verbi non hanno tempi (passato, futuro), ma si usa un'unica forma che normalmente esprime il tempo presente, a meno che non siano presenti riferimenti temporali precisi al passato o al futuro quali: "ieri", "domani", "in futuro", ecc. Con una morfologia così essenziale è naturale che la sintassi rivesta particolare importanza nella grammatica e nella formazione del significato. Nella lingua scritta si utilizzano gli ideogrammi, simboli che indicano un oggetto o un concetto, piuttosto che un fonema che indica un suono come nell'alfabeto latino. Un ideogramma può avere diverse pronunce a seconda della lingua del parlante, ma il suo significato non cambia.

Le altre lingue sono diffuse specialmente nelle regioni più esterne, e alcune sono riconosciute come seconde lingue ufficiali, accanto al mandarino, nelle regioni amministrative speciali: il mongolo nella Mongolia Interna, il tibetano in Tibet, l'uiguro nello Sinkiang; e poi il coreano e il kazaco.

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

La Cina è una Repubblica popolare. Il massimo organo legislativo è l'Assemblea Nazionale del Popolo (abbreviata in ANP), i cui rappresentanti rimangono in carica 5 anni. L'elezione di tali rappresentanti avviene per via indiretta attraverso un sistema piramidale di assemblee e comitati: i cittadini riuniti in assemblee eleggono dei comitati i cui rappresentanti a loro volta si riuniscono in assemblee per eleggere i propri rappresentanti di livello superiore, e così via fino all'elezione dei membri dell'ANP. L'Assemblea elegge a sua volta un Comitato permanente che ne esercita le funzioni negli intervalli tra le sessioni plenarie, che avvengono di norma una volta l'anno: in tali occasioni l'Assemblea può nominare il presidente della repubblica e i membri del governo, del quale supervisiona l'operato e all'occorrenza approva le leggi.

Il potere esecutivo è nelle mani del Consiglio di Stato, l'organo di governo del quale fanno parte il primo ministro e i capi dei vari ministeri, oltre ad eventuali rappresentanti di agenzie statali di livello superiore a quello ministeriale (può trattarsi di agenzie di coordinamento, etc). Fin dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949 le più importanti cariche dello stato sono sempre state occupate da dirigenti di alto livello del Partito Comunista Cinese (a titolo di esempio, l'attuale presidente della repubblica Xi Jinping è anche segretario generale del Partito; lo stesso valeva per il suo predecessore Hu Jintao) con il risultato che la leadership politica dello stato cinese ha sempre coinciso con il gruppo dirigente del Partito Comunista: ciò comporta che di fatto esiste un unico soggetto politico alla guida del Paese.

Xi Jinping a sinistra e Li Keqiang a destra

Le leggi che l'ANP approva di solito sono proposte direttamente dal Consiglio di Stato, le quali sono il risultato delle decisioni prese all'interno del Politburo. Dal momento che l'ANP è composta per la maggior parte da iscritti al Partito, le votazioni dell'Assemblea sono quasi sempre operazioni dall'esito già noto in anticipo e l'approvazione delle leggi è un fatto quasi scontato (sebbene negli ultimi anni vi siano stati episodi in cui l'ANP non ha approvato in prima battuta alcuni provvedimenti proposti dal Consiglio di Stato)[35].

A capo del potere giudiziario vi è la Suprema Corte del Popolo, cui spetta in ultima istanza il giudizio sui processi. Dal 2006 è l'unica avente titolo di pronunciare sentenze di condanna a morte.[36].

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Suddivisione amministrativa della Cina.

Le province cinesi da sempre rivestono un importante ruolo culturale in Cina. I cinesi tendono ad identificarsi con la provincia nativa e solitamente ad ogni territorio provinciale corrispondono determinati stereotipi riferiti alla popolazione. I confini della maggior parte delle province cinesi furono stabiliti ai tempi della tarda Dinastia Ming. La Cina ha una giurisdizione su ventidue province (e considera Taiwan la ventitreesima), cinque regioni autonome, quattro municipalità, e due regioni amministrative speciali.

Suddivisione Amministrativa della Repubblica Popolare Cinese
Le 22 province (省 shěng) cinesi
Nome italiano Pinyin Abbreviazione Capitale Superficie Popolazione
Anhui 安徽 Ānhuǐ Wǎn Hefei 139 600 km² 59 860 000
Fujian 福建 Fújiàn Mǐn Fuzhou 121 400 km² 34 710 000
Gansu 甘肃 Gānsù Gān,
Lǒng
Lanzhou 390 000 km² 25 620 000
Guangdong 广东 Guǎngdōng Yuè Canton 197 000 km² 86 420 000
Guizhou 贵州 Guìzhoū Qián,
Guì
Guiyang 176 000 km² 35 250 000
Hainan 海南 Hǎinán Hǎi,
Qióng
Haikou 34 000 km² 7 870 000
Hebei 河北 Héběi Shijiazhuang 187 700 km² 67 440 000
Heilongjiang 黑龙江 Hēilóngjiāng Hēi Harbin 460 000 km² 36 890 000
Henan 河南 Hénán Zhengzhou 167 000 km² 92 560 000
Hubei 湖北 Húběi È Wuhan 187 500 km² 60 280 000
Hunan 湖南 Húnán Xiāng Changsha 210 500 km² 64 400 000
Jiangsu 江苏 Jiāngsū Nanchino 100 000 km² 74 380 000
Jiangxi 江西 Jiāngxī Gàn Nanchang 169 900 km² 41 400 000
Jilin 吉林 Jílín Changchun 187 400 km² 27 280 000
Liaoning 辽宁 Liáoníng Liáo Shenyang 145 900 km² 42 380 000
Qinghai 青海 Qīnghǎi Qīng Xining 720 000 km² 5 180 000
Shaanxi 陕西 Shǎnxī Shǎn,
Qín
Xi'an 206 000 km² 36 050 000
Shandong 山东 Shāndōng Jinan 156 700 km² 90 790 000
Shanxi 山西 Shānxī Jìn Taiyuan 150 000 km² 32 970 000
Sichuan 四川 Sìchuān Chuān,
Shǔ
Chengdu 480 000 km² 87 250 000
Yunnan 云南 Yúnnán Diān,
Yún
Kunming 394 000 km² 42 880 000
Zhejiang 浙江 Zhèjiāng Zhè Hangzhou 101 800 km² 46 770 000

Rivendicazioni territoriali[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a rivendicare Taiwan, la Cina è stata coinvolta in una serie di altre dispute territoriali internazionali. Dal 1990, la Cina è impegnata in negoziati per risolvere le contese sui territori del Kashmir, tra cui una tratta di un confine conteso con l'India e una frontiera non ben definita con il Bhutan. La Cina contesta il possesso di diverse piccole isole nella parte orientale e sud della Cina Seas: le isole Ryukyu e l'isole Senkaku/l'isole Diaoyu al Giappone, la provincia dell'Arunāchal Pradesh all'India, le isole Paracel al Vietnam (attualmente sotto amministrazione cinese) e le isole Spratly ai diversi stati sud-est asiatici.[37][38] Il 21 maggio 2014 il Presidente Xi, parlando a una conferenza a Shanghai, si impegna a risolvere pacificamente queste contestazioni territoriali: "la Cina intende perseguire la soluzione pacifica delle controversie con altri stati sovrani sui diritti e gli interessi territoriali e marittimi" ha espresso.[39]

Città principali[modifica | modifica wikitesto]

Principali centri urbani della Cina

Shanghai
Shanghai
Hong Kong
Hong Kong
Guangzhou
Canton

Shenzhen
Shenzhen

Posizione Città principale Divisione amministrativa Popolazione Popolazione prefettura Regione

