Carlo Carcano

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Carlo Carcano
Carlo Carcano 1920.png
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex mediano)
Carriera
Squadre di club1
1912-1913 Naz. Lombardia Naz. Lombardia  ? (?)
1913-1924 Alessandria Alessandria 108 (18)
Nazionale
1915-1921 Italia Italia 5 (1)
Carriera da allenatore
1924-1925 Valenzana Valenzana
1925-1926 Internaples Internaples
1926-1929 Alessandria Alessandria
1928-1929 Italia Italia
1929-1930 Alessandria Alessandria
1930-1934 Juventus Juventus
1934-1935 Genova 1893 Genova 1893 (vice)
1941-1942 Sanremese Sanremese
1945-1947 Inter Inter
1948 Inter Inter
1949 Atalanta Atalanta
1949-1950 Alessandria Alessandria (D.T.)
1952-1953 Sanremese Sanremese (D.T.)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Carlo Carcano (Varese, 26 febbraio 1891Sanremo, 23 giugno 1965[1]) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo mediano.

Ricordato per aver guidato la Juventus nel celebre periodo del Quinquennio d'oro[2] e per aver affiancato il commissario tecnico Vittorio Pozzo al timone dell'Italia in occasione dei Mondiali del 1934[3], è ad oggi l'unico allenatore ad aver vinto quattro campionati di Serie A consecutivi[4].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Originario di Masnago[5], crebbe a Milano e si appassionò fortemente al gioco del calcio sin da giovanissimo. Fu tra i fondatori di una squadra, la Nazionale Lombardia, e nel 1913 si trasferì ad Alessandria, dove inizialmente, raccontò, «grazie a qualche amico sportivo sbarcai il lunario e tirai avanti alla meno peggio», per poi diventare capitano della squadra e permettersi un alloggio nella stessa pensione in cui soggiornavano i colleghi Savojardo e Ticozzelli[6]. Visse ad Alessandria tutta la sua carriera di calciatore, giocando anche diverse gare in Nazionale a cavallo della prima guerra mondiale[7].

Divenne poi allenatore; conquistò quattro scudetti con la forte Juventus dei primi anni Trenta, per poi venire improvvisamente allontanato dal club bianconero nel dicembre 1934 per soffocare sul nascere uno scandalo omosessuale nel quale era stato coinvolto da elementi della società a lui ostili[8][9]; rimase ai margini del mondo del calcio per un decennio[3].

Nel secondo dopoguerra entrò a far parte dello staff di alcune squadre come allenatore e direttore tecnico.

Nel 1950 rimase ferito in un incidente d'auto a Merana, assieme ad un allievo: riportò la rottura dello sterno[10]. Morì nel 1965, a 74 anni, all'ospedale di Sanremo, per le conseguenze di un grave malore che lo aveva colpito un mese prima, durante un bagno in mare[5][11].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Secondo le parole di Carlo F. Chiesa, dopo gli esordi da portiere Carcano, «fisicamente prestante, tecnicamente dotato, trovò la naturale collocazione al centro della mediana, abile a sradicare palloni come a rilanciare l'azione, grazie alla sua intelligenza tattica»[5]; era un rigorista preciso e infallibile[12], nel 1913 La Gazzetta dello Sport lo definiva «buon palleggiatore e buon distributore, vera spina dorsale della squadra [l'Alessandria[13]. Nel 1914 Il Football lo descriveva a sua volta «abilissimo nei passaggi, trascinatore irresistibile, intuisce i punti deboli degli avversari e ne sfrutta i momenti di incertezza e di abbandono, lanciando con i suoi "allez, allez" la muta all'attacco»[12]. Emilio Colombo rilevava una scarsa attitudine del centrosostegno al dribbling e qualche difficoltà nella marcatura[14].

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Come allenatore raccolse già nei primi anni di carriera il plauso di Vittorio Pozzo, che scrisse nel 1928: «che fiducia si possa riporre pienamente in elementi nostrani per la disciplina, l'insegnamento e l'organizzazione del gioco è dimostrato da un esempio per tutti: Carcano dell'Alessandria»[15]. Oggi viene ricordato non come «un grande stratega o un eccellente maestro di tecnica, [...] come quasi tutti i suoi colleghi dell'epoca fu un bravo allenatore-psicologo» che, alla Juventus, «si limitò a non guastare una squadra che funzionava da sé»[7]. Chiesa lo ha descritto come «fine psicologo e allenatore tatticamente pragmatico»[16].

