Radicali Italiani

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Radicali Italiani

Partito politico italiano
Leader Marco Pannella, Emma Bonino
Segretario Antonella Casu
Presidente Bruno Mellano
Fondazione 14 luglio 2001
Sede Via di Torre Argentina 76, Roma
Coalizione con PD
Ideologia liberalismo, liberismo, libertarismo, antiproibizionismo
Internazionale Internazionale Liberale (osservatore)
Partito europeo ELDR
Deputati 6 (nel PD)
Senatori 4 (3 nel PD, 1 nel Gruppo Misto)
Organo ufficiale Radio Radicale, Notizie Radicali
Sito web www.radicali.it

I Radicali Italiani sono un movimento politico italiano di orientamento liberale, liberista, libertario e antiproibizionista, con una marcata visione della laicità dello Stato, fondato il 14 luglio 2001. Il movimento aderisce al Partito Radicale Transnazionale, associazione politica non governativa nata dall'evoluzione del Partito Radicale, del quale i Radicali Italiani si propongono come continuatori.

I leader di riferimento sono Marco Pannella ed Emma Bonino. Il primo segretario nazionale (2002-2006) è stato Daniele Capezzone. Dal 29 giugno 2008 è segretaria Antonella Casu. Presidente del movimento è Bruno Mellano. Dalla fondazione del movimento è stato presidente sino alla sua morte (avvenuta nel febbraio 2006) Luca Coscioni; nei due anni successivi la carica è ricoperta dalla sua vedova Maria Antonietta Farina.

Dopo aver aderito dal 2005 alla coalizione di centro-sinistra, l'Unione, per le elezioni politiche italiane del 2008 sono stati alleati del Partito Democratico, di cui hanno sottoscritto il programma elettorale e nelle cui liste hanno presentato i propri candidati.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Il passato

Il Partito Radicale, già protagonista e promotore di battaglie in tema di diritti umani e civili, promotore di attività referendarie e dell'antiproibizionismo in materia di droga, della legalizzazione del divorzio e dell'aborto, situato sulle posizioni della non violenza e sostenitore di campagne per l'affermazione delle libertà sessuali, si trasforma in un soggetto politico nuovo.

La decisione viene assunta dal consiglio federale del partito riunito a Trieste dal 2 al 6 gennaio 1989, quando si costituisce il Partito Radicale Transnazionale (PRT), organismo transpartitico che in pratica concede agli esponenti radicali la possibilità di praticare la loro attività politica all'interno di altri movimenti o partiti, rinunciando alla partecipazione diretta a competizioni elettorali ma circoscrivendo la propria attività alla promozione delle tematiche radicali. Dal 1995, inoltre, il PRT ottiene lo status di organizzazione non governativa di primo livello all'interno del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, diventa, cioè, una delle 42 organizzazioni internazionali con il diritto di formulare proposte formali in sede ONU.

Da questo momento in poi, alcuni esponenti del Partito Radicale che intendono farsi espliciti continuatori delle politiche proprie del partito storico, si riorganizzano attorno al "Movimento dei Club Pannella - Riformatori" che si ispira al leader radicale Marco Pannella e che sfocia nell'esperienza della Lista Pannella: nel 1994 questa dà un iniziale sostegno al governo di centrodestra guidato da Silvio Berlusconi ma, anche a seguito di dispute interne, si presenta al di fuori dei poli alle elezioni regionali del 1995.

La politica di continuità simbolica non arresta però gli episodi di scissione più o meno riconosciuti. Il Partito Radicale aveva già visto il distacco negli anni ottanta di diversi suoi aderenti e sostenitori, dapprima a opera della corrente facente capo all'ex-Segretario radicale Giuseppe Rippa (che si costituì successivamente in Movimento Federativo Radicale) e successivamente della componente verde (poi confluita nella Federazione dei Verdi): difatti le prime battaglie ambientaliste e antinucleari sono state combattute in Italia proprio dai Radicali, e il diritto a utilizzare l'attuale simbolo Verdi, il Sole che ride, è stato accordato da Pannella negli anni ottanta.

