Partito Democratico (Italia)

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Partito Democratico
PartitoDemocratico.svg

Partito politico italiano
Segretario Pier Luigi Bersani
Presidente Rosy Bindi
Vicesegretario Enrico Letta
Fondazione 14 ottobre 2007
Sede Via S. Andrea delle Fratte 16, Roma[1]
Ideologia Socialdemocrazia, Cristianesimo sociale, Liberalismo sociale
Collocazione Centro-sinistra
Internazionale non definita
Partito europeo non definito
Gruppo parlamentare europeo S&D
Deputati 210[2]
Senatori 118[3]
Europarlamentari 21
Organo ufficiale Europa
Iscritti 824.125
Sito web www.partitodemocratico.it

Il Partito Democratico (PD) è un partito politico italiano di centro-sinistra.

Il PD è un partito che nasce dall'incontro di gruppi provenienti dai tre principali partiti politici della storia repubblicana: il Partito Comunista Italiano, la Democrazia Cristiana ed il Partito Socialista Italiano. Da questi ha ereditato la cultura socialdemocratica e quella cristiano-sociale, che, unite alla sensibilità liberale, progressista e ambientalista, costituiscono la piattaforma ideologica del partito.

A livello europeo il PD ha intrapreso un rapporto di stretta collaborazione con il Partito del Socialismo Europeo, con il quale ha formato l'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento europeo. Il PD è il secondo maggior partito italiano e prima forza politica del centro-sinistra ed è fortemente radicato nell' Emilia-Romagna, in Toscana, in Umbria, nelle Marche, in Basilicata e in Sardegna.

Il partito è nato il 14 ottobre 2007, attraverso le elezioni primarie per la scelta del segretario nazionale e dell'Assemblea Costituente. Il partito si presenta agli elettori come l'erede de L'Ulivo, una coalizione di partiti nata nel 1995 con l'obiettivo di trovare una sintesi fra le tradizioni della socialdemocrazia, del cristianesimo sociale, del liberalismo sociale, dell'ambientalismo e del socialismo democratico, tenute insieme da un dichiarato europeismo.

Pierluigi Bersani è l'attuale segretario del PD dopo le primarie del 25 ottobre 2009, fino ad allora (dal 21 febbraio 2009) lo è stato Dario Franceschini, mentre Walter Veltroni ne è stato il primo segretario nazionale, dalla fondazione sino al 17 febbraio 2009, quando ha dato le dimissioni dalla carica in seguito alla sconfitta nelle elezioni regionali sarde. Romano Prodi, ideatore de L'Ulivo e già Presidente del Consiglio dei Ministri, è stato presidente del partito dalla sua fondazione sino al 16 aprile 2008.

Il PD nasce innanzitutto dalla volontà dei due principali partiti di centrosinistra attivi all'inizio del XXI secolo Democratici di Sinistra (DS) di tendenza socialdemocratica e Democrazia è Libertà - La Margherita (DL) di tendenza cristiano-sociale, di impegnarsi per l'unificazione del centro-sinistra italiano. Al processo costituente hanno partecipato anche altre formazioni politiche: Movimento Repubblicani Europei (liberale sociale), Italia di Mezzo (centrista), Alleanza Riformista (socialdemocratico), Repubblicani Democratici (repubblicanesimo sociale) e gruppi regionali come il calabrese Partito Democratico Meridionale (democristiano) e Progetto Sardegna (socialdemocratico). Diverso è il caso dei Radicali Italiani, che hanno presentato i propri candidati nelle liste del PD, collocandosi all'interno del gruppo parlamentare dopo le elezioni, ma non confluiti nel partito.

Seppur inizialmente interessati ad aderire al percorso costituente, non hanno partecipato alla costruzione del PD: i Socialisti Democratici Italiani (SDI), l'Italia dei Valori (che dichiarò la propria adesione durante la campagna elettorale del 2008[4], ma frenò poi dopo le elezioni[5]), due minoranze socialiste dei DS di cui una confluita nel nuovo Partito Socialista e una fondatrice del movimento Sinistra Democratica, parte dei diniani e degli ulivisti della Margherita (che hanno dato vita rispettivamente ai Liberal Democratici e ad Unione Democratica), il movimento Italia Popolare (già federato alla Margherita), il Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI).

Il 29 luglio 2009, al termine della fase di tesseramento in vista del congresso, il partito annuncia 824.125 iscritti ed è il maggiore partito europeo per numero di iscritti seguito dalla CDU tedesca e dal PP spagnolo[6].

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Le origini

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Provenienza dei politici appartenenti al Partito Democratico e Storia del Partito Democratico (Italia).
Schema della storia dei partiti che hanno dato vita al PD, dall'inizio degli anni '90 al 2008.

[modifica] Le prime proposte di un nuovo partito

Nel 2003 Michele Salvati, deputato eletto nelle liste dei Democratici di Sinistra in alcuni articoli pubblicati sui quotidiani Il Foglio[7] e la Repubblica[8] nell'aprile 2003, delineò un nuovo partito, nato dall'incontro tra le culture socialdemocratica, cristiano-sociale e socio-liberale. L'idea di Salvati fu ripresa da Romano Prodi, all'epoca presidente della Commissione Europea.

Nel 2003, su proposta di Romano Prodi, per le elezioni europee del 2004, nacque la lista "Uniti nell'Ulivo", composta da Democratici di Sinistra, la Margherita, SDI e i Repubblicani Europei. La lista unitaria raccolse il 31,1% dei voti, eleggendo 25 euro-parlamentari. Prodi sollecitò, quindi, la lista unitaria anche alle elezioni politiche del 2006, ma La Margherita preferì competere con il proprio simbolo.

La lista unitaria, così, si ripresentò alle elezioni regionali del 2005, tenute in aprile, ma soltanto in 9 delle 14 regioni chiamate al voto. Il 16 ottobre 2005 si tennero le elezioni primarie per scegliere il leader della nuova coalizione di centrosinistra, che prese il nome di L'Unione. I membri della federazione dell'Ulivo (comunemente chiamata anche "Fed") sostennero la candidatura di Romano Prodi, che con il 74% dei voti, divenne il candidato proposto dal centrosinistra alla Presidenza del Consiglio per il 2006.

Il buon esito delle primarie convinse anche la Margherita, che approvò la decisione di presentare la lista unitaria dell'Ulivo sulla scheda per l'elezione della Camera dei deputati, seppur ciascun partito sarebbe andato con il proprio simbolo al Senato.

Subito dopo le primarie, però, lo SDI dichiarò di non essere interessato alla costituzione di un partito unico.

[modifica] L'evoluzione del progetto e la futura nascita del partito

Nei DS si mostrò subito contraria al Partito Democratico la sinistra interna, guidata da Fabio Mussi e Cesare Salvi, che presentò una mozione esplicitamente dissenziente al congresso dell'aprile 2007, denominata A sinistra - Per il socialismo europeo. Una terza mozione congressuale Per un partito nuovo, democratico e socialista, fu presentata da altri esponenti del partito come Gavino Angius e Mauro Zani, favorevole ad una federazione che non si limitasse a DS e Margherita.

Nella Margherita si aprì il confronto tra la corrente ulivista e quella popolare, anche se la mozione unica presentata dal presidente Francesco Rutelli venne approvata in maniera compatta da tutte le aree del partito.

Nel frattempo nacquero numerose associazioni, che rivendicarono la partecipazione attiva dei cittadini, anche di quelli non iscritti ad alcun partito, alla formazione del Partito Democratico.

Romano Prodi in prima persona, nel corso del 2006, incaricò tredici personalità di spicco del mondo della cultura e della politica di redigere un Manifesto per il Partito Democratico. Il documento che venne reso pubblico nel dicembre del 2006.