Precursore del Metodo, raccolse appieno la lezione di George Arthur Smith, allievo di William Garbutt e fondatore della «scuola alessandrina»[17], presentando un gioco fortemente improntato sui ruoli del centromediano (Gandini all'Alessandria, Monti alla Juventus) e di un attaccante arretrato (Ferrari), registi in grado d'ispirare veloci manovre offensive; allo stesso tempo, ricercava solidità in copertura attraverso «blocchi difensivi»[18]. Attingeva al vivaio (oltre a Ferrari, lanciò Elvio Banchero, Luigi Bertolini, Felice Borel), studiava assiduamente la disposizione tattica degli avversari da affrontare[2] e dava grande importanza all'allenamento (esemplare il suo lavoro per riportare in forma Monti[19]) attuando anche un rigido regime di sorveglianza dei giocatori[20].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi con la Nazionale Lombardia[modifica | modifica sorgente]

Si appassionò presto al gioco del calcio: inizialmente portiere, si spostò a centrocampo dopo la fondazione della Nazionale Lombardia, squadra milanese della quale divenne anche capitano[6]. Nel 1913 la compagine, vincitrice del girone lombardo di Promozione e dunque promossa in Prima Categoria, fu invitata ad Alessandria dalla locale squadra per disputare gare amichevoli sul proprio campo in occasione delle feste pasquali[6]. La Nazionale Lombardia vinse i match, Carcano risultò il migliore in campo ed impressionò il dirigente dell'Alessandria Augusto Rangone, che si affrettò ad ingaggiarlo[6][21].

1913-1923: la militanza nell'Alessandria[modifica | modifica sorgente]

I primi mesi dell'esperienza alessandrina di Carcano furono densi di avvenimenti; nel mese di giugno fu squalificato per tre mesi per aver accettato il trasferimento in cambio di un impiego lavorativo, principio contrario alla regola del severo dilettantismo prevista dalla Federazione[22]. Giocò la prima gara coi grigi il 29 di quel mese, ad Acqui Terme contro i locali, segnando una rete[23].

Debuttò in campionato il 1º novembre 1913, nella gara vinta 7-0 contro la Pro Liguria[24]. Affidato alle cure dell'allenatore George Arthur Smith, che ne fece il centrosostegno titolare e ne affinò la tecnica, Carcano guadagnò in breve tempo il consenso della critica (dopo la partita Genoa-Alessandria ricevette le lodi di William Garbutt[25]) e dei tifosi; successe ad Amilcare Savojardo nel ruolo di capitano della squadra e iniziò a ricevere, di nascosto, un salario[6]. Alla fine della stagione, malgrado la contrarietà della dirigenza alessandrina, partì assieme al compagno di squadra Grillo per il Brasile, dove disputò una tournée con la maglia della Pro Vercelli[12], prima trasferta oltreoceano di un club italiano[5]. Allettato dalle offerte dell'allenatore dei bianchi Giuseppe Milano, suo estimatore, fu vicino al trasferimento, che non andò a buon fine[26].

Carcano rimase dunque ad Alessandria e, nel corso della stagione 1914-1915, fu convocato per la prima volta in Nazionale. L'ingresso del Regno d'Italia nella prima guerra mondiale ed il conseguente stop dei campionati e dei lavori delle Nazionali gli impedirono però di mettersi appieno in luce come calciatore; durante la guerra militò brevemente, come molti suoi compagni, nell'Unione Sportiva Alessandrina, squadra amatoriale sorta in quel periodo in città come conseguenza della momentanea interruzione delle attività dell'Alessandria[27].

Disputò la sua ultima partita il 28 ottobre 1923, contro la Virtus Bologna[28]: nell'occasione subì un infortunio che lo indusse ad abbandonare il calcio giocato[5]. Risulta che abbia disputato 63 gare ufficiali, segnando 10 reti tra il 1913 e il 1921[29], e altre 45 tra il 1921 e il 1923, con 8 reti[30], per un totale di 108 presenze e 18 segnature. Dichiarò di aver ottenuto ad Alessandria «le più belle soddisfazioni della mia vita sportiva»[6].

