Nazionale di calcio della Germania
|
|||
|---|---|---|---|
| Uniformi di gara
|
|||
| Sport | |||
| Federazione | DFB Deutscher Fußball-Bund |
||
| Confederazione | UEFA | ||
| Codice FIFA | GER | ||
| Soprannome | Die Nationalelf | ||
| Selezionatore | |||
| Record presenze | Lothar Matthäus (150) | ||
| Capocannoniere | Gerd Müller (68) | ||
| Stadio | Allianz Arena | ||
| Ranking FIFA | 2º[1] | ||
| Esordio internazionale | |||
Basilea, Svizzera; 5 aprile 1908 |
|||
| Migliore vittoria | |||
Stoccolma, Svezia; 1º luglio 1912 |
|||
| Peggiore sconfitta | |||
Oxford, Inghilterra; 16 marzo 1909 |
|||
| Campionato del mondo | |||
| Partecipazioni | 17 (esordio: 1934) | ||
| Miglior risultato | Campioni nel 1954, 1974, 1990 | ||
| Campionato d'Europa | |||
| Partecipazioni | 11 (esordio: 1972) | ||
| Miglior risultato | Campioni nel 1972, 1980, 1996 | ||
| Confederations Cup | |||
| Partecipazioni | 2 (esordio: 1999) | ||
| Miglior risultato | Terzo posto nel 2005 | ||
La Nazionale di calcio tedesca (ted. Deutsche Fußballnationalmannschaft) è la rappresentativa calcistica della Germania ed è posta sotto l'egida della Deutscher Fussball-Bund.
È una delle Nazionali di calcio più forti e titolate della storia. Si è aggiudicata per tre volte sia i campionati mondiali sia quelli europei. Nelle medesime competizioni è giunta a disputare la partita finale rispettivamente sette e sei volte: in entrambi i casi si tratta di un record. Inoltre è arrivata tra le prime quattro per dodici volte al Mondiale ed otto volte all'Europeo, ed anche queste prestazioni rappresentano un record. Complessivamente è la nazionale europea con il maggior numero di partecipazioni e di partite disputate nelle due competizioni, non avendo partecipato a due Mondiali come la nazionale italiana, che, però, in un caso ha mancato la qualificazione sul campo (nel 1930 per rinuncia e nel 1950 esclusa in seguito alla seconda guerra mondiale) e tre europei, competizione dove è la nazionale con il maggior numero di partecipazioni (11) (i primi due, nel 1960 e nel 1964, per rinuncia, ed il terzo, nel 1968, per mancata qualificazione dopo un pareggio nel girone eliminatorio per 0-0 in Albania). Pertanto delle cinque edizioni tra Europei e Mondiali a cui i tedeschi non hanno partecipato solo una volta hanno mancato la qualificazione sul campo. È, pertanto, la nazionale europea con la migliore continuità di risultati nelle due competizioni. A livello europeo condivide il record di vittorie (tre) con la nazionale spagnola. Nel mondiale è attualmente la nazionale con il maggior numero di partite disputate in assoluto, avendo giocato due partite in più della nazionale brasiliana, nonostante due partecipazioni in meno della squadra sudamericana.
Partì prima nella Classifica mondiale della FIFA, creata ad agosto 1993, ritrovando altre volte la vetta nel corso di quell'anno e del successivo; la posizione peggiore è stata il 22º posto di marzo 2006. Al momento occupa il 2º posto della graduatoria.[1]
Il capitano della squadra è il difensore Philipp Lahm.
Storia[modifica]
I primi anni[modifica]
|
Marcatori: SVIZZERA: Dreyfuss – Henneberg, Hug – Strauss, Megroz, Lehmann – Rubli, Pfeiffer, Kämpfer, Isenegger, Kobelt. GERMANIA: Baumgarten – Jordan, Hempel – Ludwig, Hiller (capitano), Weymar – Hensel, Förderer, Kipp, Becker, Baumgärtner. Arbitro: Devitte (Svizzera) |
Tra il 1899 ed il 1901 ci furono ben cinque partite non ufficiali fra diverse selezioni tedesche e inglesi, tutte terminate in clamorose sconfitte per i teutonici. Otto anni dopo la fondazione della DFB, fu disputata la partita d'esordio della nazionale ufficiale tedesca, precisamente il 5 aprile 1908, contro la Svizzera a Basilea, che però fu vinta dagli elvetici 5-3.
Da notare che a quel tempo non c'era un CT e i giocatori vennero direttamente convocati dalla federazione.
La Germania partecipò al torneo olimpico di calcio 1912 venendo subito eliminata al turno preliminare dall'Austria per 5-1. Al torneo di consolazione per le squadre eliminate al turno preliminare e al primo turno arrivò fino in semifinale dove fu eliminata dall'Ungheria per 3-1.
Il primo commissario tecnico della squadra fu Otto Nerz, un insegnante scolastico di Mannheim, che guidò la squadra dal 1926 al 1936. La Germania arrivò terza nel Mondiale del 1934, che fu anche la sua prima apparizione ad un torneo iridato. Due anni dopo l'incarico fu affidato a Sepp Herberger.
Dopo che l'Austria (avente all'epoca una grande selezione nazionale) fu annessa alla Germania nel 1938 nell'Anschluss, i giocatori austriaci del Rapid Vienna (che fu tra l'altro l'unica austriaca a vincere la Bundesliga) si aggiunsero alla selezione teutonica in breve tempo per motivi politici. Tuttavia, nei Mondiali del 1938, la Germania unita fu eliminata al primo turno (in un doppio confronto con la Svizzera), unica volta per la squadra in un campionato del mondo.
Il secondo dopoguerra[modifica]
| Per approfondire, vedi Nazionale di calcio della Germania dell'Est. |
Al termine della Seconda guerra mondiale, con la Germania ormai divisa in due entità politiche differenti, Repubblica Democratica tedesca e la Repubblica Federale tedesca, e devastata dalla guerra, la situazione calcistica era alquanto problematica. Si formò un'altra federazione che si staccò dalla DFB per amministrare indipendentemente il calcio nella Germania dell'Est, formando una propria nazionale. Oltre a questo, la formazione tedesca, ormai nazionale della Germania Ovest, non era vista di buon occhio: per i primi anni solo le vicine Svizzera ed Austria, oltre che la Turchia giocarono con la Germania Ovest. Fu la Repubblica d'Irlanda ad interrompere questo tabù ed accordarsi con la DFB per un partita.
