Islanda

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Islanda
Islanda – Bandiera Islanda - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Islanda - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Islanda
Nome ufficiale Ísland[1]
Lingue ufficiali islandese, lingua dei segni islandese (islenskt táknmál)
Capitale Reykjavík  (119.764[2] ab. / 2008)
Politica
Forma di governo Repubblica parlamentare
Presidente Ólafur Ragnar Grímsson
Primo ministro Sigmundur Davíð Gunnlaugsson
Indipendenza 17 giugno 1944 dalla Danimarca
Ingresso nell'ONU 19 novembre 1946 
Superficie
Totale 102.819 km² (107º)
 % delle acque 2,7 %
Popolazione
Totale 321.857[2] ab. (gennaio 2013) (169º)
Densità 3,09 ab./km²
Tasso di crescita 0,674% (2012)[3]
Geografia
Continente Europa
Confini Nessuno
Fuso orario UTC 0
Economia
Valuta Corona islandese
PIL (nominale) 13 654[4] milioni di $ (2012) (122º)
PIL pro capite (nominale) 42 725 $ (2012) (19º)
PIL (PPA) 12 693 milioni di $ (2012) (143º)
PIL pro capite (PPA) 39 718 $ (2012) (16º)
ISU (2011) 0,906 (molto alto) (14º)
Fecondità 2,2 (2010)[5]
Varie
Codici ISO 3166 IS, ISL, 352
TLD .is
Prefisso tel. +354
Sigla autom. IS
Inno nazionale Lofsöngur
Festa nazionale 17 giugno
Islanda - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente bandiera Regno d'Islanda
 

Coordinate: 64°49′50″N 17°59′12″W / 64.830556°N 17.986667°W64.830556; -17.986667

Mappa geografica dell'isola.

L'Islanda (Ísland, in islandese ˈislant) è una nazione insulare dell'Europa settentrionale, situata nell'Oceano Atlantico settentrionale, tra la Groenlandia (200 km) e la Gran Bretagna, a nordovest delle Isole Fær Øer. Nel gennaio 2012 la popolazione era di 319.575 abitanti: ciò la rende (escludendo i microstati), il paese europeo meno popolato. La capitale è Reykjavík.

Collocata sulla dorsale medio atlantica, l'Islanda presenta una marcata attività vulcanica e geotermica, che ne caratterizza fortemente il paesaggio. L'interno consiste principalmente di un altopiano sabbioso desertico, montagne e ghiacciai, da cui molti fiumi glaciali scorrono verso il mare attraverso le pianure. Grazie alla corrente del Golfo, l'Islanda possiede un clima temperato, relativamente alla sua latitudine, che ne consente l'abitabilità.

Indice

Etimologia del nome Islanda[modifica | modifica sorgente]

La parola "Islanda" deriva dall'islandese Ísland, termine desunto dall'antico nordico che significa “terra del ghiaccio”, “terra ghiacciata”,[6] concetto che è tuttora presente nell'odierna traduzione inglese Iceland. Come per diversi altri luoghi in tutto il mondo, quest'isola ha avuto varie denominazioni nel corso della storia. Secondo la tradizione tramandata dal Landnámabók, manoscritto che narra l'insediamento dell'isola, a scoprire l'isola e a darle per primo un appellativo fu il navigatore vichingo Naddoður:

(IS)
« Svo er sagt, að menn skyldu fara úr Noregi til Færeyja; nefna sumir til Naddodd víking; en þá rak vestur í haf og fundu þar land mikið. Þeir gengu upp í Austfjörðum á fjall eitt hátt og sáust um víða, ef þeir sæju reyki eða nokkur líkindi til þess, að landið væri byggt, og sáu þeir það ekki.

Þeir fóru aftur um haustið til Færeyja; og er þeir sigldu af landinu, féll snær mikill á fjöll, og fyrir það kölluðu þeir landið Snæland. »

(IT)
« Si dice che una volta alcuni uomini, partirono dalla Norvegia alla volta delle Isole Fær Øer; certi aggiungono che tra di loro c'era anche Naddoddr il Vichingo; ma questi si spinsero troppo ad ovest in alto mare e lì trovarono una terra molto estesa. Dopo essere sbarcati in un fiordo sulla costa orientale, scalarono un monte elevato e si guardarono attorno, in lungo e in largo, per osservare se c'era traccia di fumo, o qualsiasi altro indizio [che indicasse loro] se quel territorio fosse abitato, ma non riuscirono a vedere nulla di tutto questo.

Nel periodo autunnale fecero vela per le Isole Fær Øer e quando ritornarono era caduta molta neve ricoprendo le montagne, motivo per cui essi battezzarono quella terra Snaeland. »

(Landnámabók, parte del capitolo I.[7])

È conosciuto il nome di un altro esploratore che scoprì che quella terra era un'isola: Garðar Svavarsson, che diede a quel luogo il suo nome (Garðarshólmur).[8] Il nome definitivo venne concepito da Flóki Vilgerðarson, che nel definire quella terra Ísland molto probabilmente voleva fare allusione al paesaggio invernale islandese.[6]

Curiosamente, nonostante in alcuni documenti ufficiali sia scritto Lýðveldið Ísland (Repubblica d'Islanda), attualmente nel primo articolo della costituzione ci si riferisce allo stato come Ísland (Islanda), senza anteporre (o posporre) immediatamente il termine Lýðveldið (Repubblica).[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Islanda.

Prima e dopo la colonizzazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colonizzazione dell'Islanda.
San Brendano e compagni scoprono l'Islanda (francobollo delle Isole Fær Øer).

La distanza dal continente europeo e da terre densamente popolate nonché la difficoltà nel solcare le impetuose correnti del Mar di Norvegia e il clima freddo hanno fatto sì che l'Islanda sia stata esclusa dai movimenti migratori dell'uomo per lungo tempo. Almeno fino a quando le innovazioni tecnologiche non permisero di intreprendere viaggi di lunga durata.[9]

Non si hanno certezze su quali siano stati i primi scopritori ed esploratori dell'isola, tanto che si ipotizza che alcune informazioni siano celate dietro le carte e le fonti che riportano la leggendaria isola di Thule, a partire dal suo presunto scopritore, il greco Pitea.
Quello che invece è certo è che l'Islanda fu inizialmente abitata da monaci anacoreti irlandesi[10], i Papar, che, seguendo l'esempio di San Brendano, portavano a termine viaggi perigliosi per testare la propria fede.
Forse i monaci assunsero il consistente movimento migratorio degli uccelli come indizio dell'esistenza di una terra di notevoli dimensioni al di là dell'oceano, intuizione potenzialmente agevolata dalla relativa vicinanza delle isole Fær Øer (450 km), visitate dagli eremiti irlandesi già nel VI secolo.[9] Sta di fatto che già per l'inizio del IX secolo d.C. i monaci irlandesi sapevano raggiungere l'isola e qualcuno di essi vi aveva trascorso un considerevole periodo di permanenza.
Tuttavia al giorno d'oggi non vi sono testimonianze di grandi migrazioni umane o la fondazione di un insediamento permanente sull'isola risalenti all'epoca precedente l'arrivo degli esploratori vichinghi o ancora la sopravvivenza di ceppi genetici di parentela tra gli animali d'allevamento islandesi e quelli irlandesi.[9]

Testimonianze romane[modifica | modifica sorgente]

Animazione riguardo la cronologia dei ritrovamenti di monete romane in Islanda
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Islanda#Prove della presenza romana.

Nel corso del XX secolo il ritrovamento di sei monete romane, per la precisione tre Antoniniani di rame nella contea di Suður-Múlasýsla (in date 1905, 1923, 1933), un altro Antoniniano (nel 1966 a Hvítárholt) e due Dupondi scoperti (il primo) nel 1991 nell'arcipelago delle isole Vestmann, (il secondo) nel 1993 durante uno scavo condotto sulla collina di Arnarhóll, destò un certo scalpore. Da allora molti studiosi islandesi e non, si sono interrogati sull'origine di queste monete elaborando teorie tra le quali le due più accreditate sostengono che le monete siano il frutto degli scambi commerciali dei vichinghi oppure che furono trasportate da una nave romana andata alla deriva.

Colonizzazione vichinga[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colonizzazione dell'Islanda e Stato libero d'Islanda.

Gli eremiti britannici se ne andarono però, quando, tra il IX e il X secolo, dopo le esplorazioni di Naddoddr e Gardar Svavarsson[8], iniziò la colonizzazione norvegese, che lì infastidì a causa della religione dei nuovi arrivati.[11] Venne istituito il più antico parlamento d'Europa: l'Alþing,[12] a cui partecipavano i capi religiosi (godar), da cui dipendeva anche il sistema giudiziario.[13] A seguito della decisione del Re di Norvegia di convertirsi al cristianesimo, nel 999 l'Islanda divenne un territorio cristiano, sempre però sottomesso ai godar, che adesso erano potenti uomini di Chiesa.[11] In quell'epoca iniziò per l'isola un periodo di crescita economica e di pace.[14]

Epoca degli Sturlunghi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Epoca degli Sturlungar.

I conflitti interni culminarono con il Vecchio Patto. Con il Commonwealth essi terminarono e l'Islanda passò all'Unione di Kalmar nel 1415, ove Norvegia, Danimarca e Svezia si unirono sotto un'unica corona. Dopo la secessione del 1523 l'isola divenne parte della Danimarca-Norvegia.

