Nino Manfredi
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(Il barista di Ceccano)
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Saturnino Manfredi, più noto come Nino (Castro dei Volsci, 22 marzo 1921 – Roma, 4 giugno 2004), è stato un attore, regista e sceneggiatore italiano. Con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni fu uno dei "mostri" della commedia all'italiana.[1] Attore estremamente eclettico, si è cimentato in tutti i campi dell'arte recitativa: teatro, cinema, televisione, radio, doppiaggio e pubblicità. È inoltre stato regista, sceneggiatore, scrittore e cantante.
Biografia
Inizi come attore drammatico
Dopo la laurea in giurisprudenza, assecondò ben presto la propria vocazione artistica iscrivendosi all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma. In teatro fa i suoi esordi nella stagione 1947-1948, al Piccolo Teatro di Roma sotto la direzione del suo maestro Orazio Costa, nella Compagnia di Vittorio Gassman ed Evi Maltagliati con Tino Buazzelli, recitando in testi perlopiù drammatici, in molti casi allestiti in prima assoluta per l'Italia: citiamo Liliom di Ferenc Molnár, L'aquila a due teste di Jean Cocteau, Casa Monestier di Denis Amiel, Erano tutti miei figli di Arthur Miller e Scontro nella notte di Eugene O'Neill. Nella stagione 1948-1949 recitò al Piccolo Teatro di Milano, sotto la regìa di Giorgio Strehler, nei drammi shakesperiani Romeo e Giulietta, La Tempesta e Riccardo II insieme a grandi attori di prosa del calibro di Giorgio De Lullo, Edda Albertini e Lilla Brignone. Nella stagione 1952-1953 collaborò col grande commediografo Eduardo De Filippo, portando in scena al Teatro Eliseo di Roma tre suoi atti unici, Amicizia, I morti non fanno paura e Il successo del giorno, recitandoli insieme con Paolo Panelli e Bice Valori. Frequenti i suoi interventi in programmi radiofonici della Rai a Rosso e nero n° 2, 1955, con il personaggio il Signor Tacito ed altri, nel 1958 insieme a Isa Bellini presenta un programma a quiz, Il labirinto.
Teatro di rivista e commedia musicale
Rientrato a Roma, a partire dal 1951, insieme ai suoi compagni di studio Paolo Ferrari e Gianni Bonagura formò un terzetto che si esibì con successo dapprima nei varietà radiofonici e quindi in molti spettacoli del teatro di rivista, e della commedia musicale, a partire dalla stagione 1953-1954, con Tre per tre... Nava di Marcello Marchesi insieme alle tre sorelle Nava, quindi nella stagione 1954-1955 con Festival scritto da Age, Scarpelli, Marcello Marchesi, Dino Verde e Orio Vergani, e infine nella stagione 1956-1957 con Gli italiani sono fatti così di Vittorio Metz, Marcello Marchesi e Dino Verde, insieme alla coppia Billi-Riva e Wanda Osiris. In quegli anni lavora anche con Corrado. I suoi due grandi trionfi sul palcoscenico li ottiene comunque più avanti, nelle commedie musicali Un trapezio per Lisistrata (1958) di Garinei e Giovannini accanto a Delia Scala, e soprattutto nel Rugantino (1963) sempre di Garinei e Giovannini, insieme ad Aldo Fabrizi e Bice Valori, che si risolve in un autentico trionfo anche in tournée negli Stati Uniti d'America.
Inizi cinematografici
Sul grande schermo debuttò nel 1949 e per una decina di anni ricoprì ruoli di varia importanza in film assai modesti; in questo primo periodo sono da ricordarne alcuni molto simpatici, come l'amico che aiuta Teddy Reno a trovare una soubrette teatrale conosciuta a Napoli nel film Totò, Peppino e la... malafemmina (1956) diretto da Camillo Mastrocinque e nei suoi primissimi ruoli da protagonista, nelle spigliate commedie Caporale di giornata e Carmela è una bambola, entrambe dirette nel 1958 da Gianni Puccini.
Il doppiaggio
Si cimentò anche come doppiatore, prestando la propria voce tra gli altri a Robert Mitchum in Sette settimane di guai, Earl Holliman in Il pianeta proibito, quindi al francese Gérard Philipe e, tra gli italiani, Franco Fabrizi in I vitelloni di Federico Fellini, Sergio Raimondi in Piccola posta, Antonio Cifariello in La bella di Roma, Renato Salvatori in La domenica della buona gente e Marcello Mastroianni in Parigi è sempre Parigi.
