Bicameralismo perfetto

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██ Paesi con Parlamento bicamerale

██ Paesi con Parlamento unicamerale

██ Paesi senza un Parlamento (Birmania)

Il bicameralismo perfetto o paritario è il procedimento legislativo che assegna identici poteri ad ambedue le camere che formano il Parlamento.

Procedimento legislativo[modifica | modifica sorgente]

Il procedimento legislativo con il sistema del bicameralismo perfetto è più complicato e lento del bicameralismo imperfetto. In questo sistema infatti i disegni di legge vengono discussi, emendati ed approvati da uno dei due rami del parlamento, quindi passano all'altro che può approvarli in via definitiva solo senza modificare in nulla la legge; in caso contrario il testo dovrà ritornare nuovamente al ramo del parlamento che lo ha esaminato per la prima volta. Ciascuno dei due rami del parlamento può, in via teorica, continuare ad apportare modifiche al testo votato dall'altro ramo, allungando indefinitamente i tempi dell'approvazione della legge.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

Attualmente, in Italia, la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica hanno gli stessi poteri. I costituenti, infatti, dato che la Repubblica era sorta dopo il periodo di autoritarismo del fascismo, decisero di adottare questo sistema in quanto garanzia di un più sicuro funzionamento democratico dell'iter legislativo.

Vi sono comunque alcune differenze di composizione e di funzione tra Camera dei deputati e Senato della Repubblica.

Le differenze di composizione riguardano:

  1. la diversa consistenza numerica: 630 deputati e 315 senatori elettivi (inclusi quelli eletti nelle circoscrizioni estere)
  2. la presenza di senatori a vita non eletti:
    1. gli ex Presidenti della Repubblica sono senatori a vita
    2. il Presidente della Repubblica può nominare cinque senatori a vita, scelti fra quei cittadini che hanno illustrato la patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario;
  3. la differenza nell'elettorato attivo e passivo delle due camere:
    1. sono elettori della Camera coloro che hanno la maggiore età, mentre occorrono 25 anni per votare per il Senato;
    2. possono essere eletti alla Camera coloro che hanno compiuto 25 anni, mentre per il Senato occorre aver raggiunto i 40 anni;
  4. I sistemi elettorali delle due camere sono differenti (quello del Senato deve essere su base regionale, in base all'articolo 57 della Costituzione).

Le differenze di funzione sono invece:

  1. il Presidente del Senato sostituisce il Presidente della Repubblica in caso di morte, dimissioni o impossibilità a svolgere il ruolo, ed è considerato la seconda carica istituzionale dello stato (subito dopo il Presidente della Repubblica);
  2. il Presidente della Camera dei deputati presiede anche le sedute a camere congiunte, ed è considerato la terza carica istituzionale dello stato.

Proposte di modifica[modifica | modifica sorgente]

Oggi sono presenti nella classe politica italiana alcune correnti di pensiero che sostengono l'opportunità di superare questa situazione. Nel 2005 il secondo governo Berlusconi aveva, nella propria legislatura, presentato ed approvato una riforma articolata della costituzione che comprendeva la differenziazione dei compiti tra Camera e Senato. La riforma costituzionale approvata a maggioranza del parlamento non è entrata in vigore perché bocciata dal referendum costituzionale del 2006. I promotori del referendum sostenevano che la legge costituzionale fosse stata scritta senza il coinvolgimento dell'opposizione, che fosse incoerente e poco meditata nella sua stesura. Altri temevano la figura di un Primo Ministro troppo forte nei confronti del Parlamento a discapito dei poteri del Presidente della Repubblica, e la penalizzazione delle regioni meno ricche e sviluppate.

Fra le proposte presenti nel dibattito politico italiano, ne esistono numerose mirate all'introduzione di un maggiore livello di efficienza e funzionalità nell'ordinamento costituzionale, come la proposta di abolire una delle due camere, già oggetto in tempi recenti di una rilevante revisione nel 2001, promossa dai governi di centrosinistra. I programmi elettorali delle principali forze politiche contemplano proposte tese al superamento del sistema del bicameralismo perfetto, con la differenziazione dei compiti dei due Rami del Parlamento, e la riduzione del numero dei parlamentari. Una proposta di riduzione del numero di deputati a 450 unità, e del numero dei senatori a 250, è elencata anche nel Piano di rinascita democratica della loggia P2[1]. Ad oggi, nessuna di esse è mai stata realizzata.