Oltre alla poca considerazione internazionale, i tedeschi non furono ammessi ai Mondiali del 1950 in Brasile, ma paradosso volle che vincessero il successivo nel 1954 in Svizzera, guidati da Fritz Walter e ancora allenati da Sepp Herberger. Giocarono la finale contro la favoritissima Ungheria, che li aveva battuti 8-3 in una partita del primo turno, conseguendo una rimonta incredibile dopo essere caduti in svantaggio di ben due reti: la terza marcatura fu messa a segno da Helmut Rahn a sei minuti dal termine. Questo successo incredibile fu chiamato Miracolo di Berna, che creò un senso di euforia nella Germania del dopoguerra ed è accreditato come uno degli episodi chiave della ripresa economica del Paese.
Sconfitte leggendarie[modifica]
Conclusasi con un quarto posto l'avventura al Mondiale del 1958 e raggiunti i quarti di finale in quello del 1962, Helmut Schön divenne allenatore nel 1964. Il cambio in panchina portò i suoi frutti, dato che nei Mondiali del 1966, la Germania Ovest raggiunse la finale, trovandosi di fronte però l'Inghilterra padrona di casa a Wembley. Soltanto un gol all'ultimo minuto di Wolfgang Weber portò la situazione in pareggio e aprì lo scenario dei tempi supplementari, ma due gol di Geoff Hurst, che segnò una prestigiosa tripletta, coronarono campione l'Inghilterra per 4-2. Tuttavia il primo gol nei supplemantari di Hurst, soprannominato Wembley-Tor (Wembley gol) in Germania, è entrato nella storia come uno dei gol più contestati e controversi. Molti tedeschi credettero che il gol fosse stato regalato dall'arbitro per errore dei guardalinee, ed una ricerca della Oxford University portata a termine nel 1995 usando un'analisi video al computer, determinò che effettivamente la palla non avrebbe oltrepassato la linea di porta. Comunque, anche il pareggio di Weber non fu esente da polemiche, dato che il pallone prima dell'assist decisivo fu toccato con una mano dal suo compagno. Nelle qualificazioni al successivo Campionato Europeo del 1968 i tedeschi furono eliminati nel girone di qualificazione dopo un pareggio per 0-0 in Albania. È stato questo fino ad oggi l'unico caso della mancata qualificazione alla fase finale di un Europeo da parte dei tedeschi, non avendo preso parte alle due edizioni precedenti.
Un'altra memorabile sconfitta tedesca ai supplementari avvenne nei Mondiali del 1970 in Messico, questa volta in semifinale contro l'Italia allo Estadio Azteca. Karl-Heinz Schnellinger pareggiò nei minuti di recupero portando il risultato sull'1-1 e durante i supplementari entrambe le squadre passarono in testa, prima la Germania con un gol di Gerd Müller; il capitano Franz Beckenbauer rimase in campo con una spalla slogata ed il braccio disgiunto dal resto del corpo. L'Italia poi si impose per quel che ormai è conosciuto come "4-3 messicano", aggiudicandosi la partita più combattuta e drammatica mai disputata in un mondiale, talmente epica ormai che viene chiamata Jahrhundertspiel ("Partita del secolo") anche in Germania. La formazione teutonica si dovette accontentare di un terzo posto ottenuto con un risultato di misura (1-0) sull'Uruguay, mentre Gerd Müller si aggiudicò la classifica marcatori della competizione con 10 reti.
Il secondo trionfo[modifica]
Nel 1971, Franz Beckenbauer divenne capitano della Germania Ovest e la guidò alla conquista prima dell'Europeo successivo e poi del mondiale disputato in casa. La prima vittoria del torneo continentale, nel 1972 si concretizzò con una vittoria netta per 3-0 sull'Unione Sovietica. Due anni dopo, al Campionato mondiale di calcio 1974, fu il turno dell'Olanda di Johan Cruyff, che perse nella finale disputata all'Stadio Olimpico di Monaco di Baviera per 2-1.
Una storica partita tra le due compagini tedesche si giocò ad Amburgo il 22 giugno del 1974 nella fase finale del mondiale di quell'anno: vinse la DDR 1-0 grazie ad un gol di Jürgen Sparwasser: secondo molti la partita in oggetto fu combinata per consentire alle due selezioni il passaggio di turno, con reciproco vantaggio (la Ovest, perdendo, evitò il girone di ferro con Olanda, Brasile e Argentina).
Dal 1974 al 1982[modifica]
La Germania Ovest fallì nell'intento di difendere entrambi i titoli. Prima si arrese alla Cecoslovacchia nella finale degli Europei del '76, anche se soltanto ai calci di rigore (5-3 dopo che i supplementari si conclusero sul 2-2). Poi ai Mondiali del 1978, fu eliminata al secondo turno a gironi dopo una sconfitta per 3-2 con l'Austria. Schön si dimise da allenatore e fu sostituito da Jupp Derwall.
La guida di Derwall iniziò molto bene, dato che la Germania Ovest vinse gli Europei del 1980 battendo il Belgio 2-1 in finale ed ottenendo il secondo titolo continentale. Due anni dopo raggiunse anche la finale del Mondiale del 1982, ma non senza difficoltà. Battuta addirittura all'esordio 2-1 dall'Algeria, riuscì a passare oltre grazie ad un 1-0 sull'Austria, che condannò la stessa Algeria, premiò le due squadre europee e fece chiacchierare molto. Superò il secondo turno eliminando i padroni di casa della Spagna e la temibile Inghilterra e nella semifinale contro la Francia, rimontò da 3-1 a 3-3 nei supplementari, e vinse ai conseguenti rigori 5-4 (prima volta nella storia che una partita di un mondiale si concluse ai rigori). In finale, tuttavia, fu battuta abbastanza agevolmente dall'Italia nello storico 3-1 che portò il mondiale alla nazionale azzurra.
L'era Beckenbauer da CT[modifica]
Dopo l'eliminazione al primo turno negli Europei del 1984, Franz Beckenbauer tornò in Nazionale, stavolta da allenatore. Nei Mondiali del 1986 la Germania Ovest approdò di nuovo in finale per la seconda volta consecutiva, dopo aver eliminato di nuovo la Francia in semifinale, stavolta con un netto 2-0, ma non riuscì ad imporsi sull'Argentina, che vinse 3-2. Nell'Campionato europeo di calcio 1988 giocato in Germania, la squadra perse per 2-1 contro l'Olanda in semifinale.