Pechino
Pechino
Tientsin
Tientsin
Chongqing.
Chongqing
Nanjing
Nanchino

1 Shanghai Municipalità di Shanghai 9,495,701 18,542,200 Est
2 Pechino Municipalità di Pechino 7,296,962 17,430,000 Nord
3 Hong Kong Hong Kong SAR 6,985,200 6,985,200 Sud
4 Tientsin Municipalità di Tientsin 5,066,129 11,500,000 Nord
5 Wuhan Provincia di Hubei 6,660,000 9,100,000 Centro-sud
6 Canton Provincia di Guangdong 4,154,808 15,000,000 Sud
7 Shenzhen Provincia di Guangdong 4,000,000 8,615,500 Sud
8 Shenyang Provincia di Liaoning 3,981,023 7,500,000 Nord-est
9 Chongqing Municipalità di Chongqing 3,934,239 31,442,300 Sud-ovest
10 Nanchang Provincia di Jiangxi 3,790,000 4,990,184 Est
11 Nanchino Provincia di Jiangsu 5,452,600 8,004,000 Est
12 Harbin Provincia di Heilongjiang 2,672,069 8,499,000 Nord-est
13 Shijiazhuang Provincia di Hubei 2,620,357 9,630,000 Nord
14 Xi'an Provincia di Shaanxi 2,588,987 10,500,000 Nord-ovest
15 Chengdu Provincia di Sichuan 2,341,203 11,300,000 Sud-ovest
16 Changchun Provincia di Jilin 2,223,170 7,400,000 Nord-est
17 Dalian Provincia di Liaoning 2,118,087 6,200,000 Nord-est
18 Hangzhou Provincia di Zhejiang 1,932,612 7,000,000 Est
19 Jinan Provincia di Shandong 1,917,204 6,300,000 Est
20 Taiyuan Provincia di Shanxi 1,905,403 3,413,800 Nord
21 Tsingtao Provincia di Shandong 1,867,365 8,000,000 Est
Stime del 2008 - popolazioni delle aree rurali e suburbane sono escluse nel conteggio della popolazione urbana

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Ordinamento scolastico[modifica | modifica wikitesto]

L'Università Tsinghua è considerata una delle università più prestigiose della Cina.[40]

Dal 1986 l'educazione obbligatoria comprende la formazione primaria e media, che complessivamente durano 9 anni.[41] Nel 2010 circa l'82,5% degli studenti hanno continuato a studiare nelle scuole secondarie.[42] Il gaokao, l'esame di Stato d'ammissione all'università, è un prerequisito per accedere alla maggior parte delle istituzioni dell'educazione superiore. Sempre nel 2010, il 27% dei diplomati di scuola secondaria hanno continuato a studiare nelle università.[43] L'orientamento professionale è a disposizione degli studenti dei livelli secondari e secondari e terziari.[44] Nel febbraio del 2006 il governo si è impegnato a rendere completamente gratuiti i primi nove anni d'istruzione.[45] La spesa annuale per l'istruzione è aumentata da meno di 50 miliardi di dollari statunitensi nel 2003 a più di 250 miliardi di dollari nel 2011.[46] Tuttavia vi è un grande divario nelle condizioni d'istruzione. Per esempio, nel 2010 la spesa annuale per l'istruzione secondaria a Pechino era di circa 3300$ per alunno, nel Guizhou, una delle province più povere, non superava i 530$ per alunno.[47] Nel 2012 si sono iscritti circa l'89% dei cinesi d'età avanzata per frequentare la scuola secondaria.[48] Nel 2007 c'erano 396 567 scuole primarie, 94 116 scuole secondarie e 2236 università.[49] Nel 2010 la popolazione con più 15 anni d'età sapeva leggere e scrivere [50], paragonato col 20% del 1950.[51] Va notato che gli studenti di Shanghai hanno ottenuto i migliori risultati in matematica, in scienze ed in letteratura nell'esame PISA del 2012.[52]

Sistema sanitario[modifica | modifica wikitesto]

Il grafico mostra la crescita dell'indice di sviluppo umano in Cina tra il 1970 e il 2010

Il Ministero della Salute, insieme agli uffici sanitari provinciali, supervisiona i bisogni di salute della popolazione cinese.[53] Sin dai primi anni 1950 la politica sanitaria cinese ha prestato particolare attenzione alla salute pubblica e alla medicina preventiva. A quel tempo, il partito comunista iniziò la "Campagna patriottica della salute" che mirava a migliorare i servizi igienici, nonché il trattamento e la prevenzione di diverse patologie. Malattie come il colera, il tifo e la scarlattina, che precedentemente erano diffuse in Cina, furono quasi sradicate grazie a questa campagna. Dopo che Deng Xiaoping iniziò le riforme economiche del 1978, la salute pubblica cinese migliorò rapidamente per via di una migliore nutrizione, anche se molti dei servizi sanitari pubblici gratuiti scomparvero insieme con Comuni del Popolo. La sanità in Cina è stata quindi in gran parte privatizzata e ha registrato un significativo aumento della qualità. Nel 2009, il governo ha intrapreso un programma triennale su larga scala concernente l'assistenza sanitaria del valore di 124 miliardi di dollari.[54] Questa iniziativa, ha portato nel 2011 il 95% della popolazione cinese ad avere una copertura di base di assicurazione sanitaria.[55] Nel 2011, la Cina era stimata per essere il terzo più grande fornitore al mondo di prodotti farmaceutici, ma la popolazione era colpita dallo sviluppo e alla distribuzione di farmaci contraffatti.[56]

A partire dal 2012, l'aspettativa media di vita alla nascita è di 75 anni,[57] e il tasso di mortalità infantile è del 12 per mille.[58] Entrambi i dati sono migliorati in modo significativo dal 1950. Il tasso di arresto della crescita, una condizione causata dalla malnutrizione, è diminuito dal 33,1% del 1990 al 9,9% nel 2010. Nonostante i significativi miglioramenti nella salute e la costruzione di strutture mediche avanzate, la Cina ha diversi problemi emergenti di sanità pubblica, come ad esempio le malattie respiratorie causate dall'inquinamento atmosferico diffuso,[59] le centinaia di milioni di fumatori di sigarette[60] e l'aumento dell'obesità tra i giovani abitanti dei centri urbani.[61][62] La numericamente grande popolazione della Cina e le città densamente popolate hanno portato allo svilupparsi di gravi focolai di malattie negli ultimi anni, come ad esempio lo scoppio nel 2003 della SARS.[63] Si stima che nel 2010 l'inquinamento atmosferico abbia causato 1,2 milioni di morti premature in Cina.[64]

Forze armate[modifica | modifica wikitesto]

Un aereo da caccia Chengdu J-10A della PLAAF
Chengdu J-20, uno dei caccia di quinta generazione prodotti dalla Cina
La Lanzhou (DDG170)

Con 2,3 milioni di soldati attivi, l'Esercito Popolare di Liberazione (Caratteri cinesi semplificati: 中国人民解放军, Caratteri cinesi tradizionali: 中國人民解放軍, pinyin: Zhōnggúo Rénmín Jiěfàng Jūn) è la più grande forza militare per numero di appartenenti al mondo ed è comandata dalla Commissione militare centrale.[65] L'Esercito è composto dalla Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione (cinese semplificato:中国人民解放军海军; cinese tradizionale:中國人民解放軍海軍; Pinyin: Zhōngguó Rénmín Jiěfàngjūn Hǎijūn), dalla Forza aerea dell'Esercito Popolare di liberazione (cinese semplificato:中国人民解放军空军; cinese tradizionale: 中國人民解放軍空軍; pinyin: Zhōngguó Rénmín Jiěfàngjūn Kōngjūn), dalla Forza terrestre dell'Esercito Popolare di liberazione e di una forza nucleare strategica, il Secondo Corpo di Artiglieria. Secondo i dati forniti dal governo cinese, il bilancio militare per il 2014 ammontava a 132 miliardi dollari statunitensi, andando a costituire il secondo più grande budget militare al mondo.[66] Tuttavia, molte autorità, compresa la SIPRI e l'Ufficio del Segretario della Difesa statunitense, sostengono che la Cina non renda pubblico il suo reale livello di spesa militare, che è presumibilmente molto più elevato rispetto ai dati ufficiali.[66][67]

Riconosciuta come uno stato con armi nucleari, la Cina è considerata sia una grande potenza militare regionale che un potenziale superpotenza militare.[68] Secondo un rapporto 2013 dal Dipartimento della Difesa statunitense, la Cina possiede tra i 50 e 75 missili balistici intercontinentali nucleari, insieme a un numero elevato di SRBM.[69] Tuttavia, in confronto con gli altri quattro membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, si stima che la Cina abbia una capacità di raggio d'azione militare relativamente limitata.[70] Per compensare ciò, a partire dai primi anni 2000 essa ha sviluppato numerose attività per allargare la propria potenziale azione, la sua prima portaerei è entrata in servizio nel 2012,[71][72][73] e mantiene inoltre una consistente flotta di sottomarini, tra cui alcuni di attacco a propulsione nucleare e missili balistici sottomarini.[74] La Cina ha inoltre creato una rete di relazioni militari straniere.[75]

