Maurizio Costanzo

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Maurizio Costanzo nel 2008.

Maurizio Costanzo (Roma, 28 agosto 1938) è un giornalista, conduttore televisivo, autore televisivosceneggiatore, regista, paroliere, professore universitario italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato a Roma[1] il 28 agosto 1938, di nonni paterni ortonesi, figlio di Ugo, impiegato statale al Ministero dei Trasporti e di Jole De Toni, casalinga; frequenta il Liceo classico statale Giulio Cesare della stessa capitale. Terminato il liceo e diplomatosi, non si iscrive all'università per continuare i suoi studi e laurearsi, bensì, come era il suo sogno e la sua ambizione, nel 1956 inizia giovanissimo la sua carriera di giornalista[2] e, solo pochi anni più tardi, di autore radiofonico e televisivo di successo. Costanzo si è sposato quattro volte: si è sposato per la prima volta nel 1963 con Lori Sammartino, di quattordici anni più anziana di lui; dopo il divorzio dalla Sammartino, nel 1973 si sposa per la seconda volta con la giornalista Flaminia Morandi (che per lui divorziò dal marito Alberto Michelini), dalla quale avrà due figli: nel 1973 Camilla, (che lavora come sceneggiatrice per la Rai) e nel 1975, Saverio, oggi apprezzato regista cinematografico e di serie televisive.

Dopo una convivenza durata molti anni con l'attrice, doppiatrice, sceneggiatrice e regista Simona Izzo (relazione che Costanzo ha sempre considerato al pari di un matrimonio), nel 1987 si sposa per la terza volta con la conduttrice televisiva Marta Flavi, ma il matrimonio dura solo tre anni, i due infatti si separano nel dicembre del 1990 per poi divorziare nel 1995; il 28 agosto del 1995 (giorno del suo 57º compleanno) si sposa per la quarta volta con Maria De Filippi, sua attuale moglie, conosciuta circa sei anni prima (quando era ancora sposato con la Flavi) in una società di consulenza sulla comunicazione presso cui lei lavorava, divenuta in seguito una notissima conduttrice, autrice e produttrice televisiva.

Nel 2004, la coppia ha adottato un ragazzo adolescente, Gabriele. Nel 2007 il figlio Saverio lo rende nonno per la prima volta di due gemelli, avuti con la compagna Sabrina Nobile. È stato membro della loggia massonica P2 (con la tessera numero 1819) dalla quale uscì ben presto. Lo stesso Licio Gelli riconobbe il pentimento di Costanzo[senza fonte].

La carriera[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi, la radio e il Maurizio Costanzo Show[modifica | modifica sorgente]

Cresciuto con il sogno di diventare giornalista, inizia la sua carriera nel 1956, a soli diciotto anni, come cronista nel quotidiano romano Paese Sera. Nel 1957 entra a far parte della redazione del Corriere Mercantile di Genova e, pochi anni più tardi, nel 1960, diventa caporedattore della redazione romana del settimanale Grazia. Nel 1963 debutta come autore radiofonico per uno spettacolo affidatogli da Luciano Rispoli - allora caposervizio del varietà a Radio RAI - dal titolo Canzoni e nuvole, condotto da Nunzio Filogamo. Nel 1966 è co-autore del testo della canzone Se telefonando, scritto insieme a Ghigo De Chiara, con musica di Ennio Morricone e portata al successo da Mina.[3] Costanzo è anche co-ideatore del personaggio Fracchia,[3] creato e impersonato da Paolo Villaggio, che lui stesso nel scopre 1967 e incoraggia a debuttare in un cabaret di Roma. Nel 1970 conduce la trasmissione radiofonica di successo Buon pomeriggio con Dina Luce.

A partire dalla fine degli anni settanta, è ideatore e conduttore di numerosi spettacoli televisivi improntati ad un genere allora agli albori, quello del talk-show: Bontà loro (1976/1978), che si può anche considerare a buon diritto il primo esempio di talk-show della televisione italiana, Acquario (1978/1979), Grand'Italia (1979/1980) e Fascination (1984). Queste esperienze lo portano a realizzare il suo spettacolo televisivo più famoso, celebrato e longevo, il Maurizio Costanzo Show (1982/2009), talk show, registrato al Teatro Parioli di Roma, di cui Costanzo è diventato anche direttore artistico dal 1988.

