Associazione Sportiva Roma

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Associazione Sportiva Roma
Calcio Football pictogram.svg
AS Roma Logo 2013.svg
Giallorossi; Lupi; 'A Maggica
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Giallo oro e Rosso cremisi.svg Giallo oro-rosso porpora
Simboli Lupa capitolina
Inno Roma Roma
Antonello Venditti
Dati societari
Città Roma
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1927
Presidente Stati Uniti James Pallotta
Allenatore Italia Aurelio Andreazzoli
Stadio Olimpico di Roma
(70 634[1] posti)
Sito web www.asroma.it
Palmarès
Scudetto.svgScudetto.svgScudetto.svg Coccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svg Supercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.png UEFA - Inter-Cities Fairs Cup.svg
Scudetti 3
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
Trofei nazionali 9 Coppe Italia
2 Supercoppe italiane
1 Coppa CONI
Trofei internazionali 1 Coppe delle Fiere
1 Coppa Anglo-Italiana
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce
« La Roma non si discute, si ama.[2] »
(Renato Rascel)

L'Associazione Sportiva Roma S.p.A., nota semplicemente come Roma, è una società calcistica per azioni italiana con sede a Roma, fondata il 22 luglio 1927, che per la stagione 2012-13 milita nella massima divisione del campionato italiano di calcio.[3] È una delle tre società di calcio italiane (assieme a Lazio e Juventus) a essere quotate in borsa.[4]

Escludendo la stagione in corso, la Roma ha partecipato a 83 campionati nazionali, di cui uno soltanto in Serie B (1951-52).[3] I giallorossi hanno vinto 3 scudetti, 9 Coppe Italia (primato di vittorie della competizione, condiviso con la Juventus) e 2 Supercoppe italiane.[3] In ambito europeo i migliori risultati ottenuti sono stati la vittoria, nel 1961, della Coppa delle Fiere e della Coppa Anglo-Italiana nel 1972, oltre a una finale di Coppa dei Campioni persa contro il Liverpool nel 1984 e una di Coppa UEFA persa nel 1991 contro l'Inter.[3]

Nella classifica mondiale dei club del 21º secolo (The World's Club of the 21st Century), stilata dall'IFFHS e aggiornata al 2012, la Roma occupa il 13º posto.[5] Nel 1991 i giallorossi terminano in testa alla classifica mondiale di rendimento dei club, stilata sempre dall'IFFHS.[6] Il club è anche uno dei membri dell'European Club Association (ECA), organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso G-14, composta dai principali club calcistici europei, riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA.[7]

Indice

Cenni storici

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Associazione Sportiva Roma (dalle origini al 1950), Storia dell'Associazione Sportiva Roma (1950-1979) e Storia dell'Associazione Sportiva Roma (dal 1979 a oggi).
L'albero genealogico dell'AS Roma

La squadra capitolina venne costituita a Roma il 7 giugno 1927, grazie alla fusione delle società calcistiche Alba Audace, Roman e Fortitudo Pro Roma. Il percorso che portò alla fusione fu intrapreso dal segretario della federazione romana del PNF Italo Foschi, all'epoca anche membro del CONI e dirigente della Fortitudo, e dall'onorevole Ulisse Igliori, membro del direttorio nazionale del PNF. Foschi, seguendo le direttive della Carta di Viareggio, riuscì nell'intento di creare un'unica società potenzialmente più competitiva. La data di fondazione della Roma è stata lungamente discussa, infatti, viene ufficialmente considerata il 22 luglio 1927, data del primo ordine del giorno, ma in realtà l'accordo per la fusione venne raggiunto il 7 giugno dello stesso anno, come annunciato il giorno successivo da alcuni quotidiani romani.[3]

Fase di gioco in un derby a Campo Testaccio nel 1933
Fase di gioco in un derby a Campo Testaccio nel 1933
 
La Roma del primo scudetto (1942)
La Roma del primo scudetto (1942)

Nei primi anni trenta la Roma fu presieduta da Renato Sacerdoti, ex presidente del Roman, che aveva in precedenza risanato il debito della Fortitudo e garantito il denaro necessario all'allestimento della nuova squadra. La sua prima presidenza terminò nel 1935, anno in cui fu allontanato per le sue origini ebraiche.[8] I giallorossi, sin dai primi campionati, occuparono stabilmente le parti alte della classifica, esordendo già nel 1931 in Coppa dell'Europa Centrale[9] e raggiungendo la finale di Coppa Italia 1936-37;[10] il periodo fu segnato dal "mito" del Campo Testaccio, storico stadio nel quale fu disputato un famoso Roma-Juventus, vinto per 5-0 dalla Lupa. Nella stagione 1941-42 la Roma conquistò il suo primo scudetto, vincendo per 2-0 la gara dell'ultima giornata contro il Modena.[3]

Gli anni quaranta si conclusero con due stagioni travagliate, nelle quali i Lupi si salvarono dalla retrocessione alle ultime giornate, finendo anche al centro di polemiche per il cosiddetto "Caso Pera", dal nome dell'arbitro che diresse l'incontro Roma-Novara, terminato 2-1, del campionato 1949-50, che permise ai giallorossi di ottenere la salvezza.[11] La discesa in Serie B venne solo rimandata di un anno: nel campionato successivo la squadra perse 10 partite per 1-0 e cambiò tre allenatori, posizionandosi penultima e retrocedendo così il 17 giugno 1951.[12] Nel 1952 Sacerdoti fu richiamato alla presidenza della società e la squadra fu affidata a Gipo Viani, il quale riuscì subito a farla risalire nella massima serie, ottenendo la prima posizione in campionato e aggiudicandosi così l'unico posto utile alla promozione.[3][8]

Il capitano Giacomo Losi con la Coppa delle Fiere 1960-61
Il capitano Giacomo Losi con la Coppa delle Fiere 1960-61
 
Franco Cordova solleva la Coppa Anglo-Italiana, tra Anzalone ed Herrera
Franco Cordova solleva la Coppa Anglo-Italiana, tra Anzalone ed Herrera

Durante gli anni cinquanta in campionato la Roma alternò buone prestazioni, come il terzo posto nel campionato 1954-55 che riportò la squadra in Europa, ad altre negative come nel campionato 1956-57, quando sfiorò nuovamente la retrocessione, mentre nelle restanti annate mantenne quasi costantemente il sesto posto in classifica.[12]

Nella stagione 1960-61 i giallorossi conquistarono la Coppa delle Fiere, imponendosi nella doppia finale contro il Birmingham City: dopo aver pareggiato 2-2 in trasferta, la Roma vinse all'Olimpico per 2-0. A questo successo seguì la conquista di due Coppe Italia: l'edizione 1963-64 contro il Torino e quella 1968-69 contro il Cagliari, futuro campione d'Italia.[3] A dispetto di ciò, la società attraversò una grave crisi finanziaria durante il decennio, tale da non permettere, nel 1964, il pagamento degli stipendi ai giocatori.[13] Nel 1967 il presidente Franco Evangelisti, dopo alcune importanti cessioni, completò il piano di risanamento delle casse societarie, trasformando la Roma in una società per azioni.[14]

Gli anni settanta furono uno dei decenni meno gloriosi per la storia romanista: al capitano Giacomo Losi non venne rinnovato il contratto e durante la presidenza di Marchini vennero ceduti alla Juventus i tre gioielli della rosa: Luciano Spinosi, Fabio Capello e Fausto Landini.[14] La Roma, ribattezzata Rometta, oscillò costantemente in posizioni di media classifica, fatta eccezione per i campionati 1974-75, quando si classificò al terzo posto, e 1978-79, quando ottenne la salvezza solo alla penultima giornata. Nonostante i risultati non soddisfacenti, i giallorossi conquistarono, nel 1972, il loro secondo trofeo internazionale, la Coppa Anglo-Italiana.[3]

