Regime del Terrore

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Esecuzione di nove emigrati sulla ghigliottina nell'ottobre 1793

Il Regime del Terrore, spesso definito nella storiografia semplicemente come Il Terrore, è un periodo o fase storica della Rivoluzione francese che ebbe inizio nel luglio 1793.

Fu caratterizzato dal predominio politico dei membri del Comitato di salute pubblica che introdussero una serie di misure repressive di crescente durezza contro gli avversari politici sia dell'estrema sinistra, sia della destra repubblicana, sia delle fazioni controrivoluzionarie realiste. La politica del Comitato era diretta a rafforzare la fazione giacobina, mettere in atto misure a favore dei sanculotti e della piccola borghesia cittadina, schiacciare tutti gli oppositori interni della rivoluzione, combattere con maggiore efficacia la guerra esterna contro le monarchie europee dell'Antico regime.

Il Regime del Terrore, caratterizzato da crudeltà ed eccessi, terminò in pratica il 9 termidoro dell'anno II (27 luglio 1794) con la caduta e l'esecuzione dei tre più influenti membri del Comitato di salute pubblica, Maximilien de Robespierre, considerato la principale personalità politica del Terrore giacobino, Louis Saint-Just e Georges Couthon.

Storia[modifica | modifica sorgente]

« Bisogna che i nemici periscano...solo i morti non tornano indietro »
(Affermazione di Bertrand Barère il 16 messidoro anno II[1])
« Voi siete dei dittatori ridicoli »
(Affermazione di Lazare Carnot rivolta a Louis Saint-Just e Maximilien Roberspierre in floreale anno II[2])

Crisi della rivoluzione[modifica | modifica sorgente]

Il 10 luglio 1793 la Convenzione nazionale nominò per appello nominale un nuovo Comitato di salute pubblica, composto da nove membri, a cui affidare la direzione politica e militare della Repubblica rivoluzionaria, circondata da nemici esterni ed interni ed afflitta da difficoltà apparentemente insormontabili. Nei mesi precedenti le condizioni della Rivoluzione si erano continuamente degradate ed un'intensa conflittualità interna alle fazioni repubblicane sembrava paralizzare ogni attività politica concreta. Costituito il 6 aprile 1793 all'indomani della disfatta e del tradimento del generale Dumouriez sul confine orientale, il precedente Comitato di salute pubblica, dominato da Danton e Cambon, si era dimostrato inefficiente ed incapace di fermare la rovina della Rivoluzione.

Il Grande Comitato di salute pubblica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comitato di salute pubblica.

Inizi del terrore e l'azione del comitato[modifica | modifica sorgente]

La giustizia rivoluzionaria e la repressione[modifica | modifica sorgente]

Terrore contro indulgenti e arrabbiati[modifica | modifica sorgente]

Successi del governo rivoluzionario[modifica | modifica sorgente]

Dissensi nel Comitato ed il 9 Termidoro[modifica | modifica sorgente]

Conseguenze del 9 Termidoro anno II[modifica | modifica sorgente]

La ghigliottina, simbolo del regime del Terrore giacobino, in una caricatura inglese.

Il Regime del Terrore si sviluppò con la direzione del Comitato di salute pubblica, corpo collegiale di dodici membri capeggiato da Maximilien Robespierre, che cadrà poi vittima della sua stessa campagna di terrore.

I tribunali rivoluzionari condannarono sommariamente a morte migliaia di civili, che vennero giustiziati con la ghigliottina; altri furono incolpati di turbativa, a volte per le loro opinioni o atti politici, ma spesso senza altra giustificazione che il sospetto. La maggioranza delle vittime veniva trasportata cerimoniosamente alla ghigliottina in carri che passavano fra la gente che ne faceva scherno.

Questa politica obbligò numerosi cittadini all'esilio (gli Émigré), appartenenti o meno all'antico regime; in realtà, liberali come Chateaubriand soffrirono quel destino, benché in seguito molti ritornassero alla vita pubblica durante il governo di Napoleone.

Il Terrore ebbe inizio il 5 settembre del 1793 quando la Convenzione Nazionale votò in favore di ben orchestrate azioni di terrore per reprimere le attività controrivoluzionarie. Il Regime del Terrore durò fino alla primavera del 1794 e causò la morte di un numero di cittadini francesi valutabile fra 35.000 a 40.000 persone[senza fonte], anche se non mancano alcuni storici, come Aurelio Musi, che tendono ad abbassare la cifra[3].Di fatto soltanto nel mese precedente alla sua abolizione si ebbero 1.300 esecuzioni al patibolo[senza fonte].

Il consenso della maggioranza della Convenzione Nazionale al Terrore venne meno con le vittorie registrate a partire dalla fine del 1793: (i) a sud era stata repressa nel sangue la insurrezione federalista, a seguito dell'assedio di Lione e di Tolone, (ii) sul fronte vandeano, erano stati registrati i decisivi successi di Cholet, di Le Mans e di Savenay, seguiti da violente repressioni, (iii) a nord, sul fronte principale era stata vinta la decisiva battaglia di Fleurus (26 giugno 1794), che aveva costretto le truppe della prima coalizione ad abbandonare i Paesi Bassi austriaci.

Venendo meno la possibilità di un'invasione del territorio nazionale, venne anche meno l'emergenza con la quale si era cercato di giustificare misure dittatoriali ed al primo errore di Robespierre vari membri della Convenzione ne approfittarono per farlo arrestare il 27 luglio, (9 Termidoro), insieme a vari suoi seguaci. La sua esecuzione, avvenuta il giorno dopo, segnò praticamente la fine del Regime del Terrore.

Alcune vittime del Terrore[modifica | modifica sorgente]

« Il terrore non esiste solo quando alcune persone comandano altre e le fanno tremare, ma regna quando anche coloro che comandano tremano, perché sanno di essere presi a loro volta, come quelli su cui esercitano il potere, nel sistema generale dell'obbedienza. »
(Michel Foucault, Sicurezza, territorio, popolazione, tr. it. p. 150)

Resposabili del Regime del Terrore[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A.Mathiez/G.Lefebvre, La Rivoluzione francese, vol. II, p. 129.
  2. ^ A.Mathiez/G.Lefebvre, La Rivoluzione francese, vol. II, p. 125.
  3. ^ Aurelio Musi, Le vie della modernità, pag. 424, Sansoni Editore, Milano 2000. Secondo l'autore le vittime furono 16.594 di cui l'8,5% nobili, il 6,5% ecclesiastici, il 25% borghesi, il 31% artigiani e lavoratori urbani, il 28% contadini

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Charles Tilly, La Vandea, Rosemberg e Sellior, Torino 1976
  • Patrice Gueniffey, La Politique de la Terreur. Essai sur la violence révolutionnaire 1789-1794. Fayard, Parigi 2003

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]