Il successo di tali programmi è dato anche dalla particolare tecnica d'intervista di Costanzo, che «è un pontefice dell'interruzione. Riesce cioè a far dire, a far seguitare la conversazione e il ragionare, inframmezzandosi al discorso altrui e nello stesso tempo rendendolo possibile. […] Costanzo è maestro di allusioni, che accenna e lascia sospese, quasi fossero da concludere da parte dell'interlocutore o dell'uditorio».[4]

Maurizio Costanzo in Bontà loro

Negli anni, dal Maurizio Costanzo Show - che nel frattempo diventa il "salotto mediatico" più importante ed influente della televisione italiana - muovono i loro primi passi nella celebrità televisiva - e non solo - personaggi come Vittorio Sgarbi, attori come Nik Novecento, Valerio Mastandrea e Ricky Memphis, autori satirici e comici come Daniele Luttazzi e Alessandro Bergonzoni, cabarettisti come Giobbe Covatta, Enzo Iacchetti, Dario Vergassola, Stefano Nosei e Gioele Dix. Alcune puntate del Maurizio Costanzo Show erano intitolate "Uno contro tutti" e veniva invitato un solo ospite, solitamente un politico o uomo di spettacolo, che doveva rispondere alle domande del pubblico, a volte anche provocatorie.

Gli anni Settanta e Ottanta[modifica | modifica sorgente]

Costanzo è stato autore di diverse opere teatrali, fra le quali la pièce Cielo, mio marito! (scritta a quattro mani con Marcello Marchesi),[3] che, diretta da Aldo Trionfo, viene interpretata e portata al successo da Gino Bramieri e Ombretta Colli. La sua prima commedia, Il marito adottivo, debutta in scena nel 1970 per la regia di Lucio Ardenzi. Dal 1970 al 1977 vengono rappresentate anche: Con assoluta gratitudine, con la coppia Francesco Mulè e Sandra Mondaini, Un amore impossibile, con l'inossidabile coppia Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice, Un coperto in più, recitata dai fratelli Aldo e Carlo Giuffrè per la prima volta insieme, ed infine Vecchi vuoti a rendere, con Cecilia Sacchi e Arnoldo Foà, che ne curerà anche la regia nel 1972.

Collaboratore ad un primo progetto scritto del film Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) di Pier Paolo Pasolini, Costanzo partecipa alla sceneggiatura di molti altri film, quattro dei quali diretti da Pupi Avati: Bordella (1976), La casa dalle finestre che ridono (1976) - divenuto con il tempo un vero e proprio cult del genere horror - Tutti defunti... tranne i morti (1977) e Zeder (1983). Nel 1977 contribuisce alla stesura della sceneggiatura del film di Ettore Scola Una giornata particolare, interpretato dalla coppia Sofia Loren-Marcello Mastroianni. Nel 1978 dirige anche un film, l'ironico Melodrammore, parodia dei melodrammi matarazziani interpretato dall'attore-simbolo del genere, Amedeo Nazzari, alla sua ultima apparizione cinematografica.

Nel 1977 intuisce il grande talento dell'allora semi-sconosciuto Luciano De Crescenzo che, favorito proprio dall'interessamento di Costanzo, che promuove la sua opera prima Così parlò Bellavista e lo invita nel suo programma Bontà loro, può scegliere di dedicarsi solo alla sua carriera di autore, abbandonando definitivamente la sua precedente professione di ingegnere all'IBM.

Nel 1978 comincia la sua collaborazione con la Rizzoli editore assumendo la direzione de La Domenica del Corriere. L'anno seguente viene incaricato di dirigere il nuovo quotidiano popolare L'Occhio, che esce nell'autunno del 1979. Sul network televisivo Primarete Indipendente, appartenente al medesimo editore Rizzoli, nel 1980, viene incaricato di dirigere quello che è il primo esempio di telegiornale nazionale privato della TV italiana, Contatto. Finché nel 1981, lo scandalo della Loggia P2 non travolge tutto. Il nome di Costanzo compare nelle famose liste che vengono trovate nell'abitazione di Licio Gelli. Il 31 marzo, prima ancora che la lista venga resa pubblica (ciò avverrà il 21 maggio), Costanzo si dimette dalla direzione de L'Occhio[5]. È un duro colpo per l'immagine di Costanzo, che decide di lasciare gli schermi televisivi per un anno[6]. Ricomincia a lavorare per una piccola emittente sarda. Nel settembre 1982 la sua carriera conosce un nuovo inizio: parte il Maurizio Costanzo Show.

Intorno alla metà degli anni ottanta decide di fondare la propria società di produzione, Fortuna Audiovisivi. Insieme ad Alberto Silvestri (suo grande amico e co-autore di alcuni dei suoi programmi più importanti, nonché padre del popolare cantautore Daniele Silvestri), nel 1984, inizia a scrivere ed interpretare personalmente i 52 episodi di quella che si può considerare la prima situation comedy all'italiana, Orazio, nella quale recita insieme all'allora compagna di vita, Simona Izzo (che viene poi sostituita sul set da Emanuela Giordano quando la loro convivenza entra in crisi), Angiolina Quinterno ed Alessia Fabiani, allora bambina.