Nel 1996 viene promossa l'esperienza della Lista Pannella-Sgarbi; nel 1999, a seguito della considerevole visibilità acquisita da Emma Bonino come commissario europeo ed alla candidatura della stessa a Presidente della Repubblica [1], nasce la Lista Pannella-Bonino che raggiunge il suo massimo storico (8,5%) alle elezioni europee e si presenta, al di fuori dei poli, alle elezioni politiche del 2001 senza tuttavia eleggere rappresentanze parlamentari.

Anche a causa delle difficoltà nella gestione dei finanziamenti fra i vari soggetti radicali, politici e non, in questi anni il movimento notevoli difficoltà finanziarie, che hanno portato a numerosi appelli di iscrizione e sottoscrizione, congressi straordinari dell'area radicale (come l'Assemblea dei 1000, tenutasi nel 2005), oltre che alla chiusura del call center, la cessione di una quota di minoranza di Radio Radicale e vari licenziamenti di dipendenti della sede storica di Via di Torre Argentina (Roma).

[modifica] La nascita dei Radicali Italiani

All'indomani delle elezioni del 2001, che vedono la vittoria della Casa delle Libertà, coalizione di centrodestra, il Comitato Radicale si riunisce a Roma il 14 e 15 luglio, quando viene approvata la mozione politica che determina l'istituzione del nuovo soggetto politico denominato Radicali italiani. Movimento liberale, liberista e libertario. Aderente al Partito Radicale Transnazionale.

Alla carica di segretario viene eletto Daniele Capezzone, 28enne già responsabile informazione del partito e una delle voci di Radio Radicale, mentre alla presidenza del movimento vengono chiamati Luca Coscioni, affetto da sclerosi laterale amiotrofica ad emblema della battaglia per la libertà della ricerca scientifica, accanto a Benedetto Della Vedova, eurodeputato della Lista Bonino, e Rita Bernardini, consigliere comunale di Roma.

Tra le prime proposte, lanciate a livello internazionale come rimedio per i conflitti armati in Medio Oriente, i Radicali propongono l'ingresso di Israele nell'Unione Europea, avviano una campagna per l'abolizione della pena di morte, tema riportato alla ribalta a seguito dei conflitti in Afghanistan, e contro il sovraffollamento delle carceri, sostenendo che il numero dei detenuti avesse ormai acquisito quantità troppo consistenti.

A novembre del 2001, nel corso del comitato politico, il segretario Capezzone ribadisce "non l'indisponibilità, ma l'impossibilità storica e strutturale delle forze della sinistra e della destra ufficiali italiane di trovare alleanze strategiche con noi".

[modifica] Il I Congresso e il "Caso Italia"

Il primo congresso dei Radicali Italiani si svolge a Roma dal 4 al 7 luglio 2002 ed impegna gli organi dirigenti del movimento a presentare e sostenere una denuncia contro lo Stato italiano dinanzi alla Corte Europea dei diritti umani per l'attentato ai diritti civili e politici dei cittadini italiani. L'assise delibera, altresì, di aprire un anno straordinario di iniziativa e di lotta, con il ricorso ad ogni strumento politico, giudiziario e nonviolento, sulla battaglia per la "speranza nella vita" e la "vita della speranza" di milioni di persone, guidata da Luca Coscioni.

Questa viene definita come un nuovo capitolo della lotta religiosa ed anticlericale dei radicali contro le politiche che si oppongono al diritto di scelta individuale in materia di libertà sessuale, di cura, di ricerca, di fecondazione assistita, di droghe, di morte dignitosa.

Nel febbraio 2003, la delegazione europea dei Radicali (formata da Pannella, Bonino, Della Vedova, Marco Cappato, Gianfranco Dell'Alba, Olivier Dupuis e Maurizio Turco) presentano una interrogazione alla Commissione Europea su presunte persecuzioni, pestaggi, torture ed assassinii, da parte delle autorità pubbliche della Repubblica del Vietnam, nei confronti della popolazione cristiana dei Montagnard (popolo Degar), esponendosi contro il governo vietnamita accusato di violare i propri obblighi internazionali in materia di diritti umani contravvenendo agli accordi di cooperazione stipulati con l'UE.

