Radicali Italiani

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Radicali Italiani
Radicali Italiani.jpg
Leader Marco Pannella,
Emma Bonino
Segretario Mario Staderini
Presidente Silvio Viale
Stato Bandiera dell'Italia Italia
Fondazione 2001
Dissoluzione {{{dissoluzione}}}
Sede via di Torre Argentina, 76
Roma
Partito {{{partito}}}
Ideologia Liberalismo,
Liberismo,
Libertarianismo,
Antiproibizionismo,
Anticlericalismo,
Laicismo
Collocazione
Coalizione
Partito europeo Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori (ELDR)
Gruppo parlamentare europeo
Affiliazione internazionale Internazionale Liberale,
Partito Radicale Transnazionale
Seggi Camera
6 / 630
Seggi Senato
3 / 321
Seggi Europarlamento
0 / 73
Seggi Consiglio regionale
2 / 1117
Testata Notizie Radicali
Organizzazione giovanile nessuna
Iscritti 2000 ca. (2008)
Colori {{{colori}}}
Sito web radicali.it

I Radicali Italiani sono un movimento politico italiano di orientamento liberale, liberista e libertario[1], molto impegnato sul fronte dell'antiproibizionismo e della laicità dello Stato. Il movimento radicale moderno nacque nel 1955, da una scissione della sinistra del Partito Liberale Italiano, che si rifaceva alle esperienze del radicalismo nell'estrema sinistra storica e nel Partito Radicale Italiano, con il nome di Partito Radicale, e partecipa da allora alla vita politica italiana, presentandosi in alcune elezioni con nomi differenti, come ad esempio Lista Marco Pannella, Lista Emma Bonino, o Lista Bonino Pannella. Inizialmente si connotava su posizioni di liberalismo sociale e socialismo liberale[2], definendosi poi in senso più liberista. L'attuale denominazione, mai peraltro utilizzata in competizioni elettorali, è stata assunta nel 2001, con la fondazione dell'associazione politica "Radicali Italiani". Strettamente legate al partito sono l'Associazione Luca Coscioni, fondata nel 2002, e la cosiddetta "galassia radicale", ossia le numerose associazioni radicali.

Leader storici di riferimento sono Marco Pannella, che fu tra i fondatori nel 1955, ed Emma Bonino, mentre il segretario nazionale è, dal 15 novembre 2009, Mario Staderini.

Il movimento aderisce all'Internazionale Liberale e al Partito Radicale Transnazionale, associazione politica non governativa nata proprio per volere del Partito Radicale.

L'organo ufficiale è Radio Radicale, che svolge anche un servizio pubblico trasmettendo le sedute del Parlamento italiano.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] I precursori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Radicalismo in Italia.

[modifica] Fondazione del nuovo partito

All'indomani delle elezioni del 2001, che vedono la vittoria della Casa delle Libertà, coalizione di centrodestra, il Comitato Radicale si riunisce a Roma il 14 e 15 luglio, quando viene approvata la mozione politica che determina l'istituzione del nuovo soggetto politico denominato Radicali italiani.

Alla carica di segretario viene eletto Daniele Capezzone, ventottenne già responsabile informazione del partito e una delle voci di Radio Radicale, mentre alla presidenza del movimento vengono chiamati Luca Coscioni, affetto da sclerosi laterale amiotrofica ad emblema della battaglia per la libertà della ricerca scientifica, accanto a Benedetto Della Vedova, eurodeputato della Lista Bonino, e Rita Bernardini, consigliere comunale di Roma.

Tra le prime proposte, lanciate a livello internazionale come rimedio per i conflitti armati in Medio Oriente, i Radicali propongono l'ingresso di Israele nell'Unione Europea, avviano una campagna per l'abolizione della pena di morte, tema riportato alla ribalta a seguito dei conflitti in Afghanistan, e contro il sovraffollamento delle carceri, sostenendo che il numero dei detenuti avesse ormai acquisito quantità troppo consistenti.

A novembre del 2001, nel corso del comitato politico, il segretario Capezzone ribadisce "non l'indisponibilità, ma l'impossibilità storica e strutturale delle forze della sinistra e della destra ufficiali italiane di trovare alleanze strategiche con noi".

[modifica] Il 1º Congresso e il "Caso Italia"

Il primo congresso dei Radicali Italiani si svolge a Roma dal 4 al 7 luglio 2002 ed impegna gli organi dirigenti del movimento a presentare e sostenere una denuncia contro lo Stato italiano dinanzi alla Corte Europea dei diritti umani per l'attentato ai diritti civili e politici dei cittadini italiani. L'assise delibera, altresì, di aprire un anno straordinario di iniziativa e di lotta, con il ricorso ad ogni strumento politico, giudiziario e nonviolento, sulla battaglia per la "speranza nella vita" e la "vita della speranza" di milioni di persone, guidata da Luca Coscioni.