Le musiche sono composte da Paolo Pietrangeli (che è pure il fedele regista di gran parte delle sue trasmissioni televisive) e Luigi Ceccarelli. Gli episodi vengono trasmessi settimanalmente su Canale 5 all’interno del contenitore domenicale Buona Domenica, di cui Costanzo è uno dei conduttori. La poliedricità di Costanzo si manifesta, infatti, anche in alcune sue trasmissioni televisive a carattere maggiormente "nazional-popolare" come il programma domenicale Buona Domenica, che inizialmente conduce alternandosi con Corrado (dal gennaio 1985) e poi da solo, come conduttore principale, fino all'edizione 1986/1987. Vi fa ritorno nel 1996 e vi ci rimane per i successivi dieci anni come autore-presentatore, alternando alla conduzione le partecipazioni di Fiorello, Paola Barale, Claudio Lippi, Luca Laurenti, Enrico Papi, Laura Freddi e Massimo Lopez.

A partire dalle ultime edizioni da lui presiedute però, diventano ospiti fissi soubrette e personaggi dalle dubbie doti artistiche, protagonisti di reality-show e della cronaca rosa: tali presenze saranno confermate e tale filosofia verrà estremizzata, con il passaggio della conduzione del programma a Paola Perego, nel 2006. Anche per questo, alcune trasmissioni televisive di Maurizio Costanzo e della moglie Maria De Filippi, nel corso degli anni duemila, diverranno, secondo i detrattori, l'espressione più tipica della "TV-Spazzatura".[senza fonte] Dal 1988 comincia ad andare in onda il suo programma Taccuino di Maurizio Costanzo sull'emittente radiofonica romana Radio Dimensione Suono, che interromperà solo sul finire degli anni novanta.

Gli anni Novanta e 2000[modifica | modifica sorgente]

Nel 1992, a marzo, debutta su Canale 5 un nuovo programma di Costanzo, intitolato Guerra o pace[7], la cui sigla, Il mio nome è donna, è cantata da Lidia Martorana. Nel 1995 viene nominato direttore artistico del Festival Città Spettacolo di Benevento, carica a cui rinuncia nel 1999. Nel 1997 diviene direttore artistico del Teatro Ciak di Milano, che dirige fino alla stagione 1999. Nel novembre del medesimo anno diventa direttore di Canale 5, la rete ammiraglia di Mediaset, carica che ricopre fino al 3 novembre 1999.

Nel 1999 viene nominato presidente di Mediatrade, la società del gruppo Mediaset preposta ad occuparsi di tutto ciò che riguarda la fictiontelevisiva. Nel 2000 fonda insieme all'imprenditore Alessandro Benetton e alla sua banca d'affari, la società Maurizio Costanzo Comunicazione. Il suo scopo dichiarato è incentrato principalmente sul mondo di Internet, proponendosi la consulenza e la gestione di tutto ciò che può riguardare la comunicazione e l'immagine di personaggi pubblici dello star system, di politici e di imprenditori. Direttore artistico di Canale 5, riveste diverse importanti cariche presso la società Mediaset e intrattiene anche rapporti di consulenza con la rete TV LA7.

Costanzo, frequentemente appellato 'dottore', non si è mai laureato, anche se nel 2009 ha ricevuto una laurea magistrale honoris causa in Giornalismo, editoria e multimedialità conferita dalla Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano.[8].

« Mi sono diplomato soltanto, e invece di andare all'Università mi misi a fare il giornalista a Paese Sera. Ero volontario, come si diceva allora. Cioè lavoravo e non pigliavo una lira. »
(Intervista al settimanale Epoca, 30 novembre 1993[9])

Ciò non gli ha impedito di insegnare, a partire dal 1996, alla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma (nell'anno accademico 2008-2009 ha avuto l'affidamento di Teoria e applicazioni del linguaggio televisivo e il Laboratorio sui formati e i generi televisivi).[10] Durante la sua pluridecennale carriera giornalistica può vantare collaborazioni con alcuni dei più importanti quotidiani e settimanali nazionali come Il Corriere della Sera, Il Mattino, La Stampa, Epoca. Fino al novembre 1997 tiene anche rubriche su Gioia e Film tv.