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Fu il primo calciatore dell'Alessandria ad essere convocato in Nazionale[31]. Fece il suo debutto in maglia azzurra a Torino il 31 gennaio 1915, schierato da Nino Resegotti nella vittoriosa amichevole contro la Svizzera (3-1). Chiuso da Milano I e da Fossati[5], collezionò altre quattro presenze nel primo dopoguerra, dopo la ripresa dell'attività internazionale; segnò un gol in Italia-Francia 9-4 del 18 gennaio 1920[32].

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

L'Alessandria 1927-1928 con l'allenatore Carcano (in piedi, sulla destra).

Gli esordi alla Valenzana e all'Internaples[modifica | modifica sorgente]

Nel 1924 iniziò la carriera di allenatore sulla panchina della Valenzana, che concluse il campionato di Seconda Divisione al secondo posto, mancando di un punto l'ammissione agli spareggi per la promozione in massima serie[33]. Al termine del torneo passò un breve ma felice periodo all'Internaples, che arrivò a disputare le finali per la Lega Sud; con lui vi era Giovanni Ferrari, giovane attaccante da lui notato mentre palleggiava per le strade di Alessandria[34], e che rivolle con sé l'anno dopo, quando fu la squadra nella quale aveva militato da calciatore a chiamarlo in panchina.

Le esperienze all'Alessandria e in Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Si dimostrò altamente capace; sotto la sua guida l'Alessandria, reduce da un campionato negativo, divenne una delle potenze calcistiche di primo piano dell'epoca[35]. Vinse immediatamente la Coppa CONI e sfiorò la vittoria dello scudetto nel 1927-1928 con calciatori quasi tutti provenienti dal vivaio, tra cui il già citato Ferrari, l'attaccante Banchero, e Luigi Bertolini, che per una sua intuizione fu spostato da centravanti a mediano sinistro, ruolo nel quale si laureò poi campione del Mondo[36].

Tra l'ottobre 1928 e l'aprile 1929 fu affidato a Carcano il ruolo di allenatore della Nazionale, prima dell'avvento di Vittorio Pozzo; l'esperienza terminò dopo solamente sei gare, ma gli è riconosciuta l'introduzione dei primi schemi arretrati, con «l'esordio del gioco di copertura e dei blocchi difensivi» mantenuti negli anni a venire dal suo successore[18][37].

La Juventus: il Quinquennio d'Oro e l'esonero[modifica | modifica sorgente]

Un'immagine di Carlo Carcano negli anni Trenta.

Lasciò l'Alessandria nel 1930, quando fu ingaggiato dall'ambiziosa Juventus: sulla panchina dei torinesi vinse immediatamente i primi quattro dei cinque scudetti consecutivi che contrassegnarono il "Quinquennio d'oro" bianconero[4]. Alla Juventus introdusse una ferrea disciplina[20], seppe sfruttare la classe degli oriundi[2] e contribuì portando con sé vari elementi da lui eruditi all'Alessandria e lanciando il giovane cannoniere Felice Borel. Pozzo lo scelse come vice-commissario tecnico in occasione dei vittoriosi Mondiali del 1934.

Il felice rapporto con la Juventus e la Nazionale azzurra, però, si chiuse bruscamente nel dicembre di quell'anno, quando Carcano venne licenziato, ufficialmente, per «motivi personali»[38]: in realtà, le voci di una presunta omosessualità dell'allenatore si erano fatte troppo insistenti per essere tollerate in epoca fascista[3][39]. Alcuni dirigenti avevano infatti denunciato al presidente Edoardo Agnelli ambiguità nei rapporti tra l'allenatore, alcuni consiglieri, Mario Varglien e Luis Monti[9] e altri calciatori, in particolare un giovane sudamericano[3][39]. Agnelli, al termine di una riunione, optò per l'allontanamento di Carcano[8], sostituito da Carlo Bigatto e Benedetto Gola, che vinsero così il quinto titolo consecutivo dei bianconeri[2].

L'oblio e il secondo dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Fino alla fine della seconda guerra mondiale, Carcano non allenò più ufficialmente: venne assunto per un periodo al Genova 1893, in Serie B, come secondo di Renzo De Vecchi e poi, nel 1941, visse un'esperienza alla Sanremese, in C. Dopo la Liberazione venne ingaggiato dall'Inter, che seguì durante il campionato 1945-1946, e sulla cui panchina si avvicendò, nelle due stagioni successive, con Giuseppe Meazza[40].