[modifica] I Congressi di DS e Margherita

Il IV congresso dei DS fu caratterizzato da una pluralità di mozioni: "Per il Partito Democratico" favorevole al processo unitario (75,5% dei consensi degli iscritti); quella dell'ex cosiddetto Correntone (leader Fabio Mussi) contraria alla formazione di un partito unico con i settori moderati della coalizione (raccolse il 15,1%); quella (primi firmatari Gavino Angius e Mauro Zani), fortemente critici verso il percorso di costituzione intrapreso, richiedendo un legame esplicito al socialismo europeo.

L'elezione alla segreteria di Piero Fassino fu sostanzialmente l'approvazione da parte della base dei DS della creazione del nuovo soggetto politico. Mussi ed il vecchio Correntone annunciarono la propria uscita dai DS e la volontà di costituire un nuovo soggetto a sinistra del partito Democratico.[9] La corrente di Gavino Angius, la settimana successiva all'assise congressuale, deciderà di abbandonare i DS, vista la non certezza dell'adesione al PSE.[10]

Anche il II congresso de La Margherita si svolse con l'obiettivo di dar vita al Partito Democratico, e orientata in tal senso fu l'unica mozione presentata dal presidente del partito Francesco Rutelli.

L'assise della Margherita non presentò le medesime divisioni interne verificatesi nei DS, coerentemente con l'ispirazione unificatrice delle forze di centrosinistra che il partito di Rutelli ebbe sin dalla sua nascita come lista elettorale nel 2001, e come partito nel 2002. Le uniche critiche vennero da Arturo Parisi, ministro della Difesa in carica, e da Willer Bordon, che chiesero lo scioglimento delle correnti interne in vista della nascita del PD, e dall'ex segretario del PPI Gerardo Bianco, che decise di non aderire al PD. Più tardi, nella fase di preparazione del PD, lo stesso Bordon e Lamberto Dini decideranno di non aderire al nuovo partito.

[modifica] Le elezioni primarie

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Elezioni primarie del Partito Democratico (Italia).

Il primo atto formale verso la costituzione del nuovo Partito venne effettuato il 23 maggio 2007 con la nomina di un Comitato promotore, il "Comitato 14 ottobre", così chiamato con riferimento alla data in cui sarebbe stata eletta l'assemblea costituente del Partito Democratico.

Tale comitato, nato con 45 membri, annoverava, oltre ad esponenti di DS e Margherita, anche politici provenienti da esperienze diverse (come l'ex UDC Marco Follini e l'ex-SDI Ottaviano Del Turco, governatore della Regione Abruzzo) e personalità della società civile, come il giornalista Gad Lerner, il presidente di "Slow Food" Carlo Petrini e l'esponente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Tullia Zevi.

[modifica] I membri del Comitato promotore

Il Comitato definì le modalità di svolgimento delle primarie per l'elezione dell'Assemblea Costituente Nazionale e delle Assemblee Costituenti Regionali, con i rispettivi Segretari.

Il 31 luglio 2007 il Coordinamento Nazionale delle primarie ufficializzava le candidature alla carica di Segretario Nazionale del PD di: Mario Adinolfi, Rosy Bindi, Pier Giorgio Gawronski, Jacopo G. Schettini, Enrico Letta, Walter Veltroni. La candidatura di Schettini fu successivamente apparentata a quella di Gawronski.

Alle elezioni costituenti di domenica 14 ottobre 2007 si registrava una partecipazione superiore alle aspettative con 3.554.169 voti validi[senza fonte], compresa la circoscrizione degli italiani all'estero.

Le liste collegate a Walter Veltroni ("Democratici con Veltroni", "Ambiente, Innovazione, Lavoro.", "A Sinistra per Veltroni" ed altre liste locali) ottenevano complessivamente 2.694.721 voti[senza fonte] (75,82%) ed eleggevano 2322 delegati all'Assemblea Costituente Nazionale (compreso lo stesso candidato alla segreteria) su un totale di 2858 eletti, decretando automaticamente l'elezione di Veltroni a Segretario Nazionale del PD. Erano invece 313 i delegati eletti per le liste "Con Rosy Bindi democratici, davvero", 221 i "Democratici per Enrico Letta". Le liste in appoggio di Adinolfi ("Generazione U'") e quelle in appoggio di Gawronski ("Il coraggio di cambiare" e "Noi per il Partito Democratico") riuscivano invece ad eleggere solo i due candidati alla segreteria.

[modifica] L'Assemblea costituente

L'Assemblea Costituente Nazionale si insediava sabato 27 ottobre 2007 a Milano (presso il polo fieristico di Rho-Pero). I delegati sono 2.858 eletti attraverso liste bloccate formate col criterio dell'alternanza uomo-donna. Il primo Presidente dell'Assemblea è Romano Prodi, fondatore dell'Ulivo nonché premier in carica.

Nella riunione di insediamento viene formalizzata l'elezione di Veltroni a primo Segretario Nazionale. Al termine l'assemblea approva, senza alcuna discussione, un dispositivo[11] proposto da Veltroni, che fra le altre cose stabilisce la nomina di Dario Franceschini a Vice Segretario Nazionale del partito e di Mauro Agostini a Tesoriere Nazionale. Vengono poi costituite, all'interno dell'assemblea, tre commissioni di 100 componenti ciascuna (con rappresentanza di delegati di tutte le liste proporzionale alla composizione totale dell'assemblea) che dovranno redigere rispettivamente lo Statuto, il Manifesto dei Valori ed il Codice Etico nazionali del partito. Stante la struttura federale del PD, analoghi documenti a livello regionale saranno redatti da parte delle Assemblee Costituenti Regionali.

Nei giorni immediatamente successivi all'assemblea di Milano, si delineano gli organi esecutivi e consultivi del partito. Il 4 novembre 2007 il segretario Veltroni nomina l'esecutivo del PD, con 17 membri di cui 9 donne (la maggioranza)[12]. Il 7 novembre 2007 è eletto capogruppo del PD alla Camera dei Deputati Antonello Soro[13], che rileva Dario Franceschini fino ad allora capogruppo dell'Ulivo, promosso da Veltroni vicesegretario. Al Senato della Repubblica viene confermata la capogruppo dell'Ulivo Anna Finocchiaro.

Nel mese di novembre si insediano le Assemblee Costituenti Regionali, che eleggono i rispettivi Presidenti e formalizzano l'elezione dei Segretari Regionali. Sempre a novembre, si insediano delle Assemblee Provinciali provvisorie (formate dai delegati alle Assemblee Costituenti Regionali e Nazionale territorialmente competenti), ciascuna delle quali sceglie il proprio Presidente ed un coordinatore provinciale, pure essi pro tempore.

Tra la fine del 2007 e i primi mesi del 2008 avviene il radicamento territoriale del partito. In ciascun comune vengono richiamate le assemblee degli elettori del 14 ottobre, per costituire i Circoli territoriali del PD. Ciascun Circolo elegge il proprio Coordinamento ed i propri delegati per le Assemblee Cittadina (ove nello stesso comune siano presenti più Circoli territoriali) e Provinciale. Le Assemblee Provinciali e Cittadine così formate eleggono nei giorni successivi i rispettivi Presidenti ed i Segretari Provinciali e Cittadini. Inoltre all'interno di ciascun Circolo territoriale il Coordinamento elegge il Segretario del Circolo (che coincide col Segretario Cittadino nei comuni ove è costituito un solo Circolo territoriale).

Nella seconda riunione dell'Assemblea Costituente Nazionale, sabato 16 febbraio 2008 a Roma, vengono approvati lo Statuto, il Manifesto dei Valori ed il Codice Etico. Lo statuto prevede tra l'altro la possibilità di costituire, accanto ai Circoli territoriali, anche dei Circoli ambientali (nei luoghi di lavoro o di studio) e dei Circoli on line. Viene fissata ad ottobre 2009 la data del primo congresso del PD, con il rinnovo di tutte le cariche nazionali e regionali, che successivamente avranno invece mandato quadriennale.

