Lissone

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Lissone
comune
Città di Lissone
Lissone – Stemma Lissone – Bandiera
Piazza IV Novembre
Piazza IV Novembre
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Monza e della Brianza-Stemma.png Monza e Brianza
Sindaco Concetta Monguzzi (Lista civica di Centro-sinistra) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 45°37′00″N 9°15′00″E / 45.616667°N 9.25°E45.616667; 9.25 (Lissone)Coordinate: 45°37′00″N 9°15′00″E / 45.616667°N 9.25°E45.616667; 9.25 (Lissone)
Altitudine 181 m s.l.m.
Superficie 9,27 km²
Abitanti 44 197[1] (30-11-2013)
Densità 4 767,75 ab./km²
Frazioni Bareggia, Santa Margherita
Comuni confinanti Seregno, Albiate, Sovico, Macherio, Biassono, Vedano al Lambro, Monza, Muggiò, Desio
Altre informazioni
Cod. postale 20851
Prefisso 039
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 108028
Cod. catastale E617
Targa MB
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti lissonesi
Patrono san Pietro e san Paolo
Giorno festivo lunedì successivo alla 3ª domenica di ottobre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Lissone
Posizione del comune di Lissone nella provincia di Monza e della Brianza
Posizione del comune di Lissone nella provincia di Monza e della Brianza
Sito istituzionale
(LMO)
« In alt, in alt, in cima al campanégn
gh'è un àngiol d'or cunt i man in urezión.
A vedell de giù in bass l'è piscinell,
ma l'è assee da protegg tuta Lisôn. »
(IT)
« In alto, in alto, in cima al campanile,
c'è un angelo d'oro con le mani in preghiera.
A vederlo da giù in basso è piccolino,
ma è grande abbastanza da proteggere tutta Lissone »
(Anonimo)

Lissone (Lisôn in dialetto brianzolo) è un comune italiano di 44.426 abitanti (dati 31 dicembre 2013) della provincia di Monza e Brianza, in Lombardia. Si fregia del titolo di città ed è la seconda della provincia per importanza economica e per popolazione, soltanto dopo il capoluogo Monza. "Capitale del mobile", è nota in Italia e all'estero per la produzione e il commercio di articoli per l'arredamento.[2] Sede del distretto commerciale di Lissone e polo culturale della Brianza, annovera una biblioteca civica e il suo Museo d'Arte Contemporanea.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Mappa della provincia

Il comune si estende su una dorsale leggermente rilevata posta tra i fiumi Lambro e Seveso, a stretto contatto con la periferia nord-occidentale di Monza. Fa parte storicamente della bassa Brianza.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima di Lissone si può classificare come continentale temperato. Gli inverni sono abbastanza freddi e piovosi. Durante l'inverno si possono registrare temperature minime di −10 °C, anche con gelate notturne, mentre la neve compare solitamente nel periodo compreso fra i primi di dicembre e gli ultimi giorni di marzo. In ogni caso dalla fine degli anni ottanta ad oggi la neve è in diminuzione, con una sua lenta tendenza alla scomparsa così come è successo per la nebbia.

Le estati sono calde e molto umide e afose, interrotte da rari periodi freschi o per lo più da perturbazioni dovute a fenomeni di carattere temporalesco, specialmente nel mese d'agosto. Le temperature medie massime nel periodo di luglio sfiorano i 30 ºC con frequenti picchi superiori. Lissone risente del cosiddetto effetto cappa simile a quello di Monza e provincia: oltre che dalla collocazione geografica in sé, tale effetto è aggravato dall'esplosione della densità abitativa e dal conseguente intenso riscaldamento artificiale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Etimologia del nome[modifica | modifica sorgente]

Riguardo all'etimologia del nome Lissone , secondo alcuni deriva da Magna lis - grande lite nel senso di grande battaglia avvenuta, in epoca Romana , secondo altri da Lixiones, i legionari romani addetti anche alla fornitura dell'acqua alle truppe. Per il Serra ha origine da un antroponimo (Licius?); Olivieri invece pensa a un derivato da īlex (leccio) attraverso una forma īlicēa.[3]-Il termine latino "luxuria", da cui "lussuria", significa "esuberanza di vegetazione", da cui "luxus", con lo stesso significato, più il suffisso latino "-ono" (-onus), poi "-one". Il suffisso "-one", abbinato a nomi di piante, può avere funzione collettiva. Interessante anche la derivazione da "lux", luce, nel senso di brillante. Altra possibile derivazione del nome di Lissone potrebbe essere trovata nei Lessovi tribù celtica stanziata in Normandia e Bretagna, formata da abili commercianti via mare e via terra, che avrebbero avuto un loro antico stazionamento proprio a Lissone. Il Boselli, che si rifà all'Olivieri, fa risalire il toponimo dal nome proprio "Licius " o da "iles, ilex" leccio.

La formazione del nucleo abitato e delle attività artigianali[modifica | modifica sorgente]

Un laboratorio di falegnameria in un'incisione del XVI secolo

Dalla fondazione al secolo XI Lissone visse la vita stentata di un villaggio agricolo sito fuori dalle vie commerciali e con territorio poco produttivo: invasioni barbariche, guerre, carestie ed epidemie ne misero in forse più volte la sopravvivenza. Il miglioramento avutosi all'epoca dei Comuni (secolo XI- XII) a Lissone fu merito soprattutto dell'ordine degli Umiliati, un singolare movimento religioso i cui membri esercitavano un lavoro manuale indipendente, la lavorazione della lana e la tessitura dei panni. Un catalogo del 1298 elenca ben cinque conventi dell'Ordine a Lissone, molti per un villaggio al di sotto dei mille abitanti. Dall'emblema degli Umiliati i lissonesi hanno mutuato lo stemma comunale che raffigura un agnello con il motto Vincit omnia humilitas.