Nei secoli successivi l'Islanda si impoverì. Eruzioni e infertilità fecero dipendere la società islandese dall'agricoltura. La peste nera decimò l'Islanda due volte, prima nel 140204 e poi nel 149495.[15] La prima ondata causò la morte di più di un terzo degli abitanti.[16]

Dominio norvegese[modifica | modifica sorgente]

L'Islanda fu saccheggiata da eserciti stranieri. Queste invasioni provocarono spaccature nel governo dell'isola e le lotte di potere aumentarono il disordine. Questa situazione diede l'occasione a re Hákon di Norvegia di intervenire portando la propria protezione. Il popolo islandese dovette fare buon viso a cattivo gioco. Il governo locale venne sciolto e gli islandesi giurarono fedeltà al re norvegese. Venne creata una specie di confederazione nel 1262 e formulato un nuovo codice di leggi (1281), detto Jónsbók, che sanciva l'annessione dell'Islanda alla Norvegia. Nel secolo successivo, tre eruzioni del vulcano Hekla (1300, 1341 e 1389), portarono morte e distruzione nell'Islanda meridionale. Anche le malattie flagellarono il Paese e, quando la peste colpì la Norvegia, cessarono i commerci e rifornimenti dalla terraferma.[17]

Dominio danese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione di Kalmar.

Il re Haakon VI di Norvegia sposò la principessa islandese Margherita I, figlia di Valdemaro IV di Danimarca. Alla morte di Valdemaro IV (1375), il figlio di Margherita e Hakon, Olaf, diventa re danese. Ereditò tutte le terre alla morte del padre. Nel 1380 dunque l'Islanda diventa danese, e il 1383, quando Olaf è in età governabile, gli Islandesi gli giurano fedeltà. Il 1385 muore e gli succede Margherita I di Danimarca[18].

L'Unione di Kalmar tra i Paesi Scandinavi nacque grazie a Margherita I di Danimarca nel 1397.[19] La regina Margherita I di Danimarca governò i paesi con fermezza fino alla sua morte nel 1412.[20].

La peste nera toccò la Norvegia, come molti altri paesi europei, nel 1349-50[18]. Non si sa il numero esatto di vittime,ma si stima che siano tra un terzo e metà della popolazione. Ci furono molte conseguenze. Molte fattorie vennero abbandonate e vennero donate alla Chiesa. Persino la cultura islandese ne fu rallentata[21]. Ci si mise molto tempo per riprendersi da tal epidemia,per di più un'altra ne seguì il 1494-95[22]. Nel quindicesimo secolo, le riserve di pesce divennero molto preziose in ragione dell'alta richeiesta europea. I mercanti norvegesi, che controllarono il commercio islandese per un po', videro i Tedeschi anseatici diventar più importanti durante tali cambiamenti. Viene chiamato Secolo degli inglesi, a causa di una grande massa di pescatori inglesi che si trasferirono in acque islandesi[23].

Nel 1536, decade l'Unione di Kalmar, e l'Islanda entra nel Danimarca-Norvegia[20].

Il protestantesimo (1680-1701)[modifica | modifica sorgente]

Il commercio degli Amburgo culmina nel 1530. Grazie a questo il luteranesimo si diffonde. In Danimarca, Christian III confisca i beni ecclesiastici e licenzia il clero. L'avvento norvegese di Trondheim, Engelbrekt Engelbrektsson, resiste fino al 1537 prima che il luteranesimo sia imposto in Norvegia[18].

In Islanda persiste il cattolicesimo e l'avvento di (Hólar í Hjaltadal), Jón Arason, restituisce alla chiesa i beni confiscati e caccia il clero protestante. Il 1540, si procura una macchina da stampa, la prima nel paese. Appartenente a una potente famiglia isolana, figura come re non coronato in Islanda[18][24]. Ma viene fatto priogioniero e decapitato il 7 novembre 1550-1560[18].

Nel 1572 in Islanda arriva il governo Riksråd («Consiglio reale») danese. Diventa così vassallo della corona[18] .

Postriforma (1701-1830)[modifica | modifica sorgente]

Il 1700 fu un difficile secolo per gli islandesi, soprattutto per una povertà quasi epidemica e l'irrigidimento del clima.

Molta gente morì di fame provovando una drastica discesa della popolazione[18]. Nel 1700 va al trono Federico IV di Danimarca, che nomina una commissione formata da Árni Magnússon e Páll Vídalín, inviati alla ricerca di soluzioni[18]. Nell'arco di dieci anni si rivelarono piuttosto efficaci[18] , ma nel 1707, una terribile epidemia di vaiolo uccide migliaio di persone, un terzo dei totali[18].

Eggert Ólafsson's Death.jpg

Nel XVIII secolo si sviluppa il Pietismo. Nel 1741 due teologi, l'islandese Jón Þorkelsson e il danese Ludvig Harboe, vengono mandati in Islanda per «aiutare il popolo»; si occupano dell'educazione giovanile e contrastano l'apprendimento delle saghe[18]. A metà del XVIII secolo, l'interesse islandese comincia a dipendere dalla Danimarca. Due studenti, Eggert Ólafsson e Bjarni Pálsson, dell'Università di Copenaghen, sono inviati nel 1752 per stendere una relazione sul paese. Eggert Ólafsson li riassume nel Libro dei viaggi, tradotto in numerose lingue e ancora oggi fonte sull'Islanda dell'XVIII secolo[18].

L'età di sviluppo[modifica | modifica sorgente]

− I governi danesi presero sede a Bessastaðir, vicino Reykjavík[25]. Siccome avevano poco tempo, delegarono le loro funzioni a un balivo, sempre un danese fino al 1749, anno in cui venne rimpiazzato da un islandese, Skúli Magnússon, che decide di lavorare per migliorare le condizioni di vita[26]. Le idee di Skúli Magnússon sono riprese nella sessione parlamentare del 1751, e allora costituisce una compagnia con un certo di numero di volontari. Il re, interessato al'iniziativa, cede molte delle sue fattorie a Reykjavík ove tutti investono somme considerabili. Nel 1752, a Reykjavík inizia la costruzione di vari atelier per favorire artigianato, filaggio, tessaggio e tintura delle pelli, come la produzione di sale e zolfo. I vecchi edifici presenti ancora a Reykjavík testimoniano quest'epoca[18]. Si stabiliscono sempre a Reykjavík. È il debutto, sulle terre dei nuovi coloni, Ingólfur Arnarson, di Reykjavík, futura capitale. Il villaggio a poco a poco si amplia e Reykjavík arriva allo statuto municipale nel 1786, comprendente 167 abitanti[27].

La compagnia, malgrado l'assistenza danese e reale, necessitava costantemente di fondi, e i mercanti danesi la vedevano come una minaccia. Viene ripresa dalla compagnia danese che teneva i monopoli in Islanda. Skúli Magnússon si trova vinto e gli atelier scompaiono a poco a poco.[18].

Tempi difficili (1783-1800)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi eruzione di Laki nel 1783.
Il Laki.

Negli anni 1750-1800 numerose catastrofi naturali affliggono l'Islanda[28]. Tra il 1752-1759 l'agricoltura andò in crisi e vennero abbandonate molte fattorie. Poi,nel 1755 eruttò il Katla[29] e nel 1766 l'Hekla[30]. La peggiore fu l'eruzione del Laki, che,nel 1783, durata un anno[28]. La lava occupò oltre 500 km2. I gas avvelenarono la fauna e la flora. Ci fu poi penuria alimentare. Tra il 1783-1784, oltre 10 000 muoiono di fame. Ma nel 1784 continuano a rimanere terreni. A Skálholt tutto, tranne la chiesa, venne raso al suolo. Il governo danese fece evacuare l'isola, anche se non lo si riteneva bene[31].

Molti si diedero da fare per migliorare l'Islanda. L'ida di Skúli Magnússon, di sopprimere i monopoli danesi, divenne effettiva nel 1787, ma il commercio restava prerogativa del re e/o dei suoi funzionari diretti[18] · [28]. Nel 1800 fu istituita una corte suprema al posto dell'Althing.[18].

Guerre napoleoniche[modifica | modifica sorgente]

Nel XIX secolo le guerre affaticarono i commerci[28]. La Danimarca si schiera con Napoleone I, intaccando così le forniture agli islandesi. Nel 1809,un avventuriero danese arresta il governatore e proclama la fine della supremazia danese[28]. Dopodiché promette l'appoggio inglese e in quanto "protettore" si proclama Capo dell'Islanda[32].

Battaglia d'indipendenza[modifica | modifica sorgente]

Jón Sigurðsson appare in politica, sostenendo che l'Alþing dovesse essere trasferita a Reykjavík e che questa diventasse quindi la capitale[33]. Il trasferimento avvenne nel 1847 con 20 rappresentanti del popolo islandese e 6 del re[34].

Nel 1849 si abolisce la monarchia assoluta. Accettando la costituzione danese però l'Islanda ritorna al Vecchio Patto con la Norvegia del 1262, altrimenti l'Islanda non è legata alla Danimarca se non "personalmente". Nel 1851 si crea una convenzione per l'Isola presto dissolta[18]. Nel 1865, respinta dal parlamento nel 1869. Nel 1871 viene imposta una legge costituzionale dai danesi, che unisce danesi e islandesi definitivamente lasciando qualche diritto locale. Il governatore diventa Vice-re[18]. Gli islandesi chiedono un nuovo testo prima del 1874 (1000º anno dalla colonizzazione dell'Islanda).

Autonomia[modifica | modifica sorgente]

Il re vuole concedere all'islanda una costituzione più autonomista. Tuttavia l'Althing deve parlare al re delle leggi proposte. Gli Islandesi furono ottimisti. Dieci anni più tardi si apre la banca islandese e si costituisce la corona islandese, contribuendo all'industria emergente[18]. Tuttavia la crisi persiste e causa una forte emigrazione. In quarantaquattro anni (1870-1914), oltre 10 000 islandesi emigrano in America settentrionale[18].

In questo periodo viene adottata, nel 1913, l'attuale bandiera[35].

Regno d'Islanda (1918-1945)[modifica | modifica sorgente]

Il 1º dicembre 1918, a seguito di referendum si sancisce un'unione personale tra Danimarca e Islanda[36].