Concluse la carriera allenando nel finale della stagione 1948-1949 l'Atalanta, sostituendo il dimissionario Ivo Fiorentini; rivestì poi il ruolo di direttore tecnico all'Alessandria, in B, nella stagione 1949-1950 (allenatore era Bert Flatley)[41] e alla Sanremese, nel 1952-1953 (coaudiuvò Filippo Pascucci)[42].

Visse in Liguria fino alla morte, sopraggiunta nel 1965.

Carlin's Boys[modifica | modifica sorgente]

A Sanremo, dove risiedeva dalla metà degli anni Trenta, nel 1947 lavorò con l'ex calciatore Amilcare Gilardoni e col politico Luigi Napolitano alla fondazione della Carlin's Boys, società giovanile così chiamata per il suo stesso soprannome, organizzando anche il Torneo Internazionale giovanile cittadino[43].

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica sorgente]

Stagione Squadra Campionato
Comp Pres Reti
1912-1913 Italia Nazionale Lombardia Prom. ? ?
1913-1914 Italia Alessandria 1ª Cat 15 6
1914-1915 1ª Cat 13 1
1919-1920 1ª Cat 20 2
1920-1921 1ª Cat 15 1
1921-1922 1ª Div 19 5
1922-1923 1ª Div 22 3
1923-1924 1ª Div 4 0
Totale Alessandria 108 18

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
31 gennaio 1915 Torino Italia Italia 3 – 1 Svizzera Svizzera Amichevole - CT: Resegotti
18 gennaio 1920 Milano Italia Italia 9 – 4 Francia Francia Amichevole 1 CT: Resegotti
28 marzo 1920 Berna Svizzera Svizzera 3 – 0 Italia Italia Amichevole - CT: Milano
20 febbraio 1921 Marsiglia Francia Francia 1 – 2 Italia Italia Amichevole - CT: Milano
6 marzo 1921 Milano Italia Italia 2 – 1 Svizzera Svizzera Amichevole - CT: Milano
Totale Presenze 5 Reti 1

Carriera da allenatore[modifica | modifica sorgente]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Totale Vittorie %
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
1924-1925 Italia Valenzana 2ª Div 18 11 4 3 18 11 4 3 61,11
1925-1926 Italia Internaples 1ª Div 18 12 5 1 18 12 5 1 66,66
1926-1927 Italia Alessandria DN 18 9 3 6 CI
CONI
1
12
1
8
0
4
0
0
31 18 7 6 58,06
1927-1928 DN 34 18 8 8 34 18 8 8 52,94
1928-1929 DN 30 16 8 6 30 16 8 6 53,33
1929-1930 A 34 14 8 12 34 14 8 12 41,17
Totale Alessandria 116 57 27 32 13 9 4 0 129 66 31 32 51,16
1930-1931 Italia Juventus A 34 25 5 4 CEC 3 1 0 2 37 26 5 6 70,27
1931-1932 A 34 24 6 4 CEC 4 2 1 1 38 26 7 5 68,42
1932-1933 A 34 25 4 5 CEC 4 2 1 1 38 27 5 6 71,05
1933-1934 A 34 23 7 4 CEC 6 4 1 1 40 27 8 5 67,50
1934-1935 A 8 5 2 1 8 5 2 1 62,50
Totale Juventus 144 102 24 18 17 9 3 5 161 111 27 23 68,94
1941-1942 Italia Sanremese C 30 12 9 9 30 12 9 9 40,00
1945-1946 Italia Internazionale DN 40 23 7 10 40 23 7 10 57,50
1946-1947 Italia Internazionale A 15 2 6 7 15 2 6 7 13,33[44]
1947-1948 Italia Internazionale A 8 1 2 5 8 1 2 5 12,50[45]
Totale Internazionale 63 26 15 22 63 26 15 22 41,26
1948-1949 Italia Atalanta A 10 5 3 2 10 5 3 2 50,00

Panchine da commissario tecnico della Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
14 ottobre 1928 Zurigo Svizzera Svizzera 2 – 3 Italia Italia Coppa Internazionale 1927-1930 Rossetti II
2 Baloncieri
Cap: Baloncieri
11 novembre 1928 Roma Italia Italia 2 – 2 Austria Austria Amichevole 2 Conti Cap: Baloncieri
2 dicembre 1928 Milano Italia Italia 3 – 2 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole 2 Libonatti
Baloncieri
Cap: Baloncieri
3 marzo 1929 Bologna Italia Italia 4 – 2 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Coppa Internazionale 1927-1930 3 Rossetti II
Libonatti
Cap: Rosetta
7 aprile 1929 Vienna Austria Austria 3 – 0 Italia Italia Coppa Internazionale 1927-1930 - Cap: Caligaris
28 aprile 1929 Torino Italia Italia 1 – 2 Germania Germania Amichevole Rossetti II Cap: Cevenini III
Totale Presenze 6 Reti 13

