Scipione Caffarelli-Borghese
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| Cardinale | |
Scipione Caffarelli-Borghese della Chiesa cattolica |
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| Nato | 1576, Artena (Roma) |
| Ordinato sacerdote |
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| Consacrato vescovo |
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| Consacrato arcivescovo |
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| Consacrato patriarca |
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| Elevato arcivescovo |
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| Elevato patriarca |
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| Ruoli ricoperti | |
| Proclamato cardinale |
18 luglio 1605 da papa Paolo V |
| Deceduto | 2 ottobre 1633 |
Scipione Caffarelli-Borghese (Artena (Roma), 1576 – Roma, 2 ottobre 1633) è stato un cardinale e collezionista d'arte italiano, nipote di papa Paolo V.
[modifica] Cenni biografici
Scipione era figlio di Francesco Caffarelli e Ortensia Borghese, sorella del cardinale Borghese.
A causa delle difficoltà economiche del padre, l'educazione di Scipione fu pagata dallo zio materno, il cardinale Camillo Borghese. Quando Camillo fu eletto papa nel 1605 con il nome di Paolo V, Scipione fu nominato cardinale e fu adottato, avendo così il diritto di usare il nome e le armi della famiglia Borghese.
Con le classiche modalità del nepotismo diffuso nell'epoca, il cardinale Borghese ebbe un enorme potere come segretario del Papa e capo della Curia romana. Accumulò enormi ricchezze a nome proprio e del Papa, tramite tasse e imposte papali, ed acquisì grandi proprietà per la famiglia Borghese.
[modifica] Il collezionista
L'uso del cognome Borghese, importante famiglia nobile di Roma originaria di Siena, ed i favori dello zio, unite alle sue indubbie capacità, aiutarono Scipione Borghese ad affermarsi in pochi anni come uno dei più importanti mecenati e collezionisti del primo seicento. Collezionista di gusto eclettico, nelle sue collezioni possono essere incluse opere di Tiziano, Raffaello, Dosso Dossi, Paolo Veronese, del Cavalier d'Arpino, del Cigoli, del Passignano, Federico Barocci, Domenichino, Giovanni Lanfranco e Caravaggio.
Nel febbraio 1605 con l'acquisizione del Palazzo del cardinale Dezza, iniziato dal Vignola tra il 1560 e il 1565 e proseguito da Martino Longhi il Vecchio, Scipione Borghese affidò il completamento e l'ammodernamento a Flaminio Ponzio, che vi realizzò una lunga facciata ed un cortile a duplice colonnato; per se il cardinale fece costruire l'attuale Palazzo Rospigliosi iniziato nel 1613 e completato da Giovanni Vasanzio, architetto quest'ultimo che realizzò tra il 1612 e il 1613, l'annesso Casino, decorato da Antonio Tempesta, Paul Bril, Cherubino Alberti, il Passignano, Giovanni Baglione e in larga parte Guido Reni; il Casino delle Muse venne decorato da Agostino Tassi e Orazio Gentileschi, mentre un terzo casino distrutto venne decorato da Ludovico Cigoli.
Con la morte del Ponzio, Scipione scelse Giovan Battista Soria per la sistemazione degli edifici ecclesiastici da lui patrocinati. Questi realizzò il rifacimento della Basilica di San Crisogono, di cui Scipione era titolare dal 1606; e inoltre: tra il 1625 e il 1627 la facciata di Santa Maria della Vittoria; dal 1629 la facciata e l'atrio di San Gregorio Magno e nel 1630 la navata della Cattedrale di Montecompatri vicino Roma.
Papa Paolo V lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 18 luglio 1605.
Morì il 2 ottobre 1633 all'età di 57 anni.
[modifica] Fonti
- Dati riportati su www.catholic-hierarchy.org alla pagina [1]
| Predecessore: | Abate Commendatario del Monastero di San Pietro all'Olmo | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Cesare Speciano | 1603 - 1633 | Benedetto Cittadini |
| Predecessore: | Arcivescovo di Bologna | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Alfonso Paleotti | 1610 - 1612 | Alessandro Ludovisi |
| Predecessore: | Cardinale vescovo di Sabina-Poggio Mirteto | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Benedetto Giustiniani | 1629 - 1633 | Francesco Barberini |