"Il barista di Ceccano"
Sul piccolo schermo apparve per la prima volta nel 1956, nello sceneggiato L'alfiere diretto da Anton Giulio Majano, ma è nel 1959 (annata chiave della sua carriera) che ottenne uno strepitoso successo di pubblico con la sua partecipazione a Canzonissima, accanto a Delia Scala, Paolo Panelli e il ballerino e coreografo statunitense Don Lurio. In quella memorabile trasmissione creò la macchietta del "barista di Ceccano", la cui battuta tormentone Fusse che fusse la vorta bbona entrò nel linguaggio comune. Riuscì persino a convincere l'amico Marcello Mastroianni, ciociaro anch'egli, notoriamente restìo ad apparire in televisione, ad esibirsi in una scenetta insieme a lui.
Protagonista della commedia all'italiana
Sull'onda del suo successo televisivo nello stesso anno venne chiamato nella parte del meccanico Piedeamaro in Audace colpo dei soliti ignoti, di Nanni Loy, sequel del fortunato I soliti ignoti dell'anno precedente, rispetto al quale in pratica si trovò a sostituire lo stesso Mastroianni nella parte del "tecnico" della sgangherata banda di ladri. Venne inoltre chiamato a prestare la sua voce, con la cadenza ciociara del "barista di Ceccano", come narratore fuori campo, nel 1960, nel film di Mario Mattòli Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi.
Sempre dal 1960, a partire dal ruolo da protagonista sostenuto nel film L'impiegato diretto da Gianni Puccini, diventa una delle colonne portanti della commedia all'italiana. Convince non soltanto in parti comiche o brillanti, ma anche come attore drammatico. I personaggi che interpreta sono uomini fondamentalmente ottimisti, in possesso di una loro dignità e moralità, destinati inevitabilmente alla sconfitta ma non umiliati; grazie alle loro doti di amara ironia, sono spesso in grado di sovrastare il prepotente e ipotetico vincitore.
Tra le oltre cento pellicole interpretate, vanno ricordati almeno i ruoli del rappresentante scambiato per gerarca fascista in Anni ruggenti di Luigi Zampa (1962), il cittadino distrutto da una burocrazia impietosa in Made in Italy di Nanni Loy (1965), il cognato di un editore, disilluso dalla civiltà consumistica e diventato stregone in Africa in Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa? di Ettore Scola (1968) con Alberto Sordi nel ruolo dell'editore, in compagnia di uno strepitoso Ugo Tognazzi nel film Straziami ma di baci saziami, diretto da Dino Risi, all'inizio del quale, in costume ciociaro, consegna alla storia della cinematografia italiana uno dei gruppi folkloristici più belli della sua terra d'origine (quello di Alatri), interpretò il calzolaio convivente more uxorio con una donna ebrea che si rivela alla fine essere Pasquino, l'autore di invettive in rima contro il Papa nel film Nell'anno del Signore di Luigi Magni (1969), a cui seguirà la indimenticabile amara interpretazione di un sacerdote in In nome del Papa Re (1977) dello stesso Magni, l'emigrante italiano in Svizzera costretto a tingersi i capelli di biondo in Pane e cioccolata di Franco Brusati (1974), il portantino d'ospedale Antonio in C'eravamo tanto amati di Ettore Scola (1974), e il venditore abusivo di caffè sui treni Michele Abbagnano in Café Express di Nanni Loy (1980), a detta di molti la sua interpretazione più intensa e sofferta. In qualità di attore si aggiudicò 5 Nastri d'Argento e 5 David di Donatello.
Regista cinematografico e teatrale
Nel 1962 debuttò dietro la macchina da presa con un pregevole cortometraggio, L'avventura di un soldato, episodio del film L'amore difficile, tratto dall'omonima novella di Italo Calvino, delicata e notevole storia sullo sbocciare di un amore tra un soldato e una vedova nello scompartimento di un treno, tutto giocato sul silenzio e sulla mimica. La sua seconda regìa è lo stupendo e autobiografico Per grazia ricevuta (1971), pervaso da sincera commozione, col quale si aggiudica la Palma d'oro per la miglior opera prima al Festival di Cannes e un Nastro d'Argento per il miglior soggetto. Il film, oltre al successo di critica, è il film più visto nella stagione 1970-71 (già la stagione precedente, con Nell'anno del Signore, un film di Manfredi guidava la classifica degli incassi). Ne dirigerà un terzo nel 1981, Nudo di donna, ereditandone anche il tema da Alberto Lattuada che lo iniziò, sulla crisi d'identità di un uomo che scopre una sosia perfetta della moglie dal carattere allegro e disinibito, mentre la consorte è seria e posata. Sul palcoscenico rientrò alla fine degli anni ottanta da assoluto protagonista delle commedie, da lui anche scritte e dirette, Gente di facili costumi (1988) e Viva gli sposi! (1989, originariamente pensato per una trasposizione cinematografica), in seguito portati più volte in tournée anche nel decennio successivo.
