Adriano Galliani

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Adriano Galliani nel 2005.

Adriano Galliani (Monza, 30 luglio 1944) è un imprenditore e dirigente sportivo italiano, vicepresidente vicario e amministratore delegato con delega all'area sportiva del Milan.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Adriano Galliani nasce a Monza il 30 luglio 1944 da una famiglia di media borghesia; il padre era segretario comunale e la madre una piccola imprenditrice che gestiva un'azienda di trasporti. Diplomatosi come geometra, lavora al comune di Monza per otto anni, Comune per il quale viene anche candidato come sindaco nelle liste della Democrazia Cristiana. Grazie ad una legge che prevedeva che chiunque avesse lavorato in un ente pubblico potesse riscattare i contributi versati all'Inadel oppure girarli all'Inps, nel 1976 Galliani presentò una domanda a quest'ultimo ente e da allora gode di una pensione sociale di € 223, cosa che ha generato polemiche[1].

Carriera imprenditoriale[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente acquista dall'Ing. Barbuti una piccola società, l'Elettronica Industriale, azienda di Lissone (MB) specializzata in apparecchiature per la ricezione dei segnali televisivi.

In pochi anni diventa fornitore di Telemontecarlo, all'epoca la quarta emittente italiana per importanza. Questo lo porta, nel 1979, alla collaborazione con Silvio Berlusconi, allora proprietario di Telemilano 58, al quale propone di sviluppare il segnale televisivo con ripetitori per tutta la nazione, e col quale fonda Canale 5, dopo aver ceduto il 50% della società "Elettronica Industriale" allo stesso Berlusconi per la gestione congiunta del segnale televisivo. La sua carriera di dirigente sportivo inizia al Monza[2] nel 1984 ricoprendo per due stagioni consecutive 1984-85 e 1985-86 la carica di vicepresidente.[3]

Amministratore delegato del Milan[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente tifoso della Juventus,[4][5] dal 1986 è amministratore delegato del Milan, successivamente ne diventa vicepresidente vicario. In questa veste, nel 1991 si rende protagonista di un episodio molto controverso: durante la partita di ritorno dei quarti di finale di Coppa dei Campioni contro l'Olimpique Marsiglia, un black out improvviso (poi rientrato in parte) convince Galliani a far ritirare i rossoneri dal terreno di gioco.[6] In quel momento il risultato era di 1-0 per i francesi, ma a causa di quella decisione il Milan perderà la partita per 3-0 a tavolino e verrà anche estromesso dalle competizioni europee nella stagione successiva.[7]

Nel 2002 diventa anche presidente della Lega Nazionale Professionisti.[8] Tale carica, assunta e mantenuta durante l'incarico alla presidenza del Milan, ha suscitato molte polemiche per il cosiddetto conflitto di interessi.[9] La sera del 22 giugno 2006 si dimette dalla presidenza della Lega Nazionale Professionisti dopo la notizia del suo deferimento a opera del procuratore federale Stefano Palazzi che indaga sullo scandalo di Calciopoli: lo comunica lo stesso Galliani con una lettera ai consiglieri in cui ribadisce la sua "totale estraneità da ogni addebito". La Corte Federale lo condannerà poi in secondo grado ad una squalifica di 9 mesi, ridotta a 5 mesi più una multa dall'arbitrato del CONI.

Nel 2010 riceve il Globe Soccer Awards alla carriera.

Nel 2011 viene inserito nella Hall of fame del calcio italiano nella categoria Dirigente italiano.

Il 18 gennaio 2013 viene eletto vicepresidente della Lega Serie A.[10]

Il 30 novembre seguente da un comunicato della presidenza viene deciso che Adriano Galliani rimane vicepresidente vicario e amministratore delegato con delega all'area sportiva del Milan con un contratto fino al 2018. Barbara Berlusconi, con la quale ci sarebbero stati dei dissidi, diventa invece nuovo vicepresidente e amministratore delegato con delega alle funzioni sociali non sportive.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Con due matrimoni alle spalle (il secondo è stato con Daniela Rosati, ex presentatrice Mediaset di programmi sulla salute), il 9 ottobre 2004 sposa Malika El Hazzazi, marocchina di professione modella. Dalla prima moglie ha avuto tre figli: Nicol, Gianluca e Fabrizio. Attualmente è compagno della brasiliana Helga Costa[11].

Vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Falso in bilancio per l'acquisto di Medusa Film: assolto (1995-2000)[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre del 1995 la Procura della Repubblica di Milano invia un invito a comparire a Silvio Berlusconi, a Carlo Bernasconi e ad altri tre manager del gruppo, Adriano Galliani, Giancarlo Foscale (cugino di Berlusconi) e Livio Gironi, per i reati di falso in bilancio e (limitatamente a Berlusconi) di appropriazione indebita relativi all'acquisto della rimanente quota di Medusa Film avvenuta nel 1988. Secondo il pubblico ministero Margherita Taddei, che già da un anno indaga sui libretti al portatore di Berlusconi, dei 28 miliardi e mezzo di lire pagati ai precedenti proprietari per l'acquisto di Medusa Cinematografica 10 miliardi e 200 milioni vengono restituiti sottobanco e finiscono su alcuni libretti al portatore di Berlusconi.[12] Nel mese successivo, il pm Taddei chiede il rinvio a giudizio per tutti e cinque gli indagati.[13] Nel dicembre del 1996 si tiene l'udienza preliminare[14] e nel febbraio del 1997 il giudice per le indagini preliminari Cristina Mannocci decide il rinvio di tutti e cinque gli indagati[15][16] per falso in bilancio, mentre concede a Berlusconi la prescrizione del reato per l'accusa di appropriazione indebita. Nell'ottobre dello stesso anno Berlusconi e gli altri imputati versano di propria iniziativa circa 18 miliardi di lire a Reteitalia, come rimborso dei 10 miliardi e 200 milioni (con gli interessi maturati in 9 anni) che, secondo l'accusa, avrebbero distolto dal bilancio ma continuano a negare ogni ammissione di colpa (di fatto, versano il denaro a loro stessi contando di beneficiare delle attenuanti e di far scattare di conseguenza la prescrizione del reato)[17]. Da parte sua, durante il processo Bernasconi tenta pure di motivare la somma finita sui libretti di Berlusconi come la restituzione di un vecchio prestito di Luigi Berlusconi (padre di Silvio, morto nel 1989) ai precedenti proprietari della Medusa, che invece negano tale ricostruzione.[18]

Il 3 dicembre dello stesso anno il processo si conclude con la condanna di Berlusconi a un anno e 4 mesi (condonati per l'amnistia del 1990) e a una multa di 60 milioni di lire (10 condonati) e con la condanna di Bernasconi a un anno e 4 mesi (ugualmente condonati) e a 10 milioni di multa, mentre gli altri tre venono assolti in quanto avrebbero firmato il bilancio del 1989 senza essere a conoscenza della sopravvalutazione e della restituzione di quella somma (il pm Taddei chiede invece un anno e 8 mesi per tutti e cinque).[19][20]

Il 9 febbraio del 2000 il processo di appello si conclude con l'assoluzione di Berlusconi, la conferma della condanna di Bernasconi a un anno e 4 mesi (già condonati) e dell'assoluzione di Galliani, Foscale e Gironi. La seconda Corte d'appello di Milano ritiene da un lato non provato che Berlusconi abbia conosciuto e approvato il falso in bilancio, dall'altro che Bernasconi abbia agito da solo mentre il sostituto procuratore Ugo Dello Russo chiede la conferma della condanna di Berlusconi. La Fininvest e la difesa commentano la sentenza continuando a sostenere la regolarità di tutta l'operazione a dispetto delle testimonianze dei precedenti proprietari.[21]

Il 1º ottobre del 2001 in Cassazione viene confermata anche l'assoluzione di Berlusconi, respingendo il ricorso dei magistrati milanesi,[22][23] mentre nei confronti di Bernasconi, morto pochi mesi prima, il reato viene considerato estinto per morte del reo.[24].

Coinvolgimento in Calciopoli: 5 mesi di squalifica (2006)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 per Calciopoli la Corte Federale lo condanna in secondo grado ad una squalifica di 9 mesi, ridotta a 5 mesi più una multa dall'arbitrato del CONI.