Negli ultimi decenni, la Cina ha compiuto progressi significativi nella modernizzazione della sua forza aerea grazie all'acquisto di aerei da combattimento russi come il Sukhoi Su-30 e anche mediate la produzione di propri velivoli moderni ed in particolare il Chengdu J-10, J-20 e gli Shenyang J-11, J-15, J-16 e J-31.[71][76] La Cina è inoltre impegnata nello sviluppo di un aereo stealth proprio e numerosi droni da combattimento.[77][78][79] Il paese ha inoltre aggiornato la sua forza terrestre, sostituendo la suo ormai vecchio parco di carri armati sovietici ​​con numerose varianti del moderno ZTZ-99 e sistemi per migliorare il command and control warfare.[80] Inoltre, la Cina ha sviluppato o acquisito numerosi sistemi missilistici avanzati,[81][82] tra cui missili anti-satellite,[83] missili da crociera[84] e ICBM nucleari lanciati da sottomarini.[85] Secondo i dati dell'Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma, tra il 2010 e il 2014, la Cina è diventato il terzo più grande esportatore al mondo delle principali armi con un incremento del 143% rispetto al periodo 2005-2009.[86]

La Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione, fino ai primi anni novanta del XX secolo la marina militare ha ricoperto un ruolo subordinato alle forze armate terrestri. Ha subito in seguito una rapida modernizzazione, ed è ormai, nel XXI secolo inoltrato, la terza più potente al mondo, con oltre 200 000 uomini, organizzata in tre grandi flotte: Flotta del Mare del Nord con sede a Tsingtao, la Flotta del Mar Oriente con sede a Ningbo, e la Flotta del Mar del Sud con sede a Zhanjiang. Il suo teatro d'operazioni si estende fin dove la Cina ha o prevede di avere basi d'appoggio: Maldive, Bangladesh, Pakistan e Birmania.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

La Repubblica Popolare Cinese è ufficialmente una repubblica popolare. In passato ha avuto una serie di governi autoritari e nazionalisti, sin dalla prima Rivoluzione Xinhai del 1912 (anche detta rivoluzione Xinhai, da non confondere con la Rivoluzione culturale cinese).

Il Partito Comunista, alla guida del paese dal 1949, è il più grande partito del mondo con più di 85 milioni di membri[87]. Dagli anni '80 la Cina sta lentamente trasformando il suo sistema politico/economico in un sistema a socialismo di mercato. Il sistema politico elettivo degli organismi di governo è quello della democrazia popolare su modello dei soviet della Russia Sovietica.

Un paese, due sistemi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Una Cina due sistemi.

La Repubblica Popolare cinese fu proclamata nel 1949 al termine della guerra civile vinta dalle forze capeggiate dal Partito Comunista Cinese. Essa non va confusa con la Repubblica di Cina, comunemente nota come Taiwan. In quello stesso anno il partito nazionalista del Guomindang trasferì formalmente la capitale della Repubblica di Cina sull'isola di Formosa presso Taipei, da dove continuò a rivendicare la sovranità territoriale sull'intero territorio della Cina e delle sue isole. Fino agli anni Settanta il rappresentate della Cina riconosciuto alle Nazioni Unite fu la Repubblica di Cina, ma a partire dal 1971 le Nazioni Unite riconobbero come unico legittimo rappresentante della Cina il governo della Repubblica Popolare Cinese, un rappresentante legale della quale occupa da quel momento il seggio all'Assemblea e presso il Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Taiwan rivendica tuttora il proprio status di governo indipendente. La Repubblica Popolare Cinese considera ufficialmente Taiwan come una "provincia ribelle", includendola tra i territori sottoposti alla propria giurisdizione. A tale situazione si suole fare riferimento mediante il principio "Un paese, due sistemi" formulato per la prima volta nell'era moderna dal leader comunista Deng Xiaoping.

Hong Kong e Macao[modifica | modifica wikitesto]

Appartengono alla Repubblica Popolare Cinese anche le città di Hong Kong[88] e di Macao[89], che fino alla fine del XX secolo erano le ultime colonie in terra d'Asia rispettivamente di Regno Unito e Portogallo. Hong Kong tuttora infatti presenta varie caratteristiche del Regno Unito, come, ad esempio, la guida automobilistica a destra.

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente cinese Xi Jinping insieme agli altri leader dei BRICS al G20 del 2014 in Australia

La Repubblica Popolare Cinese intrattiene relazioni diplomatiche 171 paesi e conta 162 ambasciate proprie all'estero.[90] La sua legittimità è contestata dalla Repubblica di Cina e da pochi altri paesi; è infatti il più grande e popoloso stato ad aver un riconoscimento limitato. Nel 1971, la Repubblica Popolare Cinese ha sostituito la Repubblica di Cina come unico rappresentante della Cina alle Nazioni Unite ed è uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza.[91] La ​​Cina è anche un ex membro e leader del movimento dei paesi non allineati e si considera ancora un portavoce per i paesi in via di sviluppo.[92] Insieme a Brasile, Russia, India e Sud Africa, la Cina è un membro del gruppo BRICS che comprende le principali economie emergenti.[93]

Sotto la sua interpretazione della politica di una sola Cina, Pechino pone delle condizioni nello stabilire relazioni diplomatiche con paesi che riconoscono Taiwan e non mantengono alcun legame ufficiale con il governo della Repubblica di Cina. I funzionari cinesi in numero osccasioni hanno protestato con paesi esteri che hanno aperto sedi diplomatiche e rapporti commerciali con Taiwan,[94] in particolare in materia di vendita di armamenti.[95]

Gran parte della attuale politica estera cinese si basa sui cinque principi della coesistenza pacifica espressi dal premier Zhou Enlai cinque principi della coesistenza pacifica, e inoltre sono guidati dal concetto di "armonia senza uniformità", che incoraggia le relazioni diplomatiche tra gli Stati nonostante vi siano differenze ideologiche.[96] Questa politica può portare la Cina a sostenere stati considerati pericolosi o repressivi da parte delle nazioni occidentali, come lo Zimbabwe, la Corea del Nord e l'Iran.[97] La Cina ha una stretta relazione economica e militare con la Russia[98] e due stati spesso votano all'unisono nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.[99][100][101]

Problemi socio-politici, diritti umani e riforme[modifica | modifica wikitesto]

Proteste a sostegno dei mezzi di informazione cantonesi a Guangzhou, 2010

Il movimento democratico cinese, gli attivisti sociali e alcuni membri del Partito comunista cinese ritengono necessaria una riforma politica e sociale. Mentre i controlli dello Stato sull'economia e sul sociale sono stati notevolmente ridotti a partire dal 1970, la libertà politica è ancora fortemente limitata. La Costituzione della Repubblica popolare cinese afferma che i "diritti fondamentali" dei cittadini comprendono: la libertà di parola, la libertà di stampa, il diritto a un giusto processo, la libertà di religione, il suffragio universale e i diritti di proprietà. Tuttavia, in pratica, tali disposizioni non garantiscono una significativa protezione contro l'azione penale da parte dello Stato.[102][103] Anche se qualche critica delle politiche del governo e del partito comunista è generalmente tollerata, la censura di parola e di informazione politica, in particolare su Internet,[104][105] è abitualmente utilizzata per prevenire azioni collettive.[106] Nel 2005, Reporter senza frontiere, ha classificato la Cina al 159° posto, su 167 stati considerati, nel suo annuale World Press Freedom Index indicando pertanto un livello molto basso di libertà di stampa.[107] Nel 2014, la Cina ha occupato il 175° posto, su 180 paesi analizzati.[108]

I migranti dalle campagne alle città si trovano spesso ad essere trattati come cittadini di seconda classe da parte del sistema di registrazione hukou delle famiglie, che controlla l'accesso alle prestazioni statali.[109][110] I diritti di proprietà vengono spesso scarsamente protetti[109] e la tassazione colpisce in modo sproporzionato i cittadini più poveri.[110] Tuttavia, un certo numero di imposte rurali sono state ridotte o abolite a partire dai primi anni 2000 e dei servizi sociali aggiuntivi sono stati forniti agli abitanti delle campagne.[111][112]

