Nino Manfredi

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« E fusse ca fusse la vorta bbona! »
(Il barista di Ceccano)
Nino Manfredi nel film di Luigi Magni Nell'anno del Signore (1969)

Saturnino Manfredi, più noto come Nino (Castro dei Volsci, 22 marzo 1921Roma, 4 giugno 2004), è stato un attore, regista e sceneggiatore italiano. Con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni fu uno dei "mostri" della commedia all'italiana.[1] Attore estremamente eclettico, si è cimentato in tutti i campi dell'arte recitativa: teatro, cinema, televisione, radio, doppiaggio e pubblicità. È inoltre stato regista, sceneggiatore, scrittore e cantante.

Indice

Biografia

Inizi come attore drammatico

Nino Manfredi ospite nel 1985 al Giffoni Film Festival

Dopo la laurea in giurisprudenza, assecondò ben presto la propria vocazione artistica iscrivendosi all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma. In teatro fa i suoi esordi nella stagione 1947-1948, al Piccolo Teatro di Roma sotto la direzione del suo maestro Orazio Costa, nella Compagnia di Vittorio Gassman ed Evi Maltagliati con Tino Buazzelli, recitando in testi perlopiù drammatici, in molti casi allestiti in prima assoluta per l'Italia: citiamo Liliom di Ferenc Molnár, L'aquila a due teste di Jean Cocteau, Casa Monestier di Denis Amiel, Erano tutti miei figli di Arthur Miller e Scontro nella notte di Eugene O'Neill. Nella stagione 1948-1949 recitò al Piccolo Teatro di Milano, sotto la regìa di Giorgio Strehler, nei drammi shakesperiani Romeo e Giulietta, La Tempesta e Riccardo II insieme a grandi attori di prosa del calibro di Giorgio De Lullo, Edda Albertini e Lilla Brignone. Nella stagione 1952-1953 collaborò col grande commediografo Eduardo De Filippo, portando in scena al Teatro Eliseo di Roma tre suoi atti unici, Amicizia, I morti non fanno paura e Il successo del giorno, recitandoli insieme con Paolo Panelli e Bice Valori. Frequenti i suoi interventi in programmi radiofonici della Rai a Rosso e nero n° 2, 1955, con il personaggio il Signor Tacito ed altri, nel 1958 insieme a Isa Bellini presenta un programma a quiz, Il labirinto.

Teatro di rivista e commedia musicale

Rientrato a Roma, a partire dal 1951, insieme ai suoi compagni di studio Paolo Ferrari e Gianni Bonagura formò un terzetto che si esibì con successo dapprima nei varietà radiofonici e quindi in molti spettacoli del teatro di rivista, e della commedia musicale, a partire dalla stagione 1953-1954, con Tre per tre... Nava di Marcello Marchesi insieme alle tre sorelle Nava, quindi nella stagione 1954-1955 con Festival scritto da Age, Scarpelli, Marcello Marchesi, Dino Verde e Orio Vergani, e infine nella stagione 1956-1957 con Gli italiani sono fatti così di Vittorio Metz, Marcello Marchesi e Dino Verde, insieme alla coppia Billi-Riva e Wanda Osiris. In quegli anni lavora anche con Corrado. I suoi due grandi trionfi sul palcoscenico li ottiene comunque più avanti, nelle commedie musicali Un trapezio per Lisistrata (1958) di Garinei e Giovannini accanto a Delia Scala, e soprattutto nel Rugantino (1963) sempre di Garinei e Giovannini, insieme ad Aldo Fabrizi e Bice Valori, che si risolve in un autentico trionfo anche in tournée negli Stati Uniti d'America.

Inizi cinematografici

Sul grande schermo debuttò nel 1949 e per una decina di anni ricoprì ruoli di varia importanza in film assai modesti; in questo primo periodo sono da ricordarne alcuni molto simpatici, come l'amico che aiuta Teddy Reno a trovare una soubrette teatrale conosciuta a Napoli nel film Totò, Peppino e la... malafemmina (1956) diretto da Camillo Mastrocinque e nei suoi primissimi ruoli da protagonista, nelle spigliate commedie Caporale di giornata e Carmela è una bambola, entrambe dirette nel 1958 da Gianni Puccini.

Il doppiaggio

Si cimentò anche come doppiatore, prestando la propria voce tra gli altri a Robert Mitchum in Sette settimane di guai, Earl Holliman in Il pianeta proibito, quindi al francese Gérard Philipe e, tra gli italiani, Franco Fabrizi in I vitelloni di Federico Fellini, Sergio Raimondi in Piccola posta, Antonio Cifariello in La bella di Roma, Renato Salvatori in La domenica della buona gente e Marcello Mastroianni in Parigi è sempre Parigi.

