Liechtenstein

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Liechtenstein
Liechtenstein – Bandiera Liechtenstein - Stemma
(dettagli)
Für Gott, Fürst und Vaterland
(Per Dio, il Principe e la Patria)
Liechtenstein - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Principato del Liechtenstein
Nome ufficiale Fürstentum Liechtenstein
Lingue ufficiali tedesco, walser (co-ufficiale a Triesenberg)
Altre lingue tedesco alemanno
Capitale Vaduz  (5.214 ab. / 2010)
Politica
Forma di governo Monarchia costituzionale
Principe Giovanni Adamo II
Primo ministro Adrian Hasler
Indipendenza 1806
Ingresso nell'ONU 18 settembre 1990
Superficie
Totale 160 km² (189º)
 % delle acque trascurabile
Popolazione
Totale 36.842[1] ab. (31-12-2012) (188º)
Densità 229 ab./km²
Tasso di crescita 0,795% (2012)[2]
Geografia
Continente Europa
Confini Austria, Svizzera
Fuso orario UTC +1
Economia
Valuta Franco svizzero
PIL (nominale) 5 113 [3] milioni di $ (2010)
PIL (PPA) 3 200 [3] milioni di $ (2009)
PIL pro capite (PPA) 89 400 [3] $ (2009)
Fecondità 1,4 (2010)[4]
Varie
Codici ISO 3166 LI, LIE, 438
TLD .li
Prefisso tel. +423
Sigla autom. FL
Inno nazionale Oben am jungen Rhein
Festa nazionale 15 agosto
Liechtenstein - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Germania Confederazione germanica
 

Coordinate: 47°08′42″N 9°33′14″E / 47.145°N 9.553889°E47.145; 9.553889

Il Principato del Liechtenstein (in tedesco: Fürstentum Liechtenstein, in alemanno: Förschtatum Liachtaschta) è uno stato dell'Europa centrale.

È racchiuso tra la Svizzera (Canton San Gallo a ovest, Canton Grigioni a sud) e l'Austria (Land Vorarlberg, a est); è doppiamente senza sbocchi sul mare. La capitale è Vaduz.

Il Liechtenstein è un principato, l'attuale principe è Giovanni Adamo II di Liechtenstein e il capo del governo è Adrian Hasler.

La lingua ufficiale è il tedesco.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Liechtenstein.

Storia antica[modifica | modifica sorgente]

Anticamente il territorio del Liechtenstein era parte del Sacro Romano Impero. Per secoli questo territorio, geograficamente lontano dagli interessi strategici dell'Europa, ebbe poco impatto sulla storia del continente. L'attuale dinastia prende il nome dal territorio che a sua volta deriva dall'omonimo Castello Liechtenstein, di cui la famiglia fu in possesso dal 1140 circa al XIII secolo e dal 1807 in poi. Attraverso i secoli, la dinastia acquisì nuovi territori, soprattutto in Moravia, nella Bassa Austria, in Slesia e in Stiria. La famiglia ottenne minuscole Herrschaft ("Signorie") quali Schellenberg e la Contea di Vaduz (nel 1699 e nel 1712 rispettivamente).

Il 23 gennaio 1719 Carlo VI d'Asburgo decretò l'unione tra Vaduz e Schellenberg, ed elevò la locale contea a Fürstentum ("Principato") con il nome di "Liechtenstein" in onore di Antonio Floriano del Liechtenstein. È in questa data che il Liechtenstein entrò ufficialmente a far parte degli Stati del Sacro Romano Impero.

Nel 1806, gran parte del Sacro Romano Impero venne invasa da Napoleone, l'Imperatore Francesco II abdicò e l'Impero venne sciolto. Come risultato, il Liechtenstein cessò di avere obbligazioni e a questo periodo si fa risalire la "sovranità indipendente" dello Stato. Dal 25 luglio 1806, quando venne fondata la Confederazione del Reno, il principe del Liechtenstein ne fu membro, vassallo de facto, come tutti gli altri stati aderenti, dell'Imperatore Napoleone Bonaparte, sino alla dissoluzione della Confederazione il 19 ottobre 1813.

Due anni dopo il Liechtenstein aderì alla Confederazione tedesca (20 giugno 1815 – 24 agosto 1866), presieduta dall'Imperatore d'Austria. Nel 1818 Giovanni I garantì una costituzione allo stato. Nel 1836 venne aperta la prima fabbrica dello Stato, con l'avviamento della produzione di ceramiche.

