Lombardia

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Lombardia
regione
Lombardia – Stemma Lombardia – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
I grattacieli di Porta Nuova a Milano, sulla destra il Palazzo Lombardia, sede ammistrativa della regione
I grattacieli di Porta Nuova a Milano, sulla destra il Palazzo Lombardia, sede ammistrativa della regione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Amministrazione
Capoluogo CoA Città di Milano.svg Milano
Presidente Roberto Maroni (Lega Nord) dal 18/03/2013
Data di istituzione 1970
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°35′08″N 9°55′49″E / 45.585556°N 9.930278°E45.585556; 9.930278 (Lombardia)Coordinate: 45°35′08″N 9°55′49″E / 45.585556°N 9.930278°E45.585556; 9.930278 (Lombardia)
Superficie 23 863,65 km²
Abitanti 9 990 604[1] (30-04-2014)
Densità 418,65 ab./km²
Province 12
Comuni 1531
Regioni confinanti Emilia-Romagna, Cantone dei Grigioni (CH-GR), Piemonte, Canton Ticino (CH-TI), Trentino-Alto Adige, Veneto
Altre informazioni
Lingue italiano
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-25
Codice ISTAT 03
Nome abitanti lombardi
PIL (nominale) 330.997 milioni[2]
PIL procapite (nominale) 33.500[2]
Cartografia

Lombardia – Localizzazione

Province della Lombardia
Province della Lombardia
Sito istituzionale

La Lombardia (IPA: [lombar'dia] Lumbardia IPA: [lumbar'dia] in lombardo) è una regione italiana a statuto ordinario [3] dell'Italia nord-occidentale, istituita nella forma attuale nel 1970. Con 9 990 604 abitanti[1] distribuiti in 12 province e 1531 comuni, si posiziona prima in Italia per popolazione, seconda per densità[4] e quarta per superficie[5]. È anche la regione con maggior numero di province e comuni. Ha il suo capoluogo nella città di Milano e confina a nord con la Svizzera (Canton Ticino e Canton Grigioni), a ovest col Piemonte, a est con il Veneto e il Trentino-Alto Adige e a sud con l'Emilia-Romagna. La regione è uno dei quattro motori dell'Europa insieme a Baden-Württemberg, Catalogna e Rodano-Alpi[6].

Generalità[modifica | modifica wikitesto]

Lombardia nord-occidentale vista dal satellite. Partendo da sinistra si vedono: il Lago Maggiore, il Lago di Lugano, il Lago di Como e quello d'Iseo in basso a destra. In basso a sinistra si nota l'area metropolitana di Milano.
Il gonfalone della Regione.

Il toponimo deriva dalla parola Longobardia, utilizzata nell'Esarcato d'Italia, per indicare l'area del Paese, che si trovava sotto il dominio della popolazione di origine germanica dei Longobardi.[7]

Lo stemma ufficiale della Regione Lombardia è ispirato alla rosa camuna, che nel simbolo è di colore bianco su sfondo verde. La stilizzazione dell'incisione rupestre ritrovata sulle rocce della Valcamonica, lasciata dalla civiltà dei Camuni è stata realizzata da Bruno Munari, Bob Noorda, Roberto Sambonet e Pino Tovaglia.[8] Il gonfalone è costituito da una riproduzione del Carroccio, simbolo della vittoria degli eserciti dei comuni lombardi sulle truppe di Federico Barbarossa nel 1176 nella battaglia di Legnano, e dallo stemma.[8] Le sue dimensioni sono 3 x 2 metri e i nastri e la cravatta sono nei colori nazionali.[8] Lo stemma e il gonfalone sono stati istituiti con la Legge Regionale del 12 giugno 1975, nº 85.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Lombardia.

La superficie della Lombardia si divide quasi equamente tra pianura (che rappresenta circa il 47% del territorio) e le zone montuose (che ne rappresentano il 41%). Il restante 12% della regione è collinare.[9]

Sotto l'aspetto morfologico la regione viene divisa in quattro parti: una strettamente alpina, una montuosa o collinare, una pianeggiante o poco mossa suddivisa in Alta e Bassa pianura ed infine la zona a sud del fiume Po. La regione è attraversata da decine di fiumi (tra cui il fiume più grande d'Italia) ed è bagnata da centinaia di laghi di origine naturale ed artificiale.

Raggiunge il punto più elevato con la Punta Perrucchetti (4.020 m), appartenente al massiccio del Bernina.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

La Lombardia per zone altimetriche

In termini geografici, la Lombardia non si può considerare un territorio unitario, nel senso di territorio delimitato da precise conformazioni fisiche, sia per la varietà di paesaggi che l'attraversano senza racchiuderla, sia perché i confini amministrativi, molto spesso, sono il frutto di complesse vicende storiche. Tuttavia è possibile delineare a grandi linee il suo territorio amministrativo attraverso rilievi, laghi e fiumi. A delimitare la Lombardia a nord si può adoperare lo spartiacque alpino tra la Valtellina e le valli del Reno e dell'Inn anche se, a volte, il confine oltrepassa il versante valtellinese. A est sono il lago di Garda ed il fiume Mincio a separare la Lombardia da altre regioni italiane; così come a sud il Po (eccezion fatta per l'Oltrepò pavese e l'Oltrepò mantovano che si estendono più a sud), e a ovest il Lago Maggiore ed il Ticino (con l'eccezione della Lomellina che sconfina verso il Piemonte) possono servire da distinguere la Lombardia dalle altre regioni. Questi confini racchiudono un territorio di circa 23.861 km²,[10] rendendola la quarta regione per estensione superficiale.

In un viaggio attraverso la regione, da nord verso sud, s'incontrano lungo il cammino per primi i rilievi delle Alpi, poco più a sud le Prealpi seguite da dolci colline che smussano il passaggio dalla montagna alla Pianura Padana. Proprio lungo la fascia prealpina si trovano alcuni dei più grandi laghi d'Italia (come il lago di Garda, il Lago Maggiore e il lago di Como), mentre numerosi fiumi (come il Po, l'Adda, l'Oglio, il Mincio e il Ticino) e torrenti solcano le montagne, formando strette e profonde valli, e attraversano la pianura rendendola rigogliosa di vegetazione. In una piccola area a sud dell'Oltrepò pavese nella zona della val Trebbia, si ergono colline e montagne dell'Appennino ligure, il fiume Trebbia per una piccola porzione segna il confine più meridionale della regione.