Il declino dei Comuni, le lotte tra Signorie e la Dominazione spagnola ridussero al limite le condizioni di vita a Lissone. Il territorio apparteneva a pochi grandi signori alle cui dipendenze stavano quasi tutti gli abitanti, legati alla terra da contratti esosi, senza speranza di riscatto. La coltivazione dei cereali, i vigneti, l'allevamento del baco da seta non bastavano al pur misero sostentamento, per cui molti emigravano, e tutti integravano il lavoro dei campi con la tessitura su telai a mano, anche se tale attività era poco redditizia essendo rivolta solo alla fabbricazione di panni grossolani. L'attività amministrativa era alquanto rudimentale, avendo a capo un console scelto all'asta fra chi si impegnava a svolgere il compito col minor stipendio, e al quale spettavano poteri di polizia locale e il diritto di convocare l'arengo, ossia l'assemblea popolare dei capifamiglia destinata a votare il bilancio ed eleggere un consiglio minore composto appunto dal console, da un sindaco che si occupava dell'ordinaria amministrazione, e da tre deputati nobili e tre plebei. Le ultime due cariche pubbliche erano quelle del cancelliere, ossia il segretario con funzioni notarili destinato a custodire l'archivio comunale, e l'esattore destinato alla riscossione delle tasse statali, provinciali e comunali. L'autorità superiore era quella del podestà della pieve di Desio, cui il console di Lissone doveva prestare giuramento.[4] Tale struttura, che si era evoluta sin dal medioevo per uso tradizionale, fu per la prima volta regolamentata legislativamente dall'editto dell'imperatrice Maria Teresa del 30 dicembre 1755, la riforma al governo e amministrazione delle comunità dello stato di Milano, corollario alla creazione del catasto, che diede una svolta oligarchica al funzionamento dei comuni, serrando il convocato, ossia il vecchio arengo, ai soli proprietari terrieri, e ristrutturando la deputazione, ossia il vecchio consiglio minore, su soli cinque membri, di obbligatoriamente solo uno plebeo e un altro borghese, e ben tre proprietari terrieri, impostando così una maggioranza nobiliare preconfezionata. Alla deputazione passava il potere di nomina delle quattro magistrature municipali precedentemente attribuito al convocato, e si rafforzava la posizione del sindaco chiamato a supplire alla deputazione in caso di vacanza. Seppur elitaria, la riforma illuminista teresiana fu però rispettosa delle autonomie locali, che vedevano confermate le proprie prerogative rispetto al potere centrale.[5] Ben più rivoluzionario fu a fine secolo l'impatto dell'arrivo delle armate francesi di Napoleone e la proclamazione della Repubblica Cisalpina che nel 1797 sciolse le vecchie amministrazioni, liberalizzò la partecipazione all'assemblea popolare, e mise a capo dei piccoli comuni come Lissone solo un agente municipale col suo aggiunto, trasferendo parimenti molti poteri al distretto di Desio di cui la comunità lissonese faceva parte.[6] Tali aperture democratiche ebbero però breve vita e, caduto il governo giacobino cisalpino a favore di quello moderato della Repubblica Italiana, la legge sull'organizzazione delle Autorità amministrative del 24 luglio 1802 riportò ad uno schema più simile a quello teresiano, seppur con un'assemblea aperta anche ai borghesi, un municipio con funzioni esecutive di soli tre membri di cui due possidenti, un agente municipale al posto del sindaco ma con poteri meno discrezionali, un cursore al posto del cancelliere e un ricevitore al posto dell'esattore. La proclamazione del Regno d'Italia comportò, col decreto dell'8 giugno 1805, la creazione del primo consiglio comunale lissonese composto da quindici membri nominati dal prefetto, come accadeva alla ricreata figura del sindaco, mentre il corpo esecutivo veniva completato da due anziani nominati dal consiglio.[7] Il ritorno degli austriaci comportò infine, con la notificazione del 12 aprile 1816, il ristabilimento del vecchio convocato e della deputazione teresiana, seppur ridotta quest'ultima a tre membri, mantenendosi un agente e un cursore alle dipendenze dell'amministrazione.[8]

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma di Lissone
  • Stemma Araldico di Lissone: l'attuale stemma comunale è «bandato d'argento e di rosso di sei pezzi, col capo abbassato d'azzuro, alla pecora accosciata, d'argento, tenente una lista svolazzante e bifida dello stesso carica della scritta: "Omnia Vincit Humilitas", in lettere nere». Il nome del caprone, chiamato caprôn in lingua lombarda, tramite uno spostamento della erre divenne crapôn, termine con cui i briantei definiscono scherzosamente i lissonesi.
  • Gonfalone Civico: il gonfalone è invece un «drappo di stoffa colore avorio, con fregi ornamentali e al centro lo stemma comunale, con sovrastante corona a cinque punte, segno di Città, contornato da un ramo di quercia e da un ramo di alloro».

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— D.P.R. del 27 novembre 1982

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa prepositurale dei Santi Pietro e Paolo, Villa Reati e Palazzo Terragni.
Chiesa di San Carlo
Chiesa della Madonna del Borgo

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Prepositurale dei Santi Pietro e Paolo: la prepositurale plebana dei Santi Pietro e Paolo è la chiesa principale della città di Lissone e del suo decanato. È chiamata comunemente anche Chiesa Grande. Nei primi giorni di maggio 1904 si cominciarono gli scavi per la costruzione della chiesa con il contributo gratuito e volenteroso della popolazione che non si rifiutò mai di portare, oltre il contributo finanziario, anche quello manuale per scavi, trasporto di materiale e simil genere di lavori. Nel dicembre dello stesso anno le fondamenta della chiesa erano terminate e si incominciò ad elevarvi lungo tutto il perimetro esterno un alto e robusto zoccolo di pietra, della cava del comune di Urago. Nel 1905 in luglio si cominciò l'elevamento della quadruplice fila di colonne in grossi blocchi di marmo provenienti da Chiampo. Si continuò nel 1906 ma un violento uragano la notte fra l'11 e il 12 luglio abbatté tutto il ponteggio e parte delle colonne in costruzione. I lavori proseguirono e nel 1907 si iniziarono i lavori della facciata in Chiampo coi cordoni in marmo della cava di Gandolis poi nel 1908 si arrivò colla muratura in mattoni pieni fino al tetto che venne coperto con il sistema delle capriate in ferro. Le vicende dei tempi cioè la guerra di Libia, la prima guerra mondiale e l'aumento crescente dei prezzi fecero sospendere i lavori di costruzione per oltre 13 anni.Dopo altre pause la sera del 17 ottobre 1925 il cardinale Eugenio Tosi compì il rito della benedizione del Tempio ma la chiesa non era ancora ultimata e fu aperta al culto solo nel 1926, in sostituzione della vecchia prepositurale demolita nel 1933. L'edificio ripropone motivi neo-gotici lombardi che riproducono in modo eclettico stili tardo romanici e neogotici. La pianta è a croce latina a tre navate. Nel punto in cui si incontrano i bracci sorge un imponente tiburio, che conserva la cupola al suo interno. I bracci laterali e la navata centrale terminano con absidi ottagonali. All'altezza del braccio destro del transetto sorge il campanile, ultimato nel 1927, con il sovrastante Angelo dorato, simbolo della città. Conserva un Crocifisso già custodito nella vecchia prepositurale, oltre ad alcuni affreschi e altre pregevoli opere lignee, come il coro, il pulpito e il fonte battesimale. Il campanile è uno dei più alti di tutta la Brianza. Esso si erge su di un quadrilatero di metri 6,40 di lato ed ha un'altezza di ben 77,45 metri. Alla quota di 11,50 m cessa il marmo ed incominciano i mattoni pieni in cotto. A quota 31,50 m vi è il piano dell'orologio la cui costruzione dal municipio, che ne è il proprietario, venne affidata alla ditta Frassoni di Rovato. Il piano dell'orologio è a quadranti di forma rotonda ornati da terre cotte lavorate, con i segni delle ore in bronzo e luminosi di notte. È munito di un carillon che intona l'Ave Maria di Lourdes a gloria della Vergine e la canzone del Piave a memoria ed onore ai gloriosi concittadini caduti in guerra. Data l'usura del tempo e la soppravvenuta elettrificazione delle campane avvenuta nel 1966, il carillon attualmente rimane fermo. A quota 43,30 m si aprono i quattro eleganti finestroni della cella campanaria, i quali terminano a sesto acuto e con gli ornamenti in terra cotta, ripetono il motivo delle finestre laterali delle navate del tempio. A quota 55,85 m il campanile si restringe, e passando dalla forma quadrata a quella ottagonale, inizia la sommità, la quale si compone di due parti ben distinte che donano alla torre una nota caratteristica e leggiadra: dapprima un belvedere a finestelle bifore e semplici alternate, a sesto rotondo, che richiama nel suo insieme la cupola della Chiesa; poi a quota 62,15 m la snella piramide terminale a costoni in cemento e facciate in cotto. Sul vertice a 72,35 m di altezza si erge, in luogo della croce, una elegante statua in rame dorato alta 5,10 metri raffigurante l'Angelo Custode della Parrocchia, che con le mani giunte in preghiera e le ali librate verso il cielo veglia tutore sulle vicende dei suoi protetti. Nel 1963 vi è stato un restauro dell'Angelo poiché l'usura del tempo ne aveva offuscato la doratura. All'interno del campanile si snoda una scala comoda che dà facile accesso fino ai balconcini posti alla sommità.
  • Chiesa di San Carlo: fu iniziata nel 1630 e portata a termine solo il secolo successivo a causa della penuria economica e delle ricorrenti epidemie. In passato è stato prezioso supporto per l'attività pastorale della chiesa prepositurale. Fu più volte utilizzata anche come lazzaretto per il ricovero degli ammalati. Recentemente oggetto di un profondo intervento di restauro, è stata restituita al suo originario aspetto nel giugno 2004.
  • Chiesa della Madonna del Borgo: conosciuta anche come chiesa dell'Assunta, la sua costruzione risale probabilmente al XVI secolo ed attesta l'antica devozione dei lissonesi per il culto mariano. Sembra, infatti, che la chiesetta abbia sostituito una piccola cappella o un'immagine della Vergine collocata nei pressi delle mura di cui Lissone era cinta. In seguito vi fu posta una statua in legno di Maria col Bambino, ancora oggi oggetto di particolare devozione da parte dei cittadini.Anche un luminosissimo trittico, realizzazione contemporanea dell'artista locale Giuseppe Monguzzi, raffigura tre momenti della devozione mariana.