Allo scoppio della Guerra Austro-Prussiana nel 1866 vennero fatte pressioni sul Liechtenstein e quando la pace venne firmata la Prussia accusò il Liechtenstein di essere stato la causa dello scoppio della guerra con l'Austria (il suo status avrebbe conseguito che, alla pari di tutti gli altri principati tedeschi non asburgici, partecipasse alla fondazione della nuova confederazione ovvero divenisse parte integrante della Germania, ma in questa ipotesi la sua caratteristica di enclave trovò l'ostacolo dell'Impero Asburgico).

Le guerre mondiali[modifica | modifica sorgente]

Sino al termine della prima guerra mondiale, il Liechtenstein fu sempre legato all'Impero Austriaco prima e a quello Austro-Ungarico poi. La devastazione economica subita durante il primo conflitto mondiale portò però il piccolo stato a concludere accordi monetari con la confinante Svizzera. Al crollo dell'impero Austro-Ungarico, lo stato venne sciolto da ogni obbligo verso l'Austria.

Gli anni seguenti la prima guerra mondiale furono importanti per il Liechtenstein:

  • nel 1921 fu varata la nuova Costituzione;
  • nel 1923 il paese entrò in Unione Doganale con la Svizzera;
  • nel 1924 il paese adottò come propria valuta il Franco Svizzero.

Questo periodo fu marcato da due gravi eventi:

  • nel 1927 una terribile inondazione mise a dura prova l'economia del paese;
  • nel 1928 il fallimento della "Sparkasse" (Cassa di Risparmio) del Liechtenstein, azzerò le riserve del locale Ministero del Tesoro.

Il Liechtenstein fu finanziariamente rovinato e pesantemente indebitato con la Svizzera. Subito dopo fu varata una legislazione che permise il segreto sui clienti e sui conti bancari. In Liechtenstein sorsero aziende private che cavalcando il periodo d'incertezza che caratterizzò il periodo del dopoguerra, diedero spazio a una moltitudine di avventurieri finanziari.

Nel corso della seconda guerra mondiale, il Liechtenstein rimase neutrale e i suoi tesori e quelli della famiglia principesca vennero tratti in salvo a Londra. I principi del Liechtenstein vissero a Vienna sino all'Anschluss del 1938.

Dopoguerra e storia contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Dopo la seconda guerra mondiale, la Cecoslovacchia, predecessore della Repubblica Ceca e della Slovacchia, agendo per sequestrare quelli che considerava possedimenti tedeschi, espropriò la totalità dei territori e dei possedimenti ereditari della dinastia dei Liechtenstein in Boemia, Moravia e Slesia. Queste espropriazioni a cui fu soggetta la famiglia sono ancora oggi discusse presso la Corte Internazionale di Giustizia, e includevano oltre 1.600 chilometri quadrati (dieci volte la dimensione del Liechtenstein) di terreno agricolo e foreste, oltre a svariati castelli e palazzi. Durante la Guerra fredda ai cittadini del Liechtenstein fu proibito di entrare nella Cecoslovacchia. Il conflitto diplomatico riguardo ai contestati decreti Beneš del dopoguerra, sono risultati nella non condivisione delle relazioni internazionali da parte del Liechtenstein con la Repubblica Ceca e la Slovacchia, stabilite tra Liechtenstein e la Repubblica Ceca solo il 13 luglio 2009,[5][6][7] e con la Slovacchia il 9 dicembre 2009.[8]

Al termine del conflitto, per risanare le casse dello Stato, i principi del Liechtenstein furono costretti a vendere alcune delle loro preziose opere d'arte.

Un altro contenzioso si ebbe nel 1955 con il Guatemala a proposito di un tedesco cresciuto in Guatemala e divenuto cittadino del Liechtenstein, che fu arrestato come nemico al suo rientro in Guatemala.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Contenzioso tra Liechtenstein e Guatemala.

In seguito a oculate iniziative di natura economica fu favorito l'insediamento nel territorio di imprese finanziarie, commerciali e industriali. Le iniziative, favorite da tutela legislativa e da tassazioni favorevoli, ebbero grande successo, con l'insediamento nel principato di molte aziende, soprattutto finanziarie.

