Nazionale di calcio della Germania

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« Il calcio è un gioco molto semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti e, alla fine, vincono i tedeschi »
Bandiera della Germania Germania
Attuale campione del mondo Attuale campione del mondo Campione del mondo in carica
Campione d'Africa in carica
Attuale campione d'EuropaCampione d'Europa in carica
Campione d’Africa in carica
Campione del Sud America in carica
Attuale campione del Nord e Centro AmericaCampione del Nord e Centro America in carica
Campione d’Asia in carica
Campione d’Oceania in carica
Attuale campione olimpico Campione olimpico in carica
Uniformi di gara
 
Federazione Deutscher Fussball-Bund
Codice FIFA: GER
Soprannome: Die Nationalelf
Selezionatore Joachim Löw, 2006-
Record presenze Lothar Matthäus (150)
Capocannoniere Gerd Müller (68)
Esordio internazionale
Bandiera della Svizzera Svizzera 5 - 3 Germania Bandiera della Germania
Basilea, Svizzera; 5 aprile 1908
Migliore vittoria
Bandiera della Germania Germania 16 - 0 Russia Bandiera della Russia
Stoccolma, Svezia; 1 luglio 1912
Peggiore sconfitta
Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra dilettanti 9 - 0 Germania Bandiera della Germania
Oxford, Inghilterra; 16 marzo 1909
Campionato del mondo
Partecipazioni 16 (Prima nel 1934)
Miglior risultato Vincitori, 1954,1974,1990
Europei
Partecipazioni 10 (Prima nel 1972)
Miglior risultato Vincitori, 1972, 1980, 1996

La Nazionale di calcio tedesca (ted. Deutsche Fußballnationalmannschaft) è la rappresentativa calcistica della Germania ed è posta sotto l'egida della Deutscher Fussball-Bund.

È una delle Nazionali di calcio più forti e più titolate della storia. Si è aggiudicata per tre volte sia i campionati mondiali sia quelli europei. Nelle medesime competizioni è giunta a disputare la partita finale sette e sei volte. In entrambi i casi si tratta di un record. Inoltre è arrivata tra le prime quattro undici volte al Mondiale e sette volte all'Europeo.


Indice

[modifica] Storia

[modifica] I primi anni

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Basilea, 5 aprile 1908

Bandiera della Svizzera Svizzera - Germania Bandiera della Germania 5-3

Marcatori: 6' Becker (G), 21' Kämpfer (S), 28' Jordan aut. (S), 32' Pfeiffer (S), 52' Förderer (G), 57' Pfeiffer, 69' Becker, 89' Kämpfer

SVIZZERA: Dreyfuss – Henneberg, Hug – Strauss, Megroz, Lehmann – Rubli, Pfeiffer, Kämpfer, Isenegger, Kobelt.

GERMANIA: Baumgarten – Jordan, Hempel – Ludwig, Hiller (capitano), Weymar – Hensel, Förderer, Kipp, Becker, Baumgärtner. Arbitro: Devitte (Svizzera)
Spettatori: 3.500

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Tra il 1899 ed il 1901 ci furono ben cinque partite non ufficiali fra diverse selezioni tedesche e inglesi, tutte terminate in clamorose sconfitte per i teutonici. Otto anni dopo la fondazione della DFB, fu disputata la partita d'esordio della nazionale ufficiale tedesca, precisamente il 5 aprile 1908, contro la Svizzera a Basilea, che però fu vinta dagli elvetici 5-3.

Da notare che a quel tempo non c'era un CT e i giocatori vennero direttamente convocati dalla federazione.

La selezione teutonica delle olimpiadi del 1912

La Germania partecipò al torneo olimpico di calcio 1912 venendo subito eliminata al turno preliminare dall'Austria per 5-1. Al torneo di consolazione per le squadre eliminate al turno preliminare e al primo turno arrivò fino in semifinale dove fu eliminata dall'Ungheria per 3-1.

Il primo commissario tecnico della squadra fu Otto Nerz, un insegnante scolastico di Mannheim, che guidò la squadra dal 1923 al 1936. La Germania arrivò terza nel Mondiale del 1934, che fu anche la sua prima apparizione ad un torneo iridato. Due anni dopo l'incarico fu affidato a Sepp Herberger.

Dopo che l'Austria (avente all'epoca una grande selezione nazionale) fu annessa alla Germania nel 1938 nell'Anschluss, i giocatori austriaci del Rapid Vienna (che fu tra l'altro l'unica austriaca a vincere la Bundesliga) furono obbligati ad aggiungersi alla selezione teutonica in breve tempo per motivi politici. Tuttavia, nei Mondiali del 1938, la Germania "unita" fu eliminata al primo turno (in un doppio confronto con la Svizzera), unica volta per la squadra in un campionato del mondo.

[modifica] Il secondo dopoguerra

Per approfondire, vedi la voce Nazionale di calcio della Germania dell'Est.

