Vittorio Sgarbi

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Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi
Luogo nascita Ferrara
Data nascita 8 maggio 1952
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio
Professione critico d'arte, politico,
Partito PLI (XI leg.),FI (XII,XIV leg.),Lista Sgarbi (XIII leg.)
Legislatura XI, XII, XIII, XIV.
Gruppo Diversi
Coalizione Diverse
Circoscrizione VII Veneto
Regione {{{regione}}}
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Senatore a vita
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Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi (nome completo Vittorio Umberto Antonio Maria Sgarbi; Ferrara, 8 maggio 1952) è un critico d'arte, politico, scrittore, personaggio televisivo e storico dell'arte italiano. Più volte membro del Parlamento e di amministrazioni comunali come quella di Milano, dal 30 giugno 2008 è sindaco della cittadina siciliana di Salemi.

Indice

[modifica] Biografia

Dopo una giovinezza turbolenta (partecipò alla contestazione giovanile del Sessantotto tra le file degli anarchici[senza fonte]), si laureò in filosofia con specializzazione in storia dell'arte all'Università di Bologna e iniziò ad occuparsi di arte, diventando ispettore della sovrintendenza ai beni storici e artistici in Veneto. Ha insegnato per tre anni Storia delle tecniche artistiche all'Università di Udine.

Il suo personaggio nacque e si affermò soprattutto come ospite della trasmissione televisiva Maurizio Costanzo Show, durante la quale alternava apprezzate lezioni d'arte a vivaci dispute verbali nei confronti degli altri ospiti.

Nel 1989 assurse all'onore dei rotocalchi quando augurò la morte al suo maestro Federico Zeri nel corso d'una puntata del programma di Costanzo. Secondo Sgarbi, Zeri ne aveva infatti preteso il licenziamento perché convinto della sua colpevolezza riguardo alle accuse della contessa trevigiana Pia Bressanin della Rovere. La Bressanin affermò che Sgarbi l'aveva indotta a consegnargli un quadro di Giovanni Agostino da Lodi (La cena di Emmaus) che il critico d'arte aveva riconosciuto nel Museo civico Luigi Bailo di Treviso, a cui la contessa l'aveva affidato anni prima. Secondo la donna, Sgarbi - allora funzionario alla Sovrintendenza ai Beni artistici e culturali del Veneto - le aveva rivelato che la tela era in pessimo stato e necessitava di un restauro; essendo però il costo dell'operazione assai alto, Sgarbi avrebbe convinto la nobildonna a vendergli l'opera. La contessa affermò di avere ricevuto da Sgarbi solo 8 milioni invece dei 25 pattuiti. L'accusa sosteneva inoltre che Sgarbi avesse taciuto l'intera operazione alle autorità competenti. Il critico da parte sua negò decisamente che vi fosse stata una sua qualsiasi omissione.

Nel 2008 Sgarbi commise un atto di plagio intellettuale, copiando quasi testualmente, in una sua introduzione a un volume sul Botticelli, le frasi che la storica dell'arte Mina Bacci scrisse sul pittore quattrocentesco in un fascicolo dei «Maestri del colore» (Fabbri editore) nel 1964.[1]

[modifica] Famiglia

Vittorio Sgarbi è celibe. Ha riconosciuto tre figli, dichiarando in merito: «Sono contrario alla paternità. Quella del padre non è una categoria a cui ritengo di dover appartenere. Ciò detto sono anche contrario all'aborto. Ci sono donne che hanno voluto figli da me, non io da loro perché non può esserci l'obbligo di diventare padre»[2].

[modifica] Carriera politica

Sgarbi durante la presentazione della mostra "Arte ed omosessualità" a Milano, 9 luglio 2007

Politico spesso incline a cambiare idea e schieramento (alcuni lo hanno definito "il più grande trasformista d'Italia"),[3] nel 1990 si candida senza successo a sindaco di Pesaro per il Partito Comunista Italiano. Qualche mese dopo diventa consigliere comunale di San Severino Marche (con il Partito Socialista Italiano) e quindi nel 1992 primo cittadino, sostenuto dalla Democrazia Cristiana e dal Movimento Sociale Italiano.

