Honoré de Balzac

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Balzac in un dipinto tratto da un dagherrotipo del 1842

Honoré de Balzac (Tours, 20 maggio 1799Parigi, 18 agosto 1850) è stato uno scrittore, drammaturgo, critico letterario, saggista, giornalista e stampatore francese, considerato fra i maggiori della sua epoca.

È considerato il principale maestro del romanzo realista francese del XIX secolo.

Scrittore prolifico, ha elaborato un'opera monumentale - la Commedia umana - ciclo di numerosi romanzi e racconti che hanno l'obiettivo di descrivere in modo quasi esaustivo la società francese contemporanea all'autore o, come ha detto più volte l'autore stesso, di "fare concorrenza allo stato civile".

La veridicità di quest'opera colossale ha portato Friedrich Engels a dichiarare di aver imparato più dal "reazionario" Balzac che da tutti gli economisti.[1]

Di grande influenza (da Flaubert a Zola, fino a Proust e a Giono, tanto per restare in Francia), la sua opera è stata anche utilizzata per moltissimi film e telefilm.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Balzac proveniva da una famiglia borghese abbastanza agiata: il padre Bernard-François Balssa, di origine contadina, aveva raggiunto una posizione di rilievo nell'amministrazione dello Stato, e aveva sposato Anne-Charlotte-Laure Sallambier (quando lui aveva 51 e lei 19 anni[2]), dalla quale ebbe poi quattro figli (Honoré, Laure[3], Laurence[4] e Henri[5]).

Auguste Rodin, Monumento a Balzac, 1898, fusione in bronzo, New York, Museum of Modern Art: Balzac fu uno dei primi narratori di Parigi come metropoli.

Il primogenito studiò in collegio prima a Vendôme (1807-13) e a Tours (1814), poi a Parigi[6], dove si trasferì con la famiglia nel 1815, nel quartiere di Marais. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, lavorò come scrivano nello studio notarile di tale Jules Janin, quando a vent'anni scoprì la sua vocazione letteraria. In una mansarda del quartiere dell'Arsenale, al numero 9 della rue Lesdiguières, dal 1821 al 1829, dopo aver tentato la strada del teatro con il dramma in versi Cromwell, scrisse opere di narrativa popolare, ispirandosi a Walter Scott, con gli pseudonimi di Horace de Saint-Aubin, Lord R'hoone (anagramma di Honoré) o Viellerglé[7].

Le sue prime prove artistiche non furono molto apprezzate dalla critica, tanto che Balzac si diede ad altre attività: divenne editore, stampatore e infine comprò una fonderia di caratteri da stampa, ma tutte queste imprese si rivelarono fallimentari, indebitandolo pesantemente.

Nel 1822 conobbe Louise-Antoinette-Laure Hinner[8], una donna matura che gli resterà accanto affettivamente fino alla morte. La presenza della donna ebbe molta influenza sull'autore che venne da lei incoraggiato a continuare a scrivere: nel 1829 pubblicò con il proprio nome il suo primo romanzo (Les Chouans), che gli procurò un certo successo.

Tra le tante esperienze amorose con dame dell'aristocrazia[9], la più importante fu con Évelyne Hańska (1803-82), una contessa polacca[10] conosciuta nel 1833, che ebbe un ruolo importante nella stesura di Eugénie Grandet e che egli sposò nel 1850, cinque mesi prima di morire.

A partire dal 1830 l'attività letteraria di Balzac divenne frenetica, tanto che in sedici anni scrisse circa novanta romanzi (sulla "Revue de Paris", sulla "Revue des Deux Mondes", ma anche in volumi e in tirature sempre più numerose, per non contare i continui racconti, aneddoti, caricature e articoli di critica letteraria). I suoi primi successi di pubblico furono La peau de chagrin (La pelle di zigrino, 1831) e, tre anni più tardi, Le Père Goriot (Papà Goriot, 1834).