I nomi delle Alpi della Lombardia derivano tutti dalle popolazioni che, al tempo dei Romani, vivevano tra queste montagne. Le Alpi Lepontine prendono il nome dalla popolazione ligure dei Leponzi stanziata in questa zona e poi sottomessa dall'Imperatore Augusto. Le Alpi Retiche dai Reti, popolazione di origine etrusca rifugiatasi nelle Alpi Centrali durante l'invasione celtica. Le Alpi Orobie dalla popolazione di origine ligure, o forse celtica, degli Orobi.[11]

Le catene montuose rivestono il 40,5% del territorio regionale[12] e sono costituite dalle Alpi, dalle Prealpi e dagli Appennini. Appartengono alle Alpi lombarde una piccola porzione delle Alpi Lepontine e gran parte delle Alpi Retiche. Sul territorio montano della Lombardia spiccano quattro massicci orografici di rilievo: il Badile-Disgrazia, il Bernina, l'Ortles-Cevedale e l'Adamello. I primi tre sorgono sullo spartiacque tra i bacini del Reno e dell'Inn a nord e dell'Adda e dell'Oglio a sud e solo in parte si ergono sul territorio nazionale. L'Adamello, invece, sorge tra i bacini dell'Adda e dell'Adige e si trova completamente in territorio italiano. Le Alpi lombarde raggiungono la massima quota alla Punta Perrucchetti (4020 m), nel massiccio del Bernina[13]; altra vetta importante è il Monte Cevedale, del massiccio dell'Ortles-Cevedale, che arriva a 3764 m. Il massiccio dell'Ortles-Cevedale ospita il ghiacciaio dei Forni che ha un'estensione di circa 12 km² ed è il più grande ghiacciaio vallivo d'Italia. A sud della Valtellina si stagliano le Alpi Orobie delimitate a est dalla Valcamonica e ad ovest dal bacino del lago di Como.

Panorama della Valtellina dall'Alpe Piazzola nel comune di Castello dell'Acqua.

Confinate ad ovest dal Lago Maggiore e a est dal Lago di Garda si trovano le Prealpi lombarde le cui vette superano di poco i 2500 m di quota. Le Prealpi sono in prevalenza costituite da sedimenti calcarei e sono più giovani delle Alpi. La loro origine sedimentaria ha permesso la formazione di solchi profondi nelle montagne, principalmente ad opera dei ghiacciai, che hanno portato alla formazione di strette e profonde valli solcate da fiumi e occupate in parte dei laghi prealpini, sbarrati verso la pianura da rilievi morenici. I rilievi morenici a sud delle prealpi, assieme alle prime sporgenze orografiche, formano quella fascia collinare (12,4% del territorio) che collega le prealpi alla pianura e che contiene numerosi laghi piccoli e poco profondi.

La pianura lombarda occupa ben il 47,1% della superficie totale della regione ed è parte della Pianura padana che si estende dal Piemonte alla Romagna dalle Alpi agli Appennini. La pianura lombarda può essere suddivisa geologicamente in due parti: l'alta e la bassa. L'alta pianura è caratterizzata da materiali grossolani, molto permeabili, di origine alluvionale e presenta grossi solchi originati dai fiumi che scendono dalle montagne. La bassa pianura invece è formata da materiale argilloso, poco permeabile e declina dolcemente verso il Po. Il passaggio dall'alta alla bassa pianura lombarda è segnalato dalla presenza di riaffioramenti naturali d'acqua detti risorgive o fontanili causato dell'incontro della falda freatica proveniente dall'alta pianura con i terreni impermeabile della bassa. Questa linea ha un andamento parallelo a quello prealpino e passa per le città di Magenta, Monza, Treviglio, Trenzano, Chiari e Goito.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Idrografia lombarda.

I laghi[modifica | modifica wikitesto]

LagoComoMemorial.jpg

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Panorama del Lago di Como.

Guardando un'immagine ripresa dal satellite della Lombardia, ci si accorge che la regione è costellata da molti laghi di grandi e piccole dimensioni, i principali dei quali sono:

  • Il lago di Garda (o Benaco), di origine glaciale, è il più grande d'Italia con una superficie di 370 km². È profondo 346 m e ha una lunghezza di 51,6 km. La grande quantità d'acqua del lago ha effetti significativi sul clima locale a tal punto che si coltivano l'ulivo, i limoni e i cedri, tipici del clima mediterraneo.[14]
  • Il lago Maggiore (o Verbano) ha una superficie di 212 km², un'estensione di 50 km, una larghezza che va dai 2 ai 4,5 km ed una profondità massima è di 372 m.[15]
  • Il lago di Como (o Lario) è caratterizzato da una forma a Y rovesciata, con la punta di Bellagio che segna la separazione in due rami. Completamente scavato nella cerchia prealpina, il lago si snoda per 46 km, ha una larghezza massima di 4,3 km e una superficie di 146 km². È il primo in Italia come sviluppo perimetrico (180 km) e il quinto in Europa come profondità (410 m).[16]
  • Il lago d'Iseo (o Sebino) ha la forma di una S, con una superficie di 65,3 km² e una profondità massima di 251 m. Vi è situata l'isola lacustre più grande d'Europa: Monte Isola che si estende per 4,3 km².[17]
  • Il lago di Lugano (o Ceresio) che entra in Lombardia a Porto Ceresio, Valsolda e Porlezza.[18]
  • Il lago d'Idro (o Eridio), anch'esso di origine glaciale, situato nella Provincia di Brescia ai confini con il Trentino a 368 metri sul livello del mare è formato dalle acque del fiume Chiese che ne è anche l'emissario.[19]
  • Il lago di Varese, che una superficie di circa 14,9 km² e la cui profondità massima è di 26 m.[20]

Cima Comer panorama Lago di Garda.jpg

Magnify-clip.png
Panorama del lago di Garda visto da cima Comer (1280 m) presso Gargnano.
Principali fiumi che scorrono sul territorio lombardo.
Fiume Lunghezza (km) Portata media alla foce (m³/s) Bacino (km²)
Po 652[Ref. 1][Ref. 2][Ref. 3] 1 540 71 000
Adda 313 187 7 979
Oglio 280 137 6 649
Ticino 248[Ref. 1][Ref. 4] 350 7 228
Mincio 194[Ref. 2] 60 2 859[Ref. 5]
Chiese 160[Ref. 6] 36 960
Agogna 140[Ref. 1] 6 995
Olona 131 15 1 038
Lambro 130 12 1 350
Serio 124 23 1 256
Mella 96 11 1 036
Terdoppio 86[Ref. 1] 3,7 515
Brembo 74 30 935
Staffora 58 4,5 337,5
Seveso 55 1,8 930
Cherio 32 1,5 161
Note per la lettura della tabella.
  1. ^ a b c d Condiviso col Piemonte.
  2. ^ a b Considerando l'intero asse fluviale Sarca/Mincio, condiviso con Trentino-Alto Adige e Veneto.
  3. ^ Condiviso con l'Emilia-Romagna.
  4. ^ Condiviso con la Svizzera.
  5. ^ Considerando l'intero bacino fluviale Sarca/Mincio.
  6. ^ Condiviso con il Trentino-Alto Adige.

I fiumi[modifica | modifica wikitesto]

Per il territorio lombardo passano centinaia di fiumi e torrenti, il più rilevante dei quali è sicuramente il Po che con i suoi 652 km è il più lungo d'Italia. Per un lungo tratto costituisce il confine meridionale della regione e scorre interamente in Lombardia solo nelle provincia di Pavia e Mantova.

Gli altri principali fiumi provengono dal versante alpino della Pianura Padana e sono tutti affluenti del Po, infatti il territorio lombardo è quasi interamente compreso nel bacino idrografico del principale fiume italiano[21]. Data la scarsa estensione del territorio regionale a sud del Po la Lombardia è praticamnete priva di fiumi Appenninici: nell'Oltrepò pavese non si trovano corsi d'acqua significativi, mentre l'unica eccezione è costituita dal Secchia che nell'ultimo tratto del suo corso, prima di confluire nel Po, scorre nell'Oltrepò mantovano.

