E-democracy
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E-Democracy, neologismo della lingua inglese che deriva dalla contrazione di Electronic Democracy (Democrazia Elettronica) con cui comunemente si intende l'utilizzo delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (in inglese Information and Communication Technologies - ICT) all'interno dei processi democratici. Considerata l'origine recente del termine (seconda metà degli anni '90), la sua definizione è ancora abbastanza controversa sia dal punto di vista teorico, sia per quanto riguarda le esperienze pratiche cui si fa riferimento.
In linea generale si può dire che nella categoria di Democrazia Elettronica, sono comprese le pratiche e le sperimentazioni di utilizzo delle tecnologie telematiche (Internet in particolare ma anche telefonia mobile) da parte dei cittadini per partecipare alle scelte politiche delle istituzioni democratiche di qualsiasi livello (locale, nazionale, sovranazionale, internazionale).
Per quanto ancora connotati da una certa debolezza, sono parecchie le iniziative e-democracy sviluppatesi in maniera più o meno sviluppata nell'ultimo quindicennio, da E-Democracy.org (associazione di cittadini nata nei tardi anni Novanta in Minnesota capace di indirizzare attraverso il dibattito e la pressione le elezioni locali e le successive scelte amministrative, tanto da diventare un modello esportabile) alle elezioni politiche lituane del marzo 2007, le prime a svolgersi con il voto on line.
In materia ambientale, l'Europa ha mosso i primi passi verso l'implementazione dei principi partecipativi attraverso la convenzione stipulata ad Århus, Danimarca, il 25 giugno 1998. Ratificata dall'Italia con la legge 16 marzo 2001, n. 108, la Convenzione richiede ai governi di intervenire in tre settori: garantire ad un pubblico il più vasto possibile (persone fisiche o giuridiche, associazioni, gruppi o organizzazioni) il diritto di accesso alle informazioni ambientali detenute dalle istituzioni e dagli organi comunitari; prevedere che le informazioni in materia ambientale siano messe a disposizione del pubblico attraverso banche dati elettroniche facilmente accessibili; prevedere la partecipazione del pubblico all'elaborazione di piani e programmi in materia ambientale da parte della Comunità.
L'Italia ha, attraverso il Ministero dell'Ambiente, presentato nel maggio 2005 il primo rapporto sull'applicazione della Convenzione e nel dicembre 2007 ne ha pubblicato un primo aggiornamento, nel frattempo dando attuazione alla direttiva comunitaria 2001/42/CE sulla valutazione ambientale strategica, nota come VAS, comprendente una fase di consultazione del pubblico. La direttiva, recepita dallo Stato italiano con il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 162, è stata fatta propria anche dalle regioni, spesso ricalcando l'iter della VAS comunitaria.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Normativa
- convenzione di Århus, Danimarca, 25 giugno 1998
- rapporti sull'attuazione della Convenzione di Århus da parte dello Stato Italiano
- legge 16 marzo 2001, n. 108
[modifica] Collegamenti esterni
- Associazione Democrazia Elettronica e Partecipazione Pubblica
- decidiamo.it - Esperimento di e-democracy nella Provincia di Roma
- Sito del V-Day - 8 settembre 2007 (Esempio di e-democracy)
- Webarchia - Un esperimento di democrazia diretta.
- Processi di trasformazione territoriale e forme di partecipazione digitale