Sempre nel 1992 è deputato nazionale per il Partito Liberale Italiano; successivamente si avvicina al Partito Radicale di Marco Pannella, con cui sarà alleato nelle coalizioni guidate da Silvio Berlusconi nel 1994 e nel 1996.

Il 7 aprile 1995 legge al TG5 una lettera sui «veri colpevoli» dell'assassinio di don Pino Puglisi, senza rivelare le generalità dell'autore e attribuendola ad un sedicente amico del sacerdote assassinato; la missiva accusava il procuratore Giancarlo Caselli di essere il mandante dell'omicidio e Leoluca Orlando e Michele Santoro di esserne gli esecutori materiali. Secondo quanto riportato da Marco Travaglio, Caselli in vita sua non conobbe mai don Puglisi;[4] in virtù di ciò Sgarbi fu condannato per diffamazione in primo e secondo grado (intervenuta la prescrizione prima della sentenza di Cassazione).[5]

Il 21 marzo del 1999 nasce il movimento I Liberal Sgarbi-I libertari. Nello stesso anno passa a Forza Italia, con cui diventa sottosegretario ai Beni culturali dal 2001 al giugno del 2002, allorché l'incarico gli viene revocato dal Consiglio dei Ministri a causa di numerose polemiche e tensioni con l'allora ministro Giuliano Urbani, fra cui l'accusa di far aprire fuori orario i musei per consentire ai suoi amici di visitarli. All'accusa Sgarbi replicherà che il suo era da considerare un dovere ispettivo d'ufficio, senza che egli potesse essere accusato legittimamente di "interesse privato in atti d'ufficio".

Parallelamente alla sua attività politica, continua ad occuparsi di arte, commentando in videocassetta alcune delle opere dei più importanti pittori e scrivendo numerosi saggi e libri specializzati. I titoli più rilevanti da lui pubblicati sono Carpaccio (1979), I capolavori della pittura antica (1984), La stanza dipinta (1989), Davanti all'immagine (1990, vincitore del Premio Bancarella), Onorevoli fantasmi (1994), Lezioni private (1995), Lezioni private 2 (1996), Davanti all'immagine (2005), Ragione e passione. Contro l'indifferenza (2006), Clausura a Milano, Da Suor Letizia a Salemi (2008) (scritto con Marta Bravi. Personaggio televisivo grintoso (si è autodefinito "polemista"), oltre alle partecipazioni al "Maurizio Costanzo Show" ha condotto per anni la sua rubrica personale Sgarbi Quotidiani; famosa è la puntata in cui per protesta rimase in silenzio per 15 minuti (l'intera durata della trasmissione). Successivamente fonda in vista delle elezioni europee del 2004 la lista "Liberal Sgarbi", che si allea col Partito Repubblicano Italiano ma che ottiene nelle consultazioni del 2004 solo lo 0,7% dei voti.

Nel 2005 abbandona la Casa delle Libertà e passa all'Unione. Propone la propria candidatura in vista delle elezioni primarie della coalizione di centrosinistra, ma deve successivamente ritirarsi in base alla regola che vietava la partecipazione alle primarie a chi avesse avuto incarichi politici nelle ultime due legislature guidate da Berlusconi. Alle elezioni politiche del 2006 decide di candidarsi con la Lista Consumatori che appoggia la coalizione di centrosinistra, senza essere tuttavia eletto.

Nel 2006 si candida a sindaco di Milano, ma successivamente stipula un accordo con la candidata della Casa delle Libertà Letizia Moratti, che prevede il ritiro della propria candidatura. Dopo la vittoria dell'ex ministro dell'istruzione ottiene l'incarico di assessore alla cultura di Milano. L'8 maggio 2008 la nomina ad assessore gli viene revocata dal sindaco Moratti.[6]

Il 30 giugno 2008[7], sostenuto dall'Udc, dalla Dc e da una lista civica di centro è stato eletto Sindaco del comune di Salemi (TP). Il 29 luglio 2008 il Tar della Lombardia ha accolto il ricorso con cui l'animatore d'arte contestava il «licenziamento» dal Comune di Milano reintegrandolo, di fatto, nelle funzioni di assessore [8]. Il critico, tuttavia, con un comunicato, emanato il giorno successivo alla decisione dei giudici, si è spontaneamente dimesso dalla carica di assessore, risolvendo alla radice il problema della incompatibilità col ruolo di primo cittadino del comune belicino.