La Prima Guerra mondiale e la grande depressione affliggono duramente l'isola, fino al fallimento della Banca d'Islanda. Il governo comincia a costruire ponti, scuole e centrali idroelettriche[18]. Dopo la guerra si registrarono segnali positivi.[18]

Nell'estate del 1938 si celebra il millenario dell'Althing[18].

La Seconda Guerra mondiale (1940-1945)[modifica | modifica sorgente]

Iceland invasion targets.png

Il 9 aprile 1940 la Danimarca viene invasa e cade sotto il dominio della Germania nazista, nemica dell'Inghilterra. La dominazione danese infatti le consentirebbe una completa dominazione nordatlantica[18]. Così gli inglesi occupano l'Islanda stabilendosi un mese a Keflavik.Dopo un anno arrivano le forze americane che si stanziano nelle basi inglesi. L'Althing deve così proclamare l'indipendenza dalla Danimarca.[18]. L'Islanda, nonostante la sua dichiarata neutralità, ebbe un ruolo strategico decisivo per gli Alleati.

La Dichiarazione d'indipendenza (1944)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Indipendenza dell'Islanda.

Nel 1944 tramite referendum, oltre il 90% degli islandesi votò per la secessione. Il 17 giugno 1944 (133º anniversario della nascita del patriota Jón Sigurðsson 1811-1879), il Parlamento islandese proclamò la repubblica a Þingvellir. Sveinn Björnsson fu il primo presidente. Il re danese, allora occupato dalla Germania, si rassegnò e inviò agli islandesi un telegramma di congratulazioni[18].

Dopo l'indipendenza[modifica | modifica sorgente]

Le truppe americane restarono sul suolo islandese fino al 2006, ma con il divieto da parte del governo locale di posizionare armi nucleari. Negli anni Settanta i rapporti tra Islanda e Inghilterra si incrinarono a causa dell'espanione delle acque territoriali islandesi, al fine di contrastare la concorrenza dei pescherecci inglesi: questo periodo viene detto della guerra del merluzzo. Si concluse con un'accettazione dell'Inghilterra riguardo l'estensione del territorio.

Durante il periodo 2003-07, l'Islanda si è trasformata da una nazione più nota per la sua industria della pesca in un paese che fornisce sofisticati servizi finanziari, che l'ha portata ad essere colpita duramente dalla crisi finanziaria globale 2008, che si è estesa fino al 2009. La crisi ha portato alla più grande emigrazione dall'Islanda dal 1887.[37][38]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia dell'Islanda, Fiordi d'Islanda, Vulcani d'Islanda, Ghiacciai d'Islanda, Fiumi d'Islanda, Laghi dell'Islanda e Cascate dell'Islanda.
L'Islanda vista dal satellite, nel mese di settembre

Orografia[modifica | modifica sorgente]

L'affioramento della dorsale medio-atlantica nel sud dell'Islanda, presso il parco nazionale di Þingvellir, le lunghe fratture visibili nella pianura costituiscono l'espressione superficiale delle faglie distensive della zona di rift


Ricoperta per il 10% da ghiacciai,[39] l'Islanda è costituita dai monti della dorsale medio-atlantica[12] e presenta una superficie formata da rocce di origine vulcanica, prevalentemente basaltiche.[40] Gran parte del suo territorio è occupato da montagne che raggiungono discrete altezze (il monte più alto è l'Hvannadalshnùkur, 2119 metri)[40] ed è caratterizzato da vasti altopiani.[12] Le coste, ricche di insenature e profondi fiordi a settentrione, a sud si presentano arenose e basse[12] e qui si concentrano le zone coltivabili, che sono in totale circa un quinto della superficie.[41] Occorre infine dire che il Paese ospita il più grande ghiacciaio del continente, il Vatnajökull[42] e che l'isola è, in Europa, la seconda più grande.[41]

La morfologia del territorio islandese ha subito importanti modifiche a causa inizialmente di un peggioramento climatico avvenuto circa 9 milioni di anni fa e poi per le ultime glaciazioni che ne hanno modellato il paesaggio con fiordi, vallate dal tipo profilo a U e montagne in parte ricoperti da ghiacciai. Non a caso, a causa di questa doppia particolarità, l'Islanda è spesso chiamata "l'isola di ghiaccio e di fuoco".[43]

Geologia[modifica | modifica sorgente]

Geologicamente parlando, l'Islanda è un'isola giovanissima. Infatti è una delle terre di più recente formazione di tutto il pianeta, con appena circa 20 milioni di anni contro i circa 4 miliardi della crosta terrestre, il cui territorio è interamente costituito da rocce vulcaniche. Costituisce una delle isole vulcaniche più attive sulla terra, essa è originata dal magma fuoriuscito dalla dorsale oceanica che separa le due placche oceaniche dell'oceano atlantico, che in corrispondenza dell'Islanda giacciono al di sopra di un hot spot[44] la cui presenza ha permesso l'emersionee dalle acque delle le prime conformazioni basaltiche. La separazione delle zolle, che avviene alla velocità di circa 2 cm all'anno, ha contribuito a far raggiungere all'isola i suoi attuali 103.000 km² di estensione.

Stratigrafia[modifica | modifica sorgente]

Carta geologica semplificata dell'Islanda

Le rocce vulcaniche affioranti sull'isola vengono suddivise in quattro serie distinte per eta' di formazione, questa cresce con l'allontanarsi dalla fascia mediana di rift, che taglia l'isola da sud-ovet a nord-est. L'eta' della roccia è stata determinata con metodi radiometrici, paleomagnetici e analisi dei depositi piroclastici, interposti fra le colate laviche e loro alterazione climatiche, in quanto sono quasi del tutto assenti i fossili, causa la tipologia delle rocce presenti.

  1. Postglaciale (Olocene: costituito da da lave e rocce detritiche di eta' compresa fra 9000-13.000 anni fa; sono presenti nelle aree vulcanicamente attive, inclusa la zona mediana di rift
  2. Formazione palagonitica del pleistocene superiore, in gran parte derivante da lave effusive in condizioni subglaciali, la cui distribuzione in gran parte coincide con quella del postglaciale
  3. Formazione dei basalti grigi del plio-pleistocene che costituiscono una fascia di rocce esterne e allungate attorno la zona di rift
  4. Basalti di plateau, di eta' variabile da 3,1 a 16 milioni di anni, che ricoprono circa il 50% dell'isola soprattutto a est e a ovest-nord dell'isola, si tratta della coalescenza di lunghe colate laviche subaeree, spesse 5-15 metri. Vi si trovano rare intercalazioni di lenti di sedimenti continentali,[45]

Gran parte dell'attività vulcanica oggi si sviluppa in nella frattura che unisce la penisola di Reykjanes all'Öxarfjörður. Qualche fenomeno vulcanico si verifica anche nell'Islanda meridionale e nella penisola di Snæfellsnes. La maggior parte dei sistemi vulcanici dell'isola - nel complesso una trentina - si sviluppa intorno a un cono centrale, oppure è una grande depressione circolare (per esempio, lo stratovulcano Askja). Gli edifici vulcani sono parte integrante del paesaggio islandese, spesso rappresentato da vastissimi altopiani lavici, le cui depressioni spesso sono ricoperte da depositi torbosi, interrotti da qualche cono vulcanico. Anche gli stessi altopiani si sono formati in seguito alle eruzioni subglaciali che, essendosi raffreddate rapidissimamente, hanno creato lava a cuscino. Infine, ancora nell'Islanda meridionale troviamo il Laki, un sistema vulcanico di 24 km che nel 1783, eruttando, comportò effetti climatici nell'emisfero boreale.[46]

I vulcani[modifica | modifica sorgente]

Ci sono più di 200 vulcani che si innalzano nel tavolato montuoso dell'isola e la maggior parte sono attivi. I più noti sono l'Hekla e l'Eldfell.

Eruzioni principali[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eruzione dell'Eyjafjöll del 2010.

In circa 1100 anni di insediamenti umani sull'isola, sono state registrate circa 250 maggiori eruzioni vulcaniche, alcune delle quali si sono protratte anche per anni. Queste hanno generato circa 45000 m³ di superficie in pietra. I vulcani più attivi, nonché più noti, sono l'Hekla, il Grímsvötn e il Katla, che hanno avuto più o meno 20 eruzioni ciascuno. Tuttavia, i ghiacciai che ricoprono questi vulcani sono spesso soggetti ad improvvisi scioglimenti a causa della ripresa di attività vulcanica all'interno delle loro caldere. L'ultimo grande scioglimento si è verificato nel 1996, quando il [Grímsvötn, coperto per gran parte dal Vatnajökull, ne sciolse 3 km³. Eruzioni ben maggiori furono conosciute tra il 1362 e il 1727, quando continue eruzioni vulcaniche uccisero uomini e animali in gran quantità.

Andando ancora più indietro nel tempo, bisogna citare la drammatica e devastante eruzione dell'Hekla nel 1104 che rase al suole la valle del Þjórsárdalur. Un'eruzione che rivestì e seppellì sotto i lapilli le zone circostanti. Ma le eruzioni più disastrose di tutta la storia islandese si verificarono dopo il 1727: una serie nel XVIII secolo di tre eruzioni mise in ginocchio l'isola e la sua popolazione. Inaugurò il Katla nel 1755, replicò l'Hekla nel 1766 e concluse il Laki con una catastrofica eruzione tra il 1783 e il 1784: lo zolfo e l'anidride carbonica avvelenarono fiumi e terreni uccidendo oltre 10000 persone e più della metà del bestiame sull'isola.