Al termine della Seconda guerra mondiale, con la Germania ormai divisa in due entità politiche differenti, Repubblica Democratica tedesca e la Repubblica Federale tedesca, e devastata dalla guerra, la situazione calcistica era alquanto problematica. Si formò un'altra federazione che si staccò dalla DFB per amministrare indipendentemente il calcio nella Germania dell'Est, formando una propria nazionale. Oltre a questo, la formazione tedesca, ormai nazionale della Germania Ovest, non era vista di buon occhio: per i primi anni solo le vicine Svizzera ed Austria, oltre che la Turchia giocarono con la Germania Ovest. Fu la Repubblica d'Irlanda ad interrompere questo tabù ed accordarsi con la DFB per un partita: in segno di rispetto, la divisa da trasferta tedesca sarebbe stata da quel momento fino all'unione tedesca ed oltre, di colore verde.

Oltre alla poca considerazione internazionale, i tedeschi non furono ammessi ai Mondiali del 1950 in Brasile, ma paradosso volle che vincessero il successivo nel 1954 in Svizzera, guidati da Fritz Walter e ancora allenati da Sepp Herberger. Giocarono la finale contro la favoritissima Ungheria, che li aveva battuti 8-3 in una partita del primo turno, conseguendo una rimonta incredibile dopo essere caduti in svantaggio di ben due reti: la terza marcatura fu messa a segno da Helmut Rahn a sei minuti dal termine. Questo successo incredibile fu chiamato Miracolo di Berna, che creò un senso di euforia nella Germania del dopoguerra ed è accreditato come uno degli episodi chiave della ripresa economica del Paese.

[modifica] Sconfitte leggendarie

Conclusasi con un quarto posto l'avventura al Mondiale del 1958 e raggiunti i quarti di finale in quello del 1962, Helmut Schön divenne allenatore nel 1964. Il cambio in panchina portò i suoi frutti, dato che nei Mondiali del 1966, la Germania Ovest raggiunse la finale, trovandosi di fronte però l'Inghilterra padrona di casa a Wembley. Soltanto un gol all'ultimo minuto di Wolfgang Weber portò la situazione in pareggio e aprì lo scenario dei tempi supplementari, ma 2 gol di Geoff Hurst, che segnò una prestigiosa tripletta, coronarono campione l'Inghilterra per 4-2. Tuttavia il primo gol nei supplemantari di Hurst, soprannominato Wembley-Tor (Wembley gol) in Germania, è entrato nella storia come uno dei gol più contestati e controversi. Molti tedeschi credettero che il gol fosse stato regalato dall'arbitro per errore dei guardalinee, ed una ricerca della Oxford University portata a termine nel 1995 usando un'analisi video al computer, determinò che effettivamente la palla non avrebbe oltrepassato la linea di porta. Comunque, anche il pareggio di Weber non fu esente da polemiche, dato che il pallone prima dell'assist decisivo fu toccato con una mano dal suo compagno. Nelle qualificazioni al successivo Campionato Europeo del 1968 i tedeschi furono eliminati nel girone di qualficazione dopo un pareggio per 0-0 in Albania. È stato questo fino ad oggi l'unico caso della mancata qualificazione alla fase finale di un Europeo da parte dei tedeschi, non avendo preso parte alle due edizioni precedenti.

Un'altra memorabile sconfitta tedesca ai supplementari avvenne nei Mondiali del 1970 in Messico, questa volta in semifinale contro l'Italia allo Estadio Azteca. Karl-Heinz Schnellinger pareggiò nei minuti di recupero portando il risultato sull'1-1 e durante i supplementari entrambe le squadre passarono in testa, prima la Germania con un gol di Gerd Müller; il capitano Franz Beckenbauer rimase in campo con una spalla slogata ed il braccio disgiunto dal resto del corpo. L'Italia poi si impose per quel che ormai è conosciuto come "4-3 messicano", aggiudicandosi la partita più combattuta e drammatica mai disputata in un mondiale, talmente epica ormai che viene chiamata Jahrhundertspiel ("Partita del secolo") anche in Germania. La formazione teutonica si dovette accontentare di un terzo posto ottenuto con un risultato di misura (1-0) sull'Uruguay, mentre Gerd Müller si aggiudicò la classifica marcatori della competizione con 10 reti.

[modifica] Il secondo trionfo

Le formazioni della finale vinta dalla Germania Ovest

Nel 1971, Franz Beckenbauer divenne capitano della Germania Ovest e la guidò alla conquista prima dell'Europeo successivo e poi del mondiale disputato in casa. La prima vittoria del torneo continentale, nel 1972 si concretizzò con una vittoria netta per 3-0 sull'Unione Sovietica. Due anni dopo, al Campionato mondiale di calcio 1974, fu il turno della mitica Olanda di Johan Cruyff, che perse nella finale disputata all'Olimpico di Monaco di Baviera per 2-1.

Una storica partita tra le due compagini tedesche si giocò ad Amburgo il 22 giugno del 1974 nella fase finale del mondiale di quell'anno: vinse la DDR 1-0 grazie ad un goal di Jürgen Sparwasser: secondo molti la partita in oggetto fu combinata per consentire alle due selezioni il passaggio di turno, con reciproco vantaggio (la Ovest, perdendo, evitò il girone di ferro con Olanda, Brasile e Argentina).

