Direttorio

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Direttorio
Directoire
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Paul Barras.jpg
Il direttore Paul de Barras.
Tipo Governo direttoriale
Istituito 2 novembre 1795
Predecessore Convenzione nazionale
Operativo dal 2 novembre 1795 - 10 novembre 1799
Soppresso 10 novembre 1799
Successore Consolato
Repubblica Reubell
Barras
Révellière-Lépeaux
Carnot
Barthélemy
Douai
Sieyès
Gohier
Ducos
Sede Parigi
Indirizzo Palais des Tuileries, Avenue du general Émile Lemonnier

Direttorio è il termine con il quale si definisce l'organo posto al vertice delle istituzioni francesi nell'ultima parte della Rivoluzione francese, ossia nel periodo cosiddetto del termidoro, che pose fine al terrore dell'anno II. Dal Direttorio ha preso nome la forma di governo direttoriale che fu la forma adottata da tutte le repubbliche sorelle. Essa è attualmente ancora adottata soltanto dalla Svizzera e da tutti i Cantoni membri della Confederazione elvetica.

Origini e forma[modifica | modifica sorgente]

Il Direttorio era composto da 5 membri chiamati direttori che costituivano una sorta di capo del governo collegiale, dal quale dipendevano i ministri. Il suo principale componente era anche la persona che lo aveva ideato: Paul Barras.

Con un esecutivo direttoriale coloro che avevano posto fine al governo di Robespierre si posero infatti un ben preciso obiettivo: evitare in qualsiasi modo che il potere potesse nuovamente concentrarsi nelle mani di un'unica persona con gli esiti sanguinosi dell’anno di governo di Robespierre.

La costituzione del 5 fruttidoro dell’anno III - promulgata nel settembre del 1795 - fu quindi redatta sulla base di una rigida applicazione del principio della separazione dei poteri, cercando oltretutto di tenere l’Esecutivo per quanto possibile sotto scacco. Il Governo fu pertanto affidato appunto a un direttorio di cinque membri, alle cui dipendenze vi erano sei ministri. In questa forma il governo direttoriale tradisce maggiormente la propria somiglianza con il sistema presidenziale, nel quale, appunto, il Presidente si avvale della collaborazione di ministri da lui nominati.

I membri del direttorio erano nominati da uno dei due organi legislativi: il Consiglio degli Anziani, sulla base di una lista decupla presentata dall’altra assemblea legislativa, il Consiglio dei Cinquecento, che votava le leggi. La preoccupazione di evitare un nuovo accentramento di poteri fu tale che la costituzione prevedeva che il direttorio fosse rinnovabile per un quinto ogni anno e ad esso fu inoltre sottratto sia il comando delle forze armate sia l’iniziativa legislativa.

Lista dei membri del Direttorio[modifica | modifica sorgente]

  • Membri nominati il 10 brumaio dell'anno IV (1º novembre 1795):
Jean-François Reubell (o Rewbell) (1747-1807)
Paul Barras
Louis-Marie de La Révellière-Lépeaux (1753-1824)
Louis-François Letourneur (1751-1817)
Lazare Carnot, in sostituzione di Emmanuel Joseph Sieyès che, eletto, rifiutò l'incarico.
François de Barthélemy rimpiazza Louis-François Letourneur, designato per sorteggio.
  • « Rimpasto» del 18 fruttidoro dell'anno V (4 settembre 1797):
Philippe-Antoine Merlin de Douai (1754-1838) e Nicolas-Louis François de Neufchâteau (1750-1828) sostituiscono François de Barthélémy e Lazare Carnot, proscritti.
  • « Rimpasto» del 20 floreale dell'anno VI (15 maggio 1798):
Jean Baptiste Treilhard rimpiazza Nicolas-Louis François de Neufchâteau, designato per sorteggio.
  • «Rimpasto» del 21 floreale dell'anno VII (16 maggio 1799):
Sieyès sostituisce Jean-François Reubell, designato per sorteggio.
  • «Rimpasto» del 30 pratile dell'anno VII (18 giugno 1799):
Louis Gohier (1746-1830) rimpiazza Jean Baptiste Treilhard, la cui elezione è annullata dopo 13 mesi;
Roger Ducos (1747-1816) e il generale Jean-François Moulin (1752-1810) sostituiscono La Révellière-Lépeaux e Merlin de Douai, costretti alle dimissioni.

Valutazione storica[modifica | modifica sorgente]

Malgrado le molte cautele, in pochi anni il sistema del direttorio si dimostrò fallimentare. Le molteplici precauzioni e garanzie portarono in effetti all’eccesso contrario: un governo disarmato, estremamente instabile e dunque imbelle. Va tuttavia riconosciuto al governo del Direttorio l'avere contribuito al risanamento delle finanze del Paese.

Napoleone trovò quindi una strada spianata. Il sistema direttoriale permise, in poco più di un lustro, a quello che era in sostanza un parvenu di sfruttare a pieno i propri incredibili successi militari nella Campagna d'Italia e il proprio conseguente immenso prestigio per aprirsi, senza eccessivi ostacoli, la strada del consolato e poi per porsi sul capo la corona di imperatore. Con il colpo di Stato del 18 brumaio dell'anno VIII (9 novembre 1799) Napoleone pose fine all'esperienza del Direttorio, sostituito da un consolato di tre membri. Fu tuttavia grazie a Bonaparte che il governo direttoriale venne esportato fuori dai confini francesi, nelle altre repubbliche satelliti che si andarono formando sull'onda dei successi dell'esercito rivoluzionario.

Caso più tipico di questo processo è la Repubblica Elvetica, stato satellite creato da Napoleone nel 1798 dopo l'invasione della Svizzera, la cui Costituzione prevedeva che il governo fosse assicurato - come in Francia - da un direttorio di cinque membri, affiancati da ministri che ne eseguivano le direttive; come già segnalato, questo esempio del modello direttoriale è l'unico a sopravvivere ancora oggi, essendo stato poi adottato e conservato nelle successive costituzioni cantonali prima e poi in quelle confederali svizzere a partire dal 1848.