Nella stagione seguente la società fu rilevata da Dino Viola, il quale la trasformò completamente, affidandone la guida tecnica a Nils Liedholm,[3] che ottenne immediatamente buoni risultati, vincendo due Coppe Italia consecutive, superando in entrambe le finali il Torino ai rigori. A ciò seguì la vittoria del secondo scudetto, avvenuta nella stagione 1982-83, sempre sotto la guida di Liedholm: il titolo venne conquistato l'8 maggio 1983 allo Stadio Luigi Ferraris, dopo un pareggio con il Genoa.[3]

La formazione del secondo scudetto (1983)

L'anno successivo la Roma vinse la sua quinta Coppa Italia (battendo il Verona) e giunse in finale di Coppa dei Campioni, che nell'occasione si disputava proprio all'Olimpico di Roma. Nonostante il vantaggio di giocare in casa la squadra non riuscì a imporsi sul Liverpool e, dopo che i supplementari si erano chiusi sul punteggio di 1-1, perse il trofeo ai calci di rigore, a causa degli errori dal dischetto di Bruno Conti e Francesco Graziani. Dino Viola affidò successivamente la panchina giallorossa a Sven-Göran Eriksson, che nella stagione 1985-86 vinse la sesta Coppa Italia nella finale contro la Sampdoria, e giunse vicino a conquistare lo scudetto, che fu tuttavia appannaggio della Juventus.[3]

La squadra di Viola perse gradualmente competitività, riuscendo comunque a ottenere un ultimo successo nel 1991: pochi mesi dopo la morte del presidente, la squadra vinse la sua settima Coppa Italia, battendo in finale la Sampdoria campione d'Italia, e raggiunse la finale di Coppa UEFA, perdendola nella doppia sfida contro l'Inter. Nel 1993 la società venne acquistata da Franco Sensi, che rinforzò la squadra, mancando tuttavia di ottenere risultati di rilievo.[3] Nel decennio si alternarono in panchina quattro allenatori in tutto.[15]

Totti alza la Coppa Italia 2007-08

Nell'estate del 1999 la dirigenza affidò la panchina a Fabio Capello e l'anno successivo seguì una campagna acquisti assai dispendiosa che, grazie al sostegno di capitali derivati dall'ingresso in borsa della società,[16] portò in giallorosso atleti di un certo valore, come il difensore Walter Samuel e l'attaccante Gabriel Batistuta. La Roma nel 2001 si presentò quindi tra le pretendenti al titolo, che riuscì a vincere all'ultima giornata superando il Parma per 3-1. Due mesi dopo i giallorossi conquistarono anche la loro prima Supercoppa italiana, superando la Fiorentina.[3]

Negli anni duemila la Roma giunse sei volte seconda in campionato e sotto la guida dell'emergente Luciano Spalletti vinse due Coppe Italia consecutive (edizioni 2006-07 e 2007-08), entrambe in finale contro l'Inter, e una Supercoppa italiana nel 2007, sempre contro i nerazzurri. Al termine della stagione 2010-11 la società venne ceduta a un gruppo di imprenditori statunitensi guidato da Thomas DiBenedetto.

Cronistoria

Cronistoria dell'Associazione Sportiva Roma
  • 1901 - Nasce il FBC di Roma, conosciuto anche come Roman.
  • 1901 - Nasce il C.S. Audace.
  • 1907 - Nasce la S.S. Alba. Campionato romano di I Categoria: Roman 3º. La Juventus Roma vince il Campionato romano di II Categoria.
  • 1908 - Nasce la S.G.S. Fortitudo. Campionato FGNI: Roman 4º (ritirato).
  • 1909 - Nessun torneo ufficiale a Roma.
  • 1910 - Campionato romano di III Categoria: Roman 2º, Fortitudo 4ª.

  • 1911 - Nasce la S.S. Pro Roma. Campionato romano di III Categoria: Roman 3º. Pro Roma vince il Campionato Romano di Seconda Categoria.
  • 1912 - Campionato romano di III Categoria: Roman 4º, Fortitudo 4ª, Alba 6ª.
  • 1912-13 - Roman 4º, Pro Roma 5ª, Alba 6ª.
  • 1913-14 - Roman 2º, Fortitudo 4ª, Pro Roma 6ª.
  • 1914-15 - Roman 1º; Fortitudo 4ª, Pro Roma 5ª.
  • 1915-16 - Attività sospesa a causa della guerra. La Fortitudo Roma vince il Campionato Romano Riserve.
  • 1916-17 - Attività sospesa a causa della guerra. La Fortitudo Roma vince il Campionato Romano.
  • 1917-18 - Attività sospesa a causa della guerra. La Fortitudo vince il Campionato Romano.
  • 1918-19 - Attività sospesa a causa della guerra.
  • 1919-20 - Fortitudo 1ª; vince il Campionato Romano perde la finale interregionale.

  • 1920-21 - Fortitudo 1ª; vince il Campionato Romano, poi eliminata nelle semifinali interregionali.
  • 1921-22 - Fortitudo 1ª, vince il Campionato dell'Italia Centro-Meridionale, disputa la Finalissima nazionale.
  • 1922-23 - Alba 2ª, poi eliminata nelle semifinali interregionali.
  • 1923-24 - Alba 1ª e perde la finale di Lega Sud.
  • 1924-25 - Alba 1ª, vince il Campionato dell'Italia Centro-Meridionale, disputa la Finalissima.
  • 1925-26 - Alba 1ª, vince il Campionato dell'Italia Centro-Meridionale, disputa la Finalissima.
  • 1926 - S.S. Alba e C.S. Audace si fondono nella U.S. Alba Audace.
  • 1926 - S.G.S. Fortitudo e S.S. Pro Roma si fondono nella S.S. Fortitudo Pro Roma.
  • 1926-27 - Divisione Nazionale: Alba Audace 9ª nel Girone A, Fortitudo Pro Roma 10ª nel Girone B.
  • 1927 - 22 luglio. S.S. Alba, S.G.S. Fortitudo e Roman F.C. si fondono nell'Associazione Sportiva Roma.
La Roma prende tutti i trofei delle squadre romane.
Vincitrice della Coppa CONI.

Semifinalista di Coppa dell'Europa Centrale.
Ottavi di finale di Coppa dell'Europa Centrale.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dell'Europa Centrale.
Finalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Finalista di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Vincitrice della Coppa Città di Roma.

Gironi eliminatori di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa delle Fiere.
UEFA - Inter-Cities Fairs Cup.svg Vincitrice della Coppa delle Fiere (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa delle Fiere.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa delle Fiere.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa delle Fiere.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa delle Fiere.
Prima fase di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa delle Fiere.
Prima fase di Coppa Italia.
Prima fase di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (2º titolo).
Finalista di Coppa di Lega Italo-Inglese.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa delle Coppe.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Vincitrice della Coppa Anglo-Italiana.
Prima fase di Coppa Italia.
Prima fase di Coppa Italia.
Prima fase di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Prima fase di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
Prima fase di Coppa Italia.
Prima fase di Coppa Italia.
Prima fase di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (3º titolo).

Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (4º titolo).
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa delle Coppe.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (5º titolo).
Finalista di Coppa dei Campioni.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa delle Coppe.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (6º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
Semifinalista di Coppa Italia.

Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (7º titolo).
Finalista di Coppa UEFA.
Sconfitta in Supercoppa italiana.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa delle Coppe.
Finalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
Supercoppaitaliana.png Vincitrice della Supercoppa italiana (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Seconda fase a gironi di Champions League.
Finalista di Coppa Italia.
Seconda fase a gironi di Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
Finalista di Coppa Italia.
Fase a gironi di Champions League.
Finalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (8º titolo).
Sconfitta in Supercoppa italiana.
Quarti di finale di Champions League.
Supercoppaitaliana.png Vincitrice della Supercoppa italiana (2º titolo).
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (9º titolo).
Quarti di finale di Champions League.
Sconfitta in Supercoppa italiana.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Finalista di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Europa League.

Sconfitta in Supercoppa italiana.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Play-off di Europa League.
Partecipa alla Coppa Italia.

Colori e simboli

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colori e simboli dell'Associazione Sportiva Roma.

Colori

I colori sociali della Roma sono il rosso porpora e il giallo oro del gonfalone del Campidoglio.[3] La divisa primaria della Roma è costituita da maglia rosso porpora con bordi e colletto giallo-arancio, pantaloncini bianchi e calzettoni anch'essi porpora con una fascia orizzontale giallo-arancione.[18] Nel corso della storia del club la divisa subì varie modifiche: la maglia in alcune stagioni presentò la colorazione precedentemente descritta, in altre, invece, un rosso più chiaro (per esempio dal 1960 al 1963) e un giallo più brillante (dal girone di ritorno del campionato 1983-84 al 1992);[19] i pantaloncini, originariamente bianchi, furono sostituiti da una controparte nera dal 1951 al 1954, tornando nuovamente candidi fino al 1981, quando assunsero lo stesso colore della maglia. Dal campionato 1998-99 tornarono al colore originario; i primi calzettoni, completamente neri, furono sostituiti con dei modelli di colore rosso con fascia giallo-arancio che vennero da lì in poi mantenuti, fatta eccezione per le parentesi 1951-1954 e 1998-2012. Da notare, infine, che dal girone di ritorno della stagione 1968-69 a quella 1972-73, divisa casalinga e divisa da trasferta (completamente bianca con bordi giallo-rossi) furono invertite.[20]

Simboli

Lo stemma

Evoluzione dello stemma
Lo stemma in una delle prime versioni
Il lupetto
Lo stemma fino al 2013
L'attuale stemma della Roma

L'attuale logo della Roma è un restyling del primo stemma, quello che la società adottò dalla sua fondazione fino alla fine degli anni settanta.[21] Nel 1978, l'ultimo anno di Gaetano Anzalone alla presidenza della squadra, durante un'amichevole negli Stati Uniti d'America contro i New York Cosmos, i dirigenti giallorossi ebbero l'occasione di osservare come in America lo sport fosse trainato principalmente dal merchandising e dalla vendita di prodotti legati alla squadra.[22] Ciò indusse la società a istituire un ufficio per la pubblicità, diretto dal grafico Piero Gratton, il quale fu incaricato di realizzare un nuovo logotipo per la società giallorossa nell'ottica di creare un marchio da associare ai prodotti del club.[21]

La lupa capitolina, infatti, non poteva essere registrata come marchio, così venne creato il celebre lupetto nero stilizzato con l'occhio rosso, che spesso compariva incorniciato da due cerchi concentrici giallo-rossi. Oltre al lupetto fu creato un secondo logo costituito da una "R" stilizzata giallo-rossa e nera, ma, a differenza del primo, non ebbe molta fortuna.[21]

Il 20 luglio 1997, grazie a un accordo con il Comune di Roma, alla società capitolina venne concesso il permesso speciale di poter utilizzare il simbolo della lupa e riproporre, così, una nuova versione dello stemma ispirata a quello originale, che aveva caratterizzato la società dagli albori fino agli anni settanta. Venne così creato l'attuale simbolo della società.[23]

Il 22 maggio 2013 è stato presentato il nuovo logo della Roma. Esso si distingue dal precedente per la scomparsa della scritta «ASR», sostituita dalla scritta «ROMA» e dalla data di fondazione del club (1927), e per la rivisitazione della lupa e dei gemellini, che cambiano anche colore passando dal nero all'argento.[24]

L'inno

L'inno ufficiale della Roma è Roma Roma, con testo di Antonello Venditti e Sergio Bardotti e musica di Antonello Venditti e Giampiero Scalamogna, meglio noto col nome d'arte di Gepy & Gepy.[25]

La mascotte

La mascotte ufficiale della società è Romolo, un pupazzo a forma di lupo che indossa la maglia della squadra recante il numero 753, a simboleggiare il 753 a.C., anno di fondazione della città di Roma. È solita fare un giro di campo prima della partita e farsi scattare foto insieme a tifosi e calciatori della Roma, inoltre è presente in alcuni eventi riguardanti il club giallorosso.[26]

Strutture

Stadi

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Motovelodromo Appio, Stadio della Rondinella, Campo Testaccio, Stadio Nazionale, Stadio Flaminio e Stadio Olimpico (Roma).
Tifosi sul Monte dei Cocci al Campo Testaccio

Il primo impianto sportivo utilizzato dalla Roma fu il Motovelodromo Appio, già impiegato in precedenza dall'Audace; esso venne usato per la sola stagione 1927-28, mentre in quella successiva la Roma giocò nello Stadio Nazionale del PNF. Iniziato il primo campionato a girone unico, dopo aver giocato i primi due incontri casalinghi allo Stadio della Rondinella, il campo di gioco della Lazio, iniziò l'avventura a Campo Testaccio. Qui la Roma giocò fino alla stagione 1939-40, quando l'impianto venne abbandonato a causa dei segni di cedimento e delle conseguenti ristrutturazioni che ne avevano sensibilmente ridotto i posti.[27]

Nella stagione 1940-41 la squadra ritornò a giocare nello Stadio Nazionale, ampliato nel 1934 per i Mondiali di calcio, dove vinse il suo primo scudetto. L'impianto, rinominato semplicemente Stadio Torino dopo la tragedia di Superga, venne utilizzato dalla società fino al 1953.[28]

L'Olimpico, attuale stadio della Roma

Nella stagione 1953-54 la Roma si spostò allo Stadio Olimpico, ristrutturato e inaugurato nel 1953, dove gioca le partite casalinghe ancora oggi.[29] L'impianto ha subito diverse modifiche negli anni: le più consistenti sono avvenute negli anni novanta con la demolizione, e la relativa ricostruzione, di quasi tutto il vecchio impianto in occasione del campionato mondiale di calcio 1990, che si svolse in Italia. Tra le innovazioni venne installata una copertura che chiuse la visuale del campo dalla collina di Monte Mario, che sorge alle spalle dello stadio, dove molte persone ogni domenica si radunavano per assistere agli incontri, analogamente con quanto accadeva al Campo Testaccio con i tifosi stipati sul Monte dei Cocci.[30] L'Olimpico, insieme al Meazza di Milano, è l'unico stadio italiano abilitato, secondo i criteri stabiliti dall'UEFA, a ospitare le finali delle competizioni continentali per club.[31] La Roma ha giocato nello stadio ininterrottamente dal 1953-54, con la sola eccezione della stagione 1989-90 durante la quale ha disputato le partite casalinghe nello Stadio Flaminio per via della ristrutturazione dell'Olimpico relativa ai Mondiali.[32]

Il 30 dicembre 2012 il presidente James Pallotta ha annunciato la costruzione di un nuovo stadio a Tor di Valle: la struttura, prevista per l'inaugurazione nel 2016, avrà una capienza di 60 000 spettatori.[33]

Centro di allenamento

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Centro sportivo Fulvio Bernardini.