[modifica] Dal 1974 al 1982

La Germania Ovest fallì nell'intento di difendere entrambi i titoli. Prima si arrese alla Cecoslovacchia nella finale degli Europei del '76, anche se soltanto ai calci di rigore (5-3 dopo che i supplementari si conclusero sul 2-2 ). Poi ai Mondiali del 1978, fu eliminata al secondo turno a gironi dopo una sconfitta per 3-2 con l'Austria. Schön si dimise da allenatore e fu sostituito da Jupp Derwall.

La Germania Ovest vincitrice del Campionato europeo 1980

La guida di Derwall iniziò molto bene, dato che la Germania Ovest vinse gli Europei del 1980 battendo il Belgio 2-1 in finale ed ottenendo il secondo titolo continentale. Due anni dopo raggiunse anche la finale del Mondiale del 1982, ma non senza difficoltà. Battuta addirittura all'esordio 2-1 dall'Algeria, riuscì a passare oltre grazie ad un 1-0 sull'Austria, che condannò la stessa Algeria, premiò le due squadre europee e fece chiacchierare molto. Superò il secondo turno eliminando i padroni di casa della Spagna e la temibile Inghilterra e nella semifinale contro la Francia, rimontò da 3-1 a 3-3 nei supplementari, e vinse ai conseguenti rigori 5-4 (prima volta nella storia che una partita di un mondiale si conclude ai rigori). In finale, tuttavia, fu battuta abbastanza agevolmente dall'Italia nello storico 3-1 che portò il mondiale alla nazionale azzurra.

[modifica] L'era Beckenbauer da CT

Dopo una deludente eliminazione al primo turno negli Europei del 1984, Franz Beckenbauer tornò in nazionale, stavolta da allenatore. Nei Mondiali del 1986, la Germania Ovest approdò di nuovo in finale per la seconda volta consecutiva, dopo aver eliminato di nuovo la Francia in semifinale, stavolta con un netto 2-0, ma non riuscì ad imporsi sull'Argentina di Diego Armando Maradona, che vinse 3-2. Nell'Campionato europeo di calcio 1988, le numerose speranze di vittoria tedesche, basate anche sul fattore campo visto che si giocava in Germania, furono infrante dall'Olanda, che batté i teutonici 2-1 in semifinale vendicandosi così in qualche modo della finale del mondiale del 1974.

Nei Mondiali di calcio Italia 1990, la Germania Ovest raggiunse per la terza volta consecutiva la finale, questa volta vincendola. Capitanata da Lothar Matthäus, dopo aver battuto la Jugoslavia 4-1, gli Emirati Arabi Uniti 5-1 e pareggiato 1-1 con la Colombia nel girone eliminatorio, sconfisse negli ottavi l' Olanda 2-1, nei quarti la Cecoslovacchia 1-0 e in semifinale l' Inghilterra 4-3 ai rigori dopo un 1-1 approdando in finale. Qui ritrova l'Argentina del solito Maradona. Dopo un confronto molto duro (definito tra i più brutti della storia del calcio), la Germania Ovest vinse 1-0 grazie ad un rigore all'84° di Andreas Brehme (per questa partita ci furono delle vibranti polemiche che ebbero come protagonista l'arbitro dell'incontro, il messicano Edgardo Codesal Méndez, dato che il rigore si rivelò essere inesistente; egli verrà successivamente squalificato dalla federazione del suo paese per corruzione). Beckenbauer, che vinse il titolo anche come capitano nel 1974, divenne così la seconda persona (dopo Mário Zagallo) ad aver vinto il mondiale da giocatore, capitano e da allenatore, inoltre con questo risultato la Germania Ovest diventa la prima nazionale europea a battere una nazionale sudamericana in finale (impresa che sarà ripetuta otto anni dopo dalla Francia contro il Brasile).

[modifica] La nuova Germania unita

Dopo la vittoria nel 1990, Beckenbauer lasciò la panchina all'assistente Berti Vogts, mentre la caduta del Muro di Berlino e la Riunificazione della Germania portarono alla fusione delle due nazionali in una nuova definitiva Germania. Il periodo di separazione lasciò uno scenario di prestigio per la nazione occidentale, dato che le vittorie di campionati mondiali e tornei europei fino al campionato mondiale di calcio 1990 furono appannaggio della Germania Ovest. La medaglia d'oro alla XXI Olimpiade di Montreal 1976 fu vinta invece dalla Germania Est. Il grosso della nuova nazionale riunificata venne articolato sul gruppo di giocatori della ex-Germania Ovest, pur con l'apporto di molti giocatori della Germania Est, come ad esempio Matthias Sammer, Thomas Doll e Ulf Kirsten.

Tuttavia ad Euro 92, pur raggiungendo la finale, la Germania perse 2-0 contro la sorprendente Danimarca. Ancora peggio nei Mondiali del '94, dove fu eliminata ai quarti con un 2-1 dalla Bulgaria di Hristo Stoichkov dopo essere stati in vantaggio.

La Germania vinse il suo primo ed unico titolo dopo la riunificazione ad Euro 96, diventando campioni europei per la terza volta. Batté l'Inghilterra, paese ospitante, in semifinale ai rigori (6-5, dopo l'1-1 ai tempi regolamentari) e la Repubblica Ceca 2-1 in finale, in una partita decisa da un golden goal di Oliver Bierhoff.

