Bicameralismo perfetto
Si chiama bicameralismo perfetto il procedimento legislativo che assegna identici poteri ad ambedue le camere che formano il Parlamento.
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Procedimento legislativo [modifica]
Il procedimento legislativo con il sistema del bicameralismo perfetto è più complicato e lento del bicameralismo imperfetto. In questo sistema infatti i disegni di legge vengono discussi, emendati ed approvati da uno dei due rami del parlamento, quindi passano all'altro che può approvarli in via definitiva solo senza modificare in nulla la legge; in caso contrario il testo dovrà ritornare nuovamente al ramo del parlamento che lo ha esaminato per la prima volta. Ciascuno dei due rami del parlamento può, in via teorica, continuare ad apportare modifiche al testo votato dall'altro ramo, allungando indefinitamente i tempi dell'approvazione della legge.
In Italia [modifica]
Attualmente, questo sistema è in vigore soltanto in Italia, dove sia la Camera dei deputati che il Senato della Repubblica hanno gli stessi poteri. I costituenti, infatti, dato che la Repubblica era sorta dopo il periodo di autoritarismo del fascismo, decisero di adottare questo sistema in quanto garanzia di un più sicuro funzionamento democratico dell'iter legislativo.
Vi sono comunque alcune differenze di composizione e di funzione tra Camera dei deputati e Senato della Repubblica.
Le differenze di composizione riguardano:
- la diversa consistenza numerica: 630 deputati e 315 senatori elettivi (inclusi quelli eletti nelle circoscrizioni estere)
- la presenza di senatori a vita non eletti:
- gli ex Presidenti della Repubblica sono senatori a vita
- il Presidente della Repubblica può nominare cinque senatori a vita, scelti fra quei cittadini che hanno illustrato la patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario;
- la differenza nell'elettorato attivo e passivo delle due camere:
- sono elettori della Camera coloro che hanno la maggiore età, mentre occorrono 25 anni per votare per il Senato;
- possono essere eletti alla Camera coloro che hanno compiuto 25 anni, mentre per il Senato occorre aver raggiunto i 40 anni;
- I sistemi elettorali delle due camere sono differenti (quello del Senato deve essere su base regionale, in base all'articolo 57 della Costituzione).
Le differenze di funzione sono invece:
- il Presidente del Senato sostituisce il Presidente della Repubblica in caso di morte, dimissioni o impossibilità a svolgere il ruolo, ed è considerato la seconda carica istituzionale dello stato (subito dopo il Presidente della Repubblica);
- il Presidente della Camera dei deputati presiede anche le sedute a camere congiunte, ed è considerato la terza carica istituzionale dello stato.
Proposte di modifica [modifica]
Oggi sono presenti nella classe politica italiana alcune correnti di pensiero che sostengono l'opportunità di superare questa situazione. Nel 2005 il secondo governo Berlusconi aveva, nella propria legislatura, presentato ed approvato una riforma articolata della costituzione che comprendeva la differenziazione dei compiti tra Camera e Senato. La riforma costituzionale approvata a maggioranza del parlamento non è entrata in vigore perché bocciata dal referendum costituzionale del 2006. I promotori del referendum sostenevano che la legge costituzionale fosse stata scritta senza il coinvolgimento dell'opposizione, che fosse incoerente e poco meditata nella sua stesura. Altri temevano la figura di un Primo Ministro troppo forte nei confronti del Parlamento a discapito dei poteri del Presidente della Repubblica, e la penalizzazione delle regioni meno ricche e sviluppate.
Fra le proposte presenti nel dibattito politico italiano, ne esistono numerose mirate all'introduzione di un maggiore livello di efficienza e funzionalità nell'ordinamento costituzionale, come la proposta di abolire una delle due camere, già oggetto in tempi recenti di una rilevante revisione nel 2001, promossa dai governi di centrosinistra. I programmi elettorali delle principali forze politiche contemplano proposte tese al superamento del sistema del bicameralismo perfetto, con la differenziazione dei compiti dei due Rami del Parlamento, e la riduzione del numero dei parlamentari. Una proposta di riduzione del numero di deputati a 450 unità, e del numero dei senatori a 250, è elencata anche nel Piano di rinascita democratica della loggia P2[1]. Ad oggi, nessuna di esse è mai stata realizzata.
Tuttavia, il governo Letta, insediatosi il 28 aprile 2013, ha inserito nel suo programma di governo la creazione di una Convenzione, alla quale partecipino tutti i gruppi parlamentari, che si occupi di riformare la Seconda parte della Costituzione. Attualmente, sia il Popolo della Libertà sia il Partito Democratico sembrano puntare alla trasformazione del Senato della Repubblica in una "Camera delle Autonomie", che rappresenti gli enti locali.[2]
Note [modifica]
- ^ Punto a3) Ordinamento del Parlamento: i - nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proporzionale secondo il modello tedesco), riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di rappresentanza di 2º grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali, diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di nomina presidenziale, con aumento delle categorie relative (ex parlamentari - ex magistrati - ex funzionari e imprenditori pubblici - ex militari ecc.)
- ^ http://www.repubblica.it/politica/2013/04/29/news/governo_letta_il_discorso_integrale_sulla_fiducia-57720921/?ref=search