Repubblica Cisalpina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Repubblica Cisalpina
Repubblica Cisalpina – Bandiera
Dati amministrativi
Lingue ufficiali italiano, francese
Lingue parlate italiano
Capitale Milano
Dipendente da Francia Francia rivoluzionaria
Politica
Forma di Stato Repubblica sorella della Francia
Forma di governo
Nascita 29 giugno 1797
Causa Trattato di Campoformio
Fine 26 gennaio 1802
Causa Comizi di Lione
Territorio e popolazione
Bacino geografico Italia settentrionale
Popolazione 3.800.000 nel 1801
Religione e società
Religioni preminenti cattolicesimo
Religione di Stato nessuna
Religioni minoritarie ebraismo
Repubblica Cisalpina - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of the Repubblica Transpadana.svg Repubblica Transpadana
Flag of the Repubblica Cispadana.svg Repubblica Cispadana
bandiera Stato Pontificio
Succeduto da Flag of the Italian Republic (1802).svg Repubblica Italiana

La Repubblica Cisalpina fu uno Stato dell'Italia settentrionale, che si estese principalmente nelle odierne regioni Lombardia ed Emilia-Romagna e, marginalmente, in Veneto e in Toscana. Fu costituita il 29 giugno 1797[1].

La cosiddetta "repubblica sorella" (così infatti erano chiamate quelle che presero a modello le istituzioni della Francia rivoluzionaria) mutò dapprima il proprio nome in Repubblica Italiana (1802-1805) e quindi Regno d'Italia (1805-1814).

Istituzione[modifica | modifica sorgente]

La Repubblica Cisalpina venne istituita il 29 giugno 1797 dal generale Bonaparte. Ad essa venne unita la Repubblica Transpadana (ex Ducato di Milano) e la Repubblica Cispadana il 9 luglio dello stesso anno.

L'Impero austriaco riconobbe la nuova entità con il Trattato di Campoformio il 17 ottobre del medesimo anno ottenendo in cambio l'effimera Repubblica Veneta, nata il 29 giugno 1797 sulle ceneri della Repubblica di Venezia.

La capitale della Repubblica Cisalpina fu stabilita a Milano.

Estensione ed economia[modifica | modifica sorgente]

La suddivisione politica dell'Italia nel 1796 prima della costituzione della Repubblica Cisalpina

Il territorio della repubblica nella sua massima estensione era formato dal vecchio Ducato di Milano (ex Repubblica Transpadana), dal Ducato di Modena e Reggio, da Bologna, Ferrara e Ravenna (ex Legazioni Pontificie), dal Ducato di Massa e Carrara, dal territorio di Mantova e dai territori veneti compresi tra l'Adda e l'Adige, tra cui Verona (ad ovest del fiume) e Rovigo, e dalla Valtellina.

Lo Stato nel 1797 si estendeva su una superficie di 42.500 km² ed aveva una popolazione di 3 milioni e 240 000 abitanti, suddivisa in 20 dipartimenti. La capitale era Milano, in quanto centro più importante e popoloso (circa 124.000 abitanti nel 1765). Il paese era economicamente prospero, malgrado le spoliazioni dei secoli passati operate dagli occupanti, e si basava su un'agricoltura di tipo cerealicolo con forti presenze nella sericoltura e nella zootecnica, l'attività artigianale tradizionale era solida e lo sviluppo dell'industria serica fiorente.

Rapporti con la Svizzera[modifica | modifica sorgente]

I rapporti con la Svizzera (allora trasformata nella Repubblica elvetica) furono difficili poiché forti erano le pretese egemoniche della Repubblica Cisalpina, rivolte a unire in un solo stato persone con la stessa cultura e la stessa lingua. Quindi l'obiettivo era quello di conquistare i territori svizzeri di lingua italiana, a sud delle Alpi. Ciò portò alla conquista e all'annessione della Valtellina. Fu tentato anche un colpo di mano per l'annessione di Lugano il 15 febbraio 1798 (partito da Campione d'Italia e fallito per l'intervento dei Volontari Luganesi), ma con il trascorrere del tempo e con la nascita della Repubblica elvetica, le pretese si ridussero a tentativi di occupazione del Mendrisiotto (occupato una prima volta nel 1798, e Antonio Isidoro Rusca fu inviato a Milano come segretario della commissione incaricata di negoziare l'annessione di Mendrisio alla Repubblica Cisalpina, e una seconda volta dal 1810 al 1813).

Forma istituzionale[modifica | modifica sorgente]

26 gennaio 1802,
La Consulta della Repubblica Cisalpina riceve il Primo Console (Nicolas-André Monsiau, 1806-08).

La forma istituzionale dello Stato fu istituita nell'agosto 1796 e ricalcava pesantemente quella francese, si trattava della cosiddetta forma di governo direttoriale.

Il territorio venne diviso in dipartimenti, nei quali venivano eletti i giudici di pace, i magistrati e gli elettori, uno ogni duecento abitanti aventi diritto di voto. Questi ultimi eleggevano due consigli: quello dei Seniori e quello dei Giuniori. Il primo era composto da quaranta a sessanta membri ed aveva il compito di approvare le leggi e promuovere eventuali variazioni della Carta Costituzionale, il secondo, invece, era formato da ottanta a centoventi membri ed aveva il compito di proporre le leggi. I compiti comuni di entrambi i consigli erano l'approvazione dei trattati, la scelta di un Direttorio e la determinazione dei tributi.

Il Direttorio era formato da cinque ministri e rappresentava il potere esecutivo. L'autorità suprema rimaneva il comandante delle truppe francesi in Lombardia.