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]
Nazionale Lombardia: Promozione

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]
Juventus: 1930-1931, 1931-1932, 1932-1933, 1933-1934
Alessandria: 1927

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'ex azzurro Carcano è deceduto a Sanremo, da Stampa Sera, 146/1965, 23 giugno 1965, p. 11: «Sanremo, mercoledì sera. Questa mattina alle 6:30 è deceduto all'ospedale civile di Sanremo, dove era stato ricoverato un mese fa, l'ex giocatore [...] Carlo Carcano». L'Enciclopedia dello Sport, volume Calcio, riporta come luogo della morte Alessandria (p. 645).
  2. ^ a b c d Sappino, op. cit., p. 593
  3. ^ a b c d Chiesa, La grande storia... seconda puntata, op. cit., p. 76
  4. ^ a b Roberto Di Maggio, Italy - Coaches of Championship Teams, Rsssf.com, 17 luglio 2012. URL consultato il 25 aprile 2013.
  5. ^ a b c d e f Chiesa, Il secolo azzurro, op. cit., pp. 204-205
  6. ^ a b c d e f Carcano ripercorse la sua vita e la sua carriera in un articolo pubblicato sul settimanale alessandrino Il Pungolo nel 1957; si veda Boccassi Cavalli, op. cit., pp. 279-280
  7. ^ a b Ansaldo, op. cit., p. 90
  8. ^ a b Pennacchia, op. cit., p. 123
  9. ^ a b Brera, op. cit., p. 117: «Vennero sospettati di pederastia e denunciati da dirigenti gelosi di Borel lo stesso Carletto Carcano, l'allenatore, un paio di consiglieri, Varglien I e perfino, ironia, Luigi Monti»)
  10. ^ Carcano ferito in un incidente d'auto, da «Stampa Sera», 208/1950, 4 settembre 1950, p. 4
  11. ^ È morto Carcano, da «La Stampa», 148/1965, 24 giugno 1965, p. 8.
  12. ^ a b c Il Football, 12 dicembre 1914, citato in Boccassi Cavalli, op. cit., pp. 480-482
  13. ^ La Gazzetta dello Sport, 27 ottobre 1913, citato in Boccassi Cavalli, op. cit., p. 140
  14. ^ Citato in Chiesa, Il secolo azzurro, op. cit., pp. 204-205
  15. ^ Vittorio Pozzo, Il Mestiere del "Trainer", da «Lo Sport Fascista», n. 5 (I), ottobre 1928, p. 25
  16. ^ Chiesa, La grande storia... prima puntata, op. cit., p. 63
  17. ^ Boccassi Dericci, op. cit., p. XVII
  18. ^ a b Papa, op. cit., p. 174
  19. ^ Chiesa, La grande storia... prima puntata, op. cit., p. 69
  20. ^ a b Sappino, op. cit., p. 1063
  21. ^ Boccassi Cavalli, op. cit., p. 112
  22. ^ Boccassi Cavalli, op. cit., pp. 482-483
  23. ^ Boccassi Cavalli, op. cit., p. 118
  24. ^ Boccassi Cavalli, op. cit., p. 151
  25. ^ Ciò che Mister Garbutt pensa della squadra Alessandrina, da Il Calcio, 26 novembre 1913, citato in Boccassi Cavalli, op. cit., p. 185
  26. ^ Boccassi Cavalli, op. cit., p. 200
  27. ^ Boccassi Cavalli, op. cit., p. 550
  28. ^ Boccassi Dericci, op. cit., p. 30
  29. ^ Boccassi Cavalli, op. cit., p. 551
  30. ^ Boccassi Dericci, op. cit., pp. 23, 27, 31
  31. ^ Chiesa, Il secolo azzurro, op. cit., p. 170
  32. ^ Melegari, op. cit., pp. 516-517, 627
  33. ^ Maggiora, op. cit., p. 45
  34. ^ Caligaris, Grig100, op. cit., p. 26
  35. ^ Boccassi Dericci, op. cit., pp. 41, 45
  36. ^ Stefano Bedeschi, Gli eroi in bianconero: Luigi Bertolini, Tuttojuve.com, 13 settembre 2012. URL consultato il 25 aprile 2013.
