Claudio Petruccioli

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sen. Claudio Petruccioli
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Claudio Petruccioli
Luogo nascita Terni
Data nascita 22 marzo 1941 (73 anni)
Professione giornalista
Partito PCI, PDS
Legislatura XII, XIII, XIV Legislatura
Gruppo Progressisti, L'Ulivo
Incarichi parlamentari
  • Membro della 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) dal 30 maggio 1996 al 5 giugno 1996 e dal 22 giugno 2001 al 6 ottobre 2003
  • Presidente della 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) dal 5 giugno 1996 al 21 luglio 1998 e dal 22 luglio 1998 al 29 maggio 2001
  • Membro della 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali)dal 7 ottobre 2003 al 14 settembre 2005
  • Membro della commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI dal 31 luglio 2001 al 23 settembre 2001
  • Presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI dal 24 settembre 2001 al 14 settembre 2005
Pagina istituzionale
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Partito PCI, PDS
Legislatura IX, XI Legislatura
Gruppo PCI, PDS
Incarichi parlamentari
  • Componente della 3ª Commissione (Esteri) dal 12 luglio 1983 al 1º luglio 1987
  • Componente della Commissione Parlamentare d'inchiesta sulla Loggia Massonica P2 dal 12 agosto 1983 al 1º luglio 1987

Claudio Petruccioli (Terni, 22 marzo 1941) è un politico e giornalista italiano. È stato da luglio 2005 a marzo 2009 presidente del consiglio d'amministrazione della RAI.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Folignate d'adozione, avendo vissuto nella città umbra fino al 1958, si trasferì a Roma dove studiò filosofia senza laurearsi. Nel 1959 si iscrisse al Partito Comunista Italiano. Nel 1962 divenne vicepresidente dell'Unione Goliardica Italiana ed entrò a far parte della segreteria nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana, nella quale fu segretario nazionale dal 1966 al 1969. Dal luglio 1969 al marzo del 1971 fu segretario regionale del PCI in Abruzzo, con sede a Pescara dove fu eletto consigliere comunale nel 1970. Nel luglio 1971 si trasferì a Milano ed entrò nella segreteria della locale federazione del PCI. Giornalista professionista, nel 1975 fu nominato condirettore dell'Unità di cui fu anche direttore fra il 1981 e il 1982.

Il 17 marzo 1982 l'Unità accusa il ministro democristiano Vincenzo Scotti di collusioni con la nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo. Il documento che denuncia i membri del governo (fornito dai servizi segreti), però, si rivela falso: è il caso Maresca; il direttore Claudio Petruccioli deve dimettersi e al suo posto viene nominato Emanuele Macaluso.[1]Dal 1976 al 1980 fu consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala. Nel 1980 fu eletto Consigliere comunale a Milano. Nel 1983 fu eletto deputato nella circoscrizione Milano-Pavia. Non rieletto nel 1987, fu chiamato a far parte della segreteria nazionale del PCI.

Nel 1992 tornò in Parlamento ancora come deputato di Milano-Pavia e poi (dal 1994) come senatore, fino a quando, il 29 luglio del 2005, venne nominato all'unanimità dalla Commissione parlamentare di Vigilanza dei servizi radiotelevisivi presidente della RAI, a conclusione di una lunga crisi che vide la bocciatura di diversi candidati designati dal Ministro dell'Economia del governo presieduto da Silvio Berlusconi. Occasionalmente anche saggista e scrittore, nel 2001 pubblicò Rendi conto, opera in cui analizzava i primi dieci anni di storia del Partito Democratico della Sinistra poi divenuto Democratici di Sinistra.

Presidenza RAI[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 ottobre 2007 Petruccioli venne sfiduciato dalla commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI da un ampio schieramento di forze in quanto si richiedeva un riequilibrio tra la presidenza della RAI e la presidenza della commissione (per tradizione di spettanza dell'opposizione). Petruccioli non si dimise e terminò il suo mandato il 25 marzo 2009[2][3].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Conflitto di interesse[modifica | modifica wikitesto]

I giornalisti e scrittori Peter Gomez e Marco Travaglio hanno affermato che l'indipendenza politica di Petruccioli potrebbe essere messa in dubbio dato che, in qualità di presidente della ottava Commissione permanente del Senato, si sarebbe impegnato a non calendarizzare l'esame degli articoli del disegno di legge n. 1138 per tutta la XIII legislatura. Tale legge infatti avrebbe costretto il gruppo Mediaset a vendere una delle proprie reti, come stabilito dalla legge e confermato in una sentenza della Corte Costituzionale. Questo per onorare il famoso patto della crostata tra Massimo D'Alema e Silvio Berlusconi stipulato a casa di Gianni Letta[4].

Censura[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Sabina Guzzanti, intervistata in seguito al suo film "Viva Zapatero", ai tempi delle polemiche su Raiot, Petruccioli presiedeva la Vigilanza e quindi, avrebbe potuto impedire la chiusura della trasmissione, ma così non fece. Nota la Guzzanti che Petruccioli non solo permise la chiusura del programma, ma la giustificò, dicendo che "quella non era satira". In seguito, come presidente della RAI, avrebbe potuto far tornare Santoro "ma si è preso tre anni di tempo senza far nulla"[5].

Secondo il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, Petruccioli sarebbe un "presidente Rai di nomina Mediaset".[6].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://it.wikipedia.org/wiki/L%27Unit%C3%A0#Nascita_del_quotidiano.
  2. ^ La Commissione di vigilanza sulla RAI ha approvato all'unanimità dei presenti la mozione, presentata dalla Rosa nel Pugno, che chiedeva le sue dimissioni da presidente dell'azienda di viale Mazzini. Tale decisione non è vincolante
  3. ^ La Vigilanza Rai sfiducia Petruccioli "Per ora resto io il presidente" - Politica - Repubblica.it
  4. ^ Inciucio. Come la sinistra ha salvato Berlusconi. La grande abbuffata RAI e le nuove censure di regime, da Molière al caso Celentano. L'attacco all'Unità e l'assalto al Corriere. (Peter Gomez e Marco Travaglio, 2005, BUR Biblioteca Universale Rizzoli, ISBN 88-17-01020-0)
  5. ^ Sabina Guzzanti: se la gente ride per Violante e Petruccioli non è colpa mia
  6. ^ http://www.antoniodipietro.com/2006/03/petruccioli_presidente_rai_di.html

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore de l'Unità Successore
Alfredo Reichlin 1980 - 1982 Emanuele Macaluso
Predecessore Presidente della RAI Successore
Sandro Curzi
(consigliere anziano - facente funzioni)
2005 - 2009 Paolo Garimberti