Premio Bancarella

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il Premio Bancarella è un premio letterario nato nel 1953, consegnato nella città di Pontremoli, in Toscana, ogni anno il penultimo sabato o domenica di luglio. Una prima selezione stabilisce i sei libri finalisti del Premio Selezione Bancarella tra cui è poi scelto il vincitore, premiato nella serata finale. Il presidente del Premio dal 1978 è il professor Giuseppe Benelli.

La storia del Premio Bancarella[modifica | modifica sorgente]

Il Premio Bancarella nasce dalla tradizione dei librai lunigianesi che caratterizza la storia dell’emigrazione lunigianese.

Pietro Ferrari (generale), lo storico della Lunigiana, nell’almanacco pontremolese “Il Campanone” del 1940, scriveva nell' articolo "I nostri «Librai»":

«'Piccola terra, che alleva, insieme ai prodotti del suolo, pazientemente lavorato, il libro; e commercia in sapienza. Ma, intendiamoci; commercio librario in francescana modestia, in umiltà, senza grandezzate, con una palese preferenza per il libro vecchio, che ha già vissuto in case sparite, in librerie scomparse, in conventi ormai silenziosi. [...] Anche noi abbiamo i “buchinisti” e sono tutti lunigianesi di Montereggio, e — in piccola parte — di Parana e di Mulazzo, e la loro tradizione è, forse, più nobile di quella dei colleghi parigini. [...] Sono intere frazioni che, a primavera, sciamano e si disperdono per l’Italia — e non solo per l’Italia — a vendere, a prezzi minimi, il fiore più bello e il frutto più sostanzioso: quello dell’ingegno. Sì, alle modeste case di Montereggio e Parana, e alle dirute torri di Mulazzo, va questo merito: di aver nutrito una gente che si è dedicata allo spaccio della cultura. [...] Naturalmente, anche i librai lunigianesi hanno seguito i tempi: oltre agli “ambulanti” e ai “buchinisti”... per elezione, vi sono gli editori e i librai, con tanto di vetrine di lusso. E non solo in Italia li troviamo, ma anche all’estero: in Ispagna, in Argentina, Nel Messico, dove i Maucci sono stati, per lunga serie di anni, i dominatori incontrastati di quei mercati librari. Fate l’appello di questi soldati — umili ma grandi — del sapere: chiamate i montereggini e i paranini Maucci, Bertoni, Tarantola, Fogòla, Galleri, Ghelfi, Rinfreschi, Paolozzi, Giovannacci, Lazzarelli, Simonelli; chiamate i mulazzesi Caselli, Orlandini, Lodola; essi rispondono: “presente”! Date ad essi la medaglia di benemerenza. Essi vi ringraziano: con un libro raro e... con un bicchiere di ottimo vino!».

Proprio dalla consapevolezza dell’importanza del fenomeno ha origine nell’agosto del 1952 il primo raduno dei Librai Pontremolesi. Se ne fa promotore Renato Mascagna, giovane collaboratore di Pietro Ferrari nelle manifestazioni culturali dell’«Estate pontremolese» del 1939. Scrive Oriana Fallaci: «Giunsero da tutte le parti d’Italia. Qualcuno arrivava in automobile, ma la maggior parte scendeva dal treno». «Gli uomini vestivano per lo più abiti a righe, e avevano sul panciotto, bene in mostra, la catena d’oro. Le donne, più dimesse, tenevano al braccio sinistro certe ampie borse da spesa. Erano i librai più vecchi del mondo: i capelli bianchi apparivano come distinzione necessaria in quell’adunata». «Non si riconoscevano più, quantunque molti fossero imparentati fra loro. Due, Elisabetta e Luigi Rinfreschi, non si vedevano da quarant’anni. Dal treno scese anche Bista Fogola, uno dei Fogola che ora sono sparsi un po’ dappertutto: a Pisa, a Torino, a Spezia, a Genova. ad Ancona. Venne uno dei Tarantola, uno dei Santoni, una discendente dei Maucci, Maria Maucci che incominciò a nove anni la sua carriera, a diciott’anni sposò un libraio, a vent’anni ne sposò un altro che le dette tre figli, ora tutti librai».

Da Pontremoli circa sessanta librai si trasferiscono a Mulazzo, dove in pineta «avevano alzato un palco alla meglio, con un microfono, quattro seggiole e una bandiera». Nel verde tra i pini sono presenti tanti bancarellai giunti dalle varie città, scrittori, editori e uomini politici. Sul palco si ricordano il ministro Giovanni Gronchi, l’editore Valentino Bompiani, Ernesta Cassola (la vedova di Luigi Campolonghi), Salvator Gotta, il sindaco di Mulazzo con la fascia tricolore, Perazzoli il segretario dell’Associazione Librai Ambulanti con posteggio fisso. Continua la Fallaci nel suo articolo: «Molti parlarono, ma il discorso impegnativo lo fece Gotta che, tra l’altro, disse un gran bene delle bancarelle. I librai stavano intorno, in piedi sotto i castagni, ad ascoltare con piglio competentissimo. L’indomani si barricano dentro il municipio di Pontremoli e fanno il solenne giuramento. In quella sala del palazzo comunale, proprio sotto il Campanone, «le loro facce rugose apparivano, nella penombra, solenni come quelle di arcaiche statue di legno». «Uno a un certo punto si alzò, alto e massiccio, con i baffoni all’umbertina, e disse: “Ed ora, amici, propongo un solenne giuramento: quello di ritrovarsi nel nostro paese, ogni anno, in un dato giorno, a questa stessa ora, finché Iddio ci conserva, e fare una bella mangiata”. Seguì un lungo silenzio; poi i librai alzarono lentamente all’altezza del viso la mano e giurarono».

Così nasce il Premio Bancarella, l’unico premio letterario gestito esclusivamente dai librai. Nel ‘53 vince Hemingway con Il vecchio e il mare, anticipando il Nobel; un evento che si ripeterà con Pasternak per Il dottor Zivago e con Singer per La famiglia Moskat.

Albo d'oro[modifica | modifica sorgente]

Altre manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Connessi al Premio Bancarella, a Pontremoli si assegnano anche il Premio Bancarellino e il Premio Bancarella Sport; sino all'edizione del 2010 le due manifestazioni si tenevano rispettivamente a giugno il Bancarellino e a settembre il Bancarella Sport: dall'edizione del luglio 2011 i due premi si assegnano nelle serate precedenti il Bancarella.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]