Casa d'Asburgo

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Casato d'Asburgo
Imperial Coat of Arms of the Empire of Austria (1815).svg
Stato Austria, Sacro Romano Impero, Spagna-Italia, Ungheria-Croazia, Boemia, Inghilterra-Irlanda (Jure uxoris), Portogallo, Bosnia e Slovenia
Titoli
Fondatore XI secolo - Radbot, Conte d'Asburgo
Data di estinzione Spagna:
1700 - Carlo II morì senza figli

Austria e Boemia:
1780 - Maria Teresa, essendo l'ultimo membro, morì e gli successe il figlio del Casato di Lorena

Rami cadetti
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Storia dell'Austria
Austria coat of arms official.svg


La Casa d'Asburgo (o Absburgo, italianizzazione dal tedesco Habsburg o Hapsburg), è una delle più importanti ed antiche case regnanti in Europa. I suoi membri sono stati reggenti in Austria come duchi (1282-1453), arciduchi (1453-1804) e imperatori (1804-1918); re di Spagna (1516-1700); re di Portogallo (1580-1640); e per molti secoli imperatori del Sacro Romano Impero (dal 1273 al 1291 e dal 1298 al 1308 e infine, quasi ininterrottamente, dal 1438 fino al 1806).

Il motto della dinastia è A.E.I.O.U. in genere interpretato come Austriae est imperare orbi universo ("spetta all'Austria regnare sul mondo"). Il nome deriva dalla Habichtsburg (il "Castello dell'Astore"), in Svizzera, che fu sede della famiglia nel XII e XIII secolo.

Dal sud-ovest della Germania, la famiglia estese la sua influenza ed i suoi possedimenti nei territori del Sacro Romano Impero verso est, nell'odierna Austria (1278-1382). In poche generazioni, la famiglia riuscì ad impossessarsi del trono imperiale, che tenne in distinti periodi (1273-1291 e 1298-1308, 1438-1740 e 1745-1806). Nel XIV secolo la linea ereditaria si divise nel ramo albertino (Alberto della Treccia) e in quello leopoldino (Leopoldo il Prode), estinto nel 1457.

Massimiliano I acquisì i Paesi Bassi in seguito al suo matrimonio con Maria (1477), erede dei duchi di Borgogna, mentre il figlio Filippo il Bello acquisì la Spagna in seguito al matrimonio con Giovanna la Pazza, figlia di Ferdinando II di Aragona e di Isabella I di Castiglia. Il loro figlio, Carlo V, ereditò da loro un impero dove "il sole non tramonta mai". Dopo la sua abdicazione nel 1556, la famiglia si divise nei due rami degli Asburgo di Spagna, estinto nel 1700 con Carlo II di Spagna, e degli Asburgo d'Austria.

L'Ungheria, formalmente sotto il regno degli Asburgo dal 1526, in seguito al matrimonio di Ferdinando I, fratello minore di Carlo V, con Anna Iagellona ma in realtà occupata dall'Impero Ottomano, fu riconquistata nel 1683-1699, e gli Asburgo ne mantennero il possesso fino al 1918. Nel 1806, dopo la dissoluzione del Sacro Romano Impero in seguito alle conquiste napoleoniche, gli Asburgo mantennero il titolo di imperatori d'Austria fino al 1918, a seguito della sconfitta nella prima guerra mondiale.

Indice

Origini della casata[modifica | modifica sorgente]

La questione delle origini della dinastia è assai controversa, poiché, data la sua antichità, si perde nella notte dei tempi e una sua sicura ricostruzione è difficoltosa. Purtuttavia, ponendo come ormai certo capostipite il Conte di Alsazia Guntram il Ricco, i suoi più sicuri antenati sono considerati gli Eticonidi, discendente da Eticone d'Alsazia. A sostegno di questa tesi abbiamo l'effettivo possesso di vari feudi in Alsazia da parte della famiglia fino al XVII secolo e l'identificazione ormai certa del "Guntram dives", vassallo di Ottone I e discendente di Eticone con il Guntram il Ricco degli Acta Murensia.

Con Werner II conte di Alsazia, figlio di Radbod e nipote di Guntram, apparve per la prima volta la denominazione della Casa d'Asburgo, da un castello fatto costruire in Argovia da Werner, chiamato Habichtsburg, da cui Hapsburg o Habsburg. Werner I acquisì il titolo di conte di Asburgo, dopo il 1082. Nel 1273, con Rodolfo I, gli Asburgo guadagnarono la dignità imperiale, ottenendo l'Austria, la Stiria e la Carniola; la nomina però non fu riconosciuta da Ottocaro II di Boemia che contestò la cessione delle regioni reclamate dall'Imperatore. Allora lo scontro fu inevitabile, ed ebbe la meglio Rodolfo I, che riuscì a strappare al rivale il possesso della Marca Orientalis.

Il figlio di Rodolfo I, Alberto I, divenuto nel 1298 re dei romani, consolidò i propri domini; così in poche generazioni la famiglia riuscì ad impossessarsi del trono imperiale, che fino al 1740 tenne quasi ininterrottamente e che, dopo il breve interregno di Carlo VII di Wittelsbach, passò alla neonata dinastia degli Asburgo-Lorena. Al figlio di Alberto I, succedettero Alberto III dalla Treccia e Leopoldo III il Prode, con i quali la famiglia si divise in due linee ereditarie.