Questa viene definita come un nuovo capitolo della lotta religiosa ed anticlericale dei radicali contro le politiche che si oppongono al diritto di scelta individuale in materia di libertà sessuale, di cura, di ricerca, di fecondazione assistita, di droghe, di morte dignitosa.

Nel febbraio 2003, la delegazione europea dei Radicali (formata da Pannella, Bonino, Della Vedova, Marco Cappato, Gianfranco Dell'Alba, Olivier Dupuis e Maurizio Turco) presentano una interrogazione alla Commissione Europea su presunte persecuzioni, pestaggi, torture ed assassinii, da parte delle autorità pubbliche della Repubblica del Vietnam, nei confronti della popolazione cristiana dei Montagnard (popolo Degar), esponendosi contro il governo vietnamita accusato di violare i propri obblighi internazionali in materia di diritti umani contravvenendo agli accordi di cooperazione stipulati con l'UE.

A marzo del 2003 danno avvio ad una serie di denunce sulla situazione politica interna, definendo quello che prenderà il nome di "Caso Italia". Il dossier radicale denuncia che:

  • a partire dal novembre 2000 si siano verificate violazioni della Costituzione italiana relativamente alla composizione della Camera dei deputati e della Corte Costituzionale: nel primo caso, l'assemblea legislativa ha stabilito dopo molti mesi di rimanere senza plenum, "malgrado la Costituzione lo prescriva tassativamente" (viene contestata, al riguardo, la presenza di numerose liste civetta che hanno impedito di individuare nuovi candidati dal riparto proporzionale); nella seconda istituzione il plenum dei componenti è stato ripristinato soltanto dopo 7 giorni di sciopero totale della fame e della sete da parte di Pannella
  • ci sia una "sistematica violazione" della legalità costituzionale per ciò che concerne il diritto al referendum, in quanto da un lato il sistema politico italiano ostacolerebbe l'indizione di referendum, dall'altro una serie di questioni ne comprometterebbero sistematicamente gli esiti (ad esempio casi di mancato aggiornamento delle liste elettorali, nelle quali - sostengono i Radicali - sarebbero contenute anche persone defunte calcolate ai fini del quorum);
  • il sistema giudiziario non sia in grado di svolgere con efficacia il compito di risolvere le controversie applicando le norme vigenti, attaccando il Consiglio Superiore della Magistratura ritenuto un "potere politico in espansione";
  • la situazione delle carceri sia insostenibile: da un'analisi emerge, secondo i Radicali, la fotografia di una situazione di "sfascio di legalità", di "azzeramento della dignità" e del rispetto dei diritti umani e civili, denunciando casi di lesione, ritenuta colposa ma in alcuni casi anche volontaria, dell'integrità psico-fisica delle persone detenute.

[modifica] Il 2º congresso e le elezioni europee

Lo storico leader Marco Pannella

Dal 30 ottobre al 2 novembre 2003 si svolge il II Congresso del partito, che accusa il Governo Berlusconi in carica di rifiutare ogni accordo politico con il Partito Radicale Transnazionale, rilanciando il "caso Italia" in virtù dell'asserzione che l'Italia sia, in assoluto, il Paese più condannato per violazioni di diritti umani dalla Corte Europea dei Diritti Umani, con "un record superiore ad una condanna al giorno".

La mozione unica approvata dal congresso, inoltre, si pone in maniera critica nei confronti della corrente gestione politica europea: invita a dire "No" alla Convenzione europea, la quale confermerebbe un assetto di potere confuso senza progressi sull'esistente; i Radicali aprono piuttosto alla prospettiva degli "Stati Uniti d'Europa e d'America". Propongono l'elezione diretta del presidente della Commissione europea e di rinnovare le istituzioni continentali lasciando spazio ad un federalismo spinto e, dal punto di vista politico, ad una nuova aggregazione che diventi un vero e proprio "Partito Radicale Europeo".

Il 20 febbraio 2004, il Parlamento italiano approva la legge contenente le norme per la procreazione medicalmente assistita, duramente contestata dai Radicali ritenendola fortemente restrittiva delle libertà individuali e della ricerca scientifica (viene vietata espressamente la ricerca sulle cellule embrionali), i quali annunciano immediatamente la raccolta delle firme per indire un referendum abrogativo.

Intanto, il partito si prepara alle elezioni europee (giugno 2004), che ridimensionano notevolmente la delegazione radicale nel Parlamento europeo: i Radicali Italiani sostengono la Lista Bonino che ottiene circa 730.000 voti pari al 2,2% e all'acquisizione di 2 seggi, occupati dai due leader Bonino e Pannella.