Oltre al Po, i fiumi principali sono:

  • L'Adda (313 km) è il fiume più lungo che scorre interamente in Lombardia. Nasce in Val Alpisella e dopo aver attraversato l'intera Valtellina s'immette nel lago di Como, riuscendone dal ramo di Lecco per affluire nel Po nei pressi di Castelnuovo Bocca d'Adda (LO).
  • L'Oglio (280 km), che dopo aver attraversato la Val Camonica s'immette nel lago d'Iseo, ne esce a Sarnico, passa per Palazzolo sull'Oglio e confluisce nel Po, tracciando il confine tra provincia di Brescia e quelle di Bergamo e Cremona.
  • Il Ticino (248 km) che nasce in Svizzera, è imissario ed emissario del Lago Maggiore e divide per un tratto la Lombardia dal Piemonte prima di confluire poco a sud di Pavia con il Po, di cui è il principale affluente per portata d'acqua.
  • Il Mincio (194 km) nasce in Trentino e fino all'immisione nel Lago di Garda è noto come Sarca (Asse fluviale Sarca/Mincio). Costituisce l'unico emissario del Benaco e fuoriuscito dal lago segna per un tratto il confine tra Lombardia e Veneto, scorre poi in provincia di Mantova lambendo la città capoluogo prima di immettersi nel Po.
  • Il Chiese (160 km) che nasce in Trentino, attraversa la provincia di Brescia e affluisce nell'Oglio.
  • L'Olona (131 km), il Lambro (130 km), il Serio (124 km) ed il Brembo (74 km).[22]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima della Lombardia, per quanto definibile di tipo temperato subcontinentale,[23] si presenta molto variegato a causa delle diverse conformazioni naturali presenti sul territorio: montagne, colline, laghi e pianura.

In genere le stagioni estive in pianura sono afose (a causa della molta umidità) e calde[23]. La continentalità fa sì che la media delle temperature massime nel mese di luglio sia di 29 °C.[24] Ma in questi mesi dell'anno sono anche frequenti i forti temporali e gli improvvisi rovesci accompagnati anche da grandine. Gli inverni sono freddi e lunghi con precipitazioni contenute.[23][25] L'escursione termica nel corso dell'anno è elevata e la nebbia è intensa.[25] In montagna il clima è tipicamente alpino con estati fresche e con abbondanti precipitazioni e inverni lunghi, rigidi e poco piovosi.[25] La Pianura Padana è una delle zone meno ventilate d'Italia[26]. La neve, abbondante sui rilievi, cade anche in pianura, visto che la temperatura media minima in gennaio è di -1 °C.[24] Il Lago di Garda contribuisce a regolare la temperatura delle zone circostanti, creando un microclima "mediterraneo" che rende possibile la coltivazione dell'olivo.[27] La fascia prealpina e l'alto Oltrepò hanno un clima di tipo temperato fresco, la media montagna alpina un clima temperato freddo e le vette un clima di tipo glaciale.[23]

Ovviamente come in tutte le zone urbanizzate del pianeta le città, a causa delle loro grandi dimensioni e alla produzione di calore dovuta all'attività umana, hanno dato origine ad un innalzamento medio della temperatura locale rispetto alle campagne circostanti. Il fenomeno viene chiamato "isola di calore".

Le principali stazione meteorologiche che permettono di monitorare il clima della Lombardia e che fanno capo al Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare Italiana, sono quelle di Milano, di Brescia-Ghedi, di Brescia-Montichiari, di Milano Malpensa e di Bergamo-Orio al Serio.[28]

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

I monti della Valtellina.

La struttura geologica della Lombardia deriva dall'orogenesi delle Alpi dovuta alla collisione tra la placca africana e quella europea che ha generato la catena alpina a partire dal Cretaceo superiore fino al Miocene[29].

Dal punto di vista geologico, oltre che geografico, la Lombardia può essere divisa in tre "zone". La Pianura Padana delimitata a sud dall'Oltrepò Pavese e a nord dalle Alpi a loro volta suddivise in Alpi Centrali e le Alpi Meridionali (anche dette Sudalpine) dalla Linea Insubrica, che attraversa la Valtellina in direzione est-ovest.

La formazione delle Alpi Orobie ha inizio nel Miocene circa 20 milioni di anni fa, le rocce che formano la catena montuosa sono per lo più di origine metamorfica: gneiss, micascisti e filladi[30]. Affiorano rocce di tipo sedimentario lungo lo spartiacque, principalmente conglomerati e arenarie, tra di essi il Verrucano lombardo, caratteristico della zona del Pizzo dei Tre Signori.

In Val Trompia affiora la Formazione di Collio costituita da termini vulcanoclastici: tufi conglomeratici e porfiriti. Questi depositi terrigeni derivano dallo smantellamento di edifici vulcanici situati a sud, nell'attuale area padana. Sono stati riconosciuti da studi petrografici termini vulcanici dacitici e andesitici, tipici degli archi magmatici di tipo Pacifico (come l'attuale Indonesia), che indicano un contesto geodinamico collisionale.

Il Calcare di Domaro è presente estesamente in tutta la regione[31]: in Lombardia orientale, affiora che giace in concordanza stratigrafica sopra il Calcare di Gardone Val Trompia (una formazione composta da calcareniti di origine torbiditica), nel resto della Lombardia, questa formazione poggia sopra il Calcare di Moltrasio (Hettangiano-Carixiano superiore), con una transizione abbastanza rapida (generalmente pochi metri) . In Lombardia orientale la formazione passa superiormente al Rosso ammonitico lombardo (Toarciano-Batoniano), composto da marne varicolori (verdi-rossastre e violacee) e calcari nodulari rossastri - biancastri. Il territorio di Lecco si è formato nel periodo che va da 250 a 26 milioni di anni fa. Esso è frutto prima dell'azione orogenetica e poi del modellamento da parte dei ghiacciai e dei fiumi che hanno definito l'attuale orografia. La parte settentrionale della provincia di Lecco appartiene al sistema alpino, il Monte Legnone (m. 2610) rappresenta la vetta più elevata ed è caratterizzato dal processo orogenetico. Il resto del territorio montano della provincia è di tipo prealpino ed è diviso da quello alpino dalla Linea Insubrica.

La pianura Padana invece è di origine più recente; formatasi dal deposito di materiale detritico sulla piattaforma continentale, proveniente dall'erosione ad opera delle acque superficiali, che ha accompagnato il sollevamento della catena alpina, innalzatasi a ovest e a nord della pianura e di quella appenninica a sud, che hanno colmato il golfo marino esistente nel pliocene creato dal sollevamento delle due catene montuose[32].

Collocata al centro della Pianura Padana centro settentrionale, l'area in cui si trova Milano e la sua provincia, è costituita in superficie da terreni alluvionali quaternari. Questi vengono genericamente indicati come "Diluvium recente" sono costituiti da terreni fluvioglaciali del Riss e depositi fluvio glaciali del Wurm; si trovare anche terreni alluvionali ghiaioso-sabbiosi nel territorio di Rho terrazzati e classificati come "Alluvium Antico" attribuiti al periodo della glaciazione di Mindel[33]. L'area dell'Oltrepò Pavese geologicamente appartiene alle unita' liguri-di dell'appenino settentrionale, ricoperte dai sedimenti semi alloctoni autoctoni della serie plio-pleistocenica padana.[34]

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Le aree protette della Lombardia.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aree naturali protette della Lombardia.
« Questa terra per nove decimi non è opera della natura; è opera delle nostre mani; è una patria artificiale »
(Carlo Cattaneo)

Già nel 1845, quando Cattaneo scrisse questa frase, il territorio lombardo era molto antropizzato. Ciò, però, non deve trarre in inganno perché la Lombardia riserva grandi sorprese e bellezze naturali in particolare nelle tante aree protette sparse su tutto il suo territorio.