Tra le altre iniziative, nell'agosto 2008 Sgarbi ha proclamato Salemi "prima capitale dell'Italia tibetana", per esprimere solidarietà nei confronti dei monaci tibetani e per condannare le ripetute violazioni dei diritti umani che essi hanno subìto ad opera della dittatura comunista cinese.[9]

Su idea di Oliviero Toscani assessore alla creatività del comune, Sgarbi ha avviato un progetto per salvaguardare il patrimonio artistico della città "vendendo", al prezzo simbolico di 1 euro le antiche case di Salemi (in gran parte distrutte dal terremoto del Belice e oggi in stato d'abbandono) a chi voglia restaurarle e risiedervi. L'iniziativa mediatica avrebbe riscosso l'interesse di varie personalità come i coniugi Moratti, il cantante Lucio Dalla, il ministro Renato Brunetta, il giornalista Philippe Daverio. Il progetto, al di là della sua valenza artistico-culturale, mira anche a favorire gli afflussi del turismo e a creare nuovi posti di lavoro e il coivolgimento di numerose associazioni giovanili di Salemi.[10]

[modifica] Militanze

Vittorio Sgarbi ha militato nella maggior parte dei partiti italiani:

[modifica] Controversie

Vittorio Sgarbi si è reso famoso anche per l'irascibilità che contraddistinse diversi diverbi, talora sfociati in aggressive invettive, con altri personaggi televisivi. Vi furono liti:

  • Contro Mike Bongiorno.

Durante una puntata di Telemike ci fu una lunga discussione, che presto degenerò in una lite verbale tra i due intrattenitori[11]

  • Contro Roberto D'Agostino.

Durante il programma di Giuliano Ferrara L'istruttoria[12]: in questa occasione, dopo essere stato provocato da Sgarbi che gli gettò addosso dell'acqua, D'Agostino arrivò a schiaffeggiarlo.

  • Contro Trio Medusa.

Durante la trasmissione televisiva Le Iene, i tre inviati cercavano di contattare l'allora Sottosegretario ai Beni Culturali per discutere il suo assenteismo in Parlamento o altri comportamenti ambigui. La vicenda ebbe anche risvolti giudiziari: il 19 marzo 2002 Sgarbi comunicò di aver querelato i conduttori del programma, per diffamazione, richiedendo oltre cinquantuno milioni di euro di danni. Da allora il trio ha spesso a che fare con lui nei servizi (un loro libro, Culattoni raccomandati, ha preso il titolo da una frase di Sgarbi).[13].

  • Contro Valerio Staffelli.

Durante un servizio di Striscia la notizia Sgarbi tirò il tapiro in testa a Staffelli che intendeva consegnargli il Tapiro

  • Contro Milo Infante.

Nel 2006 nel corso della trasmissione Notti sul ghiaccio.

  • Contro Alessandra Mussolini.

Nella trasmissione La pupa e il secchione[14][15].

  • Contro Alessandro Cecchi Paone.

Nella trasmissione Markette[16]. La polemica con Cecchi Paone ha riguardato la Chiesa e i rapporti di questa con i gay. Fino ad anni recenti, Sgarbi si è sempre dichiarato ateo e figura in una lista (costruita sulla base di dichiarazioni verificate) di non credenti del sito dell'UAAR; in un'apparizione a Markette, programma condotto da Piero Chiambretti, ha attaccato Alessandro Cecchi Paone per le sue critiche alla Chiesa ed arrivando a definirlo "ateo bastardo" ed "ateo fasullo", pur ribadendo la sua distanza dal cattolicesimo[17]; più recentemente, in una puntata della trasmissione "Confronti" condotta da Gigi Moncalvo, Sgarbi ha invece dichiarato di "essere fiero di essere cattolico", alla presenza dello stesso Cecchi Paone: la posizione di Sgarbi pare così essere diventata simile a quella cristianista e filo-cattolica.

  • Contro Marco Travaglio.

