Ivanoe Bonomi

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Bandiera Presidente del
Consiglio dei Ministri
Stemma
Ivanoe Bonomi
Luogo di nascita Mantova
Data di nascita 18 ottobre 1873
Luogo di morte Roma
Data di morte 20 aprile 1951
Partito politico Democrazia del Lavoro e Partito Socialista Democratico Italiano
Coalizione Centrosinistra
CLN
Mandato luglio 1921 - febbraio 1922
giugno 1944 - giugno 1945
Elezione
Titolo di studio Laurea in scienze naturali, Laurea in giurisprudenza
Professione avvocato, giornalista
Coniuge {{{coniuge}}}
Vicepresidente
Predecessore Giovanni Giolitti
Pietro Badoglio
Successore Luigi Facta
Ferruccio Parri
Bandiera Ministro dell'Interno Stemma
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Partito politico {{{partito}}}
Coalizione Governo Bonomi I e II e III
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B 18 giugno 1945 - 21 giugno 1945
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Professione {{{professione}}}
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B Salvatore Aldisio
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Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On.
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Luogo nascita
Data nascita
Luogo morte
Data morte
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Professione
Partito Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Riformista Italiano
Legislatura XXIII, XXIV, XXV, XXVI
Gruppo Socialista, Socialriformista
Coalizione
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari
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Bandiera italiana
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Collegio Collegio Unico Nazionale
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Data nomina {{{data_nomina_senatore_a_vita}}}
Incarichi parlamentari
  • Presidente della Commissione per i trattati internazionali
  • Presidente della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge sulla soppressione del Senato
  • Componente della Commissione speciale per l'esame delle leggi elettorali
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Senato della Repubblica
Sen.
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Incarichi parlamentari
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Ivanoe Bonomi (Mantova, 18 ottobre 1873Roma, 20 aprile 1951) è stato un avvocato, giornalista e politico italiano.

Indice

[modifica] Vita

Nato nel 1873, dopo dunque il sostanziale completamento dell'unità d'Italia, appartenne a quella definita seconda generazione degli uomini politici della giovane nazione italiana, quelli che non avevano partecipato alle lotte armate del Risorgimento.

Fin dal 1893 si iscrisse al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, di cui divenne uno dei membri di spicco. Si laureò nel 1896 in scienze naturali, e successivamente nel 1900 in giurisprudenza. Frattanto si era dedicato all'insegnamento, che abbandonò nel 1898 per occuparsi di giornalismo socialista, collaborando con i giornali socialisti L'Avanti, Critica Sociale, Tempo e Azione Socialista.

Bonomi fu eletto come deputato nelle file socialiste ma venne espulso dal partito nel 1912 per il suo parziale appoggio alla guerra di Libia iniziata dal quarto governo Giolitti: affermava infatti che una delle soluzioni possibili all'emigrazione degli italiani in quegli anni verso l'America e l'Europa settentrionale fosse l'occupazione di nuovi territori per indirizzarvi gli emigranti.
In realtà lo spunto per l'espulsione fu dato dalle felicitazioni di Bonomi, Leonida Bissolati ed Angiolo Cabrini a Vittorio Emanuele III per lo scampato attentato del 14 gennaio 1912.

Così, assieme a Bissolati, Cabrini, ed altri dissenzienti dal Partito Socialista Bonomi decise di fondare il Partito Socialista Riformista Italiano (PSRI), con il quale appoggiò i governi giolittiani.

Durante la prima guerra mondiale (1914-1918) sostenne l'interventismo democratico, recandosi anche volontario al fronte.

Al termine della prima guerra mondiale, Bonomi divenne ministro dei Lavori Pubblici nel Governo Boselli dal 1916 al 1919, ministro della Guerra dal 14 marzo 1920 al 21 maggio 1920 (Governo Nitti I) e di nuovo dal 15 giugno 1920 al 2 aprile 1921 (Governo Giolitti V), ministro del Tesoro dal 2 aprile 1921 al 4 luglio 1921 (Governo Giolitti V), Presidente del Consiglio tra il 4 luglio 1921 ed il 26 febbraio 1922, e ad interim ministro dell'Interno e ministro degli Esteri. Da Presidente fu molto acquiescente verso le formazioni paramilitari fasciste, o perlomeno non mostrò fermezza nella loro dispersione, tenendo peraltro una condotta repressiva nei confronti delle formazioni di difesa antifasciste, tra cui gli Arditi del Popolo. Durante il periodo del suo governo, inoltre, il 2 agosto 1921 ordinò la soppressione del corpo dei bersaglieri, che durante la prima guerra mondiale avevano subito perdite ingenti.