Nello stesso anno, il partito subisce una scissione; infatti, le zone più a sinistra dei radicali, scontenti delle loro politiche liberiste, abbandonano il partito fondando i Radicali di Sinistra.

[modifica] La fecondazione assistita

In collaborazione con l'Associazione Luca Coscioni, i radicali presentano una serie di quesiti referendari per chiedere l'abolizione totale della legge 40/2004 sulla fecondazione assistita: per i radicali la battaglia ha l'obiettivo di riaffermare l'importanza della "laicità dello Stato", operando una distinzione netta tra la laicità delle leggi e le scelte morali.

Il 25 marzo 2004, i radicali depositano alla Corte di Cassazione i quesiti referendari, il primo di abrogazione totale, gli altri quattro di abrogazione parziale della legge. Il 13 gennaio 2005, però, la Corte Costituzionale dichiara inammissibile il quesito referendario sull'abrogazione totale, perché ritenuto incostituzionale in quanto, abrogando radicalmente la legge, si sarebbe rimasti senza alcuna legislazione in materia, mentre dichiara ammissibili gli altri quattro quesiti di abrogazione parziale della legge.

L'iniziativa referendaria riceve l'appoggio anche di alcuni partiti laici, prevalentemente di sinistra, e di settori della politica che lasciano libertà di coscienza. La Conferenza Episcopale Italiana invece invita a non partecipare ai referendum, ritenuti uno strumento inadatto a trattare un tema eticamente sensibile come il diritto alla vita e allo scopo di non far scattare il quorum per la validità dei referendum, apprezzando che sia stato inserito nel testo legislativo il riconoscimento dei diritti del nascituro.

I quattro referendum sulla fecondazione assistita si svolgono il 12 e 13 giugno 2005: il primo riguarda il limite della ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni; il secondo i limiti all'accesso alla procreazione medicalmente assistita; il terzo le finalità e i diritti dei soggetti coinvolti; il quarto il divieto di fecondazione eterologa.

L'esito dei referendum è negativo: si reca alle urne soltanto il 25,6% degli aventi diritto al voto e viene dunque a mancare il quorum per la validità dei quesiti.

[modifica] Il 4º congresso: la Rosa Nel Pugno radical-socialista

Il simbolo mai presentato della Lista Luca Coscioni

Alle Regionali del 2005 i radicali chiedono "ospitalità" ad entrambe le coalizioni per presentare delle liste col nome di Luca Coscioni, ma il tentativo trova l'opposizione dei cattolici in entrambi gli schieramenti, che contestano la matrice anticlericale dei Radicali, e dalla sinistra a causa della visione economica liberista e del filo-atlantismo. Le liste così, senza appoggi, non vengono presentate.

Simbolo adottato dal gruppo della Rosa nel Pugno

Primi contatti nell'ambito di alleanze politiche si verificano all'indomani di regionali e referendum con i Socialisti Democratici Italiani (SDI) di Enrico Boselli, che cercano nuove alleanze dopo aver sperimentato il progetto elettorale della Federazione dell'Ulivo. I Radicali e lo SDI, pertanto, si fanno promotori della costituzione di un polo laico e riformista nel nome di "Blair, Fortuna e Zapatero", sul modello del socialismo radicale spagnolo. Dal 23 al 25 settembre 2005 si svolge a Fiuggi la "Convention laica, socialista, radicale e liberale", organizzata dai due partiti insieme all'Associazione Luca Coscioni e alla Federazione dei giovani socialisti.

I Radicali affidano al loro IV Congresso (dal 29 ottobre al 1º novembre 2005) il compito di stabilire le linee guida della loro politica futura e di dare avvio al nuovo soggetto radical-socialista, che parte dall'intesa con lo SDI. Il segretario Capezzone, nella relazione iniziale del congresso, propone uno dei simboli socialisti e radicali per eccellenza, la "rosa nel pugno", come emblema del nuovo soggetto politico: da un lato la rosa riformatrice, simbolo del socialismo europeo, dall'altra il pugno che non colpisce ma che rinnova la sua lotta offrendo, appunto, un fiore.

Il simbolo della Rosa nel pugno viene presentato ufficialmente il 17 novembre 2005 presso la Residenza Ripetta di Roma e il nuovo soggetto si propone come alleanza elettorale che viene integrata nella coalizione del centrosinistra italiano, L'Unione, guidata da Romano Prodi. Queste le linee guida proposte dai Radicali nell'azione politica della "Rosa nel pugno".