L'1 maggio 2008 durante AnnoZero, la trasmissione condotta da Michele Santoro, Sgarbi ha vivacemente polemizzato con lo stesso Santoro e soprattutto con Travaglio, al quale ha anche rivolto diversi insulti nel corso della trasmissione.

  • Contro i Veneti in generale.

Nel 1996, dopo la sconfitta alle elezioni nella circoscrizione del Veneto, Sgarbi reagì violentemente dichiarando[18]:

« [Gli elettori veneti] Sono dei deficienti. Egoisti. Stronzi. Destrorsi. Unti. Razzisti. Evasori. Hanno scelto la Lega? Complimenti. Risultato: si ritrovano a essere governati dai meridionali democristiani e dai comunisti. (...) Voglio fare un'Antilega al Sud, incitando i meridionali a non comprare più prodotti veneti. Questi qui ormai coltivano il razzismo puro. Questa gente non è stupida. È peggio: ignorante e plebea. Il concetto di fondo è: questi elettori sono tutti delle teste di cazzo. »
  • Contro Piero Ricca.

Sgarbi ebbe anche vari scontri verbali con Piero Ricca, il quale considerò illegale la sua presenza in ambito politico a causa della sua condanna per truffa aggravata allo Stato quando era sovrintendente ai beni artistici della regione Veneto[19] e lo criticò anche per aver definito il magistrato anti-mafia Gian Carlo Caselli "verme infetto"[20]. Tutto questo innescò varie forti discussioni tra i due. Sempre a riguardo della questione "Gian Carlo Caselli" Sgarbi venne contestato da Piero Ricca perché nel 1995 su Canale 5 disse che il giudice Caselli era il mandante morale dell'omicidio di Don Puglisi. Per questo fatto venne condannato per diffamazione in primo e secondo grado, reato che cadde in prescrizione in cassazione.

  • Contro Sandro Bondi.

Nondimeno nel dicembre 2007 descrisse il politico Bondi come un incrocio tra Don Abbondio e Massimo Boldi, scatenando la sua reazione in una puntata di Porta a Porta[21].

  • Contro Paolo Guzzanti.

Nella trasmissione di La7 Tetris, il 9 maggio 2009.

[modifica] Condanne giudiziarie

Il 7 aprile 1995 lesse al TG5 una lettera sui «veri colpevoli» dell'assassinio di Don Pino Puglisi, non rilevando le generalità essendo priva di firma ma attribuita ad un sedicente amico del sacerdote assassinato; la missiva accusava come mandante il procuratore Caselli e come sicario Leoluca Orlando.

« Fui più volte contattato da Caselli e dai suoi uomini [...] pretendevano accuse, nomi, circostanze... volevano che denunciassi la mia gente e miei ragazzi... che rivelassi cose apprese in confessione [...]. Caselli disprezza i siciliani, mi vuole obbligare a rinnegare i miei voti e la mia veste, pretende che mi prostituisca a lui. Più che nemico della mafia, è un nemico della Sicilia. Orlando è un mafioso vestito da gesuita [...]. Caselli ha fatto di me consapevolmente un sicuro bersaglio. Avrà raggiunto il suo scopo quando un prete impegnato nel sociale verrà ucciso [...]. Caselli, per aumentare il suo potere, ha avuto la sua vittima illustre. »

Per queste dichiarazioni Sgarbi è stato condannato per diffamazione in primo e secondo grado, ma è intervenuta la prescrizione prima della sentenza di Cassazione.[22]

Nel 1996, con sentenza definitiva della Pretura di Venezia, è stato condannato a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi e assenteismo mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali, con la qualifica di funzionario ai Beni artistici e culturali del Veneto. Condannato a pagare un indennizzo fissato dalla corte, il critico d'arte si giustificò affermando che la sua assenza dall'ufficio dipendeva dall'impegno per la redazione d'un catalogo d'arte.[23]