Un certo numero di governi stranieri, le principali agenzie di stampa straniere e alcune ONG, criticano l'applicazione dei diritti umani in Cina, ed i particolare facendo riferimento ad episodi di detenzione senza processo, aborti obbligati,[113] confessioni forzate, torture, restrizioni dei diritti fondamentali,[114][115] e il ricorso eccessivo alla pena di morte.[116] Il governo è solito a sopprimere con la forza le manifestazioni e proteste popolari considera una potenziale minaccia per la "stabilità sociale", come è avvenuto durante la protesta di piazza Tienanmen del 1989. A seguito di una dimostrazione su larga scala a Pechino nel 1999, il Partito Comunista ha lanciato una campagna per eliminare la pratica spirituale del Falun Gong con conseguenti arresti di massa, detenzioni illegali e episodi di torture e decessi in carcere.[117][118] Inoltre, alcuni ricercatori ritengono che decine di migliaia di aderenti al Falun Gong siano prigionieri, e un minor numero di uiguri e tibetani potrebbero essere stati uccisi per fomentare il commercio di organi umani.[119] Lo stato cinese viene, inoltre, regolarmente accusato di repressioni su vasta scala e abusi riguardanti i diritti umani nella regione del Tibet e nello Xinjiang, tra cui interventi violenti da parte della polizia e soppressione del culto religioso.[120][121]

Il governo cinese ha risposto alle critiche straniere sostenendo che il diritto alla sussistenza e allo sviluppo economico è un prerequisito per gli altri tipi di diritti umani e che il concetto di "diritti umani" dovrebbe tener conto del livello attuale di un paese in sviluppo economico.[122] Inoltre è stato sottolineato la crescita in Cina, a partire dal 1970, della qualità di vita, del tasso di alfabetizzazione e dell'aspettativa di vita media, così come il miglioramento della sicurezza sul lavoro e la prevenzione contro le calamità naturali come le perenni inondazioni del fiume Yangtze.[122][123][124] Inoltre, alcuni politici cinesi si sono espressi a sostegno della democratizzazione, anche se altri rimangono di stampo più conservatore.[125] Sono stati condotti alcuni grandi sforzi di riforma, per esempio nel novembre 2013, il governo ha annunciato piani per ridurre la politica del figlio unico e abolire il molto criticato programma di rieducazione attraverso il lavoro,[126] tuttavia alcuni gruppi a sostegno dei diritti umani hanno rilevato che tali riforme siano state in gran parte di facciata.[117] Durante gli anni 2000 e nei primi anni 2010, il governo cinese si è dimostrato sempre più tollerante nei confronti delle ONG che offrono soluzioni pratiche ed efficienti ai problemi sociali, ma tali attività del "terzo settore" sono comunque rimaste fortemente regolamentate.[127]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Economia della Cina.
Deng Xiaoping, successore di Mao Tse-tung alla guida del paese e principale fautore dell'apertura della Cina all'economia mondiale.

L'economia cinese è la seconda maggiore economia al mondo per PIL (nominale) prodotto, alle spalle degli Stati Uniti d'America[128], anche se il PIL (nominale) pro capite è ottantanovesimo (2012).

Dalla nascita della Repubblica Popolare, nel 1949, il governo socialista portò avanti un modello di economia pianificata in stile sovietico. L'agricoltura venne collettivizzata e la pianificazione centrale avveniva attraverso la definizione di piani quinquennali; inoltre la Costituzione cinese fino al 2004 non riconosceva la proprietà privata.

Dopo la morte di Mao (1976), il controllo del Partito Comunista Cinese fu preso da Deng Xiaoping, che fu il principale fautore della cosiddetta apertura della Cina al mondo occidentale: migliorò infatti le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti, ma soprattutto nel 1978 avviò la Cina al cosiddetto socialismo di mercato, un sistema economico che avrebbe avvicinato l'economia cinese al modello capitalista, sostituendo gradualmente la pianificazione centralizzata con un'economia liberale di mercato. Deng avviò al contempo il programma delle "Quattro modernizzazioni" (agricoltura, industria, scienza e tecnologia, apparato militare). Le terre non furono mai riprivatizzate, ma affidate ai contadini con contratti di usofrutto pluridecennale, il controllo centralizzato sui prezzi fu allentato, e venne incoraggiata la creazione di nuove imprese attraverso la liberalizzazione di alcuni settori e l'apertura agli investimenti esteri.

Il forte sviluppo economico cinese degli ultimi tre decenni si è basato in larga parte sulla grande quantità di manodopera a basso costo reperibile, che ha attirato la delocalizzazione produttiva di molte imprese occidentali e giapponesi. La delocalizzazione è stata incoraggiata anche da un crescente livello delle infrastrutture e dei trasporti, da una politica governativa favorevole e, a detta di alcuni, da una svalutazione competitiva del renminbi. Secondo le stime dell'OCSE, le imprese private hanno prodotto oltre il 50% del PIL del 2005, rispetto all'1% del 1978. La borsa di Shanghai è la quinta a livello mondiale per capitalizzazione complessiva. La Cina inoltre da poco tempo ha superato gli U.S.A. come paese più industrializzato del mondo grazie alla delocalizazione della produzione, dai paesi ricchi a stati dove la manodopera costa meno.

Nanjing Road, la via più famosa per lo shopping a Shanghai.

L'enorme sviluppo economico ha trascinato milioni di cinesi fuori dalla povertà: nel 2009 circa il 10% della popolazione viveva con meno di 1 dollaro al giorno (secondo la PPA), rispetto al 64% del 1978. L'aspettativa di vita è salita a 73 anni. La disoccupazione nelle città alla fine del 2007 era scesa al 4%, mentre la disoccupazione media si attesta attorno al 10%. Al contempo sono cresciuti notevolmente sia la fetta di popolazione appartenente al ceto che i super ricchi (individui con un patrimonio superiore a 10 milioni di yuan). Tuttavia la crescita economica si è concentrata nelle regioni industrializzate del sud-est, contribuendo ad allargare la disparità di reddito tra le diverse regioni della Cina.

Il sistema energetico è ancora inefficiente: sebbene negli ultimi decenni del 1900 e nei primi del 2000 la Cina sia il maggior consumatore mondiale di elettricità, ha bisogno di molta più energia della media dei paesi OCSE per svolgere gli stessi processi industriali, e circa il 70% della produzione viene dalle centrali a carbone, il combustibile fossile di cui la Cina è più ricca (i maggiori giacimenti si trovano nello Xinjang). Per ovviare a questo ritardo strutturale il governo sta promuovendo fortemente fonti di energia più pulite: la Cina è il secondo paese al mondo per produzione di energia eolica dopo gli Stati Uniti, e sfrutta molto anche il suo potenziale idroelettrico (degna di nota è la Diga delle Tre Gole, la più grande al mondo); inoltre sono attive 4 centrali nucleari, per un totale di 11 reattori, e altri 17 sono in costruzione con l'obiettivo di soddisfare il 6% del fabbisogno energetico con l'energia nucleare entro il 2020.