Nei Mondiali di calcio Italia 1990 la Germania Ovest raggiunse per la terza volta consecutiva la finale, questa volta vincendola. Capitanata da Lothar Matthäus, dopo aver battuto la Jugoslavia per 4-1, gli Emirati Arabi Uniti 5-1 e pareggiato 1-1 con la Colombia nel girone eliminatorio, sconfisse negli ottavi l'Olanda 2-1, nei quarti la Cecoslovacchia 1-0 e in semifinale l'Inghilterra 4-3 ai rigori dopo un 1-1 approdando in finale. Qui ritrova l'Argentina del solito Maradona. Dopo un confronto molto duro (definito tra i più brutti della storia del calcio), la Germania Ovest vinse 1-0 grazie ad un rigore all'84' di Andreas Brehme. Beckenbauer, che vinse il titolo anche come capitano nel 1974, divenne così la seconda persona (dopo Mário Zagallo) ad aver vinto il mondiale da giocatore, capitano e da allenatore, inoltre con questo risultato la Germania Ovest diventa la prima Nazionale europea a battere una Nazionale sudamericana in finale (impresa che sarà ripetuta otto anni dopo dalla Francia contro il Brasile).
La nuova Germania unita[modifica]
Dopo la vittoria nel 1990, Beckenbauer lasciò la panchina all'assistente Berti Vogts, mentre la caduta del Muro di Berlino e la riunificazione tedesca portarono alla fusione delle due nazionali in una nuova definitiva Germania. Il periodo di separazione lasciò uno scenario di prestigio per la nazione occidentale, dato che le vittorie di campionati mondiali e tornei europei fino al campionato mondiale di calcio 1990 furono appannaggio della Germania Ovest. La medaglia d'oro alla XXI Olimpiade di Montreal 1976 fu vinta invece dalla Germania Est. Il grosso della nuova nazionale riunificata venne articolato sul gruppo di giocatori della ex-Germania Ovest, pur con l'apporto di vari giocatori della Germania Est, come ad esempio Matthias Sammer, Thomas Doll e Ulf Kirsten.
Tuttavia ad Euro '92, pur raggiungendo la finale, la Germania perse 2-0 contro la sorprendente Danimarca. Ancora peggio nei Mondiali del 1994, dove fu eliminata ai quarti con un 2-1 dalla Bulgaria di Hristo Stoichkov dopo essere stati in vantaggio.
La Germania vinse il suo primo ed unico titolo dopo la riunificazione ad Euro 96, diventando campioni europei per la terza volta. Batté l'Inghilterra, paese ospitante, in semifinale ai rigori (6-5, dopo l'1-1 ai tempi regolamentari) e la Repubblica Ceca 2-1 in finale, in una partita decisa da un golden goal di Oliver Bierhoff.
La crisi e la finale persa nel 2002[modifica]
Dopo la vittoria agli Europei del 1996, la Germania iniziò un periodo di declino: a Francia '98 fu eliminata ai quarti dalla Croazia (poi arrivata terza), con un 3-0. Vogts lasciò poco dopo il posto ad Erich Ribbeck.
Ad Euro 2000 la Germania non ha neanche vinto una partita, ed è stata subito eliminata nella fase a girone: la squadra perde per 3-0 contro il Portogallo già qualificato e in campo con le riserve. Rudi Völler rimpiazza Ribbeck, prima come soluzione temporanea, e poi definitivamente dato che il suo successore predestinato, Christoph Daum, viene coinvolto in uno scandalo per droga.[senza fonte]
I tedeschi si risollevano al Mondiali del 2002: ispirati dal regista Michael Ballack e dai gol di Miroslav Klose, sovvertono le scarse aspettative della vigilia, dettate soprattutto dalle opache prestazioni nelle qualificazioni, inclusa una sconfitta casalinga per 5-1 contro l'Inghilterra. All'esordio contro l'Arabia Saudita la Nazionale di Völler vince per 8-0. La Germania pareggia poi 1-1 con l'Irlanda e si qualifica a danno del Camerun. Nei confronti diretti, con una striscia di 1-0 contro Paraguay, USA (molto contestato per un rigore non dato agli avversari per fallo di mano sulla linea di porta) e Corea del Sud, i tedeschi raggiungono la finale contro il Brasile, che affrontano per la prima volta in un Mondiale. Senza Ballack, squalificato, la Germania non è la stessa e capitola per 2-0. Il portiere tedesco Oliver Kahn vince il premio come miglior giocatore del torneo, prima volta per un estremo difensore.
Ad Euro 2004 la Nazionale tedesca non vince alcuna gara, in un girone con Olanda, Repubblica Ceca e Lettonia. Völler si dimette: la DFB deve cercare il terzo commissario tecnico in nemmeno sei anni, contro i sei dei 75 anni precedenti.
L'era Klinsmann[modifica]
Dopo vari rifiuti, tra i quali di Ottmar Hitzfeld ed Otto Rehhagel, l'incarico è affidato a Jürgen Klinsmann, ex attaccante della nazionale, che ha giocato anche nel campionato italiano nelle file dell'Inter e della Sampdoria, ma che non aveva mai allenato prima nella sua carriera. La preparazione ai Mondiali del 2006 in Germania procede però tra molte critiche, specialmente dopo un'imbarazzante prestazione in amichevole contro l'Italia, che a Firenze ha travolto i tedeschi per 4-1 a marzo 2006.
Malgrado la nazionale giochi i Mondiali in casa, molti critici non inseriscono la Germania tra le favorite per la vittoria, sottolineando la carenza di giocatori di qualità nella formazione tedesca e criticando Klinsmann, accusato di lontananza dai calciatori per i suoi continui spostamenti in California, dove ha sede la sua abitazione. Tuttavia, alla fine del torneo il bilancio è assai soddisfacente: la squadra si piazza terza e in tutto il paese si registra un entusiasmo per il calcio riaffiorato con veemenza dopo le negative prestazioni della nazionale negli anni precedenti. Nel Girone A la Germania vince tutte e tre le partite, l'ultima delle quali il 20 giugno 2006 (3-0 contro l'Ecuador). Negli ottavi di finale la formazione di Klinsmann supera per 2-0 la Svezia e nei quarti di finale l'Argentina, con il risultato di 5-3 dopo i calci di rigore. In semifinale la Germania affronta a Dortmund l'Italia in una riedizione della storica semifinale dei Mondiali di Messico '70. La partita, molto combattuta, termina con la vittoria dell'Italia per 2-0 dopo i tempi supplementari, dove la Germania subisce due gol negli ultimi due minuti prima dei rigori. I tedeschi riescono poi a centrare il 3º posto nella manifestazione sconfiggendo il Portogallo per 3-1 nella finale per il 3º e 4º posto, giocata a Stoccarda l'8 luglio.
