Ivanoe Bonomi

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Ivanoe Bonomi
Ivanoe Bonomi.jpg

Presidente del Senato della Repubblica
Durata mandato 8 maggio 1948 –
20 aprile 1951
Predecessore Pietro Tomasi Della Torretta
Successore Enrico De Nicola

Presidente del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia
Durata mandato 4 luglio 1921 –
26 febbraio 1922
Capo di Stato Vittorio Emanuele III
Predecessore Giovanni Giolitti
Successore Luigi Facta

Durata mandato 18 giugno 1944 –
19 giugno 1945
Capo di Stato Vittorio Emanuele III
Predecessore Pietro Badoglio
Successore Ferruccio Parri

Ministro dell'Interno
Durata mandato 4 luglio 1921 –
26 febbraio 1922
Presidente Ivanoe Bonomi
Predecessore Giovanni Giolitti
Successore Luigi Facta

Durata mandato 18 giugno 1944 –
19 giugno 1945
Presidente Ivanoe Bonomi
Predecessore Salvatore Aldisio
Successore Ferruccio Parri

Dati generali
Partito politico Socialista (fino al 1912)
Socialista Riformista (1912-1922)
Democratico del Lavoro (1943-1948)
Socialista Democratico (1948-1951)
Ivanoe Bonomi
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Camera del Regno d'Italia
Partito Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Riformista Italiano
Legislatura XXIII, XXIV, XXV, XXVI
Collegio Ostiglia
Pagina istituzionale
on. Ivanoe Bonomi
Bandiera italiana
Assemblea costituente
Gruppo Misto
Collegio Collegio Unico Nazionale
Incarichi parlamentari
  • Presidente della Commissione per i trattati internazionali
  • Presidente della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge sulla soppressione del Senato
  • Componente della Commissione speciale per l'esame delle leggi elettorali
Pagina istituzionale
sen. Ivanoe Bonomi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Mantova
Data nascita 18 ottobre 1873
Luogo morte Roma
Data morte 20 aprile 1951
Titolo di studio Laurea in Scienze naturali,
Laurea in Giurisprudenza
Professione Insegnante, giornalista, avvocato
Legislatura I
Gruppo Misto
Incarichi parlamentari
  • Presidente del Senato dall'8 maggio 1948 al 20 aprile 1951
Pagina istituzionale

Ivanoe Bonomi (Ivànoe Bonòmi, [iˈvaːnoe boˈnɔːmi][1]; Mantova, 18 ottobre 1873Roma, 20 aprile 1951) è stato un avvocato, giornalista e politico italiano.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Nato nel 1873, dopo il sostanziale completamento dell'unità d'Italia, appartenne a quella definita seconda generazione degli uomini politici della giovane nazione italiana, quelli che non avevano partecipato alle lotte armate del Risorgimento. Fin dal 1893 si iscrisse al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, di cui divenne uno dei membri di spicco. Si laureò nel 1896 in scienze naturali e successivamente nel 1900 in giurisprudenza.

Frattanto si era dedicato all'insegnamento, che abbandonò nel 1898 per occuparsi di giornalismo socialista, collaborando con i giornali socialisti L'Avanti, Critica Sociale, Tempo e Azione Socialista. La sua attività istituzionale iniziò con l'elezione nel Consiglio comunale di Mantova tra il 1899 e il 1902, proseguendo successivamente nel Consiglio provinciale di Mantova nel 1904-05, nel 1907-10 e nel 1914-20. Bonomi fu eletto come deputato nelle file socialiste, ma venne espulso dal partito nel 1912 per il suo parziale appoggio alla guerra di Libia iniziata dal quarto governo Giolitti: affermava infatti che una delle soluzioni possibili all'emigrazione degli italiani in quegli anni verso l'America e l'Europa settentrionale fosse l'occupazione di nuovi territori per indirizzarvi gli emigranti.