"Il barista di Ceccano"

Sul piccolo schermo apparve per la prima volta nel 1956, nello sceneggiato L'alfiere diretto da Anton Giulio Majano, ma è nel 1959 (annata chiave della sua carriera) che ottenne uno strepitoso successo di pubblico con la sua partecipazione a Canzonissima, accanto a Delia Scala, Paolo Panelli e il ballerino e coreografo statunitense Don Lurio. In quella memorabile trasmissione creò la macchietta del "barista di Ceccano", la cui battuta tormentone Fusse che fusse la vorta bbona entrò nel linguaggio comune. Riuscì persino a convincere l'amico Marcello Mastroianni, ciociaro anch'egli, notoriamente restìo ad apparire in televisione, ad esibirsi in una scenetta insieme a lui.

Protagonista della commedia all'italiana

Sull'onda del suo successo televisivo nello stesso anno venne chiamato nella parte del meccanico Piedeamaro in Audace colpo dei soliti ignoti, di Nanni Loy, sequel del fortunato I soliti ignoti dell'anno precedente, rispetto al quale in pratica si trovò a sostituire lo stesso Mastroianni nella parte del "tecnico" della sgangherata banda di ladri. Venne inoltre chiamato a prestare la sua voce, con la cadenza ciociara del "barista di Ceccano", come narratore fuori campo, nel 1960, nel film di Mario Mattòli Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi.

Sempre dal 1960, a partire dal ruolo da protagonista sostenuto nel film L'impiegato diretto da Gianni Puccini, diventa una delle colonne portanti della commedia all'italiana. Convince non soltanto in parti comiche o brillanti, ma anche come attore drammatico. I personaggi che interpreta sono uomini fondamentalmente ottimisti, in possesso di una loro dignità e moralità, destinati inevitabilmente alla sconfitta ma non umiliati; grazie alle loro doti di amara ironia, sono spesso in grado di sovrastare il prepotente e ipotetico vincitore.

Tra le oltre cento pellicole interpretate, vanno ricordati almeno i ruoli del rappresentante scambiato per gerarca fascista in Anni ruggenti di Luigi Zampa (1962), il cittadino distrutto da una burocrazia impietosa in Made in Italy di Nanni Loy (1965), il cognato di un editore, disilluso dalla civiltà consumistica e diventato stregone in Africa in Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa? di Ettore Scola (1968) con Alberto Sordi nel ruolo dell'editore, in compagnia di uno strepitoso Ugo Tognazzi nel film Straziami ma di baci saziami, diretto da Dino Risi, all'inizio del quale, in costume ciociaro, consegna alla storia della cinematografia italiana uno dei gruppi folkloristici più belli della sua terra d'origine (quello di Alatri), interpretò il calzolaio convivente more uxorio con una donna ebrea che si rivela alla fine essere Pasquino, l'autore di invettive in rima contro il Papa nel film Nell'anno del Signore di Luigi Magni (1969), a cui seguirà la indimenticabile amara interpretazione di un sacerdote in In nome del Papa Re (1977) dello stesso Magni, l'emigrante italiano in Svizzera costretto a tingersi i capelli di biondo in Pane e cioccolata di Franco Brusati (1974), il portantino d'ospedale Antonio in C'eravamo tanto amati di Ettore Scola (1974), e il venditore abusivo di caffè sui treni Michele Abbagnano in Café Express di Nanni Loy (1980), a detta di molti la sua interpretazione più intensa e sofferta. In qualità di attore si aggiudicò 5 Nastri d'Argento e 5 David di Donatello.

Regista cinematografico e teatrale

Nel 1962 debuttò dietro la macchina da presa con un pregevole cortometraggio, L'avventura di un soldato, episodio del film L'amore difficile, tratto dall'omonima novella di Italo Calvino, delicata e notevole storia sullo sbocciare di un amore tra un soldato e una vedova nello scompartimento di un treno, tutto giocato sul silenzio e sulla mimica. La sua seconda regìa è lo stupendo e autobiografico Per grazia ricevuta (1971), pervaso da sincera commozione, col quale si aggiudica la Palma d'oro per la miglior opera prima al Festival di Cannes e un Nastro d'Argento per il miglior soggetto. Il film, oltre al successo di critica, è il film più visto nella stagione 1970-71 (già la stagione precedente, con Nell'anno del Signore, un film di Manfredi guidava la classifica degli incassi). Ne dirigerà un terzo nel 1981, Nudo di donna, ereditandone anche il tema da Alberto Lattuada che lo iniziò, sulla crisi d'identità di un uomo che scopre una sosia perfetta della moglie dal carattere allegro e disinibito, mentre la consorte è seria e posata. Sul palcoscenico rientrò alla fine degli anni ottanta da assoluto protagonista delle commedie, da lui anche scritte e dirette, Gente di facili costumi (1988) e Viva gli sposi! (1989, originariamente pensato per una trasposizione cinematografica), in seguito portati più volte in tournée anche nel decennio successivo.