Falso in bilancio con il Milan: assolto (2007-2008)[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del 2007 viene rinviato a giudizio (insieme al vicepresidente dell'Inter Rinaldo Ghelfi e all'ex dirigente Mauro Gambaro) nell'ambito dell'inchiesta sul falso in bilancio condotta dal PM Carlo Nocerino. I dirigenti accusati avrebbero ritoccato i conti dei due club calcistici attraverso lo scambio di alcuni giocatori i cui prezzi sarebbero stati gonfiati. Il Milan e l'Inter sono accusati di aver violato la legge 231 che obbliga le società "a predisporre modelli organizzativi atti a prevenire reati". I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra 1999 e il 2003. Peraltro, con sentenza[25] del 31 gennaio 2008 il GUP di Milano, Paola Di Lorenzo, ha prosciolto sia Galliani, sia la società A.C. Milan da ogni addebito perché il fatto non costituisce reato.[26]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corrado Zunino. E il leader del pallone ha la pensione sociale in «la Repubblica», 4 settembre 2002, p. 42.
  2. ^ Su archiviostorico.corriere.it in Calcio Monza in crisi pag. 55 del 31 dicembre 2003.
  3. ^ Fonte: Almanacco illustrato del calcio edizioni Panini 1985 e 1986.
  4. ^ Crudeli conferma: "Galliani era juventino"
  5. ^ Juventus-Torino, clamoroso: Galliani era juventino? Una foto di repertorio scovata da Tuttosport mostra l'ad rossonero quando era in tribuna a tifare nel derby
  6. ^ Deschamps stuzzica Galliani sulle LUCI di Marsiglia: "Un punto nero della sua carriera", Goal.com, 13 settembre 2009. URL consultato il 25 febbraio 2010.
  7. ^ Stagione 1990/91, Milanshirt.it. URL consultato il 25 febbraio 2010.
  8. ^ Fabio Monti, Divisi alla meta: Galliani presidente della Lega, Matarrese vice, Corriere.it, 10 luglio 2002. URL consultato il 25 febbraio 2010.
  9. ^ Fabio Monti, «Galliani in Lega? Meglio il commissario», Corriere.it, 11 febbraio 2002. URL consultato il 25 febbraio 2010.
  10. ^ Lega Serie A: Galliani vice-presidente, Lotito e Pulvirenti consiglieri federali, tuttomercatoweb.com. URL consultato il 20 gennaio 2013.
  11. ^ La Stampa - Galliani e Helga, vacanza e relax in Versilia
  12. ^ Corriere della Sera - Berlusconi, "avviso" sul cinema, 7 ottobre 1995, p. 2
  13. ^ Corriere della Sera - "A processo Berlusconi", 23 novembre 1995, p. 2
  14. ^ Corriere della Sera - Interrogato a sorpresa Mills consulente inglese Fininvest, 4 dicembre 1996, p. 2
  15. ^ Corriere della Sera - Il Cavaliere, Galliani e Foscale a processo per falso in bilancio, 8 febbraio 1997, p. 1
  16. ^ Corriere della Sera - Medusa film, nuovo processo a Berlusconi, 8 febbraio 1997, p. 13
  17. ^ Corriere della Sera - Berlusconi risarcisce una propria societa', 21 ottobre 1997
  18. ^ Corriere della Sera - Le motivazioni della condanna a Berlusconi, 21 gennaio 1998, p. 3
  19. ^ Corriere della Sera - Berlusconi condannato: un anno e 4 mesi, 4 dicembre 1997, p. 1
  20. ^ Corriere della Sera - Affare Medusa, condanna per Berlusconi, 4 dicembre 1997, p. 4
  21. ^ Corriere della Sera - Affare Medusa, assolto il Cavaliere In appello ribaltata la sentenza: poteva non sapere del falso in bilancio, 10 febbraio 2000
  22. ^ Corriere della Sera - Il premier e il caso «Medusa» Confermata l'assoluzione, 2 ottobre 2001, p. 16
  23. ^ la Repubblica - Sme, Previti assente Medusa, premier assolto, 02 ottobre 2001, pagina 14
  24. ^ La Stampa - La Cassazione dà ragione a Berlusconi Assoluzione definitiva del premier nel processo per la Medusa, 02-10-2001, pag. 17
  25. ^ Bilanci: prosciolti Milan, Inter e Galliani"Il fatto non costituisce reato" in Corriere della Sera, 31 gennaio 2008. URL consultato il 16 ottobre 2009.
  26. ^ Prosciolti Galliani, Milan e Inter, Il Sole 24 ORE, 31 gennaio 2008. URL consultato il 25 febbraio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (DEENIT) Adriano Galliani in Transfermarkt.it, Transfermarkt GmbH & Co. KG.