Classi e disuguaglianze di reddito[modifica | modifica wikitesto]

La classe media cinese (definita come la popolazione con un reddito annuo compreso tra 10.000 e 60.000 dollari statunitensi) nel 2012 contava più di 300 milioni di individui.[129] Secondo il rapporto Hurun, il numero di miliardari in dollari statunitensi in Cina è aumentato da 130 del 2009 ai 251 del 2012, conferendo alla Cina il secondo numero più alto al mondo di miliardari.[130][131] Il mercato al dettaglio nazionale della Cina, nel 2012, si è attestato a più di 20 miliardi di yuan (3.200 miliardi di dollari statunitensi).[132] e vede una crescita di oltre il 12% annuo,[133] mentre il mercato dei beni di lusso si è ampliato enormemente, con il 27,5% della quota globale.[134] Tuttavia, negli ultimi anni, la rapida crescita economica della Cina ha contribuito a una grave inflazione,[135][136] che ha comportato una maggiore regolamentazione da parte del governo.[137] La Cina accusa un elevato livello di disuguaglianza economica,[138] ed esso è aumentato negli ultimi decenni.[139] Nel 2012, il coefficiente di Gini della Cina era 0,474.[140]

Infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

Telecomunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Al 2013, la Cina possedeva il maggior numero di cellulari attivi rispetto a qualsiasi paese del mondo, con oltre 1 miliardo di utenti registrati a febbraio 2012.[141] Il paese conta anche il maggior numero al mondo di utenti di Internet e della banda larga,[142] con oltre 591 milioni al 2013, che corrispondono a circa il 44% della sua popolazione.[143] Un rapporto dello stesso anni ha rilevato che la velocità media nazionale della connessione ad internet è 3.14 MB/s.[144] A luglio 2013, la sola contava il 24% dei dispositivi collegati ad internet nel mondo.[145]

China Telecom e China Unicom, i due maggiori fornitori di banda larga a livello mondiale, possiedono il 20% degli abbonati alla banda larga di tutto il mondo. Da sola, China Telecom serve oltre 50 milioni di abbonati mentre la Cina Unicom ne ha oltre 40 milioni.[146] Diverse società di telecomunicazioni cinesi, in particolare Huawei e ZTE, sono state accusati di spionaggio a favore delle autorità militari cinesi.[147]

Al 2015, la Cina sta sviluppando un proprio sistema di navigazione satellitare, chiamato Beidou, che ha iniziato ad offrire servizi di navigazione commerciale in Asia nel 2012[148] e si prevede che possa offrire una copertura globale entro il 2020.[149]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte sul fiume Baling è uno dei ponti più alti del mondo.

La rete stradale cinese si estende per una lunghezza complessiva di 1,87 milioni di km, concentrati maggiormente lungo la zona costiera, di cui 34.300 km sono costituiti da strade a scorrimento veloce. A partire dagli anni novanta i collegamenti stradali sono notevolmente aumentati grazie alla costruzione di una rete autostradale che collega l'intera nazione, conosciuta come National Trunk Highway System (NTHS): alla fine del 2011 si contano in Cina 53.000 km di autostrade il che rende il sistema autostradale più lungo del mondo.[150] Nel 1991, vi erano solo sei passaggi sul tratto principale del fiume Yangtze, che taglia in due il Paese, nell'ottobre 2014 se ne contavano 81 tra ponti e gallerie.

La Cina vanta il più grande mercato automobilistico al mondo, dopo aver superato gli Stati Uniti sia nelle vendite di auto che della produzione. Nel 2009 le vendite di automobili hanno superato i 13,6 milioni[151] e si stima che raggiungano i 40 milioni entro il 2020.[152] Un effetto collaterale della rapida crescita della rete stradale della Cina è stato un aumento significativo degli incidenti stradali,[153] anche a causa delle regole della strada mal applicate; solo nel 2011, circa 62.000 cinesi sono morti in incidenti stradali.[154] Nelle aree urbane, le biciclette rimangono una mezzo comune di trasporto, nonostante la crescente prevalenza di automobili. Al 2012, si contavano circa 470 milioni di biciclette nel paese.[155]

Tratto della ferrovia del Qingzang.

Le ferrovie della Cina, di proprietà dello Stato, sono tra le più trafficato del mondo. Il treno costituisce, insieme agli autobus, il mezzo di trasporto più frequentato anche per le tratte lunghe, vista la relativa onerosità dei viaggi aerei. Lo sviluppo del sistema ferroviario, monopolizzato dallo Stato, è stata la risposta privilegiata alla crescente domanda di trasporti che ha accompagnato lo sviluppo economico cinese, ed è per questo che molte centri urbani in forte crescita si stanno dotando di trasporti pubblici su rotaie. Le ferrovie cinesi, nel 2006, gestivano un quarto del volume di traffico ferroviario di tutto il mondo.[156][157] Dal 2013, il paese vanta 103.144 km di ferrovia, la terza rete più lungo del mondo.[158] Tutte le province e le regioni sono collegate alla rete ferroviaria ad eccezione di Macao. Le ferrovie si sforzano di soddisfare l'enorme domanda, in particolare durante la festa del Capodanno cinese, quando si realizza la più grande migrazione umana annuale del mondo.[157]

Nel 2013, le ferrovie cinesi permisero 2.106 milioni spostamenti di utenti, generando 1.059,56 miliardi di passeggeri per chilometro e trasportarono 3.967 milioni di tonnellate di merci, generando 2,917.4 miliardi di tonnellate di merci per chilometri.[158] È degna di nota la ferrovia del Qingzang, inaugurata nel 2006 a coronamento di un progetto iniziato negli anni cinquanta, che collega Lhasa, capitale del Tibet, al resto della rete nazionale: è la strada ferrata più alta del mondo, sviluppandosi per l'80% del suo percorso oltre i 4000 metri, e toccando i 5.072 m, ed è per questo anche una delle infrastrutture ferroviarie di più alto livello tecnologico.

La ferrovia ad alta velocità in Cina, costruita a partire dai primi anni 2000, nel 2013 contava una rete di 11.028 km ed era la rete di ferrovia ad alta velocità più lunga al mondo.[159] La rete comprende la Ferrovia Pechino-Canton-Shenzhen-Hong Kong, la singola linea ad alta velocità più lunga al mondo e la linea ad alta velocità Pechino-Shanghai che ha tre dei più lunghi ponti ferroviari di tutto il mondo.[160] Si prevede che la rete ad alta velocità possa raggiungere i 16.000 km complessivi entro il 2020.[161] Il Transrapid di Shanghai, che raggiunge 431 km/h, è il più veloce servizio ferroviario commerciale nel mondo.[162]

A partire da maggio 2014, 20 città cinesi possiedono sistemi di trasporto pubblico urbano, con una dozzina di città che le raggiungeranno entro il 2020.[163] La metropolitana di Shanghai, la metropolitana di Pechino, la metropolitana di Guangzhou, la MTR di Hong Kong e la metropolitana di Shenzhen sono tra le più lunghe e le più trafficato del mondo. Hanno costruito una rete metropolitana, nell'ordine: Pechino (1969), Hong Kong (1979), Tientsin (1980), Shanghai (1995), Canton (1999), Shenzhen (2004), Wuhan (2004), Nanchino (2005) e Chongqing (2005).

Al 2012 vi erano 182 aeroporti commerciali con ulteriori 82 nuove strutture in programma di aprire entro il 2015: nel 2013 più di due terzi degli aeroporti in costruzione in tutto il mondo erano in Cina[164] e la statunitense Boeing si aspetta che la flotta cinese degli aerei commerciali possa crescere dai 1.910 aeromobili del 2011 ai 5.980 nel 2031.[164] Con la rapida espansione nel settore dell'aviazione civile, i maggiori aeroporti della Cina sono stati inseriti nelle liste degli aeroporti più trafficati al mondo. Nel 2013, l'Aeroporto di Pechino-Capitale si piazzava al secondo posto per traffico passeggeri al mondo (nel 2002 copriva la 26° posizione). Nel 2010, l'aeroporto internazionale di Hong Kong e l'aeroporto internazionale di Shanghai-Pudong erano al primo e al terzo posto nel trasporto merci.

Circa l'80% dello spazio aereo della Cina rimane limitato per uso militare, e le compagnie aeree cinesi sono tra le meno efficienti tra le compagnie asiatiche in termini di ritardi.[165] La Cina possiede inotre 2.000 fiume e porti marittimi, 130 circa dei quali sono aperti ai traffici internazionali. Nel 2012, i porti di Shanghai, di Hong Kong, di Shenzhen, di Ningbo-Zhoushan, di Guangzhou, di Qingdao, di Tianjin, di Dalian erano classificati tra i primi al mondo nel traffico container e merci.[166]

Il porto di Shanghai

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fauna selvatica in Cina.
Le principali regioni della Cina.