Altre architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa dell'Addolorata: piazza Maria Bambina;
  • Chiesa di San Luigi: via don Colnaghi. Fermamente voluto dai ragazzi lissonesi durante la guerra , è il loro tempio votivo, legato al loro Oratorio maschile. Attualmente sembrerebbe dover essere abbattuto , in quanto a rischio di crollo.
  • Oratorio dell'Immacolata Concezione in Villa Reati (sconsacrata): via Fiume;
  • Chiesa di San Giuseppe Artigiano (parr.): via E. Fermi;
  • Chiesa della Madonna di Lourdes (parr.): via G. Baccelli;
  • Chiesa del Cuore Immacolato di Maria (parr.): via A. Nobel;
  • Chiesa del Sacro Cuore (parr.): via del Concilio;
  • Chiesa di Santa Maria Assunta (parr.): via E. De Amicis - fraz. Santa Margherita;
  • Chiesa di Sant'Antonio Maria Zaccaria (parr.): piazza S. Antonio, Maria Zaccaria - fraz. Bareggia;
  • Cappella Santi Pietro e Achille: via mons. Bernasconi - interno Ospedale di Lissone;
  • Cappella di Santa Margherita: via Lecco - fraz. Santa Margherita;

(parr.): chiesa parrocchiale; - (priv.): chiesa o cappella privata; - (sconsacrata): chiusa al culto

Le numerose edicole religiose di Lissone testimoniano la devozione popolare; fra queste il bassorilievo La Madonna con Bambino detta della Divina Provvidenza situata alla Rutunda.

  • Crusèta Altra forma di devozione religiosa legata alla storia è quella che ha dato nome alla zona Crusèta, croce seicentesca per la protezione dalle epidemie di peste.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Villa Candiani-Magatti
Palazzo Paleari
Villa Mussi
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Villa Reati (Lissone) e Palazzo Terragni di Lissone.
  • Villa Baldironi-Reati. Villa Reati oggi è solo una parte di un più ampio complesso che nel corso degli anni è stato trasformato secondo i gusti del tempo e dei proprietari. Comprendeva originariamente, oltre alla villa, anche la cappella gentilizia di famiglia, inglobata poi nell'oratorio dedicato all'Immacolata Concezione di Maria (oggi sede dell'Associazione Combattenti e Reduci di guerra); il tutto circondato da un vasto parco. L'edificio comprende due piani abitabili: il piano terra, con quattro sale più gruppo servizi e vano scala, e il piano primo, con otto locali più vano scala. Le sale del piano terra hanno pareti impreziosite da grandi affreschi databili tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo e da soffitti a cassettoni in legno lavorato e dipinto. Gli affreschi mostrano scenografie architettoniche di colonne marmoree apparentemente reggenti le travi dei soffitti; inoltre portali con festoni e putti inquadrano paesaggi di edifici classici e ruderi. L'edificio è vincolato dalla Sovrintendenza, grazie al notevole valore storico-artistico e documentario delle decorazioni.
  • Palazzo Terragni: posto in piazza Libertà, è un edificio progettato nel 1937 ed eretto dal 1938 al 1940 come Casa del Fascio, poi Casa del Popolo; presenta un'architettura di tipo razionalista. Prende il nome dall'architetto Giuseppe Terragni che lo progettò. Attualmente ospita al suo interno il Teatro Comunale, e un'ampia area dedicata a spazio espositivo e convegni internazionali.
  • Palazzo Vittorio Veneto: sorge in piazza IV novembre, di fronte ad un'area verde attrezzata con panchine e giochi per bambini, luogo di incontro privilegiato del centro storico. L'edificio, già sede di scuole elementari e poi di mostre e manifestazioni, dal 2002 ospita la nuova biblioteca civica e la biblioteca del mobile.

Altre architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo del Comune: sede dell'Amministrazione comunale, del Consiglio Comunale e di tutti gli assessorati. Sito tra piazza Martiri di Nassiriya e via Gramsci, gli interni dei primi due piani del moderno palazzo, sono stati progettati dal grande architetto Marco Zanuso, ideatore, oltre che degli arredi, anche della Sala Consiliare, degli uffici del Sindaco e la sala della Giunta municipale;
  • Torre Littoria: sita sulla destra di Palazzo Terragni, è un alto parallelepipedo in pietra di Moltrasio, eretto insieme al palazzo attiguo. Alla base della torre si trova una cappella, che è il sacrario dei caduti in guerra, mentre al primo piano si trova l'Arengario, ovvero il balcone utilizzato per le adunate durante il periodo fascista.
  • Palazzo del Mobile: sede dell'esposizione mobiliera permanente;
  • Palazzo Paleari: edificio storico in stile Liberty, recentemente recuperato, è a testimonianza della tradizione industriale lissonese;
  • Villa Candiani-Magatti: villa di delizia e già sede municipale, conserva al piano terreno grandi saloni decorati con stucchi. Attualmente è sede dell'ASL e di alcuni uffici sanitari, in attesa che questi vengano trasferiti. La villa è circondata dal parco De Capitani da Vimercate;
  • Villa Mussi: villa gentilizia situata nella centralissima piazza Libertà, fu sede durante l'occupazione tedesca durante la seconda guerra mondiale della polizia nazista;
  • Palazzo dei Conti Rocca-San Martino: nobile palazzo sito nella centrale via Sant'Antonio, appartenne nei secoli alle famiglie Rocca e San Martino;
  • Villa Galliani: ex caserma dell'esercito durante la seconda guerra mondiale, oggi è stata trasformata in sontuose abitazioni private;
  • Villa Paleari: grande villa, anticamente connessa alla Villa Baldironi-Reati, circondata da un vasto parco, ristrutturata con abitazioni e studi privati;
  • Villa Crippa: villa gentilizia, con facciata eclettica sulla centrale via San Rocco;
  • Villa De Capitani: villa degli anni '20, oggi proprietà privata della famiglia De Capitani, con una splendida facciata in stile eclettico;
  • Villa Gatti: proprietà privata, sita sulla via che collega Lissone a Muggiò;
  • Ospedale della Carità: in via Mons. Bernasconi, è stato il primo ospedale lissonese, oggi in disuso, è stato sostituito dal nuovo nosocomio, anch'esso in via Bernasconi, sede di ambulatori, centri riabilitativi e di laboratori.

