Carlo Carcano
| Carlo Carcano | ||
|---|---|---|
| Dati biografici | ||
| Nazionalità | ||
| Calcio |
||
| Dati agonistici | ||
| Ruolo | Allenatore (ex mediano) | |
| Carriera | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1912-1913 | ? (?) | |
| 1913-1924 | 108 (18) | |
| Nazionale | ||
| 1915-1921 | 5 (1) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 1924-1925 | ||
| 1925-1926 | ||
| 1926-1929 | ||
| 1928-1929 | ||
| 1929-1930 | ||
| 1930-1934 | ||
| 1934-1935 | (vice) | |
| 1941-1942 | ||
| 1945-1947 | ||
| 1948 | ||
| 1949 | ||
| 1949-1950 | (D.T.) | |
| 1952-1953 | (D.T.) | |
| 1 Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
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Carlo Carcano (Varese, 26 febbraio 1891 – Sanremo, 23 giugno 1965) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo mediano.
Ricordato per aver guidato la Juventus nel periodo del "Quinquennio d'Oro"[1] e per aver affiancato il commissario tecnico Vittorio Pozzo al timone dell'Italia in occasione dei Mondiali del 1934[2], è ad oggi l'unico allenatore ad aver vinto quattro campionati di Serie A consecutivi[3].
Indice |
Biografia [modifica]
Cresciuto a Milano, si appassionò fortemente al gioco del calcio sin da giovanissimo. Fu tra i fondatori di una squadra, la Nazionale Lombardia, e nel 1913 si trasferì ad Alessandria, dove inizialmente, raccontò, «grazie a qualche amico sportivo sbancai il lunario e tirai avanti alla meno peggio», per poi diventare capitano della squadra e permettersi un alloggio nella stessa pensione in cui soggiornavano i colleghi Savojardo e Ticozzelli[4]. Visse ad Alessandria tutta la sua carriera di calciatore, giocando anche diverse gare in Nazionale a cavallo della prima guerra mondiale[5].
Divenne poi allenatore; conquistò quattro scudetti con la forte Juventus dei primi anni Trenta, per poi venire improvvisamente allontanato dal club bianconero nel dicembre 1934 per soffocare sul nascere uno scandalo dovuto a presunti episodi di pederastia dei quali era stato accusato da elementi della società a lui ostili[6]; rimase ai margini del mondo del calcio per un decennio[2].
Nel secondo dopoguerra entrò a far parte dello staff di alcune squadre come allenatore e direttore tecnico. A Sanremo, dove risiedeva dalla metà degli anni Trenta, fondò con altri appassionati la squadra del Carlin's Boys, organizzando il Torneo Internazionale giovanile cittadino[7].
Nel 1950 rimase ferito in un incidente d'auto a Merana, assieme ad un allievo: riportò la rottura dello sterno[8]. Morì nel 1965, a 74 anni[9].
Caratteristiche tecniche [modifica]
Giocatore [modifica]
Centrosostegno, rigorista preciso e infallibile[10], nel 1913 La Gazzetta dello Sport lo definiva «buon palleggiatore e buon distributore, vera spina dorsale della squadra [l'Alessandria]»[11]. Nel 1914 Il Football lo descriveva a sua volta «abilissimo nei passaggi, trascinatore irresistibile, intuisce i punti deboli degli avversari e ne sfrutta i momenti di incertezza e di abbandono, lanciando con i suoi "allez, allez" la muta all'attacco»[10].
Allenatore [modifica]
Come allenatore raccolse già nei primi anni di carriera il plauso di Vittorio Pozzo, che scrisse nel 1928: «che fiducia si possa riporre pienamente in elementi nostrani per la disciplina, l'insegnamento e la organizzazione del gioco è dimostrato da un esempio per tutti: Carcano dell'Alessandria»[12]. Oggi viene ricordato non come «un grande stratega o un eccellente maestro di tecnica, [...] come quasi tutti i suoi colleghi dell'epoca fu un bravo allenatore-psicologo» che, alla Juventus, «si limitò a non guastare una squadra che funzionava da sé»[5]. Carlo Felice Chiesa lo descrive come un «fine psicologo e allenatore tatticamente pragmatico»[13].
