Repubblica Cisalpina
| Repubblica Cisalpina | ||
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| Dati amministrativi | ||
| Lingue ufficiali | italiano, francese | |
| Lingue parlate | italiano | |
| Capitale | Milano | |
| Dipendente da | ||
| Politica | ||
| Forma di Stato | Repubblica sorella della Francia | |
| Forma di governo | ||
| Nascita | 1797 | |
| Causa | Trattato di Campoformio | |
| Fine | 1802 | |
| Causa | Comizi di Lione | |
| Territorio e popolazione | ||
| Bacino geografico | Italia settentrionale | |
| Popolazione | 3.800.000 nel 1801 | |
| Religione e società | ||
| Religioni preminenti | cattolicesimo | |
| Religione di Stato | nessuna | |
| Religioni minoritarie | ebraismo | |
| Evoluzione storica | ||
| Preceduto da | ||
| Succeduto da | ||
La Repubblica Cisalpina era un antico Stato preunitario ubicato in gran parte nell'Italia settentrionale, interessando principalmente le odierne regioni Lombardia ed Emilia-Romagna e marginalmente Veneto e Toscana. Fu costituita il 29 giugno 1797[1].
Negli anni seguenti la cosiddetta "repubblica sorella" veniva denominata prima Repubblica Italiana (1802-1805) e quindi Regno d'Italia (1805-1814).
Indice |
[modifica] Istituzione
La Repubblica Cisalpina venne istituita il 29 giugno 1797 dal generale Bonaparte su quella che era la "giovane" Repubblica Cispadana (nata il 9 gennaio 1797). Ad essa venne unita la Repubblica Transpadana (ex Ducato di Milano) il 9 luglio dello stesso anno.
L'Austria riconobbe la nuova entità con il Trattato di Campoformio il 17 ottobre del medesimo anno ottenendo in cambio l'effimera Repubblica Veneta, nata il 29 giugno 1797 sulle ceneri della Repubblica di Venezia.
[modifica] Capitale
La capitale della Repubblica Cisalpina fu stabilita a Milano.
[modifica] Estensione ed economia
Il territorio della repubblica nella sua massima estensione era formato dal vecchio Ducato di Milano (ex Repubblica Transpadana), dal Ducato di Modena e Reggio, da Bologna, Ferrara e Ravenna (ex Legazioni Pontificie), dal Ducato di Massa e Carrara, dal territorio di Mantova e dai territori veneti compresi tra l'Adda e l'Adige, tra cui Verona e Rovigo, e dalla Valtellina.
Lo Stato nel 1797 si estendeva su una superficie di 42.500 km² ed aveva una popolazione di 3 milioni e 240 000 abitanti, suddivisa in 20 dipartimenti. La capitale era Milano, in quanto centro più importante e popoloso (circa 124.000 abitanti nel 1765). Il paese era economicamente prospero, malgrado le spoliazioni dei secoli passati operate dagli occupanti, e si basava su un'agricoltura di tipo cerealicolo con forti presenze nella sericoltura e nella zootecnica, l'attività artigianale tradizionale era solida e lo sviluppo dell'industria serica fiorente.
[modifica] Rapporti con la Svizzera
I rapporti con la Svizzera (allora trasformata nella Repubblica elvetica) furono difficili poiché forti erano le pretese egemoniche della Repubblica Cisalpina, rivolte a unire in un solo stato persone con la stessa cultura e la stessa lingua. Quindi l'obiettivo era quello di conquistare i territori svizzeri di lingua italiana, a sud delle Alpi. Ciò portò alla conquista e all'annessione della Valtellina. Fu tentato anche un colpo di mano per l'annessione di Lugano il 15 febbraio 1798 (partito da Campione d'Italia e fallito per l'intervento dei Volontari Luganesi), ma con il trascorrere del tempo e con la nascita della Repubblica elvetica, le pretese si ridussero a tentativi di occupazione del Mendrisiotto (occupato nel 1798 e nel 1810).
[modifica] Forma istituzionale
La Consulta della Repubblica Cisalpina riceve il Primo Console (Nicolas-André Monsiau, 1806-08).