Il territorio cinese, terzo Paese del mondo per estensione, varia in altitudine dal livello del mare ad est, alla vetta dell'Everest (la montagna più alta del mondo) al confine con il Nepal. Le regioni meridionali confinanti con Laos, Vietnam e Myanmar sono ricoperte da foreste pluviali tropicali, mentre in Mongolia Interna sul permafrost dei Monti Da Hinggan, cresce una vegetazione simile alla tundra. La Cina ospita inoltre le più importanti zone umide dell'Estremo Oriente, il più lungo fiume dell'Asia (il Fiume Azzurro) e le sorgenti di due fiumi di inestimabile importanza per centinaia di milioni di persone dell'Asia meridionale e sud-orientale - il Gange e il Mekong. Ma un quinto della Cina è coperto anche da deserti, soprattutto nel nord-ovest del Paese, e aride steppe ricoprono vaste zone dei monti Altai, Tian Shan e Kunlun, nell'estremo ovest, regioni che non possono essere raggiunte né dal monsone di sud-ovest, bloccato dall'altopiano tibetano, né da quello di sud-est, che non raggiunge la zona per la notevole distanza dal mare. Questa gran diversità di topografia ed habitat ha portato ad un notevole sviluppo della vita vegetale e animale.

Foreste[modifica | modifica wikitesto]

In Cina si riscontra una gran varietà di foreste. Sia nelle zone nord-orientali che in quelle nord-occidentali si innalzano montagne ricoperte da gelide foreste di conifere in cui vivono animali come l'alce e l'orso dal collare, oltre a circa 120 specie di uccelli. Nelle foreste di conifere più umide, spesso si sviluppano boschetti di bambù, rimpiazzati, ad altitudini più elevate, da boscaglie di rododendri, ginepri e tassi. Le foreste subtropicali, che dominano le regioni della Cina centrale e meridionale, sono il regno di circa 146.000 specie vegetali, ma anche del famoso panda gigante, della scimmia dorata e della tigre della Cina meridionale. Le foreste pluviali tropicali e quelle monsoniche, confinate allo Yunnan e ad Hainan, contengono circa un quarto di tutte le specie vegetali e animali della Cina.

Praterie[modifica | modifica wikitesto]

Le praterie ricoprono circa un terzo della superficie totale della Cina. Di queste, le più vaste e fertili sono concentrate quasi tutte in Mongolia Interna, Ningxia, in alcune zone del Qinghai e in Tibet. Queste distese erbose sono l'habitat principale di tre specie a rischio estinzione: il cavallo di Przewalski, l'asino selvatico asiatico e il cammello della Battriana (l'antenato dei cammelli domestici). Spesso gli animali selvatici entrano in competizione diretta con quelli domestici e perciò i carnivori presenti nell'area vengono avvelenati o catturati con trappole; molto frequenti sono anche gli incendi appiccati volutamente dall'uomo per incrementare le zone di pascolo. Tale pratica è stata recentemente vietata dal Governo, ma nelle aree più remote la legge è difficile da far rispettare.

Ecosistemi d'acqua dolce[modifica | modifica wikitesto]

Fiume Lijiang.

Gli habitat d'acqua dolce ricoprono un ruolo importantissimo in Cina e un'altissima percentuale della popolazione dipende direttamente dalle zone umide - paludi, fiumi e laghi - per l'attività economica, l'irrigazione e l'acqua potabile. Sette dei più importanti fiumi del mondo nascono dagli altopiani della Cina occidentale. Il Fiume Giallo (Huang He), il Fiume Azzurro (Chang Jiang), il Lancang Jiang (Mekong) e il Salween nascono dalle zone orientali dell'altopiano del Tibet-Qinghai, mentre l'Indo, il Gange e il Brahmaputra da quelle meridionali. Questi fiumi sono una fonte inesauribile di acqua, utilizzata sia per bere che a scopo agricolo, ma anche un'importantissima via di comunicazione; non bisogna inoltre dimenticare l'importanza culturale e religiosa che rivestono per circa due miliardi di abitanti di Cina, India, Pakistan, Bangladesh e Asia sud-orientale. I fiumi suddetti danno origine a molte delle migliaia di laghi d'acqua dolce della regione.

Nel nord-est si trova la maggior parte delle paludi d'acqua dolce della Cina. Un'area di 20.000 chilometri quadrati della pianura di Sanjiang, nell'Heilongjiang, è essenzialmente una distesa di laghi d'acqua dolce poco profondi e di letti fluviali dove i fiumi Heilongjiang, Sungari e Wusuli si riuniscono insieme. Questo ecosistema si riscontra anche nel Jilin, nel Liaoning e in Mongolia Interna. Una delle più note aree protette di palude è la Riserva Naturale di Zhalong, un'area di 2000 chilometri quadrati, creata nel 1979 per proteggere i siti di nidificazione della gru della Manciuria e di altri uccelli che vi trascorrono l'inverno. Queste paludi sono anche di grande valore per la raccolta di canne, la maggior parte delle quali viene trasformata in pasta per carta. Gli uccelli acquatici possono vivere nei terreni di raccolta delle canne, almeno ai livelli attuali, dando vita, quindi, ad uno splendido connubio tra conservazione della natura e sviluppo economico. Nel Sichuan occidentale, le paludi offrono terreno di nidificazione alle gru collonero e alle oche indiane.

Tra i laghi della Cina vi sono le più famose zone umide dello Stato: il Poyang Hu, nel Chiangsi, e il Dongting Hu, nell'Hunan. Il Dongting Hu, il secondo lago d'acqua dolce più grande della Cina, è di estrema importanza per varie specie di animali selvatici, come il delfino di fiume del Fiume Azzurro e lo storione cinese, ma anche per molti uccelli acquatici che vi svernano. Il Poyang Hu è formato da un complesso di laghetti e zone paludose la cui estensione varia stagionalmente; le inondazioni estive rendono fertilissimo il terreno circostante in autunno e tale caratteristica attrae sia i contadini che gli uccelli migratori. L'importanza dell'area è difficile da sopravvalutare, dato che questi laghi costituiscono l'habitat di svernamento per la quasi totalità della popolazione globale di gru siberiana (circa duecento esemplari), così come per cinquecentomila uccelli che fanno del Poyang Hu la propria dimora durante i mesi invernali. Dal 2000, tuttavia, alcuni dei più grandi laghi del Poyang sono rimasti in secca alla fine dell'autunno e gli uccelli acquatici si sono ritrovati con una minore disponibilità di cibo.

Laghi d'acqua salata[modifica | modifica wikitesto]

Circa metà dei laghi della Cina sono salati e anche questi, come quelli d'acqua dolce, offrono rifugio a moltissimi uccelli acquatici. Quasi tutti sono concentrati nella Cina nord-occidentale, nei bacini endoreici dell'altopiano tibetano settentrionale e del bacino dello Zaidan. Il più grande di essi è il Qinghai, uno specchio d'acqua di 4.426 chilometri quadrati che ogni estate attrae migliaia di uccelli, compresi i cormorani, i gabbiani del Pallas, le oche indiane e le avocette bianche e nere. Allo stesso modo, il bacino del Tarim, nello Sinkiang, dà sostentamento ad una delle più grandi popolazioni di cicogne nere della Cina. La zona dell'altopiano di Ordos, in Mongolia Interna, così come il Taolimiao-Alashan Nur (un lago dello Sinkiang), offre terreno di nidificazione al raro gabbiano relitto. La maggior parte di questi laghi e paludi varia di livello a seconda delle stagioni ed è minacciata dal sempre più consistente bisogno d'acqua per l'utilizzo umano.

Zone umide costiere[modifica | modifica wikitesto]

La linea costiera della Cina si snoda per circa 18.000 km e si estende dal Golfo di Bohai, gelato in inverno, alle acque tropicali del Mar Cinese Meridionale. Le zone umide costiere sono un'importante zona di sosta per gli uccelli che seguono la rotta migratoria tra la Siberia e l'Australia. L'isola di Chongming, nel delta dello Fiume Azzurro, presso Shanghai - la più grande città della Cina ed una delle regioni a maggior sviluppo demografico - gioca un'importanza vitale per questi migratori.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentazione all'opera di Pechino.