Geppetto, il commissario e il brigadiere

Nino Manfredi impersona Geppetto in Le avventure di Pinocchio (1972) di Luigi Comencini

Sul piccolo schermo fa il suo rientro in maniera eclatante, nel 1972, quando interpreta in maniera sensibilissima e misurata Geppetto, il padre di Pinocchio nello sceneggiato televisivo Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini. Dagli anni novanta alla morte interpretò numerose fiction televisive dirette perlopiù dal genero Alberto Simone e dal figlio Luca; sono sempre personaggi carichi di notevole umanità, come il commissario Franco Amidei di Un commissario a Roma (1993) e, soprattutto, come il brigadiere Nino Fogliani nella serie televisiva di grandissimo successo Linda e il brigadiere (1997), accanto a Claudia Koll.

Cantante di successo

Molto attivo alla radio, ospite d'onore in trasmissioni di ogni genere, si è esibito, e con successo, anche come cantante: nel 1970 la sua versione del classico di Ettore Petrolini Tanto pe' cantà (risalente al 1932) raggiunge le primissime posizioni della Hit Parade. Più avanti, ottengono successo anche Me pizzica... me mozzica (tratta dal suo film Per grazia ricevuta), Tarzan lo fa (1978), La Pennichella (1980), La Frittata, cantata come ospite al Festival di Sanremo 1982, Canzone pulita, eseguita come ospite al Festival di Sanremo 1983 accompagnato da 50 bambini[2]. Nello stesso anno canta la canzone Che bello sta' con te, inserita come colonna sonora (nei titoli di coda) del film Questo e quello.

La pubblicità

Grande e immediata popolarità Manfredi ha trovato anche come testimonial pubblicitario. Manfredi esordisce nel 1957 con una serie di Caroselli per i Baci Perugina e le caramelle Rossana, e da allora è una presenza praticamente fissa del genere.

Tra i caroselli più noti quelli per la Pizzaiola Locatelli, per la quale nel 1961 ha interpretato al fianco di Giovanna Ralli la fortunata serie Ufficio ricerche idee originali televisive, scritta da Garinei e Giovannini, dove i due attori impersonano due creativi alla ricerca di un'idea pubblicitaria originale, e quello per la Philco, per la quale ha interpretato tra il 1963 e il 1965 una lunga serie dal titolo L'audace colpo del solito ignoto, che riprende temi e situazioni dei quasi omonimi film di Monicelli e Loy e propone un Manfredi ladro pasticcione e sfortunato.

Il successo maggiore in questo campo lo ottiene grazie al lungo sodalizio con la Lavazza, per la quale Manfredi è autore e protagonista dal 1977 al 1993, accanto alla simpatica nonna Nerina Montagnani e alla colf Gegia, di una lunga serie di popolari spot pubblicitari dove renderà popolari i due famosissimi slogan "Più lo mandi giù e più ti tira su!" e "Il caffè è un piacere, se non è buono che piacere è?".

Tra gli ultimi impegni, particolare rilievo assume l'essere stato scelto nel 1999 per promuovere, attraverso una serie di spot finanziati dal Ministero del Tesoro, il cambio di moneta dalla Lira all'Euro.

Ultimo ruolo e morte

Sempre pronto a mettersi in discussione e a confrontarsi sulle proprie credenze etiche e religiose, nel 1998, ormai settantasettenne, l'attore dichiarò di aver perso la fede in Dio[3]. L'ultimo suo toccante ruolo fu quello di Galapago nel film, uscito postumo, La fine di un mistero, diretto da Miguel Hermoso. Manfredi interpretò uno sconosciuto privo di memoria, salvato dalla morte da un pastorello durante la Guerra civile spagnola del 1936 e ricoverato per quarant'anni in un manicomio; alla fine, grazie ad alcune ricerche, si scopre la sua identità: quella del poeta Federico Garcia Lorca, che la pellicola immagina miracolosamente sopravvissuto alla fucilazione ad opera dei Franchisti. Si tratta di un'interpretazione lodatissima dalla critica: asciutta, scarna ed essenziale, quasi senza parole, fatta soltanto di sguardi fissi, che gli valse il Premio alla carriera intitolato a Pietro Bianchi.