L'Assemblea Costituente Nazionale si riunisce nuovamente, tra le altre occasioni, sabato 21 febbraio 2009 a Roma, a seguito delle dimissioni da Segretario di Walter Veltroni. Alla presenza di meno della metà dei delegati, viene eletto come nuovo Segretario Nazionale Dario Franceschini, che ottiene 1.047 voti contro i 92 di Arturo Parisi.

[modifica] La sede ed il simbolo

Il 9 novembre viene inaugurata la sede nazionale del PD, a Roma in Piazza Sant'Anastasia, nei pressi del Circo Massimo.

Il 21 novembre il PD presenta il suo nuovo simbolo tricolore, elaborato dal grafico venticinquenne molisano Nicola Storto. Per Ermete Realacci, responsabile della comunicazione del partito, «il simbolo assume su di sè l'identità nazionale con molta forza. Infatti, i tre colori rispondono a tre tradizioni diverse dell'Italia. Il verde è la tradizione laica e ambientalista, il bianco è il solidarismo cattolico, il rosso è il colore del lavoro e del socialismo. Il risultato è una sintesi molto forte». La definizione e l'idea di partito "verde-bianco-rosso" nel segno delle anime del PD e della bandiera nazionale viene coniata per la prima volta dal candidato alla segretaria nazionale Jacopo G. Schettini in una lettera aperta pubblicata dal sito del PD il 5 settembre, ed è il titolo della sua candidatura presentata dal primo numero del periodico ufficiale del PD.

[modifica] L'attività politica con Veltroni segretario

[modifica] Il Partito Democratico all'interno del governo Prodi II

Appena sorto, il Partito Democratico assunse immediatamente il ruolo di maggiore forza politica all'interno del governo Prodi II. Il segretario Walter Veltroni intuì rapidamente la necessità di avviare un dialogo con le varie forze politiche per la creazione di importanti riforme, le quali vengono ritenute necessarie per la modernizzazione dello Stato. L'11 novembre Veltroni lanciò una nuova proposta di legge elettorale elaborata dal costituzionalista Salvatore Vassallo[14], nell'ambito di una riforma che coinvolgesse anche i regolamenti parlamentari e la Costituzione, dando l'appoggio del PD alla proposta di revisione costituzionale al vaglio della Camera dei Deputati[15].

Nei giorni successivi, si assistette alla fine della Casa delle Libertà, coalizione di opposizione: il governo Prodi II, la cui caduta era stata data per certa al Senato da Silvio Berlusconi agli alleati[16], tra il 14 e il 15 novembre passò indenne il delicato passaggio della Finanziaria a Palazzo Madama[17]. A seguito di questo fatto, la Lega Nord, l'UDC e soprattutto Alleanza Nazionale rivolsero pesantissime critiche a Forza Italia e raccolsero l'invito di Veltroni ad approvare insieme alcune riforme istituzionali. A stretto giro, lo stesso Berlusconi abbandonò il rifiuto di ogni dialogo con la maggioranza e si dichiarò disposto a discutere con Veltroni di legge elettorale, annunciando la fine della sua difesa al bipolarismo ed il gradimento per il sistema proporzionale.

A fine novembre, dopo il fallimento della "spallata" della Casa delle Libertà (termine giornalistico per indicare i tentativi di Berlusconi di far cadere il governo Prodi II), la coalizione di centro-destra sembrò frantumarsi in uno scontro tra Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini da una parte, e Silvio Berlusconi dall'altra[18].Ormai rassegnati all'idea che la caduta del governo non fosse imminente, tutti i partiti dell'opposizione accettarono dunque (pur con motivazioni diverse) la proposta di dialogo sulle "riforme" lanciata con forza da Veltroni e Franceschini.

Il segretario del PD incontrò quindi, in rapida successione, i leader della maggioranza e dell'ex-CdL per discutere e cercare di trovare un accordo su una nuova legge elettorale, e sulla riforma dei regolamenti parlamentari e della parte II della Costituzione: il 26 novembre Veltroni vide Gianfranco Fini, Italo Bocchino e Vincenzo Nespoli di Alleanza Nazionale; il 28 Pier Ferdinando Casini, Lorenzo Cesa e Rocco Buttiglione dell'UDC[19]; il 29 Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Andrea Gibelli della Lega Nord, Lamberto Dini dei Liberaldemocratici e Oliviero Diliberto dei Comunisti Italiani; il 30 Fabio Mussi di Sinistra Democratica e infine Silvio Berlusconi e Gianni Letta di Forza Italia.

[modifica] La caduta di Prodi e la campagna elettorale 2008

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Elezioni politiche italiane del 2008.
Walter Veltroni a Trento per la campagna elettorale 2008

Ma il governo Prodi era ormai allo stremo. I risultati delle elezioni politiche del 2006 erano stati deludenti per il centrosinistra (dato largamente in testa dai sondaggi) e ne era conseguito un quadro non privo di ombre ed ambiguità: al Senato la coalizione di Prodi ottenne una maggioranza di appena 158 seggi su un totale di 315. Un sostanziale pareggio era nei fatti. Ma una proposta di collaborazione lanciata da Silvio Berlusconi, capo dell'opposizione, venne respinta con scherno. In breve tempo l'eterogeneità della coalizione non tardò a mostrarsi in tutta la sua ampiezza. Contestato fortemente per l'aumento delle imposte al ceto medio, travolto dallo scandalo dei rifiuti a Napoli, il governo registrò un drastico calo di fiducia nei sondaggi. Questa situazione iniziò a determinare lo sfaldamento della debole maggioranza, soprattutto al Senato. In particolare, in una intervista del dicembre 2007, il Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, arrivò a definire ironicamente Prodi "un grande poeta morente" e dichiarò che bisognava prendere atto del fallimento della coalizione di governo. Alcuni senatori, quindi, iniziarono a rendersi autonomi rispetto alla maggioranza, rendendo incerto l'esito di qualsiasi votazione si tenesse a Palazzo Madama. Ciò continuò a rinfocolare le polemiche sull'apporto determinante dei senatori a vita. Nel gennaio 2008 scoppiò l'emergenza rifiuti a Napoli. Questa vicenda, oltre a gettare ombre sulla gestione del sindaco, Rosa Russo Iervolino (PD)e del Presidente della Regione, Antonio Bassolino (PD), screditò definitivamente il governo Prodi. L'esecutivo, infatti, contestato al suo interno dalla sinistra radicale, non poté permettere che la polizia ristabilisse l'ordine pubblico con la dovuta fermezza. Le immagini della città partenopea invasa dai rifiuti fecero il giro del mondo. Il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, fu accusato di inettitudine, demagogia, ed incapacità politica: l'opposizione presentò una mozione di sfiducia nei confronti del ministro ed alcuni senatori di maggioranza minacciavano di votarla ( di fatto avrebbero determinato, in questo modo, la caduta del governo). Tuttavia, pochi giorni dopo, il governo Prodi II cadde a seguito della crisi politica innescata da Clemente Mastella. Il PD di Veltroni appoggiò il tentativo di formare un governo attorno ad una convergenza fra le forze politiche sulla riforma elettorale, affidato dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano al presidente del Senato Franco Marini (egli stesso del PD). Tuttavia il tentativo non riuscì per la ferma opposizione di Berlusconi e del centro-destra, ora ricompattato dalla prospettiva di una vittoria elettorale imminente.

Nei giorni successivi allo scioglimento delle Camere, il PD scelse di formare le sue alleanze "esclusivamente su base programmatica", il che si risolse con l'esclusione di ogni apparentamento con la Sinistra Arcobaleno e con - invece - la formazione di una coalizione con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Si giunse anche ad un accordo con i Radicali italiani, che implicò l'inserimento di alcuni loro esponenti nelle liste del PD. Nonostante gli sforzi, non si giunse a un accordo con il Partito Socialista, il quale non accettò di rinunciare al suo simbolo per inserire suoi esponenti nelle liste del PD, e presentò una lista separata indipendente.