L'era Löw[modifica]
Il 12 luglio 2006 Klinsmann lasciò la guida della nazionale e fu sostituito dal suo vice, Joachim Löw. Il girone di qualificazione per il campionato d'Europa 2008 dei tedeschi fu assai abbordabile: l'unica rivale di peso fu la Repubblica Ceca, orfana delle sue stelle più rappresentative, che avevano scelto di lasciare la Nazionale. Il nuovo commissario tecnico esordì con tre vittorie consecutive in altrettante partite ufficiali valevoli per le qualificazioni a Euro 2008, contro Irlanda, San Marino e Slovacchia. Il successo contro i sammarinesi (13-0 il 6 settembre 2006) è la vittoria con maggior scarto ottenuta dalla Nazionale tedesca in trasferta. Si tratta anche della peggiore sconfitta di San Marino nella sua storia. Il precedente primato dei tedeschi apparteneva ad un 9-1 inflitto in trasferta al Lussemburgo nel 1934. Il successo contro i diretti avversari, i cechi, portò poi la Germania al primo posto. Alcuni pareggi concessi alla Germania dai rivali consentirono alla squadra di Löw di mantenere il primato. Il 13 ottobre 2007 la Nazionale tedesca si qualificò con largo anticipo per il campionato d'Europa 2008, ma nell'ultima partita fu scavalcata dalla Repubblica Ceca dopo la sconfitta nel secondo scontro diretto.
Alla fase finale di Euro 2008 la Germania si è confermata tra le migliori Nazionali al mondo. Si è classificata seconda nel gruppo B, battendo la Polonia (2-0), perdendo contro la Croazia (2-1) e battendo l'Austria padrona di casa per 1-0. Ai quarti di finale, contro il temibile Portogallo, tra le favorite per la vittoria finale, la Germania ha avuto buon gioco imponendosi per 3-2, dopo essere stata in vantaggio per 2-0 e 3-1. In semifinale ha superato la Turchia per 3-2 in una partita rivelatasi combattuta, malgrado gli infortuni e le squalifiche avessero decimato i turchi. Il gol di Philipp Lahm, realizzato a un minuto dalla fine, ha consentito alla Germania di accedere per la sesta volta ad una finale del Campionato europeo di calcio, dove però verrà battuta dalla Spagna per 1-0.
Qualificatasi al Campionato mondiale di calcio 2010 dopo aver superato Liechtenstein, Finlandia, Russia, Galles ed Azerbaigian, sue avversarie nel gruppo di qualificazione, la Germania viene inserita nel gruppo D con Serbia, Ghana ed Australia. All'esordio, il 13 giugno a Durban contro l'Australia, la giovane Germania priva dell'infortunato Ballack, caratterizzata dalla più bassa età media del torneo e da una rosa multietnica, vince brillantemente per 4-0, ma il buon avvio è seguito dall'imprevista sconfitta per 1-0 contro la Serbia. La vittoria nella terza giornata, 1-0 contro il Ghana, consente ai tedeschi di qualificarsi per gli ottavi di finale come prima del girone. Qui affrontano l'Inghilterra, giunta seconda nel gruppo C, e la battono per 4-1. La partita sarà ricordata anche per il gol regolare non assegnato agli inglesi sul punteggio di 2-1.[2] Nei quarti la Germania si impone, come quattro anni prima, sulla quotata Argentina, battendola per 4-0 grazie al gol in avvio di Thomas Müller, alla doppietta di Miroslav Klose e al primo gol in Nazionale del difensore Arne Friedrich. In semifinale i tedeschi vengono sconfitti 1-0 dalla Spagna, poi campione, non riuscendo quindi a vendicare la sconfitta di due anni prima in finale all'Europeo. È la seconda eliminazione consecutiva in semifinale ad un mondiale per i tedeschi. La Germania gioca comunque la finale per il terzo posto contro l'Uruguay, vincendo per 3-2 con i gol di Müller, Jansen, Khedira e si riconferma terza, come 4 anni prima, dove i tedeschi giocavano in casa.
Qualificatasi per l'Europeo 2012 con 10 vittorie in altrettanti incontri, in Polonia e Ucraina la squadra di Löw, capitanata da Philipp Lahm e compagine dall'età media più bassa del torneo, vince nel suo girone tutte le sfide, con Olanda, Portogallo e Danimarca. Elimina ai quarti di finale la Grecia, che, dopo aver segnato il gol dell'1-1, capitola per 4-2. Affronta poi l'Italia, che si conferma una volta di più "bestia nera" per i tedeschi. Gli azzurri vincono per 2-1 e la Germania è eliminata dall'Europeo in semifinale.
Colori e simboli[modifica]
Sin dalla sua nascita la nazionale tedesca ha sempre indossato come prima tenuta un completo bianco (a volte con bordini neri), con calzoncini neri e calzettoni bianchi; si trattava dei colori della bandiera della Prussia. Dopo la scissione delle due Germanie, la Germania Ovest ha continuato ad usare questo abbigliamento casalingo, mentre la Germania Est ha giocato in blu, colore che non verrà mai ripreso dopo la riunificazione.
Nel 1988 appare un vistoso tricolore tedesco che parte dalla spalla destra e copre quasi tutto il petto. La scelta del fornitore tecnico è felice, perché ricollega la caduta del muro di Berlino, la successiva fusione delle due nazionali e la vittoria ai mondiali italiani del '90, pertanto i colori nazionali diventano un motivo frequente per almeno sei anni: ridotti alle spalle nel '92, tornano in maniera molto invasiva nel petto nel '94 ma come rombi a sfumature tricolori, simili al piumaggio presente nel petto di un'aquila. Nel '96 c'è un ritorno alla semplicità, con una tenuta completamente bianca e nera con un tricolore nel colletto e nei bordi delle maniche. Un piccolo tricolore, formato da tre righine orizzontali sul petto, torna nel '98, per poi figurare negli anni successivi in piccoli ornamenti. L'attuale divisa ripropone dei motivi che richiamano la bandiera.
Se la tenuta casalinga, ornamenti a parte, è rimasta quasi sempre invariata anche e nonostante le vicissitudini politiche, molto più tribolata è la storia della divisa da trasferta. La seconda casacca tedesca è tradizionalmente di color verde. Per lungo tempo è sopravvissuta la credenza secondo cui questo colore fosse stato scelto in onore e rispetto dell'Irlanda, prima compagine non confinante che accettò un confronto calcistico con la Germania Ovest nell'immediato secondo dopoguerra;[3] in realtà, il verde è semplicemente derivato dal colore preminente nello stemma della Deutscher Fußball-Bund (la Federazione calcistica della Germania).[4][5] La maglia verde, indossata per la prima volta ai Mondiali 1954,[4] ha caratterizzato la vittoria del primo Campionato europeo del 1972,[6] ed ha accompagnato la Germania anche dopo la riunificazione con l'Est, fino al 1º settembre 2001: in questa data la Germania ha giocato in maglia verde quella che è stata la sua peggior sconfitta casalinga in epoca moderna, un 1-5 contro l'Inghilterra all'Olympiastadion di Monaco di Baviera. Dopo questa débacle, la maglia verde è stata accantonata,[7] e nel decennio successivo è iniziata una lenta evoluzione della seconda divisa. Il 2002 ha visto l'introduzione di una divisa con due tonalità di grigio, mentre nel 2004 ha debuttato una maglia completamente nera con dettagli gialli e rossi.[7] La Confederations Cup 2005 ha visto l'esordio di una maglia rossa, fortemente voluta dal CT Jürgen Klinsmann (convinto che il colore rosso potesse dare un vantaggio psicologico alla squadra in termini di aggressività[8]); questa divisa è stata la più utilizzata come seconda maglia durante gli anni duemila, ed in particolare Klinsmann premette per utilizzare proprio questa come prima divisa nei Mondiali casalinghi del 2006,[8] salvo poi desistere. Il 2010 ha visto nuovamente una maglia nera, stavolta con inserti oro.[7] Con gli Europei del 2012, in occasione del quarantennale della conquista del primo alloro continentale, c'è il ritorno della classica seconda divisa verde.[6][9][10]
Il simbolo della nazionale tedesca non è quello della DFB, ma una tradizionale aquila nera stilizzata, che richiama lo stemma nazionale.