Scrive per il quotidiano Il Messaggero (cura una rubrica quotidiana denominata il Diario), per i settimanali Gente e Panorama.[3] Dal 2007 collabora anche con Il Riformista. Nel 2004 è uno dei fondatori e collaboratori del quotidiano sportivo Il Romanista, giornale dedicato unicamente alla società calcistica A.S. Roma, di cui Costanzo si dichiara essere tifosissimo e che ritiene uno degli unici punti fermi nella propria vita.

Maurizio Costanzo con Mario Merola

Nel 2004 pubblica un libro edito da Mondadori, Chi mi credo di essere, nel quale si confessa apertamente su svariati temi anche relativi al suo passato, con la collaborazione del giornalista Giancarlo Dotto.[3] Nel 2006 vede la luce un altro libro edito da Mondadori, E che sarà mai?.[3] A febbraio 2005 chiude il Maurizio Costanzo Show per protesta contro lo sforamento dei programmi di prima serata che lo costringevano ad andare in onda a tarda notte. Con il programma mattutino Tutte le mattine, iniziato nel 2004,[11] Costanzo unisce il talk show all'attualità. Il Maurizio Costanzo Show riprende il 16 settembre 2005 sul canale digitale terrestre di Mediaset.[12]

Da settembre 2006 Tutte le mattine si trasforma e slitta: diventa pomeridiano, viene introdotto il pubblico e il nome cambia in Buon pomeriggio,[13] già titolo di un suo fortunato programma radiofonico degli anni settanta condotto in coppia con Dina Luce. Lasciata Buona domenica, Costanzo si riserva la fascia preserale domenicale con Conversando, programma di interviste e attualità.[14] È presente su Italia 1 con Altrove - Liberi di sperare, trasmissione dedicata alla vita nelle carceri. Infine su Rete 4 cura una rubrica intitolata Il grande cinema italiano dove vengono presentate famose pellicole italiane del passato che vengono poi trasmesse.

A gennaio 2007 conclude il programma Conversando per riproporre il Maurizio Costanzo Show, ogni giovedì sempre su Canale 5.[15] Da aprile dello stesso anno conduce su Rai Radio Uno la trasmissione L' uomo della notte dalle 00.20 circa all'una, alternando telefonate, musica e riflessioni su temi d'attualità contattando periodicamente il professor Angelo Vescovi per gli sviluppi della ricerca sulle cellule staminali. Nel 2009 ha introdotto la rubrica Poetando dedicata alla lettura di brevi poesie di autori ancora sconosciuti. Tra questi spesso viene nominato il misterioso "Ugo Straniero"; secondo molti ascoltatori è un poeta inesistente, sarebbe solo uno pseudonimo con cui lo stesso Costanzo firmerebbe le poesie che egli stesso scrive. Grazie ad un editore è riuscito a pubblicare in un primo libro 92 poesie. Inoltre nel 2010 ha introdotto la rubrica Diariando in cui viene letta una pagina del Diario personale inviata dallo stesso scrittore alla redazione.

Nel 2011 introduce la rubrica Letterando nella quale vengono lette alcune lettere che vengono ritenute di particolare importanza personale dalla persona che le invia alla stessa redazione. Nel 2007 assume la responsabilità di direttore artistico del Teatro Brancaccio di Roma, sostituendo nel ruolo l'attore Gigi Proietti, dopo un suo polemico siluramento. All'inizio del 2008 accetta di diventare direttore artistico della Fondazione Teatro di Latina. Nel 2008 sostituisce nel compito di direttore artistico del Todi Arte Festival l'attrice Simona Marchini, a seguito di un altro polemico allontanamento.

Nell'ambito televisivo, nell'autunno 2009 conduce l'ultima edizione del noto Maurizio Costanzo Show, in onda per due sere a settimana, riproponendo in ogni puntata filmati tratti dalle precedenti edizioni e commentandoli in studio con Alfonso Signorini e i protagonisti dei filmati. Contemporaneamente annuncia di aver firmato un contratto che lo vedrà tornare, dopo quasi trent'anni di assenza, in RAI, dove sarà autore e conduttore del programma di Rai 1 Memorie dal bianco e nero[16] insieme ad Enrico Vaime. Nel 2012 torna a proporsi in vesti di paroliere, firmando per Marcella Bella il brano Da quando mi hai lasciata, incluso nell'album Femmina Bella, con il quale l'interprete catanese festeggia i 40 anni di carriera.