Dopo la presentazione delle liste ufficiali dei candidati scoppiò una polemica interna al Partito a causa di alcune esclusioni eccellenti. L'esclusione di Ciriaco De Mita e quella di Giuseppe Lumia, ex-Presidente della Commissione Antimafia, furono motivate dall'esigenza di partito di non candidare persone con più di tre legislature. A questa regola generale si sono fatte 32[senza fonte] deroghe per i cosiddetti "big" del partito, tra cui lo stesso Walter Veltroni.

Altre polemiche sorsero per la presunta scarsità di candidature femminili con buone possibilità di successo[20]. I Radicali infine hanno sostenuto che Veltroni non abbia dato corso al patto siglato: agli occhi della dirigenza Radicale, infatti, non tutte le nove candidature radicali avrebbero l'elezione garantita[21] (i nove candidati risulteranno poi tutti eletti[22]). Gianfranco Pasquino, criticando il trattamento subito dai Radicali, ha dichiarato: «Le liste del Partito Democratico, redatte secondo principi di marketing e di rappresentanza settorializzata, "ma anche", burocratico-partitocratica, sono già di per sé pessime.»[23]


[modifica] Elezioni politiche 2008

Al Quirinale: Walter Veltroni (al centro), Antonello Soro (a sinistra) e Anna Finocchiaro (a destra)

Alle elezioni politiche del 2008 PD e Italia dei Valori raccolgono complessivamente il 37,546%[24] dei consensi alla Camera, contro il 46,811% della coalizione Il Popolo della Libertà - Lega Nord - Movimento per l'Autonomia guidata da Silvio Berlusconi, e il 38,010%[25] al Senato, contro il 47,320% della coalizione avversaria. Singolarmente il Partito Democratico ha ottenuto rispettivamente il 33,17% e il 33,69% dei suffragi. Il 16 aprile 2008 viene resa nota una lettera risalente al precedente 23 marzo, giorno di Pasqua, in cui Romano Prodi informava il segretario Veltroni di voler abbandonare l'incarico di presidenza del Partito, per fare spazio a una nuova generazione dirigente.

[modifica] La crisi

Dopo le elezioni in Sardegna del 14-15 febbraio 2009, dove Renato Soru, governatore uscente e uomo di punta del PD viene sconfitto dal candidato del PDL Ugo Cappellacci, in considerazione di questo e di altri risultati negativi del Partito in consultazioni elettorali precedenti e le forti critiche alla sua gestione, Veltroni si dimette da segretario[26]. Viene riunita sabato 21 febbraio l'Assemblea Costituente, chiamata a decidere come uscire dal momento di difficoltà e quale strada intraprendere. Si fronteggiano due linee: da una parte chi vuole andare subito a primarie, a cui far seguire un congresso per lanciare una nuova fase del partito, cambiando profondamente le leadership della classe dirigente del Partito e proponendo alla segreteria temporaneamente Arturo Parisi; dall'altra parte coloro i quali ritengono sia dannoso aprire la fase congressuale in quel momento, data la vicinanza delle Elezioni Europee, preferendo confermare alla guida del Partito il vicesegretario di Veltroni, Dario Franceschini. Nel frattempo sia l'ex Ministro Pierluigi Bersani che l'ex candidato alla Segreteria nel 2007 Jacopo Schettini Gherardini rendono pubblica la loro intenzione di correre alle future primarie del PD in vista della Convenzione di ottobre 2009. All'Assemblea dei circoli del PD tenutasi nel marzo 2009 è salita alla ribalta[27], col suo applauditissimo intervento, Debora Serracchiani, segretario comunale per il partito a Udine.

[modifica] Verso il I Congresso: Franceschini segretario

Convocata dopo le dimissioni di Veltroni, l'Assemblea Costituente (presieduta da Anna Finocchiaro, essendo vacante la carica di Presidente del PD) ha eletto, con 1047 preferenze, Dario Franceschini nuovo segretario nazionale del Partito, contro i 92 voti raccolti da Arturo Parisi[28].

Il nuovo segretario, eletto con il compito di portare il partito alle Elezioni Europee e al Congresso di autunno, annuncia di volere cominciare una nuova fase nel Partito, basata su inedite e giovani personalità, caratterizzata da una opposizione più ferma al Governo (puntando soprattutto sul tema della crisi economica e finanziaria in atto), mettendo da parte i "capibastone" e coinvolgendo maggiormente amministratori locali e dirigenti territoriali. Con l'elezione di Franceschini, sono decaduti gli organi direttamente nominati da Veltroni, in primis il Governo ombra. Sono stati poi nominati una nuova segreteria e nuovi responsabili per tematiche politiche[29].

[modifica] Le elezioni europee del 2009

La prima importante sfida che il nuovo segretario si trova ad affrontare è quella delle elezioni europee del 2009. Il nodo sulla collocazione europea è stato sciolto ufficialmente solo dopo le votazioni, sebbene Piero Fassino avesse già proposto di formare una federazione con il PSE che dia luogo a un unico gruppo nell'Europarlamento, il quale contenga tutte le forze progressiste europee.[30] La campagna del PD si è basata sulla rivendicazione della sua identità europeista; inoltre tiene banco la denuncia del particolare approccio alla consultazione elettorale scelto da Silvio Berlusconi, il quale corre in tutte le circoscrizioni elettorali pur essendo incompatibile per quella carica in quanto deputato alla Camera e Presidente del Consiglio dei Ministri, opponendogli candidati che siederanno effettivamente all'Europarlamento in caso di elezione. Alle elezioni del 2009 il Partito Democratico ha ottenuto il 26,1% dei voti, perdendo circa il 7% dei consensi rispetto alle politiche del 2008 (nel corso delle quali il PD comprendeva anche i radicali, mentre alle europee del 2009 questi avevano una propria lista che ha raggiunto il 2,4%).

[modifica] Le primarie 2009 e l'elezione a segretario di Bersani

[modifica] La corsa per la segreteria

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Elezioni primarie del Partito Democratico (Italia) del 2009.

La Direzione Nazionale del partito fissa il nuovo congresso («convenzione» secondo lo statuto del partito) all'11 ottobre del 2009 e le nuove elezioni primarie per il 25 ottobre[31].

Inizialmente il segretario uscente Dario Franceschini non si era espresso sulla possibilità di ricandidarsi alla guida del partito[32] ma il 24 giugno annuncia ufficialmente la sua candidatura per il Congresso e per le primarie[33].

A sua volta, l'ex ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani annunciò la sua candidatura ricevendo l'appoggio di D'Alema[34].

Il 4 luglio, infine, il chirurgo Ignazio Marino confermò a sua volta di voler correre per la segreteria, sostenuto in prima linea da Giuseppe Civati.

Il 23 luglio il Comitato per il Congresso ufficializzò 4 candidature: quelle di Pierluigi Bersani, Dario Franceschini, Ignazio Marino e Amerigo Rutigliano. Il 28 luglio, però, proprio quest'ultima candidatura viene respinta dallo stesso Comitato, poiché delle 1542 firme presentate dal candidato, 500 sono risultate appartenti a persone non iscritte al PD[35]. Il giorno successivo la Commissione Nazionale per il Congresso annunciò anche che la quota degli iscritti che prendono parte alla prima fase congressuale è di 820607[6].

I risultati definitivi dei congressi nei circoli vennero divulgati l'8 ottobre dalla Commissione Nazionale: Pierluigi Bersani ottenne 255 189 voti pari al 55,13%, seguito da Dario Franceschini con 171 041 voti pari al 36,95% e da Ignazio Marino con 36 674 voti pari al 7,92%.

Tutti e tre i candidati sono stati quindi ammessi a partecipare alle elezioni primarie del 25 ottobre 2009. Si è confermata in questa occasione una ampia partecipazione popolare (3.067.821 votanti), che ha sostanzialmente confermato l'esito della Convention, dando la vittoria a Pierluigi Bersani.