Il fornitore tecnico è, oramai dal 1980, il gruppo tedesco Adidas, rimpiazzando la Erima, un'azienda tedesca di proprietà della stessa Adidas.
Divise storiche[modifica]
Casa[11]
|
Mondiali 1938[12]
|
Trasferta[11]
Statistiche e aneddoti[modifica]
- La prima partita in campo internazionale della nazionale tedesca fu giocata il 5 aprile 1908 a Basilea in Svizzera contro la nazionale elvetica, i tedeschi persero per 5 a 3. La vittoria con più gol (16-0) fu contro la nazionale di calcio russa il 1º luglio 1912 a Stoccolma in Svezia. La partita in cui subirono più gol fu giocata il 16 marzo 1909 ad Oxford in Inghilterra; i tedeschi persero 0-9 contro la nazionale inglese.
- I tedeschi hanno giocato diciassette volte la coppa del mondo, la prima nel 1934. Vinsero nel 1954, 1974 e nel 1990. Fecero il loro esordio nel campionato europeo nel 1972, ed hanno giocato in tutto undici edizioni. Trionfarono in questo torneo nel 1972, 1980 e 1996.
- Capitani onorari della squadra (Ehrenspielführer) sono Fritz Walter, Uwe Seeler, Franz Beckenbauer e Lothar Matthäus. Il giocatore che ha giocato più partite nella squadra è Lothar Matthäus con 150 presenze. Ha segnato il maggior numero di gol (68) nella nazionale Gerd Müller.
- La Germania, così come alcune altre nazionali dotate di più impianti di alto livello, non ha uno stadio nazionale, pertanto la formazione teutonica gioca ogni volta in uno stadio diverso scelto a rotazione.
- La nazionale tedesca ha disputato due volte la FIFA Confederations Cup, nel 1999 (uscita al primo turno) e nel 2005 (terzo posto) come paese organizzatore.
- Curioso il fatto che la Germania per circa 10 anni non abbia più battuto nessuna squadra europea nelle fasi finali né di un Mondiale né di un Europeo dalla sua vittoria contro la Repubblica Ceca ad Euro 96. Questa tradizione inusuale si è però interrotta il 14 giugno 2006 in occasione dei Mondiali di calcio ove la Germania padrona di casa ha battuto per 1-0 la Polonia nel suo ex-stadio portafortuna, il Westfalenstadion. Per gli europei invece la situazione dal 1996 è cambiata solo l'8 giugno 2008, quando la Germania ha battuto nella gara d'esordio degli Europei 2008 la Polonia per 2-0. Quindi ora come ora si può dire in maniera sicura che la Germania ha superato sia nei Mondiali che negli Europei quella tendenza al non vincere per circa 10 anni contro una nazionale europea.
- Dalla sconfitta ai tiri di rigore patita contro la Cecoslovacchia nell'Europeo del '76, la Germania non ha perso più alcun confronto dagli 11 metri. In particolare, l'Inghilterra ha pagato due volte, sempre in semifinale, questa tendenza negli anni novanta. L'attaccante inglese Gary Lineker disse una volta: "Il calcio è un gioco molto semplice, dove 22 uomini rincorrono un pallone e, alla fine, vincono i tedeschi." In realtà questa affermazione ironica, trova riscontro a metà, dato che le formazioni tedesche sono quelle che hanno perso più finali di tutti (talvolta anche in maniera molto sfortunata), per esempio ai Mondiali o nelle finali di Champions League.
- Negli ultimi 3 Mondiali la nazionale tedesca ha perso lo scontro diretto con le nazionali che poi sono diventate campioni del mondo. Nel 2002 ha perso la finalissima col Brasile, nel 2006 e nel 2010 è stata eliminata in semifinale dall'Italia e dalla Spagna poi laureatesi campioni del Mondo. In poche parole, sconfitta sempre da squadre poi diventate Campioni del Mondo.
- La Germania ha una storia particolarmente intrecciata con la Svizzera: la prima Germania di sempre esordì con gli elvetici, così come la Germania Ovest dopo la Seconda guerra mondiale nel 1950, quando era ancora esclusa da quasi tutte le organizzazioni internazionali, così come il primo match della Germania nuovamente unita nel 1990. Molte delle partite casalinghe (7 dal 1911) furono disputate a Stoccarda nel Gottlieb-Daimler-Stadion. Klaus Fischer inoltre segnò l'"ARD Goal of the Century" proprio in questo stadio, proprio contro la Svizzera nel 1977, con una "rovesciata" ("Fallrückzieher"), una delle sue specialità, presente anche in un 3-3 di pareggio al 108º minuto nei Mondiale del 1982 contro la Francia.