Tuttavia, il governo Letta, insediatosi il 28 aprile 2013, ha inserito nel suo programma di governo la creazione di una Convenzione, alla quale partecipino tutti i gruppi parlamentari, che si occupi di riformare la Seconda parte della Costituzione. Attualmente, sia Forza Italia sia il Partito Democratico sembrano puntare alla trasformazione del Senato della Repubblica in una "Camera delle Autonomie", che rappresenti gli enti locali.[2]

Nel marzo 2014 il Governo Renzi presenta un disegno di legge costituzionale per trasformare il senato in una assemblea non elettiva con poteri differenti rispetto alla camera dei deputati. Il percorso si preannuncia difficile ma lo stesso Renzi lega la vita del proprio governo anche a questa riforma.[3]

Esempi[modifica | modifica sorgente]

██ Nations with bicameral legislatures.

██ Nations with unicameral legislatures.

██ No legislature.

██ No data.

Paese Composizione Note
Camera alta Camera bassa
Afghanistan Assemblea Nazionale
Masharano Jirga Wolesi Jirga
Argentina Congresso Nazionale Delle 23 legislazioni provinciali, 8 sono bicamerali, mentre le rimanenti 15 e la legislazione di Città autonoma di Buenos Aires sono unicamerali.
Senato Camera dei Deputati
Australia Parlamento Tutti i parlamenti degli stati sono bicamerali, eccezion fatta per il Queensland.
Senato Casa dei Rappresentanti
Austria Parlamento tutti i Bundesländer hanno parlamenti unicamerali.
Bundesrat Nationalrat
Belgio Parlamento Federale Tutte le comunità regionali sono unicamerali.
Senato Camera dei Rappresentanti
Brasile Congresso Nazionale Le legislazioni dei 26 stati e dei distretti sono unicamerali.
Senato Camera dei Deputati
Canada Parlamento Tutte le legislazioni provinciali sono unicamerali.
Senato Casa dei Comuni
Francia Parlamento nella Quinta Repubblica francese
Senato Assemblea Nazionale
Germania in Germania tutti gli Länder hanno oggi parlamenti unicamerali.
Bundestag Bundesrat
India Parlamento in India, che consiste nel Lok Sabha (Casa del Popolo) e nel Rajya Sabha (Consiglio degli Stati); alcuni stati hanno legislazioni bicamerali Vidhan Sabha (Assemblea Legislativa) e Vidhan Parishad (Consiglio Legislativo).
Rajya Sabha Lok Sabha
Irlanda Oireachtas
Seanad Éireann Dáil Éireann
Italia Parlamento In Italia tutte le Regioni, Provincie e Comuni sono unicamerali.
Senato della Repubblica Camera dei Deputati
Kenya Parlamento
Senato Assemblea Nazionale
Messico Congresso
Senato Camera dei Deputati
Paesi Bassi States-General of the Netherlands
Eerste Kamer Tweede Kamer
Pakistan Parlamento tutte le assemblee provinciali sono unicamerali.
Senate Assemblea Nazionale
Polonia Assemblea Nazionale
Senato Sejm
[[File:Template:Naz/Russian Federation|Template:Naz/Russian Federation|20x16px]] Assemblea Federale Tutte le assemblee regionali sono ora unicamerali, anche se sarebbero concesse anche legislazioni bicamerali
Duma Consiglio Federale
Spagna Corti Generali
Senato Congresso dei Deputati
Svizzera Assemblea Federale Tutti i cantoni hanno assemblee unicamerali
Consiglio degli Stati Consiglio Nazionale
Regno Unito Parlamento
Camera dei lord Camera dei Comuni
Stati Uniti Congresso sono bicamerali anche tutte le legislazioni degli stati, ad eccezione del Nebraska
Senato Casa dei Rappresentanti

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Punto a3) Ordinamento del Parlamento: i - nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proporzionale secondo il modello tedesco), riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di rappresentanza di 2º grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali, diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di nomina presidenziale, con aumento delle categorie relative (ex parlamentari - ex magistrati - ex funzionari e imprenditori pubblici - ex militari ecc.)
  2. ^ Governo Letta, il discorso integrale sulla fiducia - Repubblica.it
  3. ^ http://news.panorama.it/politica/riforma-senato-renzi

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]