Situato in via di Trigoria al chilometro 3 600 nella zona sudorientale di Roma,[34] venne acquistato il 22 luglio 1977 dall'allora presidente Gaetano Anzalone e inaugurato – in quello che fu anche l'ultimo atto della sua presidenza – il 23 luglio 1979.[35] Il complesso ebbe un primo ampliamento nel 1984 quando il club era presieduto da Dino Viola e un altro nel 1998 sotto la presidenza di Franco Sensi.[36]

Il centro si estende su 20 ettari e comprende diversi terreni di gioco (tra cui uno dotato di tribuna, denominato Campo Testaccio[37] in onore dello storico campo omonimo, e uno intitolato ad Agostino Di Bartolomei il 24 febbraio 2012[38]), alcuni campi da tennis e una piscina scoperta. Vi sono poi quattro edifici, collegati tra loro e circondati da un ruscello artificiale, in cui sono distribuiti diversi locali: il secondo stabile in ordine di grandezza ospita al primo piano gli alloggi dei calciatori della prima squadra e al piano terra i locali medici (compresi fisioterapia e riabilitazione), gli spogliatoi (dei giocatori e dell'allenatore), la palestra e il bagno turco; nell'edificio comprendente il bar e il ristorante sono situati gli alloggi per i calciatori delle squadre giovanili; l'ultima delle quattro costruzioni, realizzata nel 1998, include al suo interno la sede della rivista ufficiale del club, LaRoma, una sala stampa (dedicata al giornalista Giuseppe Colalucci) e la Cappella Salus populi romani, dedicata a Papa Giovanni Paolo II e inaugurata durante il Giubileo del 2000.[36]

Il Centro è anche noto per aver ospitato, in occasione dei Mondiali del 1990, la Nazionale argentina.[39]

Società

La Roma è una società per azioni dal 1967,[14] con un capitale sociale di circa 50 milioni di euro[40] (132 523 296 azioni con un valore nominale di 0,15 euro ciascuna,[40] con un valore di mercato che nel 2012 si è attestato in media sui 50 centesimi di euro[41]). La proprietà è suddivisa come segue: il 78,0% è riconducibile alla "Neep Roma Holding SpA" di Thomas DiBenedetto,[42] il 2,5% alla Tikal Plaza SA di Danilo Coppola e il restante 19,5% è negoziato sul mercato.[43] A partire dal 23 maggio 2000, la società è stata quotata sul listino della Borsa Italiana, nel segmento Standard, e su tale mercato vengono negoziate le azioni ordinarie circolanti.[16]

La sede sociale è il Centro sportivo Fulvio Bernardini, di proprietà della società fino al 28 dicembre 2005, poi ceduto con la formula del leasing a Banca Italease per un guadagno di 30 milioni di euro. Alla Roma viene concesso il diritto ad usufruirne per almeno 15 anni, per un affitto annuo di 3,2 milioni di euro, con l'opzione di riscatto alla scadenza.[44]

Secondo la rivista americana Forbes, in uno speciale reportage del 2008 il valore del club capitolino ammonta a 434 milioni di dollari, classificandolo undicesimo nella graduatoria mondiale delle società più valutate e terzo tra quelle italiane, dopo Milan e Juventus.[45] Nel 2012, dal rapporto annuale pubblicato da Deloitte, risulta essere la diciannovesima società di calcio più ricca in Europa (quinta in Italia), con un fatturato di 115,9 milioni di euro.[46]

Organigramma societario

Organigramma aggiornato al 1º marzo 2013.[47]

AS Roma Logo 2013.svg
A.S. Roma S.p.A

Struttura organizzativa
Presidente

Comitato esecutivo

Amministratore delegato

  • Italo Zanzi

ASR Management

  • Catia Augelli
  • Franco Baldini
  • Claudio Fenucci
  • Guido Gombar
  • Christoph Winterling

Direttore generale

Direttore sportivo

Consiglio di amministrazione
Presidente

Consiglieri

  • Mauro Baldissoni
  • Roberto Cappelli
  • Thomas DiBenedetto
  • Claudio Fenucci
  • Paolo Fiorentino
  • Brian Klein
  • Giuseppe Marra
  • Benedetta Navarra
  • Giorgio Piccarreta
  • Mark Pannes
  • Joseph Tacopina
  • Italo Zanzi
AS Roma Logo 2013.svg
A.S. Roma S.p.A

Comitato per il controllo interno
Presidente

  • Brian Klein
  • Roberto Cappelli
  • Joseph Tacopina

Comitato remunerazione amministratori
Presidente

  • Paolo Fiorentino
  • Claudio Fenucci
  • Mark Pannes

Collegio sindacale
Presidente

  • Claudia Cattani

Sindaci effettivi

  • Massimo Gambini
  • Pietro Mastrapasqua

Sindaci supplenti

  • Alberto Gambino
  • Sergio Lamonica

Società di revisione

  • BDO S.p.A

Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

  • Francesco Malknecht

Investors relations

  • Roberto Fonzo

Organismo di vigilanza

  • Flavio Mecenate

La cronologia di sponsor e fornitori tecnici della Roma.[48]

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Cronologia degli sponsor ufficiali
AS Roma Logo 2013.svg
Cronologia degli sponsor tecnici


Impegno nel sociale

La Roma è attiva nel campo sociale e umanitario. Il 14 dicembre 2009 ha partecipato a Roma scende in campo, un'iniziativa nella quale i giallorossi e la Pallacanestro Virtus Roma si sono scontrati in due partite amichevoli, una di calcio e una di pallacanestro, a squadre miste, i cui ricavati sono stati devoluti in beneficenza.[51] Il 17 maggio 2011 la società ha partecipato all'evento 10 decimi, mettendo all'asta la maglia del capitano Francesco Totti: il ricavato è stato devoluto al Comitato 10 decimi.[52] Il 19 giugno 2012 è stata presente, insieme alla Lazio, all'evento L'Emilia siamo tutti noi, nel quale ha messo nuovamente all'asta la maglia del capitano, il cui ricavato è stato devoluto alle popolazioni terremotate dell'Emilia.[53] Il 19 luglio seguente, parte del ricavato ottenuto all'Open Day, con la vendita delle maglie dei giocatori, è stato dato in beneficenza ad alcune onlus.[54] Un'organizzazione sociale legata alla società giallorossa è l'Unione tifosi romanisti Onlus, che ha per scopo la promozione di attività sportive dilettantistiche, attività motorie in generale, manifestazioni e spettacoli, formazione, educazione, ricreazione, istituzione, turismo e solidarietà.[55]

Il calciatore della Roma che negli ultimi anni si è distinto per le proprie azioni umanitarie è il già citato capitano Francesco Totti, che è anche ambasciatore UNICEF.[56] Totti, inoltre, ha devoluto parte dei ricavati dei suoi libri a scopo benefico ed è stato uno dei testimonial della Partita del Cuore, partita di beneficenza tra la Nazionale italiana cantanti e la rappresentativa di Numeri Uno giocata il 12 maggio 2008, per promuovere la raccolta fondi per la costruzione di un Campus Produttivo della Legalità e della Solidarietà.[57] Il 29 maggio 2009 Totti ha preso parte, assieme a Pupo, Giorgio Rocca, Lillo, Pamela Camassa e Thomas De Gasperi, all'evento benefico Stars for Charity: Poker per l'Abruzzo in favore dei terremotati dell'Abruzzo, condotto da Giorgia Surina.[58]