Palmarès[modifica]
Campionato d'Europa: 3 (record condiviso con la Spagna)
Partecipazioni ai tornei internazionali[modifica]
| Campionato del mondo | |
|---|---|
| Edizione | Risultato |
| 1930 | Non partecipante |
| 1934 | Terzo posto |
| 1938 | Ottavi di finale |
| 1950 | Squalificata |
| 1954 | Campione |
| 1958 | Quarto posto |
| 1962 | Quarti di finale |
| 1966 | Secondo posto |
| 1970 | Terzo posto |
| 1974 | Campione |
| 1978 | Secondo turno |
| 1982 | Secondo posto |
| 1986 | Secondo posto |
| 1990 | Campione |
| 1994 | Quarti di finale |
| 1998 | Quarti di finale |
| 2002 | Secondo posto |
| 2006 | Terzo posto |
| 2010 | Terzo posto |
| Campionato europeo | |
|---|---|
| Edizione | Risultato |
| 1960 | Non partecipante |
| 1964 | Non partecipante |
| 1968 | Non qualificata |
| 1972 | Campione |
| 1976 | Secondo posto |
| 1980 | Campione |
| 1984 | Primo turno |
| 1988 | Semifinali |
| 1992 | Secondo posto |
| 1996 | Campione |
| 2000 | Primo turno |
| 2004 | Primo turno |
| 2008 | Secondo posto |
| 2012 | Semifinali |
| Giochi olimpici | |
|---|---|
| Edizione | Risultato |
| 1908 | Non partecipante |
| 1912 | Turno di qualificazione |
| 1920 | Non partecipante |
| 1924 | Non partecipante |
| 1928 | Quarti di finale |
| 1936 | Quarti di finale |
| 1948 | Non partecipante |
| 1952 | Quarto posto |
| 1956 | Turno di qualificazione |
| 1960 | Non qualificata |
| 1964 | Non qualificata |
| 1968 | Non qualificata |
| 1972 | Secondo turno |
| 1976 | Non qualificata |
| 1980 | Non qualificata |
| 1984 | Quarti di finale |
| 1988 | Bronzo |
| 1992 | Non qualificata |
| 1996 | Non qualificata |
| 2000 | Non qualificata |
| 2004 | Non qualificata |
| 2008 | Non qualificata |
| 2012 | Non qualificata |
| Confederations Cup | |
|---|---|
| Edizione | Risultato |
| 1992 | Rinuncia |
| 1995 | Non invitata |
| 1997 | Rinuncia |
| 1999 | Primo turno |
| 2001 | Non qualificata |
| 2003 | Rinuncia[13] |
| 2005 | Terzo posto |
| 2009 | Non qualificata |
| 2013 | Non qualificata |
Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni
Statistiche dettagliate sui tornei internazionali[modifica]
Mondiali[modifica]
| Anno | Luogo | Piazzamento | V | N | P | Gol |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1930 | Non partecipante | - | - | - | - | |
| 1934 | Terzo posto | 3 | 0 | 1 | 11:8 | |
| 1938 | Ottavi di finale | 0 | 1 | 1 | 3:5 | |
| 1950 | Squalificata | - | - | - | - | |
| 1954 | Campione |
5 | 0 | 1 | 25:14 | |
| 1958 | Quarto posto | 2 | 2 | 2 | 12:14 | |
| 1962 | Quarti di finale | 2 | 1 | 1 | 4:2 | |
| 1966 | Secondo posto | 4 | 1 | 1 | 15:6 | |
| 1970 | Terzo posto | 5 | 0 | 1 | 17:10 | |
| 1974 | Campione |
6 | 0 | 1 | 13:4 | |
| 1978 | Secondo turno | 1 | 4 | 1 | 10:5 | |
| 1982 | Secondo posto | 3 | 2 | 2 | 12:10 | |
| 1986 | Secondo posto | 3 | 2 | 2 | 8:7 | |
| 1990 | Campione |
5 | 2 | 0 | 15:5 | |
| 1994 | Quarti di finale | 3 | 1 | 1 | 9:7 | |
| 1998 | Quarti di finale | 3 | 1 | 1 | 8:6 | |
| 2002 | Secondo posto | 5 | 1 | 1 | 14:3 | |
| 2006 | Terzo posto | 5 | 1 | 1 | 14:6 | |
| 2010 | Terzo posto | 5 | 0 | 2 | 16:5 |
Europei[modifica]
| Anno | Luogo | Piazzamento | V | N | P | Gol |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1960 | Non partecipante | - | - | - | - | |
| 1964 | Non partecipante | - | - | - | - | |
| 1968 | Non qualificata | - | - | - | - | |
| 1972 | Campione |
2 | 0 | 0 | 5:1 | |
| 1976 | Secondo posto | 1 | 1 | 0 | 6:4 | |
| 1980 | Campione |
3 | 1 | 0 | 6:3 | |
| 1984 | Primo turno | 1 | 1 | 1 | 2:2 | |
| 1988 | Semifinali | 2 | 1 | 1 | 6:3 | |
| 1992 | Secondo posto | 2 | 1 | 2 | 7:8 | |
| 1996 | Campione |
4 | 2 | 0 | 10:3 | |
| 2000 | Primo turno | 0 | 1 | 2 | 1:5 | |
| 2004 | Primo turno | 0 | 2 | 1 | 2:3 | |
| 2008 | Secondo posto | 4 | 0 | 2 | 10:7 | |
| 2012 | Semifinali | 4 | 0 | 1 | 10:6 |
Confederations Cup[modifica]
| Anno | Luogo | Piazzamento | V | N | P | Gol |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1992 | Rinuncia | - | - | - | - | |
| 1995 | Non invitata | - | - | - | - | |
| 1997 | Rinuncia | - | - | - | - | |
| 1999 | Primo turno | 1 | 0 | 2 | 2:6 | |
| 2001 | Non qualificata | - | - | - | - | |
| 2003 | Rinuncia | - | - | - | - | |
| 2005 | Terzo posto | 3 | 1 | 1 | 15:11 | |
| 2009 | Non qualificata | - | - | - | - | |
| 2013 | Non qualificata | - | - | - | - |
Olimpiadi[modifica]
| Anno | Luogo | Piazzamento | V | N | P | Gol |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1908 | Londra | Non partecipante | - | - | - | - |
| 1912 | Stoccolma | Turno di qualificazione | 0 | 0 | 1 | 1:5 |
| 1920 | Anversa | Non partecipante | - | - | - | - |
| 1924 | Parigi | Non partecipante | - | - | - | - |
| 1928 | Amsterdam | Quarti di finale | 1 | 0 | 1 | 5:4 |
| 1936 | Berlino | Quarti di finale | 1 | 0 | 1 | 9:2 |
| 1948 | Londra | Non partecipante | - | - | - | - |
| 1952 | Helsinki | Quarto posto | 2 | 0 | 2 | 8:6 |
| 1956 | Melbourne | Turno di qualificazione | 0 | 0 | 1 | 1:2 |
| 1960 | Roma | Non qualificata | - | - | - | - |
| 1964 | Tokyo | Non qualificata | - | - | - | - |
| 1968 | Città del Messico | Non qualificata | - | - | - | - |
| 1972 | Monaco di Baviera | Secondo turno | 3 | 1 | 2 | 17:8 |
| 1976 | Montréal | Non qualificata | - | - | - | - |
| 1980 | Mosca | Non qualificata | - | - | - | - |
| 1984 | Los Angeles | Quarti di finale | 2 | 0 | 2 | 10:6 |
| 1988 | Seul | Bronzo |
4 | 1 | 1 | 16:4 |
| 1992 | Barcellona | Non qualificata | - | - | - | - |
| 1996 | Atlanta | Non qualificata | - | - | - | - |
| 2000 | Sydney | Non qualificata | - | - | - | - |
| 2004 | Atene | Non qualificata | - | - | - | - |
| 2008 | Pechino | Non qualificata | - | - | - | - |
| 2012 | Londra | Non qualificata | - | - | - | - |
Tutte le rose[modifica]
Mondiali[modifica]
Germania nazista e post-bellica (dal 1933 al 1949)[modifica]
Germania Ovest (dal 1949 al 1990)[modifica]
Germania riunificata (dal 1991)[modifica]
Campionato d'Europa[modifica]
Germania Ovest (dal 1960 al 1990)[modifica]
Germania riunificata (dal 1991)[modifica]
Confederations Cup[modifica]
Giochi olimpici[modifica]
Impero tedesco (dal 1871 al 1918)[modifica]
Repubblica di Weimar (dal 1919 al 1933)[modifica]
Germania nazista e post-bellica (dal 1933 al 1949)[modifica]
Germania Ovest (dal 1950 al 1990)[modifica]
Mundialito[modifica]
Rosa attuale[modifica]
Elenco dei 23 giocatori, che per la qualificazione ai Mondiali contro il Kazakistan, il 22 e 26. marzo 2013. Presenze e reti aggiornate al marzo 2013.
