Renzo Arbore

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Renzo Arbore
Renzo Arbore nel 2008
Renzo Arbore nel 2008
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Blues
Swing
Canzone napoletana
Periodo di attività 1972 – in attività
Gruppo attuale L'Orchestra Italiana
Sito web

Lorenzo Giovanni Arbore (Foggia, 24 giugno 1937) è un disc jockey, cantautore, conduttore radiofonico, clarinettista, showman, attore, sceneggiatore e regista e personaggio televisivo italiano. Viene considerato il primo disc jockey italiano[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Arbore e Boncompagni ai tempi di Alto gradimento (1975)

Renzo Arbore è figlio di un medico e di una casalinga. Prima però di laurearsi in giurisprudenza a Napoli, cominciò a distinguersi proprio a Foggia, la sua città natale, nella storica Taverna del Gufo nel centro storico e nei pressi di Via Arpi, dopo essere stato, in precedenza, al seguito di un noto complesso jazz foggiano, la Parker's Boys, anche come clarinettista.

Si interessa di musica leggera e di jazz: al 1964 risale la sua collaborazione con la RAI: si occupa di trasmissioni di varietà (Bandiera gialla, Alto gradimento, L'altra domenica, Cari amici vicini e lontani..., Indietro tutta!); nel 1996 è stato direttore artistico dei programmi Radio RAI.

Nella sua poliedrica attività ha riscosso successi in vari campi: bravo musicista e cantante con L'Orchestra Italiana, conduttore radiofonico e televisivo - restano memorabili le trasmissioni radiofoniche, presentate insieme a Gianni Boncompagni: Bandiera gialla (1965), Per voi giovani (1967), Alto gradimento (1970) e televisive: Speciale per voi (1969-1970), una specie di processo ai cantanti del periodo, L'altra domenica (1976-1979), il suo primo vero successo in cui creò uno stile alternativo in diretta concorrenza con la coetanea Domenica in di Corrado, Quelli della notte (1985), Indietro tutta! (1988) e la recente Speciale per me - meno siamo meglio stiamo (2005). È stato anche attore e regista cinematografico (Il pap'occhio, 1980; "FF.SS." - Cioè: "...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?", 1983).

Ha avuto il merito di scoprire e lanciare nuovi personaggi fra i quali Roberto Benigni, Gegé Telesforo, Giorgio Bracardi, Mario Marenco, Marisa Laurito, Nino Frassica, Milly Carlucci, Daniele Luttazzi e valorizzarne altri come Michele Mirabella, Luciano De Crescenzo e la Microband, l'attrice Maria Grazia Cucinotta, Nina Soldano, le conduttrici televisiva Luana Ravegnini e Ilaria D'Amico, l'attore Francesco Paolantoni, la presentatrice Feliciana Iaccio, la cantante Pietra Montecorvino.

Le sue esperienze nel mondo musicale iniziano nel 1972, con la "N.U. Orleans Rubbish Band" (dove le lettere puntate stanno per "Nettezza Urbana"[2]), che era composta, oltre che dallo stesso Arbore al clarinetto, da Fabrizio Zampa alla batteria, Mauro Chiari al basso, Massimo Catalano al trombone e Franco Bracardi al piano; questo gruppo pubblicò un 45 giri, contenente She was not an angel e The stage boy, inciso per gioco dai cinque.

Nel 1991 ha fondato L'Orchestra Italiana, con quindici grandi solisti per valorizzare la canzone napoletana classica restituendo dignità, tra l'altro, al mandolino.

Già presidente di "Umbria Jazz", ha dato un intelligente contributo alla rinascita della grande manifestazione jazzistica perugina. Nel 2002 fonda una nuova band, "Renzo Arbore e i suoi Swing Maniacs", scegliendo personalmente i musicisti fra i migliori della scena jazzistica romana e nazionale: il sassofonista Fabiano "Red" Pellini, il chitarrista Emanuele Basentini, il pianista e sassofonista Giorgio Cuscito, il batterista Alberto Botta ed il pianista Attilio Di Giovanni, fra gli altri, hanno militato in questa poderosa swing band. Non scioglie, tuttavia, L'Orchestra Italiana, assieme alla quale continua ad esibirsi per vari eventi alternandosi con la neonata band. Nel 2004 si esibisce in tre concerti con L'Orchestra Italiana: alla Carnegie Hall di New York, al CasinoRama di Toronto ed al Teatro dell'Opera di Roma alla presenza del Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Con gli Swing Maniacs incide un doppio CD uscito nel febbraio 2005, l'album Vintage, ma non li dimostra, premiato col "Disco d'oro".