[modifica] La crisi

Dopo la vittoria del 1996, la Germania iniziò un periodo di forte declino, manifestato ancor di più dai risultati molto deludenti in campo internazionale, soprattutto agli Europei, dove gli esiti furono davvero imbarazzanti, discrete invece le partecipazioni ai mondiali. A Francia '98, fu eliminata ai quarti dalla sorprendente Croazia (poi arrivata terza), da un 3-0 senza appello. Vogts lasciò poco dopo il posto ad Erich Ribbeck.

Nel XXI secolo, il calo invece di attenuarsi si è fatto sempre più pesante, rendendo la nazionale tedesca, da una delle più forti e prestigiose, ad una compagine che ha già molte difficoltà a qualificarsi nelle competizioni importanti, collezionando risultati molto deludenti e spesso imbarazzanti. Ad Euro 2000, la Germania non ha neanche vinto una partita, ed è stata subito eliminata nella fase a girone: emblematico l'impietoso 3-0 sofferto contro un Portogallo già qualificato e in campo con le riserve. Rudi Völler rimpiazza Ribbeck, prima come soluzione temporanea, e poi definitivamente dato che il suo successore predestinato, Christoph Daum, viene coinvolto in uno scandalo per droga.

Un'alzata di testa avviene, più per sorteggi e combinazioni fortunati (scarsezza tecnica generale, una serie discutibile di decisioni arbitrali che consentono alla Corea del Sud di arrivare in semifinale e di eliminare squadre quotate e più forti della Germania come la Spagna e l'Italia) e momento ispirato del regista Michael Ballack che reale forza della squadra, ai Mondiali del 2002: le aspettative tedesche erano bassissime, soprattutto in riflesso alle opache prestazioni nelle qualificazioni, inclusa una sconfitta casalinga per 5-1 contro l'Inghilterra. Invece, l'esordio contro l'Arabia Saudita finisce in un roboante 8-0 per la Germania, che pareggia poi 1-1 con l'Irlanda e si qualifica a danno del Camerun. Nei confronti diretti, con una trafila di 1-0 a danno di Paraguay, USA (molto contestato per un rigore non dato agli avversari per fallo di mano sulla linea di porta), Corea del Sud, i tedeschi raggiungono la finale contro il Brasile, che affrontano per la prima volta in un Mondiale. Ma senza Ballack, squalificato, la Germania è poca cosa e capitola per 2-0. Il portiere tedesco Oliver Kahn vince il premio come miglior giocatore del torneo, prima volta per un portiere.

Anche ad Euro 2004 la nazionale tedesca non vince una sola gara, in un girone in cui Olanda e Repubblica Ceca sembrano squadre di un altro pianeta e la esordiente ed umile Lettonia strappa un pareggio inutile per entrambe. Völler si dimette, la DFB deve cercare il terzo commissario tecnico in nemmeno sei anni, a dispetto dei sei dei 75 anni precedenti.

[modifica] L'era Klinsmann

Bandiere tedesche a Bochum per assistere a Germania-Ecuador

Dopo vari rifiuti, tra i quali di Ottmar Hitzfeld ed Otto Rehhagel, l'incarico è affidato a Jürgen Klinsmann, ex attaccante della nazionale, che ha giocato anche nel campionato italiano nelle file dell'Inter e della Sampdoria, ma che non aveva mai allenato prima nella sua carriera. La preparazione ai Mondiali del 2006 in Germania procede però tra molte critiche, specialmente dopo un'imbarazzante prestazione in amichevole contro l'Italia, che a Firenze ha travolto i tedeschi per 4-1 a marzo 2006.

Malgrado la nazionale giochi i Mondiali in casa, molti critici non inseriscono la Germania tra le favorite per la vittoria, sottolineando la carenza di giocatori di qualità nella formazione tedesca e criticando Klinsmann, accusato di lontananza dai calciatori per i suoi continui spostamenti in California, dove ha sede la sua abitazione. Tuttavia, alla fine del torneo il bilancio è assai soddisfacente: la squadra si piazza terza e in tutto il paese si registra un entusiasmo per il calcio riaffiorato con veemenza dopo le negative prestazioni della nazionale negli anni precedenti. Nel Girone A la Germania vince tutte e tre le partite, l'ultima delle quali il 20 giugno 2006 (3-0 contro l'Ecuador). Negli ottavi di finale la formazione di Klinsmann supera per 2-0 la Svezia e nei quarti di finale l'Argentina, con il risultato di 5-3 dopo i calci di rigore. In semifinale la Germania affronta a Dortmund l'Italia in una riedizione della storica semifinale dei Mondiali di Messico '70. La partita, molto combattuta, termina con la vittoria dell'Italia per 2-0 dopo i tempi supplementari, dove la Germania subisce due gol negli ultimi due minuti prima dei rigori. I tedeschi riescono poi a centrare il 3° posto nella manifestazione sconfiggendo il Portogallo per 3-1 nella finale per il 3° e 4° posto, giocata a Stoccarda l'8 luglio.