Il 14 agosto 1998, dopo la morte di Luigi Lombardini, in un'intervista a Il Giornale ne attribuisce la responsabilità alle «inchieste politiche di Caselli [...] uomo di Violante», in quanto «il suicido di Lombardini ha evidenziato la natura esclusivamente politica dell'azione di Caselli e i suoi» che «impudentemente frugano nella sua tomba [...] sul suo cadavere»; il 17 agosto, ignorando i ringraziamenti dell'avvocato di Lombardini per la correttezza tenuta da Caselli nella conduzione dell'interrogatorio nonché il positivo pronunciamento del CSM in merito, ne chiede «l'immediato arresto» nonché la «sospensione dal servizio e dallo stipendio». Alla successiva querela, l'intervistatore Renato Farina ed il direttore Mario Cervi scelgono il patteggiamento, mentre Sgarbi la via del processo; ad una delle udienze «non si presenta in Tribunale (a Desio) dicendo di essere a Bologna per un altro processo; il giudice telefona a Bologna e scopre che lì Sgarbi ha fatto lo stesso sostenendo di essere a Desio».[24] Per queste affermazioni nel 1998 verrà condannato dalla Cassazione per diffamazione aggravata sulle indagini del pool antimafia di Palermo, guidato da Gian Carlo Caselli, oltre a 1.000 € di multa.

Vi è chi, di fronte a questo pronunciamento, ha sostenuto che la condanna sarebbe occorsa per aver Sgarbi definito le indagini "politiche",[25] esercitando il proprio diritto di critica (Francesco Cossiga, Ettore Randazzo, Fabrizio Cicchitto e Niccolò Ghedini). Questa ricostruzione è stata contestata da Marco Travaglio, per il quale «criticare significa affermare che un'inchiesta è infondata, una sentenza è sbagliata. Ma sostenere che un PM e l'intera sua Procura sono al servizio di un partito, agiscono per finalità politiche, usano la mafia contro lo stato, non è criticare: è attribuire una serie di reati gravissimi, i più gravi che possa commettere un magistrato».[26]

Il 28 dicembre 2008 Vittorio Sgarbi, ad Agrigento in occasione della presentazione di un suo libro, fu accolto da una accesa contestazione[27].

Nel luglio 2009 Vittorio Sgarbi è stato condannato per diffamazione: la sentenza è stata proclamata dal tribunale di Monza. Il critico d'arte infatti insultò Roberto Reggi, il sindaco di Piacenza, dai microfoni di Rtl 102.5; il pubblico ministero aveva chiesto 4 mesi, ma la pena è stata poi inasprita a 6 mesi. Tuttavia grazie all'indulto la pena è stata sostituita da un risarcimento, da versare nelle casse del comune piacentino.[28]