Precursore del Metodo, raccolse appieno la lezione di George Arthur Smith, allievo di William Garbutt e fondatore della «scuola alessandrina»[14], presentando un gioco fortemente improntato sui ruoli del centromediano (Gandini all'Alessandria, Monti alla Juventus) e di un attaccante arretrato (Ferrari), registi in grado d'ispirare veloci manovre offensive; allo stesso tempo, ricercava solidità in copertura attraverso «blocchi difensivi»[15]. Attingeva al vivaio (oltre a Ferrari, lanciò Elvio Banchero, Luigi Bertolini, Felice Borel), studiava assiduamente la disposizione tattica degli avversari da affrontare[16] e dava grande importanza all'allenamento (esemplare il suo lavoro per riportare in forma Monti[17]) attuando anche un rigido regime di sorveglianza dei giocatori[18].
Carriera [modifica]
Giocatore [modifica]
Club [modifica]
Gli esordi con la Nazionale Lombardia [modifica]
Cresciuto a Milano, si appassionò presto al gioco del calcio. Inizialmente portiere, si spostò a centrocampo dopo la fondazione della Nazionale Lombardia, squadra milanese della quale divenne anche capitano[4]; nel 1913 la compagine, vincitrice del girone lombardo di Promozione e dunque promossa in Prima Categoria, fu invitata ad Alessandria dalla locale squadra per disputare gare amichevoli sul proprio campo in occasione delle feste pasquali[4]. La Nazionale Lombardia vinse i match, Carcano risultò il migliore in campo ed impressionò il dirigente dell'Alessandria Augusto Rangone, che si affrettò ad ingaggiarlo[4][19].
1913-1923: la militanza nell'Alessandria [modifica]
I primi mesi dell'esperienza alessandrina di Carcano furono densi di avvenimenti; nel mese di giugno fu squalificato per tre mesi, per aver accettato il trasferimento in cambio di un impiego lavorativo, principio contrario alla regola del severo dilettantismo prevista dalla Federazione[20]. Giocò la prima gara coi grigi il 29 di quel mese, ad Acqui Terme contro i locali, segnando una rete[21].
Debuttò in campionato il 1º novembre 1913, nella gara vinta 7-0 contro la Pro Liguria[22]. Affidato alle cure dell'allenatore George Arthur Smith, che ne fece il centrosostegno titolare e ne affinò la tecnica, Carcano guadagnò in breve tempo il consenso della critica (dopo la partita Genoa-Alessandria ricevette le lodi di William Garbutt[23]) e dei tifosi; successe ad Amilcare Savojardo nel ruolo di capitano della squadra e iniziò a ricevere, di nascosto, un salario[4]. Alla fine della stagione, malgrado la contrarietà della dirigenza alessandrina, partì assieme al compagno di squadra Grillo per il Brasile, dove disputò una tournée con la maglia della Pro Vercelli[10]. Allettato dalle offerte dell'allenatore dei bianchi Giuseppe Milano, suo estimatore, fu vicino al trasferimento, che non andò a buon fine[24].
Carcano rimase dunque ad Alessandria e, nel corso della stagione 1914-1915, fu convocato per la prima volta in Nazionale. L'ingresso del Regno d'Italia nella prima guerra mondiale ed il conseguente stop dei campionati e dei lavori delle Nazionali gli impedirono però di mettersi appieno in luce come calciatore; durante la guerra militò brevemente, come molti suoi compagni, nell'Unione Sportiva Alessandrina, squadra amatoriale sorta in quel periodo in città come conseguenza della momentanea interruzione delle attività dell'Alessandria[25].
Giocò la sua ultima partita il 28 ottobre 1923, contro la Virtus Bologna[26]. Risulta che abbia disputato 63 gare ufficiali, segnando 10 reti tra il 1913 e il 1921[27], e altre 45 tra il 1921 e il 1923, con 8 reti[28], per un totale di 108 presenze e 18 segnature. Dichiarò di aver ottenuto ad Alessandria «le più belle soddisfazioni della mia vita sportiva»[4].
