Potere esecutivo

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Secondo il principio di separazione dei poteri dello Stato, il potere esecutivo, generalmente posseduto da un'istituzione denominata "governo" o "esecutivo", è in prima istanza il potere di applicare le leggi, distinto dal potere legislativo, che è il potere di promulgare le leggi, e dal potere giudiziario che è invece il potere di giudicare ed eventualmente punire chi non rispetta le leggi. Il potere esecutivo è esercitato da organi che eseguono le prescrizioni delle leggi e attuano in concreto le pubbliche finalità.

Il potere esecutivo può talvolta svolgere funzioni a tutti gli effetti legislative, in casi come l'emanazione di decreti legge in situazioni di emergenza (che vanno poi approvati dal parlamento entro 60 giorni) ed i decreti legislativi delegati, attraverso i quali il governo agisce su incarico del parlamento in riferimento a determinati ambiti.

Ruolo del potere esecutivo[modifica | modifica wikitesto]

I suoi compiti sono molteplici:

Statuto Albertino[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo Statuto Albertino il potere esecutivo spettava al sovrano. Secondo una prassi costituzionale, improntata sul modello inglese, di fatto il potere esecutivo fu affidato al Governo il cui presidente del consiglio era di designazione regia, ma che doveva godere della fiducia del Parlamento.

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