[modifica] L'era Löw

Il 12 luglio 2006 Klinsmann lasciò la guida della nazionale e fu sostituito dal suo vice, Joachim Löw. Il girone di qualificazione per il campionato d’Europa 2008 dei tedeschi fu assai abbordabile: l'unica rivale di peso fu la Repubblica Ceca, orfana delle sue stelle più rappresentative, che avevano scelto di lasciare la Nazionale. Il nuovo commissario tecnico esordì con tre vittorie consecutive in altrettante partite ufficiali valevoli per le qualificazioni a Euro 2008, contro Irlanda, San Marino e Slovacchia. Il successo contro i sammarinesi (13-0 il 6 settembre 2006) è la vittoria con maggior scarto ottenuta dalla Nazionale tedesca in trasferta. Si tratta anche della peggiore sconfitta di San Marino nella sua storia. Il precedente primato dei tedeschi apparteneva ad un 9-1 inflitto in trasferta al Lussemburgo nel 1934. Il successo contro i diretti avversari, i cechi, portò poi la Germania al primo posto. Alcuni pareggi concessi alla Germania dai rivali consentirono alla squadra di Löw di mantenere il primato. Il 13 ottobre 2007 la Nazionale tedesca si qualificò con largo anticipo per il campionato d’Europa 2008, ma nell'ultima partita fu scavalcata dalla Repubblica Ceca dopo la sconfitta nel secondo scontro diretto.

Alla fase finale di Euro 2008 la Germania si è confermata tra le migliori Nazionali al mondo. Si è classificata seconda nel gruppo B, battendo la Polonia (2-0), perdendo contro la Croazia (2-1) e battendo l'Austria padrona di casa per 1-0. Ai quarti di finale, contro il temibile Portogallo, tra le favorite per la vittoria finale, la Germania ha avuto buon gioco imponendosi per 3-2, dopo essere stata in vantaggio per 2-0 e 3-1. In semifinale ha superato la Turchia per 3-2 in una partita rivelatasi combattuta, malgrado gli infortuni e le squalifiche avessero decimato i turchi. Il gol di Philipp Lahm, realizzato a un minuto dalla fine, ha consentito alla Germania di accedere per la sesta volta ad una finale del Campionato europeo di calcio, dove però verrà battuta dalla Spagna per 1-0.

[modifica] Colori e simboli

Una nazionale tedesca schierata per l'inno nel 2005
La divisa casalinga nell'anno del mondiale ospitato (l'edizione 2006).

Sin dalla sua nascita la nazionale tedesca ha sempre indossato come prima tenuta un completo bianco, a volte con bordini neri, con calzoncini neri e calzettoni bianchi; si trattava dei colori della bandiera della Prussia. Dopo la scissione delle due Germanie, la Germania Ovest ha continuato ad usare questo look casalingo, mentre la DDR ha giocato in azzurro, colore che non verrà mai ripreso.

Nel 1990 appare un vistoso tricolore tedesco che parte dalla spalla destra e copre quasi tutto il petto. La scelta del fornitore tecnico è felice, perché ricollega la caduta del muro di Berlino, la successiva fusione delle due nazionali e la vittoria ai mondiali italiani del '90, pertanto i colori nazionali diventano un motivo frequente per almeno sei anni: ridotti alle spalle nel '92, tornano in maniera molto invasiva nel petto nel '94 ma come rombi tricolori. Nel '96 c'è un ritorno alla semplicità, con una tenuta completamente bianca e nera. Un piccolo tricolore, formato da tre righine orizzontali sul petto, torna nel '98, per poi figurare negli anni successivi in piccoli ornamenti. L'attuale divisa ripropone dei motivi che richiamano la bandiera.

Se la tenuta casalinga, ornamenti a parte, è rimasta quasi sempre invariata anche e nonostante le vicessitudini politiche, molto più tribolata è la storia della divisa da trasferta. La casacca tradizionale tedesca è di color verde, in onore e rispetto dell'Irlanda, unico paese non confinante che accettò un confronto calcistico con la Germania Ovest nell'immediato dopoguerra. La maglia verde, pur non indossata molto frequentemente, ha accompagnato la Germania fino al 1998. Dopodiché è cominciata una lenta evoluzione, dettata dalle leggi del merchandising, che ha visto l'introduzione di una grossa banda bianca verticale in una maglia verde azzurrato, per poi passare a una divisa completamente diversa prima grigia, poi nera e, negli ultimi tempi, rossa.

Il simbolo della nazionale tedesca non è quello della DFB, ma una tradizionale aquila nera stilizzata, che richiama lo stemma nazionale.

Il fornitore tecnico è, oramai da alcuni decenni, il gruppo tedesco Adidas.

