Costituzione francese del 1793
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« Quand le gouvernement viole les droits du peuple,
l'insurrection est, pour le peuple et pour chaque portion du peuple, le plus sacré des droits et le plus indispensable des devoirs. » |
(IT)
« Quando il Governo viola i diritti dei popolo,
l'insurrezione è per il popolo e per ciascuna parte del popolo il più sacro dei diritti e il più indispensabile dei doveri. » |
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(Articolo 35 della costituzione repubblicana[1])
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La Costituzione francese del 1793, anche detta Costituzione montagnarda o giacobina, è la carta costituzionale redatta dalla Convenzione nazionale, assemblea parlamentare eletta a suffragio universale maschile che, il 21 settembre 1792, proclamò la Repubblica.
[modifica] Caratteristiche
Essa si presentava con un preambolo diverso da quello del 1789, in tutto e per tutto ispirato alle idee rousseauiane. Innanzitutto la sovranità nazionale era sostituita dalla sovranità popolare: ogni cittadino era titolare del potere attraverso il voto espresso a suffragio universale e diretto. I costituenti ripudiarono il principio della separazione dei poteri ed affidarono a ques'ultimo organo tanto il potere esecutivo quanto il potere legislativo, in quanto espressivo della volontà del popolo.
[modifica] Antefatti e sua applicazione
I lavori della Convenzione per la redazione del testo proseguirono un po' lenti a causa della guerra dichiarata dalla Francia agli Asburgo, colpevoli di offrire riparo ai refugiès della nobiltà e del clero. Essa venne presentata nel 1793, ma fu poi accantonata e non entrò mai in vigore a partire dal noto decreto del 5 ottobre 1793, che stabilì che il governo sarebbe stato "rivoluzionario fino alla pace". Incominciò così il periodo del regime del terrore nel quale si contravvenne sistematicamente alla tutela e al rispetto di quei diritti e quelle libertà sanciti in questa Costituzione e nella celebre Dichiarazione del 1789.
[modifica] Note
- ^ Testo completo della costituzione in italiano e in lingua originale.