Nel settembre 2003, subito dopo la fine delle riprese, viene colto da un collasso cardiaco. Ricoverato in ospedale, non si riprenderà mai completamente, trascorrendo nove mesi in una continua alternanza di miglioramenti e peggioramenti, fino a quando viene colpito, nella sua casa romana, da un ictus al cervello. Muore a 83 anni, il 4 giugno 2004, un anno e quattro mesi dopo Alberto Sordi, ed esattamente dieci anni dopo Massimo Troisi. Viene sepolto a Roma al Cimitero del Verano.

Era sposato dal 14 luglio 1955 con l'ex indossatrice di moda Erminia Ferrari, e ha avuto da lei tre figli, la produttrice Roberta, il regista Luca e Giovanna. La quarta figlia Tonina è nata da una relazione con la giovane bulgara Svetlana Bogdanova che l'attore aveva conosciuto a Sofia durante le riprese di un film. Manfredi aveva un fratello minore, Dante, noto chirurgo oncologo.

Teatro

Come attore:

Rivista

Commedia musicale

Filmografia

Attore cinematografico

Nino Manfredi con Totò nel film Operazione San Gennaro (1966)

Attore televisivo

  1. Episodio #1.1
  2. Episodio #1.2
  3. Episodio #1.3
  1. Specchio d'acqua
  1. Il cappotto scambiato
  2. La turista scomparsa
  3. L'occhio discreto
  4. La morale della formica
  5. La pensione rubata
  6. L'asciugamano scomparso
  7. Morte di una dottoressa della USL
  8. La porta chiusa
  9. Una trappola per Linda
  10. La bellezza dell'asino
  11. Padre e figlia
  12. Caccia e pesca
  13. Il destino del brigadiere
  14. Delitto al teatro dell'Opera
  15. Il ladro di polli
  16. Il fratello di Linda

Regista e sceneggiatore

Prosa radiofonica RAI

Varietà radiofonici RAI

Varietà televisivi RAI

Ha condotto anche L'Attesa, lo speciale dello Zecchino d'oro in onda la notte del 24 dicembre 1998.

Opere letterarie

  • Proverbi e altre cose romanesche, 1983, Musumeci Editore
  • Viva gli sposi! Appunti di vita coniugale, romanzo, 1984, Biblioteca universale Rizzoli
  • La vera Alimentazione Mediterranea, ricette, 1985, Musumeci Editore
  • Nudo d'attore, autobiografia, 1994, Mondadori

Onorificenze e riconoscimenti

Onorificenze

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 16 marzo 1994[4]
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 19 dicembre 1978[5]

Premi cinematografici

Dediche

Targa del viale nel Giardino degli Aranci a Roma
  • L'osservatorio astronomico di Campo Catino, con una cerimonia svoltasi il 5 febbraio 2007 presso il salone dell'Amministrazione provinciale di Frosinone, ha ribattezzato l'asteroide 2002 NJ34 col suo nome, 73453 Ninomanfredi, in sua memoria.
  • La città di Roma ha dedicato a Manfredi un viale nel Giardino degli Aranci.
  • A Pastena nel 2008 è stato istituito il "Premio Manfredi" per premiare personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e della culturache si siano contraddistinti per le loro gesta ed etica professionale.[6]
  • I Nastri d'Argento dal 2009 hanno un premio a lui intitolato.[7]
  • Il MonteCarlo Film Festival gli ha intitolato il premio come artista più eclettico dell'anno.
  • A Roma, nel quartiere Ostia, gli è stato intitolato un teatro.
  • La città di Frosinone nel 2011 ha lanciato il Festival del Cinema della Ciociaria 'Nino Manfredi'. Dedicato a Manfredi anche il premio principale della manifestazione, il "Nino D'Oro".[8]
  • La città di Grosseto gli ha dedicato una via nel nuovo quartiere del Casalone.