Nel 2008 ha dato voce al dromedario Tutankamon nel film d'animazione La luna nel deserto diretto dal regista Cosimo Damiano Damato.

Da molti anni è presidente di una associazione dei disc-jockey italiani e si esibisce anche come suonatore di clarinetto jazz. Da oltre 20 anni è testimonial della Lega del Filo d'Oro [3], una associazione onlus che assiste alcune persone sordocieche.

Nel 2009 ha cantato nell'ultimo disco di Claudio Baglioni Q.P.G.A., nella canzone Buon Compleanno.

Trasmissioni[modifica | modifica sorgente]

Arbore e la sua banda hanno lasciato un segno profondo nella televisione di qualità che si faceva fino alla metà degli anni novanta.

Già con le sue prime trasmissioni degli anni sessanta, come Bandiera gialla e Speciale per voi, Arbore impone stile e idee estremamente innovativi rispetto ai canoni televisivi dell'epoca. Basti ricordare Speciale per voi (1969), nella quale per la prima volta famosi cantanti venivano messi sotto il fuoco incrociato di domande e osservazioni, anche cattive, da parte del pubblico in sala.

Il più clamoroso successo arriva però dalla radio, con la trasmissione Alto gradimento, condotta insieme a Gianni Boncompagni, un'esilarante sgangherata galleria di personaggi, interpretati per lo più da Mario Marenco e Giorgio Bracardi, che si alternavano alla messa in onda di musica internazionale. Una trasmissione geniale e irriverente, esplosiva e demenziale, che realizzò indici di ascolto impensabili per la radio dell'epoca, creando tormentoni comici che per anni rimasero nella mente e persino nei modi di dire della gente comune.

Arbore ritornò alla televisione nei primi anni settanta: da ricordare la trasmissione pomeridiana L'altra domenica che, in concorrenza con il format più tradizionale proposto dalla Rete 1 della RAI, introduceva un nuovo stile irriverente e goliardico anche nei programmi-contenitore della domenica pomeriggio, con la partecipazione di diversi artisti come Roberto Benigni nei panni del critico televisivo, Andy Luotto il cugino americano, i collegamenti con Mario Marenco da Roma e Isabella Rossellini da New York, le Sorelle Bandiera e tanti altri. Per la prima volta in una trasmissione televisiva il pubblico entra in contatto diretto con la televisione, in palio venti milioni di lire e tante risate.

Renzo Arbore e il suo clarinetto

Nel 1980 arriva la serie Tagli Ritagli e Frattaglie condotta insieme a Luciano De Crescenzo; nel 1981 Telepatria International con le indimenticabili evocazioni spiritiche di Dante (Roberto Benigni), Cristoforo Colombo (Paolo Villaggio) e con l'ultimo dei Mille (Carlo Verdone), in cui lancia le Gemelle Nete; e nel 1984 Cari amici vicini e lontani, programma sulla storia della radio, nuovamente con le Gemelle Nete (che interpretano la sigla finale del programma, Un bacio a mezzanotte).

Ma è nel 1985 che giunge il grande successo con la trasmissione di Rai 2 Quelli della Notte, un appuntamento cult, con una serie di personaggi comici e intellettuali che si riunivano nella notte surreale e un po' cialtrona. La trasmissione, una chiara satira nei confronti dei dilaganti salotti televisivi, lancia sul firmamento nazionale il comico Nino Frassica nelle vesti di Frate Antonino da Scasazza che, con i suoi sproloqui, fece divertire mezza Italia. Molti altri furono comunque i nuovi volti lanciati dalla trasmissione, come Riccardo Pazzaglia il filosofo partenopeo, Massimo Catalano l'intellettuale viveur, Maurizio Ferrini rappresentante romagnolo di pedalò affezionato al Partito Comunista, Simona Marchini romantica sognatrice, Marisa Laurito cugina in attesa perenne del fidanzato, e ancora Mario Marenco, Andy Luotto oltre che lo stesso Renzo Arbore, grande trascinatore. La trasmissione segnò un'epoca e i tormentoni e le battute entrano nel gergo quotidiano. L'album prodotto con le musiche della trasmissione vendette 500.000 copie.