Importanti sono anche le tante cascine ancora presenti sul territorio, e ubicate nelle periferie cittadine:

  • Cascina Aliprandi: grande complesso sito in viale Lombardia, è il nucleo originario della frazione omonima;
  • Cascina Bareggia: dà il nome alla frazione Bareggia, restaurata e adibita a uffici comunali decentrati dell'amministrazione di Lissone;
  • Cascina Bini: complesso agricolo sito a nord della città;
  • Cascina Convenio : antica cascina agricola sita in via Meda, oggi proprietà privata;
  • Cascina Panceri Baldirona: situata nella zona agricola orientale della città, si trova al confine con Vedano al Lambro;
  • Cascina Paolina: sita nella frazione Bareggia, attualmente è sede del centro ippico di Lissone;
  • Cascina Rosalia: ultima zona rurale a sud della città, confina con il comune di Muggiò;
  • Cascina San Giuseppe: recentemente restaurata, è stata riconvertita in abitazioni residenziali che si affacciano su piazza Martiri delle Foibe;
  • Cascina Santa Margherita: nucleo ottocentesco della frazione Santa Marghertia, è attigua alla vecchia chiesa di San Bernardo;
  • Cascina San Mauro: dà il nome al rione "San Mauro", si trova nella periferia orientale della città e attualmente è anche sede di una cooperativa sociale.

Altri monumenti[modifica | modifica sorgente]

  • Pala dei Caduti: presso la chiesa di San Luigi, vi è un Elenco dei Caduti e Dispersi lissonesi delle guerre mondiali consistente in una pregiatissima opera lignea: l'ordine prescinde dal grado posseduto ed è strettamente alfabetico tranne nel caso di strettissime parentele.
  • Altare della Patria e Memoriale ai Caduti Lissonesi: all'interno del Cimitero, piazza delle Rimembranze
  • Monumento ai Quattro Martiri: piazza della Libertà
  • Mausoleo dei Caduti: all'interno della Torre Littoria in piazza della Libertà
  • Monumento agli Artigiani Lissonesi: piazza XXI febbraio
  • Monumento ai Carabinieri: piazza A. De Gasperi
  • Monumento dei Marinai: largo Marinai d'Italia
  • Monumento degli Alpini: largo degli Alpini
  • Monumento ai Caduti Bareggesi: piazza S. Antonio, Maria Zaccaria
  • Obelisco dei Caduti della Peste: piazza G. Fumagalli

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

  • Parco e Laghetto di Lissone: localizzato ad est di Lissone (lat.45°37'26 N long.9°15'22 E) si trova al confine con i comuni di Biassono e Macherio. Il Parco di Lissone o Bosco Urbano è una vasta area sita a nord-est del territorio lissonese, dalla superficie di circa 120.000 m². Tale area, originariamente destinata a coltivazioni agricole, è stata oggetto di interventi di selvicoltura e forestazione urbana. I sentieri, originariamente quasi impraticabili, sono stati allargati e sistemati e attualmente sono percorribili sia a piedi che in bicicletta e a cavallo. È stata realizzata anche una piccola "roggia", habitat ideale per rane e alcune specie di insetti. L'intervento, iniziato a partire dal 2002 per volere dell'allora amministrazione comunale, anche tramite la realizzazione di un lago artificiale, che ha una superficie di circa 10.000 m² ha contribuito fortemente a rendere fruibile l'intero parco naturale. Il bacino, alimentato con acqua di falda, è stato destinato alla pesca sportiva. Il bosco urbano è raggiungibile in auto da via Bottego e da via Miglio e dispone di un ampio parcheggio. All'interno del bosco urbano si può notare la presenza di varie piante da frutto e di zone dedicate per l'accensione di fuochi.
  • Giardino De Capitani da Vimercate: intitolato nel 2008 a Gianfranco De Capitani da Vimercate, lissonese deceduto nel campo di concentramento di Mauthausen nel 1944. Piccolo giardino verde del centro storico cittadino, l'ingresso principale, dà su piazza Libertà e si trova esattamente tra Villa Candiani-Magatti (ex sede municipale, di cui è parte del vecchio giardino) e Palazzo Terragni.Il giardino propone circa una decina di esemplari di conifere alcune centenarie.
  • Parco Locale di Interesse Sovracomunale 'Alma-Solis': corrisponde a tutte le aree boschive e tuttora agricole poste nella zona nord-orientale della città, sui confini con i comuni di Albiate, Macherio e Sovico. Il parco, soggetto ai tradizionali vincoli in materia urbanistica, è il collegamento naturale tra il parco della Brianza Centrale e il Parco Regionale della Valle del Lambro. Al suo interno, oltre all'Elisuperficie di Lissone si possono trovare anche l'antica Cascina Bini e la piccola chiesa di Santa Margherita alle Torrette.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]

Lo sviluppo demografico del comune, che ha caratterizzato tutto il XX secolo, ha registrato un'ulteriore accelerazione negli ultimi anni: per effetto dell'intensificarsi dell'espansione immobiliare, nel 2011 la popolazione residente ha raggiunto i 43.571 abitanti rispetto ai 34.450 del censimento 2001. La densità di popolazione ha raggiunto livelli significativi, con quasi 5000 abitanti per km. L'indice di densità abitativa di Lissone risulta essere uno tra i più elevati d'Italia.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

La prima scuola professionale di Disegno e Intaglio di Lissone

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Oltre a otto scuole per l'infanzia, sei primarie e quattro secondarie inferiori, hanno sede a Lissone:

  • Liceo Scientifico "F. Enriques", con annesso Liceo Linguistico e Istituto Magistrale "G. Parini" e Istituto Tecnico Commerciale e Geometri "Europa Unita";
  • Liceo Artistico e Istituto Professionale per l'Industria e l'Artigianato "G. Meroni".

Sono presenti a Lissone, anche istituzioni a livello post-scolastico:

  • Centro di Formazione e Apprendimento Permanente, un ente per la formazione extra-scolastica della cittadinanza promosso dall'Amministrazione Comunale e dalle associazioni del territorio, con sede nell'Istituto "B. Croce";
  • Libera Accademia di Belle Arti "Gino Meloni": fondata nel 1934 da un'idea del pittore Gino Meloni, in risposta ad alcuni suoi concittadini desiderosi di imparare a dipingere da lui, che era studente dell'accademia di Belle Arti di Brera. Attualmente è gestita dalla "Famiglia Artistica Lissonese";
  • Civica Scuola di Musica "Lissonum": gestita dall'Associazione Musica Lissonese, cura la formazione musicale degli allievi, provenienti da tutta la Brianza;
  • Università della Bareggia: è la sede dell'Università della Terza età in frazione Bareggia.

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo d'Arte Contemporanea: vi ha sede la pinacoteca civica inaugurata nel novembre del 2000. Frutto di una reinterpretazione del razionalismo già presente a Lissone e in Brianza, l'edificio mantiene e valorizza la parte più significativa dell'insediamento originario: all'avancorpo preesistente, riportato al suo passato splendore e svuotato per formare un unico volume destinato ad atrio d'ingresso, viene ad aggiungersi la nuova struttura architettonica retrostante. Il museo si articola su tre livelli fuori terra e un piano interrato e ospita la raccolta derivante dalle edizioni del Premio Lissone (1946-1967).
  • Museo degli attrezzi artigianali all'interno di palazzo Vittorio Veneto, custodisce gelosamente al suo interno una collezione di antichi strumenti artigianali appartenuti agli aritigani lissonesi, per la realizzazione delle componenti del mobile e dell'arredamento.