Fin dai tempi antichi, la cultura cinese è stata fortemente influenzata dal confucianesimo e dalle correnti filosofiche. Per gran parte del periodo dinastico, la possibilità di scalare la piramide sociale era correlata all'ottenere un buon risultato nel prestigioso esame imperiale, istituzione che risale alla dinastia Han.[167] L'enfasi dell'esame scritto ha influenzato la percezione generale della raffinatezza culturale portando, quindi, a ritenere che la calligrafia, la poesia e la pittura fossero forme d'arte superiori alla danza e al teatro. La cultura cinese ha sempre sottolineato un profondo senso della storia e della prospettiva dell'introspezione nazionale. Gli esami meritrocratici sono ancora molto apprezzati nella Cina odierna.[168]

I primi leader della Repubblica popolare cinese erano nati durante il tradizionale ordine imperiale, ma furono influenzati dal Movimento del 4 maggio e dagli ideali riformisti. Pertanto cercarono di modificare alcuni aspetti tradizionali della cultura, come il possesso della terra, il sessismo e il sistema di istruzione di stampo confuciano; conservando invece altre caratteristiche come la struttura familiare e l'obbedienza allo Stato. Alcuni osservatori hanno visto il periodo successivo alla costituzione della Repubblica Popolare del 1949 come continuazione della tradizionale dinastica cinese, mentre altri hanno sostenuto che il Partito comunista abbia danneggiato le fondamenta della cultura cinese, in particolare attraverso la Rivoluzione Culturale del 1960 che ha radicalmente modificato molti aspetti tradizionali della cultura, classificandoli come "regressivi o dannosi" e "vestigia feudali". Molti aspetti importanti della cultura e morale cinese, come il confucianesimo, l'arte, la letteratura e le arti dello spettacolo, come l'opera di Pechino, hanno subito modifiche per essere conformi con le politiche governative e di propaganda.[169]

Il governo ha accettato numerosi elementi della cultura tradizionale cinese come parte integrante della società. Con l'ascesa del nazionalismo e la fine della Rivoluzione Culturale, si è assistito ad una forte ripresa delle varie forme d'arte, della letteratura, della musica, del cinema, della moda e dell'architettura,[170][171] e l'artigianato ha suscitato un grande interesse nazionale e internazionale.[172]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Architettura cinese, Arte cinese e Cinema cinese.
La Pagoda della Grande Oca Selvatica, costruita a Xi'an nel VII secolo, durante la dinastia Tang.

L'architettura cinese tradizionale è stata influenzata dall'arte greco-buddista del I secolo d.C.[173] Le costruzioni erano realizzate generalmente in legno e mattone,[173] le colonne solitamente erano dotate di una base molto alta e prive di capitello.[173] I tetti presentavano spesse gronde leggermente ricurve e rivolte verso l'alto.[173] Vi sono varie decorazioni policrome, come piastrelle, tegole, intarsi, campane e stucchi, dotati di una vasta varietà di dettagli.[173] Dopo l'avvento della Repubblica popolare, l'architettura ha subito un processo di rimodernamento e dal 1980 ha iniziato a diversificarsi.[174]

Ascoltando tranquillamente il vento tra i pini, di Ma Lin (secolo XIII). pittura su seta, 226 × 110 cm.

La nascita della pittura cinese si stima sia avvenuta circa 5000 anni fa, quando i cinesi disegnavano immagini di esseri umani e animali nelle rocce grazie a coloranti minerali e compivano delle decorazioni su vari oggetti di ceramica.[175] I disegni si sono poi evoluti in motivi mistici su pezzi bronzo. Le prime pitture su seta che sono giunte fino a noi, si presume che siano state dipinte circa 2000 anni addietro.[175] I primi dipinti avevano come soggetto figure umane a raffigurazioni di paesaggi con uccelli e piante.[175] A partire dal XVII secolo i dipinti provenienti dall'Europa sono stati introdotti nella Cina e questo tipo di arte venne chiamata "pittura occidentale" mentre l'arte nazionale assusne la denominazione di "pittura tradizionale cinese". In Estremo Oriente, la rappresentazione dei paesaggi rurali è stata l'oggetto predominante dell'arte.[175]

Il cinema ha fatto il suo ingresso in Cina nel 1896. La prima produzione cinese è stata realizzata 9 anni più tardi, nel 1905: la "battaglia di Dingjunshan" una registrazione di un'opera di Pechino.[176] Mentre durante ventesimo secolo il cinema è progredito in occidente, in Cina in pochi decenni è passato dal successo iniziale alla decadenza, riflettendo la situazione politica del paese.[177] Con la liberalizzazione del 1970, i film cinesi cominciarono ad apparire all'estero. Nel 1997, la "Fabbrica dei Sogni" di Feng Xiaogang è diventato il primo film cinese ad ottenere successo commerciale e di critica in occidente.[178] Tutti i film, anche stranieri, prima di essere proiettati nel paese devono essere approvati dal Consiglio di Stato, il quale spesso interviene censurando alcune scene.[179] Sette dei dieci film di maggior successo sono produzioni nazionali.[180] L'industria cinematografica è in continua ascesa; Lost in Thailandia (2012) è stato il primo film a incassare più di un miliardo di yuan.[180]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Poema di Mi Fu dell'epoca della dinastia Song.

La letteratura cinese è nata come un modo per preservare le memorie e le divinazioni sugli ossi oracolari.[181] La vasta collezione di libri che sono stati conservati a partire dalla dinastia Zhou dimostrano la loro prestigio intellettuale. L'epoca della dinastia Zhou è spesso vista come un importante sviluppo culturale della Cina. I cinque punti cardinali erano alla base di quasi tutti i principali studi. I concetti trattati dai testi classici cinesi presentano una vasta gamma di argomenti, tra cui la poesia, l'astrologia, l'astronomia, il calendario e le costellazioni.[182] Molti dei concetti tipici cinesi, come lo yin e yang, il qi e i quattro pilastri del destino in relazione con il cielo e la terra, sono stati teorizzati nei periodi dinastici.[183] Alcuni dei più importanti scritti antichi sono I Ching e Shujing nei Quattro Libri e nei Cinque classici.[182]

Il periodo di regno della dinastia Song fu anch'esso ricco di produzione di letteratura scientifica e ha visto la realizzazione di opere come Xin Yixiang Fayao di Su Song e Mengxi Bita di Shen Kuo.[184][185] Sono state realizzate anche molte opere di storiografia e grandi enciclopedie, come Zizhi Tongjian di Sima Guang (1084) e i Quattro Grandi Libri dei Song completamente compilati e modificati nel secolo XI.[186][187]

Molti dei personaggi della letteratura cinese facevano parte del governo del paese o ricoprivano importanti posizioni. Essi parlavano consapevolmente e, talvolta, proponevano ed dirigevano nuove forme di governo.459 Nel XVII secolo gli autori cinesi produssero sa soli più testi che il resto del mondo.[188] Molti romanzi come i Quattro grandi romanzi classici fecero nascere innumerevoli storie di finzione. Alla fine della dinastia Qing, la cultura cinese si avviò verso una nuova era in cui la scrittura era alla portata dei cittadini comuni.[189] Hu Shih e Lu Xun sono stati pionieri della letteratura moderna. Nel 2000, Gao Xingjian ha vinto il Premio Nobel per la letteratura grazie ai suoi romanzi, come La montagna dell'anima, che è stata tradotta in diverse lingue.[190]

Scienze e tecnologia[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia[modifica | modifica wikitesto]

La Cina è stata leader mondiale nel campo della scienza e della tecnologia fino dalla dinastia Ming. Antiche scoperte e invenzioni cinesi, come la la carta, la stampa, la bussola e la polvere da sparo, si diffusero poi in Asia e in Europa. I matematici cinesi sono stati i primi ad utilizzare i numeri negativi.[191][192] Tuttavia, dal XVII secolo, il mondo occidentale ha superato la Cina nello sviluppo scientifico e tecnologico.[193] Le cause di questa grande divergenza continuano ad essere discusse.[194]

Dopo le ripetute sconfitte militari da parte delle nazioni occidentali nel XIX secolo, i riformatori cinesi iniziarono la promozione della scienza moderna e della tecnologia come parte del movimento di auto-rafforzamento. Dopo che i comunisti presero il potere nel 1949, si è cercato di organizzare la scienza e la tecnologia basandole sul modello dell'Unione Sovietica, in cui la ricerca era in gran parte pianificata dal governo centrale.[195] Dopo la morte di Mao nel 1976, la scienza e tecnologia sono state comprese nelle quattro modernizzazioni,[196] e il sistema accademico di ispirazione sovietica è stato gradualmente riformato.[197]