Allenatori[modifica]
| Nome | Periodo | Partite | Vittorie | Pareggi | Sconfitte |
|---|---|---|---|---|---|
| Comitato DFB | 1908-1926 | 58 | 16 | 12 | 30 |
| Otto Nerz | 1926-1936 | 70 | 42 | 10 | 18 |
| Sepp Herberger | 1936-1964 | 167 | 94 | 27 | 46 |
| Helmut Schön | 1964-1978 | 139 | 87 | 31 | 21 |
| Jupp Derwall | 1978-1984 | 67 | 44 | 12 | 11 |
| Franz Beckenbauer | 1984-1990 | 66 | 34 | 20 | 12 |
| Berti Vogts | 1990-1998 | 102 | 66 | 24 | 12 |
| Erich Ribbeck | 1998-2000 | 24 | 10 | 6 | 8 |
| Rudi Völler | 2000-2004 | 53 | 29 | 11 | 13 |
| Jürgen Klinsmann | 2004-2006 | 34 | 20 | 8 | 6 |
| Joachim Löw | 2006- | 81 | 56 | 13 | 12 |
| Totale | 861 | 498 | 174 | 189 |
Record individuali[modifica]
| Per approfondire, vedi Giocatori della Nazionale di calcio della Germania. |
Seguono le classifiche relative al maggior numero di presenze e al maggior numero di gol segnati di sempre per la Germania, aggiornate al 2 giugno 2013 (* indica giocatori ancora in attività):
|
Record presenze
|
Record reti
|
Record presenze e reti di ex-giocatori della Germania Est nella Nazionale della Germania[modifica]
| Nome | Presenze con la Germania Est | Reti con la Germania Est | Presenze con la Germania | Reti con la Germania | Totale presenze | Totale reti |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Ulf Kirsten | 49 (1985 - 1990) | 14 | 51 (1992 - 2000) | 20 | 100 | 34 |
| Matthias Sammer | 23 (1986 - 1990) | 6 | 51 (1990 - 1997) | 8 | 74 | 14 |
| Andreas Thom | 51 (1984 - 1990) | 16 | 10 (1990 - 1992) | 2 | 61 | 18 |
| Thomas Doll | 29 (1986 - 1990) | 7 | 18 (1990 - 1993) | 1 | 47 | 8 |
| Dariusz Wosz | 7 (1989 - 1990) | - | 17 (1997 - 2000) | 1 | 24 | 1 |
| Olaf Marschall | 4 (1984 - 1989) | - | 13 (1994 - 1999) | 3 | 17 | 3 |
| Heiko Scholz | 7 (1987 - 1990) | - | 1 (1992) | - | 8 | - |
| Dirk Schuster | 4 (1990) | - | 3 (1991) | - | 7 | - |
| Per i giocatori che hanno giocato solo nella Nazionale della Germania Est, vedi la voce Nazionale di calcio della Germania dell'Est |
Confronti con altre Nazionali[modifica]
Tra gli avversari nazionali contro cui sono stati disputati almeno 10 incontri, la Germania presenta i seguenti saldi (statistiche a lato www.dfb.de):
Saldo positivo[modifica]
| Nazionale | Giocate | Vinte | Pareggiate | Perse | Reti Fatte | Reti Subite | Differenza | Ultima vittoria | Ultimo pari | Ultima sconfitta |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 51 | 36 | 6 | 9 | 138 | 65 | +73 | 26 marzo 2008 | 26 aprile 2000 | 26 maggio 2012 | |
| 40 | 15 | 15 | 10 | 77 | 64 | +13 | 13 giugno 2012 | 14 novembre 2012 | 20 novembre 2002 | |
| 39 | 25 | 6 | 8 | 88 | 56 | +32 | 11 settembre 2012 | 18 novembre 1992 | 29 ottobre 1986 | |
| 35 | 14 | 9 | 12 | 65 | 57 | +8 | 16 agosto 2006 | 16 ottobre 2012 | 27 giugno 1971 | |
| 33 | 12 | 10 | 11 | 69 | 64 | +5 | 29 maggio 2010 | 12 ottobre 1994 | 6 giugno 2004 | |
| 26 | 15 | 3 | 8 | 53 | 36 | +17 | 17 giugno 2012 | 11 agosto 2010 | 28 marzo 2007 | |
| 25 | 20 | 1 | 4 | 58 | 26 | +32 | 11 ottobre 2011 | 22 settembre 1982 | 26 settembre 1954 | |
| 24 | 14 | 3 | 7 | 44 | 29 | +15 | 10 giugno 1990 | 4 giugno 1988 | 9 maggio 1973 | |
| 22 | 15 | 6 | 1 | 80 | 19 | +61 | 31 marzo 1999 | 14 ottobre 2009 | 12 agosto 1923 | |
| 21 | 16 | 2 | 3 | 56 | 24 | +32 | 15 novembre 1995 | 20 agosto 2002 | 7 giugno 1995 | |
| 21 | 8 | 6 | 7 | 27 | 23 | +4 | 16 agosto 2000 | 22 novembre 1995 | 7 luglio 2010 | |
| 20 | 13 | 5 | 2 | 50 | 17 | +33 | 14 novembre 2001 | 2 novembre 1930 | 11 febbraio 2009 | |
| 20 | 14 | 3 | 3 | 49 | 13 | +36 | 7 ottobre 2011 | 9 ottobre 1999 | 8 ottobre 2005 | |
| 17 | 10 | 4 | 3 | 40 | 28 | +12 | 1º luglio 1990 | 22 aprile 1992 | 29 aprile 1964 | |
| 17 | 9 | 6 | 2 | 26 | 10 | +16 | 1º aprile 2009 | 21 novembre 2007 | 14 maggio 2002 | |
| 17 | 12 | 5 | 0 | 31 | 9 | +22 | 8 giugno 2008 | 6 settembre 2011 | - | |
| 17 | 8 | 4 | 5 | 31 | 22 | +9 | 12 ottobre 2012 | 13 ottobre 2007 | 29 maggio 1994 | |
| 17 | 9 | 5 | 3 | 25 | 16 | +9 | 9 giugno 2012 | 6 giugno 1997 | 20 giugno 2000 | |
| 15 | 6 | 5 | 4 | 21 | 20 | +1 | 10 settembre 2003 | 7 giugno 2003 | 28 aprile 1999 | |
| 14 | 13 | 1 | 0 | 38 | 10 | +28 | 6 giugno 2001 | 17 dicembre 1967 | - | |
| 14 | 8 | 4 | 2 | 32 | 13 | +19 | 4 giugno 2005 | 9 novembre 1996 | 16 novembre 1983 | |