Geppetto, il commissario e il brigadiere
Sul piccolo schermo fa il suo rientro in maniera eclatante, nel 1972, quando interpreta in maniera sensibilissima e misurata Geppetto, il padre di Pinocchio nello sceneggiato televisivo Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini. Dagli anni novanta alla morte interpretò numerose fiction televisive dirette perlopiù dal genero Alberto Simone e dal figlio Luca; sono sempre personaggi carichi di notevole umanità, come il commissario Franco Amidei di Un commissario a Roma (1993) e, soprattutto, come il brigadiere Nino Fogliani nella serie televisiva di grandissimo successo Linda e il brigadiere (1997), accanto a Claudia Koll.
Cantante di successo
Molto attivo alla radio, ospite d'onore in trasmissioni di ogni genere, si è esibito, e con successo, anche come cantante: nel 1970 la sua versione del classico di Ettore Petrolini Tanto pe' cantà (risalente al 1932) raggiunge le primissime posizioni della Hit Parade. Più avanti, ottengono successo anche Me pizzica... me mozzica (tratta dal suo film Per grazia ricevuta), Tarzan lo fa (1978), La Pennichella (1980), La Frittata, cantata come ospite al Festival di Sanremo 1982, Canzone pulita, eseguita come ospite al Festival di Sanremo 1983 accompagnato da 50 bambini[2]. Nello stesso anno canta la canzone Che bello sta' con te, inserita come colonna sonora (nei titoli di coda) del film Questo e quello.
La pubblicità
Grande e immediata popolarità Manfredi ha trovato anche come testimonial pubblicitario. Manfredi esordisce nel 1957 con una serie di Caroselli per i Baci Perugina e le caramelle Rossana, e da allora è una presenza praticamente fissa del genere.
Tra i caroselli più noti quelli per la Pizzaiola Locatelli, per la quale nel 1961 ha interpretato al fianco di Giovanna Ralli la fortunata serie Ufficio ricerche idee originali televisive, scritta da Garinei e Giovannini, dove i due attori impersonano due creativi alla ricerca di un'idea pubblicitaria originale, e quello per la Philco, per la quale ha interpretato tra il 1963 e il 1965 una lunga serie dal titolo L'audace colpo del solito ignoto, che riprende temi e situazioni dei quasi omonimi film di Monicelli e Loy e propone un Manfredi ladro pasticcione e sfortunato.
Il successo maggiore in questo campo lo ottiene grazie al lungo sodalizio con la Lavazza, per la quale Manfredi è autore e protagonista dal 1977 al 1993, accanto alla simpatica nonna Nerina Montagnani e alla colf Gegia, di una lunga serie di popolari spot pubblicitari dove renderà popolari i due famosissimi slogan "Più lo mandi giù e più ti tira su!" e "Il caffè è un piacere, se non è buono che piacere è?".
Tra gli ultimi impegni, particolare rilievo assume l'essere stato scelto nel 1999 per promuovere, attraverso una serie di spot finanziati dal Ministero del Tesoro, il cambio di moneta dalla Lira all'Euro.
Ultimo ruolo e morte
Sempre pronto a mettersi in discussione e a confrontarsi sulle proprie credenze etiche e religiose, nel 1998, ormai settantasettenne, l'attore dichiarò di aver perso la fede in Dio[3]. L'ultimo suo toccante ruolo fu quello di Galapago nel film, uscito postumo, La fine di un mistero, diretto da Miguel Hermoso. Manfredi interpretò uno sconosciuto privo di memoria, salvato dalla morte da un pastorello durante la Guerra civile spagnola del 1936 e ricoverato per quarant'anni in un manicomio; alla fine, grazie ad alcune ricerche, si scopre la sua identità: quella del poeta Federico Garcia Lorca, che la pellicola immagina miracolosamente sopravvissuto alla fucilazione ad opera dei Franchisti. Si tratta di un'interpretazione lodatissima dalla critica: asciutta, scarna ed essenziale, quasi senza parole, fatta soltanto di sguardi fissi, che gli valse il Premio alla carriera intitolato a Pietro Bianchi.
Nel settembre 2003, subito dopo la fine delle riprese, viene colto da un collasso cardiaco. Ricoverato in ospedale, non si riprenderà mai completamente, trascorrendo nove mesi in una continua alternanza di miglioramenti e peggioramenti, fino a quando viene colpito, nella sua casa romana, da un ictus al cervello. Muore a 83 anni, il 4 giugno 2004, un anno e quattro mesi dopo Alberto Sordi, ed esattamente dieci anni dopo Massimo Troisi. Viene sepolto a Roma al Cimitero del Verano.