Il 19 febbraio 1837 giunse a Milano, pare per sfuggire ai creditori parigini, ed ebbe modo di frequentare la vita meneghina per oltre un anno, recandosi regolarmente alla Scala e diventando un ospite ricorrente del Salotto Maffei. La tappa nella città italiana era ufficialmente dovuta a una questione relativa all'eredità che gli aveva lasciato la madre, ma le parole di una lettera alla contessa Hanska sembrano rivelare piuttosto una fuga da chi voleva riscuotere l'ingente somma di debiti accumulata negli anni precedenti: «J'ai plus de deux cent mille francs de dettes» (Ho più di duecentomila franchi di debiti), confidava alla futura moglie.[11]

Nel marzo del 1838 si imbarcò da Marsiglia alla volta della Sardegna, dove sognava di coronare velleità di prosperità economica attraverso lo sfruttamento di giacimenti di scorie abbandonate nell'isola dagli antichi romani. Vana si dimostrò l’impresa: tarda nei tempi e velleitaria nei modi[12]. Ma è durante le fatiche del viaggio in terra sarda che, secondo la più accreditata storiografia critica internazionale, Balzac concepisce la sua commedia teatrale "L'école des ménages"[13].

Charles Baudelaire chiamò la prosa di Balzac réalisme visionnaire; pare inoltre che il termine surréalisme, coniato da Guillaume Apollinaire, sia stato ispirato a quel particolare punto di vista che caratterizza la produzione di Balzac.

La tomba di Honoré de Balzac.

Nel 1842 Balzac decise di organizzare la sua opera monumentale in una specie di gerarchia piramidale con il titolo di La Comédie humaine: alla base di essa c'è il gruppo degli "Studi di costume del XIX secolo" diviso in "Scene delle vita privata", "Scene della vita di provincia", "Scene della vita parigina, della politica, della vita militare, della vita di campagna"; poi c'è il gruppo degli "Studi filosofici" ed infine quello progettato ma non realizzato degli "Studi analitici". Si tratta di un grandioso progetto di analisi della vita sociale e privata nella Francia dell'epoca della monarchia borghese di Luigi Filippo d'Orleans.

Accanito frequentatore di salotti, amante appassionato di diverse nobildonne che soddisfacevano il suo snobismo e il bisogno di partecipare alla vita aristocratica, nonché perseguitato dai creditori per le troppe speculazioni sbagliate, Balzac riuscì a realizzare solo per poco tempo il sogno di ricchezza e d'ascesa sociale grazie al rapporto con la contessa polacca Ewelina Rzewuska (detta più frequentemente Évelyne Hańska), vedova di Wacław Hański (1791-1841), da Balzac sposata solo il 14 marzo 1850 (lei ne pubblicherà diversi inediti e nel 1877 la prima raccolta di Oeuvres complètes, in 24 volumi).

Honoré de Balzac infatti morì per una peritonite complicatasi in gangrena e venne sepolto, con l'orazione funebre tenuta da Victor Hugo, nel cimitero Père Lachaise[14]. Noto per i suoi eccessi nel lavoro e per il grande consumo di caffè[15] che sono stati erroneamente indicati come concause del rapido deterioramento della sua salma. Già il giorno dopo la morte, la decomposizione veloce, anche a causa della stagione estiva, impedì di fare il calco in gesso per la maschera mortuaria[16].

Balzac pensava che ogni individuo ha a disposizione una riserva limitata di energia: vivendo intensamente l'uomo brucia la sua vita[17]. Il suo destino sembra ripetere la concreta e drammatica rappresentazione del contenuto di La pelle di zigrino (1831).

Durante la sua vita aveva viaggiato molto all'estero: in Ucraina, Polonia, Germania, Russia, Prussia austriaca, Svizzera e in Italia (che appare spesso nei "racconti filosofici"), ma anche ampiamente nella provincia francese e nei dintorni di Parigi, puntualmente ripresi nella sua enorme mole di scritti.