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Lissone possiede due biblioteche, situate nello storico palazzo Vittorio Veneto, restaurato nel 2002, ed iscritte nel circuito provinciale del sistema "BrianzaBiblioteche":

  • Biblioteca Civica: occupa interamente palazzo Vittorio Veneto, al piano terra si trova la sezione ragazzi, la Mediateca e l'emeroteca, mentre al primo piano trova spazio anche la preziosa sezione di Storia Locale, con volumi storici di grande valore. Al secondo piano, trova posto, oltre alla Biblioteca del Mobile e dell'Arredamento, anche la Sala polifunzionale e uno spazio riunioni. L'intera struttura conserva una collezione di circa 100.000 volumi e di 5.000 tra DVD, VHS e CD;
  • Biblioteca Civica del Mobile e dell'Arredamento: inaugurata nel 1941, è l'unica biblioteca in Europa nel suo genere. Il patrimonio librario della biblioteca, compresa fra le biblioteche speciali della Regione Lombardia, comprende oltre 6.500 volumi in varie lingue, che documentano:
    • la storia e gli stili del mobile nei secoli e nel mondo;
    • la produzione del mobile dal 1970 ad oggi con particolare riguardo al mobile italiano;
    • la storia e la teoria del design e i designer italiani e stranieri;
    • la situazione economica del settore legno e arredamento con particolare attenzione per la realtà lissonese e brianzola
    • l'architettura (storia, architetti, tipologie di edifici, progettazione), l'urbanistica (storia, studio e progettazione del territorio) e l'ingegneria (storia delle costruzioni edili, materiali e tecniche costruttive)
    • le norme italiane ed europee su mobili, legno e sughero.
  • Biblioteca "Mons. Cazzaniga": è la biblioteca della Comunità "Santa Teresa Benedetta della Croce", conserva migliaia di libri su fede, arte, religione, attualità, letteratura e politica. È situata in piazza Giovanni XXIII di fronte alla Prepositurale di Lissone.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

  • Teatro G. Terragni: ospitato presso l'omonimo palazzo, è sede di innumerevoli concerti, spettacoli, rappresentazioni e altri eventi culturali. Distribuito in platea e galleria, attualmente, a causa di una riorganizzazione degli spazi interni, ha una capienza di soli 149 posti a sedere;
  • Cine-Teatro Excelsior: in via don Colnaghi, ha al suo interno 390 posti a sedere, sede di proiezioni e di spettacoli teatrali di importanza culturale. A partire dal mese di settembre 2013 il Cine-Teatro Excelsior è stato chiuso per l'intera stagione cinematografica 2013-2014 a causa di alcuni lavori manutentivi straordinari.
  • Presente nella frazione Aliprandi vi è un multiplex con al suo interno 11 sale maxi-schermo.

Musica[modifica | modifica sorgente]

A Lissone sono presenti tre bande musicali:

  • Corpo Bandistico S. Cecilia: la più antica, con sede nel Centro storico (Piazza Giovanni XXIII - Casa Canonica). Fu fondata nel 1858 da don Pietro Arrigoni;
  • Consonanza Musicale: la più giovane, che ha sede insieme alla Scuola di Musica nella frazione di Santa Margherita;
  • Corpo Musicale S. Cecilia di Baregga di Lissone: fondata nel 1902, con sede in piazza S. Antonio Maria Zaccaria, 5, Bareggia di Lissone.

Media[modifica | modifica sorgente]

  • Giornale di Monza, giornale settimanale
  • Il Cittadino - edizione Brianza Sud, giornale settimanale
  • Il Giorno - edizione di Monza e Lissone, giornale quotidiano
  • Lissone Informa, periodico edito dall'Amministrazione Comunale
  • Comunità Alternativa, periodico edito dalla Comunità Pastorale Lissonese
  • Tmb - Telemonzabrianza TV (ex TeleLissone), emittente lissonese, è in fase di rilancio
  • Radio LOL, emittente radiofonica

Persone legate a Lissone[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

La fontana di Piazza IV Novembre

Feste patronali[modifica | modifica sorgente]

Il 29 giugno è la ricorrenza di San Pietro e Paolo, patroni della chiesa prepositurale, ma la festa di Lissone è la terza domenica di ottobre con, per tradizione sentitissima dai lissonesi stessi, il lunedì successivo: vi si ricorda la dedicazione della Prepositurale.In questi giorni è consuetudine per i lissonesi recarsi alla piazza del mercato a divertirsi dove si trovano le giostre o luna park appositamente arrivate per l'occasione.Inoltre viene consumata sempre per tradizione la famosa "torta paesana" con pinoli,uvette e canditi.

Palio Lissonese[modifica | modifica sorgente]

Il Palio Lissonese constava di due gare, una tra i portatori d'acqua (Lixiones) e l'altra tra i falegnami (Legnàmee) della città. Le gare erano precedute da un corteo storico nel quale i rappresentanti dei rioni sfilano in costumi d'epoca romana e in abiti storici, a ricordo della fondazione della città. Ogni rione, sfilava con il proprio gonfalone storico, seguito dai figuranti e dagli atleti che si cimenteranno nelle gare sportive, che servivano a incoronare il rione vincitore del Palio. Ogni squadra era retta dalla figura del Capitano di Rione, scelto tra gli appartenenti del quartiere, che aveva il compito di rappresentare i concittadini durante tutta la durata delle gare. Il palio si reggeva su dodici rioni, che furono inventati all'uopo negli anni ottanta:

  • 600px Verde e Bianco.png Burg, comprende tutta la zona che comprende il centro storico cittadino;
  • 600px Marrone e Bianco.png Gesa Növa, tutta la zona circostante la chiesa prepositurale, o appunto Gesa Nova;
  • 600px Rosso e Bianco.png San Ròch-Barüs, è la zona centrale dove vi era la Chiesa di San Rocco fuori le Mura, oggi Chiesa di San Luigi; comprende anche ilo quartiere di Piazza Garibaldi, via Fiume e via Baldironi;
  • 600px Arancione e Bianco.png Salèta, il polo artigianale convergente intorno a via Buonarroti, a partire da piazza Maria Bambina, nei pressi della quale si trova ora un'immagine della Madonna della Saletta ma anche vi si trovava nel passato una celebre "saletta da biliardo" per soli uomini ubicata nella presente Piazza Maria Bambina, che dava il nome allo storico rione;
  • 600px Bianco e Azzurro.png Cruséta, la zona della Crocetta, ovvero una colonna di pietra con in cima una croce, che si trova dal 2000 al centro dello storico incrocio tra strade che portano al centro di Lissone e alle frazioni di Bareggia e Santa Margherita e a San Giorgio di Desio;
  • 600px Blu e Rosso.png Baregia, è il rione della frazione di Bareggia, nella zona nord-orientale della città sul confine con Macherio e Biassono;
  • 600px Bianco e Rosso.png Rutunda, il quartiere a sud-est, nella zona di via Monza dove si trova il palazzetto dello sport "PalaFarè". Il rione deve il nome ad una pericolosa curva Rutunda che faceva il tram per Monza, oggi sostituito da bus, tra la via Monza e la Via Trieste.
  • 600px Giallo e Bianco.png Cunvegn e Baldirüna, la zona est di Lissone, al confine con Biassono e Vedano al Lambro, dove si trova il appunto il Convegno, storica enoteca e la cascina San Mauro e Baldirona, e subito oltre il confine comunale, nel territorio di Vedano al Lambro, anche il Santuario della Misericordia.
  • 600px Bianco e Verde.png Barbìs, la zona ovest di Lissone, comprese via Varese, via Verdi e corso Matteotti verso San Giorgio. Nella zona esisteva un passaggio a livello fino agli anni ottanta e si deve il nome del rione a uno storico casellante con lunghi baffi, detto appunto qui l'uomo dai Barbis
  • 600px Giallo.png i Cassìn, la zona nord della città, che riunisce le frazioni di Santa Margherita, Aliprandi e le cascine Bini e San Pietro;
  • 600px Giallo e Azzurro.png Vialort, comprende il quartiere ad est del viale della Repubblica, da Via Pacinotti, il Vialone che collega Lissone a Monza. Anticamente Vialor era il nome dialettale del viale della Repubblica.
  • 600px Giallo e Marrone.png Da Là dal Punt, tutta la zona sud della città, che sta appunto al "di la del ponte" della stazione ferroviaria.