Linea albertina e leopoldina[modifica | modifica sorgente]

Massimiliano I d'Asburgo, diede inizio alla politica matrimoniale degli Asburgo

La linea albertina si estinse con Ladislao il Postumo nel 1457; mentre quella leopoldina perdurò negli anni. Federico I di Stiria, nipote di Leopoldo III e imperatore col nome di Federico III (1452-1493), riunì i vari possedimenti asburgici sotto un'unica bandiera ed elevò l'Austria ad Arciducato, grazie ai documenti passati alla storia con il nome di Privilegium maius. Il figlio Massimiliano I (imperatore dal 1493 al 1519) diede inizio alla serie di matrimoni che fecero degli Asburgo la più potente dinastia d'Europa (Tu, felix Austria, nube, frase attribuita a Mattia Corvino, re d'Ungheria); le nozze con Maria di Borgogna, erede dei possedimenti borgognoni, e quelle del figlio Filippo il Bello con Giovanna la Pazza, erede di Castiglia e Aragona, permisero al primogenito, futuro Carlo V, di ereditare il più vasto impero della terra, un impero dove "non tramonta mai il sole". Il fratello di Carlo V, Ferdinando I, sposò nel 1521 Anna Jagellona, erede di Boemia e Ungheria.

Carlo V[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Carlo V d'Asburgo.

Carlo di Gand venne incoronato imperatore nel 1519 col nome di Carlo V; questi riunì grazie alla politica matrimoniale del nonno Massimiliano I, un impero vastissimo, formato da: Castiglia, Paesi Bassi, Borgogna, Franca Contea, Alsazia, Aragona (con tutti i possedimenti italiani), Austria, Stiria, Carinzia, e tutti i territori delle colonie spagnole nel nuovo mondo.

All'impero si accorparono anche Boemia e Ungheria, grazie al matrimonio del fratello Ferdinando I con Anna Jagellona. Carlo V combatté più volte contro la Francia, che era l'unico suo ostacolo nel tentativo di dominare l'Europa. Dopo continue guerre con i francesi, i principi tedeschi, e gli inglesi che saccheggiavano i carichi di oro e di argento provenienti dalle colonie, Carlo V fu costretto ad abdicare a favore del figlio Filippo II, a cui sarebbero andate: Spagna (colonie comprese), possedimenti italiani, Paesi Bassi, e Franca Contea; il rimanente venne dato al fratello Ferdinando I, insieme alla corona imperiale.

Asburgo di Spagna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Asburgo di Spagna.

Questo ramo della famiglia degli Asburgo viene chiamato di Spagna o spagnolo, per distinguerlo dal ramo austriaco. Si creò dopo la morte di Carlo V, il 21 settembre 1558, con l'ascesa del figlio Filippo II. Filippo II cercò di riappacificare i rapporti con la Francia, firmando una tregua; ma questa mosse poco tempo dopo guerra alla Spagna, le truppe spagnole ebbero la meglio nella battaglia di San Quintino, in Francia, nel 1557. Dopo la vittoria sui francesi si avviarono le trattative, che si conclusero con l'accordo di Cateau-Cambrésis; tale accordo sancì la supremazia spagnola in Europa, e in Italia. Durante il regno di Filippo II, si svilupparono: la cultura, l'arte, e molti altri campi, come quello religioso; tuttavia proprio durante il suo regno riprese l'attività dell'inquisizione spagnola che mise al rogo, ed espulse dallo stato, migliaia tra mori e ebrei.

Contro inglesi, olandesi e turchi[modifica | modifica sorgente]

Filippo II affrontò due importanti guerre. La prima fu quella di indipendenza olandese, nella quale si divisero per sempre i Paesi Bassi in Olanda e Paesi Bassi spagnoli (futuro Belgio), che rimasero sotto il controllo spagnolo fino al 1700. La seconda venne combattuta da Spagna e Inghilterra, la quale terminò nel 1588, con la sconfitta dell' Invincibile Armata spagnola; questa sconfitta segnò l'inizio del declino della Spagna, che mezzo secolo prima era egemone incontrastata, in Europa e nelle Americhe. Gli Asburgo di Spagna parteciparono anche alla battaglia di Lepanto nel 1571, nel quale una potente flotta cristiana sconfisse la flotta turca. Il regno di Filippo II terminò con la guerra che scoppiò nel 1589 e vide sconfitta la Spagna contro Francia, Inghilterra e Olanda.

Il declino e la fine della dinastia[modifica | modifica sorgente]

A Filippo II succedette Filippo III (1578-1621), il quale riprese le antiche guerre contro Inghilterra e Paesi Bassi, che non portarono a nulla; inoltre espulse dallo stato trecentomila mori, aggravando così la già precaria situazione economica del paese. Nel 1621, dopo la morte di Filippo III, venne incoronato il figlio, Filippo IV che come suo padre si scontrò e combatté nuove guerre contro Francia, Savoia, Olanda e Repubblica di Venezia ma ne uscì sconfitto perdendo importanti territori in Italia e nelle colonie.

L'ultimo Asburgo di Spagna fu Carlo II, figlio di Filippo IV. Come il padre si dimostrò inetto e incapace, e con le continue guerre contro la Francia portò la Spagna nel baratro. Con la sua morte, senza eredi, nel 1700, scoppiò tra Francia e Austria la Guerra di successione spagnola, che determinò il crollo totale della potenza spagnola, e la fine della dominazione asburgica in Spagna.

Mattia, Imperatore del Sacro Romano Impero

Asburgo d'Austria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Asburgo d'Austria.

A questo ramo della famiglia degli Asburgo viene dato l'appellativo d'Austria, per la loro reggenza in Austria e per distinguerlo dal ramo spagnolo, il quale fino al 1700 veniva considerato il più forte e prestigioso tra i due, dato che i suoi domini si estendevano dall'Europa fino all'America. Il ramo austriaco della famiglia si creò nel 1521 con il trattato di Worms, che stipulava la suddivisione dei domini asburgici tra i due eredi; a Ferdinando I venne concesso il governo sull'Austria, mentre Carlo V, il fratello maggiore, avrebbe governato i rimanenti territori. Ferdinando I riprese le riforme burocratiche del nonno Massimiliano I e riorganizzò con fermezza tutti i territori sotto il suo dominio.