Tra le eruzioni recenti, nessuna è lontanamente comparabile a quella del Laki a fine Settecento. Però quella innocua dell'isola di Heimaey del 23 gennaio 1973 non diventò una carneficina solo grazie ad una fortunata coincidenza: la popolazione isolana fu salvata dalle barche dei pescatori che si trovavano al porto solo per caso. Passata l'emergenza, molti abitanti tornarono sull'isola e disseppellirono quelle case non raggiunte dalla lava, ma semplicemente ricoperte dalla cenere vulcanica ricaduta. L'eruzione fu una tragedia evitata, anche grazie a potenti getti di acqua marina sulle colate laviche in movimento, per ritardare la loro avanzata, il calore delle colate laviche lave fu utilizzato per alcuni anni per il riscaldamento delle abitazioni, e il suo piccolo porto da allora è più protetto da alcune colate che arrivando fino al mare crearono una barriera alla forza del mare. Infine, l'eruzione più nota fra quelle avvenute recentemente in Islanda risale sicuramente al 2010, quando l'eruzione dell'Eyjafjöll emise nell'atmosfera una quantità di ceneri tale da paralizzare il traffico aereo di tutta Europa per settimane intere, con una perdita di oltre 200 milioni di dollari al giorno per ogni compagnia aerea.[47]

Eruzioni sottomarine[modifica | modifica sorgente]

Nel 1963 un'eruzione sottomarina ha dato origine ad una piccola isola: Surtsey, lungo le coste meridionali.

I geyser[modifica | modifica sorgente]

Oltre ai coni vulcanici, molti dei quali attivi, nell'isola sono diffuse le manifestazioni vulcaniche secondarie: sorgenti termali, fumarole e moltissimi geyser, getti di acqua calda alti decine di metri sfruttati anche per il riscaldamento delle case islandesi.

Sfruttamento dell'energia geotermica[modifica | modifica sorgente]

Tali fenomeni dovuti a precipitazioni che s'infiltrano nella crosta terrestre, acquistando calore attraverso le pietre o il [magma e risalendo successivamente in superficie in forma di sorgenti di vapore acqueo. Grossomodo, è questo lo stesso meccanismo attraverso cui avviene il funzionamento dei geyser. Sull'isola nordatlantica ci sono anche circa trenta aree ad alta temperatura, che presentano fanghi termali. Questa energia geotermica ad alta entalpia viene quindi utilizzata non solo per produrre energia elettrica, ma anche per grandissima parte degli impianti di riscaldamento. Questo forte utilizzo del geotermico lo si deve anche grazie alla diminuzione degli effetti devastanti delle eruzioni dei temibili vulcani islandesi, in quanto i moderni sistemi di allarme consentono di trovare le giuste contromisure, tant'è che ormai le eruzioni sono diventate da fonte di paura per gli abitanti locali ad attrattiva turistica.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Cascata di Dettifoss
Cascata di Skógafoss

I fiumi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fiumi d'Islanda.

Data l'abbondanza dei ghiacciai, sono molti i fiumi alimentati dall'acqua derivente dallo scioglimento del ghiaccio nella stagione estiva. I corsi d'acqua sono ricchi di acqua e di salmoni; nei loro brevi corsi formano tante suggestive cascate, seguendo i dislivelli del terreno. I fiumi islandesi sono in parte molto noti, ma nessuno di essi è navigabile. I principali fiumi sono: Islanda meridionale • Hvítá • Krossá • Kúðafljót • Markarfljót • Múlakvísl • Ölfusá (il fiume con la maggior portata media annuale in Islanda) • Öxará • Rangá • Skeiðará • Sog • Þjórsá (il fiume più lungo d'Islanda, 280 km) Reykjavík • Elliðaá Islanda occidentale • Hvítá (Borgarfjörður) • Norðurá (Borgarfjörður) Fiordi occidentali (Vestfirðir) • Dynjandi Islanda settentrionale • Blandá.

I ghiacciai[modifica | modifica sorgente]

Un tempo l'Islanda era ricoperta da immensi ghiacciai. Ora essi formano le lagune di iceberg nel Mare di Groenlandia e coprono anche le vette, oltre i 2000 metri, dei massicci centrali. È islandese il più grande ghiacciaio d'Europa: il Vatnajökull, nella parte sud-orientale dell'isola, che occupa una superficie di circa 8500 km².

I laghi[modifica | modifica sorgente]

Numerosi sono i laghi, tra cui il Lago Myvatn e il Lago Öskjuvatn, che occupa un antico cratere vulcanico, come molti altri laghi islandesi.

Le coste[modifica | modifica sorgente]

Le coste raggiungono uno sviluppo di circa 5000 km; sono generalmente frastagliate e incise dai fiordi, formati dall'erosione dei ghiacciai. Solo nella parte centrale si aprono piccole pianure costiere, formate da antichi depositi dei ghiacciai e dei fiumi.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima dell'Islanda.
Il Vatnajökull, il quarto ghiacciaio più grande al mondo

L'Islanda si trova in una zona di forti contrasti termici sia atmosferici (tra i tiepidi venti sudoccidentali e quelli freddissimi che scendono dalla Groenlandia) che marini. Tale situazione di contrasto genera intorno all'isola una zona di bassa pressione quasi permanente, che è stata battezzata "Depressione d'Islanda". Essa influenza il clima dell'isola più di ogni altro fattore, determinando un'estrema variabilità della forza dei venti, della loro direzione e dell'umidità delle masse d'aria. Di conseguenza, in Islanda, repentini passaggi dalla pioggia al bel tempo e di nuovo al maltempo sono la regola anziché l'eccezione. Non sono inoltre rare violente tempeste, dovute a passaggi di depressioni con valori barici anche inferiori ai 950 hPa[48].

Relativamente alla latitudine (63-66° N) e nonostante le sue propaggini settentrionali sfiorino il circolo polare artico, l'inverno dell'Islanda non è eccessivamente freddo, soprattutto per l'influenza (come detto) di parte della Corrente del Golfo, che sfiora l'isola sui suoi versanti meridionale e sudoccidentale. L'estate invece è molto breve e fresca (massime di luglio a Reykjavík sui 13º e minime sui 7º). Il record caldo della capitale è 24,8º[49], mentre quello assoluto islandese è 30,5º[50] (piuttosto alto, ma si deve tener conto del calore cittadino che, anche in centri abitati spaziosi come quelli dell'isola, mantiene le temperature almeno sui 2-3º al di sopra delle aree extraurbane). In genere nei giorni più caldi (a luglio) si superano di poco i 20º[50], ed è considerata già una notevole ondata di caldo, mentre durante la notte è rarissimo non scendere sotto i 10°[senza fonte]. All'interno (per via dell'altitudine) e a nordovest (a causa di una maggiore influenza della corrente fredda proveniente dalla Groenlandia) il clima è quindi molto più rigido e manca una vera e propria estate. I ghiacciai occupano l'11% dell'isola e si trovano anche ad altitudini collinari (lingue si spingono quasi fino al mare, anche a 50 m s.l.m.) e in zone ombrose gelo e neve rimangono tutto l'anno. Le piogge, dipendenti in massima parte dalla direzione del vento, ammontano a circa 1000–1600 mm annui lungo le coste meridionali e orientali, a 700–1000 mm all'interno dell'isola, a 800 mm a Reykjavík e a 400–600 mm a nord e nordest[51]. La parte con precipitazioni più basse dell'isola si trova a nord dell'enorme ghiacciaio Vatnajökull dove esse sono inferiori a 400 mm[51]. Le nevicate possono accadere anche a inizio giugno e fine agosto nell'entroterra.

In inverno, come detto, le temperature sono miti e non scendono di molto sotto lo zero: nei giorni più freddi (in gennaio) nelle regioni costiere meridionali si hanno temperature attorno agli 0º[50], negli altopiani centrali attorno ai -10º[50] e nelle zone settentrionali tra -25º e -30º[50]. Nonostante ciò, le gelate sono molto frequenti e sono rare giornate molto al di sopra dello zero. Ci possono essere anche escursioni termiche giornaliere molto marcate, ma esse sono strettamente legate alla direzione di provenienza del vento (anziché all'alternanza di luce ed oscurità). L'arcipelago di Vestmannaeyjar, che si trova al largo della costa meridionale, è la zona con il clima più oceanico. Qui sono molto frequenti le giornate di forte vento con nevischio: la neve cade spesso, ma generalmente non ci sono grandi accumuli (non oltre i 15–20 cm). L'estate è invece estremamente piovosa e fresca.

In sintesi, il clima islandese è inadatto all'agricoltura (che pure potrebbe trovare condizioni favorevoli nei terreni vulcanici così fertili).

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Tipico paesaggio dell'interno dell'isola: un cavallo islandese allo stato brado, sullo sfondo il vulcano Hekla coperto di neve e ghiaccio.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aree naturali protette dell'Islanda.

In Islanda sono presenti tre parchi nazionali:[52]

Esistono poi ulteriori aree protette: i Parchi Rurali, i Monumenti Nazionali, le Riserve Naturali e altre.[52] La Nazione detiene il miglior indice di performance ambientale del 2010: tale indice prende in considerazione diversi parametri come la qualità dell'aria, l'utilizzo delle risorse idriche, forestali, lo sfruttamento della pesca, la biodiversità e l'agricoltura.[56]

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista degli uccelli dell'Islanda.

Nel nord ovest si trova uno degli ultimi territori selvaggi d'Europa con molti uccelli e renne (importate dalla Norvegia, ma allo stato brado).

Pulcinella di mare su una scogliera a picco sull'oceano

Sull'isola si trova anche la volpe polare. Il Mink/ Visone (un predatore) è fuggito da allevamenti per pellicce e non ha nemici naturali.

Il cavallo islandese, piccolo come un pony, introdotto sull'isola dai vichinghi è una razza particolare con un trotto (Tölt) veloce, sicuro e comodo per la cavalcata. È vietata l'importazione di cavalli in quanto si teme l'introduzione di malattie equine e la minaccia alla purezza della razza del cavallo islandese.