  • Trasformare i Pacs (Patti civili di solidarietà) in legge dello Stato, "facendo il possibile e l'impossibile per cancellare discriminazioni odiose e assicurare pari dignità e protezione alle scelte di milioni di donne e di uomini, omosessuali come eterosessuali".
  • Cambiare rotta sulle politiche in materia di droghe, "facendo il possibile e l'impossibile per cancellare le norme troppo proibizioniste".
  • Abolire gli ordini professionali, o almeno larga parte di essi, "facendo il possibile e l'impossibile per spazzare i privilegi di pochi": si tratterebbe di cancellare ordini e monopoli e il valore legale della laurea, per fare in modo che "tutti, non solo alcuni, stiano sul mercato, con i rischi e le opportunità che questo comporta".

Nel 2005, in seguito alla scelta di costituire un progetto radical-socialista con adesione al centrosinistra italiano, Benedetto Della Vedova, insieme ad altri esponenti, abbandona il partito e fonda il movimento dei Riformatori Liberali, anch'esso di area liberale e libertaria ma favorevole ad una collocazione nell'area di centrodestra. Nel 2006 è la volta dei Radicali Europei, che dissentono dalla collocazione nella Rosa nel Pugno per conservare l'autonomia dai due poli e recuperare le tematiche nonviolente del Partito Radicale Transnazionale.

[modifica] Le elezioni politiche del 2006 e l'ingresso nel Governo

Emma Bonino con altri dirigenti alla presentazione della Rosa nel Pugno

Si svolgono le elezioni: il centrosinistra vince per poche decine di migliaia di voti alla Camera dei deputati, dove ottiene il 49,81% dei consensi contro il 49,74% della CdL. La Rosa nel Pugno ottiene un risultato inferiore alle prevedibili sommatorie di SDI e Radicali, ma si pone come la quarta forza dell'Unione: ottiene circa 991.000 voti alla Camera (2,6%) e 851.000 al Senato (2,5%), superando lo sbarramento solo nel primo caso ed eleggendo così 18 deputati. Al Senato, la formazione radical-socialista non supera gli sbarramenti regionali e non partecipa al riparto dei seggi, anche se la Rnp - a questo proposito - parlerà di una scorretta interpretazione della legge elettorale, sostenendo che, invece, ci sarebbero 8 senatori democraticamente eletti. Il 21 gennaio 2008 la giunta per le elezioni del Senato respinge definitivamente i ricorsi sui seggi contestati e reclamati dalla Rnp, insieme a IDV, UDC, Verdi e Nuovo Psi. Il senatore dell'Ud Roberto Manzione ha spiegato: "La Giunta ha respinto tutti i ricorsi a larghissima maggioranza, sancendo il principio che chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori. La casta, come era prevedibile, ha protetto se stessa". Sempre secondo lo stesso si tratta di "una decisione abnorme, frutto dell'intesa politica tra maggioranza e opposizione e, in particolare, dell'asse tra Pd e Forza Italia che continua a propagare i suoi nefasti effetti".

Nel nuovo Governo Prodi II, l'unica rappresentanza ministeriale della Rnp viene affidata alla radicale Emma Bonino, che diventa Ministro delle Politiche Comunitarie e del Commercio Internazionale. È la prima volta nella storia che un esponente radicale ottiene un incarico ministeriale. La Bonino, che ricopre anche la carica di deputato, lascia il posto di parlamentare europeo che viene assunto da Marco Cappato, mentre Pannella rimane a Strasburgo, essendo sfumata la sua elezione a senatore come capolista della Rnp. Capezzone viene eletto presidente della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei deputati.

[modifica] La Rosa nel Pugno si blocca

Già sul finire del 2006, però, il progetto della Rnp subisce un rallentamento dovuto ad una sostanziale difformità tra la cultura socialista e quella radicale, che si concretizza soprattutto in un diverso modo di intendere l'azione politica: da una parte un'azione storicamente di governo, dall'altra un'attività referendaria e movimentista. A dare un'indicazione in tal senso è il V Congresso dei Radicali, che si svolge a Padova dal 2 al 5 novembre 2006: quella che era nata come alleanza politico-elettorale non è riuscita a trasformarsi in un vero nuovo partito ma si mantiene soltanto come azione comune nel Parlamento e nel Governo, dove socialisti e radicali mantengono gruppi e delegazioni unitari nel nome della Rosa nel Pugno.

Nello stesso periodo l'attivista e dirigente politico radicale Piero Welby - gravemente malato di distrofia muscolare - conduce la battaglia per l'eutanasia, scatenando un aspro confronto politico, prima e dopo la sua morte, avvenuta col distacco del respiratore da parte di un anestesista, come forma di disobbedienza civile.

A definire meglio la situazione transitoria della Rnp è il congresso dello SDI (aprile 2007) che propone come obiettivo prioritario l'unità socialista e dà avvio alla "Costituente Socialista", finalizzata alla ricomposizione della diaspora e alla nascita di un nuovo soggetto politico che porti il nome di "Partito Socialista": non la fine della Rosa nel Pugno, secondo Boselli, ma l'apertura di un cantiere più grande.