[modifica] Statistiche e aneddoti

  • La prima partita in campo internazionale della nazionale tedesca fu giocata il 5 aprile 1908 a Basilea in Svizzera contro la nazionale elvetica, i tedeschi persero per 5 a 3. La vittoria con più gol (16-0) fu contro la nazionale di calcio russa il 1° luglio 1912 a Stoccolma in Svezia. La partita in cui subirono più gol fu giocata il 16 marzo 1909 ad Oxford in Inghilterra; i tedeschi persero 0-9 contro la nazionale inglese.
  • I tedeschi hanno giocato sedici volte per la coppa del mondo, la prima nel 1934. Vinsero nel 1954, 1974 e nel 1990. Fecero il loro esordio nel campionato europeo nel 1972, ed hanno giocato in tutto dieci edizioni. Trionfarono in questo torneo nel 1972, 1980 e 1996.
  • Capitani onorari della squadra (Ehrenspielführer) sono Fritz Walter, Uwe Seeler, Franz Beckenbauer e Lothar Matthäus. Il giocatore che ha giocato più partite nella squadra è Lothar Matthäus con 150 presenze. Ha segnato il maggior numero di gol (68) nella nazionale Gerd Müller.
  • La Germania, così come alcune altre nazionali dotate di più impianti di alto livello, non ha uno stadio nazionale, pertanto la formazione teutonica gioca ogni volta in uno stadio diverso scelto a rotazione.
  • La nazionale tedesca ha disputato due volte la FIFA Confederations Cup, nel 1999 (uscita al primo turno) e nel 2005 (terzo posto) come paese organizzatore.
  • Curioso il fatto che la Germania per circa 10 anni non abbia più battuto nessuna squadra europea nelle fasi finali né di un Mondiale né di un Europeo dalla sua vittoria contro la Repubblica Ceca ad Euro 96. Questa tradizione inusuale si è però interrotta il 14 giugno 2006 in occasione dei Mondiali di calcio ove la Germania padrona di casa ha battuto per 1-0 la Polonia nel suo ex-stadio portafortuna, il Westfalenstadion. Per gli europei invece la situazione dal 1996 è cambiata solo l'8 giugno 2008, quando la Germania ha battuto nella gara d'esordio degli Europei 2008 la Polonia per 2-0. Quindi ora come ora si può dire in maniera sicura che la Germania ha superato sia nei Mondiali che negli Europei quella tendenza al non vincere per circa 10 anni contro una nazionale europea.
  • Dalla sconfitta ai calci di rigore patita contro la Cecoslovacchia nell'Europeo del '76, la Germania non ha perso più alcun confronto dagli 11 metri. In particolare, l'Inghilterra ha pagato due volte, sempre in semifinale, questa tendenza negli anni 90. L'attaccante inglese Gary Lineker disse una volta: "Il calcio è un gioco molto semplice, dove 22 uomini rincorrono un pallone e, alla fine, vincono i tedeschi." In realtà questa affermazione ironica, trova riscontro a metà, dato che le formazioni tedesche sono quelle che hanno perso più finali di tutti (talvolta anche in maniera molto sfortunata), per esempio ai Mondiali o nelle finali di Champions League.
  • La Germania ha una storia particolarmente intrecciata con la Svizzera: la prima Germania di sempre esordì con gli elvetici, così come la Germania Ovest dopo la Seconda guerra mondiale nel 1950, quando era ancora esclusa da quasi tutte le organizzazioni internazionali, così come il primo match della Germania nuovamente unita nel 1990. Molte delle partite casalinghe (7 dal 1911) furono disputate a Stoccarda nel Gottlieb-Daimler-Stadion. Klaus Fischer inoltre segnò l'"ARD Goal of the Century" proprio in questo stadio, proprio contro la Svizzera nel 1977, con una "rovesciata" ("Fallrückzieher"), una delle sue specialità, presente anche in un 3-3 di pareggio al 108° minuto nei Mondiale del 1982 contro la Francia.

[modifica] Rosa

L'ultima convocazione, valida per i mondiali di calcio Germania 2006, prevede questa rosa:


Germania per i Mondiali 2006
Commissario tecnico: Bandiera della Germania Jürgen Klinsmann
Nome
Provenienza
Nome
Provenienza
Portieri
01. J. Lehmann Arsenal 12. O. Kahn Bayern M.
23. T. Hildebrand Stoccarda
Difensori
02. M. Jansen Borussia M. 03. A. Friedrich
Hertha
04. R. Huth Chelsea 05. S. Kehl Borussia D.
06. J. Nowotny Leverkusen 16. P. Lahm  Bayern M.
17. P. Mertesacker Werder Brema 21. C. Metzelder Real Madrid.
{{{ND9}}} {{{Dif 9}}} {{{logod9}}} {{{Appartenenza D9}}} {{{ND10}}} {{{Dif 10}}} {{{logod10}}} {{{Appartenenza D10}}}
Centrocampisti
07. B. Schweinsteiger   Bayern M. 08. T. Frings Werder B.
13. M. Ballack (C) Chelsea 15. T. Hitzlsperger Stoccarda
18. T. Borowski Werder B. 19. B. Schneider Leverkusen
{{{NC7}}} {{{Cen 7}}} {{{logoc7}}} {{{Appartenenza C7}}}
{{{NC9}}} {{{Cen 9}}} {{{logoc9}}} {{{Appartenenza C9}}} {{{NC10}}} {{{Cen 10}}} {{{logoc10}}} {{{Appartenenza C10}}}
Attaccanti
09. M. Hanke
Wolfsburg
10. O. Neuville Borussia M.
11. M. Klose Bayern Monaco 14. G. Asamoah Schalke 04
20. L. Podolski Bayern Monaco 22. D. Odonkor Borussia D.



