Borghese (famiglia)

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Borghese
Coat of arms of the House of Borghese.svg
D'azzurro al drago sorante, d'oro al capo dello stesso caricato di un'aquila di nero. Capo della Casa: S.E. don Scipione Principe Borghese, 14º principe di Sulmona, 15º principe di Rossano, 14º principe di Montecompatri, 14º principe di Vivaro Romano ecc. - nato a Roma il 19 novembre 1970.

I Borghese, o Borghesi in origine, sono una nobile famiglia italiana originaria di Siena, che ha avuto per molti secoli una grande importanza nella storia politica e religiosa di Roma e di Siena e d'Italia in generale.

Storia dei Borghesi (o Borghese) di Siena[modifica | modifica sorgente]

Il capostipite fu un mercante senese di lana del XIII secolo, Tiezzo da Monticiano, che ebbe due figli: Bencivenne e Benincasa. Da Bencivenne e da suo figlio Borghese (che dette il cognome al casato) discesero i Borghesi di Siena, i Borghesi di Firenze (ramo fiorito nel XIV secolo ed estinto nel XVII secolo) e infine i Borghese di Roma. Dall'altro figlio di Tiezzo, Benincasa, secondo molti studiosi discese l'omonima famiglia senese dei Benincasa alla quale appartenne la celebre Santa Caterina da Siena.

« Che la famiglia Benincasa avesse la stessa origine di quella Borghesi, oltre del Gigli fu sostenuto da Teofilo Gallaccini, Celso Cittadini, Agnolo di Tura, Allegretto Allegretti, Gamurrini, Sestigiani, Burlamacchi, Sozzini, Benvoglienti ed altri cronichisti ed istoriografi di Siena. Anzi dal Benvoglienti si ha questa memoria: « Tiezzo, ossia Teuzzo (stipite delle famiglie Benincasa e Borghesi), fu gran signore francese. Portatosi a Siena, comprò dalla repubblica Monticiano circa il 1282. Ivi, fuor delle mura in parte diroccate, fabbricò alcune case e le chiamò Borgo; quindi al primo figlio natogli pose nome Bencivenne, padre di Borghese da cui propagossi l'illustre prosapia Borghesi, donde nacquero tanti celebri personaggi, chiari in toga, in armi, in scienze, in ecclesiastiche dignità, e specialmente il sommo pontefice Paolo V. Ebbe Tiezzo altro figlio che nomini Benincasa, e da questo derivarono Ventura, Benincasa dì Ventura, Jacopo di Benincasa, Bartolo, Stefano e Caterina (la nostra Santa di Jacopo). Dal ramo poi del suddetto Borghese di Bencivenne discese Ghezzo di Borghese risieduto nel 1311 ecc. » »
(da "Storia di S. Caterina da Siena e del papato del suo tempo" di Alfonso Capecelatro[1])

Tra i membri più importanti, oltre papa Paolo V e diversi cardinali, sono da ricordare:

Storia dei Borghese (o Borghesi) di Roma[modifica | modifica sorgente]

Stemma di papa Paolo V
(Camillo Borghese)

Nel 1541 Marcantonio I si trasferì a Roma. L'ascesa della famiglia senese nella società romana fu rapida. Nel 1605, Camillo, figlio di Marcantonio I, viene eletto Papa con il nome di Paolo V.

Paolo V fece nominare il fratello Francesco (1556-1620), duca di Rignano, generale dell'esercito pontificio; l'altro fratello Giambattista (1554-1609), governatore di Borgo e castellano di Castel Sant'Angelo; il nipote Scipione Caffarelli (1576-1633), figlio dell'altra sorella Ortensia, cardinale.

Scipione fu adottato dallo zio Paolo V e quindi adottò il nome di Scipione Borghese. Fu un grande mecenate delle arti, protettore del Bernini e artefice della costruzione della Villa Borghese e della raccolta di opere che costituiranno un'importante pinacoteca nota poi come Galleria Borghese.

Marcantonio II (1598-1658), figlio di Giambattista e di Virginia Lante, grazie all'influenza dello zio Paolo V, fu investito da Filippo III di Spagna,del principato di Sulmona con relativa grandezza di Spagna. Questi sposò nel 1619 Camilla Orsini e fu l'erede universale della famiglia. Il figlio Paolo (1624-1646) sposò Olimpia Aldobrandini, principessa di Rossano, che trasmise questo titolo con il relativo feudo al figlio Giovanni Battista. Marco Antonio III Borghese (1660-1729) fu viceré di Napoli (1721 1722) di nomina imperiale.

Marcantonio IV (1730-1800), principe di Sulmona e di Rossano, fu senatore della Repubblica Romana. Il figlio Camillo Filippo Ludovico Borghese (1775-1832) si arruolò nell'esercito napoleonico di cui diventò generale. Sposò nel 1803 la sorella di Napoleone, Paolina Bonaparte, che era rimasta vedova del generale Leclerc, acquisendo il titolo di Altezza Imperiale. Camillo fu nominato duca e principe sovrano di Guastalla nel 1806, e governatore del Piemonte (1807-1814). Dopo la caduta di Napoleone, si separò della moglie e si ritirò a vita privata a Firenze. Costui con la cessione a Napoleone e alla Francia, per un prezzo giudicato poco meno del doppio del prezzo di stima fatta da Ennio Quirino Visconti (8 milioni di franchi contro i 4,9 della stima), dei marmi più antichi della collezione Borghese conservata nella villa del Pincio, ora conservati al Louvre, dette luogo a uno dei più gravi e disastrosi atti di spoliazione del patrimonio artistico italiano[2]. Alla sua morte, avvenuta nel 1832 senza aver generato discendenti , il fratello Francesco principe Aldobrandini (1776-1839) ereditò i titoli e il patrimonio della primogenitura Borghese.