Nazionale [modifica]
Fu il primo calciatore dell'Alessandria ad essere convocato in Nazionale. Fece il suo debutto in maglia azzurra a Torino il 31 gennaio 1915, schierato da Nino Resegotti nella vittoriosa amichevole contro la Svizzera (3-1). Collezionò altre quattro presenze nel primo dopoguerra, dopo la ripresa dell'attività internazionale; segnò un gol in Italia-Francia 9-4 del 18 gennaio 1920[29].
Allenatore [modifica]
Gli esordi alla Valenzana e all'Internaples [modifica]
Nel 1924 iniziò la carriera di allenatore sulla panchina della Valenzana, che concluse il campionato di Seconda Divisione al secondo posto, mancando di un punto l'ammissione agli spareggi per la promozione in massima serie[30]. Al termine del torneo passò un breve ma felice periodo all'Internaples, che arrivò a disputare le finali per la Lega Sud; con lui vi era Giovanni Ferrari, giovane attaccante da lui notato mentre palleggiava per le strade della città[31], e che rivolle con se l'anno dopo, quando fu la sua ex squadra, l'Alessandria, a chiamarlo in panchina.
Le esperienze all'Alessandria e in Nazionale [modifica]
Si dimostrò altamente capace; sotto la sua guida l'Alessandria, reduce da un campionato negativo, divenne una delle potenze calcistiche di primo piano dell'epoca[32]. Vinse immediatamente la Coppa CONI e sfiorò la vittoria dello scudetto nel 1927-1928 con calciatori quasi tutti provenienti dal vivaio, tra cui il già citato Ferrari, l'attaccante Banchero, e Luigi Bertolini, che per una sua intuizione fu spostato da centravanti a mediano sinistro, ruolo nel quale si laureò poi campione del Mondo[33].
Tra l'ottobre 1928 e l'aprile 1929 fu affidato a Carcano il ruolo di allenatore della Nazionale, prima dell'avvento di Vittorio Pozzo; l'esperienza terminò dopo solamente sei gare, ma gli è riconosciuta l'introduzione dei primi schemi arretrati, con «l'esordio del gioco di copertura e dei blocchi difensivi» mantenuti negli anni a venire dal suo successore[15][34].
La Juventus: il Quinquennio d'Oro e l'esonero [modifica]
Lasciò l'Alessandria nel 1930, quando fu ingaggiato dall'ambiziosa Juventus: sulla panchina dei torinesi vinse immediatamente i primi quattro dei cinque scudetti consecutivi che contrassegnarono il "Quinquennio d'oro" bianconero[3]. Alla Juventus introdusse una ferrea disciplina[18], seppe sfruttare la classe degli oriundi[1] e contribuì portando con sé vari elementi da lui eruditi all'Alessandria e lanciando il giovane cannoniere Felice Borel. Pozzo lo scelse come vice-commissario tecnico in occasione dei vittoriosi Mondiali del 1934.
Il felice rapporto con la Juventus e la Nazionale azzurra, però, si chiuse bruscamente nel dicembre di quell'anno, quando Carcano venne licenziato, ufficialmente, per «motivi personali»[35]: in realtà, le voci di una presunta omosessualità dell'allenatore si erano fatte troppo insistenti per essere tollerate in epoca fascista[36][2]. Alcuni dirigenti avevano infatti denunciato al presidente Edoardo Agnelli ambiguità nei rapporti tra l'allenatore, alcuni consiglieri, Mario Varglien e Luis Monti[6] e altri calciatori, in particolare un giovane sudamericano[2][36]. Agnelli, al termine di una riunione, optò per l'allontanamento di Carcano[37], sostituito da Carlo Bigatto e Benedetto Gola, che vinsero così il quinto titolo consecutivo dei bianconeri[1].