[modifica] L'uscita dal partito di Rutelli

Francesco Rutelli e altri, già da tempo critici nei confronti di un partito a loro dire «mai nato», prendono atto della vittoria di Bersani, ma lasciano il partito. Secondo Rutelli, con Bersani si andrebbe verso un «partito democratico di sinistra. (...) la promessa, dunque, non è mantenuta: non c’è un partito nuovo, ma il ceppo del Pds con molti indipendenti di centrosinistra»[36]. Così il 27 ottobre Rutelli annuncia che «occorre iniziare un percorso diverso, con persone diverse»[37], e il giorno dopo fonda l'associazione Cambiamento e Buongoverno insieme a Massimo Cacciari, Giuliano da Empoli, Lorenzo Dellai, Linda Lanzillotta, Vilma Mazzocco, Roberto Mazzotta, Andrea Mondello, Bruno Tabacci, Elvio Ubaldi e Giuseppe Vita[38][39]. Inutile fino all'ultimo il tentativo di D'Alema per una riconciliazione[40].

[modifica] La collocazione europea

La collocazione europea è stato uno dei principali nodi da sciogliere per il Partito Democratico, diviso tra un'anima di matrice socialdemocratica e un'altra cattolico-riformista: gli ex-DS, infatti, facevano parte del Partito Socialista Europeo, mentre la Margherita nel 2004 aveva fondato un Partito Democratico Europeo che siedeva nell'area liberaldemocratica.

Tra le maggiori preoccupazioni, specularmente delle minoranze diessine e dell'ala popolare della Margherita, c'era l'idea di rinuncia delle proprie identità storiche in un progetto che potrebbe condurre ad avere un partito senza identità ideologiche oppure l'appiattimento delle varie aree sulle posizioni di una sola. Quello della collocazione europea è il motivo che ha indotto la minoranza DS guidata da Gavino Angius (in seguito rientrato) a non aderire al partito, sostenendo appunto che mancasse un richiamo forte del partito all'appartenenza al PSE.

A tal proposito, il PSE, nel 7° congresso[41] tenuto a Oporto, ha modificato il proprio statuto definendosi come forza politica aperta a tutti i partiti europei "di ispirazione socialista, progressista e democratica", prospettando la possibilità di un allargamento a partiti e movimenti progressisti che non provengono necessariamente dallo storico campo del socialismo europeo. Tale modifica è stata considerata un'apertura nei confronti delle istanze avanzate dalla Margherita in Italia, anche se il partito ha rimarcato di non volere che il PD aderisca tout-court al PSE, semmai che intraprenda con esso un rapporto di collaborazione nell'alveo di un nuovo centrosinistra europeo.

In questa direzione va anche la posizione di Romano Prodi che, in sede di Assemblea Costituente, ha sostenuto che sarà l'Italia ad anticipare l'Europa nella creazione di un contenitore delle forze progressiste e democratiche. In sede europea, infatti, i parlamentari europei del PD hanno mantenuto inizialmente la loro collocazione originaria (divisi tra PSE e ALDE) fino alle elezioni europee del 2009: solo in seguito è stata stabilita una collocazione unitaria. La scelta si è realizzata nel non aderire tout-court al PSE, bensì creando un gruppo unico in sede di Europarlamento con esso, chiamato prima Alleanza dei Socialisti e dei Democratici per l'Europa (ASDE) e poi Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento europeo (APSD).[42]

[modifica] Profilo organizzativo

A livello centrale il massimo organismo che dirige il partito fra un congresso e l'altro è l'Assemblea Nazionale. Organo esecutivo sono la Segreteria Nazionale, collegio che aiuta il lavoro del segretario nazionale. An e Sn restano in carica quattro anni. L'organo esecutivo di indirizzo politico dell'An è il Coordinamento Nazionale. Il Cn è detta Direzione Nazionale quando comprende il Segretario Nazionale, il Presidente dell’Assemblea Nazionale, Il Vicesegretario, il Tesoriere, il massimo dirigente dell’Organizzazione giovanile, i Presidenti dei Gruppi parlamentari italiani ed europei, i Segretari Regionali, 20 personalità del mondo della cultura, dell’associazionismo, del lavoro e dell’impresa indicate dal Segretario, i Presidenti di Regione, i Sindaci delle Aree Metropolitane e i Presidenti delle Province con più di 3 milioni di abitanti e i presidenti di Anci, Upi e Uncem, gli ex Presidenti delle Camere e del Consiglio dei Ministri, i vicepresidenti di Camera e Senato e Parlamento Europeo, i vicepresidenti dei gruppi parlamentari italiani ed europei del PD, i presidenti di Commissioni parlamentari di Camera e Senato, i candidati alle Primarie, i Presidenti e i relatori delle Commissioni costituenti Statuto, Manifesto dei valori, Codice Etico, 5 giovani espressione della organizzazione giovanile del PD, i Giovani Democratici.

L'attuale DN è stata eletta il 7 novembre 2009.

[modifica] Cariche del Partito

[modifica] Presidenti

[modifica] Vicepresidenti

[modifica] Segretari

[modifica] Vicesegretari

[modifica] Segretari regionali

[modifica] Membri Onorari

[modifica] Presidenti dei gruppi parlamentari

[modifica] Camera dei Deputati

7 novembre 2007[46]28 aprile 2008: Antonello Soro, vice: Marina Sereni, Gianclaudio Bressa
5 maggio 200816 novembre 2009: Antonello Soro, vice: Marina Sereni, Gianclaudio Bressa
17 novembre 2009 – (attualmente in carica): Dario Franceschini, vice: Marina Sereni, Gianclaudio Bressa


[modifica] Senato della Repubblica

27 novembre 2007[47]28 aprile 2008: Anna Finocchiaro, vice: Luigi Zanda, Nicola Latorre
6 maggio 2008 – (attualmente in carica): Anna Finocchiaro, vice: Luigi Zanda, Nicola Latorre

[modifica] Risultati elettorali

Voti % Seggi
Politiche 2008 Camera 12.092.998 33,2 211
Senato 11.042.325 33,7 116[48]
Estero (Camera) 331.567 32,7 6
Estero (Senato) 308.157 33,2 2
Europee 2009 8.007.854 26,13 21

Per i risultati regione per regione, vedi la pagina: Risultati elettorali del Partito Democratico per regione italiana.

[modifica] Gruppi parlamentari del PD

[modifica] Camera dei Deputati

XV legislatura XVI legislatura
196 deputati (31,11%) 218 deputati (34,60%) (1)

[modifica] Senato della Repubblica

XV legislatura XVI legislatura
83 senatori (26,34%) 119 senatori (37,78%)(1); (2)

(1) Include anche i parlamentari Radicali eletti nelle liste del PD.
(2) Percentuale calcolata esclusivamente sui 315 senatori elettivi.

[modifica] Parlamento europeo

VII legislatura
21 eurodeputati
(29,17% degli italiani)

[modifica] Iscritti

Lo Statuto del PD prevede due livelli di partecipazione alla vita del partito: gli iscritti e gli elettori, raccolti questi ultimi in un apposito albo. Lo statuto prevede diritti e doveri associativi per gli iscritti, mentre considera elettori tutte le persone che accettano di registrarsi nell'apposito albo e partecipano ai momenti di pubblica partecipazione organizzati dal partito: elezioni primarie ed elezioni dirette delle cariche partitiche nazionali e locali.

  • 2009: 824.125 iscritti

[modifica] Stampa e televisione

L'organo di proprietà del PD è Europa, vecchio quotidiano della Margherita. Possono, tuttavia, essere considerati filo-democratici i quotidiani l'Unità, già vicino ai DS e Il Riformista (di proprietà dello stesso editore di Libero), vicino all'area della margherita e della destra DS, diretto dall'ex-senatore della Margherita Antonio Polito. Anche La Repubblica, quotidiano non sportivo più venduto in Italia, ha una linea editoriale considerata vicina al PD. È stato inoltre pubblicato anche un numero 0 di un periodico, PD.