A marzo del 2003 danno avvio ad una serie di denunce sulla situazione politica interna, definendo quello che prenderà il nome di "Caso Italia". Il dossier radicale denuncia che:

  • a partire dal novembre 2000 si siano verificate violazioni della Costituzione italiana relativamente alla composizione della Camera dei Deputati e della Corte Costituzionale: nel primo caso, l'assemblea legislativa ha stabilito dopo molti mesi di rimanere senza plenum, "malgrado la Costituzione lo prescriva tassativamente" (viene contestata, a riguardo, la presenza di numerose liste civetta che hanno impedito di individuare nuovi candidati dal riparto proporzionale; nella seconda istituzione il plenum dei componenti è stato ripristinato soltanto dopo 7 giorni di sciopero totale della fame e della sete da parte di Pannella;
  • ci sia una "sistematica violazione" della legalità costituzionale per ciò che concerne il diritto al referendum, in quanto da un lato il sistema politico italiano ostacolerebbe l'indizione di referendum, dall'altro una serie di questioni ne comprometterebbero sistematicamente gli esiti (ad esempio casi di mancato aggiornamento delle liste elettorali, nelle quali - sostengono i Radicali - sarebbero contenute anche persone defunte calcolate ai fini del quorum);
  • il sistema giudiziario non sia in grado di svolgere con efficacia il compito di risolvere le controversie applicando le norme vigenti, attaccando il Consiglio Superiore della Magistratura ritenuto un "potere politico in espansione";
  • la situazione delle carceri sia insostenibile: da un'analisi emerge, secondo i Radicali, la fotografia di una situazione di "sfascio di legalità", di "azzeramento della dignità" e del rispetto dei diritti umani e civili, denunciando casi di lesione, ritenuta colposa ma in alcuni casi anche volontaria, dell'integrità psico-fisica delle persone detenute.

In ragione dei mutati orientamenti dell'ultimo decennio, concretizzatisi nella costituzione dei Radicali Italiani, nel 2004, alcuni cittadini e personalità indipendenti dell'area radicale e personalità della sinistra libertaria hanno dato vita al Movimento Radicali di sinistra, in disaccordo con la svolta liberista e atlantista compiuta nell'ultimo decennio.

[modifica] Il II Congresso e le Europee

Dal 30 ottobre al 2 novembre 2003 si svolge il II Congresso del partito, che accusa il Governo Berlusconi in carica di rifiutare ogni accordo politico con il Partito Radicale Transnazionale, rilanciando il "caso Italia" in virtù dell'asserzione che l'Italia sia, in assoluto, il Paese più condannato per violazioni di diritti umani dalla Corte Europea dei Diritti Umani, con "un record superiore ad una condanna al giorno".

La mozione unica approvata dal congresso, inoltre, si pone in maniera critica nei confronti della corrente gestione politica europea: invita a dire "No" alla Convenzione europea, la quale confermerebbe un assetto di potere confuso senza progressi sull'esistente; i Radicali aprono piuttosto alla prospettiva degli "Stati Uniti d'Europa e d'America". Propongono l'elezione diretta del presidente della Commissione europea e di rinnovare le istituzioni continentali lasciando spazio ad un federalismo spinto e, dal punto di vista politico, ad una nuova aggregazione che diventi un vero e proprio "Partito Radicale Europeo".

Il 20 febbraio 2004, il Parlamento italiano approva la legge contenente le norme per la procreazione medicalmente assistita, duramente contestata dai Radicali ritenendola fortemente restrittiva delle libertà individuali e della ricerca scientifica (viene vietata espressamente la ricerca sulle cellule embrionali), i quali annunciano immediatamente la raccolta delle firme per indire un referendum abrogativo.

Intanto, il partito si prepara alle elezioni europee (giugno 2004), che ridimensionano notevolmente la delegazione radicale nel Parlamento europeo: i Radicali Italiani sostengono la Lista Bonino che ottiene circa 730.000 voti pari al 2,2% e all'acquisizione di 2 seggi, occupati dai due leader Bonino e Pannella. Nelle elezioni europee del 2009 non hanno superato la soglia del 4%, non ottenendo quindi alcun seggio.