Era sposato dal 14 luglio 1955 con l'ex indossatrice di moda Erminia Ferrari, e ha avuto da lei tre figli, la produttrice Roberta, il regista Luca e Giovanna. La quarta figlia Tonina è nata da una relazione con la giovane bulgara Svetlana Bogdanova che l'attore aveva conosciuto a Sofia durante le riprese di un film. Manfredi aveva un fratello minore, Dante, noto chirurgo oncologo.
Teatro
Come attore:
- La famiglia dell'antiquario, di Carlo Goldoni, regia di Alfredo Zennaro, con Paolo Panelli, Maria Teresa Albani, Tino Buazzelli, Nino Manfredi, Franca Mariani, Giulia Bellini, Renato Lupi, 17 aprile 1946, Teatro Quirino, Roma.
- Woyzeck, di George Buchner, regia Ettore Gaipa, con Nino Manfredi, Anna D'Alessio, 4 luglio 1946, Teatro Eliseo, Roma.
- Il ventaglio, di Carlo Goldoni, regia di Alfredo Zennaro, con Luciano Salce, Tino Buazzelli, Nino Manfredi, Giancarlo Sbragia, Gianni Bonagura, 15 aprile 1947, Teatro Quirino, Roma.
- Quelli di Stralsund, di Fritz Stavenhagen, regia di Ettore Gaipa, con Tino Buazzelli, Nino Manfredi, Bice Valori, Franco Giacobini, 19 giugno 1947, Teatro Valle, Roma.
- L'uomo e il fucile, di Sergio Sollima, regia di Luigi Squarzina, con Rossella Falk, Tino Buazzelli, Achille Millo, Vittoria Martello, Nino Manfredi, Luciano Salce, Arnoldo Foà, Alberto Bonucci, 1947.
- Riccardo II, di William Shakespeare, regia di Giorgio Strehler, con Armando Anzelmo, Antonio Battistella, Lilla Brignone, Antonio Crast, Renata Donati, Carlo D'Angelo, Mario Feliciani, Ettore Gaipa, Nino Manfredi, Grazia Migneco, Marcello Moretti, Franco Parenti, Camillo Pilotto, Gianni Santuccio, Giancarlo Sbragia, Piccolo Teatro di Milano, 23 aprile 1948.
Rivista
- Tre per tre... Nava, di Faele, Mario Ferretti, Carlo Silva, Italo Terzoli, con Pinuccia, Lisetta, Diana, Tonini Nava, Gianni Bonagura, Pier Luigi Pelitti, Raffaele Pisu, Nino Manfredi, Paolo Ferrari, regia di Marcello Marchesi, Teatro Sistina, Roma 1953.
- Festival, di Age, Furio Scarpelli, Dino Verde, Orio Vergani, musiche di Armando Trovajoli, regia di Luchino Visconti, con Wanda Osiris, Marina Doge, Alberto Lionello, Nino Manfredi, Raffaele Pisu, Elio Pandolfi, 14 ottobre 1954, Teatro Nuovo, Milano.
- Gli italiani sono fatti così!, di Marcello Marchesi, Vittorio Metz, regia di Marcello Marchesi, musiche di Lelio Luttazzi, con Mario Riva, Riccardo Billi, Alba Arnova, Diana Dei, Isa Di Marzio, Paolo Ferrari, Nino Manfredi, Gianni Bonagura, Mariolina Bovo, 6 marzo 1957, Teatro Lirico, Milano.
Commedia musicale
- Un trapezio per Lisistrata, di Garinei e Giovannini, musiche di Gorni Kramer, con Delia Scala, Nino Manfredi, Paolo Panelli, Mario Carotenuto, Eliana Silli, Ave Ninchi, Quartetto Cetra, 24 ottobre 1958, Teatro Sistina, Roma.
- Rugantino, di Pietro Garinei, Sandro Giovannini, Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Luigi Magni, musiche di Armando Trovajoli, con Nino Manfredi, Lea Massari, Aldo Fabrizi, Bice Valori, Marisa Belli, Toni Ucci, Fausto Tozzi, Carlo Delle Piane, Lando Fiorini, Luciano Bonanni, 15 dicembre 1962, Teatro Sistina, Roma..... - Renzo Tian sul Il Messaggero di Roma, " È doveroso iniziare le citazioni da Nino Manfredi senza di lui, senza il suo ritorno al palcoscenico, dopo la lunga assenza, Rugantino non sarebbe quello che è sulla scena: un personaggio inesauribile per comunicativa, estro, forza comica...".
