Borghesia

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La borghesia è una delle classi sociali nelle quali viene tipicamente suddivisa la società capitalista, secondo alcune scuole di pensiero economiche occidentali, in particolare il Marxismo. Il termine deriva da borgo. Un borghese era quindi una persona che aveva una casa nel centro di un villaggio anziché nel castello, e praticava un libero mestiere, che poteva spaziare dall'artigianato al commercio, dalla medicina all'arte. È da sottolineare che una grande parte di quei mestieri considerati tipicamente borghesi, erano già presenti nella struttura socio-economica dell'impero romano e delle città-stato greche.

Indice

[modifica] Origine del termine e nascita della borghesia

La parola deriva da borghi, cioè i quartieri sorti all'esterno delle mura che poi venivano inglobati con il successivo allargamento cittadino. Il nome italiano deriva dall'appellativo nel linguaggio usato nella Francia settentrionale, in alcune zone della Germania e nelle Fiandre "burgenses" che divenne in francese "bourgeois" e in tedesco "bürger".

La borghesia emerse in luoghi e tempi diversi. Nell'Occidente europeo, e soprattutto in Italia, la nascita di tale classe fu particolarmente precoce, potendosi collegare allo sviluppo economico e sociale di età comunale (XII - XIII secolo), mentre in alcuni paesi dell'Europa orientale una borghesia propriamente detta iniziò svilupparsi solo nel corso del XIX secolo (e, in alcuni casi, in forma incompleta, come ad esempio nella Russia zarista). In linea generale si può affermare che il sorgere di tale classe è da considerarsi un fenomeno urbano, legato allo sviluppo dei villaggi e delle borgate medievali e alla propria trasformazione in città. Gli abitanti di tali centri proto-urbani iniziarono a godere di un maggiore benessere economico in relazione a coloro che vivevano nelle campagne circostanti. Tale benessere diede loro un potere e una influenza maggiori all'interno della società, avvicinandoli alla classe governante e al clero, e allontanandoli dalle classi rurali. L'archetipo del primo borghese medievale fu, quasi certamente, il proprietario del mulino, che acquisì rapidamente un'influenza notevole sull'economia locale.

Nei secoli seguenti, il termine venne meglio applicato per definire i primi banchieri e le persone coinvolte nelle attività nascenti del commercio e della finanza.

[modifica] La borghesia nella teoria marxista

Nella teoria marxista la borghesia è la classe sociale che ha il controllo dei mezzi di produzione e di distribuzione. Il controllo si deve distinguere dalla proprietà formale o giuridica in quanto indica la capacità effettiva di utilizzare, o meglio di far utilizzare, i mezzi di produzione. La borghesia, secondo la visione marxista, è il movimento storicamente nemico del proletariato, non solo perché ha utilizzato le braccia operaie e contadine per portare a termine con successo la sua rivoluzione, ma che a conti fatti ha tradito le attese del proletariato e produce cultura, informazione mistificanti e plagianti.[1][2]

[modifica] Concezione comune

Nel parlare comune, i termini borghesia e proletariato si riferiscono più in generale ai concetti di ricco e povero e non, più specificamente, a possessore o non possessore di mezzi di produzione.

Nel XX secolo alcune sottoclassi venivano indicate per precisare la definizione con alta borghesia composta dalle classi più ricche (industriali, grossi commercianti, ecc.), media borghesia (proprietari di patrimoni o redditi solidi, ma meno ricchi dei precedenti) e piccola borghesia composta da artigiani, piccoli commercianti, coltivatori diretti ed anche impiegati, con un reddito sufficiente per essere anche (o ancora) consumatori. In questa visione, il proletariato sarebbe il resto delle classi più basse (i poveri). Questa versione della parola borghesia ignora completamente l'originale focalizzazione sulla proprietà dei mezzi di produzione. Questa visione, comunque, non è comune a tutti gli economisti.

[modifica] Note

  1. ^ Sociologia dell'economia e del lavoro, di Luciano Gallino, Utet, Torino, 1989 (alla pag.142,143)
  2. ^ Riussunto del «Capitale», di Marx e Engels, ediz. Newton&Compton, Roma, 1997, (alla pag.7-14, voce "Introduzione")

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