[modifica] Palmarès

1954, 1974, 1990
1972, 1980, 1996

[modifica] Partecipazioni ai tornei internazionali

[modifica] Mondiali

Anno Partite Vittorie Pareggi Sconfitte Gol fatti Gol subiti
come Germania
1930 Non partecipante
1934 Terzo posto 4 3 0 1 11 8
1938 1° turno 2 0 1 1 3 5
come Germania Ovest
1950 Non partecipante
1954 Campioni 6 5 0 1 25 14
1958 Quarto posto 6 2 2 2 12 14
1962 Quarti di finale 4 2 1 1 4 2
1966 Secondo posto 6 4 1 1 15 6
1970 Terzo posto 6 5 0 1 17 10
1974 Campioni 7 6 0 1 13 4
1978 2° turno 6 1 4 1 10 5
1982 Secondo posto 7 3 2 2 12 10
1986 Secondo posto 7 3 2 2 8 7
1990 Campioni 7 6 1 0 15 5
come Germania
1994 Quarti di finale 5 3 1 1 9 7
1998 Quarti di finale 5 3 1 1 8 6
2002 Secondo posto 7 5 1 1 14 3
2006 Terzo posto 7 5 1 1 14 6
Totale 92 55 19 18 190 112

[modifica] Europei

Anno Partite Vittorie Pareggi Sconfitte Gol fatti Gol subiti
come Germania Ovest
1960 Non partecipante
1964 Non partecipante
1968 Non qualificata
1972 Campioni 2 2 0 0 5 1
1976 Secondo posto 2 1 1 0 6 4
1980 Campioni 4 3 1 0 6 3
1984 1° turno 3 1 1 1 2 2
1988 Semifinali 4 2 1 1 6 3
come Germania
1992 Secondo posto 5 2 1 2 7 8
1996 Campioni 6 4 2 0 10 3
2000 1° turno 3 0 1 2 1 5
2004 1° turno 3 0 2 1 2 3
2008 Secondo posto 6 4 0 2 10 7
Totale 38 19 10 9 55 39

[modifica] Giocatori storici

   

* = hanno giocato anche nella Germania Est.

[modifica] Allenatori

Nome Periodo Partite Vittorie Pareggi Sconfitte
Comitato DFB 1908-1927 63 18 13 32
Otto Nerz 1928-1936 70 42 10 18
Sepp Herberger 1936-1964 162 92 26 44
Helmut Schön 1964-1978 139 87 30 22
Jupp Derwall 1978-1984 67 45 11 11
Franz Beckenbauer 1984-1990 66 36 17 13
Berti Vogts 1990-1998 102 67 23 12
Erich Ribbeck 1998-2000 24 10 6 8
Rudi Völler 2000-2004 53 29 11 13
Jürgen Klinsmann 2004-2006 34 21 7 6
Joachim Löw 2006- 18 13 3 2
Totale 798 460 157 181

[modifica] Record individuali

Seguono le classifiche relative alle maggiori presenze e la classifica cannonieri di sempre per la Germania, aggiornate all'29 giugno 2008 (* indica giocatori ancora in attività):

Record presenze

# Giocatore Periodo Presenze  Reti 
1 Lothar Matthäus 1980-2000 150 23
2 Jürgen Klinsmann 1987-1998 108 47
3 Jürgen Kohler 1986-1998 105 2
4 Franz Beckenbauer 1965-1977 103 14
5 Thomas Häßler 1988-2000 101 27
6 Berti Vogts 1967-1978 96 1
7 Sepp Maier 1966-1979 95 0
7 Karl-Heinz Rummenigge 1976-1986 95 45
9 Rudi Völler 1982-1994 90 47
10 Michael Ballack* 1999-oggi 87 38

Record reti

# Giocatore Periodo    Reti  Presenze Reti/pr.
1 Gerd Müller 1966-1974 68 62 1.1
2 Rudi Völler 1982-1994 47 90 0.52
2 Jürgen Klinsmann 1987-1998 47 108 0.44
4 Karl-Heinz Rummenigge 1976-1986 45 95 0.47
5 Miroslav Klose* 2001-oggi 44 84 0.52
6 Uwe Seeler 1954-1970 43 72 0.6
7 Michael Ballack* 1999-oggi 39 88 0.44
8 Oliver Bierhoff 1996-2002 37 70 0.53
9 Fritz Walter 1940-1958 33 61 0.54
10 Klaus Fischer 1977-1982 32 45 0.71


[modifica] Record presenze e reti di ex-giocatori della Germania Est nella Nazionale della Germania

Nome Presenze con la Germania Est Reti con la Germania Est Presenze con la Germania Reti con la Germania Totale presenze Totale reti
Ulf Kirsten 49 (1985 - 1990) 14 51 (1992 - 2000) 20 100 34
Matthias Sammer 23 (1986 - 1990) 6 51 (1990 - 1997) 8 74 14
Andreas Thom 51 (1984 - 1990) 16 10 (1990 - 1992) 2 61 18
Thomas Doll 29 (1986 - 1990) 7 18 (1990 - 1993) 1 47 8
Darius Wosz 7 (1989 - 1990) - 17 (1997 - 2000) 1 24 1
Olaf Marschall 4 (1984 - 1989) - 13 (1994 - 1999) 3 17 3
Haiko Scholz 7 (1987 - 1990) - 1 (1992) - 8 -
Dirk Schuster 4 (1990) - 3 (1991) - 7 -
Per i giocatori che hanno giocato solo nella Nazionale della Germania Est, vedi la voce Nazionale di calcio della Germania dell'Est