Recentemente è stato varato il canale televisivo YouDem, che trasmette in streaming sul proprio sito Internet e via satellite sul canale 813 di SKY TV. Vicina al PD è anche RED TV che fa capo alla corrente di Massimo D'Alema.

Ha creato scalpore un manifesto a favore della manifestazione di piazza del 25 ottobre 2008. Nella locandina, che ritrae una folla indistinta, vi sono molte suore e frati. La foto ritrae la massa oceanica che rese omaggio alla salma di Giovanni Paolo II nel 2005[49]. Si tratta di pellegrini in piazza San Pietro. Il responsabile della propaganda democratica Alberto Losacco descrive la foto come un acquisto incauto da un'agenzia a cui era stata richiesta una folla senza bandiere rosse, bianche, senza simboli riconducibili a partiti ora più a sinistra, ed altri analoghi riferimenti. La foto era stata venduta come folla che assiste ad un avvenimento sportivo.

[modifica] Correnti

L'articolo 30 dello Statuto del partito recita che il PD «ai sensi dell’articolo 18 della Costituzione, favorisce la libertà e il pluralismo associativo e stabilisce rapporti di collaborazione con fondazioni, associazioni ed altri istituti, nazionali ed internazionali, a carattere politico-culturale e senza fini di lucro, garantendone e rispettandone l’autonomia». «Tali fondazioni, associazioni ed istituti» vengono considerati «strumenti per la divulgazione del sapere, il libero dibattito scientifico, la elaborazione politico-programmatica» e le loro iniziative «non sono soggette a pareri degli organi del Partito Democratico».

Per tale motivo diversi esponenti nel PD hanno subito promosso fondazioni e associazioni o hanno rilanciato quelle che già preesistevano al partito. L'attività febbrile intorno alle fondazioni democratiche ha fatto sì che da più parti si parlasse di vera e propria attività correntizia più o meno occulta. Non è ancora dato di parlare di correnti in senso classico, e del resto uno stesso esponente democratico può essere iscritto a più fondazioni e associazioni, così come quest'ultime spesso iscrivono anche soggetti esterni al PD quando non iscritte ad altri partiti.

[modifica] Maggioranza

L’area di maggioranza che sostiene il segretario Pier Luigi Bersani conta il 53% del partito, in essa si sono sciolte le vecchie correnti che hanno appoggiato la prima mozione, quella che al I congresso del 2009 candidava Bersani alla segreteria. I vecchi gruppi che costituiscono la maggioranza sono quello dei dalemian-bersaniani (Red), dei bindiani (Democratici Davvero), dei lettiani (Associazione 360°), il gruppo di A Sinistra, i Cristiano Sociali, e Democrazia e Socialismo. La linea politica della maggioranza o dei "Bersaniani" si basa sulla ricerca della sintesi tra le culture fondative del partito in un pensiero politico nuovo che rinnovi fortemente, senza però rinnegarli, i principi storici del centrosinistra e della sinistra, ovvero sulla costituzione di un partito popolare e fortemente radicato sul territorio, rappresentante innanzitutto del mondo del lavoro (imprenditori e lavoratori) e delle famiglie, liberale in economia, laico nell’etica, fortemente sociale e civico nel welfare.

[modifica] Riformisti e Democratici - Red

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Riformisti e Democratici.

È una corrente d'ispirazione prevalentemente socialdemocratica che raggruppa la maggior parte degli uomini della vecchia maggioranza dei DS vicini a Massimo D'Alema e Pierluigi Bersani come Filippo Penati, Anna Finocchiaro, Nicola Latorre, Marco Minniti, Nicola Zingaretti, Maurizio Martina, Barbara Pollastrini, Livia Turco, Gianni Cuperlo, ex-popolari come Nicodemo Oliverio ed ex-fassiniani come Maurizio Migliavacca e Andrea Orlando. Formatosi a Roma il 24 giugno 2008, durante la dirigenza Veltroni questo gruppo ha sostenuto una linea diversa e per certi versi opposta rispetto a quella del segretario sia riguardo la forma-partito che riguardo le alleanze. In vista delle primarie del 2009, la corrente si è schierata compattamente con Pierluigi Bersani. L'associazione Riformisti e Democratici comprende circa un centinaio di parlamentari, di cui alcuni, pur non essendo propriamente organici alla corrente, ne sono sempre stati molto vicini. Paolo De Castro è stato designato presidente, Lino Duilio vice-presidente e Michele Ventura coordinatore[50].

[modifica] Democratici Davvero - Bindiani

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Democratici Davvero.

Il gruppo, guidato da Rosy Bindi, comprende principalmente esponenti cristiano sociali e socialdemocratici raggruppati attorno all'associazione Democratici Davvero. Come gli Ulivisti, sono stati forti sostenitori di Romano Prodi e vogliono che il partito si radichi nella tradizione dell'Ulivo. Alle elezioni primarie del 2007 Rosy Bindi, candidata indipendente, fu sostenuta dalla maggioranza degli Ulivisti, dal Partito Democratico Meridionale di Agazio Loiero e ad alcuni membri dell'associazione I Popolari, ottenendo il 13,9% del voto a livello nazionale. Nel luglio 2008 la Bindi e il suo gruppo (Giovanni Bachelet, Gianfranco Morgando, Roberto Zaccaria, Marina Magistrelli, Nando Dalla Chiesa) hanno rotto con gli Ulivisti, molto più critici della linea politica impressa al PD da Walter Veltroni e dello standard di democrazia del partito[51] [52][53]. In occasione delle elezioni primarie del 2009 il gruppo ha sostenuto la candidatura dell'ex ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani ottenendo, dopo la vittoria di quest'ultimo, la nomina della leader Rosy Bindi a presidente dell'Assemblea Nazionale.

[modifica] Associazione 360° - Lettiani

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Associazione 360°.

Associazione 360°[54], il cui leader è Enrico Letta, rappresenta la componente ulivista di formazione cattolico-liberale, sulla scia della scuola di Beniamino Andreatta e dello stesso Romano Prodi. Va sottolineato che Letta, oltre ad essere stato un convinto sostenitore di Prodi, è anche membro dell'associazione I Popolari. Tra gli appartenenti figurano, tra gli altri, il ministro Paolo De Castro, Umberto Ranieri, Gianni Pittella (vicepresidente vicario del Parlamento Europeo), Marco Follini, Vito De Filippo, Gian Mario Spacca e Marco Stradiotto[55]. Alle primarie del 2007, la corrente presenta un proprio candidato autonomo, Enrico Letta, che ottiene l'11% circa a livello nazionale[56]. Alle primarie del 2009, la corrente sostiene alla segreteria nazionale l'ex-ministro dell'Economia Pierluigi Bersani e, in seguito alla sua vittoria, Enrico Letta viene nominato vice-segretario nazionale[57].

[modifica] A Sinistra

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce A Sinistra.

A Sinistra[58] è la corrente della sinistra socialista e socialdemocratica del Pd, che individua come temi principali del suo impegno quelli dell'appartenenza al socialismo europeo, dei diritti della persona, dello sviluppo sostenibile e della tutela dell'ambiente, della sicurezza, della laicità e dei saperi[59]. Principali esponenti sono Livia Turco (iscritta anche a Riformisti e Democratici), Sergio Gentili, Massimo Brutti, Vincenzo Vita. Si presenta come l'evoluzione della lista A Sinistra per Veltroni[60], che alle primarie del 2007, chiedendo un forte ancoraggio al Partito del Socialismo Europeo e all'Internazionale Socialista, un impegno per salvaguardare la Costituzione Italiana e soprattutto difendendo i principi lavoristi, ha ottenuto il 7,7% su base nazionale. L'unione fra Sinistra per il Paese, comprendente alcuni fuoriusciti da Sinistra Democratica, e le correnti Pd che avevano sostenuto la lista A Sinistra per Veltroni viene ufficializzata il 5 luglio 2008. Il 20 settembre 2008[61] l'unificazione è completata con la costituzione di A Sinistra mediante un'assemblea fondativa che ne approva lo statuto[62] e il manifesto. In vista delle primarie del 2009, la quasi maggioranza del gruppo si è schierata per la candidatura di Pierluigi Bersani[63] Va ricordato, però, che alcuni importanti esponenti della stessa, fra cui Paolo Nerozzi, si sono invece schierati a favore di Dario Franceschini[64]. Attualmente la corrente non è in attività[senza fonte].