In realtà, lo spunto per l'espulsione dal partito furono le felicitazioni di Bonomi, Leonida Bissolati ed Angiolo Cabrini a Vittorio Emanuele III per lo scampato attentato del 14 gennaio 1912. Così, assieme a Bissolati, Cabrini ed altri dissenzienti dal Partito Socialista, Bonomi decise di fondare il Partito Socialista Riformista Italiano (PSRI), con il quale appoggiò i governi giolittiani. Durante la prima guerra mondiale (1914-1918) sostenne l'interventismo democratico, recandosi anche volontario al fronte. La sua presumibile appartenenza alla massoneria è, secondo Aldo A. Mola, un'ipotesi che va accolta con prudenza[2].

Al termine della prima guerra mondiale, Bonomi divenne ministro dei Lavori Pubblici nel Governo Boselli dal 1916 al 1919, ministro della Guerra dal 14 marzo 1920 al 21 maggio 1920 (Governo Nitti I) e di nuovo dal 15 giugno 1920 al 2 aprile 1921 (Governo Giolitti V), ministro del Tesoro dal 2 aprile 1921 al 4 luglio 1921 (Governo Giolitti V), Presidente del Consiglio tra il 4 luglio 1921 ed il 26 febbraio 1922, e ad interim ministro dell'Interno e ministro degli Esteri. Da Presidente fu molto acquiescente verso le formazioni paramilitari fasciste, o perlomeno non mostrò fermezza nella loro dispersione, tenendo peraltro una condotta repressiva nei confronti delle formazioni di difesa antifasciste, tra cui gli Arditi del Popolo.

Durante il periodo del suo governo, inoltre, il 2 agosto 1921 ordinò la soppressione del corpo dei bersaglieri, che durante la prima guerra mondiale avevano subito perdite ingenti. Appoggiò in seguito il governo guidato da Luigi Facta e nel 1924 si candidò nuovamente come deputato, ma venne sconfitto dal candidato del listone Mussolini. Nel novembre del 1924 aderì all'Unione Nazionale di Giovanni Amendola. Con l'instaurazione della dittatura fascista (1925), tuttavia, si ritirò a vita privata dedicandosi agli studi storici.

Nel 1942 svolse il ruolo di anello di congiunzione tra i Savoia e il maresciallo Pietro Badoglio: a settembre 1942 fonda, con altri liberali, il giornale clandestino "Ricostruzione", e nel luglio 1943 aderisce al rinnovato Partito Liberale. Dopo la caduta del fascismo e l'invasione alleata divenne presidente del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN); fondò successivamente il Partito Democratico del Lavoro, di ispirazione democratica e riformista; in seguito alla caduta del secondo governo Badoglio, ottenne il 9 giugno 1944 l'incarico di creare un nuovo governo: il 18 giugno così si insediò a Salerno il Governo Bonomi II[3].

Il governo rimase in carica fino al 26 novembre, giorno in cui Bonomi rassegnò le dimissioni a causa delle divergenze interne ai partiti della coalizione. A causa del veto alleato alla creazione di un altro governo, l'incarico venne confermato a Bonomi, che il 10 dicembre 1944 formò il Governo Bonomi III[4] il quale durò fino al 19 giugno 1945, giorno in cui Bonomi diede ancora le dimissioni, dopo la liberazione del Nord Italia, per spianare la strada alla creazione di un governo democratico.

Durante i suoi governi risolse energicamente il problema dell'arruolamento delle cinque divisioni italiane di supporto agli alleati nella conquista del Nord. Dal 1947 partecipò alle conferenze di pace come delegato dell'Italia. Nel frattempo, assunse la presidenza del Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI), che mantenne fino alla morte. L'8 maggio 1948 venne eletto primo Presidente del Senato della Repubblica, carica che mantenne fino alla morte, avvenuta il 20 aprile 1951 a Roma, all'età di settantasette anni.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 1920
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1920
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 1920