[modifica] La fecondazione assistita

In collaborazione con l'Associazione Luca Coscioni e con il supporto dei militanti del partito, i Radicali presentano una serie di quesiti referendari per chiedere l'abolizione totale della legge 40/2004 sulla fecondazione assistita: per i Radicali la battaglia ha l'obiettivo di riaffermare l'importanza della laicità dello Stato, operando una distinzione netta tra la laicità delle leggi e le scelte morali.

Il 25 marzo 2004, i Radicali depositano alla Corte di Cassazione i quesiti referendari, il primo di abrogazione totale, gli altri quattro di abrogazione parziale della legge. Il 13 gennaio 2005, però, la Corte Costituzionale, al termine della camera di consiglio, stabilisce l'inammissibilità del quesito referendario sull'abrogazione totale, perché ritenuto incostituzionale in quanto, abrogando radicalmente la legge, si rimarrebbe senza alcuna legislazione in materia, mentre dichiara ammissibili gli altri quattro quesiti di abrogazione parziale della legge.

Questa battaglia referendaria riceve l'appoggio anche da alcuni partiti laici, prevalentemente di sinistra, e da settori della politica che lasciano libertà di coscienza. Sul fronte dell'astensione scende in campo direttamente la Conferenza Episcopale Italiana, che lancia un appello ai cattolici di non votare per quei referendum, che vengono ritenuti come uno strumento inadatto a trattare un tema eticamente sensibile come il diritto alla vita e sostenendo posizioni che sono nettamente contrarie a quelle manifestate dai Radicali, apprezzando che sia stato inserito nel testo legislativo il riconoscimento dei diritti del nascituro.

I 4 referendum sulla fecondazione assistita si svolgono il 12 e 13 giugno 2005: il primo riguarda il limite della ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni; il secondo i limiti all'accesso alla procreazione medicalmente assistita; il terzo le finalità e i diritti dei soggetti coinvolti; il quarto il divieto di fecondazione eterologa.

I referendum si risolvono con un brusco insuccesso: si reca alle urne soltanto il 25,6% degli elettori, mancando dunque il quorum per la validità dei quesiti.

[modifica] Il progetto radical-socialista: la Rosa nel Pugno

Già in vista delle elezioni regionali (aprile 2005), i Radicali chiedono "ospitalità" ad entrambi i poli per presentare delle liste nel nome di Luca Coscioni, ma il tentativo non trova riscontri soprattutto per l'opposizione manifestata dai cattolici in entrambi gli schieramenti, che contestano la matrice anticlericale dei Radicali, e nella sinistra a causa della ricetta economica liberista e del filo-atlantismo. Così senza appoggi esterni il partito rinuncia a presentare liste radicali alle Regionali e preferisce dedicarsi alla campagna elettorale sul referendum sulla fecondazione assistita, in programma due mesi dopo.

Primi contatti nell'ambito di alleanze politiche si verificano all'indomani di regionali e referendum con i Socialisti Democratici Italiani (SDI) di Enrico Boselli, che cercano nuove alleanze dopo aver sperimentato il progetto elettorale della Federazione dell'Ulivo. I Radicali e lo SDI, pertanto, si fanno promotori della costituzione di un polo laico e riformista nel nome di "Blair, Fortuna e Zapatero", sul modello del socialismo radicale spagnolo. Dal 23 al 25 settembre 2005 si svolge a Fiuggi la "Convention laica, socialista, radicale e liberale", organizzata dai due partiti insieme all'Associazione Luca Coscioni e alla Federazione dei giovani socialisti.

I Radicali affidano al loro IV Congresso (dal 29 ottobre all'1 novembre 2005) il compito di stabilire le linee guida della loro politica futura e di dare avvio al nuovo soggetto radical-socialista, che parte dall'intesa con lo SDI. Il segretario Capezzone, nella relazione iniziale del congresso, propone uno dei simboli socialisti e radicali per eccellenza, la "rosa nel pugno", come emblema del nuovo soggetto politico: da un lato la rosa riformatrice, simbolo del socialismo europeo, dall'altra il pugno che non colpisce ma che rinnova la sua lotta offrendo, appunto, un fiore.