Settore giovanile

Il settore giovanile della Roma è formato da tre squadre maschili partecipanti ai campionati nazionali (Campionato Primavera, Campionato Allievi Nazionali e Campionato Giovanissimi Nazionali), due partecipanti a livello regionale (Allievi Regionali e Giovanissimi Regionali) e una a livello provinciale (Giovanissimi Provinciali) oltre a una rappresentativa di Esordienti e due di Pulcini.[59] Alla scuola calcio giallorossa ne sono affiliate altre, delle quali 23 a Roma (tra le quali la ASD Pro Roma e la ASD Pol Cinecittà Bettini), 23 nella regione Lazio (come la ASD Virtus Nettuno di Nettuno), 29 nel resto d'Italia (tra cui la APD Montemorcino Calcio di Perugia) e 4 nel resto del mondo (come il Nogometni Klub Varaždin di Varaždin, Croazia).[60]

Molti calciatori professionisti, tra cui alcuni campioni del mondo, sono cresciuti nel settore giovanile della Roma: negli anni '70, per esempio, nel vivaio giallorosso erano presenti Bruno Conti[61] e Agostino Di Bartolomei;[62] negli anni '80 Giuseppe Giannini[63] e in quelli a seguire, tra gli altri, Francesco Totti[64] e Daniele De Rossi.[65]

Superleague Formula

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Superleague Formula.
La vettura al circuito di Donington

La Roma, insieme al Milan, è stata l'unica squadra italiana a partecipare alle competizioni automobilistiche della Superleague Formula nelle edizioni 2008, 2009 e 2010.[66][67][68]

La Roma nella cultura popolare

La Roma, essendo uno dei principali club d'Italia, è spesso presente in varie opere della cultura italiana.

In ambito musicale, tra i principali cantautori che hanno dedicato brani al club capitolino si annoverano Claudio Villa,[69] Lando Fiorini,[70] Alvaro Amici,[71] Antonello Venditti[25] e Marco Conidi.[72]

Per quanto riguarda l'ambito cinematografico, il primo film dedicato alla squadra giallorossa è Cinque a zero (1932), ispirato allo storico 5-0 inflitto alla Juventus a Campo Testaccio il 15 marzo 1931. Altra pellicola di rilievo è l'Audace colpo dei soliti ignoti (1959) di Nanny Loy, sequel de I soliti ignoti. In questo film, un gruppo di balordi romani va a Milano a fare una rapina al furgone del Totocalcio, creandosi come alibi la partecipazione alla trasferta Milan-Roma. Inoltre, in uno dei due episodi del film Il tifoso, l'arbitro e il calciatore (1982) Pippo Franco interpreta Amedeo, tifoso romanista, il quale, per entrare nelle grazie del suocero, nonché suo datore di lavoro, si finge di fede laziale.[73]

Massimo Boldi, Angelo Bernabucci e Maurizio Mattioli in Tifosi

Tra gli altri film ci sono Fratelli d'Italia (1989) e Tifosi (1999): in entrambi Massimo Boldi, che interpreta uno sfegatato tifoso milanista, è alle prese con Angelo Bernabucci e Maurizio Mattioli, nei panni di tifosi romanisti. È del 1991 Ultrà di Ricky Tognazzi, la cui trama è incentrata su una trasferta dei tifosi romanisti a Torino. Il film, che tratta di aspetti quali emarginazione e violenza, venne contestato dai gruppi organizzati dell'epoca, sancendo una frattura con l'attore Claudio Amendola (protagonista della pellicola) che fino ad allora frequentava la Curva Sud dell'Olimpico, il settore più acceso del tifo giallorosso.[74]

Altro film a tematica specifica è Al centro dell'area di rigore (1996), pellicola italiana la cui trama ruota attorno a un gruppo di amici che tentano di andare a Torino a seguire la Roma nell'ultima trasferta di campionato 1942. Sarà l'occasione per uno di loro di recuperare importanti documenti in chiave politica antifascista.

Il murales che ritrae Francesco Totti a Rione Monti

Vi è una citazione cinematografica della squadra capitolina anche nel film Mangia prega ama (2010), dove Julia Roberts, impersonando la scrittrice Elizabeth Gilbert, assiste, in un bar gremito di tifosi giallorossi, al derby Roma-Lazio, esultando alla rete decisiva di Mancini, sebbene nel libro la scrittrice fosse simpatizzante per i biancocelesti.[75] La Roma e il tifo per i giallorossi sono inoltre presenti come aspetti più o meno marginali in vari film di Alberto Sordi e Carlo Verdone; quest'ultimo ha inserito il tema anche in alcuni suoi sketch al pari del comico Corrado Guzzanti.[76]

In ambito televisivo la Roma è spesso citata in diversi telefilm, tra i quali I ragazzi della 3ª C e I Cesaroni. In un episodio di quest'ultima serie sono presenti dei cameo di Francesco Totti e Daniele De Rossi.[77][78]

In onore del capitano giallorosso Francesco Totti, a Rione Monti è stato dipinto un murales che lo ritrae esultante durante una partita del campionato vinto nella stagione 2000-01. Nel 2012 il lavoro è stato imbrattato con dello spray che ne ha coperto la parte superiore, restaurata comunque dopo poche settimane.[79]

La rivista ufficiale del club è LaRoma, la cui sede redazionale si trova all'interno del Centro sportivo Fulvio Bernardini.[34] Tra gli altri giornali dedicati ai giallorossi vi è Il Romanista, fondato nel 2004 e primo giornale al mondo a essere dedicato unicamente a una squadra di calcio.[80]

Allenatori e presidenti

Allenatori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Allenatori dell'Associazione Sportiva Roma.
Nils Liedholm, allenatore più longevo della storia romanista

In totale sono 57 gli allenatori che hanno guidato la Roma. Il primo in assoluto fu William Garbutt, che allenò la squadra dal 1927 al 1929. L'allenatore più a lungo sulla panchina giallorossa fu Nils Liedholm, rimasto alla guida della squadra per dodici stagioni (dalla stagione 1973-74 alla stagione 1976-77, dalla stagione 1979-80 alla stagione 1983-84 e dalla stagione 1987-88 alla stagione 1988-89, più una parentesi nella stagione 1996-97 con Ezio Sella). Alfréd Schaffer fu l'allenatore del primo scudetto romanista, Nils Liedholm del secondo e Fabio Capello del terzo.[15]

Gli allenatori vincitori della Coppa Italia con la Roma furono cronologicamente: Juan Carlos Lorenzo (1963-64),[15][81] Helenio Herrera (1968-69), Nils Liedholm (1979-80, 1980-81 e 1983-84), Angelo Benedicto Sormani (1985-86), Ottavio Bianchi (1990-91) e Luciano Spalletti (2006-07 e 2007-08). Quest'ultimo e Capello vinsero anche una Supercoppa italiana a testa, Luis Carniglia vinse una Coppa delle Fiere ed Herrera una Coppa Anglo-Italiana.[15][15][82] L'allenatore giallorosso più titolato è Liedholm, con uno scudetto e tre Coppe Italia. Seguono Spalletti con due Coppe Italia e una Supercoppa italiana, Capello con uno scudetto e una Supercoppa italiana, Herrera con una Coppa Italia e una Coppa Anglo-Italiana e Schaffer con un campionato.[15]

Tra gli allenatori che da giocatori vestirono la maglia giallorossa vi sono Guido Masetti, Giovanni Degni, Fulvio Bernardini, Carlo Mazzone, Luigi Brunella, Angelo Benedicto Sormani, Fabio Capello, Claudio Ranieri e Vincenzo Montella.[15][83][84]