L'Islanda è stata da sempre un'isola di pastorizia. Gli ovini (prevalentemente della razza Round-Up56 Rattir) godono come pure i cavalli di molta libertà e possono approfittare di ampi pascoli, dai quali vengono richiamati solo in autunno.

La caccia alle balene è stata sospesa nel 1986, ma nel 2006 il governo ha annunciato di riprendere l'attività.[57] Nel 2010, alla vigilia dei negoziati per l'adesione dell'Islanda all'Unione Europea, la questione è stata riaperta in quanto l'Islanda, cacciando i cetacei, non rispetterebbe gli orientamenti comunitari e la moratoria internazionale.[58]

Tra gli uccelli, la pulcinella di mare (Fratercula arctica) è considerato una sorta di animale simbolo dell'isola. Posti importanti per l'avifauna sono la penisola Látrabjarg, il lago Mývatn, le isole Vestmannaeyjar.

Flora[modifica | modifica sorgente]

La flora islandese ha alcune specie endemiche.

Lupini nelle vicinanze di Akureyri.

I lupini, con una caratteristica fioritura violetta in giugno, vennero introdotti dopo la seconda guerra mondiale. L'Islanda è uno dei paesi sui quali la deforestazione di massa ha ottenuto gli effetti più devastanti. La mancanza di foreste di grande estensione e, in alcune aree, la loro completa assenza ne fa il paese europeo (esclusi i microstati) con meno superficie occupata da foreste: solo circa 1% del territorio totale[59]. Ciò che i primi esploratori invece trovarono al loro arrivo era una situazione assai differente: un'isola coperta per il 25-40% principalmente da boschi di betulle la cui altezza toccava i 15 m e che occupavano soprattutto i fondovalle protetti dal vento ai quali si aggregavano macchie di salici diffuse nelle aree costiere e umide. Trattandosi di un'isola particolarmente distanziata dal continente europeo, i primi abitanti dell'Islanda si dedicarono ad un'economia di sussistenza, tagliando gli alberi per costruire imbarcazioni, edifici, produrre calore e pascoli per il foraggio da destinare al bestiame, costituito principalmente da pecore, introdotte per ottenere lana e fonte di sostentamento. Spesso vengono addotte come cause della distruzione di circa il 95% del patrimonio forestale islandese la Piccola era glaciale, che provocò un brusco abbassamento delle temperature, e le eruzioni vulcaniche. Queste due spiegazioni sono però poco attendibili perché le conseguenze si sarebbero ridotte ad una diminuzione della flora di alta quota e non alla eliminazione dei boschi nelle pianure e nelle vallate.[senza fonte]

Le foreste erano altresì importanti per la necessità di carbone nella lavorazione del ferro e la produzione di utensili. Necessità, questa, che si ridusse solamente intorno alla metà del XIX secolo, quando si sviluppò il commercio e molti dei macchinari agricoli vennero importati. La deforestazione però continuo fino circa agli anni quaranta del XX secolo, il legname infatti era l'unica fonte di riscaldamento per le fredde case in cemento o quelle coperte dai caratteristici tetti a zolle di erba. Così intorno alla metà del secolo scorso il rivestimento forestale toccava i suoi minimi forse dalle ultime ere glaciali: si ipotizza infatti che anche meno dell'1% dell'isola presentasse alberi.

Betulle, abeti e pini nei dintorni di Reykjavík.

Al giorno d'oggi, benché vengano ancora prodotti circa 100 tonnellate di ciocchi di legno[60] per riscaldare alcune abitazioni, soprattutto quelle più isolate che non possono contare sull'energia geotermica, è in atto un grande sforzo di riforestazione in alcune aree dell'isola. Di queste un dato numero hanno anche una valenza sociale: assolvono al compito di aree ricreative nelle quali si può osservare il fragile ecosistema di una foresta.

Nonostante nei secoli addietro vi fossero islandesi che nella loro vita non avevano neppure visto una foresta di grandi dimensioni, la presenza di vocaboli quali skógar o anche mörk per indicare il concetto di “bosco” potrebbe confermare che il paesaggio islandese sia cambiato da come si presentava più di mille anni fa. A sostegno di questa tesi è possibile citare il Landnámabók, autorevole manoscritto anonimo che racconta la colonizzazione dell'isola:

(IS)
« Hann var faðir Una, föður Hróars Tungugoða. Eftir það var landið kallað Garðarshólmur, og var þá skógur milli fjalls og fjöru. »
(IT)
« Dopo che accadde questo la terra venne chiamata Isola di Gardar, ed era coperta di boschi dalle colline fino al litorale. »
(Landnámabók, fine del capitolo I)

Tra i proverbi islandesi più famosi ed interessanti figura questo, dal carattere apertamente burlesco:

(EN)
« If you get lost in an Icelandic forest, simply stand up and you will find your way. »
(IT)
« Se ti sei perso in una foresta islandese, ti basterà alzarti per ritrovare la strada. »
(Proverbio islandese[61])

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti nel gennaio 2013 per sesso e fasce d'età

Storia demografica[modifica | modifica sorgente]

Lontana sia dall'Europa che dall'America e lambita da mari particolarmente pericolosi, l'Islanda si conservò disabitata a lungo. Nel IX secolo l'isola fu raggiunta da alcuni monaci irlandesi seguiti, nell'874, dai primi colonizzatori norvegesi. La piccola comunità tese ad ingrandirsi per l'arrivo costante di immigrati non solo scandinavi, ma anche scozzesi e irlandesi. Si stima dunque che, nel X secolo, la popolazione doveva raggiungere le 25.000 unità. Esaurite poco dopo le immigrazioni, l'isola godette di un periodo di benessere favorito dai frequenti contatti con la Norvegia. Questa situazione, favorevole all'incremento naturale della popolazione, si arrestò durante il dominio danese, per poi riprendere verso la fine del XIX secolo: se allora gli islandesi erano ancora 80.000, già nel 1930 raggiungevano le 109.000 unità per poi arrivare rapidamente alle 320.000.

Nazione con un livello di crescita naturale ed un tasso di fertilità nettamente al di sopra della media europea (2,23 figli per coppia nel 2010 contro la media europea di 1,4), anche grazie alle politiche di aiuti familiari, la popolazione islandese dovrebbe crescere, grazie al saldo naturale, fino a 500.000 persone entro il 2060, senza tenere conto dell'immigrazione[62], che pure negli ultimi anni è numerosa.

Gli immigrati sono circa 33 000 e compongono il 13% della popolazione[63], concentrati soprattutto nella capitale; di questi, la maggioranza provengono dalla Polonia (circa 8000 polacchi, la comunità straniera più numerosa), dalla Lituania (circa 2000) dai paesi scandinavi, dalla Germania e dall'Austria. Sempre maggiore, negli ultimi anni, è la presenza di rifugiati politici africani o asiatici.

Distribuzione della popolazione[modifica | modifica sorgente]

La popolazione si distribuisce, come in passato, lungo le aree costiere pianeggianti, in particolar modo nelle regioni occidentali. Le zone interne sono invece pressoché disabitate, fatta eccezione per alcune vallate. Le località più densamente popolate sono le coste del Faxaflói (dove sorge la capitale), di alcuni fiordi settentrionali e le pianure alluvionali del Sud-Ovest.

La densità media è una tra le più basse del pianeta, tanto più se si tiene conto che oltre un terzo degli islandesi vive nella capitale. Il solo centro di grandi dimensioni è ancora Reykjavík ma pochissimi sono i centri definibili davvero "città" (tra questi, Kópavogur, Hafnarfjörður, Akureyri, Reykjanesbær). L'Islanda è uno dei Paesi europei con il più alto tasso di incremento naturale (13,83 nati l'anno ogni 1.000 abitanti contro 6,57 morti).

Religioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa cattolica in Islanda.

Gli islandesi hanno libertà religiosa, come sancito dalla Costituzione. La religione ufficiale è il luteranesimo, professato secondo la Chiesa Nazionale d'Islanda (Þjóðkirkjan). Nel 2005 gli islandesi erano divisi nei seguenti gruppi religiosi:

La percentuale di popolazione rimanente è divisa tra altre Chiese o sette cristiane e religioni diverse dal Cristianesimo (meno dell'1%), tra queste la neopagana Associazione asatruar islandese (Íslenska Ásatrúarfélagið), che promuove la religione norrena precedente alla cristianizzazione dell'Islanda. Secondo l'ultimo studio dell'Istituto statunitense Gallup sull'Indice globale sulla religiosità e sull'ateismo reso pubblico l'8 agosto 2012[65] gli atei in Islanda sarebbero però il 10% della popolazione.

Lingua[modifica | modifica sorgente]

Le lingue ufficiali sono l'islandese e la lingua dei segni islandese (islenskt táknmál).[66][67][68]

La lingua di quest'isola venne importata nel IX e nel X secolo dai norvegesi che la colonizzarono ed appartiene quindi al gruppo nordico occidentale delle lingue germaniche.[12]

A causa della posizione geografica, l'islandese è la lingua scandinava più conservatrice in fatto di vocabolario, ortografia e grammatica.[12]

Viene utilizzato l'alfabeto latino, a cui vanno ad aggiungersi due caratteri: þ e đ.[12]

Onomastica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Onomastica islandese.

Anziché utilizzare i cognomi, gli islandesi aggiungono al proprio nome personale il patronimico (nome del padre al genitivo) seguito dai suffissi:

  • -son (figlio) o
  • -dóttir (figlia).