[modifica] Il 5º Congresso e lo scontro Pannella-Capezzone

Daniele Capezzone

Intanto, all'interno dei Radicali si concretizza un atteggiamento di scontro tra il leader Marco Pannella e il segretario uscente Daniele Capezzone durante un ufficio politico del partito che finisce ai microfoni di Radio Radicale[3]. Capezzone si lamenta per la sua "destituzione" da segretario (l'assise eleggerà poi Rita Bernardini) e rivendica un atteggiamento più critico nei confronti del Governo, accusato di non essere abbastanza incisivo sulle unioni civili, sull'antiproibizionismo e sull'agenda Giavazzi.

Il clima, tuttavia, si ricompone in occasione del congresso che si svolge all'interno del complesso fieristico di Padova, quando nelle relazioni prevale un atteggiamento distensivo.

Ma la "tregua" dura poco e, dopo esser stato accusato di eccessivo protagonismo mediatico da parte dell'unica ministra Radicale, Emma Bonino, Capezzone torna sulla graticola.

Da lì a poco fonderà il suo network Decidere.net, pur non avendo ufficialmente lasciato i Radicali. Con Decidere.net Capezzone inizia un graduale avvicinamento al centrodestra e a Silvio Berlusconi, al quale - nonostante le posizioni fortemente critiche assunte in passato nei confronti del leader del Pdl - offrirà il suo appoggio per la caduta del Governo Prodi II e la campagna elettorale del 2008. Non candidato alle elezioni, viene nominato nel maggio del 2008 portavoce nazionale di Forza Italia.

[modifica] La moratoria sulla pena di morte

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Moratoria universale della pena di morte.

Nell'autunno 2007, Marco Pannella ha lanciato uno sciopero della fame, insieme ad altri dirigenti radicali, per sollecitare il governo a presentare la proposta alle nazioni unite; se il risultato sarà favorevole, sarebbe un ulteriore passo avanti per l'abolizione della pena capitale.

La proposta, che ha ricevuto un significativo appoggio dall'Italia prima e quindi dalla Ue, è stata presentata -sotto forma di risoluzione- il 1º novembre 2007 da 72 paesi presso la terza commissione dell'Assemblea Generale dell'ONU.

[modifica] La fine della Rosa Nel Pugno e la delegazione Radicale nel Partito Democratico

Dopo la fine dell'esperienza della Rnp il gruppo costituito è stato denominato "Socialisti e Radicali - Rnp". In vista delle elezioni politiche 2008 i Radicali Italiani avrebbero voluto proporre una propria lista, coalizzata con il Partito Democratico per Veltroni premier. La dirigenza del PD rifiuta questa soluzione (consentendolo invece all'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro). Viene raggiunto un compromesso il 21 febbraio, come base di partenza per un accordo più ampio: i Radicali Italiani presenteranno nove propri candidati all'interno del Pd, e, in caso di vittoria del Partito Democratico, a Emma Bonino spetterebbe un posto da ministro. A causa di incompatibilità con le regole interne dei democratici, non vengono candidati, tra le proteste del movimento, Pannella (in quanto è stato in parlamento per molte legislature) D'Elia, condannato in via definitiva (anche se la riabilitazione lo avrebbe reso comunque candidabile), e Silvio Viale. Pannella sostiene invece l'esistenza di veti politici nei loro confronti, in quanto sono state fatte anche eccezioni a questa regola. Per le elezioni amministratrive, viene invece presentata, in alcune città, la Lista Bonino - Radicali. Risultano eletti sei rappresentanti radicali alla Camera ovverosia Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti, e tre rappresentanti radicali al Senato ovverosia Emma Bonino, Marco Perduca, Donatella Poretti,[4] per un totale di nove esponenti dei Radicali Italiani in parlamento che costituiranno la delegazione radicale all'interno dei gruppi parlamentari del Partito Democratico di Camera dei deputati e Senato della Repubblica. Il movimento radicale, che prima delle elezioni aveva denunciato il mancato rispetto dei patti da parte del Partito Democratico per via delle posizioni in lista di non sicura elezione riservate ai candidati radicali, sottolinea anche dopo le elezioni che senza la sconfitta della Sinistra Arcobaleno sarebbero stati eletti soltanto sei radicali e non nove come previsto dai patti.

Il 29 giugno 2008 il comitato nazionale del movimento nomina Antonella Casu segretaria nazionale al posto della Bernardini (che come consuetudine del Partito Radicale deve dimettersi essendo la carica di partito incompatibile con il mandato parlamentare). Michele De Lucia e Bruno Mellano sono stati nominati rispettivamente tesoriere e presidente.