L'oblio e il secondo dopoguerra [modifica]
Fino alla fine della seconda guerra mondiale, Carcano non allenò più ufficialmente: venne assunto per un periodo al Genova 1893, in Serie B, come secondo di Renzo De Vecchi e poi, nel 1941, visse un'esperienza alla Sanremese, in C. Dopo la Liberazione venne ingaggiato dall'Inter, che seguì durante il campionato 1945-1946, e sulla cui panchina si avvicendò, nelle due stagioni successive, con Giuseppe Meazza[38].
Concluse la carriera allenando nel finale della stagione 1948-1949 l'Atalanta, sostituendo il dimissionario Ivo Fiorentini; rivestì poi il ruolo di direttore tecnico all'Alessandria, in B, nella stagione 1949-1950 (allenatore era Bert Flatley)[39] e alla Sanremese, nel 1952-1953 (coaudiuvò Filippo Pascucci)[40].
A Sanremo, nel 1947, lavorò con l'ex calciatore Amilcare Gilardoni e col politico Luigi Napolitano alla fondazione della Carlin's Boys, società giovanile così chiamata per il suo stesso soprannome[7]; visse in Liguria fino alla morte, sopraggiunta nel 1965.
Statistiche [modifica]
Presenze e reti nei club [modifica]
| Stagione | Squadra | Campionato | ||
|---|---|---|---|---|
| Comp | Pres | Reti | ||
| 1912-1913 | Prom. | ? | ? | |
| 1913-1914 | 1ª Cat | 15 | 6 | |
| 1914-1915 | 1ª Cat | 13 | 1 | |
| 1919-1920 | 1ª Cat | 20 | 2 | |
| 1920-1921 | 1ª Cat | 15 | 1 | |
| 1921-1922 | 1ª Div | 19 | 5 | |
| 1922-1923 | 1ª Div | 22 | 3 | |
| 1923-1924 | 1ª Div | 4 | 0 | |
| Totale Alessandria | 108 | 18 | ||
Cronologia presenze e reti in Nazionale [modifica]
| Data | Città | In casa | Risultato | Ospiti | Competizione | Reti | Note |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31 gennaio 1915 | Torino | Italia |
3 – 1 | Amichevole | - | CT: Resegotti | |
| 18 gennaio 1920 | Milano | Italia |
9 – 4 | Amichevole | 1 | CT: Resegotti | |
| 28 marzo 1920 | Berna | Svizzera |
3 – 0 | Amichevole | - | CT: Milano | |
| 20 febbraio 1921 | Marsiglia | Francia |
1 – 2 | Amichevole | - | CT: Milano | |
| 6 marzo 1921 | Milano | Italia |
2 – 1 | Amichevole | - | CT: Milano | |
| Totale | Presenze | 5 | Reti | 1 |
Carriera da allenatore [modifica]
| Stagione | Squadra | Campionato | Coppe nazionali | Coppe continentali | Totale | Vittorie % | |||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Comp | G | V | N | P | Comp | G | V | N | P | Comp | G | V | N | P | G | V | N | P | % | ||
| 1924-1925 | 2ª Div | 18 | 11 | 4 | 3 | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | 18 | 11 | 4 | 3 | 61,11 | |
| 1925-1926 | 1ª Div | 18 | 12 | 5 | 1 | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | 18 | 12 | 5 | 1 | 66,66 | |
| 1926-1927 | DN | 18 | 9 | 3 | 6 | CI CONI |
1 12 |
1 8 |
0 4 |
0 0 |
– | – | – | – | – | 31 | 18 | 7 | 6 | 58,06 | |
| 1927-1928 | DN | 34 | 18 | 8 | 8 | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | 34 | 18 | 8 | 8 | 52,94 | |
| 1928-1929 | DN | 30 | 16 | 8 | 6 | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | 30 | 16 | 8 | 6 | 53,33 | |
| 1929-1930 | A | 34 | 14 | 8 | 12 | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | 34 | 14 | 8 | 12 | 41,17 | |
