Suffragio universale
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Il suffragio universale è il principio secondo il quale tutti i cittadini maggiorenni possono partecipare alle elezioni politiche e amministrative e alle altre consultazioni pubbliche, come i referendum (si ammette tuttavia che in caso di condanna per determinati reati, al condannato si possa sospendere il diritto di voto, temporaneamente o permanentemente).
Il principio di suffragio universale è correlato alle idee di volontà generale e di rappresentanza politica promosse da Jean-Jacques Rousseau: in base a questi principi, si elabora l'assunto in base al quale la rappresentanza politica trova legittimazione nella propria volontarietà.
I cittadini, nei moderni Stati democratici, sono alla base del sistema politico e col suffragio universale viene eletto l'organo legislativo di uno Stato; nelle repubbliche presidenziali, ciò avviene anche per l'elezione del Capo dello Stato.
Il principio del suffragio universale maschile è stato introdotto per la prima volta negli Stati Uniti d'America alla loro indipendenza nel 1776 (applicato tuttavia con varie restrizioni in base al censo e all'istruzione). L'Europa si mosse su questa strada nel corso dell'Ottocento: da un suffragio ristretto - per la maggior parte dei casi attribuito ad una porzione della popolazione in base a criteri censitari o relativi all'istruzione - si passò via via al suffragio universale.
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[modifica] Negli Stati Uniti d'America
1776 Suffragio universale maschile, con diverse restrizioni. Nella legge elettorale statunitense, discriminazioni di carattere censitario, di carattere razziale hanno continuato a sussistere fino ai giorni nostri. Fu solo nel 1966 che due sentenze della Corte Suprema dichiarano incostituzionali sia le prove per accertare i gradi di cultura e di alfabetizzazione per l'ammissione ai diritti politici, sia i requisiti che chiedevano il pagamento di una tassa per essere ammessi al diritto di voto. Le ultime discriminazioni, che si opponevano all'esercizio pieno del suffragio universale, sono scomparse in America soltanto negli anni settanta del Novecento.
[modifica] Nel Regno Unito
È uno tra i primi paesi europei ad attuare riforme elettorali tendenti a universalizzare il voto:
1832 Reform Act: voto in base a criteri censitari.
1867 Con una riforma si abbassa il censo con il quale si può votare (arrivano al voto anche alcuni operai).
1884-1885 Nuove riforme estensive, il suffragio è solo maschile.
1918 suffragio universale (maschile e femminile).
[modifica] In Francia
A partire dalla Rivoluzione francese del 1789, si verificano molte insurrezioni e manifestazioni popolari per ottenere per tutti il diritto al voto, non solo nel rispetto dei principi della rivoluzione francese, ma anche per il sentimento patriottico e nazionalistico che sarebbe risultato incrementato e cementato dalla partecipazione attiva di tutta la popolazione.
1792 Breve periodo di suffragio universale, maschile e femminile, durante la rivoluzione francese (evento occasionale non ripetuto in seguito fino al 1946).
1848 Suffragio universale maschile.
1946 Suffragio universale (maschile e femminile).
[modifica] In Italia
Il percorso del suffragio in Italia è stato lungo e tortuoso, e temporalmente parte da quando l'Italia non era ancora uno stato unitario.
1848 Legge 680\1848 (elettorale piemontese su criteri censitari). Fu riconosciuto potere di voto agli uomini maggiori di 25 anni che sapessero leggere e scrivere e pagassero almeno 40 lire di imposte. Numericamente questo portava il 2% della popolazione italiana alle urne.
Nel Granducato di Toscana permaneva il limite di censo, ma potevano votare anche le donne.
1872 La sinistra parlamentare abbassa la soglia della maturità elettorale da 25 a 21 anni. Ammette inoltre al voto tutti i cittadini in grado di leggere e scrivere, ma in una situazione di analfabetismo come quella italiana, la percentuale di elettori sulla popolazione si alza in maniera poco significativa.
1882 Suffragio allargato con la legge Zanardelli del 24 Settembre. Viene riconosciuto il diritto di voto ai maschi maggiorenni alfabeti, e inoltre a coloro che versano imposte dirette per una cifra annua di 19,8 lire. Il corpo elettorale viene più che triplicato.
1912 La legge promulgata da Giovanni Giolitti stabilisce un suffragio quasi universale per gli uomini: si prevede infatti che tutti gli uomini capaci di leggere e scrivere con almeno 21 anni possano votare, mentre gli analfabeti possono votare a partire dai 30 anni. Inoltre il voto viene esteso a tutti i cittadini che abbiano già prestato servizio militare.
1919 Viene modificata la legge precedente: possono votare tutti i cittadini maschi di almeno 21 anni di età, viene quindi abolita la distinzione per gli analfabeti. Possono inoltre votare anche tutti i minorenni che abbiano prestato servizio militare nei corpi mobilitati. Il sistema proporzionale sostituisce quello maggioritario a due turni. Il corpo elettorale viene portato a 11 milioni.
1946 Voto universale per uomini e donne, che abbiano compiuto la maggiore età (inizialmente i 21 anni e successivamente i 18 anni). La prima occasione di voto sono le elezioni del 2 giugno 1946, per il referendum istituzionale tra Monarchia o Repubblica e per l'elezione dell'Assemblea costituente.
[modifica] In altri Stati
- Nuova Zelanda nel 1893, primo Paese al mondo
- Australia nel 1902
- Finlandia nel 1906
- Norvegia nel 1913
- Danimarca nel 1917
- Svezia nel 1917
- Russia nel 1917, in seguito alla rivoluzione russa
- Irlanda nel 1918
- Germania nel 1919
- Belgio parzialmente nel 1919, pienamente nel 1948
- Canada nel 1920
- Ecuador nel 1929
- Sud Africa nel 1930
- Spagna nel 1931
- Brasile nel 1932
- Uruguay nel 1932
- Turchia nel 1923
- Cuba nel 1934
- Giappone nel 1946
- Cina
- Argentina nel 1947
- Corea del Sud
- Israele nel 1948
- Cile
- India nel 1935
- Indonesia nel 1949
- San Marino nel 1958
- Svizzera riconobbe il diritto di voto alle donne solo nel 1971.
Negli anni Novanta il suffragio femminile era riconosciuto in tutto il mondo, eccetto un piccolo gruppo di paesi musulmani.
[modifica] Schema cronologico

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- * È da ricordare nel 1792 durante la rivoluzione un breve periodo di suffragio universale.
- ** Paradossalmente, è solo nel 1966, con due sentenze della Corte Suprema, che dichiarano incostituzionali i test per accertare i gradi di cultura e di alfabetizzazione per l'ammissione ai diritti politici. Il diritto di suffragio femminile fu istituzionalizzato subito dopo la prima guerra mondiale. Molto conosciuta è la barzelletta su di un uomo di colore che si reca al seggio. Per verificare la sua alfabetizzazione gli viene presentato un giornale cinese. Lui risponde: "Capisco solo il titolo: «Questo è un negro del Mississippi che quest'anno non vota»".
- * È da ricordare nel 1792 durante la rivoluzione un breve periodo di suffragio universale.
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[modifica] Collegamenti esterni
(DE) *Suffragio femminile nella Germania - 19 di gennaio 1919 - primer suffragio femminile nella Germania