[modifica] Cristiano Sociali

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cristiano Sociali.

I Cristiano Sociali (Cs) sono un'associazione[65], nata come partito nel 1993 e confluita nei DS nel 1998, che, dopo aver rappresentato i valori cristiano-sociali all'interno dei DS, continua la sua attività nel nuovo partito. Oltre ai membri storici (Mimmo Lucà, Giorgio Tonini, Luigi Viviani, Aldo Preda, Franco Chiusoli, Stefano Ceccanti, Marcella Lucidi, Franco Passuello e Domenico Maselli), anche altre importanti personalità del mondo cattolico vicine al centro-sinistra e politici aderenti al PD hanno firmato il loro appello intitolato Cristiani per il Partito Democratico: Giovanni Bianchi, Valentino Castellani, Giovanni Colombo, Paolo Corsini, Luigina Di Liegro, Francesco Saverio Garofani, Franca Gorrieri, Giuseppe Lumia, Sergio Marelli, Ignazio Marino e Bruno Marziano[66]. Alle primarie del 2007 il gruppo ha presentato suoi candidati nelle liste Democratici con Veltroni. Alle primarie del 2009 i Cristiano Sociali hanno sostenuto Pierluigi Bersani[67].

[modifica] Democrazia e Socialismo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Democrazia e Socialismo.

Il gruppo, nato con il nome di Socialisti Europei, fu costituito nel 2006 da Gavino Angius e Giuseppe Caldarola come corrente nei Democratici di Sinistra in disaccordo sulle modalità di costruzione del Partito Democratico, che ritenevano esclusive dei principi di laicità e dell'appartenenza al Partito del Socialismo Europeo. La corrente, subito dopo il IV congresso dei Democratici di Sinistra (aprile 2007), aderì a Sinistra Democratica, subendo però delle defezioni verso il nascendo Partito Democratico. Nel settembre 2007, in disaccordo con la linea tenuta dalla dirigenza Mussi, la corrente uscì da Sinistra Democratica per entrare nel Partito Socialista, ottenendo anche l'adesione di Valdo Spini. A seguito della pesante sconfitta del Partito Socialista alle elezioni politiche del 2008, il gruppo si avvicinò lentamente al Partito Democratico, al quale aderì nell'ottobre 2008. Alle primarie del 2009, la corrente ha sostenuto Pierluigi Bersani.

[modifica] Minoranza

La Minoranza è composta da tre gruppi: Area Democratica (che ha a sua volta un'articolazione interna), i Mariniani e gli Ulivisti.

[modifica] Area Democratica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Area Democratica.

Area Democratica è un'associazione fondata il 27 ottobre 2009, rappresenta il 34% del partito, conta l'adesione di circa 150 fra parlamentari italiani e europei[68], ed è quindi la più grossa area di minoranza. Riunisce le varie correnti che alle primarie del 2009 hanno sostenuto Dario Franceschini[69]. Per questo ci si riferisce spesso a questa associazione parlando di Franceschiniani. Area Democratica si ispira alla linea politica dei precedenti segretari Veltroni e Franceschini promuovendo un'idea di partito riformista e a vocazione maggioritaria.

[modifica] Quarta Fase - I Popolari
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Quarta Fase e I Popolari.

È la componente di origine democristiana e di ispirazione cristiano-sociale che s'incardina nelle associazioni Quarta Fase e I Popolari. Questo gruppo, dopo avere a lungo mantenuto la maggioranza ne La Margherita, ha deciso insieme alle altre principali correnti di questa, di superarne l'esperienza politica e di partecipare al progetto costituente del Partito Democratico. Ampi settori della CISL e delle ACLI afferiscono a questa tendenza interna. I maggiori esponenti sono Franco Marini, Giuseppe Fioroni, Dario Franceschini, Antonello Soro e Pierluigi Castagnetti. Alle primarie del 2007 la corrente, aderendo alle liste Democratici con Veltroni, ha eletto almeno 600 membri nell'Assemblea Costituente.[70] Alle primarie del 2009 la corrente in grandissima maggioranza ha sostenuto Dario Franceschini, mentre una piccola parte, soprattutto in Calabria, dopo aver aderito a Red ha sostenuto l'ex-ministro dell'Economia Pierluigi Bersani.

[modifica] Fassiniani

È la corrente che raggruppa quella parte della vecchia maggioranza dei DS fedele a Piero Fassino. La corrente dei fassiniani, precedentemente non organizzata, eredita anche molti ex-veltroniani, nonchè lo stesso Walter Veltroni ed è nata per unire i sostenitori di Franceschini provenienti dalle fila dei DS. Esponenti importanti sono Walter Verini, Marina Sereni, Cesare Damiano, Giovanna Melandri. Degli ex-veltroniani che non sono confluiti nella corrente di Fassino ci sono Bettini e Vincenzi (fondatori della mozione Marino), e, a titolo personale, Finocchiaro, Orlando e Zingaretti che hanno invece scelto Bersani.

[modifica] Democratici Rinnovatori e Coraggiosi
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Democratici Rinnovatori e Coraggiosi.

I Democratici Rinnovatori o Coraggiosi sono una corrente di orientamento centrista che annovera fra i suoi esponenti più importanti Paolo Gentiloni e Renzo Lusetti. Questo gruppo faceva parte di una corrente più ampia, a cui generalmente ci si riferiva usando il termine Rutelliani, dal nome del suo leader Francesco Rutelli. Questo gruppo è andato via via diminuendo nel corso della dirigenza Veltroni a vantaggio di altre correnti interne e ha subito un'ulteriore importante fuoriuscita con l'abbandono di Francesco Rutelli, dopo la sconfitta alle primarie del 2009 del candidato sostenuto dalla corrente, Dario Franceschini.

[modifica] Semplicemente Democratici
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Semplicemente Democratici.

Semplicemente Democratici nasce come lista a sostegno di Dario Franceschini alle primarie del 2009, promossa da importanti esponenti del Pd quali Debora Serracchiani, Rita Borsellino, Sergio Cofferati, David Sassoli e Francesca Barracciu. Questo gruppo pone particolare attenzione al rinnovamento del gruppo dirigente e alla questione morale interna.

[modifica] Ecodem
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Ecologisti Democratici.

Gli Ecologisti Democratici (EcoDem)[71] sono la corrente ambientalista del PD, costituita principalmente da ex-Verdi transitati per Dl (Ermete Realacci, Roberto Della Seta, Francesco Ferrante) o per i Ds (Edo Ronchi, Luigi Manconi, Sergio Gentili)[72]. Alle primarie del 2007 sono stati eletti oltre cento EcoDem all'Assemblea Costituente in diverse liste a sostegno della candidatura di Walter Veltroni[73]. Alle primarie del 2009 gran parte dei principali esponenti della corrente ha sostenuto Dario Franceschini[74].

[modifica] Liberal Pd
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Liberal Pd.

I Liberal PD[75] la corrente di orientamento liberale progressista, costituita il 26 gennaio 2008 su iniziativa di Enzo Bianco, Valerio Zanone, Enrico Morando (ex-leader dei Liberal DS) e Franco Bassanini. Alle primarie del 2009, il gruppo ha interamente sostenuto Dario Franceschini.

[modifica] Persone e Reti - Teodem
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Persone e Reti e Teodem.