Imperatori del Sacro romano Impero[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte di Carlo V nel 1558, il titolo imperiale passò a suo fratello Ferdinando I e rimase quindi appannaggio del ramo austriaco della famiglia, che, data la sua potenza e influenza sui principi tedeschi, riuscì a conseguire sempre l'elezione imperiale da parte del Collegio dei Principi Elettori fino alla morte di Carlo VI, ultimo maschio della famiglia, nel 1740. Dopo la perdita del titolo imperiale per alcuni anni, Francesco Stefano di Lorena, consorte della figlia ed erede di Carlo IV, Maria Teresa, riuscì a sua volta a farsi eleggere nel 1745 ed a ripristinare il tradizionale possesso del titolo imperiale, peraltro divenuto ormai puramente onorifico, in favore dei figli maschi della nuova dinastia degli Asburgo-Lorena.

Contro turchi e protestanti[modifica | modifica sorgente]

Gli Asburgo d'Austria furono costretti dalle circostanze ad affrontare le invasioni dei turchi, che stavano mettendo in ginocchio i Balcani e avevano invaso l'Ungheria, della quale Ferdinando era l'erede; nel giro di un decennio, i turchi avevano raggiunto le porte di Vienna (da essi assediata per la prima volta nel 1529).

Dal XVI secolo in poi, quasi tutti i membri della famiglia si ritrovarono a combattere i turchi. A Ferdinando I succedettero Massimiliano II e Rodolfo II; quest'ultimo spostò la corte reale e il centro del potere da Vienna a Praga. Succedette a Rodolfo II, Mattia, che già prima della morte di questi lo aveva sconfitto e gli aveva tolto il potere, lasciandogli molto formalmente il titolo imperiale. Dopo la nomina ad imperatore, Mattia tentò di togliere quei privilegi che un decennio prima Rodolfo II aveva concesso ai nobili boemi; ma la reazione fu lo scoppio della Guerra dei trent'anni, conseguenza della defenestrazione di Praga.

La defenestrazione di Praga[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Defenestrazione di Praga.

Il 23 maggio 1618 alcuni nobili protestanti capeggiati dal conte Enrico Matteo von Thurn-Valsassina, temendo che venisse abolita la libertà religiosa già sancita dagli editti di Rodolfo II, inviarono una loro delegazione al castello per chiedere precise garanzie ai rappresentanti del governo imperiale. L'incontro degenerò subito in uno scambio di oltraggi tra le due parti, e si trasformò in rivolta quando due luogotenenti asburgici e il segretario, rappresentanti della fazione cattolica, furono gettati dalle finestre del palazzo.

La guerra dei trent'anni e l'invasione turca[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra dei trent'anni.

La defenestrazione di Praga fu il detonatore che fece esplodere la guerra dei trent'anni, uno scontro a sfondo religioso combattuto su più fronti e a più riprese da Austria, Francia, Olanda, Inghilterra, Danimarca, Svezia, Polonia e dai vari Principati tedeschi. Questa guerra fu guidata per gli Asburgo dall'idea di dominare l'Europa e riunirla sotto un'unica fede, restaurando un imperium universale ed allo stesso tempo cancellando la Riforma Protestante. L'esito finale della guerra, dopo numerosi capovolgimenti di fronte e immani distruzioni su tutto il continente, fu tuttavia di un sostanziale stallo, sancito dalla Pace di Westfalia del 1648.

Dopo la sanguinosa guerra dei trent'anni una nuova minaccia venne dall'invasione turca, fronteggiata da Leopoldo I, grande condottiero e militare. Dal 1663 aveva avuto inizio una grande e massiccia offensiva dell'Impero Ottomano che, spingendosi sempre più ad occidente, entrava in rotta di collisione con l'area di influenza Asburgica. All'inizio l'esercito imperiale si trovò favorito, ma in seguito ad una rivolta di nobili ungheresi ed alla pressante offensiva turca dovette ritirarsi verso la capitale, finché il re Giovanni III di Polonia non soccorse gli austriaci e sconfisse le truppe del Sultano sotto le porte di Vienna.

La definitiva sconfitta venne inflitta ai turchi sul fiume Tibisco dal principe Eugenio di Savoia. La pace di Carlowitz del 1699 riportò tutti i domini ungheresi e balcanici alla Casa d'Austria.

Le guerre di successione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra di successione spagnola.

Nel 1700 scoppiò un altro conflitto tra Austria e Francia per la successione al trono spagnolo, dopo la morte senza eredi dell'ultimo Asburgo di Spagna, Carlo II. Luigi XIV voleva riunire sotto un'unica dinastia le corone francese e spagnola, designando come erede al trono suo nipote Filippo d'Angiò. Di fronte al tentativo di affermare l'egemonia francese sull'Europa, gli Asburgo puntavano piuttosto ad uno smembramento della grande potenza economica e militare della Spagna. Alleatisi con l'Inghilterra, trascinarono la Francia in una Guerra che, pur non formalmente vinta, pose fine alle ambizioni di Luigi XIV ed estese l'influenza asburgica, sotto il regno di Carlo VI, su vaste aree del continente, annettendo alla corona d'Austria la Lombardia, i Paesi Bassi spagnoli e il Regno di Napoli.

Carlo VI combatté anche la Guerra di successione polacca a favore dell'elettore di Sassonia, a fianco della Russia e ancora contro Francia e Spagna.

Non riuscì però ad avere figli maschi, dovette quindi nominare erede la giovane Maria Teresa d'Asburgo, che nel frattempo aveva già sposato Francesco Stefano di Lorena, con il quale ebbe inizio la dinastia degli Asburgo-Lorena.