Altri eventi culturali[modifica | modifica sorgente]

  • Carnevale Lissonese: sfilata dei carri allegorici e delle tre bande cittadine in maschera;
  • Festival del Libro e Notte dei Libri: incontri diretti con grandi scrittori, attraverso una "Tre giorni"caratterizzata da programmi densi di appuntamenti. Durante il festival, per una notte la biblioteca rimane aperta con letture, musica, teatro, mostre fotografiche, fino all'alba;
  • Festival corale internazionale "La Fabbrica del Canto": iniziativa di musica e solidarietà, da sempre legata a proposte di sostegno e aiuto concreto a favore di realtà bisognose;
  • Estate Lissonese: concerti e spettacoli all'aperto per adulti e bambini;
  • Cantem Insemma: concorso di canzoni dialettali lombarde con premiazione dei vincitori e incisione di album con i brani finalisti;
  • Premio Lissone di Pittura: concorso internazionale di pittura per giovani artisti, con premiazione e acquisto dell'opera vincitrice;
  • Premio Lissone Design: concorso internazionale di design per giovani, con premiazione e realizzazione dei prototipi dei progetti vincitori;
  • Presepe vivente: tradizionale rappresentazione storica del villaggio di Betlemme, allestito in piazza IV Novembre;
  • Corteo dei Magi: tradizionale sfilata in abiti storici dei re Magi presso la Prepositurale dei Santi Pietro e Paolo e presso il Palazzo del Comune;
  • Palio Lissonese: ormai scomparso, era il palio dei dodici Rioni della città.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Bareggia: Barègia in dialetto brianzolo, è una delle frazioni del comune di Lissone. Deve la sua individualità alla coestensiva parrocchia che, caso assai raro nell'Arcidiocesi di Milano, prescinde dai confini civili abbracciando due comuni diversi (Lissone e Macherio). Di particolare interesse, nella parte lissonese, vi è la chiesa parrocchiale dedicata a San Giuseppe e a Sant'Antonio Maria Zaccaria. Nella parte orientale della Bareggia sorge anche un ampio parco, il Bosco Urbano, unico polmone verde di un comune ormai densamente urbanizzato. All'interno del parco vi è un laghetto artificiale adibito alla pesca sportiva, oltre a numerosi sentieri ciclopedonali o percorribili a cavallo, immersi in prati, verde agricolo coltivato a mais e boschi.
  • Santa Margherita: è la più grande delle frazioni lissonesi ed anche quella più "autonomista". Della chiesa principale, quella di Santa Margherita (risalente al XIX secolo), rimane visibile attualmente solo un piccolo campanile ed una cappellina dedicata alla Santa. La chiesa attuale è quella di Santa Maria Assunta, moderna e molto capiente. Sulla strada vicinale per Sovico, è presente l'elisuperficie di Lissone, unica struttura in tutta la provincia di Monza e Brianza adibita all'atterraggio e al decollo di elicotteri, per emergenze e per il soccorso aereo. Santa Margherita è oggi completamente fusa con Cassina Aliprandi, che prende il nome dalla nobile famiglia Aliprandi, feudataria di numerosi territori in Lombardia. A Lissone erano presenti i marchesi Aliprandi Martinengo, ramo della famiglia estinto nel XVIII secolo.[10] Nel Settecento le frazioni Aliprandi, Santa Margherita e Cascina Bini formavano un unico comune indipendente: quello di Cassina Aliprandi che aveva adottato come stemma comunale il blasone degli Aliprandi. Nel 1869 questo comune e i suoi 500 abitanti furono annessi al vicino comune di Lissone, come peraltro era già accaduto in epoca napoleonica.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Attrezzi da falegnameria manuali

L'economia è basata essenzialmente sul settore industriale, commerciale, artigianale e di consulenza fra cui quella finanziaria. Rilevante è la produzione di mobili, principale attività industriale del comune. Vi sono anche industrie meccaniche - in particolare le Officine Brugola, fondate nel 1926 e attualmente presenti, il cui prodotto tipico sono le viti brugola, conosciute con questo nome in tutto il mondo -, elettrochimiche, chimiche, alimentari ed elettroniche. Alcune delle attività produttive svolte a Lissone hanno comportato controlli con impianti radiologici per industrie e conseguente competenza radioprotezionistica. Nel primo dopoguerra la produzione artigianale di mobili di Lissone, sempre alla ricerca di nuovi sbocchi, accolse l'invito del movimento razionalista; architetti ed arredatori di quella scuola trovarono localmente chi realizzò in modo ineccepibile le loro idee e la Triennale di Milano del 1933 ne fu il vittorioso collaudo. Dai prototipi su disegno alla produzione per tutti, adattabile per precise ragioni di produzione o di gusto, si passò poi ad arredamenti di palazzi pubblici, cinematografi, pezzi unici per case private. Il compito promozionale fu assunto da una manifestazione, la Settimana del Mobile, organizzata inizialmente da un sodalizio privato, e dal 1951 in avanti dall'Ente Comunale per il potenziamento del mercato mobiliero. Non meno importante annotazione, la fondazione nel 1955 dell'Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato "G. Meroni", che sostituendo la vecchia scuola di Disegno ed Intaglio si è specializzato nella formazione professionale a vari livelli di mobilieri e di arredatori. Questa vivacità imprenditoriale nel campo dell'arredo, pur continuando a rappresentare un caso di successo della piccola e media impresa italiana, ha subito dal 1990 un rallentamento, dovuto principalmente ad una minor attenzione dedicata all'aspetto creativo e progettuale dell'arredo col risultato che Lissone attraversò un momento di stagflazione, nonostante le numerose, ed uniche a livello nazionale, professionalità e capacità esistenti sul suo territorio. Dal 1995 è iniziato un percorso atto a riavviare la crescita dell'economia lissonese legata al mobile.

Stazione di Lissone

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Elisuperficie di Lissone

Lissone è servita dalla Superstrada SS36 Milano-Colico, che presenta cinque uscite utili per raggiungere la città, e costituisce la principale arteria di connessione della "Città del Mobile" con Milano e Lecco. I collegamenti con Como e la Svizzera soffrono invece della cronica assenza di arterie stradali trasversali dell'area brianzola, un problema cui in futuro si conta di porre rimedio tramite l'Autostrada Pedemontana che passerà sul territorio cittadino.