Presidenti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidenti dell'Associazione Sportiva Roma.
Franco Sensi insieme a Luciano Spalletti

In oltre 85 anni di storia romanista si sono avvicendati 23 presidenti. Il più longevo è stato Franco Sensi, a capo della Roma per 15 anni, dal 1993 al 2008, anno della sua morte. La sua presidenza è anche la più blasonata, alla pari con quella di Dino Viola: questa conta uno scudetto (1982-83) e quattro Coppe Italia, mentre quella di Sensi uno scudetto (2000-01), due Coppe Italia e due Supercoppe italiane.[3] Gli unici presidenti ad aver vinto un trofeo internazionale sono Gaetano Anzalone (Coppa Anglo-Italiana 1972)[85] e Anacleto Gianni (Coppa delle Fiere 1960-61).[86]

Thomas DiBenedetto, dopo l'acquisizione della Roma nel 2011, è diventato il primo presidente straniero della storia giallorossa.[3] L'attuale presidente giallorosso è James Pallotta, eletto tale dal Consiglio d'Amministrazione della società il 27 giugno 2012.[87]

Calciatori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Calciatori dell'Associazione Sportiva Roma.

Calciatori celebri e rappresentativi

Dino da Costa

Tra i calciatori della Roma più famosi degli anni trenta e quaranta vi furono Attilio Ferraris, primo capitano della storia giallorossa, il centrocampista Fulvio Bernardini, il portiere Guido Masetti, a capo della squadra che vinse il primo scudetto, e l'attaccante Amedeo Amadei, detto Fornaretto, vincitore anch'egli del primo campionato giallorosso e tuttora detentore del record di più giovane marcatore della Serie A.[88] Oltre a questi si ricordano anche il terzino Eraldo Monzeglio, la punta Rodolfo Volk, autore del primo gol della squadra al Campo Testaccio, e Enrique Guaita, capocannoniere del campionato 1934-35 e detentore del record di marcature nella Serie A a sedici squadre.[89] A cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta troviamo Giacomo Losi, soprannominato Core de Roma per l'attaccamento alla maglia che lo rese il calciatore con più presenze in giallorosso (record successivamente superato da Francesco Totti); fu difensore e capitano della Roma vincitrice della Coppa delle Fiere.[90] Protagonisti di quel periodo furono anche il Ragno Nero Fabio Cudicini,[89] Dino da Costa (detentore del record assoluto di gol segnati nel derby di Roma),[91] Pedro Manfredini (capocannoniere del campionato 1962-63),[92] Giancarlo De Sisti (definito da Carlo Chiesa «regista di centrocampo tutto concretezza e pochi svolazzi»)[93] e Antonio Angelillo (celebre per la propria fantasia e imprevedibilità)[89]

Tra gli anni settanta e ottanta si ricordano soprattutto i protagonisti del secondo scudetto romanista:

Bruno Conti
  • l'allora capitano Agostino Di Bartolomei, proveniente dalle giovanili della Roma e titolare fisso dal ritorno dal prestito al Vicenza (alla sua ultima partita prima della cessione i tifosi gli dedicarono uno striscione in cui vi era scritto: "Ti hanno tolto la Roma, ma non la tua curva");[62]
  • Bruno Conti, il quale, oltre a essere stato una bandiera della squadra, fu un vero e proprio talento del vivaio: dopo le giovanili e due stagioni in prestito al Genoa, passò definitivamente in prima squadra e diventò l'ala titolare, vincendo un campionato e cinque Coppe Italia. Al termine della carriera agonistica assunse il ruolo di allenatore prima degli Esordienti e poi dei Giovanissimi della Roma, arrivando ad allenare anche la prima squadra alla fine della stagione 2004-05. È attualmente il responsabile del settore giovanile del club capitolino;[61]
  • Roberto Pruzzo, uno dei più prolifici attaccanti giallorossi, oltre al campionato 1982-83, vinse con la Roma tre volte il titolo di capocannoniere e quattro Coppe Italia;[89]
  • Falcão, il quale, nonostante lo scetticismo iniziale, riuscì a diventare uno dei calciatori stranieri più amati della storia del club: dopo una prima stagione non particolarmente brillante, il brasiliano divenne un punto cardine della squadra, che, anche grazie alle sue giocate, riuscì a vincere il secondo scudetto e due Coppe Italia e a raggiungere la finale di Coppa dei Campioni 1983-84; fu soprannominato dai tifosi divino e ottavo re di Roma.[94]

A cavallo tra gli anni ottanta e novanta, furono due i giocatori particolarmente acclamati dai tifosi giallorossi: l'attaccante Rudi Völler e il centrocampista Giuseppe Giannini,[95][96] mentre nella decade successiva a conquistare la tifoseria furono due difensori brasiliani, Aldair e Cafu.[89][95] Nell'ultimo decennio i calciatori più rappresentativi sono due romani: l'attuale capitano Francesco Totti e Daniele De Rossi, entrambi punti fissi della squadra giallorossa, rispettivamente in attacco e in mediana.[97][98]

Hall of Fame

Il 7 ottobre 2012 è stata presentata la Hall of Fame ufficiale della Roma.[99] Di seguito gli eletti, scelti uno per ruolo tra gli ex giocatori giallorossi:

Numeri ritirati

La Roma e le Nazionali di calcio

Italia

Fulvio Fuffo Bernardini

Tra i primi giocatori della Roma ad aver giocato nella Nazionale italiana meritano menzione Fulvio Bernardini,[101] Attilio Ferraris[102] ed Enrique Guaita.[89] Il primo si rivelò un giocatore eclettico: alla Lazio ricoprì il ruolo di estremo difensore, nell'Inter fu centravanti e nella Roma e in Nazionale giocò come centromediano. Il secondo, inizialmente preferito a Bernardini per la sua tempra e capacità di servire le ali con lunghi e improvvisi traversoni, vinse insieme a Guaita, ala rapida e imprevedibile, il Mondiale 1934 sotto la guida di Vittorio Pozzo. Quattro anni più tardi, il portiere Guido Masetti, pur senza scendere mai in campo, si fregiò del Mondiale 1938. Della vittoriosa compagine italiana facevano parte anche il difensore Eraldo Monzeglio e i centrocampisti Aldo Donati e Pietro Serantoni.

Tra i calciatori giallorossi in azzurro negli anni sessanta si ricordano Giacomo Losi (in totale 11 presenze in Nazionale maggiore)[103] e l'oriundo Antonio Angelillo.[104]

Negli anni settanta e ottanta indossarono la casacca azzurra: Francesco Rocca, detto Kawasaki,[105] instancabile terzino e punto fermo della Nazionale fino all'infortunio al ginocchio; l'ala Bruno Conti, campione del mondo nel 1982 (definito da Pelé miglior giocatore del torneo[106]) e protagonista della spedizione messicana del 1986 insieme a Franco Tancredi, Sebastiano Nela e Carlo Ancelotti; infine il centravanti Roberto Pruzzo.[107]

