XIV secolo

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Il XIV secolo inizia nell'anno 1301 e termina nell'anno 1400 incluso.

Avvenimenti[modifica | modifica wikitesto]

Una caratteristica fondamentale di questo secolo è la continuazione e l'accentuazione di quel processo di concentramento politico, che già da secoli veniva lentamente reagendo contro la frantumazione, anzi polverizzazione dell'Italia in un'inverosimile quantità di feudi e Comuni, ognuno dei quali aveva goduto di una quasi assoluta indipendenza.

L'autorità imperiale si sta man mano disgregando per il sorgere della coscienza nazionale, per l'esito infelice della spedizione di Arrigo VII, invano esaltato da Dante, e per quello disastroso dei suoi successori Ludovico il Bavaro, Carlo IV e Venceslao di Boemia. Il potere politico del Papato si è logorato nella estenuante lotta contro gli Hohenstaufen e gli Angioini. I Comuni si svenano nelle lotte intestine.

Occorre una forza nuova che elimini l'anarchia delle dissuasioni interne, compia la definitiva fusione degli elementi romano e barbarico, riunisca la sovranità di ogni Stato in un uomo solo o in un potere organico, solido, ben radicato, capace di stabilire l'ordine e garantire la sicurezza di vita: sorge così il periodo delle Signorie e dei Principati.

Naturalmente tutto ciò non avviene se non attraverso ad innumerevoli episodi drammatici, che da un lato, spesso, i capi di antiche casate ragguardevoli non accettano il giogo, cioè non si rassegnano a divenire sudditi del rappresentante di una famiglia che fu, fino a ieri, loro pari; dall'altro, il popolo trova nelle difficoltà economiche o nella nostalgia delle abolite libertà comunali l'energia della ribellione. Ma i Signori a lor volta giustificano la propria ragione d'essere estendendo il dominio dello Stato e promuovendo il progresso economico e civile, mentre, per far fronte a tutti i nemici interni, dispongono di una forza nuova di cui si erano serviti i Comuni, ma che acquista ora maggiore rilievo e potenza: le milizie mercenarie. Queste occupano un posto di primo piano nella storia d'Italia del Trecento e del Quattrocento e mettono in luce degli eccellenti condottieri, stranieri prima, poi italiani.

Come è noto, le Milizie mercenarie sono di origine straniera e possono riallacciarsi a quei gruppi di guerrieri del Nord e del Nord Ovest che, al ritorno dalle Crociate, non volendo o non potendo restituirsi al proprio paese, si fermavano in Italia a soldo di quel Signore o Comune che meglio li pagasse.

Accadde che, dopo qualche tempo, anche in Italia ci si rese conto che codesto mestiere di Uomini d'armi aveva dei vantaggi: da principio individui isolati o gruppi di Italiani si arruolarono sotto la bandiera di qualche capitano di ventura straniero; poi, man mano, essi divennero la maggioranza e dettero lo sfratto agli intrusi, costituendo, già sul finire del XIV secolo sotto Alberico da Barbiano, la prima Milizia Mercenaria italiana.

Il processo storico e politico si svolge in Italia con assai maggior lentezza che non in altri Paesi e soprattutto con ritmo diverso da zona a zona, tanto che si può ripartire l'Italia del Trecento in vari gruppi corrispondenti a varie posizioni geografiche e sistemazioni politiche.

In Alta Italia si consolidano, più rapidamente che altrove, le Signorie: i Conti di Savoia, i Principi D'Acaja, i Marchesi di Monferrato, i Marchesi di Saluzzo in Piemonte; i Torriani, i Visconti, gli Sforza a Milano; gli Scaligeri a Verona; i Gonzaga a Mantova; gli Estensi a Ferrara, Modena e Reggio.

Il secondo gruppo è costituito dalle tre grandi Repubbliche Marinare di Genova, Venezia e Pisa. La prima, retta a sistema nettamente aristocratico, estende le sue conquiste in terra ferma e in Oriente. La seconda, retta anch' essa da governo aristocratico, è animata da fiero spirito bellicoso, ma estenuata dalla secolare lotta contro la rivale Genova.Pisa (il cui porto sarà distrutto da Genova nella battaglia della Meloria),dibattendosi fra la libertà e la tirannide, declina a poco a poco e si prepara ad essere assorbita da parte di Firenze.

La Repubblica Fiorentina pur essendo anch'essa travagliata da rivolte, si fa più forte, anche per la ricchezza dei suoi banchieri; mentre Roma, disertata dai Papi che per settant'anni prendono dimora ad Avignone, vede dilagare l'anarchia di nobili facinorosi e di signorotti prepotenti, anarchia che il tribuno Cola di Rienzo malamente cercherà di troncare.

Nell'Italia Meridionale abbiamo un vasto Stato unitario, il Regno di Napoli, sotto gli Angiò, mentre la Sicilia gode di un secolo di autonomia, prima di passare sotto la dominazione spagnola.

Ha inizio la piccola era glaciale

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi significativi[modifica | modifica wikitesto]

Invenzioni, scoperte, innovazioni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tranfaglia Nicola, Firpo Massimo, Collana: I grandi problemi dal Medioevo all'Età contemporanea, opera in sei volumi, UTET, Torino

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