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dizionario d'ortografia e di pronunzia, voce Ivanoe.
  2. ^ Aldo A. Mola, Storia della Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni, Bompiani, Milano, 1992, pag. 496, n.
  3. ^ Bonomi ottenne per il suo secondo governo l'appoggio dei seguenti partiti: DC, PCI, PSIUP, PLI, PDL, PdA.
  4. ^ Bonomi ottenne per il suo III governo l'appoggio dei seguenti partiti: DC, PCI, PLI, PDL.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Sulla azione del partito nelle amministrazioni locali, Modena, Tipografia degli operai, 1900.
  • L'azione politica del Partito Socialista e i suoi rapporti con l'azione parlamentare, Imola, Cooperativa tipografica editrice, 1902.
  • Ordine del giorno sull'azione politica parlamentare, Imola, Cooperativa tipografica editrice, 1902.
  • La finanza locale e i suoi problemi, Milano, Sandron, 1903.
  • Questioni urgenti. Il movimento di resistenza dei contadini, gli scioperi agrarii e il loro avvenire, i lavoratori dei servizi pubblici, Genova, Libreria Moderna, 1903.
  • La riforma tributaria, Imola, Coop. tipografica editrice P. Galeati, 1904.
  • Le vie nuove del socialismo, Milano, Sandron, 1907.
  • Agli operai organizzati. Considerazioni sulla cassa mutua cooperativa italiana per le pensioni di Torino, Modena, Cooperativa tipografica, 1908.
  • Azione dei socialisti nei comuni. Conclusioni del relatore Ivanoe Bonomi, Roma, Tip. popolare, 1908.
  • La riforma tributaria, Roma, Coop. tipografica Avanti, 1910.
  • Le entrate e le spese dei comuni e delle provincie, Milano, Federazione italiana delle biblioteche popolari, 1914.
  • Diario di un anno (2 giugno 1943 - 10 giugno 1944), Milano, Garzanti, 1947.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Storia d'Italia, DeAgostini, 1991.
  • Luigi Cortesi, Ivanoe Bonomi e la socialdemocrazia italiana: profilo biografico, Salerno, Libreria Internazionale, 1971.
  • Silvio Lanaro, Bonomi Ivanoe, in: Franco Andreucci - Tommaso Detti (a cura di), Il movimento operaio italiano. Dizionario biografico, Roma, Editori Riuniti, 1975-1979.
  • Alessandro Prefaut, Il Riformismo di Ivanoe Bonomi, in: Tempo Presente (Roma), n. 133-134 del gennaio-febbraio 1992.
  • Luigi Cavazzoli (a cura di), Ivanoe Bonomi riformatore, Manduria, Piero Lacaita Editore, 2005 (Atti del convegno tenuto a Mantova nel 2004).
  • Luigi Cavazzoli - Luigi Gualtieri (a cura di), Strumenti per lo studio di Ivanoe Bonomi, Manduria-Bari-Roma, Piero Lacaita Editore, 2005.
  • Gabriella Fanello Marcucci, Ivanoe Bonomi dal fascismo alla Repubblica. Documenti del Comitato Centrale di Liberazione Nazionale (dicembre 1942-giugno 1944), Manduria-Bari-Roma, Piero Lacaita Editore, 2005.
  • Guido Quazza, Bonomi Ivanoe, in: AA.VV., Grande Dizionario Enciclopedico UTET, vol. II, Torino, UTET, 1955.
  • Luigi Cavazzoli - Luigi Gualtieri (a cura di), Ivanoe Bonomi. Scritti giornalistici (1894 – 1907), Manduria-Bari-Roma, Piero Lacaita Editore, 2007.
  • Luigi Cavazzoli - Luigi Gualtieri (a cura di), Ivanoe Bonomi. Scritti giornalistici (1908 – 1951), Manduria-Bari-Roma, Piero Lacaita Editore, 2008.
  • Luigi Cavazzoli - Stefano B. Galli (a cura di), Ivanoe Bonomi. Scritti storici (1924 – 1953), Manduria-Bari-Roma, Piero Lacaita Editore, 2010.