La Comédie humaine[modifica | modifica sorgente]

Busto di Balzac - opera di Auguste Rodin
Incisione di Henry Monnier per Il Curato di Tours.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi La Commedia umana.

È stata definita "la più grande costruzione letteraria di tutta la storia dell'umanità"[18], ed è certamente una perfetta rappresentazione di quell'invenzione del XIX secolo che fu il romanzo moderno europeo. Tra tutti i romanzieri francesi il nome di Balzac (con la sua Comédie humaine) è il primo che viene in mente quando si volesse o si dovesse raffigurare il panthéon universale di questa forma di narrazione[19]. È quasi un'associazione automatica che lega l'uomo all'opera e l'opera all'epoca.

Tessuto di ragionamenti interessanti e a volte bizzarri, pervaso da uno spiritualismo fumoso e a tratti come interrotto per proseguire oltre, il suo pensiero corre lungo la penna quasi senza riuscire a seguirne la velocità. Pare che non abbia tempo di riflettere mentre si occupa di costruire e nutrire un mondo che però rappresenta in chiave quasi "sociologica" i posti, i tipi e le persone reali della propria vita.

Così come Gogol', Balzac è convinto che ciò su cui l'artista non pone il suo sguardo rivela solamente l'aspetto vegetativo della vita, e invece è solo nell'opera d'arte che il reale assume significato[20]

Complice la pubblicazione a puntate, che impone fidelizzazione del lettore, e comunque il sistema di distribuzione in allegato ai giornali che si andava sperimentando per la prima volta, il romanzo di Balzac ha la tendenza a girare attorno a personaggi forti (come per esempio Goriot, Rastignac, o Eugènie, ormai leggendari), a loro volta circondati da molte comparse che ne amplificano l'energia.

La precisione dei termini, la tessitura delle frasi, la più o meno rara scelta di descrizioni e la ricchezza di parole "enciclopediche", nonché le molte correzioni mostrano quanto fosse ambizioso e ricercato il progetto che sta dietro al suo lavoro, spesso considerato solo vulcanico e istintivo o biecamente realistico, e invece scoperto dalla critica più recente addirittura come "fantastico" e comunque legato al desiderio di fare moderna "epopea".

Si dice che descriva l'umanità come la vede, senza consolazioni o incantamenti arbitrari, ma lo slancio stesso della scrittura finisce con il superare la mera realtà.

La Comédie humaine (titolo trovato da Balzac nel 1840) comprende 137 opere che includono 95 romanzi, novelle, saggi realistici, fantastici o filosofici, oltre a racconti e a 25 studi analitici (piano da lui dettagliato nel 1842).

A Balzac è stato intitolato il cratere Balzac, sulla superficie di Mercurio.