[modifica] Confronti con altre Nazionali

Tra gli avversari nazionali contro cui sono stati disputati almeno 10 incontri, la Germania presenta i seguenti saldi:

[modifica] Saldo positivo

Nazionale Giocate Vinte Nulle Perse Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
Bandiera della Svizzera Svizzera 49 35 6 8 26 marzo 2008 26 aprile 2000 1 febbraio 1942
Bandiera dell'Olanda Olanda 37 13 14 10 24 aprile 1996 17 agosto 2005 20 novembre 2002
Bandiera dell'Austria Austria 33 19 6 8 16 giugno 2008 18 novembre 1992 29 ottobre 1986
Bandiera della Svezia Svezia 33 14 6 13 16 agosto 2006 31 marzo 1988 27 giugno 1971
Bandiera della Jugoslavia Jugoslavia 25 14 4 7 10 giugno 1990 4 giugno 1988 9 maggio 1973
Bandiera della Danimarca Danimarca 24 14 2 8 27 marzo 1996 24 settembre 1958 28 marzo 2007
Bandiera del Belgio Belgio 22 17 1 4 30 marzo 2004 22 settembre 1982 26 settembre 1954
Bandiera della Bulgaria Bulgaria 21 16 2 3 15 novembre 1995 20 agosto 2002 7 giugno 1995
Bandiera della Finlandia Finlandia 20 15 4 1 31 marzo 1999 6 ottobre 2001 12 agosto 1923
Bandiera della Norvegia Norvegia 19 13 5 1 14 novembre 2001 2 novembre 1930 5 novembre 1933
Bandiera della Spagna Spagna 20 8 6 6 16 agosto 2000 22 novembre 1995 29 giugno 2008
Bandiera della Turchia Turchia 18 12 3 3 25 giugno 2008 9 ottobre 1999 8 ottobre 2005
Bandiera della Cecoslovacchia Cecoslovacchia 17 10 4 3 1 luglio 1990 22 aprile 1992 11 ottobre 1978
Bandiera dell'Irlanda Irlanda 16 7 4 5 2 settembre 2006 13 ottobre 2007 29 maggio 1994
Bandiera della Polonia Polonia 15 11 4 0 8 giugno 2008 1 giugno 1978 -
Bandiera del Portogallo Portogallo 15 7 5 3 19 giugno 2008 6 giugno 1997 20 giugno 2000
Bandiera della Scozia Scozia 15 6 5 4 10 settembre 2003 7 giugno 2003 28 aprile 1999
Bandiera dell'Albania Albania 14 13 1 0 6 giugno 2001 17 dicembre 1967 -
Bandiera dell'Irlanda del Nord Irlanda del Nord 14 8 4 2 4 giugno 2005 9 novembre 1996 16 novembre 1983
Bandiera del Galles Galles 14 7 5 2 8 settembre 2007 21 novembre 2007 14 maggio 2002
Bandiera del Lussemburgo Lussemburgo 13 12 0 1 5 giugno 1998 - 26 marzo 1939
Bandiera della Romania Romania 12 7 3 2 12 settembre 2007 12 giugno 2000 28 aprile 2004
Bandiera dell'URSS URSS 11 8 0 3 27 marzo 1991 - 28 agosto 1985
Bandiera del Messico Messico 10 4 5 1 29 giugno 2005 22 dicembre 1993 15 giugno 1985

[modifica] Saldo neutro

Nazionale Giocate Vinte Nulle Perse Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
Bandiera dell'Ungheria Ungheria 32 11 10 11 15 agosto 2001 12 ottobre 1994 6 giugno 2004

[modifica] Saldo negativo

Nazionale Giocate Vinte Nulle Perse Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
Bandiera dell'Italia Italia 29 7 8 14 21 giugno 1995 19 giugno 1996 4 luglio 2006
Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra 31 10 6 15 22 agosto 2007 26 giugno 1996 19 novembre 2008
Bandiera della Francia Francia 23 7 6 10 12 agosto 1987 12 novembre 2005 16 novembre 2003
Bandiera del Brasile Brasile 20 3 5 12 17 novembre 1993 8 settembre 2004 25 giugno 2005
Bandiera dell'Argentina Argentina 17 5 5 7 8 luglio 1990 30 giugno 2006 17 aprile 2002

NB:Come da regolamento FIFA le gare terminate ai rigori contro Cecoslovacchia (20 giugno 1976, persa), Francia (8 luglio 1982, vinta), Messico (21 giugno 1986, vinta), Svezia (31 marzo 1988, persa), Inghilterra (4 luglio 1990 e 26 giugno 1996, vinte) e Argentina (30 giugno 2006, vinta) sono considerate partite pareggiate.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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