  • Carlo G. Lacaita (a cura di), Bonomi e Omodeo. Il governo delle acque tra scienza e politica, Manduria-Bari-Roma, , Piero Lacaita Editore, 2010.
  • Alessandro Prefaut, “Ivanoe Bonomi e la ‘tradizione’ riformista nella sinistra italiana” in: "L'Almanacco. Rassegna di studi storici e di ricerche sulla società contemporanea", (Reggio Emilia) n. 55 - 56 del dicembre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente del Senato della Repubblica Successore
Pietro Tomasi Della Torretta 8 maggio 1948 - 20 aprile 1951 Enrico De Nicola
Emblema della Regno d'Italia Predecessore: Presidenti del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia Successore: Stemma dei Savoia
Giovanni Giolitti luglio 1921 - febbraio 1922 Luigi Facta I
Pietro Badoglio giugno 1944 - giugno 1945 Ferruccio Parri II
Camillo Benso, conte di Cavour (1861-1861)  | Bettino Ricasoli (1861-1862)  | Urbano Rattazzi (1862-1862)  | Luigi Carlo Farini (1862-1863)  | Marco Minghetti (1863-1864)  | Alfonso La Marmora (1864-1866)  | Bettino Ricasoli (1866-1867)  | Urbano Rattazzi (1867-1867)  | Luigi Federico Menabrea (1867-1869)  | Giovanni Lanza (1869-1873)  | Marco Minghetti (1873-1876)  | Agostino Depretis (1876-1878)  | Benedetto Cairoli (1878-1878)  | Agostino Depretis (1878-1879)  | Benedetto Cairoli (1879-1881)  | Agostino Depretis (1881-1887)  | Francesco Crispi (1887-1891)  | Antonio di Rudinì (1891-1892)  | Giovanni Giolitti (1892-1893)  | Francesco Crispi (1893-1896)  | Antonio di Rudinì (1896-1898)  | Luigi Pelloux (1898-1900)  | Giuseppe Saracco (1900-1901)  | Giuseppe Zanardelli (1901-1903)  | Giovanni Giolitti (1903-1905)  | Tommaso Tittoni (1905-1905)  | Alessandro Fortis (1905-1906)  | Sidney Sonnino (1906-1906)  | Giovanni Giolitti (1906-1909)  | Sidney Sonnino (1909-1910)  | Luigi Luzzatti (1910-1911)  | Giovanni Giolitti (1911-1914)  | Antonio Salandra (1914-1916)  | Paolo Boselli (1916-1917)  | Vittorio Emanuele Orlando (1917-1919)  | Francesco Saverio Nitti (1919-1920)  | Giovanni Giolitti (1920-1921)  | Ivanoe Bonomi (1921-1922)  | Luigi Facta (1922-1922)  | Benito Mussolini (1922-1943)  | Pietro Badoglio (1943-1944)  | Ivanoe Bonomi (1944-1945)  | Ferruccio Parri (1945-1945)  | Alcide De Gasperi (1945-1946)
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Alberico Albricci 14 marzo 1920 - 21 maggio 1920 Giulio Rodinò I
Giulio Rodinò 15 giugno 1920 - 2 aprile 1921 Giulio Rodinò II
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Filippo Meda 2 aprile 1921 - 4 luglio 1921 Giuseppe De Nava
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Carlo Sforza 4 luglio 1921 - 7 luglio 1921 Pietro Tomasi Della Torretta I
Pietro Badoglio 18 giugno 1944 - 10 dicembre 1944 Alcide De Gasperi II
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Giovanni Giolitti 4 luglio 1921 - 26 febbraio 1922 Luigi Facta I
Salvatore Aldisio 18 giugno 1944 - 19 giugno 1945 Ferruccio Parri II
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Augusto Ciuffelli 18 giugno 1916 - 30 ottobre 1917 Luigi Dari I
Luigi Dari 18 gennaio 1919 - 23 giugno 1919 Edoardo Pantano II

Controllo di autorità VIAF: 29576776 LCCN: n81052604