In questo modo, Baldur figlio di Jon si chiamerà Baldur Jonsson. Sua sorella Elin invece si chiamerà Elin Jonsdóttir.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Nel 2007 erano presenti 8.179 insegnanti e nel 2009 si contavano 81.854 studenti e 3.450 laureati.[69]

Il 7,6% del PIL islandese è investito nella pubblica istruzione,[70] mentre il 3,1% nella ricerca.[71][69]

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica sorgente]

Comuni dello stato

L'Islanda è una Repubblica Costituzionale dal 1944. Ha un sistema di governo parlamentare: il capo del governo e i ministri esercitano il potere esecutivo e formano il governo, che per restare in carica deve essere sostenuto dalla maggioranza dei membri del Parlamento (Althing). Il presidente della Repubblica, eletto dai cittadini, rimane in carica per quattro anni. Vigdís Finnbogadóttir, prima donna presidente nello Stato, e una delle prime con la carica di capo di Stato in tutto il mondo (eccettuate le regine regnanti) è stata riconfermata per ben tre volte nella carica.

Suddivisioni storiche e amministrative[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni dell'Islanda.
Suddivisioni storiche dello stato

L'Islanda è suddivisa amministrativamente in municipalità, contee e regioni.

Regioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regioni dell'Islanda.
Regioni dell'Islanda

L'Islanda è divisa in 8 landsvæði (regioni), usate principalmente per scopi statistici, per delimitare le giurisdizioni delle corti distrettuali e in generale per l'attribuzione del codice postale. Prima del 2003 le regioni erano anche utilizzate per le elezioni dell'Althing. Questi utilizzi (eccetto per quelli statistici) sono comunque basati su una vecchia versione delle regioni dove la città di Reykjavík era una regione speciale ed i comuni limitrofi nell'odierna Regione della capitale erano parte della regione del Reykjanes, oggi nota come Suðurnes.

Regioni islandesi[10]
Id Landsvæði (traduzione) Capoluogo Area in km² Popolazione

(2013)

Popolazione

(2003)

Variazione Densità
7 Austurland Terra dell'est Egilsstaðir (2.257 ab.) 22.005 12,434 11,611 823 0,6
1 Höfuðborgarsvæðið Regione della capitale Reykjavík (118.898 ab.) 1.047 205,675 179,992 25683 196,4
6 Norðurland eystra Terra del nordest Akureyri (17.754 ab.) 22.694 29,026 28,372 654 1,3
5 Norðurland vestra Terra del nordovest Sauðárkrókur (2.635 ab.) 12.598 7,271 7,765 -494 0,6
8 Suðurland Terra del sud Selfoss (6.512 ab.) 24.689 23,833 21,498 2335 1
2 Suðurnes (già Reykjanes) Penisola meridionale Keflavík (14.231 ab.)[72][73] 818 21,206 16,802 4404 25,9
4 Vestfirðir Fiordi occidentali Ísafjörður (2.636 ab.) 9.370 7,031 7,915 -884 0,8
3 Vesturland Terra dell'Ovest Borgarnes (3.469 ab.)[74][75] 9.530 15,381 14,516 865 1,6
Totale 102.751[76] 321,857 288,471 33386 3,1

Contee[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Contee dell'Islanda.

L'Islanda è tradizionalmente divisa in 23 contee, sýslur, e 14 città indipendenti, kaupstaðir. Oggi questa divisione non ha più significato a livello amministrativo, visto che il paese è oggi diviso in 26 magistrati che sono la maggiore autorità per quanto riguarda la polizia locale (eccetto a Reykjavík dove c'è uno speciale ufficio di commissariato di polizia) e le funzioni amministrative come la dichiarazione di bancarotta o il matrimonio civile. Le giurisdizioni di questi magistrati seguono spesso le linee delle contee tradizionali, ma oggi si usa più di frequente riferirsi ad essi col nome della loro sede e non con quello della contea tradizionale (come per molte province italiane) anche quando si trovano sullo stesso territorio.

Comuni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comuni dell'Islanda.

Il territorio è suddiviso in 79 sýslur (comuni). La maggior parte include un centro abitato principale (kaupstaður).

Città principali[modifica | modifica sorgente]

L'unico centro abitato dell'Islanda che possa definirsi città è Reykjavík, la capitale, in cui risiede quasi il 40% della popolazione. Oltre che sede politica e amministrativa è anche il principale centro industriale, possiede un porto e un aeroporto. La qualità della vita è piuttosto alta, così come il reddito pro capite, che è anzi tra i più elevati del continente. Le altre "città" principali si trovano, inevitabilmente, tutte lungo la costa. Oltre a Reykjavík, sempre a sud, si trovano Hafnarfjörður, Kópavogur, Selfoss e Keflavík, sede dell'aeroporto internazionale. Nella parte ovest dell'isola tra i principali centri si annovera Akranes, mentre a nord Akureyri ed Húsavík. Egilsstaðir è il principale centro dell'est Islanda. L'isola più importante è Vestmannaeyjar.

Istituzioni[modifica | modifica sorgente]

Ordinamento scolastico[modifica | modifica sorgente]

L'istruzione è obbligatoria e gratuita dai 6 ai 16 anni,ma la maggior parte degli islandesi oltre i 21 anni continua a studiare[senza fonte]. Vi è quindi un alto livello culturale e non esiste l'analfabetismo.

Sistema sanitario[modifica | modifica sorgente]

Il sistema sanitario è uno dei migliori del mondo. In Islanda non esistono le scuole di specializzazione per i medici neolaureati (ad eccezione della medicina del lavoro e medicina di base), per cui quest'ultimi si recano soprattutto in Svezia o Stati Uniti per completare il loro percorso di studio.

Forze armate[modifica | modifica sorgente]

L'Islanda è uno dei pochissimi paesi al mondo a non possedere un esercito, solo un corpo di polizia e la guardia costiera, dotata anche di battelli armati per la sorveglianza della propria flotta di pescherecci, data la fortissima concorrenza con le flotte della Gran Bretagna, della Danimarca, della Norvegia e della Russia, concorrenza spesso sfociata in aspre dispute diplomatiche tra questi paesi. La difesa militare del paese è affidata agli Stati Uniti, precisamente alla IDF (Icelandic Defence Force). Gli Stati Uniti hanno installato basi militari sull'isola sin dalla seconda guerra mondiale, ampliate e rafforzate durante la Guerra Fredda in funzione anti-sovietica. Pur impegnandosi a garantire la sicurezza dell'Islanda, il governo americano ha chiuso l'ultima base militare (Keflavík) nel 2006. L'Islanda è un membro della NATO (North Atlantic Treaty Organization), alleanza militare che lega la maggior parte dei paesi europei, il Canada e gli Stati Uniti.

Sistema giudiziario[modifica | modifica sorgente]

Il sistema giudiziario islandese, basandosi sul diritto danese, non prevede la pena di morte.[77]

Nel 2010 si sono registrati 2.300,6 reati ogni 10.000 ab., per un totale di 73.525 infrazioni, di cui 40.449 solo nella regione della capitale.[78]

Politica[modifica | modifica sorgente]

L'Islanda è una repubblica parlamentare. Il Parlamento, che si chiama Althing (in islandese "Alþingi"), venne fondato nel 1845 con funzioni consultive per il Re di Danimarca. Ciò fu visto generalmente come un ristabilimento dell'assemblea fondata nel 930, nel periodo del Commonwealth, e sospeso nel 1799. Esercita il potere legislativo ed oggi ha 63 membri eletti a suffragio universale ogni quattro anni.

Il Presidente della Repubblica, eletto solitamente tra figure di spicco esterne al mondo politico, ha compiti principalmente cerimoniali, con funzioni diplomatiche e di capo di stato, ma detiene anche l'importante potere di mettere il veto ad una legge promulgata dal parlamento, e di sottoporla a referendum popolare. In ogni caso, un dibattito è ancora in corso riguardo ai poteri del Presidente. Vigdís Finnbogadóttir è stata la prima donna ad essere eletta Capo di Stato nel 1980. Ha esercitato le funzioni presidenziali fino al 1996.

Il Primo Ministro è il capo del Governo, e insieme a quest'ultimo detiene il potere esecutivo. Il Governo è formalmente nominato dal Presidente della Repubblica dopo le elezioni legislative. In ogni caso, il processo di formazione del governo è generalmente condotto dai leader dei partiti politici, che costituiscono una coalizione in grado di avere una maggioranza nell'Alþing e assegnano le deleghe ai ministri. Solo nel caso in cui i leader dei partiti non siano in grado di raggiungere un compromesso in un ragionevole lasso di tempo, il Presidente della Repubblica può nominare autonomamente un Governo. Un caso simile non è mai avvenuto dalla fondazione della Repubblica nel 1944, ma nel 1942 il reggente Sveinn Björnsson, nominato dall'Alþing nel 1941 nominò un governo non parlamentare. Il reggente aveva, nella pratica, funzioni presidenziali, e Björnsson divenne successivamente il primo Presidente della Repubblica nel 1944.

In Islanda i governi sono sempre stati formati da coalizioni tra due o più partiti, in quanto nessun partito ha mai ricevuto una maggioranza dei seggi da solo.

Le elezioni per i consigli municipali, il parlamento, e il Presidente della Repubblica, sono tenute ogni quattro anni.

Situazione attuale[modifica | modifica sorgente]

A seguito delle elezioni legislative del maggio 2007, si costituì un governo formato da una coalizione tra il Partito dell'Indipendenza, di destra, e l'Alleanza socialdemocratica, che godeva di un'ampia maggioranza di 43 seggi su 63 nell'Alþing. Dal 1º febbraio 2009, a seguito delle dimissioni del Primo Ministro Geir Hilmar Haarde, ha assunto tale carica Jóhanna Sigurðardóttir (Alleanza socialdemocratica), a capo di un governo di coalizione tra i socialdemocratici, la sinistra e i verdi; è stata la prima donna a ricoprire questa funzione in Islanda, oltreché la prima donna dichiaratamente omosessuale a ricoprire la carica di Primo Ministro al mondo[79]. È stata riconfermata nel ruolo a seguito delle elezioni anticipate tenutesi il 25 aprile 2009, che ha visto la vittoria della coalizione formata dal Samfylkingin (Alleanza socialdemocratica) e dal Vinstrihreyfingin grænt framboð (Movimento dei Verdi di sinistra). Il 16 luglio 2009 il Parlamento ha autorizzato il governo a iniziare i negoziati per l'adesione all'Unione europea[80].