Alle Europee del 2009 i radicali decidono di presentarsi da soli. Emma Bonino, Marco Pannella, l'urbanista Aldo Loris Rossi, Marco Cappato e Mina Schett Welby guidarano le cinque circoscrizioni. In lista anche il segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio D'Elia al Sud e Silvio Viale a Nord-ovest. Sempre a Nord-ovest i co-presidenti dell'associazione Luca Coscioni Gilberto Corbellini e Maria Antonietta Farina Coscioni. La Lista però ottiene solo il 2,43 %, risultato in linea con gli ultimi, ma ben lontano dalla clausola di sbarramento fissata al 4 % e così, per la prima volta, nessun radicale entra nel Parlamento Europeo.

Dal 15 novembre 2009 il nuovo segretario è Mario Staderini.

Alle Regionali del 2010 il partito ripropone la Lista Bonino-Pannella in tutta Italia, con candidati autonomi in Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Basilicata; appoggiando i candidati PD in Piemonte, Veneto e Campania; appoggiando Vendola in Puglia; appoggiando il candidato IdV in Calabria; candidando Emma Bonino in Lazio e ottenendo su questa candidatura l'appoggio di tutto il centro-sinistra.

Il 1º novembre 2010, nel corso del IX Congresso, vengono riconfermati segretario e tesoriere, mentre Silvio Viale viene eletto presidente.

Per richiamare l'attenzione sulla necessità e l'urgenza di affrontare la crisi della giustizia e l'emergenza carceraria nonché sulla necessità di porre fine al silenzio dell'informazione che impedisce un dibattito democratico su questi temi, i Radicali hanno presentato un appello sottoscritto da esponenti di diversi gruppi politici oltre che da numerosi volti noti della cultura e del mondo delle associazioni.

Il 1º novembre 2011, nel corso del X Congresso, vengono riconfermati segretario, tesoriere e presidente.

[modifica] Ideologia

Scopo del partito, come recita lo statuto, è di rafforzare le lotte liberali, liberiste, e libertarie, per avviare la riforma americana delle istituzioni, la rivoluzione liberale e costruire gli Stati Uniti d'Europa.

Il partito si ritiene erede del radicalismo storico e dell'idea di laicità e di società propugnate in Italia prima dai politici post-risorgimentali (Destra storica e Sinistra storica, eredi dei padri del Risorgimento, Cavour, Mazzini e Garibaldi), dall'estrema sinistra storica e dal Partito Radicale Italiano di Felice Cavallotti, Agostino Bertani e Francesco Saverio Nitti, poi da uomini della sinistra socialista liberale, come i fratelli Rosselli e Piero Calamandrei.

Inoltre ha, tra i propri metodi di lotta politica, la nonviolenza di Gandhi: Pannella si è avvicinato a questi metodi (come lo sciopero della fame, usato spesso da Pannella, o il satyagraha), dopo un intenso dialogo politico col filosofo Aldo Capitini, detto il Gandhi italiano.

Valori importanti sono quelli dell'anti-proibizionismo in tema di stupefacenti, della laicità e dei diritti civili, dell'ambientalismo, dell'europeismo ed atlantismo, nonché della nonviolenza.

[modifica] Economia

In economia i Radicali si professano da sempre liberisti e quindi favorevoli al libero mercato e alla libera impresa, anche se negli ultimi anni hanno subìto influenze socialdemocratiche, non disdegnando un sistema di welfare che sia universalistico ma leggero, da garantire con una bassa e progressiva tassazione.

Si ispirano principalmente alle idee dell'economista italiano Ernesto Rossi, tra i fondatori del Partito Radicale, e, parzialmente, a quelle di Milton Friedman, economista statunitense Premio Nobel della scuola di Chicago: privatizzazione e liberalizzazione di tutti i settori sociali che non siano strategici, e abolizione di monopoli e oligopoli per favorire la libera concorrenza.

[modifica] Giustizia

I Radicali promuovono una visione liberale della giustizia, proponendo d'istituire la responsabilità civile dei magistrati, la separazione delle carriere dei magistrati, la riforma in direzione uninominale del Consiglio Superiore della Magistratura, l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, l'abolizione dei "reati di opinione".

Sono contrari alla pena di morte e si battono per il fine rieducativo della pena e per la loro umanità, in accordo con l'articolo 27 della Costituzione della Repubblica Italiana. I Radicali sostengono inoltre una grande riforma carceraria, e si battono per una progressiva depenalizzazione di diversi reati.

[modifica] Temi etici

I radicali sono favorevoli al riconoscimento dei "diritti civili" di coppie conviventi, comprese coppie omosessuali, attraverso l'istituzione di accordi sul modello dei Pacs, al "matrimonio" civile tra persone dello stesso sesso ("matrimonio gay") e alle adozioni anche per i single e al divorzio breve.