| 13 | 12 | 0 | 1 | 60 | 11 | +49 | 27 maggio 2006 | - | 26 marzo 1939 | |
| 13 | 8 | 3 | 2 | 38 | 18 | +20 | 12 settembre 2007 | 12 giugno 2000 | 28 aprile 2004 | |
| 12 | 9 | 0 | 3 | 22 | 11 | +11 | 27 marzo 1991 | - | 28 agosto 1985 | |
| 11 | 8 | 2 | 1 | 29 | 12 | +17 | 29 maggio 2011 | 25 aprile 1990 | 3 giugno 1928 | |
| 10 | 4 | 5 | 1 | 20 | 9 | +11 | 29 giugno 2005 | 22 dicembre 1993 | 15 giugno 1985 |
NB: Per Nazionale di calcio dell'Unione Sovietica s'intende la Nazionale che giocò dal 1924 al 1991, per Nazionale di calcio della Cecoslovacchia s'intende la Nazionale che giocò dal 1920 al 1993, in cui militavano sia i cechi che gli slovacchi, e per Nazionale di calcio della Jugoslavia s'intende la Nazionale che giocò dal 1920 al 1992, in cui militavano croati, bosniaci, macedoni, serbi, sloveni e montenegrini.
Saldo negativo[modifica]
| Nazionale | Giocate | Vinte | Pareggiate | Perse | Reti Fatte | Reti Subite | Differenza | Ultima vittoria | Ultimo pari | Ultima sconfitta |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31 | 7 | 9 | 15 | 35 | 47 | −11 | 21 giugno 1995 | 9 febbraio 2011 | 28 giugno 2012 | |
| 28 | 11 | 5 | 12 | 38 | 48 | −10 | 27 giugno 2010 | 26 giugno 1996 | 19 novembre 2008 | |
| 25 | 8 | 6 | 11 | 42 | 41 | +1 | 6 febbraio 2013 | 12 novembre 2005 | 29 febbraio 2012 | |
| 21 | 4 | 5 | 12 | 24 | 39 | −15 | 10 agosto 2011 | 8 settembre 2004 | 25 giugno 2005 | |
| 20 | 6 | 5 | 9 | 28 | 28 | 0 | 3 luglio 2010 | 30 giugno 2006 | 15 agosto 2012 |
NB: Come da regolamento FIFA le gare terminate ai rigori contro Cecoslovacchia (20 giugno 1976, persa), Francia (8 luglio 1982, vinta), Messico (21 giugno 1986, vinta), Svezia (31 marzo 1988, persa), Inghilterra (4 luglio 1990 e 26 giugno 1996, vinte) e Argentina (30 giugno 2006, vinta) sono considerate partite pareggiate.
Note[modifica]
- ^ a b (EN) The FIFA/Coca-Cola World Ranking - Ranking Table. FIFA.com. URL consultato in data 14 febbraio 2013.
- ^ Gaetano De Stefano, Super Germania ai quarti, ma l'Inghilterra insorge, in «gazzetta.it», 27 giugno 2010.
- ^ (EN) Sean Ingle, Why the German away strip is green?, in «guardian.co.uk», 11 maggio 2008.
- ^ a b Calcio, Euro 2012: Germania con maglia verde di riserva. Prima volta nel ’54: “È colore logo DFB”, in «amalamaglia.it», 14 febbraio 2012.
- ^ (DE) Das DFB-Logo. dfb.de
- ^ a b La Germania ha fame di successi, torna il verde per gli Europei 2012, in «passionemaglie.it», 9 febbraio 2012.
- ^ a b c I dieci anni della Germania con la maglia verde in esilio, in «passionemaglie.it», 12 febbraio 2012.
- ^ a b (DE) Jürgen Zelustek, Thomas Niklaus, Klinsmann steht auf Rot, in «spiegel.de», 1º febbraio 2006.
- ^ Calcio, Euro 2012: adidas riveste la Germania di verde con kit Away. Storia, passione e tradizione, in «amalamaglia.it», 11 febbraio 2012.
- ^ (DE) adidas und DFB präsentieren grünes Auswärtstrikot für die UEFA EURO 2012, in «news.adidas.com», 8 febbraio 2012.
- ^ a b (EN) Germany Football Shirts. oldfootballshirts.com
- ^ http://www.historicalkits.co.uk/international/tournaments/fifa-world-cup/1938/1938.html
- ^ La Confederations Cup 2003 si svolse in Francia, la Francia era qualificata di diritto in quanto nazione ospitante ed inoltre aveva vinto l'Europeo 2000. Il posto del vincitore dell'Europeo 2000 doveva, quindi, essere preso dall'Italia in quanto finalista dell'Europeo 2000, la nazionale italiana decise, però, di rifiutare. Dopo il rifiuto dell'Italia la FIFA invitò alla competizione la Germania in quanto finalista del Mondiale 2002 ma anch'essa rifiutò, così venne deciso di invitare la Turchia che nel suddetto mondiale si classificò al terzo posto.
Voci correlate[modifica]
- Nazionale di calcio della Germania Under-21
- Nazionale di calcio della Germania Under-19
- Nazionale di calcio femminile della Germania
- Rivalità calcistica Germania-Inghilterra
- La partita del secolo
Altri progetti[modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Nazionale di calcio della Germania
Collegamenti esterni[modifica]
- (DE) Sito ufficiale della federazione di calcio tedesca
- (DE) Statistiche sulle nazionali di calcio tedesche
- (DE, EN, IT) Profilo e statistiche su Transfermarkt.it
- (EN) RSSSF archive of Germany results
- (EN) RSSSF record of international players
|
|