[modifica] Pubblicazioni

  • Carpaccio - (1979, pubblicato anche negli Stati Uniti e in Francia)
  • Palladio e la Maniera - (1980)
  • Gnoli - (1983)
  • I capolavori della pittura antica - (1984)
  • Tutti i musei d'Italia - (1984)
  • Antonio da Crevalcore e la pittura ferrarese del Quattrocento a Bologna - (1985)
  • Carlo Guarienti - (1985)
  • Il sogno della pittura - (1985, premio Estense 1985)
  • Mattioli - (1987)
  • Rovigo. Le chiese. Catalogo dei beni artistici e storici - (1988)
  • Soutine - (1988)
  • Storia universale dell'arte - (1988)
  • Davanti all'immagine - (1989, premio Bancarella 1990)
  • Giovanni Segantini, i capolavori - (1989), Reverdito Editore
  • Il pensiero segreto - (1990)
  • Botero - (1991)
  • Dell'Italia. Uomini e luoghi - (1991, premio Fregene 1991)
  • Roma: dizionario dei monumenti italiani e dei loro autori - (1991)
  • Arturo Nathan. Illusione e destino - (1992)
  • Lo Sgarbino. Dizionario della lingua italiana - (1993)
  • Lezioni private - (1996)
  • A regola d'arte. Libri, quadri, poesie: nuove lezioni sul bello - (1998)
  • Alfredo Protti - (1998)
  • Aroldo Bonzagni. Pittore e illustratore (1887-1918). Ironia, satira e dolore - (1998)
  • Gli immortali - (1998)
  • La casa dell'anima. Educazione all'arte - (1999)
  • Notte e giorno d'intorno girando - (1999)
  • Giotto e il suo tempo - (2000)
  • Le tenebre e la rosa. Un'antologia - (2000)
  • Onorevoli fantasmi. Due anni di polemiche parlamentari - (2000)
  • Balthus - (2001)
  • Elogio della medicina di Jacovitti - (2001)
  • Percorsi perversi - (2001)
  • Giorgio De Chirico. Dalla Metafisica alla "Metafisica". Opere 1909-1973 - (2002)
  • Il Bene e il Bello. La fragile condizione umana - (2002)
  • Il sogno della pittura. Come leggere un'opera d'arte - (2002)
  • Kossuth. Wolfgang Alexander Kossuth 1982-2002 - (2002)
  • La stanza dipinta. Saggi sull'arte contemporanea - (2002)
  • Da Giotto a Picasso - (2003)
  • Dell'arte e dell'amore. Gli ultimi giorni del Parmigianino - (2003)
  • La ricerca dell'identità da Antonello a De Chirico - (2003)
  • L'Odéo Cornaro - (2003)
  • Parmigianino - (2003)
  • Scaramuzza - (2003)
  • Un paese sfigurato. Viaggio attraverso gli scempi d'Italia - (2003)
  • Andrea Palladio. La luce della ragione. Esempi di vita in villa tra il XIV e XVIII secolo - (2004)
  • Dell'anima - (2004)
  • Gaspare Landi - (2004)
  • Guercino. Poesia e sentimento nella pittura del Seicento - (2004)
  • Le ceneri violette di Giorgione. Natura e Maniera tra Tiziano e Caravaggio - (2004)
  • 'San Giuseppe con il bambino' di Giovan Battista Piazzetta - (2004)
  • Un capolavoro di Rubens. L'adorazione dei pastori - (2004)
  • Aroldo Bonzagni - (2005)
  • Caravaggio e l'Europa. Il movimento caravaggesco internazionale da Caravaggio a Mattia Preti - (2005)
  • Catalogo generale delle opere di Vincenzo Napolitano. 1. - (2005)
  • Catalogo generale delle opere di Antonio Nunziante. 3. - (2005)
  • Davanti all'immagine - (2005)
  • I giudizi di Sgarbi. 99 artisti dai cataloghi d'arte moderna e dintorni - (2005)
  • Il ritratto interiore da Lotto a Pirandello - (2005)
  • Monteforte. Paesaggi della memoria - (2005)
  • Ragione e passione contro l'indifferenza - (2005)
  • Vedere le parole. La scrittura d'arte da Vasari a Longhi - (2005)
  • Le meraviglie della pittura tra Venezia e Ferrara dal Quattrocento al Settecento - (2006)
  • Clausura a Milano(e non solo). Da suor Letizia a Salemi(e ritorno) - (2008)
  • L'Italia delle meraviglie. Una cartografia del cuore - (2009)

[modifica] Filmografia

Nel 1998 fa un piccolo cameo nel film Paparazzi, dove interpreta il ruolo di se stesso.

[modifica] Televisione

Nel 2006 è membro della giuria della prima edizione del reality show La pupa e il secchione su Italia Uno. Nel 2009 partecipa anche come ballerino per una notte solo alla prima puntata della quinta edizione del reality show Ballando con le stelle, condotto da Milly Carlucci, su Rai Uno.

Ha avuto occasione di doppiare un personaggio dei Simpson. Nella puntata "Bart Giostraio" doppia il gestore del banco "Il lancio degli anelli".[senza fonte]