Filmografia
Attore cinematografico
- Torna a Napoli, regia di Domenico Gambino (1949)
- Monastero di Santa Chiara, regia di Mario Sequi (1949)
- Anema e core, regia di Mario Mattòli (1951)
- Ho scelto l'amore, regia di Mario Zampi (1952)
- Viva il cinema!, regia di Enzo Trapani (1952)
- La domenica della buona gente, regia di Anton Giulio Majano (1953)
- Canzoni, canzoni, canzoni, regia di Domenico Paolella (1953)
- La prigioniera della torre di fuoco, regia di Giorgio Walter Chili (1953)
- Gli innamorati, regia di Mauro Bolognini (1955)
- Lo scapolo, regia di Antonio Pietrangeli (1955)
- Prigionieri del male, regia di Mario Costa (1955)
- Tempo di villeggiatura, regia di Antonio Racioppi (1956)
- Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo, regia di Mauro Bolognini (1956)
- Totò, Peppino e la... malafemmina, regia di Camillo Mastrocinque (1956)
- Camping, regia di Franco Zeffirelli (anche soggetto e sceneggiatura) (1957)
- Susanna tutta panna, regia di Steno (1957)
- Adorabili e bugiarde, regia di Nunzio Malasomma (1958)
- Guardia, ladro e cameriera, regia di Steno (1958)
- Caporale di giornata, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1958)
- Carmela è una bambola, regia di Gianni Puccini (1958)
- Pezzo, capopezzo e capitano, regia di Wolfgang Staudte (1958)
- Il bacio del sole, regia di Siro Marcellini (1958)
- I ragazzi dei Parioli, regia di Sergio Corbucci (1959)
- Femmine tre volte, regia di Steno (1959)
- Venezia, la luna e tu, regia di Dino Risi (1959)
- L'impiegato, regia di Gianni Puccini (anche soggetto e sceneggiatura) (1960)
- Audace colpo dei soliti ignoti, regia di Nanni Loy (1960)
- Il carabiniere a cavallo, regia di Carlo Lizzani (1961)
- Crimen, regia di Mario Camerini (1961)
- Il giudizio universale, regia di Vittorio De Sica (1961)
- A cavallo della tigre, regia di Luigi Comencini (1961)
- Le pillole di Ercole, regia di Luciano Salce (1962)
- Anni ruggenti, regia di Luigi Zampa (1962)
- I cuori infranti, episodio E vissero felici..., regia di Gianni Puccini (1963)
- La parmigiana, regia di Antonio Pietrangeli (1963)
- L'amore difficile, episodio L'avventura di un soldato, regia di Nino Manfredi (1963)
- La ballata del boia (El Verdugo), regia di Luis Garcia Berlanga (1963)
- Controsesso, episodi Cocaina di domenica di Franco Rossi e Una donna d'affari di Renato Castellani (1964)
- Alta infedeltà, episodio Scandaloso, regia di Franco Rossi (1964)
- I motorizzati, regia di Camillo Mastrocinque (1964)
- Thrilling, episodio Il vittimista, regia di Ettore Scola (1965)
- Le bambole, episodio La telefonata, regia di Dino Risi (1965)
- Questa volta parliamo di uomini, regia di Lina Wertmüller (1965)
- Il gaucho, regia di Dino Risi (1965)
- I complessi, episodio Una giornata decisiva, regia di Dino Risi (1965)
- Io la conoscevo bene, regia di Antonio Pietrangeli (1965)
- Made in Italy, regia di Nanni Loy (1965)
- Adulterio all'italiana, regia di Pasquale Festa Campanile (1966)
- Io, io, io... e gli altri, regia di Alessandro Blasetti (1966)
- Operazione San Gennaro, regia di Dino Risi (1966)
- Una rosa per tutti, regia di Franco Rossi (anche soggetto e sceneggiatura) (1967)
- Italian Secret Service, regia di Luigi Comencini (1968)
- Straziami, ma di baci saziami, regia di Dino Risi (1968)
- Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?, regia di Ettore Scola (1968)
- Nell'anno del Signore, regia di Luigi Magni (1969)
- Vedo nudo, regia di Dino Risi (1969)
- Il padre di famiglia, regia di Nanni Loy (1969)
- Rosolino Paternò soldato, regia di Nanni Loy (1970)
- Contestazione generale, regia di Luigi Zampa (1970)
- Per grazia ricevuta, regia di Nino Manfredi (1971)
- La Betìa ovvero in amore, per ogni gaudenza, ci vuole sofferenza, regia di Gianfranco De Bosio (anche sceneggiatura) (1971)
- Roma bene, regia di Carlo Lizzani (1971)
- Trastevere, regia di Fausto Tozzi (1971)
- Girolimoni, il mostro di Roma, regia di Damiano Damiani (1972)
- Lo chiameremo Andrea, regia di Vittorio De Sica (1972)
- Pane e cioccolata, regia di Franco Brusati (anche sceneggiatura) (1973)
- C'eravamo tanto amati, regia di Ettore Scola (1974)