La Prammatica Sanzione[modifica | modifica sorgente]

Carlo VI, non riuscendo ad avere eredi e per paura della dissoluzione della dinastia Asburgica, dovette emanare la Prammatica Sanzione, documento che sanciva l'ereditarietà del dominio asburgico da parte della figlia Maria Teresa d'Asburgo e l'indivisibilità dei territori soggetti alla Casa d'Austria. Perché tale legge fosse ritenuta valida era necessario il riconoscimento di tutti gli altri Stati che facevano parte dell'impero, consenso che nessuno rifiutò esplicitamente all'inizio, ma che fu rifiutato nei fatti, fra gli altri, dal duca di Baviera, dal duca di Sassonia e da Federico II di Prussia (supportati da Francia e Spagna) al momento della morte dell'imperatore. Ciò diede origine allo scoppio di un nuovo conflitto, la Guerra di successione austriaca.

Asburgo-Lorena[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Asburgo-Lorena e Asburgo-Lorena (Toscana).
Maria Teresa d'Asburgo arciduchessa d'Austria, regina d'Ungheria e Duchessa di Parma e Piacenza.

Questa dinastia asburgica, creatasi con il matrimonio celebrato a Vienna nel 1736 tra Maria Teresa d'Asburgo e Francesco Stefano di Lorena (che nel 1737 diventa granduca di Toscana), apre la sua storia con la Guerra di successione austriaca, nella quale l'Austria, fiancheggiata dall'Inghilterra, combatte contro la Francia, la Spagna e la Prussia per mantenere la propria indipendenza.

L'iniziativa fu presa dal re prussiano Federico II, che con le sue truppe invase la Slesia, regione della Boemia ricca di industrie minerarie e tessili. La giovane arciduchessa Maria Teresa d'Asburgo non era pronta a guidare una guerra; inoltre, l'esercito disorganizzato e le casse di stato vuote peggioravano la situazione.

La guerra, perlopiù combattuta in Germania e in Italia, ebbe infine un risvolto positivo per gli austriaci: quando l'elettore di Baviera morì, si sciolse la grande coalizione antiasburgica, e tutte le vittorie della Francia e della Prussia furono vanificate. Con l'intervento a fianco degli Asburgo della zarina di Russia, la guerra finì ufficialmente, e ad Aquisgrana nel 1748 venne firmata la pace, che riconosceva i diritti imposti dalla Prammatica Sanzione e la cessione della Slesia alla Prussia. Non riconoscendo però il possesso della Slesia alla Prussia, Maria Teresa d'Asburgo riprese le ostilità con Federico II, e riuscì a trovare appoggio nella Francia. Iniziò così la guerra dei sette anni (1756-1763), che non fu vinta da nessuno e non portò alla restituzione della Slesia.

Successivamente, Maria Teresa d'Asburgo si occupò principalmente della politica interna; migliorò quasi tutti gli organi statali, e fece tornare l'Austria tra le grandi potenze europee. A Maria Teresa d'Asburgo succedette Giuseppe II, un sovrano cresciuto dalla nuova corrente illuminista, e dai nuovi ideali che essa portò; attuò molte riforme, la maggior parte delle quali era a discapito del clero ecclesiastico. Alla morte di Giuseppe II nel 1790, gli succedette il fratello Leopoldo II, che nel 1791 invitò l'Europa a soccorrere la famiglia reale francese, e a sopprimere gli ideali della rivoluzione, senza interventi militari; morì alcuni giorni prima della dichiarazione di guerra della Francia all'Austria.

Il periodo rivoluzionario[modifica | modifica sorgente]

Nel 1792 venne incoronato imperatore a Francoforte il figlio di Leopoldo II, Francesco II. Questi, dopo la decapitazione dei sovrani francesi, insieme agli altri sovrani europei creò una prima coalizione contro la Francia rivoluzionaria.

La coalizione riportò inizialmente qualche successo, ma cominciò subito ad arretrare, soprattutto in Italia, dove gli austriaci vennero sconfitti ripetute volte dal generale Napoleone Bonaparte. Con il trattato di Campoformido del 1797, venne ceduto alla Francia il milanese, mentre agli austriaci restarono il Veneto, l'Istria e la Dalmazia. A questo trattato di pace ne seguirono altri, che ridussero il dominio asburgico ad Austria, Boemia e Ungheria; Francesco II fu anche costretto a rinunciare al titolo, altisonante ma ormai puramente onorifico, di sacro romano imperatore e ad assumere invece quello, più limitato ma più corrispondente alla realtà, di imperatore d'Austria.

La Restaurazione[modifica | modifica sorgente]

Nello stesso anno della sconfitta francese di Waterloo, venne istituito il Congresso di Vienna, con il quale ebbe inizio la Restaurazione. Il congresso imponeva la restaurazione degli antichi regimi, e l'Austria riottenne tutti i possedimenti italiani, slavi e tedeschi che aveva perso durante le guerre napoleoniche; inoltre si instaurò la Santa Alleanza tra Austria, Russia e Prussia, che aveva il compito di sopprimere tutti i moti rivoluzionari filofrancesi, o di indipendenza, che sarebbero scoppiati in Europa.

Negli anni che seguirono, Francesco II attuò una politica accentratrice, su consiglio del primo ministro Metternich; ma proprio a causa sua, e dei nuovi ideali di indipendenza, scoppiarono i moti del 1848, che devastarono tutta l'Europa e segnarono l'espulsione dello stesso primo ministro dalla cancelleria imperiale e l'ascesa di Francesco Giuseppe, sostituitosi a Ferdinando I, che fu costretto ad abdicare a favore del diciottenne principe.

Fine dell'Impero asburgico[modifica | modifica sorgente]

Francesco Giuseppe fu l'ultima grande personalità della Casa d'Asburgo. Sotto il suo regno, l'Austria, sembrò rivivere il periodo del suo grande splendore, e Vienna divenne la città più grande e bella della Mitteleuropa. L'Imperatore affrontò le guerre di indipendenza italiana, e la guerra austro-prussiana; portò in entrambi i casi sconfitte, che misero fine alla supremazia dell'Austria in Italia e in Germania, e affrettarono il lento declino della dinastia.