Discografia

45 giri

  • 1963 - Roma nun fa' la stupida stasera (con Lea Massari)/Ballata di Rugantino (CAM, CA-2467)
  • 1965 - Queste parole son mandorle amare/Tu non sei madame Curie (RCA Italiana, PM-3315)
  • 1970 - Tanto pe' cantà/Affaccete Nunziata (IT, ZT-7003)
  • 1971 - Per grazia ricevuta/Me pizzica, ... me mozzica (IT, ZT-7010)
  • 1971 - W S.Eusebio (La processione)/Me pizzica, ... me mozzica (IT, ZT-7014)
  • 1971 - Trastevere/M'è nata all'improvviso una canzone (IT, ZT-7026)
  • 1971 - M'è nata all'improvviso una canzone/Storia di Pinocchio (IT, ZT-7030)
  • 1972 - Storia di Pinocchio/Andrea Pinocchio (canta Andrea Balestri) (IT, ZT-7031)
  • 1972 - Girolimoni/Fataltango (IT, ZT-7039)
  • 1973 - Cuore con la 'Q'/Almeno una volta all'anno (IT, ZT-7042)
  • Dialogo tra due elettori al disopra di ogni sospetto (con Gianni Bonagura)/Noi siamo (canta Anna Casalino) (disco propaganda PSI)
  • 1978 - Tarzan lo fa/Tarzan lo fa (versione strumentale) (Fonit Cetra, SPB-55)
  • 1979 - La panzanella/La panzanella (versione strumentale) (Pull, QSP-1027)
  • 1980 - La pennichella/Lei non sa chi sono io! (Durium, LD AI-8080)
  • 1982 - La frittata/La ballata di sedie e poltrone (CBS, CBS A 2032)
  • 1983 - Canzone pulita/Canzone pulita (versione strumentale) (Best Sound, BS 101)
  • 1983 - Che bello sta' co' te/Per Daniela (Adagio) (IT, ZBT 7349)
  • 1991 - Viale del re/La ballata di Ciceruacchio (IT, VINX 259)

Note

  1. ^ Per Gian Piero Brunetta i cinque attori sono i «[...] protagonisti assoluti e sempre più acclamati della scena [...]» e «i moschettieri, o "mostri" della commedia italiana [...]». Gian Piero Brunetta, Storia del cinema italiano Vol. IV, Dal miracolo economico agli anni novanta, 1960-1993, Roma, Editori Riuniti, 1993, p. 139 e p. 141. ISBN 88-35-3788-4. Secondo Callisto Cosulich fu con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman, uno dei "mattatori" della commedia all'italiana: «Gassman, Manfredi, Sordi, Tognazzi: eccoli in ordine alfabetico i quattro moschettieri». Callisto Cosulich, Storia di un mattatore, Cinecittà News, 4/6/2004, http://news.cinecitta.com/dossier/articolo.asp?id=1108
  2. ^ Gli introiti ricavati dalla vendita del disco furono devoluti alla ricerca sul cancro vivasanremo.com. URL consultato il 22 marzo 2010.
  3. ^ «Mi sono interrogato sull'esistenza di Dio per tutta la vita, ma ora non credo più. Ho sempre rispettato i comandamenti, non ho rubato, non ho fatto male al prossimo. Per questo, sono tranquillo. Il giorno che incontrassi Dio, sempre che dovesse succedere, gli chiederei: "Dove eri mentre sei milioni di ebrei morivano nei forni di Auschwitz, in vacanza? Ce l'hai la tv, li leggi i giornali? Mi sa che leggi solo la pagina dello sport. E aggiungerei: "Chi ci deve andare all'inferno, io o tu?""Archivio storico del Corriere della Sera
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  6. ^ A Pastena il premio «Nino Manfredi». Il Tempo, 25/09/2010. URL consultato il 2 ottobre 2011.
  7. ^ Premio Nino Manfredi ai Nastri d’Argento. Best Movie, 23/04/2009. URL consultato il 2 ottobre 2011.
  8. ^ arlotta De Leo. La Ciociaria è un Festival. Corriere Della Sera, 28 Settembre 20111. URL consultato il 2 ottobre 2011.

Bibliografia

  • Il Radiocorriere, annate varie.
  • Ciak, fascicoli vari.
  • Gli Attori, Roma, Gremese, 2003.
  • Luigi Granetto, intervista per "Hit Parade International" in Nino Manfredi, Roma, Armando Curcio], 1983.
  • Aldo Bernardini, Nino Manfredi, Roma, Gremese, 1978.
Approfondimenti
  • Aldo Bernardini, Nino Manfredi, 1999, Gremese Editore
  • Fabio Francione e Lorenzo Pellizzari, Nino Manfredi regista (Viaggio in Italia), 2005, Falsopiano

Altri progetti

Collegamenti esterni

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