Repubblica direttoriale

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In verde chiaro gli ordinamenti in cui gli esecutivi, pur di nomina assembleare, non dipendono dal parlamento per la propria permanenza in essere.

La forma di governo direttoriale è un sistema istituzionale in cui un collegio composto da più persone funge da Capo dello Stato e del Governo. Tale forma di governo, il cui primo esempio è rappresentato dal Direttorio francese del 1795 (ma anche il precedente governo della Convenzione nazionale e del Comitato di salute pubblica, nonché il successivo Consolato sono assimilabili a questa forma) è attualmente adottata soltanto dalla Svizzera tanto a livello federale quanto per i singoli Cantoni membri della Confederazione. Solo a livello cantonale però l’esecutivo è eletto direttamente dal popolo. Nel passato, tale sistema costituzionale fu adottato in Uruguay (1917 e 1951), e in Jugoslavia (dalla morte del maresciallo Tito, allo scioglimento della federazione). In ambo i casi non rimase in vigore che per un breve lasso di tempo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di un esecutivo direttoriale risale alla fine del XVIII secolo. Coloro che avevano posto fine al governo di Robespierre si posero infatti un ben preciso obbiettivo: evitare in qualsiasi modo che il potere potesse nuovamente concentrarsi nelle mani di un'unica persona con gli esiti sanguinosi dell'anno di governo di Robespierre.

La cosiddetta costituzione dell'anno terzo, promulgata nel settembre del 1795, fu quindi redatta sulla base di una rigida applicazione del principio della separazione dei poteri, cercando oltretutto di tenere l'esecutivo per quanto possibile sotto scacco. Il governo fu pertanto affidato ad un direttorio di cinque membri, alle cui dipendenze vi erano altri sei ministri. In questa forma il governo direttoriale tradisce maggiormente la propria somiglianza con il sistema presidenziale, nella quale appunto il presidente, si avvale della collaborazione di ministri da lui nominati.

Grazie a Napoleone Bonaparte il governo direttoriale fu esportato al di fuori dei confini francesi nelle altre repubbliche satelliti, fra le quali la Repubblica Elvetica e la Repubblica Cisalpina. Scomparsa a livello nazionale svizzero dopo l'Atto di Mediazione del 1803, la forma di governo direttoriale rimase tuttavia viva a livello cantonale, anche dopo la Restaurazione nel 1815.

Tale tipo di governo, per sua natura poco adatto alla concentrazione di eccessivo potere, si confaceva particolarmente all'instaurarsi nei vari cantoni, a partire dal 1830, di governi di tipo liberale.

Fu così che, quando una commissione fu chiamata nel 1848 a dare agli svizzeri la prima costituzione federale (dopo la guerra civile del Sonderbund che aveva diviso i cantoni cattolici conservatori favorevoli al mantenimento di lievi legami confederali e i cantoni liberali che auspicavano un vincolo più forte), essa ebbe davanti agli occhi un modello di organo esecutivo che si prestava a non ingenerare eccessive ansie sia nei liberali per i motivi più volte delineati, ma anche in coloro che volevano preservare la massima sovranità dei cantoni e avversano quindi un governo centrale troppo forte.

All'epoca, i governi cantonali erano eletti dall'assemblea legislativa e non, come poi, direttamente dal popolo. Fu quindi altrettanto naturale prevedere che il Consiglio federale andasse eletto dall'Assemblea federale in riunione congiunta.

Nel caso svizzero la forma di governo direttoriale ha potuto esplicare al meglio le proprie potenzialità grazie ad altre caratteristiche politiche in parte uniche del paese. Tra questi, l'ampio uso degli strumenti della democrazia diretta (referendum, iniziativa, Landsgemeinde), la peculiare storia culturale e politica, la dimensione ridotta del territorio.

Il caso svizzero[modifica | modifica wikitesto]

All'apparenza il Consiglio federale svizzero potrebbe sembrare un tipico governo parlamentare, tecnicamente non si tratta tuttavia di una riunione di ministri, bensì di un collegio di capi di Stato.

Il Presidente di turno della Confederazione è in effetti soltanto un primus inter pares con funzioni di rappresentanza in particolare per la diplomazia con gli altri stati, senza alcun potere né di direzione né di coordinamento dell'attività dei colleghi.

Il legame del sistema direttoriale elvetico con il sistema presidenziale è ancora più evidente per i Governi cantonali, i quali attualmente sono eletti tutti direttamente dal Popolo. A livello federale, invece, la somiglianza più forte con il sistema presidenziale sta nel fatto che l'esecutivo non può contare su una maggioranza precostituita nell'assemblea legislativa.

La composizione del consiglio federale infatti comprende esponenti dei diversi partiti politici, appartenenti tanto alla sinistra quanto alla destra. Inoltre, anche se eletti dall'assemblea federale, i consiglieri sono tuttavia in carica per un tempo predeterminato, e non sono quindi tenuti a una responsabilità politica continuativa verso il potere legislativo. In altre parole, la Svizzera non conosce crisi di governo, né mozioni di sfiducia; reciprocamente il Governo non ha alcun potere di dissoluzione delle Camere.

Ne consegue che il Consiglio federale o singoli suoi membri rimangono in carica anche qualora il loro indirizzo politico, nella forma ad esempio di un progetto di legge, sia rifiutato dall'assemblea federale, dai cantoni o direttamente dal popolo. Tuttavia, gli altri organi di governo (e anche il popolo stesso, mediante l'ampia diffusione degli strumenti di democrazia diretta) conservano in Svizzera un ruolo importante nell'attività di formazione delle nuove leggi.

Stati direttoriali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista di nazioni per forma di governo#Repubblica direttoriale.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J.F.Aubert, Petite Histoire constitutionelle de la Suisse, Berna 1983.
  • W. Martin, P. Béguin, Histoire de la Suisse, Losanna 1980.