Nel 1867, Francesco Giuseppe firmò l'Ausgleich, ovvero un compromesso che divideva l'Impero asburgico in Impero Austriaco e Regno d'Ungheria: politicamente e militarmente erano uniti, ma in quanto a politica interna e amministrazione erano due entità separate. Con il crescente interesse dell'Austria-Ungheria e della Russia per i Balcani, si crearono forti tensioni all'interno del reich asburgico che portarono l'Austria a firmare un'alleanza con la Germania e l'Italia (Triplice alleanza).

Nel 1914 in seguito all'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo, esplose la Prima guerra mondiale, dovuta ad un complesso sistema di alleanze tra gli stati europei, che vide schierate da una parte le potenze centrali (Austria-Ungheria, Germania e l'Impero Ottomano), dall'altra quelle occidentali (Francia, Regno Unito e Italia) e la Russia. Nel 1916 morì Francesco Giuseppe: a questi successe il beato Carlo I che, perdendo la guerra (1918), in seguito a molteplici eventi fu condannato all'esilio e i domini asburgici definitivamente divisi in repubbliche indipendenti.

Cronologia[modifica | modifica sorgente]

Ferdinando II capeggiò la "Lega Cattolica" durante la guerra dei trent'anni

Asburgo imperatori del Sacro Romano Impero[modifica | modifica sorgente]

Asburgo d'Austria imperatori del Sacro Romano Impero[modifica | modifica sorgente]

Imperatori del ramo degli Asburgo-Lorena (Habsburg-Lothringen)[modifica | modifica sorgente]

Attuali eredi non regnanti[modifica | modifica sorgente]

  • Otto d'Asburgo-Lorena nato nel 1912, morto il 04 luglio 2011, ultimo erede al trono d'Austria dal 1916 al 1918, divenne Capo della Casa d'Asburgo-Lorena nel 1922 alla morte del padre Carlo, abdicando poi in favore del figlio Carlo nel 2007, Imperatore d'Austria e Re Apostolico d'Ungheria, è morto il 2 luglio 2011.
  • Carlo d'Asburgo-Lorena nato nel 1961, Capo della Casa d'Asburgo dal luglio 2007.

Re di Spagna della Casa degli Asburgo[modifica | modifica sorgente]

Re di Portogallo della Casa degli Asburgo[modifica | modifica sorgente]

Granduchi di Toscana della Casa degli Asburgo-Lorena[modifica | modifica sorgente]

Duchi di Modena della Casa degli Asburgo-Este[modifica | modifica sorgente]

Duchesse di Parma della Casa degli Asburgo-Lorena[modifica | modifica sorgente]

Imperatori del Messico della Casa degli Asburgo-Lorena[modifica | modifica sorgente]

Imperatrice del Brasile della Casa degli Asburgo-Lorena[modifica | modifica sorgente]

Consorti di sovrani stranieri[modifica | modifica sorgente]

Dinastie confluite nella Casa d'Asburgo[modifica | modifica sorgente]

Grandi personalità al servizio della Casa d'Asburgo[modifica | modifica sorgente]

Artisti[modifica | modifica sorgente]

Comandanti[modifica | modifica sorgente]

Politici[modifica | modifica sorgente]

Musicisti[modifica | modifica sorgente]

Importanti casate asburgiche[modifica | modifica sorgente]

Motto[modifica | modifica sorgente]

Il famoso motto A.E.I.O.U. risale all'epoca di Federico III che lo utilizzò come siglatura per oggetti e edifici. Egli non fornì mai la spiegazione del significato, ma poco dopo la sua morte all'acronimo venne attribuito i significati di Austriae Est Imperare Orbi Universo, "Spetta all'Austria regnare sul mondo" in latino, oppure la simile frase in lingua tedesca: Alles Erdreich Ist Österreich Untertan ("L'Intero Mondo è Soggetto all'Austria"). Sebbene questo sia il significato più correntemente accettato, in quanto ben si accorda all'idea che i sovrani della casata d'Asburgo aspirassero ad un potere sempre più vasto, in grado di unire sotto la loro dinastia tutta l'Europa, esistono anche altre interpretazioni.

« AEIOU - Austriae Est Imperare Orbi Universo »
(spetta all'Austria regnare sul mondo)
« AEIOU - Austria est imperio optime unita »
(L'Austria è ottimamente unita [al concetto di] impero)
« AEIOU - Austria erit in orbe ultima »
(L'Austria sarà l'ultima tra le nazioni)
« AEIOU - Alles Erdreich Ist Österreich Untertan »
(L'Intero Mondo è Soggetto all'Austria)

AEIOU significa anche Adoretur Eucharistia in Orbe Universo. In particolare la Austria erit in orbe ultima ebbe una certa diffusione in Europa, in quanto nel senso negativo del termine ultimo rappresentava una parodia del motto. Esistono anche altre interpretazioni comunque successive alla fine dell'Impero Asburgico.

Frasi famose[modifica | modifica sorgente]

« Fiat iustitia et pereat mundus (Sia fatta giustizia e perisca pure il mondo) »
(Ferdinando I d'Asburgo)
« Viribus unitis »
(Con tutte le forze. Motto di Francesco Giuseppe d'Asburgo)
« Fiat Voluntas Tua. »
(Sia fatta la Tua volontà. Motto del beato Carlo I d'Asburgo)
« Bella gerant alii! Tu, felix Austria, nube! Nam quae Mars aliis, dat tibi regna Venus. »
(Allusione alla politica della casa d'Absburgo)

La cui traduzione è - Le guerre le facciano gli altri! Tu, felice Austria, unisciti in matrimonio! A te infatti Venere dona quei regni, che gli altri conquistano con l'aiuto di Marte. Questa frase, pare enunciata dal re ungherese Mattia Corvino, allude alla politica matrimoniale degli Asburgo che porterà Carlo V a regnare su un territorio vastissimo, sul quale non tramonta mai il Sole.