La Lombardia è stata la prima regione italiana a legiferare sulle aree protette di livello regionale (1983) introducendo concetti innovativi nella tutela del territorio, istituendo parchi fluviali (il primo in Europa fu il Parco Lombardo della Valle del Ticino nel 1974)[35], parchi agricoli e parchi locali; tutte idee ed approcci usati anche nella legislazione nazionale (legge 394 del 1991). Il sistema delle aree protette lombardo consta di 22 parchi regionali (su 26 parchi individuati dalla legge 86/83), più di 60 riserve e 18 monumenti naturali,[36] oltre alla presenza del Parco Nazionale dello Stelvio. In totale le aree protette ricoprono più del 22% del territorio regionale.

La flora e la fauna vivono principalmente nelle zone di montagna dove, a differenza della pianura, la presenza dell'uomo è meno evidente. Basta una passeggiata lungo i sentieri delle montagne della Lombardia per vedere liberi stambecchi, cervi, caprioli, camosci, lepri, volpi, tassi, galli forcelli, francolini di monte, ermellini e marmotte.

Inoltre la Lombardia condivide con la Svizzera il sito del Monte San Giorgio, inserito nel patrimonio mondiale dell'umanità[37] per l'eccezionale valore paleontologico dei depositi fossiliferi che si trovano nelle rocce della montagna.

Quanto alla raccolta dei rifiuti, in Lombardia nel 2009 sono state prodotte 4.925.000 tonnellate di rifiuti, di cui il 47,8% è stato raccolto con la raccolta differenziata.[38]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Lombardia.
Il re Alboino, che fece di Pavia la capitale della Lombardia.

Nella Pianura padana sono stati trovati vari oggetti che testimoniano la presenza dell'uomo in Lombardia già nel III millennio a.C.[39]

Le prime civiltà che si svilupparono furono quella Camuna (nel Neolitico) e la cultura di Golasecca (Età del bronzo). L'area lombarda centro-orientale fu interessata da un'influenza etrusca attorno al V secolo a.C. In seguito, nel IV secolo a.C., la regione fu invasa da varie genti Galliche, che daranno vita alle confederazioni degli Insubri, nella Lombardia occidentale, e dei Cenomani, nella Lombardia orientale e nell'area del basso Garda e delle rive del Po.

Sul finire del III secolo a.C. i Romani iniziarono la conquista della Pianura Padana, scontrandosi con i Galli Insubri, mentre i Galli Cenomani furono fin dall'inizio loro alleati. La provincia diede in seguito i natali a celebri esponenti della cultura latina, quali Plinio a Como e Virgilio a Mantova. Negli ultimi secoli dell'Impero, Milano (Mediolanum) accrebbe notevolmente la sua importanza di centro politico e religioso (con l'episcopato di Sant'Ambrogio) tanto che divenne una delle sedi dei tetrarchi al tempo di Costantino che, nel 313 d.C., emanò un editto, chiamato Editto di Costantino o Editto di Milano, nel quale concedeva a tutti la libertà di professare la propria religione.[40]

Alla caduta dell'Impero d'occidente sono i barbari a dominare la Lombardia: prima arrivano gli Eruli di Odoacre (476-493), poi gli Ostrogoti di Teodorico il Grande (493-553). La Lombardia ritornò poi a far parte dell'Impero romano (questa volta d'Oriente o bizantino) dopo la Guerra gotica, che durò circa 20 anni e flagellò tutta l'Italia. Ma, dopo pochi anni di dominio imperiale, nel 568 i Longobardi attaccarono e conquistarono gran parte dell'Italia, ponendo la loro capitale a Pavia.[41] È in quest'occasione che i territori occupati dai Longobardi presero ad essere chiamati Lombardia: comprendevano gran parte della pianura padana e l'attuale Toscana (Langobardia maior) e i ducati di Spoleto e Benevento a sud dei territori Romani (Langobardia minor).[42] Nel 774 Carlo Magno, re dei Franchi, discese in Italia su invito del papa, minacciato dai Longobardi. Il dominio franco diede inizio alla struttura politica feudale che caratterizzò l'Alto Medioevo.

Stemma dei Visconti, signori di Milano

In seguito alla conquista del Meridione italiano da parte dei Normanni all'inizio dell'XI secolo, la Longobardia minor venne a perdere la sua identità longobarda, e il nome Lombardia rimase limitato alla parte settentrionale dell'Italia, e in particolare all'area padana. Qui nel Basso Medioevo iniziò a diffondersi un modello politico nuovo: il comune medievale, protagonista di un ripopolamento delle città. Nel 1176 la Lega Lombarda sconfigge le truppe dell'imperatore Federico Barbarossa durante la battaglia di Legnano. La pace di Costanza del 1183 sancì la formale ubbidienza dei Comuni all'imperatore, e il sostanziale riconoscimento delle autonomie comunali da parte del sovrano. A partire dal XII secolo il modello comunale entrerà in crisi e verrà presto soppiantato dalle nascenti Signorie: i Gonzaga a Mantova,[43] i Visconti e poi gli Sforza a Milano.[44]

Nel Tardo Medioevo in quella che veniva chiamata Lombardia vennero a differenziarsi la parte meridionale (Toscana) e quella orientale (Marca Trevigiana, Marca Veronese), sicché in quel periodo il termine Lombardia identificava ormai solo la parte pianura padana ad ovest del Mincio, e in particolare i territori soggetti al dominio Visconteo/Sforzesco. Dalla fine del XV secolo la Lombardia divenne nuovamente terra di conquista: prima arrivarono i Francesi, poi il ducato di Milano fu ceduto agli Spagnoli che vi rimasero a lungo. Durante questa dominazione la regione conobbe, dopo un primo periodo di prosperità, una progressiva decadenza, aggravata nel XVII secolo da epidemie di peste. Nel 1706 il ducato di Milano fu ereditato dagli austriaci assorbendo nel 1745 il ducato di Mantova che dal 1708 era divenuto appannaggio diretto della Casa d'Austria. La parte orientale della regione cadde invece sotto il governo veneziano nel corso del XV secolo: i territori di Bergamo, Crema, Brescia e Salò seguirono dunque una storia in gran parte diversa dal resto della regione, fino al 1797.

Il Regno d'Italia napoleonico nel 1807, quando includeva anche l'Istria e la Dalmazia.

Dopo la tempesta napoleonica e l'esperienza della Repubblica Cisalpina, con la Restaurazione il regno Lombardo-Veneto ritornò sotto Vienna. La Lombardia fu un importante centro del Risorgimento, con il Plebiscito per l'unione Lombardo-Piemontese (1848), le Cinque giornate di Milano del 1848, nel 1849 le Dieci Giornate di Brescia e i Martiri di Belfiore a Mantova negli anni tra il 1851 e il 1853. L'unificazione al Regno di Sardegna avvenne a seguito della seconda guerra di indipendenza nel 1859. Il fronte alpino della prima guerra mondiale attraversò il versante alpino lombardo orientale, e nel primo dopoguerra Milano fu il centro dei Fasci italiani di combattimento.