La stazione ferroviaria di Lissone è servita dalle linea ferroviaria internazionale Lugano-Milano e dalle linee Chiasso-Milano Porta Garibaldi e Saronno-Albairate; situata in piazzale Stazione, si trova nei pressi del centro storico cittadino, a poca distanza dal confine con il comune di Muggiò. Nel 1879 una richiesta congiunta delle Amministrazioni di Lissone e Muggiò, con relative delibere dei Consigli Comunali, destinata al Governo centrale di Roma, propone la costruzione di una nuova stazione con scalo merci in Lissone sul cavalcavia soprastante la strada per Muggiò, a una distanza favorevole tra le due stazioni già esistenti di Monza e Desio. La suddetta richiesta venne accolta e la Stazione di Lissone-Muggiò fu realizzata tra il 1881 e il 1882. Oggi è tra le più utilizzate in Brianza.

La città non è molto distante dai tre aeroporti internazionali di Milano Linate (20 km),Orio al Serio (40 km) e Milano Malpensa (70 km), sebbene soffra la cronica congestione del sistema viario di collegamento della Lombardia.

L'elisuperficie di Lissone è situata sulla strada vicinale per Sovico, nella frazione di Santa Margherita. Ha una superficie di 6.000 metri quadrati, utilizzati ed attrezzabili per il soccorso aereo in casi di emergenza; la struttura unica in tutta la Brianza, è in gestione alla sezione lissonese della Protezione Civile.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

L'attuale sindaco di Lissone è la dottoressa Concetta Monguzzi, la cui maggioranza è composta dalla coalizione composta da:

All'opposizione si trovano i gruppi:

Dall'introduzione del moderno assetto amministrativo nel 1859, a Lissone si sono avvicendati 22 sindaci.[11]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1859 1861 Felice Mariani Liberali Sindaco [12]
1862 1873 Carlo Arosio Liberali Sindaco [13]
1874 1877 Angelo Meroni Liberali Sindaco
1878 1880 Carlo Rocca Liberali Sindaco
1881 1885 Carlo Sanmartino Liberali Sindaco
1886 1887 Pietro Arosio Liberali Sindaco
1888 1895 Amedeo Meroni Liberali Sindaco
1896 1905 Luigi Varenna Liberali Sindaco [14]
1905 1906 Mauro Riva Liberali Sindaco
1907 1908 Pietro Mussi Liberali Sindaco
1908 1908 Giovanni Nota - Commissario [15]
1909 1914 Mauro Riva Liberali Sindaco
1914 1920 Rodolfo Fossati Liberali Sindaco [16]
1920 1923 Giovanni Mariani Partito Popolare Italiano Sindaco [17]
1923 1924 Alfonso Campanari - Commissario [18]
1924 1927 Carlo De Capitani - Commissario
1927 1928 Carlo Durante - Commissario
1928 1932 Alfredo Fossati Partito Nazionale Fascista Podestà
1932 1943 Angelo Cagnola Partito Nazionale Fascista Podestà
1943 1944 Aldo Varenna - Commissario
1944 1944 Eugenio Campo - Commissario
1944 1945 Giovanni Ruffini - Commissario
1945 1946 Angelo Arosio Democrazia Cristiana Sindaco [19]
1946 1951 Mario Camnasio Democrazia Cristiana Sindaco [20]
1951 1970 Fausto Meroni Democrazia Cristiana Sindaco [21]
1970 1975 Sergio Missaglia Democrazia Cristiana Sindaco
1975 1985 Angelo Cerizzi Democrazia Cristiana Sindaco [22]
1985 1992 Giuseppe Valtorta Democrazia Cristiana Sindaco
1992 1993 Adriano Muschiato Democrazia Cristiana Sindaco
1993 1994 Bice Montanari - Commissario [23]
1994 2002 Fabio Meroni Lega Nord Sindaco [24]
2002 2012 Ambrogio Fossati Lega Nord Sindaco
2012 in carica Concetta Monguzzi Lista civica di csx Sindaco

Consolati esteri[modifica | modifica sorgente]

A Lissone nel 2000 era presente un consolato della Costa d'Avorio.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Pro Lissone Calcio e Ginnastica

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio lissonese, la Pro Lissone, fu fondata nel 1901 come Società Sportiva per l'Educazione Fisica e Civile Pro Lissone. Affiliatasi alla FIGC nel 1910, ha vissuto momenti epici a cavallo fra le due guerre arrivando a conquistare il traguardo della Serie C, per poi retrocedere. Dopo una lunghissima militanza in Serie D, è stata retrocessa nel campionato di Eccellenza al termine della stagione sportiva 2004-2005. A Lissone sono inoltre presenti altre due società calcistiche minori: la Associazione Calcio Lissone militante in Promozione, e la Associazione Calcio Campagnola Don Bosco, di Seconda Categoria, che rappresenta la frazione di Santa Margherita.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Ginnastica Artistica Lissonese

Dal 1946 Lissone ospita la partenza e l'arrivo nel mese di agosto della Coppa Agostoni, corsa ciclistica internazionale per corridori professionisti che si snoda sulle strade brianzole affrontando le salite impegnative del Ghisallo e del Colle Brianza. La Coppa Agostoni è il più importante evento sportivo della città di Lissone. Nella neonata provincia di Monza e Brianza è considerato il terzo evento sportivo per importanza dopo il G.P. di Formula 1 e dopo il Mondiale di Superbike. La Piccola Agostoni in ricordo di Luciano Meroni e Lino Biganzoli è una gara ciclistica riservata agli atleti under 23.

Il 23 maggio 2005, per merito soprattutto dello Sport Club Mobili Lissone, la quindicesima tappa del Giro d'Italia 2005 si è conclusa a Lissone con la vittoria di Alessandro Petacchi. Nella frazione di Bareggia si trova la sede di una delle più importanti squadra ciclistica amatoriale in italia il "Lissone MTB".

Ginnastica artistica[modifica | modifica sorgente]

Lissone ha una forte attività delle squadre di ginnastica artistica, tra cui spiccano:

Altri sport[modifica | modifica sorgente]

Degno di rilevanza è il Judo Club Lissone, insignito della Stella di bronzo al merito sportivo nel 2013.[25] Negli altri sport sono attive con i loro impianti la Polisportiva Virtus Lissone, la Polisportiva CIM Lissone, il Gruppo sportivo oratoriano "Azzurri" della parrocchia Sacro Cuore, la Polisportiva Campagnola Don Bosco operante sul territorio della frazione Santa Margherita, la Associazione Sportiva don Bosco Bareggia-Lissone, la Bocciofila la Salita, l'Associazione Pallacanestro Lissone (A.P.L.) la cui prima squadra milita nel campionato di Serie C, la Società Ciclistica Mobili Lissone organizzatrice della Coppa Agostoni e della Piccola Agostoni e A.S.D. Progetto AQA associazione che promuove l'attività subacquea e gli sports acquatici.