Lo stato asburgico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monarchia asburgica.

Il territorio governato dagli Asburgo d'Austria non poteva essere definito un vero e proprio stato; pur regnando su ampie regioni, questi amministravano separatamente ogni stato membro, naturalmente vi erano entità statali più o meno autonome da Vienna (sede del potere degli Asburgo d'Austria). Infatti sotto il dominio asburgico, uno stato manteneva perlopiù la propria integrità formale; siccome non veniva unito ad uno stato più grande, bensì il titolo di regnante in quella regione veniva assegnato ad un membro della famiglia, così da inglobarlo in una specie di confederazione sotto il comando degli Asburgo.

Nei vari regni, ducati o territori che la Casa d'Austria annetteva venivano mantenuti intatti l'ordinamento statale, la suddivisione amministrativa (che solo in casi eccezionali veniva alterata), e l'organizzazione dello stato. Ogni stato, però, avrebbe dovuto sostenere militarmente ed economicamente la famiglia, e sarebbe venuto comunque amministrato da persone fedeli agli Asburgo, o da diretti familiari. Solitamente era l'Arciduca d'Austria a governare sugli stati inglobati alla potenza asburgica.

Il primo vero stato asburgico comparve nel 1804, quando Francesco II proclamò l'Impero d'Austria. Questo primo stato che si era venuto a creare sotto la dinastia degli Asburgo adottava ancora sistemi feudali, quasi totalmente integri dalle innovazioni avvenute nei secoli, ed era formato da vasti territori, comprendenti numerose etnie. Il secondo prese battesimo nel 1867, nato da un compromesso fra austriaci e magiari, prese il nome di Austria-Ungheria, uno stato politicamente unito, ma diviso e amministrato da due entità statali differenti. L'Austria-Ungheria era dotata di un buon esercito, e un'ampia economia che reggeva tutto l'impero, ma le continue tensioni tra le nazioni che la componevano e l'avvento della Prima guerra mondiale portarono alla rovina il potente stato mitteleuropeo.

Stati formati sotto la Casa d'Asburgo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Austria-Ungheria.

Uno stato Danubiano[modifica | modifica sorgente]

Nel 1740, alla fine del regno di Carlo VI d'Asburgo, la Casa d'Austria aveva in possesso la maggior parte del fiume Danubio, lungo il quale correvano importanti vie commerciali. Ciò segnò l'egemonia politico economica degli Asburgo in quell'area, che portò alla famiglia immense ricchezze, e il controllo dei commerci verso l'oriente, che con un Impero Ottomano sempre più debole e sfiancato dalle rivolte erano diventati la più importante risorsa del casato d'Austria. Lungo questo fiume si trovavano importanti città fluviali come: Vienna, Presburgo, Budapest, e Belgrado, le quali grazie al commercio fluviale si svilupparono moltissimo, fino a diventare grandi città.

Verso la fine del XIX secolo, i territori asburgici (Austria-Ungheria) inglobavano un vasto mosaico di etnie: tedeschi (principalmente in Austria), magiari (in Ungheria e in Transilvania), boemi (in Boemia e Moravia), polacchi (in Galizia), sloveni (nella Carniola), croati (in Croazia), serbi (in Slavonia e Bosnia), bosniaci (in Bosnia), italiani (in Trentino e nell'Istria), rumeni (in Transilvania), ruteni (nella Rutenia), e slovacchi (in Slovacchia); proprio i vari popoli che comprendeva la Casa d'Asburgo furono la principale causa della caduta della dinastia, poiché i nuovi ideali nazionalisti che portò il 1848 scatenarono in questi un forte sentimento nazionale, portandoli a lottare contro gli Asburgo per ottenere l'indipendenza.

L'epilogo di queste continue rivolte si ebbe durante la Prima guerra mondiale, quando una ribellione di massa rese impossibile per l'Austria-Ungheria continuare la guerra, portando Carlo I ad abdicare.

L'Impero austriaco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impero austriaco.

L' Impero Austriaco venne costituito nel 1804 come monarchia ereditaria in seguito alla formazione dell'Impero francese da parte di Napoleone I. Il primo imperatore d'Austria fu Francesco I, che al tempo aveva anche il titolo di Sacro Romano Imperatore che però abbandonò nel 1806 in seguito al disfacimento del Sacro Romano Impero.

Per mantenere il titolo proclamò il Ducato d'Austria impero. Dopo alcuni tentativi di riforma costituzionale nel 1867 vi fu una parificazione di status con la parte ungherese del regno e quindi l'Impero d'Austria prese il nome di Impero Austro-Ungarico. L'Impero d'Austria, dalla sua fondazione, ebbe continui problemi dovuti all'accentramento della politica sulla parte austriaca dei domini asburgici; le varie e numerose etnie che lo componevano si trovarono subito in contrasto con gli ideali imperiali degli Asburgo.

1804-1815[modifica | modifica sorgente]

L'imperatore Francesco I guidò la prima coalizione antifrancese contro la Francia di Napoleone, coalizione che subì le due gravi sconfitte di Ulma e Austerlitz. In quest'occasione l'Austria cedette alla Francia il Veneto. Consigliato dal principe Metternich, già in servizio dal 1801, Francesco I dichiarò guerra alla Francia; Napoleone, insieme al suo esercito, arrivò sino alle porte di Vienna, e costrinse gli austriaci a firmare l'umiliante pace di Schönbrunn, nel quale cedettero il Tirolo, Trento, la Galizia, le province illiriche e le città di Trieste e Fiume.