Nel campo della bioetica sostengono l'uso delle cellule staminali anche embrionali per fini di ricerca e terapia; il testamento biologico col diritto all'eutanasia anche su soggetti perfettamente sani, per i minorenni all'insaputa dei genitori e a semplice richiesta dell'interessato senza che il medico possa rifiutarsi; il diritto all'aborto anche a nascita parziale e anche per le minorenni all'insaputa dei genitori; l'accesso ai contraccettivi anche per le minorenni all'insaputa dei genitori; l'adozione di leggi permissive nel campo della fecondazione in vitro .

Sono inoltre favorevoli alla legalizzazione della prostituzione e delle cosiddette "droghe leggere". La liberalizzazione delle cosiddette "droghe leggere" si prefigge di privare il narcotraffico di una fonte di guadagno, di garantire il rispetto di "inalienabili diritti e libertà" del cittadino e di "ridurre il danno e il rischio" associato al consumo di tali sostanze (per esempio, regolamentandone la vendita allo scopo di ridurre la probabilità che i minorenni ne facciano uso). Allo stesso tempo, i radicali si propongono di arginare la diffusione delle "droghe pesanti", attraverso le politiche di "riduzione del danno", quali ad esempio la somministrazione controllata di eroina in apposite strutture per i tossicodipendenti che rinunciano a disintossicarsi con il metadone e la distribuzione gratuita di siringhe monouso. Tali strutture (narcosale) sarebbero gestite da personale medico ed infermieristico.

I radicali propongono inoltre l' assistenza sanitaria universale (cioè garantita a tutti i residenti), finanziata dalla fiscalità generale, con libertà di scelta tra il servizio sanitario o, in alternativa, un'assicurazione (privata, pubblica, professionale) che garantisca la copertura almeno di livelli minimi di assistenza definiti dallo Stato. Oltre a ciò, propongono il diritto di voto agli immigrati regolari e la cittadinanza in breve tempo.

[modifica] Anticlericalismo e "laicità dello Stato"

I radicali hanno dato storicamente molta importanza alla promozione della "laicità dello Stato" come da loro intesa, promuovendo campagne per l'abolizione del concordato tra Santa Sede e Repubblica italiana, contro l'asserita "impunità" di cui godrebbero i membri della Chiesa cattolica di fronte a reati di pedofilia e violenza sessuale [5], ed in generale contro gli asseriti "privilegi della Chiesa cattolica in Italia (come l'8 per mille)"[6], e nel contesto internazionale in appoggio e solidarietà verso le minoranze religiose oppresse nel mondo [7].

[modifica] Ambientalismo

I Radicali promuovono le energie alternative, quali eolico ed solare e forti campagne per il riciclaggio dei rifiuti. Sono inoltre favorevoli a maggiori incentivi a favore dei veicoli ecosostenibili mentre sono contrari alla caccia ed all'utilizzo dell'energia nucleare, principalmente per motivazioni di costi e rischi per la salute in caso di incidenti, e non per motivi ideologici.

[modifica] Politica estera

In geopolitica il movimento Radicale ha una marcata visione filoamericana, atlantista, europeista; sono favorevoli all'ingresso dello Stato d'Israele, della Turchia, e del Marocco nell'Unione Europea, nonché alla promozione della democrazia ed al contrasto di ogni dittatura.

I Radicali denotano una forte tendenza alla nonviolenza, ma si oppongono al pacifismo ideologico e al non-interventismo (per esempio erano favorevoli alla Guerra del Kosovo e alla Guerra in Afghanistan, mentre per evitare la Guerra in Iraq proposero che venisse offerto l'esilio per Saddam Hussein, ma dopo l'invasione si opposero invece al ritiro delle truppe).

Da molti anni i Radicali hanno promosso iniziative e manifestazioni in solidarietà e in appoggio di minoranze etniche oppresse, in particolare verso:

[modifica] Istituzioni

Per quanto concerne l'assetto istituzionale, i Radicali propongono una riforma americana delle istituzioni, ossia un sistema basato sulla trasparenza, sul presidenzialismo, sul federalismo locale ed europeo, e sull'autonomia.

Sulla legge elettorale, i Radicali sostengono il maggioritario secco basato sul collegio uninominale.

Sulla trasparenza delle istituzioni e dei loro membri, propongono l'anagrafe degli eletti.