Questo processo rischia di rimanere incompiuto a seguito della vittoria, nelle politiche 2013, della coalizione tra il Partito dell'Indipendenza, guidato dal leader Bjarni Benediktsson, ed il Partito del Progresso. Il centro-destra "euro-scettico" torna dunque al potere, dopo una sola legislatura all'opposizione: la politica di austerità promossa in questi ultimi quattro anni dal governo di centro-sinistra è stata punita dall'elettorato islandese, nonostante i sacrifici abbiano permesso di uscire dalla recessione[81].

La nuova Costituzione[modifica | modifica sorgente]

Nel contesto della crisi economica del 2008 ha preso vita un movimento di cittadini per proporre la redazione di una nuova Costituzione che incorporasse le lezioni apprese dalla crisi e che sostituisse quella in vigore dal 1944 basata sul modello danese[82]. Il 27 novembre 2010 furono indette delle elezioni da cui risultarono eletti i 25 cittadini che avrebbero formulato la bozza della nuova Costituzione. L'affluenza alle urne fu piuttosto bassa, meno del 36% degli aventi diritto si recarono a votare, e scelsero tra 522 candidati liberi da ogni affiliazione politica[83]. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori. La "Consulta Costituzionale" (Stjórnlagaráð) eletta era composta da docenti universitari, avvocati, giornalisti ed anche da un sindacalista, un contadino, un pastore e un regista[84]. Al termine dei propri lavori, il 29 luglio 2011 il movimento ha presentato al Parlamento islandese un progetto nel quale sono confluite la maggior parte delle linee guida prodotte in modo consensuale via internet e nel corso delle diverse assemblee del movimento che hanno avuto luogo in tutto il Paese. La proposta di riforma costituzionale, dopo essere stata approvata da un referendum popolare il 20 ottobre 2012, è attualmente sottoposta al vaglio del parlamento che la dovrà discutere e approvare entro le elezioni della primavera 2013[85].

Presidenti del Consiglio[modifica | modifica sorgente]

N. Nome In carica dal - al Totale governi
I Ólafur Thors 21 ottobre 1944 - 4 febbraio 1947
6 dicembre 1949 - 14 marzo 1950
11 settembre 1953 - 24 luglio 1956
20 novembre 1959 - 14 novembre 1963
4
II Stefán Jóhann Stefánsson 4 febbraio 1947 - 6 dicembre 1949 1
III Steingrímur Steinþórsson 14 marzo 1950 - 11 settembre 1953 1
IV Hermann Jónasson 24 luglio 1956 - 23 dicembre 1958 1
V Emil Jónsson 23 dicembre 1958 - 20 novembre 1959 1
VI Bjarni Benediktsson 14 novembre 1963 - 10 luglio 1970 1
VII Jóhann Hafstein 10 luglio 1970 - 14 luglio 1971 1
VIII Ólafur Jóhannesson 14 luglio 1971 - 28 agosto 1974
1º settembre 1978 - 15 ottobre 1979
2
IX Geir Hallgrímsson 28 agosto 1974 - 1º settembre 1978 1
X Benedikt Sigurðsson Gröndal 15 ottobre 1979 - 8 febbraio 1980 1
XI Gunnar Thoroddsen 8 febbraio 1980 - 26 maggio 1983 1
XII Steingrímur Hermannsson 28 maggio 1983 - 8 luglio 1987
28 settembre 1988 - 30 aprile 1991
2
XIII Þorsteinn Pálsson 8 luglio 1987 - 28 settembre 1988 1
XIV Davíð Oddsson 30 aprile 1991 - 23 aprile 1995
23 aprile 1995 - 28 maggio 1999
28 maggio 1999 - 23 maggio 2003
23 maggio 2003 - 15 settembre 2004
4
XV Halldór Ásgrímsson 15 settembre 2004 - 15 giugno 2006 1
XVI Geir Hilmar Haarde 15 giugno 2006 - 1º febbraio 2009 1
XVII Jóhanna Sigurðardóttir 1º febbraio 2009 - 23 maggio 2013 1
XVIII Sigmundur Davíð Gunnlaugsson 23 maggio 2013 - in carica 1

Partiti politici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Partiti politici dell'Islanda.

I principali partiti politici:

Politica estera[modifica | modifica sorgente]

L'Islanda è membro fondatore (4 aprile 1949) della NATO,[86] pur essendo uno Stato privo di forze armate, unico nell'Organizzazione in questo.[87]

Fa parte inoltre del Consiglio Nordico, dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, del Consiglio d'Europa, dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, dell'Organizzazione mondiale del commercio, dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo,[77] dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA), dello Spazio economico europeo, dello spazio di Schengen (dal 25 marzo 2001[88]).[89] Il 23 luglio 2009 ha presentato domanda ufficiale d'adesione all'Unione Europea.[90]

L'Islanda fu la prima nazione a riconoscere internazionalmente l'indipendenza delle repubbliche baltiche.[91] Nel 2011 l'Islanda fu altresì tra i primi Stati europei a riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina.[91]

Libertà di stampa[modifica | modifica sorgente]

Il parlamento, il 16 luglio 2010, ha approvato una legge che garantisce a pieno la libertà di espressione. In particolar modo, viene garantita l'impunità a chiunque pubblichi su internet informazioni riservate militari, giudiziarie o societarie. La medesima norma[92] tutela anche chi viola un segreto di stato. L'Islanda, pertanto, non potrà dare esecuzione ad alcuna rogatoria estera volta ad oscurare un sito internet islandese contenente tali informazioni.[93]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Islanda
L'impianto geotermico di Nesjavellir (produce 120 MW), della compagnia Reykjavík Energy.[94]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Crisi finanziaria islandese del 2008-2011.

La forte crisi economica globale del 2008 ha portato l'Islanda al crack finanziario: prima di questi eventi l'economia islandese era piccola ma ben sviluppata, con un PIL stimato sui 10 miliardi di dollari nel 2005 (e un reddito procapite di 52.764 $, uno tra i più alti del pianeta). A crollare nel 2008 è l'istituto di credito islandese Landsbanki. Il governo islandese si fa carico dei debiti dei propri correntisti ma non anche di quelli dei residenti olandesi e inglesi facendone nascere una querelle con i relativi Stati[95] che volevano un risarcimento anche per loro.

Sono presenti nel Paese alcune realtà produttive di eccellenza in settori ad alta tecnologia: ad esempio le famose protesi in fibra di carbonio del corridore Oscar Pistorius sono prodotte da un'azienda islandese, la Össur.

In seguito alla crisi finanziaria ed economica la disoccupazione è passata dal minimo storico dell'1% nel 2008 all'8,2% del febbraio 2009.[96]

Nel 2011, l'82,7% delle esportazioni dall'Islanda erano dirette nel SEE.[97]

Settore primario[modifica | modifica sorgente]

Il settore primario contribuisce al 6,2% del PIL islandese[98] e il 5,8% della manodopera è occupato in questo settore.[99][100]

L'industria agricola islandese è ostacolata dal clima;[100] principalmente consiste nella coltivazione di patate (nel 2009, 9.500 tonnellate)[69] e, in serre, di piante da frutta e ortaggi.[12] Animali da pelliccia e ovini (469.400 capi nel 2009[69]) costituiscono la gran parte del bestiame allevato, così come aringhe e merluzzi sono i protagonisti nel settore della pesca.[100] Nei pressi del Mývatn, lago sito a nord-est del Paese, vengono sfruttati i giacimenti di diatomite.[69]

I prodotti della pesca contribuiscono al 70% ca. delle esportazioni.[12] Nel 2012, sono state infatti esportate 748.619 tonnellate di prodotti marini.[101]

Energia[modifica | modifica sorgente]

A fine 2011, la capacità elettrica installata era di 2.669,4 MW e la produzione annuale di elettricità ammontava a 17.210,4 GWh.[102]

Il 72,7% dell'energia prodotta proviene da centrali idroelettriche, mentre la restante parte da centrali geotermiche.[102]

Tra gli impianti geotermici va citato lo stabilimento di Krafla (60 MW installati),[103] mentre tra quelli idroelettrici occorre segnalare gli impianti di Fljótsdalur (690 MW)[104] e di Búrfell (270 MW).[105]

Settore secondario[modifica | modifica sorgente]

Il settore secondario contribuisce al 26,6% del PIL islandese[98] e il 18,6% della manodopera è impiegato in questo settore.[99][100]

L'industria è attiva principalmente nei settori collaterali alla pesca, nonostante siano rilevanti il settore della lavorazione dell'alluminio, dell'abbigliamento e della produzione del cemento[12] (nel 2009, 138.000 tonnellate).[69]

Industrie dedite all'ottenimento di prodotti derivati dal pesce sono presenti nelle zone settentrionali dell'isola.[69]

Settore terziario[modifica | modifica sorgente]

Il settore terziario contribuisce al 67,2% del PIL islandese[98] e il 75,6% della manodopera è impiegato in questo settore.[99][100]

Grandi capitali vengono investiti nel welfare e in particolare nel settore della sanità.[106] Infatti, nel 2011, il 9% del PIL era investito in questo settore.[107]

Trasporti e telecomunicazioni[modifica | modifica sorgente]

Il principale aeroporto del Paese, quello di Keflavík.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti in Islanda, Hringvegur e Aeroporto Internazionale di Keflavík.