Nel 1990 Giuseppe Giannini raggiunse la semifinale nel Mondiale italiano e Luigi Di Biagio i quarti del Mondiale del 1998; suo fu il rigore finito sulla traversa contro la Francia che condannò gli Azzurri a uscire anzitempo dalla competizione.[108] L'Italia classificatasi seconda agli Europei del 2000 aveva tra le file molti giocatori della Roma come Francesco Totti, Vincenzo Montella, Francesco Antonioli e Marco Delvecchio. Quest'ultimo segnò nella finale contro i Galletti il gol del momentaneo vantaggio azzurro.[109] Nel Mondiale 2002 l'allora centrocampista centrale giallorosso Damiano Tommasi si affermò titolare e nella sfida con la Corea del Sud, che costò l'eliminazione all'Italia, segnò un golden gol erroneamente giudicato in fuorigioco.[110] Daniele De Rossi e Simone Perrotta, oltre al già citato Francesco Totti, furono tra i protagonisti del Mondiale 2006 vinto dagli Azzurri.[111] È infine da ricordare il difensore Christian Panucci che vanta 57 presenze in Nazionale maggiore.[112]

Altre Nazionali

Falcao, il Divino

Tra i primi calciatori stranieri della Roma a essersi messi in luce nella propria Nazionale figurano l'argentino Pedro Manfredini, punta dell'Albiceleste,[113] e l'uruguaiano (poi naturalizzato italiano) Alcides Ghiggia.[114]

Negli anni ottanta il calciatore straniero giallorosso di maggior spicco fu il brasiliano Falcão, punto di riferimento sia del centrocampo romanista che di quello della sua Nazionale, di cui diventò in seguito allenatore, arrivando secondo nella Copa América 1991.[94]

Nel decennio successivo troviamo i tedeschi Rudi Völler e Thomas Berthold, vincitori con la loro Nazionale del Mondiale 1990,[89] e il brasiliano Aldair,[115] vincitore della Copa América nel 1989 e nel 1997, del Mondiale 1994 e della Confederations Cup 1997. Ottenne inoltre un secondo posto nella Copa América del 1995 e nel Mondiale del 1998 e arrivò terzo nell'Olimpiade del 1996.

Nei primi anni duemila furono soprattutto i calciatori del terzo scudetto romanista ad affermarsi nelle corrispettive Nazionali. Tra questi vi furono il difensore francese Vincent Candela,[116] uno dei pochi calciatori a vincere un Mondiale e un Europeo consecutivamente (1998 e 2000), e il brasiliano Cafu,[117] che nel periodo giallorosso conquistò con la Seleção il Mondiale 2002, la Copa América 1999 e la Confederations Cup del 1997. Traianos Dellas fu uno dei leader della Grecia campione d'Europa nel 2004: decisivo per il cammino nella manifestazione della compagine greca fu il suo silver gol (primo e unico della storia) ai tempi supplementari della semifinale contro la Repubblica Ceca. A fine Europeo, inoltre, fu premiato come miglior difensore della competizione.[118]

Palmarès

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palmarès dell'Associazione Sportiva Roma.

Competizioni nazionali

1941-42, 1982-83, 2000-01
1963-64, 1968-69, 1979-80, 1980-81, 1983-84, 1985-86, 1990-91, 2006-07, 2007-08
2001, 2007
1951-52

Competizioni internazionali

1960-61
1972

Altre competizioni

1928

Competizioni giovanili

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Palmarès del settore giovanile dell'Associazione Sportiva Roma.

La sezione giovanile della Roma è una delle più titolate della sua categoria a livello nazionale, vanta infatti 7 titoli del Campionato Primavera,[119] 4 Coppe Italia Primavera[120] e una Supercoppa Primavera.[121] Possiede anche molti titoli internazionali, tra i quali il Torneo di Viareggio, vinto 3 volte (l'ultima volta nel 1991) e la Blue Stars/FIFA Youth Cup, vinta nel 1980 e nel 2003.[122][123] La Roma ha vinto anche 4 campionati Allievi Nazionali[124] e 5 Giovanissimi Nazionali.[125]

Statistiche

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Statistiche dell'Associazione Sportiva Roma.

Statistiche di squadra

Francesco Totti, calciatore con più presenze e reti in giallorosso

La Roma esordì in Divisione Nazionale il 25 settembre 1927.[88] Escludendo la stagione in corso, il club ha partecipato a 83 campionati nazionali, di cui uno soltanto in Serie B (1951-52).[3] Dall'istituzione del campionato a girone unico nel 1929, la squadra si è classificata 3 volte prima, 11 volte seconda e 5 volte terza, ottenendo il peggior piazzamento nel campionato 1950-51 con il 19º posto finale. Inoltre i giallorossi hanno completato il campionato di massima serie con il miglior attacco del torneo in 8 occasioni e 6 volte con la miglior difesa.[126]

La vittoria casalinga col maggior numero di reti di scarto avvenne nel campionato 1929-30 (Roma-Cremonese 9-0), mentre quella in trasferta nella Serie A 1934-35 (Alessandria-Roma 1-6); la peggior sconfitta interna arrivò nel 1947 ad opera del Torino (1-7), invece le peggiori disfatte fuori casa furono nel campionato 1931-32 contro la Juventus (7-1) e nell'edizione 2006-2007 della Champions League contro il Manchester United (7-1).[127]

Roberto Pruzzo, per tre volte capocannoniere della Serie A

I giallorossi hanno vinto 9 edizioni della Coppa Italia (record condiviso con la Juventus) e hanno disputato 16 finali di questa competizione.[128] La Roma ha anche vinto 2 delle 6 edizioni della Supercoppa italiana a cui ha partecipato.[129] Per quanto riguarda le competizioni europee, è detentrice della Coppa delle Fiere 1960-61 e della Coppa Anglo-Italiana 1972 e ha disputato le finali di Coppa Campioni nel 1984 e di Coppa UEFA nel 1991.[3]

Nella classifica mondiale dei club del 21º secolo (The World's Club of the 21st Century), stilata dall'IFFHS e aggiornata al 2012, la Roma occupa il 13º posto.[5] Nel 1991 i giallorossi terminarono in testa alla classifica mondiale di rendimento dei club, stilata sempre dall'IFFHS.[6]

Tra le stagioni 1980-81 e 1981-82, la Roma, guidata da Nils Liedholm, stabilì il proprio record di 30 risultati utili consecutivi in campionato, frutto di 15 vittorie e 15 pareggi. Inoltre, il 26 febbraio 2006, con la vittoria sulla Lazio per 2-0, il club sancì il record assoluto di vittorie consecutive in Serie A, 11, primato precedentemente appartenuto, con 10 vittorie, a Bologna, Juventus e Milan[130] (record poi battuto dall'Inter nel campionato successivo con 17 vittorie consecutive).[131]

Statistiche individuali

Il giocatore che detiene il maggior numero di presenze con la maglia della Roma in Serie A è Francesco Totti con 536 apparizioni; il precedente record, di Giacomo Losi, fu di 386 presenze. Totti è anche il detentore del maggior numero di presenze in assoluto con la casacca giallorossa, 678 – divise tra Serie A (536), Coppa Italia (49), coppe europee (88) e Supercoppa italiana (5) –, e del maggior numero di stagioni da capitano della squadra capitolina (13).[132] Il calciatore romano è il miglior marcatore della storia romanista[132] (282 marcature) oltreché del derby di Roma in campionato con 9 reti, a pari merito con Marco Delvecchio e Dino da Costa;[133] si trova inoltre al secondo posto della classifica dei marcatori della Serie A di tutti i tempi con 227 gol, primo tra i giocatori ancora in attività. Il precedente record di marcature giallorosse nella massima serie italiana apparteneva a Roberto Pruzzo con 106 gol,[134] il quale è anche il calciatore che ha vinto il maggior numero di volte la classifica marcatori della Serie A con la maglia della Roma (1980-81, 1981-82 e 1985-86).[107]

Tifoseria

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tifoseria dell'Associazione Sportiva Roma.
Tifosi della Maggica al Circo Massimo