  37. ^ Stefano Boldrini, Altre competizioni: Coppa internazionali, citato in Sappino, op. cit., p. 1439
  38. ^ Chiesa, La grande storia... seconda puntata, op. cit., p. 75
  39. ^ a b Treccani, op. cit., p. 645. La voce su Carcano è curata da Salvatore Lo Presti.
  40. ^ Allenatori: Tutte le stagioni e i Mister dell'Inter dal 1909/10 al 2012/13, Inter.it. URL consultato il 25 aprile 2013.
  41. ^ Boccassi Dericci, op. cit., p. 151
  42. ^ Carcano alla Sanremese come direttore tecnico, da «Stampa Sera», 292/1952, 10 dicembre 1952, p. 5
  43. ^ Bruno Monticone. Da stasera il mitico «Carlin's», da La Stampa della Liguria, 180/1988, 20 agosto 1988, p. V
  44. ^ Il sito ufficiale dell'Inter attibuisce a Carcano, nella stagione 1946-1947, la direzione di 19 gare (3 vinte, 7 pareggiate e 9 perse); da fonti dell'epoca risulta però che sia stato esonerato e sostituito da Meazza l'11 gennaio 1947, dunque prima della 16ª giornata di campionato. Si veda Meazza allenatore dell'Internazionale, da Il Corriere dello Sport, 12/1947, 12 gennaio 1947, p. 3.
  45. ^ Il sito ufficiale dell'Inter attibuisce a Carcano, nella stagione 1947-1948, la direzione di 15 gare (5 vinte, 2 pareggiate e 8 perse); da fonti dell'epoca risulta però che il debutto si sia verificato in occasione di Inter-Lazio del 21 marzo 1948 (27ª giornata) e che il ruolo di allenatore sia stato rilevato, prima di Inter-Vicenza del 23 maggio (35ª giornata), da David John Astley. Si vedano Inter: esordio di Carcano allenatore, da Il Corriere dello Sport, 69/1948, 20 marzo 1948, p. 3; Allenamenti: Inter e Milan, da Il Corriere dello Sport, 118/1948, 21 maggio 1948, p. 2.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Enciclopedia dello Sport - Calcio, Roma, Treccani, 2002.
  • Marco Ansaldo, Roberto Beccantini, Piero Bianco (a cura di). Il grande album della Juve. Torino, La Stampa, 1997.
  • Ugo Boccassi, Anna Cavalli. La sostenibile certezza dell'essere "grigi" prima del 1912. Alessandria, I Grafismi Boccassi, 2010.
  • Ugo Boccassi, Enrico Dericci, Marcello Marcellini. Alessandria U.S.: 60 anni. Milano, G.E.P., 1973.
  • Gianni Brera. Storia critica del calcio italiano. Milano, Baldini & Castoldi, 1998.
  • Mimma Caligaris. Grig100. Un secolo di Alessandria in cento partite. Alessandria, Il Piccolo, 2012.
  • Carlo F. Chiesa. Il secolo azzurro. Bologna, Minerva, 2010.
  • Carlo F. Chiesa. La grande storia dello scudetto - prima puntata, da «Calcio 2000» - dicembre 2001, pp. 54-70.
  • Carlo F. Chiesa. Il grande romanzo dello scudetto. Seconda puntata: Continua il dominio della Juve, da Calcio 2000, gennaio 2002, pp. 58-77.
  • Pier Giorgio Maggiora. I primi cento anni della Valenzana. Valenza, Valenzana Calcio, 2006.
  • Fabrizio Melegari (a cura di). Almanacco illustrato del calcio 2002. Modena, Panini, 2001.
  • Antonio Papa, Guido Panico. Storia sociale del calcio in Italia: dai club dei pionieri alla Nazione Sportiva (1887-1945). Bologna, Il Mulino, 1993.
  • Mario Pennacchia. Gli Agnelli e la Juventus. Milano, Rizzoli, 1985.
  • Marco Sappino (a cura di). Dizionario del calcio italiano - Vol. 2. Milano, Baldini, Castoldi & Dalai, 2000.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]