Medico

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Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici – Leggi le avvertenze

Il medico è il professionista che si occupa della salute umana, prevenendo, diagnosticando e curando le malattie.
La sua attività può essere descritta nelle seguenti fasi:

  • eseguire l'anamnesi (storia clinica), una visita ed eventualmente dei test diagnostici (analisi di laboratorio, diagnostica per immagini, etc.);
  • diagnosticare disturbi o malattie e
  • proporre ed eventualmente eseguire interventi e cure terapeutiche o palliative.

Tutte le fasi dell'attività medica devono essere sottoposte al consenso informato da parte del paziente, salvo quando questi, per la sua situazione, corra immediato pericolo di vita e non sia in grado di esprimerlo.

Indice

[modifica] Il Medico: professione e abilitazione

In Italia il Medico è il laureato in Medicina e Chirurgia che abbia inoltre conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione da parte del proprio ordine professionale, attraverso il superamento di un apposito esame di Stato.
In altre nazioni europee non costituisce un titolo ma la semplice descrizione di un mestiere allo stesso modo dei termini sarta, fabbro, docente, etc. In Italia poi, a differenza di altri paesi, compie un reato chi si definisce medico senza il possesso dei requisiti richiesti in ordine alla laurea e all'abilitazione. In Svizzera, ad esempio, ci si può autodefinire "Medico naturista NVS" senza aver mai frequentato l'università. Vi sono inoltre gli Odontoiatri, che sono laureati che si occupano della cura del cavo orale (attualmente un odontoiatra non è necessariamente anche un medico).

[modifica] Specializzazioni

Dopo il conseguimento della laurea è possibile seguire dei corsi di specializzazione post-laurea. In Italia, attualmente, il medico chirurgo può comunque svolgere qualunque specialità con l'eccezione della radiologia, dell'anestesia, della psicoterapia, della medicina del lavoro, della medicina dello sport e dell'odontoiatria, per le quali è invece richiesta la specializzazione o, in alternativa, nel solo caso dell'odontoiatria, la laurea specialistica. E' riconosciuta la specializzazione per le generazioni prima dell'introduzione della laurea. In altri paesi l'ordine può limitare l'attività del medico ad una specialità medica. Tuttavia nella prassi i concorsi pubblici per l'assunzione dei medici nei reparti ospedalieri delle aziende sanitarie sono articolati in maniera tale da rendere necessario il possesso del titolo di specialità nella disciplina del reparto per cui il concorso si tiene o, in seconda battuta, il possesso di titoli in specialità considerate affini. Nei recenti anni è stata inoltre istituita una scuola di specializzazione anche per i medici di famiglia. Questa prassi ha reso, almeno nell'ultimo decennio, il possesso di un titolo di specialità nei fatti praticamente obbligatorio. Allo stato attuale le strutture autorizzate a conferire i titoli di specialità sono strutture universitarie, le quali possono, a loro discrezione, stabilire convenzioni con strutture ospedaliere. Dal novembre 2006 è stato stipulato il contratto di formazione specialistica, un contratto tra l'università e il singolo medico in formazione (specializzando), da rinnovare ogni anno per la durata del corso di specializzazione. La nascita di questo contratto ha permesso per la prima volta ai medici specializzandi che lavorano nelle cliniche universitarie nel contesto del corso di specializzazione, di versare contributi pensionistici, ed inoltre di regolamentare la disciplina della gravidanza, delle ferie e della malattia in maniera più chiara e rigida.

[modifica] Norme etiche (deontologiche)

Sin dai tempi di Ippocrate (vedi Giuramento di Ippocrate), i medici approvati sono sottoposti a severe regole etiche (la c.d. Deontologia Medica) che sono controllate dagli Ordini dei Medici e regolate e controllate socialmente dalle leggi sanitarie.

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