Helenio Herrera

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Helenio Herrera
Helenio Herrera ai tempi della Grande Inter
Dati biografici
Nome Helenio Herrera Gavilán
Nato 10 aprile 1910
Buenos Aires
Paese bandiera Argentina
Nazionalità bandiera Francia
Passaporto
Morto 9 novembre 1997
Venezia
Altezza cm
Peso kg
Dati agonistici
Disciplina Calcio
Specialità
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Record
Ranking {{{ranking}}}º
Best ranking {{{best ranking}}}º
Ruolo ex-allenatore (ex-difensore)
Squadra
Ritirato {{{Terminecarriera}}}
Carriera
Giovanili
Squadre di club1
 ? Roches Noires
1931-1932 RC Casablanca
1932-1933 CASG Paris
1933-1935 Stade Français
1935-1937 FCO Charleville
1937-1939 Excelsior Roubaix
1940-1942 Red Star
1942-1943 Stade Français
1943-1944 EF Paris-Capitale
1944-1945 Puteaux (allenatore-giocatore)
Nazionale
Carriera da allenatore
1944-1945 Puteaux (allenatore-giocatore)
1945-1948 Stade Français
1949 Real Valladolid
1949-1952 Atlético Madrid
1952 Málaga
1953 Deportivo
1953-1956 Siviglia
1956-1958 Belenenses
1958-1960 Barcellona
1959-1962 Bandiera della Spagna Spagna
1960-1968 Inter
1966-1967 Bandiera dell'Italia Italia
1968-1973 Roma
1973-1974 Inter
1978-1979 Rimini
1979-1981 Barcellona
Incontri disputati

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Palmarès

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1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Helenio Herrera mentre istruisce Fabio Capello ai tempi della Roma.

Helenio Herrera Gavilán (Buenos Aires, 10 aprile 1910Venezia, 9 novembre 1997) è stato un calciatore e allenatore di calcio argentino naturalizzato francese.

Conosciuto come "H.H." o con il soprannome "Il Mago", fu ritenuto uno dei migliori allenatori d'Europa negli anni Cinquanta e Sessanta. Continuò ad allenare anche nei decenni successivi, e all'inizio degli anni Ottanta fu il tecnico del Barcellona.

Indice

[modifica] Carriera

[modifica] Giocatore

Da bambino emigrò con i genitori dall'Argentina al Marocco, dove giocò qualche anno nel Racing di Casablanca, dove venne naturalizzato francese. Si trasferì a soli sedici anni. La sua carriera professionista da calciatore si svolse tutta in quel paese: dal 1932 al 1945 giocò in vari club francesi, come difensore. Con il Red Star vinse la Coppa di Francia nel 1942.

Iniziò, dopo una non certo brillante carriera da giocatore, ad allenare una piccola squadra di dilettanti.

[modifica] Allenatore

Negli anni Cinquanta Herrera trionfò in Spagna, vincendo quattro volte il campionato di calcio spagnolo, due con l'Atlético Madrid e due con il Barcellona. Con il club catalano conquistò anche una Copa del Generalísimo (ora "Copa del Rey") e due Coppe delle Fiere (ora Coppa UEFA). Moratti, dopo una doppia sconfitta in Coppa delle Fiere con il Barcellona, vittima del solito colpo di fulmine, se lo assicura a stagione ancora in corso. Così nel 1960 lascerà il Barcellona a seguito di forti polemiche provocate, tra l'altro, dai contrasti con la stella della squadra blau-grana Ladislao Kubala. Così Herrera emigrò in Italia siglando un accordo con l'Inter con uno stratosferico ingaggio di 45 milioni a stagione (premi esclusi!). L'Inter di Herrera diventò una delle più forti squadre negli anni Sessanta, ed è ritenuta la miglior Inter di tutti i tempi. Nelle sue otto stagioni come allenatore, l'Inter di Herrera vinse due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali e tre scudetti.