Venne anche adottato il calendario e l'era francese.

L'8 luglio 1797 venne emanata la Costituzione cisalpina, di contenuto moderato, modellata su quella francese del 1795.

A capo del Direttorio furono posti uomini politici locali come il duca Gian Galeazzo Serbelloni e Francesco Melzi d'Eril, mentre nel corpo legislativo vennero nominati personaggi noti come i letterati Pietro Verri e Giuseppe Parini e scienziati come Alessandro Volta.

Membri del Direttorio[modifica | modifica sorgente]

30 soldi coniati nel 1801 dalla Repubblica Cisalpina

29 giugno 1797 - 31 agosto 1798 I Direttorio

31 agosto 1798 - 14 dicembre 1798 II Direttorio

14 dicembre 1798 - 29 aprile 1799 III Direttorio

Il tricolore[modifica | modifica sorgente]

La Repubblica Cisalpina resta importante in quanto ereditò il tricolore della Repubblica Cispadana. È lo stesso tricolore dell'attuale Repubblica Italiana, nato quindi sull'onda delle idee giacobine e napoleoniche che venivano dalla Francia.

Le bandiere di queste repubbliche sono conservate al Museo del Tricolore di Reggio Emilia.

Da notare che il tricolore della Repubblica Cisalpina venne modificato durante la Repubblica Italiana del 1802 perché era troppo simile a quello francese e troppo rivoluzionario.

Trattato di alleanza[modifica | modifica sorgente]

Formalmente la Repubblica Cisalpina era uno stato indipendente alleato della Francia, ma il trattato di alleanza praticamente sanciva la sudditanza della neo-repubblica a quella francese.

I termini del trattato, infatti, erano a favore della Francia che avrebbe mantenuto il controllo della polizia e un presidio militare di ben venticinquemila uomini a spese della repubblica stessa, la quale avrebbe dovuto formare, equipaggiare e mantenere anche una sua forza armata di trentamila uomini che avrebbe partecipato alle campagne napoleoniche.

Reazioni al trattato[modifica | modifica sorgente]

Il 4 marzo 1798 il Direttorio cisalpino presentò il trattato al consiglio dei Giuniori per la ratifica; il consiglio, nettamente sfavorevole ai termini del trattato, temporeggiò per alcuni giorni, ma a seguito delle minacce del generale Louis Alexandre Berthier approvò il trattato. Ben diversa fu la reazione del consiglio dei Seniori che, pur esprimendo profonda gratitudine alla Francia, bocciò il trattato, in quanto il nuovo stato non sarebbe stato in grado di fare fronte alle onerose spese imposte. Questa posizione scatenò la rabbia dell'esercito e del Direttorio parigino; i Seniori vennero accusati di tenere discorsi sediziosi, e il generale Berthier minacciò di imporre un governo militare sulla regione. Al generale Louis Alexandre Berthier venne sostituito Guillaume Marie Anne Brune, che appena arrivato destituì alcuni Giuniori e Seniori ed ottenne infine che fosse approvato il trattato. L'8 giugno 1798 ci fu la ratifica.

La seconda Repubblica[modifica | modifica sorgente]

La Repubblica venne sciolta in seguito alle sconfitte patite dalla Francia ad opera degli eserciti austro-russi (Guerre napoleoniche della seconda coalizione) nell'agosto del 1799.

Essa venne ricostituita in seguito al Trattato di Lunéville del 9 febbraio 1801 che portò ad un nuovo assetto territoriale dell'Italia (tra cui il ripristino della Repubblica Piemontese col nome di Repubblica Subalpina). In tale occasione il territorio si ampliò con l'inclusione dei territori della ex-Repubblica Veneta (che erano passati sotto il dominio austriaco) fino all'Adige e con il resto delle Legazioni Pontificie (le attuali Marche).

Repubblica Italiana[modifica | modifica sorgente]

La suddivisione politica dell'Italia nel 1803

Il 26 gennaio 1802 alla Consulta di Lione viene sancita la nascita della Repubblica Italiana con capitale Milano e Napoleone presidente. Francesco Melzi d'Eril fu, invece, nominato vicepresidente.

L'obiettivo della nuova repubblica era quello di liberarsi dalla forte presenza napoleonica, ottenere la piena indipendenza ed unire la penisola sotto un unico stato. Il governo di Melzi d'Eril era molto oculato e si proponeva la creazione di un'amministrazione moderna e di un esercito nazionale, per cui fu introdotta anche la coscrizione obbligatoria.

Melzi d'Eril si era circondato di uomini capaci e fidati come Ferdinando Marescalchi, Giuseppe Prina e Alessandro Trivulzi, ma doveva subire i contrasti di Gioacchino Murat che, comandante dell'armata francese in Italia, faceva di tutto per screditarlo presso Napoleone.[senza fonte]

Fine della Repubblica[modifica | modifica sorgente]

La breve vita della Repubblica Cisalpina, divenuta poi Repubblica Italiana, si concluse tre anni dopo, il 18 marzo 1805, quando Napoleone proclamò il Regno d'Italia incoronandosi imperatore.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Repubblica Cisalpina in Dizionario storico della Svizzera.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carlo Zaghi, L'Italia di Napoleone dalla Cisalpina al Regno, UTET, Torino 1991.
  • Camillo Montalcini, Annibale Alberti, Roberto Cessi, L. Marcucci (a cura di), Assemblee della Repubblica Cisalpina, 11 volumi, Bologna, Zanichelli, 1917-1948.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

storia d'Italia Portale Storia d'Italia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di storia d'Italia