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Film tratti o ispirati dai suoi romanzi. Solo titoli usciti in Italia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Balzac «ci offre nella Comédie humaine una prodigiosa storia realistica della "società" francese, descrivendo in una guisa di cronaca, quasi anno per anno, dal 1816 al 1848, la progressiva irruzione della nascente borghesia nella società nobiliare che, dopo il 1815, si era ricostituita (…). E intorno a questo quadro centrale, raggruppa una storia completa della società francese, dalla quale, persino nei dettagli economici (per esempio il riordinamento dei beni mobili e immobili dopo la rivoluzione), ho imparato di più che da tutti gli storici dichiarati, gli economisti e gli studiosi di statistica di quel periodo messi insieme». Lettera di Friedrich Engels a Margaret Harkness.
  2. ^ Il matrimonio si celebrò il 30 gennaio 1797; lui era nato il 22 luglio 1746 e lei il 22 ottobre 1778, moriranno rispettivamente il 19 giugno 1829, lui a 82 anni, e il 1º aprile 1854, lei a 75 anni.
  3. ^ Nata il 29 settembre 1800 e morta il 4 gennaio 1871.
  4. ^ Nata il 18 aprile 1802 e morta l'11 agosto 1825, tre anni dopo aver sposato tale Amand-Désiré Michaut de Montzaigle, dal quale ha due figli.
  5. ^ Nato il 21 dicembre 1807, probabilmente illegittimo, e morto l'11 marzo 1858. Prima di tutti loro un piccolo Louis-Daniel morì a circa un mese di vita. Tra le due sorelle e il fratello, Honoré non ha mai negato di preferire Laure, poi sposata Surville. Anche lei scrittrice, lascerà anche una biografia del fratello nel 1857.
  6. ^ Presso l'istituto Ganser che si trovava dove oggi è il museo Picasso.
  7. ^ L'ultimo condiviso con l'amico Auguste Lepoitevin detto Le Poitevin de Saint-Alme.
  8. ^ Nata il 23 maggio 1777, sposata l'8 aprile 1793, a 15 anni, con Gabriel de Berny, di cui conserverà sempre il cognome.
  9. ^ Vanno ricordate, oltre alle nominate Laure de Berny e la contessa Hańska, almeno Marie du Fresnay, la duchessa d'Abrantès (vedova Junot), la marchesa de Castries, Caroline Marbouty, la contessa Frances Sarah Guidoboni-Visconti (nata Lovell), Olympe Pélissier e Zulma Carraud.
  10. ^ I quattro volumi di lettere a lei furono pubblicati con il titolo Lettres à l'étrangère (1899-1950), ma si veda la Correspondance intégrale (1960-69).
  11. ^ R. Barbiera, Il salotto della contessa Maffei, Milano 1925, pp. 37 e segg.
  12. ^ Corrado Piana, A due passi dalla bella Italia, in Balzac, Voyage en Sardaigne, Cargeghe, Documenta, 2010.
  13. ^ Balzac, L'école des ménages, Cargeghe, Documenta, 2011.
  14. ^ È interrato nel settore 48, di fronte a Gérard de Nerval.
  15. ^ Bennet A. Weinberg, Bonnie K. Bealer, Caffeina. Storia, cultura e scienza della sostanza più famosa del mondo, Donzelli Editore, 2002 ISBN 88-7989-724-1
  16. ^ Lo racconta, tra gli altri, Octave Mirbeau nel 1907 in La 628-E8, un libro a cui si oppose la figlia della contessa, riuscendo a far eliminare il capitolo su Balzac.
  17. ^ Il diario dei Goncourt ovvero le avventure erotiche dei grandi scrittori.
  18. ^ Franco Rella, Notizia, in Balzac, Teoria dell'andatura, Cluva, Venezia, 1986, p. 81.
  19. ^ François Taillandier, Balzac, Gallimard, Paris 2005 p. 14.
  20. ^ Taillandier, cit., p. 99.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Edizioni di riferimento[modifica | modifica sorgente]

  • La Comédie humaine, a cura di Pierre-Georges Castex, 12 voll., «Bibliothèque de la Pléiade», Gallimard, Paris 1976-81.
  • La Comédie humaine, 23 voll., Éd. classiques Garnier-Le Monde, Paris 2008-09.
  • Correspondance générale, a cura di Roger Pierrot, 5 voll., «Bibliothèque de la Pléiade», Gallimard, Paris 1960-69.
  • Correspondance générale, a cura di Roger Pierrot e Hervé Yon, nuova ed. in 3 voll., «Bibliothèque de la Pléiade», Gallimard, Paris 2006-(in uscita il secondo e il terzo).
  • Nouvelles et contes, a cura di Isabelle Tournier, 2 voll., «Quarto», Gallimard, Paris 2005-06.
  • Œuvres diverses, a cura di Pierre-Georges Castex, 3 voll., Bibliothèque de la Pléiade», Gallimard, Paris 1990-(in uscita il terzo).

Testimonianze, biografie e bibliografia critica minima[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 29529595 LCCN: n79071094