Appoggiò in seguito il governo guidato da Luigi Facta e nel 1924 si candidò nuovamente come deputato, ma venne sconfitto dal candidato del Listone Mussolini. Dopo l'instaurazione della dittatura fascista si ritirò a vita privata dedicandosi agli studi storici.

Dal 1942 tuttavia svolse il ruolo di anello di congiunzione tra i Savoia e il maresciallo Pietro Badoglio: a settembre 1942 fonda, con altri liberali, il giornale clandestino "Ricostruzione", e nel luglio 1943 aderisce al rinnovato Partito Liberale. Dopo la caduta del fascismo e l'invasione alleata divenne presidente del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN); fondò successivamente il Partito Democratico del Lavoro, di ispirazione democratica e riformista; in seguito alla caduta del secondo governo Badoglio, ottenne il 9 giugno 1944 l'incarico di creare un nuovo governo: il 18 giugno così si insediò a Salerno il Governo Bonomi II[1]. Il governo rimase in carica fino al 26 novembre, giorno in cui Bonomi rassegnò le dimissioni a causa delle divergenze interne ai partiti della coalizione. A causa del veto alleato alla creazione di un altro governo, l'incarico venne confermato a Bonomi, che il 10 dicembre 1944 formò il Governo Bonomi III[2] il quale durò fino al 19 giugno 1945, giorno in cui Bonomi diede ancora le dimissioni, dopo la liberazione del Nord Italia, per spianare la strada alla creazione di un governo democratico. Durante i suoi governi risolse energicamente il problema dell'arruolamento delle cinque divisioni italiane di supporto agli alleati nella conquista del Nord.

Dal 1947 partecipò alle conferenze di pace come delegato dell'Italia. Nel frattempo, assunse la presidenza del Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI), che mantenne fino alla morte.

L'8 maggio 1948 venne eletto presidente del Senato della Repubblica, carica che mantenne fino alla morte, avvenuta il 20 aprile 1951 a Roma, all'età di settantotto anni.

[modifica] Note

  1. ^ Bonomi ottenne per il suo secondo governo l'appoggio dei seguenti partiti: DC, PCI, PSIUP, PLI, PDL, PdA.
  2. ^ Bonomi ottenne per il suo III governo l'appoggio dei seguenti partiti: DC, PCI, PLI, PDL.

[modifica] Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata

[modifica] Opere

  • Sulla azione del partito nelle amministrazioni locali, Modena, Tipografia degli operai, 1900.
  • L'azione politica del Partito Socialista e i suoi rapporti con l'azione parlamentare, Imola, Cooperativa tipografica editrice, 1902.
  • Ordine del giorno sull'azione politica parlamentare, Imola, Cooperativa tipografica editrice, 1902.
  • La finanza locale e i suoi problemi, Milano, Sandron, 1903.
  • Questioni urgenti. Il movimento di resistenza dei contadini, gli scioperi agrarii e il loro avvenire, i lavoratori dei servizi pubblici, Genova, Libreria Moderna, 1903.
  • La riforma tributaria, Imola, Coop. tipografica editrice P. Galeati, 1904.
  • Le vie nuove del socialismo, Milano, Sandron, 1907.
  • Agli operai organizzati. Considerazioni sulla cassa mutua cooperativa italiana per le pensioni di Torino, Modena, Cooperativa tipografica, 1908.
  • Azione dei socialisti nei comuni. Conclusioni del relatore Ivanoe Bonomi, Roma, Tip. popolare, 1908.
  • La riforma tributaria, Roma, Coop. tipografica Avanti, 1910.
  • Le entrate e le spese dei comuni e delle provincie, Milano, Federazione italiana delle biblioteche popolari, 1914.