Ritorno in RAI nel 2010[modifica | modifica sorgente]

Dal 22 febbraio 2010 conduce Bontà sua su Rai 1 (chiaro riferimento a Bontà loro), rubrica giornaliera in cui intervista personaggi dello spettacolo ma non solo, cercando di trarne gli aspetti più curiosi. Nell'estate 2010 partecipa alla trasmissione calcistica Notti Mondiali con Paola Ferrari e Giampiero Galeazzi (con cui forma la strana coppia secondo Paola Ferrari), in diretta da Piazza di Siena a Roma. A partire dall'autunno 2010 torna alla conduzione del celeberrimo Bontà loro che va a sostituire proprio Bontà sua: vengono quindi inseriti più ospiti rispetto al formato precedente, la trasmissione sarà chiusa il 14 febbraio 2011 a causa dei bassissimi ascolti.

Poche settimane più tardi, il conduttore è tornato in video nel preserale di Rai 2 con Maurizio Costanzo Talk, trasmissione che riprende il titolo del più celebre Maurizio Costanzo Show e che non sarà confermata per la stagione successiva, e oltre al Maurizio Costanzo Talk conduce il sabato in seconda serata su Rai 1 la trasmissione Italia mia con Enrico Vaime. Dal 2009 torna su Rai Radio Uno. Da novembre 2011 conduce Di che talento sei? trasmesso al sabato in seconda serata su Rai 1. Sarà presente come giudice esterno nel programma Amici di Maria De Filippi condotto appunto da Maria De Filippi, sua moglie. Dal maggio 2012 Costanzo conduce Italia in 4D su Rai Storia e S'è fatta notte su Rai 1.

L'attività politica e massonica[modifica | modifica sorgente]

Nel 1980, direttore del neonato telegiornale Contatto (primo notiziario nazionale non RAI in onda sull'emittente della Rizzoli PIN - Primarete Indipendente), viene coinvolto nello scandalo del ritrovamento della lista degli aderenti alla loggia massonica P2. La sua tessera è la numero 1819 (il suo fascicolo il numero 626) con la qualifica massonica di maestro. Inizialmente nega con decisione l'appartenenza alla loggia (sebbene solo pochi mesi prima avesse fatto sensazione una sua intervista a Licio Gelli, pubblicata sul Corriere della Sera[17]), poi sostiene di essere stato iscritto a sua insaputa, infine ammette la sua partecipazione in un'intervista a Giampaolo Pansa, rilasciata al quotidiano "La Repubblica"[18].

Tale ammissione è stata definitivamente ribadita dallo stesso Costanzo di fronte alla Corte d'assise, durante il processo ai capi della loggia massonica, accusati di cospirazione politica[19]. Nel 1986, si candida per il Partito Radicale. Nonostante abbia amichevoli rapporti con Silvio Berlusconi, anche recentemente ha affermato di votare per il Partito Democratico[senza fonte].

L'impegno contro la mafia e l'attentato di via Fauro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Attentato di via Fauro.

Amico del giudice Giovanni Falcone, ospite alle sue trasmissioni, Costanzo si impegnò come uomo e giornalista nella lotta alla mafia. In seguito all'omicidio di Libero Grassi, appena un mese dopo Costanzo e Michele Santoro realizzarono una maratona Rai-Fininvest contro la mafia. Memorabile rimase la scena in cui Costanzo bruciò in diretta una maglietta con scritto "Mafia made in Italy". Proprio questo suo impegno sembra essere la causa, il 14 maggio 1993, di un attentato. Una Fiat Uno imbottita di novanta chilogrammi di tritolo esplose in via Ruggiero Fauro (vicino al Teatro Parioli).

Al momento dell’esplosione erano in transito due autovetture: una Mercedes blu presa a nolo la mattina dell'attentato condotta da Stefano Degni e dove sedevano Maurizio Costanzo (di ritorno dalle registrazioni del Maurizio Costanzo Show) e la sua compagna Maria De Filippi e, a brevissima distanza, una Lancia Thema con a bordo le guardie del corpo Fabio De Palo (rimasto lievemente ferito) e Aldo Re (che subì lesioni legate allo shock).[20] Fortunatamente non ci furono vittime, e gli occupanti della Mercedes rimasero illesi per un ritardo nello scoppio causato dal telecomando e per un muretto di una scuola che fece da protezione all’automobile blindata di Costanzo[20]. Le indagini successive e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia accertarono che gli autori dell'attentato erano alcuni mafiosi di Brancaccio e che Costanzo era uno dei principali obiettivi da eliminare per Cosa Nostra a causa delle sue trasmissioni[21]. Dal momento dell'attentato Maurizio Costanzo vive sottoposto a un protocollo di protezione che prevede 5 uomini di scorta.