- Attenti al buffone, regia di Alberto Bevilacqua (1976)
- Brutti, sporchi e cattivi, regia di Ettore Scola (1976)
- Signore e signori, buonanotte, regia di Luigi Comencini, Nanni Loy, Luigi Magni, Mario Monicelli ed Ettore Scola (1976)
- Basta che non si sappia in giro, episodi Il superiore di Luigi Magni e L'equivoco di Luigi Comencini (1976)
- Quelle strane occasioni, episodio Il cavalluccio svedese, regia di Luigi Magni (1976)
- In nome del Papa Re, regia di Luigi Magni (1977)
- La mazzetta, regia di Sergio Corbucci (1978)
- Il giocattolo, regia di Giuliano Montaldo (anche sceneggiatura) (1979)
- Cocco mio (Gros calin), regia di Jean-Pierre Rowson (1979)
- Café Express, regia di Nanni Loy (1980)
- Nudo di donna, regia di Nino Manfredi (1981)
- Testa o croce, regia di Nanni Loy (anche sceneggiatura) (1982)
- Spaghetti House, regia di Giulio Paradisi (1982)
- Questo e quello, regia di Sergio Corbucci (anche soggetto e sceneggiatura) (1983)
- Grandi magazzini, regia di Castellano e Pipolo (1986)
- Il tenente dei carabinieri, regia di Maurizio Ponzi (1986)
- Secondo Ponzio Pilato, regia di Luigi Magni (1987)
- Napoli-Berlino, un taxi nella notte (Helsinki-Napoli all night long), regia di Mika Kaurismaki (1988)
- I picari, regia di Mario Monicelli (1988)
- In nome del popolo sovrano, regia di Luigi Magni (1990)
- In viaggio con Alberto (Alberto Express), regia di Albert Joffé (1990)
- Mima, regia di Philomène Esposito (1991)
- L'olandese volante (De Vliegende Hollander), regia di Jos Stelling (1995)
- Colpo di luna, regia di Alberto Simone (1995)
- Grazie di tutto, regia di Luca Manfredi (1998)
- La carbonara, regia di Luigi Magni (2000)
- Una milanese a Roma, regia di Diego Febbraro (2001)
- Apri gli occhi e... sogna, regia di Rosario Errico (2002)
- La fine di un mistero (La luz prodigiosa), regia di Miguel Hermoso (2003)
- L'apetta Giulia e la signora Vita, solo voce, regia di Paolo Modugno (2003)
Attore televisivo
- Il successo, commedia di Alfredo Testoni, con Nino Manfredi, Lola Braccini, Annabella Cerliani, Ermanno Roveri, Loris Gafforio, Laura Solari, Giulia Lazzarini, Guglielmo Barnabò, regia di Franco Enriquez, trasmessa il 21 maggio 1954 RAI
- L'alfiere, regìa di Anton Giulio Majano (1956)
- Graditi ospiti (1958)
- Le avventure di Pinocchio, regìa di Luigi Comencini (1972)
- Julianus barát, regìa di Gábor Koltay (1991)
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- Episodio #1.1
- Episodio #1.2
- Episodio #1.3
- Un commissario a Roma, regìa di Ignazio Agosta, Roberto Giannarelli e Luca Manfredi (1993)
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- Specchio d'acqua
- Dio ci ha creato gratis, regìa di Angelo Antonucci (1998)
- Meglio tardi che mai, regìa di Luca Manfredi (1999)
- Linda e il brigadiere, regìa di Alberto Simone e Gianfrancesco Lazotti (1997-2000)
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- Il cappotto scambiato
- La turista scomparsa
- L'occhio discreto
- La morale della formica
- La pensione rubata
- L'asciugamano scomparso
- Morte di una dottoressa della USL
- La porta chiusa
- Una trappola per Linda
- La bellezza dell'asino
- Padre e figlia
- Caccia e pesca
- Il destino del brigadiere
- Delitto al teatro dell'Opera
- Il ladro di polli
- Il fratello di Linda
- Una storia qualunque, regìa di Alberto Simone (2000)
- Le ragioni del cuore, regìa di Anna Di Francisca, Luca Manfredi e Alberto Simone (2002)
- Un difetto di famiglia, regìa di Alberto Simone (2002)
- Chiaroscuro, regìa di Tomaso Sherman (2003)
- La notte di Pasquino, regìa di Luigi Magni (2003)
- Un posto tranquillo, regìa di Luca Manfredi (2003)
Regista e sceneggiatore
- L'amore difficile, episodio L'avventura di un soldato (anche sceneggiatura) (1962)
- Per grazia ricevuta (anche soggetto e sceneggiatura) (1970)
- Nudo di donna (anche soggetto e sceneggiatura) (1981)
Prosa radiofonica RAI
- Angeli e colori commedia di Carlo Linati regia Pietro Masserano Taricco, con Salvo Randone, Nino Manfredi, Giovanni Cimara, Nella Maria Bonora, Anna Maestri, giovedì 15 maggio 1950, rete azzurra, ore 21,15.