Il simbolo della Rosa nel pugno viene presentato ufficialmente il 17 novembre 2005 presso la Residenza Ripetta di Roma e il nuovo soggetto si propone come alleanza elettorale che viene integrata nella coalizione del centrosinistra italiano, L'Unione, guidata da Romano Prodi. Queste le linee guida proposte dai Radicali nell'azione politica della "Rosa nel pugno".

  • Trasformare i Pacs (Patti civili di solidarietà) in legge dello Stato, "facendo il possibile e l'impossibile per cancellare discriminazioni odiose e assicurare pari dignità e protezione alle scelte di milioni di donne e di uomini, omosessuali come eterosessuali".
  • Cambiare rotta sulle politiche in materia di droghe, "facendo il possibile e l'impossibile per cancellare le norme troppo proibizioniste".
  • Abolire gli ordini professionali, o almeno larga parte di essi, "facendo il possibile e l'impossibile per spazzare i privilegi di pochi": si tratterebbe di cancellare ordini e monopoli e il valore legale della laurea, per fare in modo che "tutti, non solo alcuni, stiano sul mercato, con i rischi e le opportunità che questo comporta".

Nel 2005, in seguito alla scelta di costituire un progetto radical-socialista con adesione al centrosinistra italiano, Benedetto Della Vedova, insieme ad altri esponenti, abbandona il partito e fonda il movimento dei Riformatori Liberali, anch'esso di area liberale e libertaria ma favorevole ad una collocazione nell'area di centrodestra. Nel 2006 è la volta dei Radicali Europei, che dissentono dalla collocazione nella Rosa nel Pugno per conservare l'autonomia dai due poli e recuperare le tematiche nonviolente del Partito Radicale Transnazionale.

[modifica] Le elezioni politiche e l'ingresso nel Governo

Si svolgono le elezioni: il centrosinistra vince per poche decine di migliaia di voti alla Camera dei deputati, dove ottiene il 49,81% dei consensi contro il 49,74% della CdL. La Rosa nel Pugno ottiene un risultato inferiore alle prevedibili sommatorie di SDI e Radicali, ma si pone come la quarta forza dell'Unione: ottiene circa 991.000 voti alla Camera (2,6%) e 851.000 al Senato (2,5%), superando lo sbarramento solo nel primo caso ed eleggendo così 18 deputati. Al Senato, la formazione radical-socialista non supera gli sbarramenti regionali e non partecipa al riparto dei seggi, anche se la Rnp - a questo proposito - parlerà di una scorretta interpretazione della legge elettorale, sostenendo che, invece, ci sarebbero 8 senatori democraticamente eletti. Il 21 gennaio 2008 la giunta per le elezioni del Senato respinge definitivamente i ricorsi sui seggi contestati e reclamati dalla Rnp, insieme a IDV, UDC, Verdi e Nuovo Psi. Il senatore dell'Ud Roberto Manzione ha spiegato: "La Giunta ha respinto tutti i ricorsi a larghissima maggioranza, sancendo il principio che chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori. La casta, come era prevedibile, ha protetto se stessa". Sempre secondo lo stesso si tratta di "una decisione abnorme, frutto dell'intesa politica tra maggioranza e opposizione e, in particolare, dell'asse tra Pd e Forza Italia che continua a propagare i suoi nefasti effetti".


Nel nuovo Governo Prodi II, l'unica rappresentanza ministeriale della Rnp viene affidata alla radicale Emma Bonino, che diventa Ministro delle Politiche Comunitarie e del Commercio Internazionale. È la prima volta nella storia che un esponente radicale ottiene un incarico ministeriale. La Bonino, che ricopre anche la carica di deputato, lascia il posto di parlamentare europeo che viene assunto da Marco Cappato, mentre Pannella rimane a Strasburgo, essendo sfumata la sua elezione a senatore come capolista della Rnp. Capezzone viene eletto presidente della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei deputati.

[modifica] La Rosa nel Pugno si blocca

Già sul finire del 2006, però, il progetto della Rnp subisce un rallentamento dovuto ad una sostanziale difformità tra la cultura socialista e quella radicale, che si concretizza soprattutto in un diverso modo di intendere l'azione politica: da una parte un'azione storicamente di governo, dall'altra un'attività referendaria e movimentista. A dare un'indicazione in tal senso è il V Congresso dei Radicali, che si svolge a Padova dal 2 al 5 novembre 2006: quella che era nata come alleanza politico-elettorale non è riuscita a trasformarsi in un vero nuovo partito ma si mantiene soltanto come azione comune nel Parlamento e nel Governo, dove socialisti e radicali mantengono gruppi e delegazioni unitari nel nome della Rosa nel Pugno.

