E-democracy

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La democrazia digitale, sinonimo di democrazia elettronica, e sinonimo di e-democracy (contrazione inglese di Electronic Democracy), è la forma di democrazia diretta in cui vengono utilizzate le moderne tecnologie dell'informazione e della comunicazione nelle consultazioni popolari.
In senso politico le consultazioni popolari sono quelle previste dalla costituzione e dalla legge quali esercizio della partecipazione politica ed espressione della sovranità popolare: le elezioni, il referendum e gli istituti analoghi. La consultazione popolare è prettamente politica e deriva dalla idea primo-novecentesca di votazione a suffragio universale.

Indice

[modifica] Difficoltà di una nozione in evoluzione

Le consultazioni della e-democracy di ambito strettamente politico sono distinte rispetto alla consultazione generica che si ha nel televoto, basato sul telecomando, rispetto alle forme di sondaggio avute in Italia negli anni 80, come ad esempio lo spegnimento dell'interruttore della corrente, e rispetto alle possibilità della televisione digitale. Tuttavia spesso si assimila l'idea della consultazione in un unico genere riferito alla potenzialità degli strumenti tecnologici di verificare interattivamente tanto la volontà del pubblico, che è una platea vasta non dissimile dal popolo, quanto quella del popolo. L'assimilazione conduce ad ampliare la nozione di democrazia elettronica, dovuto alla commistione dei generi di quesiti che possono spaziare dalla politica ai temi ludici dell'intrattenimento.

[modifica] Terminologia

L'idea ed il termine democrazia elettronica sono antecedenti rispetto al termine E-Democracy, che è un neologismo inglese nato a metà degli anni '90, che ha dato più linfa ai concetti legati alla partecipazione politica ed è nato in coincidenza con l'avvio dei primi esperimenti pratici.

[modifica] Significato di Democrazia elettronica

Si parla di e-democracy relativamente a qualsiasi tipo di utilizzo o sperimentazione delle tecnologie telematiche (Internet in particolare ma anche telefonia mobile) offerto dalle istituzioni ai cittadini per la partecipazione politica alle scelte delle istituzioni in qualsiasi ambito e qualsiasi livello (locale, nazionale, sovranazionale).

[modifica] Significato di Democrazia diretta elettronica

La Democrazia diretta elettronica (ing. Electronic direct democracy, abbreviazione EDD) è il campo della più forte forma di e-democracy, poiché suppone che il popolo sia coinvolto nella stessa funzione legislativa, ovvero è il più sostanzioso dispiego di effettività del principio costituzionale della sovranità popolare.

[modifica] Il campo costituzionale della e-democracy

In base alle vigenti costituzioni, la democrazia elettronica è espandibile in ogni paese del mondo. Mentre la Democrazia diretta elettronica è del tutto prematura in paesi come l'Italia, in cui il sistema di democrazia rappresentativa è fortemente ancorato all'attribuzione della potestà legislativa esclusiva al Parlamento. Nella sua forma più forte la democrazia digitale è possible nei sistemi costituzionali di paesi come la Svizzera, sia a livello federale che locale, e gli Stati Uniti, a livello locale, in cui il quadro della democrazia rapprtesentativa è affrancata da forti istititi come l'iniziativa popolare di leggi, che la rendono compatibile con la funzione legislativa compartita tra il parlamento ed il popolo.

[modifica] Le esperienze e lo sviluppo della e-democracy

Le prime esperienze pratiche di e-democracy dimostrano che le nuove tecnologie delle comumicazioni sono usate per migliorare la burocrazia addetta al voto elettronico nei processi decisionali relativi alla deliberazione popolare.

[modifica] bandiera Italia

[modifica] bandiera Stati Uniti

Per quanto ancora connotati da una certa debolezza, sono parecchie le iniziative e-democracy sviluppatesi in maniera più o meno decisa nell'ultimo quindicennio, da E-Democracy.org (associazione di cittadini nata nei tardi anni Novanta in Minnesota capace di indirizzare attraverso il dibattito e la pressione le elezioni locali e le successive scelte amministrative, tanto da diventare un modello esportabile) alle elezioni politiche lituane del marzo 2007, le prime a svolgersi con il voto on line.

[modifica] Ambiti di applicazione

[modifica] Campo ambientale

In materia ambientale, l'Europa ha mosso i primi passi verso l'implementazione dei principi partecipativi attraverso la convenzione stipulata ad Århus, Danimarca, il 25 giugno 1998. Ratificata dall'Italia con la legge 16 marzo 2001, n. 108, la Convenzione richiede ai governi di intervenire in tre settori: garantire ad un pubblico il più vasto possibile (persone fisiche o giuridiche, associazioni, gruppi o organizzazioni) il diritto di accesso alle informazioni ambientali detenute dalle istituzioni e dagli organi comunitari; prevedere che le informazioni in materia ambientale siano messe a disposizione del pubblico attraverso banche dati elettroniche facilmente accessibili; prevedere la partecipazione del pubblico all'elaborazione di piani e programmi in materia ambientale da parte della Comunità.

[modifica] Italia ed il campo ambientale

L'Italia ha, attraverso il Ministero dell'Ambiente, presentato nel maggio 2005 il primo rapporto sull'applicazione della Convenzione e nel dicembre 2007 ne ha pubblicato un primo aggiornamento, nel frattempo dando attuazione alla direttiva comunitaria 2001/42/CE sulla valutazione ambientale strategica, nota come VAS, comprendente una fase di consultazione del pubblico. La direttiva, recepita dallo Stato italiano con il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 162, è stata fatta propria anche dalle regioni, spesso ricalcando l'iter della VAS comunitaria.

[modifica] Normativa in campo ambientale

[modifica] Voci correlate


[modifica] Collegamenti esterni

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