Oggi, il Principe del Liechtenstein è uno degli uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio stimato in circa 4 miliardi di dollari. Il popolo del principato detiene il più alto reddito procapite del mondo.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia del Liechtenstein.
Il castello di Vaduz residenza ufficiale dei principi del Liechtenstein

Il Liechtenstein, quarto Stato più piccolo d'Europa, è situato nella valle del Reno, nelle Alpi, fra la Svizzera e l'Austria. Tutto il confine occidentale del Liechtenstein è formato da questo fiume. La parte orientale del paese è completamente montuosa, il punto più alto è il Grauspitz, con un'altezza di 2.599 m. Nonostante la collocazione alpina il clima del Liechtenstein è abbastanza mite, grazie ai venti che soffiano da meridione. Durante l'inverno, le montagne offrono una serie di ottime stazioni per gli sport invernali.

Religioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa cattolica in Liechtenstein.

L'80% circa della popolazione è cattolico, il 7% è protestante.

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

La popolazione residente in Liechtenstein è composta per circa un terzo da stranieri, principalmente svizzeri (4.600), austriaci (2.200), tedeschi (1.000), italiani (900) e turchi (600).

La lingua ufficiale è il tedesco, anche se molti parlano un dialetto alemanno.

Densità: 218 ab. per km²

Numero di abitanti: 35.010 (2006)

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Etnie[modifica | modifica sorgente]

Lingue[modifica | modifica sorgente]

Ordinamento dello stato[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni storiche e amministrative[modifica | modifica sorgente]

Liechtenstein-admin.png

Il Liechtenstein è diviso in undici comuni (Gemeinden, Gemeinde al singolare), la maggior parte dei quali consiste di un unico centro abitato. I comuni sono i seguenti:

Rivendicazioni territoriali, exclavi, enclavi, territori d'oltremare ecc.[modifica | modifica sorgente]

(utilizzare il titolo idoneo per lo stato descritto)

Città principali[modifica | modifica sorgente]

Istituzioni[modifica | modifica sorgente]

Ordinamento scolastico[modifica | modifica sorgente]

Sistema sanitario[modifica | modifica sorgente]

Forze armate[modifica | modifica sorgente]

Politica[modifica | modifica sorgente]

Il Liechtenstein è una monarchia costituzionale, guidata dal Principe (in tedesco Fürst). L'attuale Principe è Giovanni Adamo II di Liechtenstein, che successe al padre, morto nel 1989. Il parlamento del Liechtenstein, il Landtag, è composto da 25 rappresentanti, eletti dal popolo. Un gabinetto di cinque persone è responsabile delle questioni politiche quotidiane. Diversamente da molte altre monarchie costituzionali, la Costituzione del Liechtenstein dà forti poteri al Principe, il quale ne fa uso. Questo fatto ha sollevato qualche controversia.

Nonostante ciò, con un recente referendum, la grande maggioranza della popolazione ha accordato un ulteriore aumento di poteri al Principe (nomina dei giudici, possibilità di veto contro qualunque legge del Parlamento, possibilità in casi particolari di nominare personalmente un governo).

A norma di Costituzione, tuttavia, in qualunque momento il popolo può indire un referendum col quale destituire il Principe, ovvero instaurare una Repubblica.

Difesa[modifica | modifica sorgente]

La difesa dei confini e la tutela dell'indipendenza del Liechtenstein sono assicurate, tramite accordi bilaterali, dalla Svizzera dal 1868 in rinuncia di un esercito proprio, visti gli alti costi, figurando come Paese demilitarizzato.

Economia[modifica | modifica sorgente]

A dispetto della sua ridotta superficie, il Liechtenstein è il paese più ricco del mondo come PIL pro capite. Il benessere del Principato si fonda principalmente su un sistema bancario che incita all'afflusso di capitali dai rispettivi sistemi fiscali nazionali. Il Liechtenstein è pertanto considerato da talune nazioni un paradiso fiscale. A seguito della crisi economica europea, il segreto bancario del paese è stato messo in discussione da alcune organizzazioni internazionali come l'OCSE, che ha fatto pressioni per il suo ridimensionamento.[senza fonte]

Sviluppate sono anche l’agricoltura, l'allevamento, l'industria tessile e il turismo invernale. Sono state create nel principato alcune realtà produttive industriali anche in virtù delle agevolazioni fiscali. I turisti sono soprattutto attratti dall'ambiente naturale boscoso e di montagna. I boschi sono notevole risorsa per il legname (industria cartiera, ecc.).

