Repubblica Popolare Ucraina

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Repubblica Popolare Ucraina
Repubblica Popolare Ucraina – Bandiera Repubblica Popolare Ucraina - Stemma
Repubblica Popolare Ucraina - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Popolare Ucraina
Nome ufficiale Українська Народня Республіка
Ukrayins’ka Narodnia Respublika
Lingue parlate Ucraino
Capitale Kiev
Politica
Forma di governo Repubblica Popolare
Presidente Mychajlo Serhijovyč Hruševs'kyj
Organi deliberativi Central'na Rada
Nascita dicembre 1917
Causa Rivoluzione di ottobre
Fine settembre 1920
Causa Invasione sovietica
Territorio e popolazione
Economia
Valuta Karbovanec', Grivnia
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of Russian Empire for private use (1914–1917) 3.svg Impero russo
Flag of Austria-Hungary (1869-1918).svg Austria-Ungheria
Succeduto da Flag of Ukrainian SSR (1929-1937).svg RSS Ucraina
Polonia Seconda Repubblica di Polonia
Flag of the Czech Republic.svg Cecoslovacchia
Romania Romania

La Repubblica Popolare Ucraina (in ucraino Українська Народна Республіка, Ukrayins'ka Narodna Respublika), nota anche come Repubblica Nazionale Ucraina, fu una repubblica fondata nel territorio della moderna Ucraina a seguito degli eventi della Rivoluzione Russa grazie all'opera di Symon Petljura.

Central'na Rada[modifica | modifica wikitesto]

Dopo lo scoppio della Rivoluzione di Febbraio, il 17 marzo 1917 venne istituita a Kiev la Central'na Rada ("Consiglio Centrale"), un corpo rappresentativo a maggioranza socialista per il governo della regione ucraina in stretta connessione con i soviet di stampo russo. A capo del consiglio venne posto il noto storico Mychajlo Serhijovyč Hruševs'kyj. Durante gli accesi combattimenti a Kiev tra i sostenitori del governo provvisorio russo e dei bolscevichi, la Central'na Rada offrì il suo appoggio a questi ultimi.


Edizione speciale
Lübeckischen Anzeigen,
Titolo: Pace con l'Ucraina
(9 febbraio 1918)

Dopo aver cacciato le forze governative, la Rada annunciò la creazione di un'entità politica ucraina autonoma, la Repubblica Ucraina, che manteneva i suoi legami con la Russia, il 22 novembre 1917. Dopo un breve periodo di tregua, la fazione minoritaria bolscevica organizzò un Consiglio dei Soviet Ucraini nel dicembre del 1917 nel tentativo di prendere il potere, ma a causa della sua impopolarità tra la popolazione il tentativo fallì ed il movimento bolscevico fu costretto a lasciare Kiev e a trovare rifugio a Charkiv dove proclamò una Repubblica Sovietica Ucraina. Nel frattempo l'Armata Rossa sovietica era entrata a Kiev a sostegno del movimento bolscevico ucraino.

Il 25 gennaio 1918 la Central'na Rada proclamò la sua indipendenza dalla Russia sovietica proclamando uno Stato ucraino sovrano, ma meno di un mese dopo, il 9 febbraio, l'Armata Rossa entrò a Kiev.

Assediata dalle forze bolsceviche e dopo aver perso gran parte del suo territorio, la Central'na Rada cercò aiuti dall'estero e fu indotta a firmare il trattato di Brest-Litovsk il 9 febbraio diventando così alleata dell'Impero tedesco. Ben presto le forze germaniche scacciarono i bolscevichi dal territorio ucraino, e tra il 13 ed il 25 aprile invasero la Repubblica Popolare di Crimea. Ormai però la popolazione ucraina era disillusa sulla reale forza della Central'na Rada, che perse non solo popolarità, ma anche il controllo effettivo sul proprio territorio, e il 29 aprile il governo germanico esautorò il consiglio ucraino, non prima che quest'ultimo promulgasse la Costituzione della Repubblica Popolare Ucraina.

L'etmanato[modifica | modifica wikitesto]

A seguito del colpo di Stato favorito dagli alleati germanici, la Central'na Rada venne sostituita al governo dall'etmanato, un governo di stampo conservatore con a capo l'etmano Pavlo Skoropad'skyj, un ex-ufficiale dell'Impero Russo il cui governo favorì il potere dei latifondisti e non fu altro che un governo fantoccio al servizio dell'Impero Germanico.