A definire meglio la situazione transitoria della Rnp è il congresso dello SDI (aprile 2007) che propone come obiettivo prioritario l'unità socialista e dà avvio alla "Costituente Socialista", finalizzata alla ricomposizione della diaspora e alla nascita di un nuovo soggetto politico che porti il nome di "Partito Socialista": non la fine della Rosa nel Pugno, secondo Boselli, ma l'apertura di un cantiere più grande.

[modifica] Il V Congresso e lo scontro Pannella-Capezzone

Intanto, all'interno dei Radicali si concretizza un atteggiamento di scontro tra il leader Pannella e il segretario uscente Capezzone durante un ufficio politico del partito che finisce ai microfoni di Radio Radicale. Capezzone si lamenta per la sua "destituzione" da segretario (l'assise eleggerà poi Rita Bernardini) e rivendica un atteggiamento più critico nei confronti del Governo, accusato di non essere abbastanza incisivo sulle unioni civili, sull'antiproibizionismo e sull'agenda Giavazzi.

Il clima, tuttavia, si ricompone in occasione del congresso che si svolge all'interno del complesso fieristico di Padova, quando nelle relazioni prevale un atteggiamento distensivo.

Ma la "tregua" dura poco e, dopo esser stato accusato di eccessivo protagonismo mediatico da parte dell'unico Ministro radicale, Emma Bonino, Capezzone torna sulla graticola.

Da lì a poco fonderà il suo network-think tank Decidere.net, pur non avendo ufficialmente lasciato i Radicali. Con Decidere.net Capezzone inizia un graduale avvicinamento al centrodestra e a Silvio Berlusconi, al quale - nonostante le posizioni fortemente critiche assunte in passato nei confronti del leader del Pdl - offrirà il suo appoggio per la campagna elettorale del 2008. Non candidato alle elezioni, viene nominato nel maggio del 2008 portavoce nazionale di Forza Italia.

[modifica] La moratoria sulla pena di morte

Per approfondire, vedi la voce Moratoria universale della pena di morte.

Marco Pannella ha lanciato uno sciopero della fame, insieme ad altri dirigenti radicali, per sollecitare il governo a presentare la proposta alle nazioni unite; se il risultato sarà favorevole, sarebbe un ulteriore passo avanti per l'abolizione della pena capitale.

La proposta, che ha ricevuto un significativo appoggio dall'Italia prima e quindi dalla UE, è stata presentata -sotto forma di risoluzione- il 1 novembre 2007 da 72 paesi presso la terza commissione dell'Assemblea Generale dell'ONU.

[modifica] La fine della Rosa Nel Pugno e la delegazione Radicale nel Partito Democratico

Dopo la fine dell'esperienza della Rnp il gruppo costituito è stato denominato "Socialisti e Radicali - Rnp". In vista delle elezioni politiche 2008 i Radicali Italiani avrebbero voluto proporre una propria lista, coalizzata con il Partito Democratico per Veltroni premier. La dirigenza del PD rifiuta questa soluzione (consentendolo invece all'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro). Viene raggiunto un compromesso il 21 febbraio, come base di partenza per un accordo più ampio: i Radicali Italiani presenteranno nove propri candidati all'interno del Pd, e, in caso di vittoria del Partito Democratico, a Emma Bonino spetterebbe un posto da ministro. A causa di incompatibilità con le regole interne dei democratici, non vengono candidati, tra le proteste del movimento, Pannella (in quanto è stato in parlamento per molte legislature) D'Elia, condannato in via definitiva (anche se la riabilitazione lo avrebbe reso comunque candidabile), e Silvio Viale. Pannella sostiene invece l'esistenza di veti politici nei loro confronti, in quanto sono state fatte anche eccezioni a questa regola. Per le elezioni amministratrive, viene invece presentata, in alcune città, la Lista Bonino - Radicali. Risultano eletti i 9 rappresentanti radicali, 6 alla Camera, 3 al Senato, fra cui Emma Bonino - capolista in Piemonte - che costutuiranno la delegazione radicale all'interno dei gruppi parlamentari del Partito Democratico di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica. Il movimento radicale, che prima delle elezioni aveva denunciato il mancato rispetto dei patti da parte del Partito Democratico per via delle posizioni in lista di non sicura elezione riservate ai candidati radicali, sottolinea anche dopo le elezioni che senza la sconfitta della Sinistra Arcobaleno sarebbero stati eletti soltanto sei radicali e non nove come previsto dai patti.