Carriera accademica[modifica | modifica sorgente]

Dal 1995 al 2009 è stato professore a contratto per la cattedra di Teoria e Tecnica del linguaggio radiotelevisivo presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “Sapienza” di Roma. Dall'anno accademico 2011/2012 Costanzo è docente di Sociologia della comunicazione e radio-televisiva presso la Facoltà di Scienze della formazione dell'Università degli Studi Niccolò Cusano.[22]

Altre attività[modifica | modifica sorgente]

Costanzo possiede aziende specializzate nella comunicazione e nell'immagine ed opera per conto di aziende e personaggi pubblici (ha curato, tra l'altro, l'immagine dell'ex Presidente della Camera dei deputati, Irene Pivetti e dell'ex sindaco di Roma, Francesco Rutelli).[23] Si occupa anche di formazione, insieme ad Ateneo Impresa, ha creato una scuola di comunicazione[24] dove insegna un metodo esclusivo depositato che coniuga tecniche di comunicazione relazionale e d'impresa con nuovi format caratterizzati dalla contaminazione con esperienze di successo.

Negli anni ottanta diventa testimonial della marca di camicie Dino Erre Collofit per la quale girerà diversi spot. Qui, oltre all'ormai famoso motto "Buona camicia a tutti", definisce il prodotto "una camicia coi baffi". Assieme alla moglie Maria De Filippi ha creato una società di produzione, la Fascino, che produce i programmi della coppia. Dal 2008, regala la sua quota di partecipazione alla moglie, che diventa così proprietaria della società a metà con Mediaset.[25]

Nel giugno del 2007 ha suscitato scalpore la notizia secondo cui al presentatore sono stati versati dalla Telecom ben sette milioni di euro per le sue attività di consulenza.[26] La scoperta, fatta dalla Guardia di Finanza nell'ambito delle indagini condotte sulle spese sostenute dal gruppo telefonico, è stata confermata dallo stesso Costanzo, il quale ha sostenuto l'assoluta regolarità di queste operazioni.[26] Le Fiamme Gialle non hanno tuttavia trovato alcuna traccia delle prestazioni professionali che avrebbero dovuto giustificare simili esborsi.[26] Nel marzo del 2010 Costanzo diviene direttore responsabile della collana Giallo Mondadori.[27][28]

Attività recenti[modifica | modifica sorgente]

Dal 2011 è opinionista fisso sull'emittente radiofonica Radio Manà Manà[29]. Dall'11 giugno 2012 Maurizio Costanzo è il direttore artistico di Vero TV (Canale 55 Digitale terrestre[30]) e i conduttori della rete da lui diretta sono: Corrado Tedeschi, Marisa Laurito, Laura Freddi, Marco Columbro, Maria Teresa Ruta, Zuzzurro e Gaspare, Alba Parietti e Margherita Zanatta. Dal giugno 2013 Maurizio Costanzo è editorialista del Corriere dell'Umbria e delle altre edizioni dei quotidiani che fanno parte del gruppo editoriale perugino: sua la rubrica settimanale di prima pagina "La domenica col baffo". Dal 9 settembre al 21 luglio conduce su RTL 102.5 la prima edizione de il Radio Costanzo Show, insieme a Pierluigi Diaco e Jolanda Granato, in onda ogni lunedì inizialmente dalle 23 alle 01 dopo dalle 19 alle 21. Dal 3 aprile 2014 conduce su San Marino RTV Scusi, mi racconta San Marino ? dove nei dieci appuntamenti intervista personaggi italiani legati allo Stato di San Marino. Contemporaneamente è ospite ricorrente di Domenica in dove insieme alla conduttrice Mara Venier ricorda i personaggi più importanti della storia del piccolo schermo. Dal 9 maggio torna a Mediaset dove realizza 40 appuntamenti in seconda serata con il meglio del Maurizio Costanzo show intitolato Maurizio Costanzo Show-la storia. Programmato inizialmente esclusivamente per la rete tematica Mediaset Extra, dal 7 luglio viene promosso con una puntata settimanale su Canale 5. Lunedì 1 settembre 2014 riparte su Rtl 102.5 la seconda edizione del Radio Costanzo show che visto il successo della passata edizione raddoppia andando in onda anche il martedì sempre nella fascia oraria che va dal preserale alla prima serata. Il 7 settembre 2014 è ospite della puntata speciale di Forum, che festeggia 30 anni, condotto da Barbara Palombelli ricoprendo la figura di mediatore in una contesa giuridica. Da sabato 13 settembre sarà al timone di una nuova edizione di S'è fatta notte insieme ad Enrico Vaime andando in onda in seconda serata prima dopo il varietà di Massimo Ranieri Sogno e son desto, poi dopo la decima edizione di Ballando con le stelle. [29]