Si organizzano a Lissone la Gara interregionale di supermoto: prova del campionato interregionale di supermoto per professionisti, e il Torneo Internazionale di basket "Città di Lissone", riservato ad atleti juniores.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Stadio Comunale "Luigino Brugola"
  • Stadio Comunale "Luigino Brugola" (S.S. Pro Lissone Calcio) - Via Dante
  • Campo Comunale "Città di Lissone " (A.C. Lissone) - Via Del Pioppo, frazione Bareggia
  • Centro sportivo comunale "Città di Lissone" - Via F. Cilea
  • Piscine comunali olimpioniche - Via F. Cilea
  • Centro sportivo comunale - Via L. Beltrame
  • Centro sportivo comunale (S.S. Campagnola) - Via G. Deledda, frazione Santa Margherita
  • Palazzetto dello sport "PalaFarè" - Via Caravaggio
  • Palazzetto dello sport "Ripamonti" - Via San Domenico Savio, frazione Santa Margherita
  • Palazzetto dello sport "Benedetto Croce" - Via Don Minzoni
  • Centro Ippico "Cascina Paolina" - Via V. Bottego, frazione Bareggia

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1]
  2. ^ Comune di Lissone - Aree Tematiche - Vivere Lissone - Economia
  3. ^ Dizionario di toponomastica, Torino, UTET, 1990, p. 419.
  4. ^ Il Comune di Lissone sotto la Spagna
  5. ^ Il Comune di Lissone sotto l'Impero
  6. ^ Il Comune di Lissone sotto la Repubblica Cisalpina
  7. ^ Il Comune di Lissone nel Regno d'Italia
  8. ^ Il Comune di Lissone sotto l'Austria
  9. ^ Statistiche I.Stat - Archivio di Stato di Milano URL consultato in data 12-03-2014.
  10. ^ Secoli XVI-XVIII Quanti nobili a Lissone!
  11. ^ L'elenco presenta incongruenze con la legislazione d'epoca ottocentesca, basata su cicli triennali, e con altre fonti storiografiche, come quelle riportanti la data di morte del sindaco Rocca [2].
  12. ^ Le prime elezioni amministrative furono indette domenica 15 gennaio 1860. Il consiglio comunale si componeva di 20 membri, fra cui venivano scelti 4 assessori e il sindaco, quest'ultimo però insediato dal prefetto per un triennio con mandato a partire dalla mezzanotte di Capodanno. Non esistevano liste: gli elettori erano solo un centinaio, erano tutti automaticamente candidati, e ciascuno disponeva di tanti voti di preferenza quanti erano i seggi da coprire. Nei successivi trent'anni si procedette solo ad elezioni supplettive annuali per quattro consiglieri alla volta.
  13. ^ Nel corso del terzo mandato del sindaco Arosio fu annessa Cassina Aliprandi.
  14. ^ La riforma elettorale allargò il corpo elettorale a circa seicento persone e permise la nomina del sindaco da parte del consiglio comunale. Nel 1895 vennero indette le elezioni amministrative generali, e il nuovo consiglio sarebbe stato rinnovato per metà ogni triennio, ogni elettore avendo a disposizione otto voti di preferenza.
  15. ^ Nominato in seguito allo scioglimento del consiglio comunale per decreto reale del 24 maggio [3] prorogato il 18 agosto [4]. Nel novembre 1908 vennero conseguentemente indette le elezioni comunali generali.
  16. ^ La riforma elettorale introdusse il suffragio universale maschile. Le elezioni divennero integrali ed indette ogni quattro anni, facendo diventare quadriennale anche il mandato del sindaco e della giunta. Il vigente sistema elettorale maggioritario assegnava sedici voti di preferenza ad ogni elettore. Il mandato dell'amministrazione eletta nel 1914 fu poi prorogato di due anni a causa della Prima guerra mondiale.
  17. ^ In seguito al raggiungimento dei 10 mila abitanti, il consiglio comunale di Lissone passò a 30 membri. Ad ogni elettore vennero conseguentemente accordati ventiquattro voti di preferenza.
  18. ^ Nominato nel settembe 1923 in seguito alla crisi dell'amministrazione comunale sotto pressione fascista [5] e mantenuto in carica per un anno [6].
  19. ^ Nominato dal CLN insieme ai suoi quattro assessori.
  20. ^ La ricostituzione democratica dell'amministrazione comunale si basò sulle stesse norme del primo dopoguerra estese però anche alle donne.
  21. ^ La riforma elettorale, per la cui elaborazione era stata prolungata di un anno la durata dell'amministrazione uscente, introdusse ufficialmente le liste di partito e la ripartizione dei seggi con un premio di maggioranza dei due terzi alla coalizione vincente. Successivamente si passò però alla proporzionale pura, stabilendo il mandato quinquennale dell'amministrazione.
  22. ^ In seguito al raggiungimento dei 30 mila abitanti, il consiglio comunale di Lissone passò a 40 membri, tra i quali si nominavano sei assessori.
  23. ^ Nominata in seguito alle dimissioni dell'amministrazione e all'incapacità politica di nominare un nuovo sindaco. [7]
  24. ^ Con la riforma degli enti locali del 1993, il sindaco viene eletto direttamente dai cittadini per un quadriennio. Gli assessori vengono ora nominati dal sindaco ed escono dal consiglio comunale, che conseguentemente scende a 30 membri. Un ritocco legislativo del 2000 fa poi divenire quinquennale la durata dell'amministrazione comunale.
  25. ^ Cinture nere con stella di bronzo, Comune di Lissone, 08 gennaio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G. De Raineris notaio et Al. (documento conservato presso la Biblioteca Civica di Monza,segnatura.b.2.n°50bis, scheda 1644 fondo E.C.A.) “Instrumentum Venditionis”, segnatura: b.2.n°50bis, Originale: 23 febbraio 1338. (Con citazione “Nominativamente di un sedime ... iacente in burgo Lixono in contrada de Baruxio, ubi dicitur ad Portam de Marena). In merito alla vendita di un terreno vogato “in convenio fratrum tertii ordinis, incontrada Communis”, frati e procuratori degli umilati del terz'ordine, Monza, 1338.
  • E. Bernasconi, Lissonum. Notizie di Lissone, Monza, Tipografia Sociale Monzese, 1926.
  • M. Mussi, Piccolo glossario del dialetto lissonese, Editore 'ORU', Milano, Scuola tipografica Benedettina, Parma, 1970.
  • A. Bosisio, et Al, Storia di Monza e della Brianza, Edizioni Il Polifilo, Milano, 1973.
  • S. Missaglia, Lissone racconta, Lissone, Comune di Lissone, 1984.
  • C. Lissone, Studi e ricerche nell'area del mobile: le affinità elettive. La Brianza e Lissone. Appunti per un'"altra" storia del design, Arti grafiche Meroni, 1985.
  • A. Vismara, Memorie ed appunti di storia lissonese, Lissone, Tipografia Mariani, 1985.
  • D. Gardini, Il segno del tempo. Immagini di luoghi, uomini e lavoro a Lissone 1920-1950, Lissone, Arti grafiche Meroni, 1987.
  • D. Giardini,et Al., I muri, i santi, la gente, forme di devozione popolare a Lissone, Arti grafiche Meroni, Lissone,1989.
  • L. Casiraghi, Brianza Romana ,Grafica Salvioni SNC, Renate,1992
  • CNEL, Sviluppo, ambiente, occupazione, Tipografia Rinascimento, Roma, 1994
  • R. Piccoli Cloe, Una straordinaria avventura, Premio Lissone 1946/1967. Critica cronaca documenti, Tipografia Mariani, Lissone, 1996.
  • C. Martinenghi et Al., Radiobiologia, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1997.
  • D. Mazza, In Brianza sulle tracce di Celti e Romani, SpA tipografia sociale Monza, 2001
  • A. Bassi et Al., Design e impresa in Brianza: fondamenti e prospettive: atti del Convegno tenuto a Lissone il 4 maggio 2004, Tipolitografia Gamba, Verdello, 2004.
  • R. De Fusco, Architettura italo-europea. Cultura del recupero e cultura dell'innovazione, Franco Angeli Editore, Milano, 2005.
  • U. Mariani, Lissoneismi, Arti grafiche Meroni, 2005.
  • S. Lissoni, E questa fu la storia , Lissone, Arti grafiche Meroni, 2005
  • M.M. Beretta, I Celti a Lissone e Dintorni, Tipografia Sanvito, Carate, 2007

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]