La forma istituzionale dello Stato fu istituita nell'agosto 1796 e ricalcava pesantemente quella francese, si trattava della cosiddetta forma di governo direttoriale.
Il territorio venne diviso in dipartimenti, nei quali venivano eletti i giudici di pace, i magistrati e gli elettori, uno ogni duecento abitanti aventi diritto di voto. Questi ultimi eleggevano due consigli: quello dei Seniori e quello dei Giuniori. Il primo era composto da quaranta a sessanta membri ed aveva il compito di approvare le leggi e promuovere eventuali variazioni della Carta Costituzionale, il secondo, invece, era formato da ottanta a centoventi membri ed aveva il compito di proporre le leggi. I compiti comuni di entrambi i consigli erano l'approvazione dei trattati, la scelta di un Direttorio e la determinazione dei tributi.
Il Direttorio era formato da cinque ministri e rappresentava il potere esecutivo. L'autorità suprema rimaneva il comandante delle truppe francesi in Lombardia.
Venne anche adottato il calendario e l'era francese.
L'8 luglio 1797 venne emanata la Costituzione cisalpina, di contenuto moderato, modellata su quella francese del 1795.
A capo del Direttorio furono posti uomini politici locali come il duca Gian Galeazzo Serbelloni e Francesco Melzi d'Eril, mentre nel corpo legislativo vennero nominati personaggi noti come i letterati Pietro Verri e Giuseppe Parini e scienziati come Alessandro Volta.
[modifica] Membri del Direttorio
29 giugno 1797 - 31 agosto 1798 I Direttorio
- Duca Giovanni Galeazzo Serbelloni (fino al 13 novembre 1797) (1744 - 1802)
- Giovanni Battista Savoldi (dal 13 novembre 1797)
- Marco Alessandri (1º mandato) (1755 - 1830)
- Pietro Moscati (fino al 16 aprile 1798) (1739 - 1824)
- Jacopo Lamberti (1º mandato) (dal 16 aprile 1798)
- Giovanni Paradisi (fino al 16 aprile 1798) (1760 - 1826)
- Carlo Testi (dal 16 aprile 1798)
- Giovanni Costabili Containi (1756 - 1841)
31 agosto 1798 - 14 dicembre 1798 II Direttorio
- Girolamo Adelasio (1º mandato) (fino al 17 ottobre 1798)
- Antonio Sabbati (dal 17 ottobre 1798)
- Marco Alessandri (2º mandato)
- Jacopo Lamberti (2º mandato)
- Giuseppe Luosi (1º mandato) 1755 - 1830) (fino al 17 ottobre 1798)
- Antonio Smancini (dal 17 ottobre 1798)
- Fedele Sopransi (1º mandato) (fino al 17 ottobre 1798)
- Vincenzo Brunetti (dal 17 ottobre 1798)
14 dicembre 1798 - 29 aprile 1799 III Direttorio
- Girolamo Adelasio (2º mandato)
- Marco Alessandri (3º mandato) (fino al marzo 1799)
- Ferdinando Marescalchi (1764 - 1816) (dal marzo 1799)
- Jacopo Lamberti (3º mandato) (fino al marzo 1799)
- Fedele Vertemate Franchi (dal marzo 1799)
- Giuseppe Luosi (2º mandato)
- Fedele Sopransi (2º mandato)
[modifica] Il tricolore
La Repubblica Cisalpina resta importante in quanto ereditò il tricolore della Repubblica Cispadana. È lo stesso tricolore dell'attuale Repubblica Italiana, nato quindi sull'onda delle idee giacobine e napoleoniche che venivano dalla Francia.
Le bandiere di queste repubbliche sono conservate al Museo del Tricolore di Reggio Emilia.
Da notare che il tricolore della Repubblica Cisalpina venne modificato durante la Repubblica Italiana del 1802 perché era troppo simile a quello francese e troppo rivoluzionario.
[modifica] Trattato di alleanza
Formalmente la Repubblica Cisalpina era uno stato indipendente alleato della Francia, ma il trattato di alleanza praticamente sanciva la sudditanza della neo-repubblica a quella francese.