Il 29 giugno 2008 il comitato nazionale del movimento nomina Antonella Casu segretaria nazionale al posto della Bernardini (che come consuetudine del Partito Radicale deve dimettersi essendo la carica di partito incompatibile con il mandato parlamentare). Michele De Lucia e Bruno Mellano sono stati nominati rispettivamente tesoriere e presidente.

[modifica] Valori

Scopo del Movimento, come recita lo Statuto, è di rafforzare le lotte liberali, liberiste e libertarie per avviare la Rivoluzione liberale e costruire gli Stati Uniti d'Europa. Non sono ravvisabili, all'interno del partito, delle particolari correnti formalmente costituite né tendenze interne di diverso orientamento.

[modifica] Risultati elettorali

  • Risultati elettorali di tutti i soggetti Radicali
Lista Voti % Seggi
Politiche 1958 Camera PRI-PR[1] 405.574 1,37 6
Senato - - - -
Politiche 1976 Camera PR 394.212 1,07 4
Senato PR 265.947 0,85 -
Politiche 1979 Camera PR 1.264.870 3,45 18
Senato PR 413.478 1,32 2
Europee 1979 PR 1.283.512 3,67 3
Politiche 1983 Camera PR 809.810 2,19 11
Senato PR 548.863 1,77 1
Europee 1984 PR 1.197.490 3,41 3
Politiche 1987 Camera PR 988.180 2,56 13
Senato PR 572.461 1,77 3
Europee 1989 Lega Antiproibizionista sulla Droga 429.554 1,23 1
Politiche 1992 Camera Lista Pannella 485.694 1,24 7
Senato Lista Pannella 166.708 0,50 -
Politiche 1994 Camera Lista Pannella-Riformatori 1.359.283 3,51 6 [2]
Senato Lista Pannella-Riformatori 767.400 2,32 2 [3]
Europee 1994 Lista Pannella-Riformatori 704.153 2,14 2
Politiche 1996 Camera Lista Pannella-Sgarbi 702.988 1,88 -
Senato Lista Pannella-Sgarbi 509.826 1,56 1 [4]
Europee 1999 Lista Bonino 2.625.881 8,50 7
Politiche 2001 Camera Lista Pannella-Bonino 832.213 2,24 -
Senato Lista Pannella-Bonino 677.725 2,00 -
Europee 2004 Lista Bonino 731.867 2,20 2
Politiche 2006 Camera Rosa nel pugno 991.049 2,59 18 [5]
Senato Rosa nel pugno 851.875 2,49 -
Politiche 2008 Camera (nelle liste del PD) - - 6
Senato (nelle liste del PD) - - 3
Europee 2009 Lista Bonino-Pannella 743.273 2,42 -

[modifica] Congressi

[modifica] Segretari

[modifica] Note

  1. ^ Fonte Ministero dell'Interno
  2. ^ La Lista Pannella non supera lo sbarramento nella quota proporzionale, ma vengono eletti col maggioritatio 6 Radicali nelle liste del Polo delle Libertà
  3. ^ Francesca Scopelliti eletta con la Lista Pannella-Riformatori attraverso il recupero proporzionale nella regione Lombardia, Sergio Stanzani eletto nelle liste del Polo
  4. ^ Pietro Milio eletto in Sicilia col recupero proporzionale
  5. ^ I Radicali eletti sono 7, insieme a 9 socialisti e 2 indipendenti
  6. ^ Radicali Italiani: Antonella Casu nuovo segretario, La Repubblica.it, 30 giugno 2008.

[modifica] Voci correlate


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