Nel 1987/1988 la trasmissione Indietro tutta! replicò l'enorme successo di Quelli della Notte. Il programma stigmatizzava l'invadenza della televisione di tipo più commerciale, ridicolizzandone usi e costumi; una parodia televisiva in cui Nino Frassica impersonava un improbabile quanto sgangherato "Bravo presentatore"; notevole il gruppo di ballerine brasiliane del Cacao Meravigliao che rappresentavano un surreale sponsor e le Ragazze Coccodè, un ridicolo corpo di ballo. Non mancavano inoltre personaggi come Mario Marenco che impersonava "Riccardino", un bambino parecchio dispettoso che con tanto di grembiule e cartella passava il tempo a rincorrere il cane Fiocco. Il maestro Mazza era a capo dell'orchestra "Mamma li Turchi", Francesco Paolantoni era Cupido, appeso all'altalena e intento a lanciare frecce che non andavano mai a segno. La scenografia rappresentava una nave e l'ammiraglio Arbore era attorniato da due belle ragazze che rappresentavano Miss Nord e Miss Sud; a guardia del sotterraneo erano le "Guardiane" (una delle due era una giovanissima e ancora sconosciuta Maria Grazia Cucinotta, l'altra Feliciana Iaccio).

Nel 1986 Arbore partecipa al Festival di Sanremo con la canzone ironica Il Clarinetto e si piazza al secondo posto. Nell'esecuzione del brano sul palco sanremese è accompagnato da quelli che egli stesso chiama i "Tre amici e il cognato" di cui fanno parte Gegè Telesforo e Nando Murolo. Seguono altri programmi televisivi come DOC e Marisa la Nuit. In quest'ultimo programma, condotto da Marisa Laurito, Arbore, che è la voce fuori campo, anticipa quello che sarà il modo di fare televisione della Gialappa's Band.

Nel 1990 conduce Il caso Sanremo, dove in un processo simulato è giudice su fatti e misfatti della storia canora sanremese attorniato da una improbabile corte ed avvocati interpretati da Michele Mirabella e Lino Banfi.

Nel 1992 in una trasmissione in 4 puntate, rende un sentito omaggio televisivo a Totò con Caro Totò… ti voglio presentare. Un programma per celebrare la grandezza artistica del più grande in assoluto: il Principe della risata.

Nel 1996 conduce senza sosta per 22 ore La Giostra, in diretta via Satellite per Rai International di cui è diventato intanto direttore Artistico e Testimonial.

Nel 2005 è la volta di Speciale per me - Meno siamo, meglio stiamo! (17 puntate dal 23 gennaio al 4 giugno[4]) su Rai 1, definita dallo stesso Arbore una "trasmissione amarcord" con l'obiettivo di mostrare tutta la tv memorabile che la gente tende a dimenticare. Il senso della trasmissione è una sorta di mercatino di modernariato televisivo; anche la musica proposta è volutamente "vintage". La trasmissione riscuote un buon successo anche se va in onda in terza serata (proprio a questa collocazione notturna allude il sottotitolo "meno siamo, meglio stiamo"), con una media di quasi un milione e mezzo di telespettatori dopo mezzanotte, il 25 per cento di share.

Nel giugno 2008 è stato pubblicato il libro Renzo Arbore e la radio d'autore - Tra avanguardia e consumo, un volume monografico scritto da Salvatore Coccoluto, dedicato alle storiche trasmissioni radiofoniche di Arbore.

Ha realizzato il gioco in scatola Ma non i coperchi, ideato con Giancarlo Magalli e pubblicato dalla International Team.

Il 15 novembre 2010 Arbore torna in tv con la trasmissione ...a lunga durata, Arbore e gli aborigeni su Rai International e in replica su Rai 5.

Il 4 settembre 2011 la Rai ha dedicato ad Arbore una puntata monografica della trasmissione Speciale TG1 documentari realizzata dal giornalista Vincenzo Mollica.

È del 2013 la sua biografia Renzo Arbore: vita, opere e (soprattutto) miracoli a cura del giornalista della Rai Gianni Garrucciu, contenente numerose testimonianze di tanti colleghi e amici di Arbore.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Scapolo convinto, dopo un legame negli anni '60 con la cantante e presentatrice torinese Vanna Brosio, si è accompagnato con la cantante romana Gabriella Ferri[5], ha poi avuto una lunga storia d'amore nel decennio successivo con Mariangela Melato; successivamente è stato legato a Mara Venier fino al 1997. Nel 2007 si è legato nuovamente alla Melato, ed è stato con lei fino al giorno della morte di Mariangela avvenuta l'11 gennaio 2013.