Dopo la grave sconfitta subita, il primo ministro Metternich decise di cambiare tattica e volle cercare in Napoleone un alleato, in attesa del momento della rivincita. Per suggellare il patto, Francesco I rinunciò ufficialmente al titolo di sacro romano imperatore, e diede in sposa a Napoleone Maria Luisa d'Asburgo-Lorena. Dopo le disastrose sconfitte dei francesi a Lipsia (1813) e a Waterloo (1815), venne istituito il Congresso di Vienna. Nell'ottobre del 1814, si aprì a Vienna il congresso, che vide riuniti i più grandi sovrani e governatori d'Europa.

1815-1848[modifica | modifica sorgente]

Il congresso prevedeva il ripristino degli antichi regimi europei, e il ritorno della situazione politico-territoriale a quella esistente prima della rivoluzione francese e delle guerre napoleoniche. L'Austria riprese tutti i territori in Italia, in Polonia e nei Balcani, e formò la Santa Alleanza con Russia e Prussia, il cui compito era la reciproca difesa da rivolte filofrancesi, o di indipendenza. Francesco I d'Austria, profondamente condizionato dal primo ministro Metternich, continuò la sua politica accentratrice e tradizionalista, riducendo lo stato ad un dispotismo; ciò mise le basi per i moti rivoluzionari del 1848.

1848-1867[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte di Francesco I, salì al trono imperiale l'epilettico figlio Ferdinando I d'Austria, che allo scoppio dell'insurrezione viennese del "48" si ritrovò a congedare Metternich, e a fare generose concessioni ai rivoltosi; ma poi fuggì via dalla capitale lasciando tutto nelle mani dei generali dell'esercito. La situazione si fece critica allo scoppio di pesanti rivolte in Ungheria, e in Italia, dove, sollecitato dai rivoltosi, il regno di Sardegna dichiarò guerra all'Austria. Si aprì così la prima guerra di indipendenza italiana, che si concluse con il ritorno degli austriaci in tutto il Lombardo-Veneto.

Ferdinando I nello stesso anno abdicò a favore di Francesco Giuseppe. Il nuovo imperatore, che aveva combattuto a fianco del generale Radetzky, assunse il nome di Francesco Giuseppe I, e nel tentativo di creare uno stato centralizzato creò un'efficiente burocrazia, e un esercito ben organizzato; grazie a questo e all'aiuto dei russi vennero represse le rivolte in Italia e in Ungheria. L'impero austriaco combatté due importanti guerre, contro piemontesi e francesi, e contro piemontesi e prussiani; in entrambi i casi perse, cedendo agli italiani la Lombardia e il Veneto, e questo segnò la fine dell'egemonia austriaca in Italia. L'impero si trasformò, con la formazione dell'Austria-Ungheria nel 1867, in base ad un compromesso tra austriaci e ungheresi.

1867-1914[modifica | modifica sorgente]

L'Austria-Ungheria dopo il "Compromesso"

Nel 1867, Francesco Giuseppe firmò l'Ausgleich, ovvero un compromesso, che divideva l'Impero asburgico in Impero Austriaco e Regno d'Ungheria. Politicamente e militarmente questi ultimi erano uniti, ma in quanto a politica interna e amministrazione erano due entità separate. Con il crescente interesse dell'Austria-Ungheria e della Russia per i Balcani, si crearono forti tensioni all'interno del reich asburgico, che portarono l'Austria a firmare un'alleanza con la Germania e l'Italia.

1914-1916[modifica | modifica sorgente]

Nel 1914, in seguito all'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo, esplose la Prima guerra mondiale, dovuta ad un complesso sistema di alleanze tra gli stati europei, che vide schierati da una parte le potenze centrali (Austria-Ungheria, Germania), dall'altra quelle occidentali (Francia, Regno Unito e Italia) e la Russia. Gli austriaci, alleati dei tedeschi, riportarono subito numerose vittorie sulle potenze alleate, ma quella che avrebbe dovuto essere una guerra lampo si trasformò in una logorante guerra di trincea; nonostante ciò l'Austria-Ungheria sconfisse gli italiani a Caporetto, facendoli indietreggiare sino al fiume Piave.

1916-1918[modifica | modifica sorgente]

Gli eserciti delle due grandi potenze centrali riuscirono per quattro anni a difendere i confini dalla Francia, dalla Russia, dall'Italia e dalla Gran Bretagna, che aveva creato un'enorme blocco navale all'Austria e alla Germania; ciò fece scoppiare in entrambi i paesi tensioni, che nell'Impero Austro-Ungarico, si trasformarono in vere e proprie rivolte; infatti le numerose nazionalità comprese nell'impero decisero di prendere l'indipendenza con la forza. Con lo scoppio nell'ultimo anno della guerra di queste rivolte e con la sconfitta a Vittorio Veneto, l'Austria si trovò impossibilitata a continuare la guerra, e firmò l'armistizio nel 1918, che però non contribuì a risolvere i problemi interni del paese. Nel 1916 morì Francesco Giuseppe; a questi successe Carlo I, che perdendo la guerra (1918), in seguito a molteplici eventi, fu condannato all'esilio, e i domini asburgici furono definitivamente divisi in repubbliche indipendenti.

I territori dal 1427 al 1918[modifica | modifica sorgente]

I territori asburgici nel 1547

Vienna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vienna.

La città di Vienna, residenza degli Asburgo sin dal XIII secolo, sotto il governo del casato d'Austria divenne uno dei principali poli d'Europa, nonché principale via d'accesso per l'Est Europa, che nel XVII secolo era molto arretrato rispetto ai paesi occidentali. Dal XVIII secolo, nella città si conobbe una sempre maggiore crescita demografica, che portò i viennesi a costruire anche molto distante dalle mura che attorniavano la città. Vienna dovette affrontare il periodo di maggiore crisi durante le invasioni turche dal XVI secolo.