Milano divenne Medaglia d'Oro al Valor Militare per la Resistenza dopo la sua liberazione durante la seconda guerra mondiale, mentre la Resistenza partigiana si spargeva nelle valli e nelle province. Negli anni del boom economico, Milano fu uno dei poli del "triangolo industriale" del Nord Italia. Gli anni di piombo ebbero ampia rilevanza in Lombardia, con la strage di piazza Fontana a Milano nel 1969 e la strage di Piazza della Loggia a Brescia nel 1974. Negli anni ottanta Milano diviene simbolo della crescita economica, "capitale morale" dell'Italia, e simbolo del rampantismo economico-finanziario della "Milano da bere", mentre il gruppo socialista milanese di Bettino Craxi occupa il governo a Roma. Lo scandalo di Tangentopoli e l'inchiesta di Mani pulite si svolgono, ancora, principalmente a Milano. Nel vuoto lasciato dalla crisi della DC e del PSI cresce una nuova classe politica lombarda, incarnata da una parte dallo spirito autonomista della Lega Lombarda, e dall'altro dall'ideale imprenditoriale di Forza Italia, radicata nel capoluogo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

« Quel cielo di Lombardia, così bello quand'è bello, così splendido, così in pace. »
(Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi)

Lingue locali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua lombarda.

Oltre all'italiano, in Lombardia si parla il lombardo occidentale nelle province di Varese, Como, Lecco, Sondrio, Monza e della Brianza, Milano, Lodi e Pavia, il lombardo orientale nelle province di Bergamo e Brescia, nel Cremasco e nell'alto Mantovano e il lombardo meridionale di transizione con l'emiliano nella provincia di Cremona, mentre a Mantova e nel Casalasco (zona sud-est della Provincia di Cremona) si parla già un dialetto emiliano[45].
Il lombardo appartiene al gruppo linguistico Gallo-italico e viene parlato in gran parte della regione, oltre che in Svizzera (nei cantoni Ticino e Grigioni), in Sicilia e in alcune zone del Piemonte direttamente confinanti con la Lombardia (nelle province di Novara e Verbania, in Valsesia e nel Tortonese).

Arte lombarda[modifica | modifica wikitesto]

Dalla Preistoria all'epoca classica[modifica | modifica wikitesto]

Incisioni rupestri della Val Camonica: la Rosa Camuna

Le prime testimonianze artistiche in Lombardia risalgono al periodo Mesolitico, quando successivamente alla conclusione della glaciazione Würmiana ha inizio il ciclo istoriativo delle Incisioni rupestri della Val Camonica, che proseguirà e si amplierà successivamente nel Neolitico e nell'Età del rame per concludersi solo in epoca romana e medievale[46]. Il ciclo camuno è considerato una delle più importanti testimonianze della preistoria a livello mondiale[47] ed è per questo inserito nel Patrimonio mondiale dell'umanità. Sono inoltre stati ritrovati ulteriori reperti della presenza di popolazioni preistoriche sul territorio lombardo, da poco inseriti nel patrimonio mondiale dell'umanità con il sito seriale Antichi insediamenti sulle Alpi, di cui diverse località si trovano in Lombardia[48]. Le successive colonizzazioni Celtiche hanno lasciato numerose testimonianze con reperti quali sepolture e manufatti sparsi per i musei archeologici della regione, mentre scarse tracce restano della presenza Etrusca, con limitate eccezioni[49]. A seguito della conquista romana l'evoluzione artistica della regione succedono gli stilemi dei conquistatori dal periodo tardo repubblicano all'impero, resti monumentali di quest'epoca si possono vedere a Brescia (Brixia) e Milano (Mediolanum).

Tarda antichità e alto Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La Corona Ferrea, custodita nel Duomo di Monza

Nel periodo tardo antico il territorio lombardo acquisì importanza, con Milano capitale dell'Impero d'Occidente, e di conseguenza aumentò anche la produzione artistica di cui restano testimonianze soprattutto nell'architettura sacra con la costruzione di chiese paleocristiane, in particolare a Milano. Il successivo periodo altomedievale, coevo e successivo alle Invasioni barbariche, sarà di capitale importanza per lo sviluppo dell'arte regionale: gli stilemi dell'arte barbarica introdotti dalle nuove popolazioni portarono infatti un apporto decisivo, fondendosi con modelli tardo antichi (che vengono mantenuti con continuità) nonché grazie ad influenze bizantine[50], per la creazione di un'arte propriamente lombarda. All'uscita dal periodo altomedievale si inizierà infatti a parlare di stili artistici propri della Lombardia[51] come ad esempio per il Romanico lombardo, il Gotico lombardo, il Rinascimento lombardo o il Seicento lombardo. Notevoli esempi dello stile romanico lombardo sono opera dei Maestri comacini, in particolare nelle chiese di S.Abbondio e di S.Maria del Tiglio, nel comasco. L'apporto più importante tra il VI e l'VIII secolo venne dai Longobardi che, colonizzando buona parte dell'Italia, fecero della Lombardia il fulcro del loro territorio[52] portando con loro la propria arte, di cui restano sia testimonianze significative (in particolare a Brescia, a Monza e a Castelseprio) sia una sostanziale influenza per gli sviluppi artistici successivi. Nell'area lombarda il periodo carolingio vede una sostanziale continuità artistica con il precedente periodo longobardo. Alla minore produzione di edifici monumentali propria di questi secoli fanno da contraltare numerosi manufatti minori di grande valore, quali la Croce di Agilulfo, la Croce di Desiderio e l'Evangeliario di Teodolinda. Molti di questi manufatti sono custoditi presso il Museo di Santa Giulia a Brescia.[53]

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Feste e tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Sagra del Carroccio, il Carroccio durante il Palio 2007.

La Festa regionale della Lombardia cade il 29 maggio a ricordo della battaglia di Legnano[54]. Le feste e gli incontri tradizionali in Lombardia sono molto numerosi: città e paesi propongono infatti calendari ricchi di manifestazioni, alcune delle quali di origine antichissima.[55]

La fiera Oh Bej! Oh Bej!

Questa fiera si tiene a Milano il 7 e l'8 dicembre di ogni anno e ricorda la nomina di Sant'Ambrogio a vescovo della città.[55]

  • Il carnevale ambrosiano

Questo lungo carnevale si celebra a Milano e dura fino al primo sabato di quaresima.[55]

La sagra dell'Isola Comacina
Il carnevale di Bagolino
Tipiche maschere del Carnevale di Bagolino.