Ambasciatore nel mondo della musica napoletana[modifica | modifica sorgente]

Nel 1991 fonda L'Orchestra Italiana, composta da quindici grandi strumentisti, con lo scopo di diffondere nel mondo la canzone napoletana classica. Nel 1993 ottiene un trionfale successo al Radio City Music Hall di New York.

Nell'ottobre 2007 è uscito il libro Renzo Arbore ovvero Quello della musica, la prima biografia musicale dell'artista scritta dal giovane clarinettista e musicologo Claudio Cavallaro, suo fan fin da bambino.

Nella canzone "Se io fossi San Gennaro" di Federico Salvatore, l'artista napoletano dice: "Io non posso sopportare che un signore nato a Foggia porta Napoli nel mondo e la stampa lo incoraggia...". Chiaro e polemico riferimento a Renzo Arbore e alla sua iniziativa di diffondere nel mondo la canzone napoletana classica.

Politica[modifica | modifica sorgente]

Renzo Arbore, da sempre vicino al Partito Radicale, nel 2013 ha sostenuto ed è divenuto membro del comitato "Bonino Presidente", volto a sostenere la candidatura come Presidente della Repubblica Italiana la radicale Emma Bonino.[6][7]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 1992[8]

Il 30 luglio 2006, all'indomani del concerto inaugurale della tournée con L'Orchestra Italiana a Chieti, ove giovanissimo, a tempo di guerra, risiedette da "sfollato" e assistette all'arrivo degli Alleati, Renzo Arbore ha ricevuto la Cittadinanza onoraria della città.

Il 13 dicembre 2013 viene nominato cittadino onorario di Palermo per il documentario “Da Palermo a New Orleans... E fu subito Jazz” in cui vengono raccontate le vicende artistiche e umane della Original Dixieland Jass Band, capitanata da Nick La Rocca e composta da un gruppo di amici, quasi tutti di origine siciliana, che incisero a New York nel 1917 il primo disco al mondo di jazz.

Nel 2010 gli è stato attribuito il Premio America della Fondazione Italia USA.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Renzo Arbore in un'intervista a Vincenzo Mollica dichiarò di essere stato il primo ad indossare i jeans a Foggia, seppure suo padre fosse contrario a quei pantaloni da operaio[9].

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

45 giri[modifica | modifica sorgente]

Colonne sonore[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Attore[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatore[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Altre attività[modifica | modifica sorgente]

  • Il 2 ottobre 2007 realizza la prima diretta video in streaming con la regia di Denis Gianniberti[11] e la racconta in un video[12]. Tale esperienza il 27 ottobre 2012 porta all'inizio delle trasmissioni del Renzo Arbore Channel[10].
  • Renzo Arbore è testimonial da oltre vent'anni dell'Associazione Lega del filo d'oro, che si occupa delle persone sordocieche. Per l'associazione è stato protagonista di diversi spot TV e radio.
  • Ha scritto il soggetto di una storia Disney Zio Paperone e i concerti predatori pubblicata sul numero 2123 di Topolino.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ RENZO ARBORE: è in libreria la sua biografia scritta da Claudio Cavallaro - Festival
  2. ^ Il negozio di Euterpe: N.U. Orleans Rubbish Band - She was not an angel/The stage boy (1972)
  3. ^ Lega del Filo d'Oro
  4. ^ sito "Rai Teche" [1].
  5. ^ Gabriella Ferri - IO donna
  6. ^ https://www.facebook.com/radicali/posts/613969825297860
  7. ^ La corsa delle donne, Bonino in pole | Rassegna stampa | Radicali italiani
  8. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  9. ^ a b http://www.meetingrimini.org/detail.asp?c=1&p=6&id=1795&key=3&pfix=
  10. ^ a b renzoarborechannel
  11. ^ Denis Gianniberti
  12. ^ Annincio nascita RENZO ARBORE CHANNEL

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Il dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Arbore Renzo, di Massimo Cotto, pag. 48
  • Claudio Cavallaro, Renzo Arbore, ovvero quello della musica, Coniglio Editore, Roma, 2007
  • Gianni Garrucciu, Renzo Arbore, vita, opere e (soprattutto) miracoli, Rai Eri, Roma 2013

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 71574945