L'etmanato ebbe scarso supporto da parte della popolazione ucraina, ma diversamente dalla Central'na Rada, fu capace di organizzare un controllo territoriale efficace, stabilendo così relazioni diplomatiche con diverse nazioni, e siglando un trattato di pace con la stessa Russia sovietica.

In pochissimi mesi il governo centralizzato dell'etmanato diede alle stampe milioni di libri in lingua ucraina, fondò numerosi istituti scolastici, due università e un'Accademia delle Scienze Ucraina.

Una scelta poco avveduta fu la confisca a favore dei precedenti proprietari latifondisti delle terre donate ai contadini dal governo socialista della Central'na Rada, grazie anche all'appoggio militare delle truppe germaniche. La serie di confische scatenò una vera e propria attività di guerriglia guidata da ex-membri della Central'na Rada, come Symon Petljura e Volodymyr Vynnyčenko, che operarono per rovesciare il governo dell'etmanato.

A causa dell'imminente sconfitta nella prima guerra mondiale della Germania e dell'Austria-Ungheria, i principali sostenitori di Skoropads'kyj, l'etmano, formarono un nuovo consiglio di monarchici russi e si prepararono all'eventuale federazione ad una Russia non-bolscevica. Per tutta risposta i socialisti ucraini fondarono un governo rivoluzionario, il Direttorato, il 14 novembre 1918.

Il periodo del Direttorato[modifica | modifica wikitesto]

Un francobollo emesso dalla Repubblica Popolare Ucraina nel 1918.

Il nuovo governo del Direttorato guadagnò presto popolarità e godette dell'appoggio militare di molte unità prima fedeli a Skoropads'kyj, prima fra tutte i fucilieri Sich. L'esercito degli insorti circondò rapidamente Kiev e il 21 novembre 1918 il Direttorato prese il controllo della città. Nel tardo dicembre dello stesso anno i bolscevichi iniziarono l'assalto della città partendo da Kursk e il 22 gennaio 1919 il Direttorato fu costretto ad unirsi con la Repubblica Popolare dell'Ucraina Occidentale, nonostante quest'ultima entità statale mantenesse de facto un proprio esercito e un proprio governo. Nel febbraio 1919 i Bolscevichi entrarono a Kiev.

Per tutto il 1919 l'Ucraina, così come il suo esercito, visse nel più totale caos politico, poiché ogni fazione, il Direttorato, i bolscevichi, l'Armata Bianca, l'Intesa, la Polonia, e gli anarchici il cui elemento di spicco era Nestor Machno, cercarono di ottenere il potere.

La successiva offensiva di Kiev organizzata dal governo ucraino in alleanza con la Polonia non cambiò di molto le sorti della guerra e nel marzo del 1921 la pace di Riga sancì un controllo congiunto della Polonia, della RSSF Russa e della RSS Ucraina sul territorio ucraino.

Come risultato di questa spartizione il territorio della Galizia, la parte occidentale appartenente per tradizione al territorio ucraino, così come parte del territorio della Volinia vennero annesse alla Polonia, mentre il restante territorio ucraino divenne parte dell'Ucraina sovietica.

Nonostante la sua sconfitta militare, il Direttorato continuò a mantenere il controllo su alcune porzioni dell'esercito e il 21 ottobre 1921 lanciò una serie di attacchi lampo nell'Ucraina centrale raggiungendo l'Oblast' di Kiev. Il 4 novembre le forze fedeli al direttorato catturarono la cittadina di Korosten', (Oblast' di Žytomyr), impossessandosi di un ingente quantitativo di armi e vettovaglie, ma il 17 novembre vennero tuttavia accerchiate ed eliminate dalla cavalleria bolscevica che non ne lasciò traccia.

Nel 1922, essendosi ormai assicurato il controllo totale del territorio ucraino, il regime sovietico unì l'Ucraina sovietica alla Bielorussia, e alle repubbliche transcaucasiche per formare l'URSS.

Riconoscimento internazionale[modifica | modifica wikitesto]

La repubblica popolare ucraina fu riconosciuta de jure da: Russia sovietica, Lettonia, Lituania, Estonia, Georgia, Azerbaigian, Germania, Austria-Ungheria, Bulgaria, Turchia, Romania, Cecoslovacchia e Vaticano. De facto il riconoscimento fu garantito da Svizzera, Svezia, Danimarca, e Persia[1]

Mappe della Repubblica popolare ucraina[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Talmon, Stefan (1998). Recognition of Governments in International Law - Oxford University Press. ISBN 0-19-826573-5.

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