Varietà radiofonici RAI
- Rosso e nero n° 2, varietà di Faele, Antonio Amurri, Ricci e Romano, presentano Nino Manfredi, Paolo Ferrari, Gianni Bonagura con Corrado orchestra diretta da Riz Ortolani regia Riccardo Mantoni, i venerdì sera 1955 1956, secondo programma ore 21.
- Il labirinto di Brancacci, D'Alba, Verde, Zapponi, gioco radiofonico a premi con Nino Manfredi, Isa Bellini e la Compagnia del Teatro Comico musicale di Roma, regia Nino Meloni, nel secondo programma, 1956 - 1957
Varietà televisivi RAI
- Canzonissima di Garinei e Giovannini con la collaborazione di Dino Verde, Lina Wertmuller, con Delia Scala, Nino Manfredi, Paolo Panelli, coreografie Don Lurio, orchestra Bruno Canfora, regia di Antonello Falqui, i mercoledì 1959 1960.
- Spettacolo di Varietà, presenta Nino Manfredi, dal Teatro Impero di Varese orchestra di Gorni Kramer regia Antonello Falqui mercoledì 31 maggio 1961, ore 22,05.
Ha condotto anche L'Attesa, lo speciale dello Zecchino d'oro in onda la notte del 24 dicembre 1998.
Opere letterarie
- Proverbi e altre cose romanesche, 1983, Musumeci Editore
- Viva gli sposi! Appunti di vita coniugale, romanzo, 1984, Biblioteca universale Rizzoli
- La vera Alimentazione Mediterranea, ricette, 1985, Musumeci Editore
- Nudo d'attore, autobiografia, 1994, Mondadori
Onorificenze e riconoscimenti
Onorificenze
| Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana | |
| — Roma, 16 marzo 1994[4] |
| Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana | |
| «Di iniziativa del Presidente della Repubblica» — 19 dicembre 1978[5] |
Premi cinematografici
- Festival di Cannes 1971: Premio per la migliore opera prima - Per grazia ricevuta
- David di Donatello
- 1968: Targa d'oro
- 1969: miglior attore protagonista - Vedo nudo
- 1970: miglior attore protagonista - Nell'anno del Signore
- 1971: David speciale per l'esordio nella regia - Per grazia ricevuta
- 1974: miglior attore protagonista - Pane e cioccolata
- 1976: miglior sceneggiatura - Attenti al buffone
- 1978: miglior attore protagonista - In nome del Papa Re
- 1984: Targa speciale
- 1990: Premio Alitalia
- Nastri d'argento
- 1966: migliore attore protagonista - Questa volta parliamo di uomini
- 1970: miglior attore protagonista - Nell'anno del Signore
- 1970: miglior soggetto originale e migliore sceneggiatura - Per grazia ricevuta
- 1978: miglior attore protagonista - In nome del Papa Re
- 1980: miglior attore protagonista - Café Express
Dediche
- L'osservatorio astronomico di Campo Catino, con una cerimonia svoltasi il 5 febbraio 2007 presso il salone dell'Amministrazione provinciale di Frosinone, ha ribattezzato l'asteroide 2002 NJ34 col suo nome, 73453 Ninomanfredi, in sua memoria.
- La città di Roma ha dedicato a Manfredi un viale nel Giardino degli Aranci.
- A Pastena nel 2008 è stato istituito il "Premio Manfredi" per premiare personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e della culturache si siano contraddistinti per le loro gesta ed etica professionale.[6]
- I Nastri d'Argento dal 2009 hanno un premio a lui intitolato.[7]
- Il MonteCarlo Film Festival gli ha intitolato il premio come artista più eclettico dell'anno.
- A Roma, nel quartiere Ostia, gli è stato intitolato un teatro.
- La città di Frosinone nel 2011 ha lanciato il Festival del Cinema della Ciociaria 'Nino Manfredi'. Dedicato a Manfredi anche il premio principale della manifestazione, il "Nino D'Oro".[8]
- La città di Grosseto gli ha dedicato una via nel nuovo quartiere del Casalone.