I termini del trattato, infatti, erano a favore della Francia che avrebbe mantenuto il controllo della polizia e un presidio militare di ben venticinquemila uomini a spese della repubblica stessa, la quale avrebbe dovuto formare, equipaggiare e mantenere anche una sua forza armata di trentamila uomini che avrebbe partecipato alle campagne napoleoniche.
[modifica] Reazioni al trattato
Il 4 marzo 1798 il Direttorio cisalpino presentò il trattato al consiglio dei Giuniori per la ratifica; il consiglio, nettamente sfavorevole ai termini del trattato, temporeggiò per alcuni giorni, ma a seguito delle minacce del generale Louis Alexandre Berthier approvò il trattato. Ben diversa fu la reazione del consiglio dei Seniori che, pur esprimendo profonda gratitudine alla Francia, bocciò il trattato, in quanto il nuovo stato non sarebbe stato in grado di fare fronte alle onerose spese imposte. Questa posizione scatenò la rabbia dell'esercito e del Direttorio parigino; i Seniori vennero accusati di tenere discorsi sediziosi, e il generale Berthier minacciò di imporre un governo militare sulla regione. Al generale Louis Alexandre Berthier venne sostituito Guillaume Marie Anne Brune, che appena arrivato destituì alcuni Giuniori e Seniori ed ottenne infine che fosse approvato il trattato. L'8 giugno 1798 ci fu la ratifica.
[modifica] La seconda Repubblica
La Repubblica venne sciolta in seguito alle sconfitte patite dalla Francia ad opera degli eserciti austro-russi (Guerre napoleoniche della seconda coalizione) nell'Agosto del 1799.
Essa venne ricostituita in seguito al Trattato di Lunéville del 9 febbraio 1801 che portò ad un nuovo assetto territoriale dell'Italia (tra cui il ripristino della Repubblica Piemontese col nome di Repubblica Subalpina). In tale occasione il territorio si ampliò con l'inclusione dei territori della ex-Repubblica Veneta (che erano passati sotto il dominio austriaco) fino all'Adige e con il resto delle Legazioni Pontificie (le attuali Marche).
[modifica] Repubblica Italiana
Il 26 gennaio 1802 alla Consulta di Lione viene sancita la nascita della Repubblica Italiana con capitale Milano e Napoleone presidente. Francesco Melzi d'Eril fu, invece, nominato vice-presidente.
L'obiettivo della nuova repubblica era quello di liberarsi dalla forte presenza napoleonica, ottenere la piena indipendenza ed unire la penisola sotto un unico stato. Il governo di Melzi d'Eril era molto oculato e si proponeva la creazione di un'amministrazione moderna e di un esercito nazionale, per cui fu introdotta anche la coscrizione obbligatoria.
Melzi d'Eril si era circondato di uomini capaci e fidati come Ferdinando Marescalchi, Giuseppe Prina e Alessandro Trivulzi, ma doveva subire i contrasti di Gioacchino Murat che, comandante dell'armata francese in Italia, faceva di tutto per screditarlo presso Napoleone.
[modifica] Fine della Repubblica
La breve vita della Repubblica Cisalpina, divenuta poi Repubblica Italiana, si concluse tre anni dopo, il 18 marzo 1805, quando Napoleone proclamò il Regno d'Italia incoronandosi imperatore.¨
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Carlo Zaghi, L'Italia di Napoleone dalla Cisalpina al Regno, UTET, Torino 1991.
- Camillo Montalcini, Annibale Alberti, Roberto Cessi, L. Marcucci (a cura di), Assemblee della Repubblica Cisalpina, 11 volumi, Bologna, Zanichelli, 1917-1948.
[modifica] Voci correlate
- Cronologia dell'epoca napoleonica
- Napoleone Bonaparte
- Gioacchino Murat
- Gian Battista Sommariva
- Impero francese
- Guerre napoleoniche
- Province Illiriche
- Stati italiani preunitari
- Monte Napoleone