La Roma è, secondo un sondaggio condotto dall'istituto Demos & Pi e pubblicato nel settembre 2012 sul quotidiano la Repubblica, la quinta squadra di calcio più tifata in Italia, dietro a Juventus, Milan, Inter e Napoli, con il 7,3% dei tifosi italiani a suo sostegno. Dal medesimo sondaggio è risultato che il tifo per la squadra giallorossa è maggiormente marcato nel Centro Italia e che l'orientamento politico dei tifosi romanisti è prevalentemente di centro-sinistra.[135]

Cenni storici

Il 9 gennaio 1977, in occasione di Roma-Sampdoria, tutti i gruppi di tifosi formatisi in Curva (Guerriglieri della Curva Sud, Panthers, Boys e Fossa dei Lupi), seguendo l'esempio dei primi ultras italiani (come gli Ultras Granata del Torino), decisero di unirsi nel Commando Ultrà Curva Sud (noto anche come CUCS).[136] Esso fu uno dei più importanti gruppi organizzati italiani fino al 1987, anno in cui si scisse a causa dei contrasti interni sorti in seguito all'arrivo in giallorosso dell'ex calciatore della Lazio Lionello Manfredonia.[137]

Il CUCS si sciolse definitivamente nel 1999, venendo sostituito da un nuovo gruppo maggioritario: l'A.S. Roma Ultras. A seguito della dissoluzione di quest'ultimo, dalla stagione 2003-04 in Curva Sud sono presenti numerosi gruppi autonomi, tra cui i più rappresentati sono i Boys e i Fedayn, entrambi nati nel 1972,[138] i quali, insieme ad altre tifoserie, nella stagione 2010-11 hanno protestato contro l'introduzione della tessera del tifoso.[139]

Amicizie e rivalità

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby del Sole e Derby di Roma.

La Roma, ad oggi, presenta gemellaggi ufficiali solo con i greci del Panathinaikos.[140] Negli anni ottanta il gemellaggio più famoso fu quello con i tifosi del Napoli, squadra con la quale i giallorossi disputano il cosiddetto derby del Sole: la fratellanza fu interrotta da un gesto offensivo di Salvatore Bagni rivolto ai supporters romanisti in un Roma-Napoli del 1987.[141]

La rivalità più sentita in assoluto dai tifosi romanisti è quella con la concittadina Lazio, storica rivale dei giallorossi con cui quest'ultimi si contendono il derby di Roma.[140] Altrettanto forte è l'antagonismo verso la Juventus, in quanto la Lupa fu la più valida contendente dei bianconeri al titolo nazionale durante la prima metà degli anni '80, principalmente nel campionato 1980-81.[142] La rivalità con l'Inter si accese nel secondo quinquennio degli anni duemila, quando nerazzurri e giallorossi si contesero la vittoria di quasi tutti i titoli nazionali.[143]

Da registrare sono anche i dissapori con le tifoserie di Catania (a seguito di un Roma-Catania del novembre 2006 finito 7-0)[144] e Siena (si ricordano due partite sospese per lancio di fumogeni da parte dei tifosi romanisti, alcuni feriti da arma da taglio, la comparsa, nella Curva Sud della Roma, di striscioni minatori verso i tifosi del Siena e l'intonazione, da parte dei sostenitori senesi nel 2009, di cori offensivi nei confronti del suocero di Daniele De Rossi, Massimo Pisnoli, ucciso l'anno precedente, e dello stesso giocatore[145]). Anche con il Milan i rapporti non sono amichevoli. Tra le cause vi è la tragica morte del tifoso romanista Antonio De Falchi, avvenuta nel 1989 a seguito di uno scontro con gli ultras rossoneri.[146]

Organico

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Sportiva Roma 2012-2013.

Rosa

Rosa e numerazione sono aggiornati al 31 gennaio 2013.[147]

N. Ruolo Giocatore
1 Romania P Bogdan Lobonț
3 Brasile D Marquinhos
4 Stati Uniti C Michael Bradley
5 Brasile D Leandro Castán
7 Brasile C Marquinho
8 Argentina A Erik Lamela
9 Italia A Pablo Osvaldo
10 Italia A Francesco Totti (capitano)
11 Brasile C Rodrigo Taddei
13 Uruguay P Mauro Goicoechea
15 Bosnia ed Erzegovina C Miralem Pjanić
16 Italia C Daniele De Rossi (vice capitano)
17 Uruguay A Nico Lopez
N. Ruolo Giocatore Giallo oro e Rosso cremisi.svg
20 Italia C Simone Perrotta
22 Italia A Mattia Destro
23 Paraguay D Iván Piris
24 Olanda P Maarten Stekelenburg
27 Brasile D Dodô
29 Argentina D Nicolás Burdisso
35 Grecia D Vasilis Torosidis
42 Italia D Federico Balzaretti
46 Italia D Alessio Romagnoli
48 Italia C Alessandro Florenzi
55 Lituania P Tomas Švedkauskas
77 Grecia C Panagiotis Tachtsidis

Staff tecnico

Staff aggiornato al 27 febbraio 2013.[148]

AS Roma Logo 2013.svg
Staff dell'area tecnica
  • Allenatore: Aurelio Andreazzoli.
  • Allenatore in seconda: Roberto Muzzi.
  • Collaboratore tecnico:Antonio Carlos Zago.
  • Preparatore portieri: Guido Nanni.
  • Preparatori atletici: Francesco Chinnici; Vito Scala.
  • Team manager: Salvatore Scaglia.
  • Recupero degli infortunati: Luca Franceschi; Manrico Ferrari.
  • Video analyst: Simone Beccaccioli.
  • Coordinatore staff sanitario: Michele Gemignani.
  • Responsabile staff sanitario: Francesco Colautti.
  • Medico sociale prima squadra: Alessandro Fioretti.
  • Fisioterapisti: Alessandro Cardini; Marco Ferrelli; Valerio Flammini; Umberto Mei; Damiano Stefanini.

Note

  1. ^ Stadio Olimpico. asroma.it. URL consultato in data 26 ottobre 2012.
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Bibliografia

Libri

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  • Annibale Bartolozzi, Capitano mio capitano. Storia della A.S. Roma attraverso i suoi capitani coraggiosi, Larus Editore, 2010. ISBN 978-88-599-4289-4
  • Paolo Castellani, Massimilano Ceci, Riccardo de Conciliis, La maglia che ci unisce. Storia delle divise dell'AS Roma dalla nascita ai giorni nostri (libro ufficiale AS Roma), Goalbook Edizioni, 2012. ISBN 978-88-908115-0-0
  • Marco Impiglia, Forza Roma, daje lupi. La prima storia completa del tifo giallorosso, Roma, 1998. ISBN 88-88771-01-8
  • Guido Liguori, Antonio Smargiasse, Ciak, si gioca! Calcio e tifo nel cinema italiano, Baldini Castoldi Dalai, 2000. ISBN 88-8089-884-1
  • Alberto Pallotta; Angelo Olivieri, Magica Roma. Storia dei 600 uomini giallorossi, Roma, Un Mondo a Parte, 2004. ISBN 88-900629-7-5
  • Sergio Salvi, Alessandro Savorelli, Tutti I Colori Del Calcio. Storia E Araldica Di Una Magnifica Ossessione, Firenze, Le Lettere, 2008. ISBN 978-88-6087-178-7
  • Giorgio Tosatti; Lino Cascioli, La favola del calcio italiano, Roma, Edizioni "Il Parnaso", 1994. (ISBN non disponibile)

Risorse informative in rete

Voci correlate

Informazione storica

Albi d'oro

Informazioni economiche e altro

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