Discografia
45 giri
- 1963 - Roma nun fa' la stupida stasera (con Lea Massari)/Ballata di Rugantino (CAM, CA-2467)
- 1965 - Queste parole son mandorle amare/Tu non sei madame Curie (RCA Italiana, PM-3315)
- 1970 - Tanto pe' cantà/Affaccete Nunziata (IT, ZT-7003)
- 1971 - Per grazia ricevuta/Me pizzica, ... me mozzica (IT, ZT-7010)
- 1971 - W S.Eusebio (La processione)/Me pizzica, ... me mozzica (IT, ZT-7014)
- 1971 - Trastevere/M'è nata all'improvviso una canzone (IT, ZT-7026)
- 1971 - M'è nata all'improvviso una canzone/Storia di Pinocchio (IT, ZT-7030)
- 1972 - Storia di Pinocchio/Andrea Pinocchio (canta Andrea Balestri) (IT, ZT-7031)
- 1972 - Girolimoni/Fataltango (IT, ZT-7039)
- 1973 - Cuore con la 'Q'/Almeno una volta all'anno (IT, ZT-7042)
- Dialogo tra due elettori al disopra di ogni sospetto (con Gianni Bonagura)/Noi siamo (canta Anna Casalino) (disco propaganda PSI)
- 1978 - Tarzan lo fa/Tarzan lo fa (versione strumentale) (Fonit Cetra, SPB-55)
- 1979 - La panzanella/La panzanella (versione strumentale) (Pull, QSP-1027)
- 1980 - La pennichella/Lei non sa chi sono io! (Durium, LD AI-8080)
- 1982 - La frittata/La ballata di sedie e poltrone (CBS, CBS A 2032)
- 1983 - Canzone pulita/Canzone pulita (versione strumentale) (Best Sound, BS 101)
- 1983 - Che bello sta' co' te/Per Daniela (Adagio) (IT, ZBT 7349)
- 1991 - Viale del re/La ballata di Ciceruacchio (IT, VINX 259)
Note
- ^ Per Gian Piero Brunetta i cinque attori sono i «[...] protagonisti assoluti e sempre più acclamati della scena [...]» e «i moschettieri, o "mostri" della commedia italiana [...]». Gian Piero Brunetta, Storia del cinema italiano Vol. IV, Dal miracolo economico agli anni novanta, 1960-1993, Roma, Editori Riuniti, 1993, p. 139 e p. 141. ISBN 88-35-3788-4. Secondo Callisto Cosulich fu con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman, uno dei "mattatori" della commedia all'italiana: «Gassman, Manfredi, Sordi, Tognazzi: eccoli in ordine alfabetico i quattro moschettieri». Callisto Cosulich, Storia di un mattatore, Cinecittà News, 4/6/2004, http://news.cinecitta.com/dossier/articolo.asp?id=1108
- ^ Gli introiti ricavati dalla vendita del disco furono devoluti alla ricerca sul cancro vivasanremo.com. URL consultato il 22 marzo 2010.
- ^ «Mi sono interrogato sull'esistenza di Dio per tutta la vita, ma ora non credo più. Ho sempre rispettato i comandamenti, non ho rubato, non ho fatto male al prossimo. Per questo, sono tranquillo. Il giorno che incontrassi Dio, sempre che dovesse succedere, gli chiederei: "Dove eri mentre sei milioni di ebrei morivano nei forni di Auschwitz, in vacanza? Ce l'hai la tv, li leggi i giornali? Mi sa che leggi solo la pagina dello sport. E aggiungerei: "Chi ci deve andare all'inferno, io o tu?""Archivio storico del Corriere della Sera
- ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
- ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
- ^ A Pastena il premio «Nino Manfredi». Il Tempo, 25/09/2010. URL consultato il 2 ottobre 2011.
- ^ Premio Nino Manfredi ai Nastri d’Argento. Best Movie, 23/04/2009. URL consultato il 2 ottobre 2011.
- ^ arlotta De Leo. La Ciociaria è un Festival. Corriere Della Sera, 28 Settembre 20111. URL consultato il 2 ottobre 2011.
Bibliografia
- Il Radiocorriere, annate varie.
- Ciak, fascicoli vari.
- Gli Attori, Roma, Gremese, 2003.
- Luigi Granetto, intervista per "Hit Parade International" in Nino Manfredi, Roma, Armando Curcio], 1983.
- Aldo Bernardini, Nino Manfredi, Roma, Gremese, 1978.
- Approfondimenti
- Aldo Bernardini, Nino Manfredi, 1999, Gremese Editore
- Fabio Francione e Lorenzo Pellizzari, Nino Manfredi regista (Viaggio in Italia), 2005, Falsopiano
Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Nino Manfredi
Collegamenti esterni
- Official Site - Sito Ufficiale - NinoManfredi.it Sito Ufficiale - Official Site
- Scheda su Nino Manfredi dell'Internet Movie Database
- Attori italiani
- Registi italiani del XX secolo
- Sceneggiatori italiani
- Nati nel 1921
- Morti nel 2004
- Nati il 22 marzo
- Morti il 4 giugno
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- Comici italiani
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- David di Donatello per il miglior attore protagonista
- David di Donatello per la migliore sceneggiatura
- Nastri d'argento al migliore attore protagonista