Quest'ultimo fu anch'egli generale napoleonico e combatté a Wagram ed Austerlitz. L'11 aprile 1809 sposò Adelaide de la Rochefoucauld (Parigi, 1793 - Migliarino di Pisa, 1877). Dopo la nascita della prima figlia Maria (1806-1835), il loro primogenito maschio, Marcantonio V Borghese (Parigi, 1814 - Frascati, 1886), ereditò il titolo di principe Borghese; al secondogenito Camillo (1816-1902) fu assegnato il titolo di principe Aldobrandini mentre al terzogenito Scipione (1832-1892) spettò quello di duca Salviati.

Dopo Marcantonio V la primogenitura Borghese passò a don Paolo (Roma, 1845 - Venezia, 1920), che il 2 dicembre 1886 convolò a nozze con la contessa Ilona Appony von Nagy-Appony (1848-1914). Dal loro matrimonio nacquero quattro figli oltre al primogenito maschio, il principe Scipione Borghese (Migliarino di Pisa, 1871 - Firenze, 1927).

Il principe Scipione Borghese (1871-1927) deputato radicale al parlamento, visse per lo più tra Roma, il Garda e la Toscana. Salì agli onori delle cronache per aver partecipato e vinto il raid automobilistico Pechino-Parigi nel 1907 insieme a Luigi Barzini, inviato speciale del Corriere della Sera, ed Ettore Guizzardi (1881-1963), pilota e meccanico personale del principe. I suoi diari di un precedente viaggio, In Siria, Eufrate e Babilonia sono stati pubblicati nel 1904 dall'Istituto Italiano di Arti Grafiche.

Tra il 1885 e il 1905 la famiglia fu investita da una grave crisi finanziaria che la costrinse a mettere all'asta gran parte dei suoi beni compreso il palazzo che poté essere riacquistato in parte, grazie al patrimonio di Anna Maria De Ferrari moglie del principe Scipione. Nei successivi anni Venti con la graduale quotizzazione dei latifondi, venne definitivamente meno l'enorme patrimonio terriero che i Borghese riuscirono ad accumulare nell'arco di tre secoli[3].

Il fratello di Scipione, il principe Livio Borghese, padre di Junio Valerio, fu diplomatico, con il grado di ministro plenipotenziario e inviato straordinario svolgendo incarichi di rilievo tra gli inizi del XX secolo fino alla sua morte (1939). Junio Valerio Borghese (1906-1974), ufficiale di marina, insignito della Medaglia d'Oro al valor Militare, fondò nel 1967 l'organizzazione di destra Fronte Nazionale. Si rifugiò in Spagna nel 1970 a seguito delle accuse di aver organizzato un colpo di stato. Attualmente il capo-famiglia è S.E. don Scipione Principe Borghese,14º principe di Sulmona,15° di Rossano ecc. nato a roma il 19.11.1970 figlio del 13º principe don Camillo deceduto il 22 dicembre 2011 . I rami della famiglia Borghese attuali sono quattro:

  • Borghese principi di Sulmona, principi di Rossano ecc...
  • Borghese-Aldobrandini principi di Meldola
  • Borghese-Salviati duchi di Giuliano
  • Borghese-Torlonia principi del Fucino

e discendono rispettivamente dai tre figli di Francesco: Marcantonio V Borghese, Camillo e Scipione, e dal nipote Giulio (1847-1914) che sposò Anna Maria Torlonia.

Papi[modifica | modifica sorgente]

Tra parentesi gli anni di pontificato

Cardinali[modifica | modifica sorgente]

Militari[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Battista Borghese figlio di Nicolò, deceduto intorno al 1560 celebre capitano di ventura del suo tempo.
  • Orazio (1736-1801) Ten. Generale dell'Esercito spagnolo Cons. di Carlo III, ambasciatore spagnolo a Berlino.
  • Francesco Borghese Aldobrandini (1776-1839), Generale di brigata dell'esercito napoleonico.
  • Junio Valerio Capitano di fregata (19061974) fino all'8 settembre 1943 con la Regia Marina, successivamente durante la Repubblica Sociale Italiana, comandante della Xª Flottiglia MAS, M.O.V.M. oltre a molte altre decorazioni italiane e straniere.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alfonso Capecelatro, Storia di S. Caterina da Siena e del papato del suo tempo, Firenze 1858, p. 438
  2. ^ v. Marco Carminati, Bentornato Ermafrodito. La strepitosa collezione di marmi antichi venduta a Napoleone, in IlSole24Ore, 06/12/2011
  3. ^ Escludendo i beni fondiari disseminati nei suoi numerosi feudi nello Stato Pontificio e nel Regno delle Due Sicilie, secondo il Catasto Annonario dell'Agro Romano del 1803, la famiglia disponeva di una superficie terriera distribuita tra le numerose tenute nei dintorni di Roma di oltre 20.000 ettari. Per uno studio del patrimonio dei Borghese v. Guido Pescosolido, Terra e nobiltà. I Borghese. Sec. XVIII-XIX, Roma 1979.

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