Nella stagione 1968-'69, attratto da un contratto da 259 milioni, approda nella capitale, sponda romanista, dove rimane per ben cinque anni. Il miglior piazzamento ottenuto con i giallorossi in campionato è il sesto posto del 1970-'71, ma riesce ad aggiudicarsi con la Roma la coppa Italia, il torneo Anglo-italiano e fallisce solo a causa dell'estrazione a sorte con la monetina l'approdo in finale di Coppa delle Coppe.

Quanto a fallimenti, Herrera ne ha avuti parecchi, molti di più che non i successi. Che, d'altronde - da qui l'interrogativo che lo segue da sempre: migliore allenatore o venditore di se stesso? - sono arrivati solo grazie a squadroni con fuoriclasse e campioni senza concorrenza che di certo non è stato lui ad "allevare": dal Barcellona di Kubala, Kocsis e Czibor, nonché un giovane Luis Suarez all'Inter di Sarti, Burgnich, Guarneri, Tagnin, Picchi, Jair, Domenghini, Mario Corso e il Suarez di prima, portatosi appresso dalla Catalogna - mentre per Facchetti, Bedin e Mazzola si può dire che abbia contribuito a far sbocciare.

La vicenda della morte del suo centravanti Taccola lo vede colpevole se non altro di aver sottovalutato le cautele dei medici. Lasciò la Roma e tornato a Milano senza più l'aura vincente, finì la sua carriera dopo essere stato ricoverato durante una partita di Coppa Italia vinta per 2-1 dall'Inter a Bologna, per un attacco cardiaco. Morirà il 9 novembre del 1997. Helenio Herrera, affermano i suoi estimatori, si distinse come allenatore per essere un grande stratega. Si basava sulla difesa, che considerava il miglior attacco (il "catenaccio", inventato nei primi Cinquanta dallo svizzero Rappan e in Italia acquisito dal Padova di Nereo Rocco), e sulla velocità del contrattacco. Tatticamente fu il precursore nell'utilizzo del libero, dicono i suoi fa, ma il grande Gianni Brera ha sempre sostenuto che il primo "libero" fu invece il Blason del summenzionato Padova di Paron Rocco, in seguito fatto adottare al Milan (con Maldini). In sostanza, sostiene Brera, la novita' nella scelta di HH non era costituita dal libero in se, ma dal fatto che il ruolo venisse ricoperto da uno straordinario calciatore, quale fu Armando Picchi.

Fu uno dei primi allenatori ad utilizzare la psicologia come strumento per motivare i giocatori e confondere gli avversari. Si racconta che, mentre era allenatore dell'Inter, riprese uno dei suoi giocatori per aver dichiarato alla stampa "Andiamo a giocare a Roma" anziché "Andiamo a vincere a Roma". Incentivò il tifo, sollecitando gli appassionati ad essere il dodicesimo uomo partecipando attivamente durante la partita con bandiere e cori, invece di limitarsi ad essere silenziosi spettatori come si usava fino ad allora. Helenio Herrera è stato anche l'unico selezionatore che ha allenato tre delle migliori squadre nazionali di calcio europee, Francia, Spagna e Italia.

[modifica] Tattica

Per approfondire, vedi la voce Catenaccio.

Parallelamente alla carriera di allenatore di club, Herrera fu il selezionatore delle seguenti nazionali:

[modifica] Palmarès

[modifica] Giocatore

[modifica] Competizioni nazionali

Red Star: 1942

[modifica] Allenatore

[modifica] Competizioni nazionali

Atlético Madrid: 1949-1950, 1950-1951
Barcellona: 1958-1959, 1959-1960
Barcellona: 1958-1959
Inter: 1962-1963, 1964-1965, 1965-1966
Roma: 1968-1969


[modifica] Competizioni internazionali

Barcellona: 1958, 1960
Inter: 1963-1964, 1964-1965
Inter: 1964, 1965
Roma: 1972

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