Luciano De Crescenzo

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Luciano De Crescenzo
« Credo di essere una di quelle scalette con soli tre gradini, che si trovano nelle biblioteche e che consentono di prendere i libri dagli scaffali che stanno più in alto. »
(De Crescenzo, Storia della filosofia medievale, pp. 10-11.[1])
David di Donatello David di Donatello per il miglior regista esordiente 1985

Luciano De Crescenzo (Napoli, 20 agosto 1928) è uno scrittore, regista, attore e conduttore televisivo italiano.

Prima di dedicarsi alla narrativa, alla saggistica e allo spettacolo, ha svolto la professione di ingegnere.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

« Si è sempre meridionali di qualcuno »
(da Così parlò Bellavista)

È nato nel quartiere San Ferdinando, nella zona di Santa Lucia, dove frequentò le elementari assieme a Carlo Pedersoli, alias Bud Spencer. Nella sua autobiografia ha raccontato che i genitori si sposarono piuttosto tardi, essendosi conosciuti attraverso "presentazione fotografica". Giovane, lavorò nell'azienda di guanti gestita dal padre. Nella sua autobiografia racconta che il padre imparò l'arte di intagliatore di pelli in un opificio del quartiere Sanità dove conobbe un giovane operaio autore in seguito della canzone "Oi Marì". Durante la Seconda guerra mondiale si spostò a Cassino, poiché il padre riteneva che questo luogo sarebbe stato più sicuro di altri: "il ventre della vacca".

Purtroppo le cose andarono diversamente, infatti Cassino fu rasa al suolo. Sposatosi nel 1961, attualmente è separato ed ha una figlia. Dopo la laurea in Ingegneria conseguita alla Federico II (fu allievo di Renato Caccioppoli) con il massimo dei voti, capì nel 1976 la sua vera vocazione, quella di "scrittore divulgatore". Infatti, dopo un periodo di circa venti anni all'IBM in cui era stato tra l'altro promosso dirigente, decise di lasciare il suo lavoro e dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, favorito anche dall'interessamento di Maurizio Costanzo, padrino della sua prima opera Così parlò Bellavista.

Grazie anche alla partecipazione al talk show Bontà loro condotto da Costanzo e ad altre manifestazioni pubbliche, fra il 1976 e il 1977 il suo libro vendette più di 600.000 copie e fu tradotto anche in giapponese, diventando un vero e proprio caso letterario. Tra il 1977 e il 2000, Luciano De Crescenzo è diventato un autore di successo internazionale, pubblicando venticinque libri, vendendo 18 milioni di copie nel mondo, di cui 7 milioni in Italia. Le sue opere sono state tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 paesi. Nel 1998, con l'opera "Il tempo e la felicità" (Mondadori) vince il Premio Cimitile.

Segue una lunghissima serie di romanzi (Oi dialogoi del 1985, Sembra ieri del 1997, La distrazione del 2000), cui si aggiungono opere di saggistica (Storia della filosofia greca - I Presocratici del 1983, Storia della filosofia greca - Da Socrate in poi del 1986, Storia della filosofia medievale del 2002, Storia della filosofia moderna - da Niccolò Cusano a Galileo Galilei del 2003, Storia della filosofia moderna - da Cartesio a Kant del 2004, Il pressappoco del 2007, Il caffè sospeso del 2008, Socrate e compagnia bella del 2009), Ulisse era un fico del 2010, Tutti santi me compreso del 2011 e il suo ultimo libro Fosse 'a Madonna del 2012.

Luciano De Crescenzo ha sempre affiancato alla sua attività di scrittore quella di divulgatore, capace di introdurre anche il lettore più inesperto ai problemi sollevati dalla filosofia antica, ed infatti nel corso degli anni ottanta e novanta ha condotto sulle reti RAI una trasmissione televisiva (Zeus - Le Gesta degli Dei e degli Eroi) sui miti e sulle leggende degli antichi greci, pubblicata da Arnoldo Mondadori Editore e ritrasmessa anche da Mediaset. Oggi, a causa di una particolare malattia neurologica, la prosopoagnosia, non è capace di riconoscere i volti delle persone conosciute.[2] Negli ultimi anni si è più volte schierato apertamente, invitando a votarli, con i Radicali di Emma Bonino.[3] Luciano De Crescenzo si definisce ateo cristiano[4].

Cinema e TV[modifica | modifica sorgente]

Personaggio poliedrico, De Crescenzo ha lavorato come autore in televisione ed in varie vesti nel mondo del cinema. Sul grande schermo esordì come attore ne Il pap'occhio (1980), al fianco dell'amico Roberto Benigni e diretto da Renzo Arbore. Nel 1982 fu interprete di Quasi quasi mi sposo mentre nel 1984 fu protagonista e sceneggiatore del secondo film di Arbore. Nello stesso anno avvenne il suo esordio dietro la macchina da presa con Così parlò Bellavista, tratto dal suo best seller.

Il successo della pellicola, che ebbe dei buoni risultati al botteghino ed una discreta critica, lo convinse a dirigere l'anno seguente Il mistero di Bellavista (prendendo spunto ancora da un suo libro) e la commedia a episodi 32 dicembre nel 1988, sulla relatività del tempo. Nel 1990 recitò accanto a Sophia Loren ed Alessandra Mussolini in Sabato, domenica e lunedì di Lina Wertmüller mentre nel 1995 scrisse, diresse ed interpretò insieme a Teo Teocoli ed Isabella Rossellini Croce e delizia, considerato da molti critici come il suo film migliore[senza fonte].

Presentò inoltre cinque programmi televisivi, collabora a varie testate giornalistiche, e nel 1994 la città di Atene gli conferì la cittadinanza onoraria. Sceneggiatore nel 1978 de La mazzetta di Sergio Corbucci con Nino Manfredi, fece la sua ultima apparizione davanti ad una telecamera nel 2001 interpretando il piccolo ruolo di un boss mafioso nel film per la TV Francesca e Nunziata, ancora della Wertmüller.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Luciano De Crescenzo

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Luciano De Crescenzo nel 2007

Regista[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatore[modifica | modifica sorgente]

Attore[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Premi per i libri
Premi per i film

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Luciano De Crescenzo, Storia della filosofia medievale, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 2002, pp. 10-11.
  2. ^ Intervista al Corriere della Sera
  3. ^ Radicali.it - Le personalità che hanno inviato una dichiarazione di voto per la Lista Emma Bonino
  4. ^ vedi articolo a firma Vittorio Gennarini sul Corriere della Sera del 25/06/2012, pag. 31.

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