[modifica] Citazioni nella musica

  • Nel 1994 il gruppo pop-demenziale marchigiano dei Vincisgrassi citò Sgarbi nella canzone Terra mia. Riferendosi a San Severino Marche ove è stato sindaco per alcuni anni, il gruppo canta: "S'è fatto tardi, in piazza c'è Sgarbi/che spiega a tutti quanti come dipingono i Sardi".
  • Jovanotti lo cita nel brano Ho perso la direzione (1992).
  • È citato dal rapper pugliese CapaRezza in un gioco di parole nella canzone Tutto ciò che c'è quando canta "vorrei sapere la mia lingua meno di Biscardi, criticare sgorbi disegnati da Sgarbi".
  • È citato nella canzone del gruppo rap milanese Articolo 31 nella canzone Voglio una lurida (1994) nel passo "Mi sono rotto della magre bionde tipo la Barbie, delle maggiorate tipo quelle che si fa Sgarbi".
  • Nel 1996 il gruppo di Bologna Gemboy cita Sgarbi nel brano Bambine Troie, tratto dall'album Orgia Cartoon nel passo:"...e non voglio esser polemico come Sgarbi, ma io alla vostra età giocherei con la Barbie!".
  • I Pitura Freska, gruppo reggae veneziano, parla di lui nell'album Duri i banchi del 1993, nella canzone Ara che ben con le seguenti parole: "...de imatonii, de cassafati e de Sgarbi, no ghe ne ciava un casso a Skardy...", Il passo in questione tradotto in italiano, starebbe a significare che al cantante della band, Skardy, non interessa nulla del pensiero della gente che lo circonda.
  • Viene citato da Fabri Fibra nella canzone Io non t'invidio: "Andiamo a prostitute ma c'è sempre Sgarbi: voglio anch'io essere famosi in mezzo a questi bastardi".

[modifica] Note

  1. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/12/02/sgarbi-il-plagio-su-botticelli.html
  2. ^ Dichiarazione di Sgarbi alla Stampa di Torino. URL consultato il 09-08-2008.
  3. ^ Intervista a Vittorio Sgarbi
  4. ^ Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti. Milano, il Saggiatore, 2007. pp. 201-202 ISBN 88-428-1395-8
  5. ^ Giancarlo Caselli, Un magistrato fuorilegge. Melampo, 2005. cap. 3 ISBN 88-89533-34-X
  6. ^ Maurizio Giannattasio. «La Moratti silura Sgarbi, terremoto in Giunta», 08-08-2008. URL consultato in data 10-05-2008.
  7. ^ Vittorio Sgarbi sindaco a Salemi
  8. ^ Tar Lombardia
  9. ^ Sgarbi: "Salemi prima capitale d'Italia Tibetana" Marsal@.it
  10. ^ Il Corriere della Sera. «Sgarbi regala case a chi le restaura», 12-09-2008.
  11. ^ YouTube.com: registrazione del litigio tra Bongiorno e Sgarbi
  12. ^ YouTube.com: registrazione del litigio tra D'Agostino e Sgarbi
  13. ^ Corriere.it "Sgarbi querela Le Iene"
  14. ^ http://magazine.excite.it/news/134/SgarbiMussolini_insulti_in_tv
  15. ^ http://magazine.excite.it/news/184/MussoliniSgarbi_nuovo_round
  16. ^ YouTube.com: registrazione del litigio tra Cecchi Paone e Sgarbi
  17. ^ Estratto dalla puntata di Markette relativo al litigio Sgarbi-Cecchi Paone
  18. ^ Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, La Casta. Rizzoli, 2007, pg 164
  19. ^ Il video della discussione tra Sgarbi e Ricca su You Tube
  20. ^ Altro video della discussione tra Sgarbi e Ricca su You Tube
  21. ^ Tv.Repubblica.it: registrazione della lite tra Bondi e Sgarbi
  22. ^ Giancarlo Caselli, Un magistrato fuorilegge. Melampo, 2005. cap. 3 ISBN 88-89533-34-X
  23. ^ «Intoccabili, in onda il 20 maggio 2007 su Raitre». Report.it.
  24. ^ Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti. Milano, il Saggiatore, 2007. pp. 206-207 ISBN 88-428-1395-8
  25. ^ Articolo del 30 agosto 2006 su La Repubblica
  26. ^ Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti. Milano, il Saggiatore, 2007. p. 207 ISBN 88-428-1395-8
  27. ^ http://www.youtube.com/watch?v=dg_cb1Zhng4 Sgarbi contestato ad Agrigento
  28. ^ http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo455409.shtml URL consultato il 20/07/2009

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

MPE italiano Gruppo Lista di elezione Partito italiano Area Preferenze
1999 - giu 2001 PPE-DE Forza Italia Forza Italia - -
Predecessore: Sindaco di Salemi Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Biagio Mastrantoni dal 2008 in carica I
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Biagio Mastrantoni {{{data}}} in carica
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