In quegli anni i turchi assediarono Vienna più volte: nel 1529, nel 1532 e nel 1683; nella maggior parte dei casi questi assedi riducevano la popolazione alla fame, facendo dilagare epidemie all'interno delle mura. Nel XVIII secolo Vienna era la città tedesca più popolosa ed importante, e divenne un centro culturale-artistico di primo grado, centro di riferimento per artisti e musicisti.

Palazzi costruiti sotto la Casa d'Asburgo[modifica | modifica sorgente]

Chiese costruite sotto la Casa d'Asburgo[modifica | modifica sorgente]

Documenti[modifica | modifica sorgente]

Privilegium maius[modifica | modifica sorgente]

Il Privilegium maius è un documento che faceva della Casa d'Asburgo la discendente dei grandi imperatori romani come Nerone o Giulio Cesare; naturalmente per gli storici di oggi questo documento è un falso, dato che loro ritengono impossibile e assurda questa discendenza.

Emanato da Federico III (1452-1493), era composto da cinque atti e sanciva:

  • L'ereditarietà dei possedimenti della casata.
  • L'indivisibilità di tali possedimenti.
  • Una giurisdizione indipendente
  • L'elevazione dell'Austria ad Arciducato, assieme a tutti i privilegi che caratterizzavano questo titolo.

Dal regolamento dell'esercito di Wallenstein[modifica | modifica sorgente]

Nessuno deve rubare aratri, né danneggiare o rompere mulini, forni o ciò che serve a una comunità. Non bisogna rovinare il grano e la farina, né rovesciare volutamente il vino. Non bisogna neppure opprimere, battere, saccheggiare i sudditi e i cittadini del nostro paese durante le spedizioni, l'avanzata e la ritirata, e nemmeno durante l'attraversamento dei territori, o quando si sistemano gli accampamenti. Non bisogna fare alcun danno e tutto ciò che occorre va pagato. Chi non osserva queste disposizioni verrà punito con la morte.

Maria Teresa, la morte di Francesco[modifica | modifica sorgente]

L'Imperatore Francesco, mio marito, è vissuto cinquantasei anni, otto mesi, dieci giorni; è morto il 18 agosto 1765 alle nove e mezza della sera; è dunque vissuto 680 mesi, 2958 settimane, 20708 giorni, 496992 ore. La mia felice unione è durata ventinove anni, sei mesi e sei giorni e come il giorno memorabile in cui gli ho concesso la mia mano era domenica, pure in una domenica mi è stato tolto; questo fa ventinove anni, 354 mesi, 1540 settimane, 10781 giorni e 258744 ore. Pater Noster, Ave, Requiem, Gloria Patri e molte elemosine.

V.L.Tapie, L'Europa di Maria Teresa dal barocco all'illuminismo, Mondadori, Milano, 1982

Nella battaglia di Solferino[modifica | modifica sorgente]

La nebbia azzurrina fra i due fronti si diradò un poco... Allora fra il sottotenente e le schiere di soldati, comparve l'Imperatore con due ufficiali dello stato maggiore. Fece per portarsi agli occhi un binocolo da campo che uno degli accompagnatori gli porgeva. Trotta sapeva cosa ciò significava: ammesso pure che il nemico stesse ripiegando, la sua retroguardia aveva pur sempre il viso rivolto agli austriaci, e chi alzava un binocolo si faceva riconoscere come un bersaglio che valeva la pena di colpire. E questi era il giovane Imperatore. Trotta si sentì il cuore in gola. La paura per l'immaginabile, immensa catastrofe che avrebbe nichilito lui stesso, il reggimento, l'esercito, lo Stato, il mondo intero, gli trapassò il corpo con brividi ardenti... Con le mani afferrò le spalle del Monarca perché si chinasse. La presa del sottotenente fu sin troppo energica. L'Imperatore cadde a terra di botto e gli accompagnatori si precipitarono in suo aiuto. In quell'istante una pallottola trapassò la spalla sinistra del sottotenente, quella pallottola, appunto, che era destinata al cuore dell'Imperatore.

Joseph Roth, La marcia di Radetsky, Milano, Adelphi, 1987

Traduzione[modifica | modifica sorgente]

  • Asburgo o "Absburgo" in italiano
  • Habsburg in tedesco e inglese
  • Habsbourg in francese
  • Habsburgo in spagnolo
  • Habsburg-csalàd in ungherese
  • Habsburkòve in ceco

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Arthur A. May, La monarchia asburgica, Il Mulino, Bologna, 1973.
  • Andrew Wheatcroft, Gli Asburgo. Incarnazione dell'impero, Laterza, Roma-Bari, 2002, ISBN 88-420-6715-6.
  • (FR) Jean Bérenger, Histoire de l'Empire des Habsbourg: 1273 - 1918, Fayard, [Paris], 1990.
  • (FR) Henry Bogdan, Histoire des Habsbourg: des origines à nos jours. Paris, Perrin, coll. «Tempus», nº 107, 2005. 425 pp., 18 cm. ISBN 2-262-02376-X.
  • (FR) Philippe Nuss, Les Habsbourg en Alsace, des origines à 1273. Recherches pour une histoire de l'Alsatia Habsburgica. Société d'Histoire du Sundgau, Altkirch, 2002, 542p.
  • (FR) Habsbourg Biographies
  • Romana de Carli Szabados, Mayerling il mito, Lint Editoriale Trieste, 1989, pag.210
  • Elena Bizjak Vinci, Il Quaderno di Sissi, Lint Editoriale Trieste, 1997, 78pp.
  • Flavia Foradini,Otto d'Asburgo. L'ultimo atto di una dinastia, mgs press, Trieste, 2004, 230 pp ISBN 978-88-89219-04-1
  • Stephan Baier - Eva Demmerle, Otto d'Asburgo. La biografia autorizzata, Il Cerchio, Rimini, 2006, 386 pp ISBN 88-8474-132-7.

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