| Totale Alessandria | 116 | 57 | 27 | 32 | – | 13 | 9 | 4 | 0 | – | – | – | – | – | 129 | 66 | 31 | 32 | 51,16 | ||
| 1930-1931 | A | 34 | 25 | 5 | 4 | – | – | – | – | – | CEC | 3 | 1 | 0 | 2 | 37 | 26 | 5 | 6 | 70,27 | |
| 1931-1932 | A | 34 | 24 | 6 | 4 | – | – | – | – | – | CEC | 4 | 2 | 1 | 1 | 38 | 26 | 7 | 5 | 68,42 | |
| 1932-1933 | A | 34 | 25 | 4 | 5 | – | – | – | – | – | CEC | 4 | 2 | 1 | 1 | 38 | 27 | 5 | 6 | 71,05 | |
| 1933-1934 | A | 34 | 23 | 7 | 4 | – | – | – | – | – | CEC | 6 | 4 | 1 | 1 | 40 | 27 | 8 | 5 | 67,50 | |
| 1934-1935 | A | 8 | 5 | 2 | 1 | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | 8 | 5 | 2 | 1 | 62,50 | |
| Totale Juventus | 144 | 102 | 24 | 18 | – | – | – | – | – | – | 17 | 9 | 3 | 5 | 161 | 111 | 27 | 23 | 68,94 | ||
| 1941-1942 | C | 30 | 12 | 9 | 9 | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | 30 | 12 | 9 | 9 | 40,00 | |
| 1945-1946 | DN | 40 | 23 | 7 | 10 | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | 40 | 23 | 7 | 10 | 57,50 | |
| 1946-1947 | A | 15 | 2 | 6 | 7 | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | 15 | 2 | 6 | 7 | 13,33[41] | |
| 1947-1948 | A | 8 | 1 | 2 | 5 | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | 8 | 1 | 2 | 5 | 12,50[42] | |
| Totale Internazionale | 63 | 26 | 15 | 22 | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | 63 | 26 | 15 | 22 | 41,26 | ||
| 1948-1949 | A | 10 | 5 | 3 | 2 | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | 10 | 5 | 3 | 2 | 50,00 | |
Panchine da commissario tecnico della Nazionale [modifica]
| Data | Città | In casa | Risultato | Ospiti | Competizione | Reti | Note |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 14 ottobre 1928 | Zurigo | Svizzera |
2 – 3 | Coppa Internazionale 1927-1930 | Rossetti II 2 Baloncieri |
Cap: Baloncieri | |
| 11 novembre 1928 | Roma | Italia |
2 – 2 | Amichevole | 2 Conti | Cap: Baloncieri | |
| 2 dicembre 1928 | Milano | Italia |
3 – 2 | Amichevole | 2 Libonatti Baloncieri |
Cap: Baloncieri | |
| 3 marzo 1929 | Bologna | Italia |
4 – 2 | Coppa Internazionale 1927-1930 | 3 Rossetti II Libonatti |
Cap: Rosetta | |
| 7 aprile 1929 | Vienna | Austria |
3 – 0 | Coppa Internazionale 1927-1930 | - | Cap: Caligaris | |
| 28 aprile 1929 | Torino | Italia |
1 – 2 | Amichevole | Rossetti II | Cap: Cevenini III | |
| Totale | Presenze | 6 | Reti | 13 |
Palmarès [modifica]
Giocatore [modifica]
Club [modifica]
Competizioni nazionali [modifica]
- Promozione: 1
- Nazionale Lombardia: Promozione
Allenatore [modifica]
Club [modifica]Competizioni nazionali [modifica]
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
Collegamenti esterni [modifica] |
- Calciatori dell'U.S. Alessandria 1912
- Allenatori dell'U.S. Alessandria 1912
- Allenatori della Juventus F.C.
- Allenatori del Genoa C.F.C.
- Allenatori dell'U.S. Sanremese Calcio 1904
- Allenatori del F.C. Internazionale Milano
- Allenatori dell'Atalanta B.C.
- Allenatori di calcio italiani
- Calciatori italiani
- Nati nel 1891
- Morti nel 1965
- Nati il 26 febbraio
- Morti il 23 giugno
- Nati a Varese
- Morti a Sanremo
- Calciatori della Nazionale italiana
- Dirigenti dell'U.S. Alessandria 1912