[modifica] Bibliografia

  • AA.VV., Storia d'Italia, DeAgostini, 1991.
  • Luigi Cortesi, Ivanoe Bonomi e la socialdemocrazia italiana: profilo biografico, Salerno, Libreria Internazionale, 1971.
  • Silvio Lanaro, Bonomi Ivanoe, in: Franco Andreucci - Tommaso Detti (a cura di), Il movimento operaio italiano. Dizionario biografico, Roma, Editori Riuniti, 1975-1979.
  • Alessandro Prefaut, Il Riformismo di Ivanoe Bonomi, in: Tempo Presente (Roma), n. 133-134 del gennaio-febbraio 1992.
  • Luigi Cavazzoli (a cura di), Ivanoe Bonomi riformatore, Manduria, Piero Lacaita Editore, 2005 (Atti del convegno tenuto a Mantova nel 2004).
  • Luigi Cavazzoli - Luigi Gualtieri (a cura di), Strumenti per lo studio di Ivanoe Bonomi, Manduria-Bari-Roma, Piero Lacaita Editore, 2005.
  • Gabriella Fanello Marcucci, Ivanoe Bonomi dal fascismo alla Repubblica. Documenti del Comitato Centrale di Liberazione Nazionale (dicembre 1942-giugno 1944), Manduria-Bari-Roma, Piero Lacaita Editore, 2005.
  • Guido Quazza, Bonomi Ivanoe, in: AA.VV., Grande Dizionario Enciclopedico UTET, vol. II, Torino, UTET, 1955.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

Predecessore: Presidente del Consiglio del Regno d'Italia Successore: Bandiera italiana
Giovanni Giolitti luglio 1921 - febbraio 1922 Luigi Facta I
Pietro Badoglio giugno 1944 - giugno 1945 Ferruccio Parri II
{{{precedente3}}} {{{periodo3}}} {{{successivo3}}} III
{{{precedente4}}} {{{periodo4}}} {{{successivo4}}} IV
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Presidenti del Consiglio dei Ministri del Regno d'Italia
Stemma dei Savoia
Camillo Benso Conte di Cavour · Bettino Ricasoli · Urbano Rattazzi · Luigi Carlo Farini · Marco Minghetti · Alfonso La Marmora · Luigi Federico Menabrea · Giovanni Lanza · Agostino Depretis · Benedetto Cairòli · Francesco Crispi · Antonio di Rudinì · Giovanni Giolitti · Luigi Pelloux · Giuseppe Saracco · Giuseppe Zanardelli · Tommaso Tittoni · Alessandro Fortis · Sidney Sonnino · Luigi Luzzatti · Antonio Salandra · Paolo Boselli · Vittorio Emanuele Orlando · Francesco Saverio Nitti · Ivanoe Bonomi · Luigi Facta · Benito Mussolini · Pietro Badoglio · Ferruccio Parri · Alcide De Gasperi
Predecessore: Ministro della Guerra del Regno d'Italia Successore:
Alberico Albricci 14 marzo 1920 - 21 maggio 1920 Giulio Rodinò I
Giulio Rodinò 15 giugno 1920 - 2 aprile 1921 Giulio Rodinò II
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Predecessore: Ministro del Tesoro del Regno d'Italia Successore:
Filippo Meda 2 aprile 1921 - 4 luglio 1921 Giuseppe De Nava I
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VII
VIII
IX
X
con
con
Filippo Meda {{{data}}} Giuseppe De Nava
Predecessore: Ministro degli Esteri del Regno d'Italia Successore:
Carlo Sforza 4 luglio 1921 - 7 luglio 1921 Pietro Tomasi Della Torretta I
Pietro Badoglio 18 giugno 1944 - 10 dicembre 1944 Alcide De Gasperi II
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VIII
IX
X
con
con
Carlo Sforza {{{data}}} Pietro Tomasi Della Torretta
Predecessore: Ministro degli Interni del Regno d'Italia Successore:
Giovanni Giolitti 4 luglio 1921 - 26 febbraio 1922 Luigi Facta I
Salvatore Aldisio 18 giugno 1944 - 19 giugno 1945 Ferruccio Parri II
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con
con
Giovanni Giolitti {{{data}}} Luigi Facta
Predecessore: Presidente del Senato della Repubblica Successore:
Umberto Terracini (presidente del Senato del Regno d'Italia) 1948 - 1951 Enrico De Nicola I
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