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Ho ucciso la morte, Roma, G. Semerano, 1958.
  • Due minuti di silenzio, Roma, Canesi Editore, 1963.
  • L'amore in provincia. Confessioni al microfono, Milano, Sugar, 1973.
  • Malhumor, Milano, Bietti, 1973.
  • Dizionario delle idee correnti, con Umberto Simonetta, Milano, Bompiani, 1975.
  • Bontà loro, Milano, Rizzoli, 1978.
  • Le polemiche di Acquario, Milano, Rizzoli, 1979.
  • Stasera amore. Le storie di sesso e sentimento di molti italiani che avete visto su Retequattro. Da un'idea di Aurelio De Laurentiis, Milano, A. Mondadori, 1983.
  • Di amori ne ho avuti tanti. Una hostess. Gli italiani raccontano la loro vita, Milano, A. Mondadori, 1984.
  • Però che brutta paura. Un maresciallo di p.s.. Gli italiani raccontano la loro vita, Milano, A. Mondadori, 1984.
  • "E qui comincia l'avventura". Un giovane. Gli italiani raccontano la loro vita, Milano, A. Mondadori, 1984.
  • Che succederà dopo la pensione? Un cameriere. Gli italiani raccontano la loro vita, Milano, A. Mondadori, 1984.
  • Smemorie, Milano, Rizzoli, 1984.
  • Caro Babbo Natale, Milano, Bompiani, 1986.
  • Il resto è vita, Milano, Rizzoli, 1986.
  • Alfredino. Il pozzo dei troppi misteri, Milano, A. Mondadori, 1987.
  • Orazio. Diario di un uomo straordinariamente normale, con Alberto Silvestri, Milano, A. Mondadori, 1987.
  • Racconti d'amore, Milano, A. Mondadori, 1988.
  • Teatro. Ovvero il fascino discreto della parola, Roma, Gremese, 1990.
  • Bella Italia. Perché le leghe?, Milano, Rusconi, 1991.
  • Dove andiamo. Riflessioni a sipario chiuso, Milano, A. Mondadori, 1995.
  • Dietro l'angolo. Riflessioni per un anno, Milano, A. Mondadori, 1996.
  • La televisione è piccola, Milano, Baldini & Castoldi, 1996.
  • Un paese anormale. L'Italia che non ci piace, Milano, A. Mondadori, 1999.
  • Show. Vent'anni di storie e di personaggi, Milano, A. Mondadori, 2001.
  • La TV secondo me. Il futuro della televisione nella rivoluzione digitale, Milano, Il sole-24 ore, 2002.
  • Facciamo finta che. L'industria televisione. Produrre fiction seriale, con Flaminia Morandi, Roma, Carocci, 2003.
  • Per sempre (Anima graffiata). un film di Alessandro Di Robilant, con Laura Sabatino, Venezia, Marsilio, 2003.
  • Scrivimi subito. Per dire tutto, dirlo bene e dirlo in breve, (a cura di), Milano, A. Mondadori, 2004.
  • Chi mi credo di essere, Milano, A. Mondadori, 2004.
  • Lo chiamavano varietà. L'industria televisione. Produrre l'intrattenimento, con Flaminia Morandi, Roma, Carocci, 2004.
  • E che sarà mai?, Milano, A. Mondadori, 2006.
  • Il poeta Straniero, ovvero Straniero Ugo, poeta, con Enrico Vaime, Roma-Reggio Emilia, Aliberti, 2009.
  • La strategia della tartaruga. Manuale di sopravvivenza, Milano, Mondadori, 2009. ISBN 88-04-59494-2
  • Preferisco i cani (e un gatto), Milano, Mondadori, 2011. ISBN 978-88-04-61429-6
  • Paolo Silvestrini - Ho Fatto quello che ho potuto conversazione con Maurizio Costanzo, Roma, Edilazio, 2013. ISBN 978-88-98135-24-0

Programmi televisivi[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Regia[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatore[modifica | modifica sorgente]

Attore[modifica | modifica sorgente]

In tutti e tre i film Costanzo interpreta sé stesso.