A causa del perdurare della crisi economica della zona euro, anche il Principato del Liechtenstein è confrontato con l'esigenza di risparmiare e di tenere monitorata attentamente la situazione finanziaria.

Nel discorso d'apertura della legislatura 2013, il principe ereditario Alois ha invitato il Parlamento a mettere in atto le misure necessarie per equilibrare le finanze nazionali.

Il deficit previsto per l'anno in corso[quale?] è di 210 milioni di franchi svizzeri ed il principe Alois lo ha definito "una situazione inquietante".[senza fonte]

Arte[modifica | modifica sorgente]

Il Kunstmuseum Liechtenstein è il museo d’arte moderna e contemporanea con sede a Vaduz

Il Liechtenstein è caratterizzato da una coesistenza di vive tradizioni locali e intensi scambi internazionali, che costituiscono la base di una vita culturale incredibilmente varia. Concerti, teatro, danza e cabaret, musei, gallerie e atelier costituiscono un’importante attrattiva per chi è interessato alla cultura e all’arte.

Un vero e proprio emblema architettonico è rappresentato dal Museo d’arte del Liechtenstein (Kunstmuseum Liechtenstein) degli architetti svizzeri Morger, Degelo e Kerez, museo inaugurato nell’anno 2000. La facciata è stata realizzata con materiali quali il cemento – colato senza fughe e colorato di nero – il basalto e ciottoli di fiume colorati. Grazie alla particolare lavorazione, le superfici generano un vivace gioco di riflessi. In quanto Museo d’arte moderna e contemporanea, esso ospita la collezione nazionale del Liechtenstein ed è noto per le mostre itineranti di livello internazionale.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il principale sport del principato è lo sci alpino, nel quale il Liechtenstein ha potuto vantare alcuni buoni atleti: fra questi Paul Frommelt, i fratelli di origine tedesca Andreas e Hanni Wenzel, che ha vinto due medaglie olimpiche nel 1980, e Marco Büchel. In generale, visto il suo territorio, il paese è rinomato per gli sport invernali.

Sul piano calcistico, il Liechtenstein è membro della UEFA, pur non possedendo un proprio campionato di calcio nazionale: le sette squadre ufficiali del principato partecipano infatti al campionato svizzero. La nazionale di calcio non ha mai superato le qualificazioni della coppa del mondo; la sua gestione è affidata alla Federazione calcistica del Liechtenstein (Liechtensteiner FussballVerband, LFV) che si occupa inoltre di organizzare l'unico torneo calcistico del paese, la Coppa del Liechtenstein (Liechtensteiner Cup), la cui vittoria dà accesso alla UEFA Europa League. La più importante squadra del paese è l'FC Vaduz, che milita in Challenge League svizzera.

Praticata anche la pallavolo con le nazionali maschile e femminile che partecipano al campionato europeo dei piccoli stati.

Il Liechtenstein partecipa inoltre ai Giochi dei Piccoli Stati d'Europa, che si svolgono con cadenza biennale sotto il patrocinio del CIO. Il Principato ne ha ospitato le edizioni del 1999 e del 2011.

Il Liechtenstein è anche l'unica nazione ad aver partecipato a Giochi senza frontiere per un'unica puntata (a Groninga nel 1976)[9].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Popolazione del Liechtenstein. URL consultato il 6 luglio 2013.
  2. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  3. ^ a b c The World Factbook Stime della CIA.
  4. ^ Tasso di fertilità nel 2010. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  5. ^ Liechtenstein and the Czech Republic establish diplomatic relations (PDF), Government Spokesperson’s Office, the Principality of Liechtenstein, 13 luglio 2009. URL consultato il 6 agosto 2009.
  6. ^ (CS) Navázání diplomatických styků České republiky s Knížectvím Lichtenštejnsko, Ministry of Foreign Affairs of the Czech Republic, 13 luglio 2009. URL consultato il 28 ottobre 2011.
  7. ^ MINA Breaking News – Decades later, Liechtenstein and Czechs establish diplomatic ties, Macedoniaonline.eu, 15 luglio 2009. URL consultato il 6 giugno 2010.
  8. ^ Liechtenstein and the Slovak Republic establish diplomatic relations (PDF), Government Spokesperson’s Office, the Principality of Liechtenstein, 9 dicembre 2009. URL consultato il 22 dicembre 2009.
  9. ^ Jsfnet Italia - edizione 1976

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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