In Islanda la rete ferroviaria è assente, mentre, anche considerando le difficili condizioni ambientali, quella stradale risulta più che discreta (12.888 km di cui 4.566 asfaltati nel 2010).[69] La Hringvegur è la strada principale e presenta una caratteristica forma ad anello; è lunga 1.400 km.[108] Il trasporto internazionale è affidato all'aeroporto di Keflavík e il sistema aeroportuale riveste un ruolo di primaria importanza nelle comunicazioni interne.[108] Al trasporto via mare vengono invece affidati la maggior parte dei commerci[108] (più di 250 le navi occupate nello spostamento delle merci).[69]

Più di 6 islandesi su 10 hanno accesso al telefono fisso, e i telefoni cellulari sono diffusi in un numero superiore a 10 ogni 10 abitanti (dati del 2010).[69] Il 93% delle famiglie, nel 2006, possedeva un televisore ed erano presenti 526,7 computer ogni 1000 abitanti.[69] Inoltre, sono attivi 79 uffici postali.[109]

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009 si sono registrati 1.235.000 ingressi, che hanno fruttato 555 milioni di dollari statunitensi.[69]

Le bellezze naturali d'Islanda, tra cui il Vatnajökull e le sue enormi distese glaciali e la sua attività vulcanica,[110] unitamente a un vasto patrimonio culturale, tra cui occorre citare i molti musei di storia locale e naturale,[111] fanno dell'Islanda una meta turistica rilevante nello scenario mondiale.

Moneta[modifica | modifica sorgente]

La valuta corrente è la corona islandese (codice ISO 4218: ISK; in islandese króna, plurale: krónur), emessa solo dalla Banca Centrale d'Islanda (Seðlabanki Íslands). La corona islandese, ha subito parecchio gli effetti della crisi economica del 2008 e dell'inflazione e si è progressivamente svalutata contro l'euro dimezzando il suo valore nel biennio 2007 - 2008 scivolando da un massimo di 82,13 corone fino a un minimo di 195,00 corone contro 1 euro.[112]

Dal 2003, le seguenti banconote e monete (emesse dal 1980) hanno corso legale:

  • Banconote: 500, 1.000, 2.000, 5.000 krónur.
  • Monete: 1, 5, 10, 50, 100 krónur.

Un krónur si divide in 100 aurar, ma questi ultimi non sono più in uso.[77]

Arte e cultura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cultura dell'Islanda.
Björk al Big Day Out in Victoria.

Per quanto riguarda l'ambito musicale, la musicista islandese più famosa al mondo è sicuramente Björk, il cui stile istrionico abbraccia molti diversi generi (alternative rock, trip hop, elettronica, jazz, etc.). Noti sono anche i Sigur Rós e i Múm, band esponenti del dream pop e del post-rock; gli Of Monsters and Men, giovane gruppo pop con influenze folk; i GusGus, formazione dedita alla musica elettronica; così come la cantautrice Emiliana Torrini (di madre islandese e padre italiano) che, oltre che per sé stessa, ha scritto brani anche per Madonna e Kylie Minogue. Ha ottenuto grande successo, davanti a un'audience di circa 150 milioni di telespettatori, la giovane Yohanna all'Eurovision Song Contest 2009 con il brano Is it true. L'Islanda è anche patria di Vratyas Vakyas, fondatore e unico membro della one man band folk metal Falkenbach. Attualmente vive a Düsseldorf, in Germania. Un altro gruppo musicale sono gli Skálmöld che cantando unicamente i testi in lingua madre promuovono tradizioni e le mitologie vichinghe collegate

Nell'ambito cinematografico, la figura più importante è quella di Friðrik Þór Friðriksson, regista, sceneggiatore e produttore: nel 1987 ha fondato la Icelandic Film Corporation, la principale società di produzione islandese e nel 1991 il film da lui diretto, Children of Nature, è stato candidato all'Oscar come miglior pellicola straniera.
Nel 2002 ha riscosso un buon successo internazionale il film Nói Albínói, scritto e diretto dal regista e sceneggiatore Dagur Kári.

Kári, tra le altre cose, è figlio di Pétur Gunnarsson, scrittore, poeta, nonché autore di canzoni, molto famoso in patria.
Lo scrittore islandese più noto in assoluto è comunque il romanziere Halldór Laxness, premio Nobel per la letteratura nel 1955.

Dal 2004, ogni anno alla fine di settembre ha luogo il Reykjavík International Film Festival, festival internazionale del cinema.

Nordicum-Mediterraneum è un forum internazionale e interdisciplinare per la presentazione, discussione e scambio di idee e risorse legate al mondo Mediterraneo e Nordico, pubblicato dall'Università di Akureyri[113].
In particolare Nordicum-Mediterraneum studia i legami tra l'Islanda e l'Italia, dal punto di vista storico, culturale, economico, politico, scientifico, religioso e artistico[114]; analizza poi le origini comuni e le tradizioni intrecciate delle comunità del Nord eurasiatico - Nordicum - e del Sud - cioè Mediterraneum.

Iceland Review è la rivista islandese più antica e famosa, scritta in lingua inglese.

Tradizioni e festività[modifica | modifica sorgente]

Qui di seguito vi è un calendario di tutte le festività in Islanda, le quali non sono legate solo a celebrazioni religiose ma anche e soprattutto ad altri eventi collegati a tradizioni popolari.

Data Nome italiano Nome locale commenti
1º gennaio Primo dell'Anno 1. dagur ársins  
6 gennaio Epifania Þrettándinn  
Fine gennaio - inizio febbraio Þorrablót Celebrazioni per l'avvio verso la fine dell'inverno con pranzi in famiglia, nei quali vengono preparati cibi di antiche tradizioni.
Venerdì (variabile) Venerdì santo Föstudagurinn langi Il venerdì precedente la domenica di Pasqua
Sabato (variabile)  
Domenica (variabile) Pasqua Páskar Il giorno di Pasqua
Lunedì (variabile) Lunedì dell'Angelo Páskum Il giorno dopo Páskar
Terzo giovedì di aprile Primo giorno dell'estate Sumardagurinn fyrsti La festa dell'estate viene celebrata all'aperto senza riguardo per le condizioni atmosferiche, che possono essere anche severamente avverse. È abitudine anche farsi gli auguri per una buona estate o scambiarsi regali. Questa festività risale al calendario islandese delle origini, nel quale vi erano solo l'inverno e l'estate.
1º maggio Primo Maggio Fyrsti maí Vedi anche Festa del lavoro
Domenica (variabile) Pentecoste Hvítasunnudagur 50 giorni dopo Pasqua
Prima domenica di giugno Giorno della gente di mare Sjómannadagur In questo giorno, l'Islanda festeggia marinai e pescatori. Tutte le navi del porto sono decorate e alcune sono aperte al pubblico, mentre nei porti si tengono delle manifestazioni e i monumenti per le vittime del mare vengono inghirlandati.
17 giugno Festa nazionale islandese Þjóðhátíðardagur Le celebrazioni ufficiali si svolgono in piazza Austurvöllur a Reykjavík, di fronte al parlamento.
24 dicembre Vigilia di Natale Aðfangadagur Non ufficiale, ma comunque festività a tutti gli effetti
25 dicembre Natale Jól  
26 dicembre Santo Stefano Annar í jólum  
31 dicembre Capodanno Nýár Non ufficiale, ma comunque festività a tutti gli effetti
Tutte le domeniche     Festività ufficiali - I nomi seguono l'anno liturgico
  • L'alfabeto ha 32 lettere (vedasi lingua islandese). Alla A segue la Á e così via fino alla Ö, che contrariamente alla lingua tedesca viene considerata una lettera a parte e non una variante della O (ciò significa che in un elenco ordinato alfabeticamente le due lettere verranno differenziate, stessa cosa vale per le lettere accentate).
  • Nell'elenco telefonico gli abbonati sono ordinati in base al loro primo nome, dato che la seconda parte non è un cognome ma un patronimico, formato dal nome del padre con il suffisso -son per i figli oppure -dóttir per le figlie. Veri cognomi sono assai rari e di origine straniera (soprattutto danese).

Questi nomi vengono mantenuti anche in seguito a matrimonio. È frequente dare ai propri figli i nomi già presenti in famiglia. Molti islandesi sono in grado di ripercorrere il proprio albero genealogico fino ai tempi della colonizzazione.

  • L'Islanda è il Paese che ha ospitato il Roverway 2009, campo scout internazionale per giovani di tutto il mondo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (IS) Nome ufficiale dell'Islanda, in molti documenti, anche di carattere ufficiale, si utilizza la denominazione Lýðveldið (Repubblica) anteposto a Ísland; nella costituzione ciò non avviene.
  2. ^ a b Statice.is, Servizio che provvede a fornire le statistiche ufficiali per quanto riguarda l'Islanda
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  6. ^ a b (FR) André Cherpillod, Dictionnaire étymologique des noms géographiques, 2ª edizione, Parigi, Auflage, 1991. ISBN 2-225-82277-8.
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  10. ^ a b Islanda - Guida di viaggio: Storia - Lonely Planet Italia
  11. ^ a b (EN) Encyclopædia Britannica (pag. 8) - Early History of Iceland. URL consultato il 31/08/2013.
  12. ^ a b c d e f g h i j Enciclopedia Treccani. URL consultato il 22/08/2013.
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  71. ^ Dato del 2009.
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  73. ^ Popolazione del comune di Reykjanesbær (1 gennaio 2013). URL consultato il 12/08/2013.
  74. ^ Questo dato si riferisce all'intera municipalità di Borgarbyggð.
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  76. ^ Compresi 14.500 km² di acque interne.
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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  • (ISEN) Statistical Yearbook of Iceland 2012, Reykjavík, Statistics Iceland, 19/11/2012. ISSN 1017-6683.
  • (EN) Sigurdur Steinthorsson, Iceland (lemma di "Encyclopedia of Islands"), University Of California Press, 2009.

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