Soggetto[modifica | modifica sorgente]

Autore[modifica | modifica sorgente]

Altri media[modifica | modifica sorgente]

Laurea "honoris causa"[modifica | modifica sorgente]

Laurea Honoris Causa in Giornalismo, editoria e multimedialità. (2009) [30] - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Giornalismo, editoria e multimedialità. (2009) [30]
— Università IULM di Milano

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Non è nato a Pescara, come spesso riportano erroneamente alcune sommarie biografie che ha più volte lui stesso smentito, bensì a Roma. MAURIZIO E LA TARTARUGA - Intervista all'istrionico giornalista e autore televisivo. in Magazine 2, RAI - Radiotelevisione Italiana, 23 ottobre 2008 (dichiara dove è realmente nato al 9'34" del filmato).
  2. ^ Ordine dei giornalisti del Lazio
  3. ^ a b c d e f Maurizio Costanzo, mymovies.it. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  4. ^ Gian Paolo Caprettini, Del Maurizio Costanzo Show, Torino, Aleph, 1992, p. 51.
  5. ^ Il quotidiano peraltro non era mai stato in attivo ed era in crisi di vendite. A fine anno L'Occhio verrà chiuso.
  6. ^ Giampaolo Pansa, La Repubblica di Barbapapà, Milano, Rizzoli, 2013. Pag. 171.
  7. ^ Costanzo il confessore
  8. ^ Cerimonia di apertura dell’anno accademico 2008/2009, iulm.it. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  9. ^ COSTANZO, LAUREATO O DIPLOMATO?, sorrisi.com. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  10. ^ Maurizio Costanzo, comunicazione.uniroma1.it. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  11. ^ La Sciarelli riapre la stagione tv, archiviostorico.corriere.it, 12 settembre 2004. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  12. ^ Costanzo: il mio show ricomincia dalle origini ma sulla tv digitale, archiviostorico.corriere.it, 18 luglio 2005. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  13. ^ Arriva Costanzo al posto di "Verissimo", archiviostorico.corriere.it, 29 maggio 2006. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  14. ^ "Buona domenica", parata di reduci Rai, archiviostorico.corriere.it, 25 settembre 2006. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  15. ^ Torna il Costanzo Show, Scotti a Buona domenica, archiviostorico.corriere.it, 27 dicembre 2006. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  16. ^ "Ritorno alla Rai ma non per soldi", LaStampa.it, 8 novembre 2009. URL consultato il 13-10-2009.
  17. ^ Corsera, 5 ottobre 1980: "Il fascino discreto del potere nascosto. Parla, per la prima volta, il signor P2". URL consultato il 15 maggio 2010.
  18. ^ "La Repubblica", 5 giugno 1981. Costanzo dichiarò di essersi iscritto dopo esser stato presentato a Gelli da Fabrizio Trecca, suo medico personale, reclutatore e capo dell'organizzazione della P2 nel Lazio.
  19. ^ Berlusconi e Costanzo testimoni: ecco perché eravamo della P2, archiviostorico.corriere.it, 4 novembre 1993.
  20. ^ a b " l' obiettivo era proprio Costanzo ", archiviostorico.corriere.it, 16 maggio 1993. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  21. ^ Le dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia - Atti del processo di 1º grado per le stragi del 1993.
  22. ^ Maurizio Costanzo è uno dei nuovi docenti dell'Università degli Studi Niccolò Cusano in Le Novae, 19 ottobre 2011. URL consultato il 30 maggio 2012.
  23. ^ Giancarlo Mola, Polizia, operazione immagine "Tutti a scuola da Costanzo" in la Repubblica, 14 settembre 2000. URL consultato il 27 ottobre 2009.
  24. ^ Metodo Maurizio Costanzo.
  25. ^ Ettore Livini, Costanzo "regala" l'impero tv alla moglie Maria De Filippi in la Repubblica, 4 luglio 2008. URL consultato il 27 ottobre 2009.
  26. ^ a b c Gianluigi Nuzzi, Telecom, 7 milioni a Costanzo per le consulenze in il Giornale, 28 giugno 2007. URL consultato il 27 ottobre 2009.
  27. ^ Maurizio Costanzo scrive ai lettori del Giallo Mondadori
  28. ^ Costanzo direttore dei Gialli Mondadori
  29. ^ [1]
  30. ^ IULM

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Enzo Aprea, Poesia, l'Altro e l'intervista di Maurizio Costanzo, Napoli, Tullio Pironti Editore, 1990.
  • Gian Paolo Caprettini, Del Maurizio Costanzo show. E della religione rumorosa, Torino-Enna, Aleph, 1992.
  • Umberto Piancatelli, Costanzo. Chi c'è dietro i baffi?, Torino, Nuova ERI, 1995. ISBN 88-397-0881-2
  • Riccardo Bocca, Maurizio Costanzo Shock. Affari, potere, alcova: i retroscena del telegiornalista più famoso d'Italia, Milano, Kaos, 1996.
  • Alda Merini, Lettera a Maurizio Costanzo, Faloppio, Lietocollelibri, 2001.
  • Paolo Ares Morelli, Risposta a Maurizio Costanzo. Talk show, reality show, informazione spettacolo fanno della televisione la nuova religione, s.l., L&M, 2004.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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