Il Carnevale di Bagolino, molto particolare e di antichissima tradizione, si celebra a Bagolino, antico e pittoresco borgo che conserva le sue caratteristiche medievali situato nella Valle del Caffaro, in provincia di Brescia.[56]

La gara delle Bisse

Si celebra a Gargnano, in provincia di Brescia. Durante il carnevale si tiene una gara fra le tradizionali barche del Lago di Garda (le Bisse) alla quale partecipano tutti i paesi del lago stesso.[55]

Il «vecchio»

Si celebra a Germignaga, in provincia di Varese, il 31 dicembre. La festa consiste nel bruciare un vecchio di stracci e legna per simboleggiare la morte dell'anno appena passato.[55]

La festa della Giubiana

Si tiene a Guanzate, in provincia di Como. L'ultimo giovedì di gennaio si festeggia la fine dell'inverno e l'avvicinamento della bella stagione.[55]

La sagra del Carroccio ed il Palio di Legnano

Si tiene a Legnano, in provincia di Milano. L'ultima domenica di maggio si celebra la rievocazione storica della battaglia combattuta dai comuni lombardi nel 1176 contro Federico Barbarossa.[55]

La tenzone di Pandino

Si celebra a Pandino, in provincia di Cremona, l'ultima domenica di agosto. È una gara in costume che prevede il tiro del giavellotto da cavallo, il combattimento con la mazza ferrata e un corteo storico.[55]

La rievocazione storica del giuramento di Pontida

Si tiene a Pontida, in provincia di Bergamo, il 7 marzo e si ricorda la vittoriosa guerra dei comuni lombardi contro il Barbarossa.[55]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La Polenta, uno dei piatti tipici della Lombardia.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina lombarda, Vini della Lombardia e Prodotti agroalimentari tradizionali lombardi.

La forte industrializzazione della seconda metà del secolo scorso ha in parte offuscato la varietà e la grande quantità di prodotti tipici che offre il territorio lombardo. Con un po' pazienza e con il desiderio della ricerca delle particolarità, la Lombardia offre sicuramente la possibilità di nuove e piacevoli scoperte culinarie ma anche la riscoperta di prodotti più noti e diffusi.

I prodotti enogastronomici dell'area lombarda spaziano dai più classici e noti in tutta Italia come la bresaola della Valtellina, il salame Milano, il Grana Padano, il Gorgonzola e la Crescenza, fino ad arrivare ai vini noti ed apprezzati in tutto il mondo tra cui il Franciacorta ed i vini della Valtellina, passando per le decine di prodotti sconosciuti al di fuori dei confini non solo della regione ma dell'area o del comune di produzione. La cucina rispecchia ancor oggi le sue origini rurali, quando la Lombardia era ancora molto legata all'agricoltura. Da non dimenticare la classica cotoletta alla milanese, le varie versioni della polenta, la selvaggina, i brodi e le zuppe, così come il panettone, la mostarda, la colomba pasquale e il risotto allo zafferano. La grande diffusione di molti di questi prodotti li ha resi più tipici della cultura enogastronomica italiana che di quella lombarda.

Ogni paese lombardo ha sviluppato, nel corso del tempo, piatti tradizionali, legati soprattutto alla vita contadina e al frutto dei campi. Prodotti tipici e ricette tradizionali vengono oggi riscoperti e valorizzati sia dai singoli paesi che dai più noti cuochi contemporanei.[57]

Milano

Le specialità più note della città sono il Riso allo zafferano e la Cotoletta alla milanese.[57] Meno note, ma certamente legate all'antica tradizione contadina, più verso la Brianza, sono la Cassoeùla (uno stufato di maiale e verze) e la Busecca (trippa).[57] Il dolce tipico di Milano è il Panettone.[57]

Monza

Simile alla cucina milanese, la cucina monzese-brianzola è più legate alla tradizione contadina della Brianza. In primis la Cassoeùla è il piatto più diffuso, assieme alla Busèca. La Lugànega (salsiccia monzese) viene utilizzata soprattutto nel risotto alla monzese (risotto allo zafferano appunto con salsiccia e vino rosso), la Polenta uncia (polenta con formaggio fuso e burro) e la Torta paesana o torta di latte (al cioccolato con uvette e pinoli).

Cremona

È la patria del Torrone e della Mostarda,[57] ma nella sua tradizione gastronomica compaiono anche Agnolotti in brodo o asciutti.[57]

Bergamo

I piatti tradizionali bergamaschi sono tutti a base di Polenta, di volta in volta accompagnata da altri prodotti come la salsiccia, gli uccelli, il formaggio e le verdure.[57] Ottimi i vini prodotti tra Almenno San Salvatore e Sarnico.[57]

Pavia

Il piatto più famoso di questa città è la zuppa alla pavese, preparata con brodo, uova, carne e formaggio.[57] Sono molto apprezzate anche le rane, che vengono preparate nel risotto, in umido o fritte.[57] Altri piatti tipici sono lo stufato e gli agnolotti.

Mantova

A metà strada tra quella lombarda e quella emiliana, la cucina mantovana è famosa per i tortelli di zucca, il risotto alla pilota (con la salamella di maiale) e la torta sbrisolona.[57]

Varese

In questa zona, a causa della vicinanza del lago, sono diffusi soprattutto piatti a base di pesce, come il risotto con il pesce persico o con l'anguilla di lago.[57] Un altro piatto tipico sono i bruscitti, a base di carne di manzo, con semi di finocchio e vino rosso.[57]

Lodi

Nel lodigiano si produce il vino San Colombano.[57] Il piatto più caratteristico è a base di verze e salsicce.[57]

Brescia
Un calice di Rosè di Franciacorta.

La specialità del bresciano sono simili a quelle bergamasche. Tipiche della provincia di Brescia sono la Polenta e Osei (Polenta con uccelli) e lo spiedo e soprattutto le minestre, come la zuppa di mariconde, preparate con farina e mollica di pane, la zuppa con i brofadei, cubetti di farina di frumento e granoturco e con i casonsei, un tipo di ravioli. Per quanto riguarda i vini, sono noti soprattutto i vini della Franciacorta e della zona del lago di Garda[57]

Sondrio

È famosa soprattutto per i pizzoccheri, che sono grosse tagliatelle di pasta di grano saraceno servite con burro, aglio, formaggio, patate e verdure varie.[57] Ma ricorre con frequenza l'uso della polenta, con la particolare variante della polenta in fiur, una polenta a base di grano saraceno cotta con la panna e insaporita con formaggio magro.[57]

Como e Lecco

La gastronomia delle zone lacustri è basata essenzialmente sui pesci d'acqua dolce come gli agoni essiccati ("missoltini"), anche se non mancano piatti di origine montanara preparati utilizzando la selvaggina.[57]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 2010, da quanto emerge dall'Ufficio scolastico regionale della Lombardia, gli alunni frequentanti la Scuola dell'infanzia sono 118.999, quelli frequentanti la Scuola Primaria sono 417.335, quelli frequentanti la Scuola Secondaria di I Grado sono 252.074 e quelli frequentanti la Scuola Secondaria di II Grado sono 345.552.[58] Nello stesso anno, il 2,6% del PIL regionale è stato usato per sostenere la spesa pubblica per la formazione e l'istruzione (-1,4% rispetto all'incidenza di questa spesa sul PIL italiano).[59] Nel 2011, il 17,3% dei giovani in età 18-24 anni ha abbandonato prematuramente gli studi, senza aver concluso almeno due anni di scuola secondaria di II° grado. La percentuale è inferiore dello 0,9% rispetto al dato italiano.[60]

Università[modifica | modifica wikitesto]

In Lombardia, nel 2011, il 22,4% della popolazione in età 30-34 anni è laureata (2,1% in più rispetto alla percentuale italiana).[61] Le università della regione Lombardia sono:

Nel Capoluogo Regionale

Nei Capoluoghi Provinciali e negli altri comuni

Sede di Economia dell'Università degli Studi di Brescia

Sanità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010, la spesa sanitaria pubblica in Lombardia è stata di 17.867.000.000 di euro (1.810 euro pro capite).[79] Nella Regione si contano 143 istituti di cura, 39.072 posti letto, 20.578 medici e 51.756 ausiliari.[80]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

La Lombardia è una Regione a statuto ordinario della Repubblica Italiana. Le ultime elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale si sono svolte il 24 e il 25 febbraio 2013.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1º gennaio 1948, ex art. 131 della nostra vigente Costituzione, la Lombardia è una regione ad autonomia ordinaria della Repubblica Italiana, ma solo con la legge 281 del 1970 furono attuate le sue funzioni. Il territorio lombardo è caratterizzato da un tessuto amministrativo molto fitto e frazionato: basti pensare che la regione è suddivisa in dodici province e 1 544 comuni che la rendono la regione con più province e comuni in Italia. La provincia più estesa è quella di Brescia, la più piccola quella di Monza e della Brianza. I capoluoghi delle province di Monza e Milano distano tra loro solo 12 km. Una peculiarità di questa regione è data dall'exclave di Campione d'Italia, Comune che amministrativamente appartiene alla provincia di Como, ma è interamente circondato da territorio elvetico (Canton Ticino).

Elenco delle province della Lombardia. Dati aggiornati al 30 aprile 2014.
Nome Provincia Sigla Popolazione
(ab.)
Superficie
(km²)
Densità
(ab./km²)
Comuni
(n°)
Presidente Area politica
Bergamo Bergamo BG 1 107 571 2 723 406 244 Ettore Pirovano Lega Nord
Brescia Brescia BS 1 263 838 4 783 265 206 Daniele Molgora Lega Nord
Como Como CO 599 472 1 288 465 160 Leonardo Carioni Commissario Straordinario[81]
Cremona Cremona CR 361 553 1 772 206 115 Massimiliano Salini PdL
Lecco Lecco LC 340 598 816 418 90 Daniele Nava PdL
Lodi Lodi LO 228 892 782 293 61 Pietro Foroni Lega Nord
Mantova Mantova MN 415 172 2 339 178 70 Alessandro Pastacci PD
Milano Milano MI 3 191 021 1 575 2 020 134 Guido Podestà PdL
Monza e Brianza Monza e Brianza MB 863 248 405 2 116 55 Dario Allevi PdL
Pavia Pavia PV 548 702 2 965 186 190 Daniele Bosone PD
Sondrio Sondrio SO 182 192 3 212 57 78 Massimo Sertori Lega Nord
Varese Varese VA 888 345 1 199 740 141 Dario Galli Lega Nord

La Giunta Regionale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidenti della Lombardia.

L'organo esecutivo, della Regione è la Giunta Regionale, composta dal Presidente della Giunta e dagli assessori. Tra i suoi compiti:

  • esegue le delibere del Consiglio Regionale;
  • predispone il bilancio regionale;
  • amministra il patrimonio della Regione;
  • emana disposizioni esecutive per attuare leggi regionali.

Ha sede nel Palazzo Lombardia, che è situato a Milano in un'area di 33.700 metri quadrati compresa tra le vie Melchiorre Gioia, Restelli, Algarotti e Galvani.

Presidente[modifica | modifica wikitesto]

Il Presidente della Giunta Regionale è il rappresentante della regione, ha il compito di gestire e coordinare la giunta, promulga le leggi regionali ed emana i regolamenti. L'attuale presidente della Regione è stato eletto per la prima volta a tale incarico alle elezioni regionali del 2013.

Il Consiglio Regionale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Consiglio Regionale della Lombardia.

Il Consiglio Regionale è l'assemblea legislativa della regione. Promulga le leggi e i regolamenti di competenza dell'ente. Ha il compito di approvare lo Statuto regionale, approvare il bilancio regionale, proporre leggi alla Camera. Il consiglio ha sede nel Grattacielo Pirelli e consta di 80 seggi.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi del ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008.[82]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Demografia della Lombardia e Area metropolitana di Milano.
Milano di notte, fotografia dallo spazio.

Con i suoi quasi dieci milioni di residenti (9.921.913 nel novembre 2013)[83] la Lombardia è la regione più popolosa d'Italia, e tra le prime in Europa; di poco superiore alla popolazione dell'Austria e doppia rispetto alla Norvegia, è molto vicina a quella delle grandi regioni europee della Renania Settentrionale-Vestfalia, Baviera, Île de France e Baden-Württemberg, che superano di poco i 12 milioni di abitanti. I lombardi costituiscono il 16,36% della popolazione nazionale e vivono sul 7,9% del territorio italiano, dando origine a una densità demografica di 415,93 ab./km² (rispetto ai 201,24 ab./km² della media italiana)[84], seconda solo a quella della Campania. La provincia più popolata è quella di Milano, seguita da Brescia e Bergamo, mentre la meno abitata è la provincia di Sondrio. La popolazione maschile (4.836.589 ab.) costituisce circa il 48,7% della popolazione regionale; quella femminile (5.085.324 ab.) il 51,3%.[83]

Nel 2011 il tasso di crescita naturale in Lombardia è stato dello 0,5‰ ab.; il tasso migratorio interno dell'1,4‰ e quello estero del 6,9‰.[85] La speranza di vita alla nascita nel 2011 era di 79,9 anni per i maschi e 84,7 per le femmine.[86]

La popolazione straniera presente in Lombardia (982.225 ab. al 1º gennaio 2010) costituisce quasi un quarto di quella presente in Italia (23,2%). Verso la fine dello scorso secolo, in Lombardia così come in Italia, è iniziato un flusso migratorio proveniente da paesi extraeuropei ed in particolare dall'Africa, dall'Asia, dal Sud America e dall'Europa dell'Est.[87] Il fenomeno migratorio è tuttora in atto, ed è fonte di dibattito a livello istituzionale e popolare. La popolazione della sola città di Milano, tra il 2008 e il 2009, è incrementata di circa 12.000 abitanti. Nello stesso periodo la popolazione straniera a Milano è cresciuta di 16.000 abitanti, ciò significa che gli abitanti con cittadinanza italiana sono diminuiti di 4.000 unità.

La presenza umana sul territorio è caratterizzata da una grande disuniformità in quanto è fortemente concentrata nella fascia pedemontana tra le province di Varese, Como, Lecco, Monza e Brianza e soprattutto Milano, Brescia e Bergamo.[84] Territorio, questo, che comprende più di 6,5 milioni di abitanti, caratterizzato da una fitta urbanizzazione e che viene chiamata in modo metaforico la "Città Infinita". La popolazione, invece, cala lentamente in densità andando verso la bassa pianura e, più bruscamente, verso la montagna ma non nelle maggiori vallate alpine.