I Teodem[76] sono una corrente di stampo democristiano e cristiano-sociale che rappresenta la "destra" del Pd sul fronte dei temi etico-sociali. L'associazione di riferimento dei Teodem è Persone e Reti, fondata il 29 settembre 2008. Del gruppo fanno parte cinque deputati (Luigi Bobba, Paola Binetti, Enzo Carra, Marco Calgaro e Donato Mosella) e sei senatori (Benedetto Adragna, Emanuela Baio Dossi, Egidio Banti, Cristina De Luca, Luigi Lusi e Antonino Papania). I Teodem si sono caratterizzati per un forte attivismo nel campo dei temi etici, a partire dal referendum sulla procreazione medicalmente assistita, l'opposizione ai DICO e le dure critiche alle norme anti-omofobia incluse nel Trattato di Amsterdam. Ciò non significa che essi assumano posizioni conservatrici in tutti i campi: per esempio, aderiscono all'impostazione cristiano-sociale in campo economico.

[modifica] Neutrali

[modifica] Mariniani

I Mariniani sono il gruppo eterogeneo ed non organizzato che ha sostenuto la candidatura di Ignazio Marino alle primarie del 2009 ottenendo il 13% dei voti. Per la sua stessa avversione al correntismo il gruppo non forma una vera e propria corrente organizzata, però tutti coloro che sostenevano la candidatura Marino condividono un forte interesse comune per i temi legati alla laicità dello Stato e ai diritti civili, al rinnovamento generazionale, alla questione morale e al merito.A sostegno di Marino si sono schierati sia ex veltroniani doc come Goffredo Bettini, Marta Vincenzi e Felice Casson, sia importanti esponenti del cosiddetto gruppo dei “piombini” come Michele Meta, Ivan Scalfarotto, Giuseppe Civati e Paola Concia.

[modifica] Ulivisti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Ulivisti.

È l'area più vicina a Romano Prodi e alla sua idea di Partito Democratico. Gli Ulivisti enfatizzano molto l'apertura del PD alla società civile e la democrazia interna al partito. Fanno attualmente parte di questo gruppo Arturo Parisi, Mario Barbi, Gad Lerner, Sandra Zampa, Franco Monaco, Sandro Gozi, Giulio Santagata. In occasione delle primarie del 2007, dal gruppo degli Ulivisti sono scaturite due candidature opposte: Rosy Bindi e Enrico Letta. Il gruppo di Ulivisti legati al secondo hanno formato, nel dicembre 2007, una corrente autonoma, raccolta attorno a la Associazione 360°. Mentre, nel luglio 2008, il gruppo della Bindi ha costituito Democratici Davvero, un'associazione separata[51]. La parte rimanente della corrente alle primarie del 2009 ha lasciato libertà di scelta sulla candidatura nazionale[77] [78], ed attualmente non è chiaro se la corrente farà parte della maggioranza facente capo Pierluigi Bersani o alla minoranza.

[modifica] Feste nazionali

Annualmente il PD organizza una Festa Democratica nazionale, più alcune Feste Democratiche nazionali tematiche. Segue l'elenco delle Feste nazionali annuali.

[modifica] Note

  1. ^ Sede legale: Piazza Sant'Anastasia 7, 00187 Roma. Sede nazionale: Via Sant'Andrea delle Fratte, 16 00187.
  2. ^ Di questi 6 deputati appartengono ai Radicali Italiani e 1 ai Moderati per il Piemonte.
  3. ^ Di questi 3 senatori appartengono ai Radicali Italiani, mentre due membri del PD aderiscono al Gruppo Misto.
  4. ^ «Di Pietro: «Fatto l'accordo con il Pd»». Corriere della Sera, 13-02-2008. URL consultato in data 09-11-2009.
  5. ^ «Gruppo unico col Pd, Di Pietro frena». Corriere della Sera, 18-04-2008. URL consultato in data 09-11-2009.
  6. ^ a b 820.607 democratici in Sito ufficiale Partito Democratico. URL consultato il 09-11-2009.
  7. ^ Michele Salvati. «Appello per il Partito Democratico» (pdf). Il Foglio, 10 aprile 2003, pag. 1. URL consultato in data 27-08-2007.
  8. ^ Michele Salvati. «Perché voglio il Partito democratico» (pdf). la Repubblica, 15 aprile 2003, pag. 17. URL consultato in data 27-08-2007.
  9. ^ «L'addio dei Mussiani: «Non abbiamo ripensamenti»». l'Unità, 19 aprile 2007. URL consultato in data 27-08-2007.
  10. ^ «DS, Angius annuncia che non aderirà al PD». Reuters, 24 aprile 2007.
  11. ^ Dispositivo del PD - Approvato dall'Assemblea Nazionale Costituente del PD, partitodemocratico.it, 27 ottobre 2007
  12. ^ «Il Veltroni team: donne in maggioranza». Corriere della Sera, 04-11-2007. URL consultato in data 23-11-2009.
  13. ^ (PDF)Maria Zegarelli. «Camera, Soro alla guida dei deputati democratici». l'Unità, 8-11-2007, pag. 6. URL consultato in data 22-11-2009.
  14. ^ (PDF) Testo della proposta di legge elettorale Vassallo-Veltroni in La Repubblica. URL consultato il 10-11-2009.
  15. ^ Veltroni: Un nuovo bipolarismo per l'Italia, partitodemocratico.it [collegamento interrotto]
  16. ^ «Berlusconi: "Governo cadrà su Finanziaria" Prodi: "Sono tranquillo, non getto la spugna"». La Repubblica, 20-10-2007. URL consultato in data 10-11-2009.
  17. ^ «Finanziaria: arriva il sì del Senato». Corriere della Sera, 15-11-2007. URL consultato in data 10-11-2009.
  18. ^ «Berlusconi: "Cdl ormai era ectoplasma Gli ex alleati mi hanno fatto perdere"». La Repubblica, 25-11-2007. URL consultato in data 10-11-2009.
  19. ^ Monica Guerzoni. «Veltroni-Casini, avanti sulla riforma». Corriere della Sera, 29-11-2007, pag. 8-9. URL consultato in data 10-11-2009.
  20. ^ Marco Cremonesi. «Donne, in lista il 30 per cento Ma tante nei posti «perdenti»». Corriere della Sera, 05-03-2008. URL consultato in data 09-11-2009.
  21. ^ «Pd, Bonino: «Patti non rispettati» E Bettini: «Liste decise, tutti eleggibili»». Corriere della Sera, 04-03-2008. URL consultato in data 09-11-2009.
  22. ^ «Tutti eletti i 9 radicali nelle liste Pd». Padovanews.it, 15-04-2008. URL consultato in data 09-11-2009.
  23. ^ Pasquino: "pacta sunt servanda" mi è sempre apparsa una frase che disciplina e nobilita i comportamenti in Sito ufficiale Radicali Italiani. URL consultato il 09-11-2009.
  24. ^ Ministero dell'Interno - Elezione della Camera dei Deputati del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato il 15-04-2008.
  25. ^ Ministero dell'Interno - Elezione del Senato della Repubblica del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato il 15-04-2008.
  26. ^ «Veltroni conferma le dimissioni: "Adesso basta farsi del male"». La Repubblica, 17-02-2009. URL consultato in data 09-11-2009.
  27. ^ (ES) Miguel Mora. «Nace una estrella en la izquierda italiana». El País, 25-3-2009. URL consultato in data 28-3-2009.
  28. ^ «Franceschini nuovo segretario del Pd». Corriere della Sera, 23-02-2009. URL consultato in data 09-11-2009.
  29. ^ Uniti e pronti in Sito ufficiale Partito Democratico. URL consultato il 10-11-2009.
  30. ^ PSE: Fassino, "Avviato confronto con i socialisti per un gruppo comune al parlamento europeo". in Sito ufficiale Partito Democratico. URL consultato il 10-11-2009.
  31. ^ «Pd, la sfida di Franceschini "Congresso vero, largo al nuovo"». La Repubblica, 26-06-2009. URL consultato in data 10-11-2009.
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