[modifica] Risultati elettorali

Risultati elettorali dei Radicali Italiani
Europee 2004 Lista Emma Bonino 731.867 2,20 2
Politiche 2006 Camera Rosa Nel Pugno 991.049 2,59 18[12]
Senato Rosa Nel Pugno 851.875 2,49 -
Politiche 2008 Camera (nelle liste del PD) - - 6
Senato (nelle liste del PD) - - 3
Europee 2009 Lista Emma Bonino - Lista Marco Pannella 743.273 2,42 -

[modifica] Segretari

[modifica] Congressi

[modifica] Organi di comunicazione

Il mezzo di comunicazione ufficiale e storico dei Radicali Italiani è Radio Radicale, la radio di partito e di tutti i partiti.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Radio Radicale.

Rivista cartacea mensile è invece Agenda Coscioni, curata dall'Associazione Luca Coscioni, mentre per le notizie giornaliere viene inviata la newsletter Notizie Radicali[13] a cura di Valter Vecellio.
Va ricordata anche la rivista cartacea trimestrale d'approfondimento Quaderni Radicali[14], accompagnata da una rivista online aggiornata quotidianamente Agenzia Radicale[15], entrambe dirette e gestite da Giuseppe Rippa.

[modifica] I "soggetti Radicali"

Un soggetto Radicale è un gruppo di persone organizzato legalmente come associazione che porta avanti e sviluppa i temi relativi ai Radicali Italiani.

Spesso riferendosi ai soggetti radicali si usa il termine "galassia radicale"[16].

Le Associazioni Radicali territoriali sono state concepite, nello statuto radicale del 1967, come l'alternativa alle "sezioni" di partito, concepite gerarchicamente dal Pci e dal Psi e imitate dagli altri partiti. Sono circa una cinquantina e sono sparse su tutto il territorio italiano.

Le organizzazioni affiliate a Radicali Italiani sono:

  • Certi Diritti, associazione radicale d'iniziativa politica non violenta, giuridica e di studio per la promozione e la tutela dei diritti civili dei gay e dei transessuali (fino al 2011);
  • Rientro Dolce, associazione radicale per un "rientro dolce" della popolazione mondiale, che si occupa principalmente di demografia e ambiente;
  • Antiproibizionisti - @.r.a., associazione radicale per l'antiproibizionismo in materia di droghe;
  • Agorà Digitale, associazione radicale per le libertà digitali e su internet;
  • Il detenuto ignoto, associazione radicale per i diritti dei carcerati;
  • Save Salento - Salviamo il Salento, associazione radicale per la salvaguardia del paesaggio e del patrimonio storico-naturalistico salentino dai pericoli portati dalla "corsa all'oro" al mega-eolico e mega-fotovoltaico e dal consumo deregolamentato del suolo;
  • Lega Italiana per il Divorzio Breve, associazione radicale per la sburocratizzazione delle pratiche per il divorzio;
  • Nitobe, associazione radicale per la democrazia e giustizia linguistica.

[modifica] Politici ed iscritti

[modifica] Dirigenti attuali

[modifica] Personaggi famosi simpatizzanti

[modifica] Note

  1. ^ http://www.radicali.it/statuto Statuto
  2. ^ La diaspora azionista: dalla Resistenza alla nascita del Partito Radicale
  3. ^ Radicali, scontro Pannella-Capezzone - Corriere della Sera, 1 novembre 2006
  4. ^ http://www.mariantoniettafarinacoscioni.it/radicalmente/168-radicali-da-giovedi-a-congresso55-08la-resistenza-radicale.html A Chianciano sarà presente tutto lo stato maggiore del partito: i nove parlamentari radicali eletti nelle liste del Pd (i senatori Emma Bonino, Donatella Poretti, Marco Perduca e i deputati Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti)
  5. ^ http://www-5.radioradicale.it/servlet/VideoPublisher?cmd=segnalaGoNew&livello=s1.9.11&file=uni_rino_0_20020423155051.txt
  6. ^ Anticlericale.net: truffa dell'8 per mille, firmate per la Chiesa Valdese
  7. ^ Manifestazione per la libertà religiosa in Cina
  8. ^ 27/03/2009 | TIBET/RADICALI: ”MANIFESTEREMO CONTRO LA PROPAGANDA NAZIONALISTA CINESE E PER ACCERTAMENTO DELLA VERITA' SULLA QUESTIONE TIBETANA”
  9. ^ 06/07/2009 | China: Statement of Marco Perduca, Italian Senator
  10. ^ Denuncia violenze sui Montagnard
  11. ^ Appello per un'amministrazione provvisoria Onu in Cecenia
  12. ^ I Radicali eletti sono 7, insieme a 9 socialisti e 2 indipendenti
  13. ^ Sito web di Notizie Radicali
  14. ^ QuaderniRadicali.it
  15. ^ AgenziaRadicale.it
  16. ^ Radicali.it - Comunicato dei soggetti politici della Galassia Radicale

[modifica] Collegamenti esterni

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