Nell'era moderna[modifica | modifica wikitesto]

Il lancio di un razzo cinese Long March 3B

Dalla fine della rivoluzione culturale, la Cina ha fatto significativi investimenti nel campo della ricerca scientifica,[198] con 163 miliardi dollari spesi in ricarca e sviluppo nel 2012.[199] La scienza e la tecnologia sono considerati di vitale importanza per la realizzazione economica del paese e per i suoi obiettivi politici e talvolta esse vengono prese come fonte di orgoglio nazionale tanto che a volte si descrive come "tecno-nazionalismo".[200] Nonostante l'aumento delle spese in questo campo, il sistema di finanziamento non è ancora trasparente e la quota del bilancio si sta restringendo.[198] Nel 2011, la Cina ha dedicato il 4,7% e l'11,8% del suo bilancio totale rispettivamente per la ricerca di base e la ricerca applicata, una percentuale significativamente inferiore alle principali potenze tecnologiche come gli Stati Uniti e il Giappone.[201]

La Cina sta rapidamente sviluppando un sistema di istruzione con che ponga l'accento sulla scienza, sulla matematica e sull'ingegneria; nel 2009, ha prodotto oltre 10.000 laureati in ingegneria e ben 500.000 laureati scienze, più di qualsiasi altro paese.[202] La ​​Cina è anche il secondo più grande editore al mondo di pubblicazioni scientifiche, la produzione nel solo 2010 è stata di 121.500 articoli, tra cui 5.200 apparsi sulle principali riviste scientifiche internazionali.[203] Società tecnologiche cinesi come Huawei e Lenovo sono diventati leader mondiali nel settore delle telecomunicazioni e dei personal computer,[204][205][206] e i supercomputer cinesi sono costantemente classificati tra i più potenti al mondo.[207][208] La Cina sta inoltre vivendo una significativa crescita nell'uso di robot industriali; tra il 2008 e il 2011, l'installazione di robot multiruolo in fabbriche cinesi è aumentato del 136%.[209]

Il programma spaziale cinese è uno dei più attivi al mondo ed è fonte importante di orgoglio nazionale.[210][211] Nel 1970, la Cina ha lanciato il suo primo satellite, Dong Fang Hong I, diventando il quinto paese a farlo in modo indipendente.[212] Nel 2003, la Cina è diventata il terzo paese ad inviare autonomamente esseri umani nello spazio, grazie alla missione di Yang Liwei a bordo della Shenzhou 5; al 2015, dieci cittadini cinesi hanno viaggiato nello spazio, tra cui due donne. Nel 2011, primo modulo della stazione spaziale cinese, Tiangong 1, è stato lanciato, e questo segna il primo passo di un progetto per assemblare una grande stazione abitata dai primi anni del 2020.[213] Nel 2013, la Cina ha fatto atterrato con successo la sonda Chang'e 3 e il rover Yutu sulla Luna; vi è la previsione di raccogliere campioni di suolo lunare entro il 2017.[214]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Gara di Dragonboat, uno sport molto popolare in Cina

La Cina vanta una delle più antiche culture sportive al mondo. Vi sono testimonianze che il tiro con l'arco (Shèjiàn) sia praticato fin dalla dinastia Zhou occidentale. Il gioco con la spada (Jianshu) e (Cuju) è uno sport che risale anch'esso alle prime prime dinastie.[215][216] Oggi, alcuni degli sport più popolari del paese includono; le arti marziali, la pallacanestro, il calcio, il ping pong, il nuoto e il biliardo. Giochi da tavolo come il Go (noto in Cina come weiqi), lo Xiangqi, il Mahjong e più recentemente gli scacchi, sono praticati a livello professionale.[217]

La forma fisica è ampiamente sottolineata nella cultura cinese, con ginnastica mattutina, con il qigong e il taijiquan che sono ampiamente praticati e le palestre e centri di fitness guadagnano sempre più popolarità.[218] I giovani cinesi apprezzano anche il calcio e il basket, in particolare nei centri urbani. La statunitense National Basketball Association ha un enorme seguito tra i giovani cinesi, con giocatori cinesi come Yao Ming e Jeremy Lin tenuti in grande considerazione.[219] Inoltre, la Cina è la patria di un gran numero di ciclisti, con circa 470 milioni di biciclette registrate nel 2012.[155] Molti sport più tradizionali, come il Dragonboat, il wrestling in stile mongolo e le corse dei cavalli sono molto popolari.[220]

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina cinese e Cucina di Hong Kong.
Alcuni piatti della cucina tipica cinese: ciotole di riso, gamberetti, melanzane e tofu, verdure fermentate, anatra e piatto centrale con carne e germogli di bambù.

La cucina cinese è molto varia ed è il risultato di millenni di storia e di sviluppo. Gli imperatori dell'antica Cina possedevano molte stanze adibite al pranzo nei loro palazzi, ognuna delle quali divisa in diverse zone dove vi era servito un piatto diverso.[221] L'alimento base della cucina cinese è il riso, mentre il maiale è la carne più mangiata che rappresenta i tre quarti del totale svolgendo pertanto un ruolo fondamentale.[222] La cucina cinese, tuttavia, non può considerarsi unica, ma coesistono numerosi stili, come la cucina di Hong Kong e il cibo cinese americano.

I principali ingredienti utilizzati nella dieta cinese sono il pollame, il maiale, il manzo, il vitello o l'agnello, le verdure, la frutta e i semi di soia. Tra le spezie più utilizzate vi è lo zenzero, e l'aglio; inoltre si trovano spesso le arachidi, il lardo, l'aceto, il vino giallo, il brodo di pollo e maiale e la pasta di sesamo.[223]

La Cina è considerata il paese di origine del , poiché vi sono stati sviluppati metodi di coltivazione e produzione antichi di questo prodotto.[223] Al contrario dell'Occidente, i principali utensili per magiare sono le bacchette; questa tradizione è nata in seguito alla consuetudine di avere pezzi di cibo molto piccoli e che non potevano essere presi con un forchetta.[223] Tra i piatti più popolari della cucina cinese vi sono: carne di maiale con ananas, germogli di soia saltati, pollo con peperoncino piccante, uova fritte con fungo nero o di maiale con pezzi di aglio.[224]

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Il governo cinese riconosce sette festività per tutto il popolo e altre quattro dedicate solo ad una categoria. Per questo, viene utilizzato sia il calendario gregoriano che il calendario cinese. Annualmente il Consiglio di Stato pubblica le date delle feste un paio di giorni prima del 1º gennaio. Dal 2011, le giornate di vacanza vengono correlate con il fine settimana, quindi le feste surano tre giorni.[225][226]

Giorno Festa Nome locale (pinyin) Note
1º gennaio Primo dell'anno 元旦 (Yuándàn) Inizio del calendario gregoriano.
Per quindici giorni dall'inizio dell'anno Capodanno cinese 春节 (Chūnjié) Inizio del calendario cinese.
8 marzo Giornata internazionale della donna 国际妇女节 (Guójì fùnǚ jié) Le donne lavorano solo mezza giornata.
Quindicesimo giorno dall'equinozio di primavera Festa di Qingming 清明节 (Qīngmíng jié) Celebrazioni in ricordo dei morti.
1º maggio Festa del lavoro 劳动节 (Láodòng jié) Celebrazioni della giornata internazionale dei lavoratori.
4 maggio Giornata della gioventù 青年节 (Qīngnián jié) I ragazzi dai 14 ai 28 anni lavorano solo mezza giornata.
1º di giugno Giornata del bambino 六一儿童节 (Liùyī értóng jié) I minori di 14 anni non vanno a scuola.
5º giorno del 5º mese lunare Festa delle barche drago 端午节 (Duānwǔ jié) Festa per il solstizio d'estate.
1º agosto Giorno dell'esercito 建军节 (Jiàn jūn jié) Il personale militare lavora solo mezza giornata.
15º giorno dell'8º mese lunare Festa di metà autunno 中秋节 (Zhōngqiū jié) Festa del raccolto.
1º di ottobre Festa nazionale 国庆节 (Guóqìng jié) Anniversario della costituzione della Repubblica Popolare Cinese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Geografia

Letteratura

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Periodici specializzati

Enciclopedie

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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