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la tabella riporta la popolazione residente nei comuni della Lombardia con più di 40.000 abitanti:[88]

Milano
Brescia
Monza
Bergamo
Como
Busto Arsizio
Sesto San Giovanni
Dati aggiornati al 30 aprile 2014.
Posizione Posizione

in Italia

Comune Popolazione
(ab.)
Superficie
(km²)
Densità
(ab./km²)
Provincia
1° Stemma Milano 1 336 106 181,76 7 390,13 Milano Milano
17° Stemma Brescia 195 107 90,68 2 142,79 Brescia Brescia
33° Stemma Monza 122 643 33,03 3 726,16 Monza e Brianza Monza e Brianza
37° Stemma Bergamo 118 692 39,60 3 038,76 Bergamo Bergamo
62° Stemma Como 85 039 37,34 2 306,27 Como Como
66° Stemma Busto Arsizio 81 845 30,27 2 711,03 Varese Varese
68° Stemma Sesto San Giovanni 81 202 11,74 6 975,81 Milano Milano
69° Stemma Varese 80 931 54,93 1 482,91 Varese Varese
75° Stemma Cinisello Balsamo 75 035 12,70 5 869,92 Milano Milano
10° 78° Stemma Pavia 71 565 62 1 150,84 Pavia Pavia
11° 79° Stemma Cremona 71 075 70,4 1 025,27 Cremona Cremona
12° 96° Stemma Vigevano 63 311 82,38 778,55 Pavia Pavia
12° 105° Stemma Legnano 60 418 17,72 3 366,48 Milano Milano
13° 136° Stemma Gallarate 52 702 20,97 2 480,26 Varese Varese
14° 143° Stemma Rho 50 762 22,32 2 282,57 Milano Milano
15° Stemma Mantova 48 810 63,97 763,58 Mantova Mantova
16° Stemma Lecco 48 161 45 1 070 Lecco Lecco
17° Stemma Cologno Monzese 47 674 8,66 5 528,64 Milano Milano
18° Stemma Paderno Dugnano 47 018 14,10 3 390 Milano Milano
19° Stemma Lissone 44 610 9,27 4 685,44 Monza e Brianza Monza e Brianza
20° Stemma Lodi 44 536 41,43 1 073,64 Lodi Lodi
21° Stemma Seregno 44 404 13,01 3 368,56 Monza e Brianza Monza e Brianza
22° Stemma Rozzano 42 536 12,31 3 387,33 Milano Milano
23° Stemma Desio 41 573 14,79 2 768,02 Monza e Brianza Monza e Brianza

Cittadini stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2011, secondo i dati Istat, i cittadini stranieri residenti nella Regione sono 1.064.447 (il 10,7% della popolazione lombarda)[89]. I gruppi più numerosi censiti al 31 dicembre 2010 sono[90]:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Industria preunitaria lombarda.
Palazzo Mezzanotte di Milano, sede della Borsa Italiana

La Lombardia è la prima regione d'Italia per importanza economica, contribuendo a circa un quinto (20,75% nel 2007) del prodotto interno lordo nazionale.[91] Inoltre ospita molte delle maggiori attività industriali, commerciali e finanziarie del Paese, e il suo reddito pro capite supera del 35% la media europea[92].

Insieme a Baden-Württemberg, Catalogna e Rhône-Alpes è uno dei quattro motori dell'Europa.[93] Inoltre è parte del cosiddetto cuore economico del Vecchio Continente e Milano è, unitamente a Londra, Amburgo, Francoforte, Monaco di Baviera e Parigi, una delle sei capitali economiche europee.[94]

Dati economici[modifica | modifica wikitesto]

PIL e PIL procapite della Lombardia dal 2000 al 2009.
2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
Prodotto Interno lordo
(Milioni di euro)[91]
247.051,8 259.431,0 270.653,3 279.450,4 289.471,2 297.600,4 307.717,7 320.843,8 323.973,3 310.952,0
PIL ai prezzi di mercato per abitante[95]
(Euro)
27.488,1 28.765,6 29.836,9 30.448,8 31.059,5 31.545,2 32.356,3 33.442,5 33.424,8 31.743,1
Tasso di disoccupazione della Lombardia dal 2000 al 2013.[96]
2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
Numero dei disoccupati in percentuale 3,94 3,33 3,34 3,57 4,05 4,09 3,7 3,43 3,73 5,36 5,6 5,77 7,48 8,09

Macro-economia[modifica | modifica wikitesto]

PIL della Lombardia ai prezzi correnti di mercato nel 2007.[91]
Macro-attività economica PIL (in Milioni di €)  % settore su PIL regionale  % settore su PIL italiano
Agricoltura, caccia, silvicoltura, pesca, piscicoltura e servizi connessi 3.133,8 1,07% 2,05%
Industria 99.117,6 34,09% 27,52%
di cui industria in senso stretto 82869,6 28,5% 21,42%
di cui costruzioni 16248 5,58% 6,09%
Servizi 188458,4 64,82% 70,41%
di cui commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni 62470 21,48% 22,48%
di cui intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali 85107,1 29,27% 27,30%
di cui altre attività di servizi 40881,3 14,06% 20,61%
Valore aggiunto a prezzi base 290.709,8 - -
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni 30134 - -
PIL Lombardia ai prezzi di mercato 320.843,8 - -

Il PIL ai prezzi correnti (2009) della Lombardia ammonta a 310.952 milioni di euro, circa il 20,44% del PIL italiano che corrisponde a 1.520.871,1 milioni di euro.[91] È la sesta regione d'Europa per PIL e la 29ª per PIL pro-capite[97]. Il PIL pro-capite della regione nel 2009 è stato di 31.743,1 di euro contro i 25.237,2 euro della media italiana.[95] Negli ultimi cinque anni l'andamento del Pil regionale è stato molto variabile: dal 2005 al 2008 ha registrato una crescita dell'8,86%, mentre dal 2008 al 2009 ha subito una decrescita del 5% circa.[91]

Gli occupati effettivi in Lombardia, nel 2011, erano 4.273.000: il 64,38% impiegato nei servizi, il 34,26% nell'industria ed il rimanente 1,35% nell'agricoltura.[98] Il tasso di occupazione regionale era del 64,7% nel 2011: il 74,1% maschile ed il 55,2% femminile.[99] Il tasso di disoccupazione regionale era al 7,91% nel 2012[96]. In Lombardia, nel 2008, l'importo annuo pensionistico totale era di 42.568.487.000 euro.[100] Inoltre, in questa regione, l'entità dei depositi in banca è di 260.037 milioni di euro e si contano 6.611 sportelli bancari.[101] Infine, nel 2010, sono state autorizzate 110.101.809 ore di CIG ordinaria, 116.454.585 ore di CIG straordinaria e 87.720.997 ore di CIG in deroga.[102]

Macro-settori economici[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione del PIL regionale della Lombardia in settore primario (Agricoltura), settore secondario (Industria) e settore terziario (Servizi).

L'economia della Lombardia è caratterizzata da una grande varietà di settori in cui essa è sviluppata. Si va dai settori tradizionali, come l'agricoltura e l'allevamento, all'industria pesante e leggera, ma anche il terziario ha avuto un forte sviluppo negli ultimi decenni.

L'agricoltura lombarda è stata la base dello sviluppo economico della regione. Per prima è stata investita dal processo di meccanizzazione e ristrutturazione. La meccanizzazione, grazie all'utilizzo di macchinari sempre più complessi, ha portato ad un incremento della produzione agricola mentre la ristrutturazione del territorio, attraverso la costruzione ed ammodernamento di canali e la bonifica delle zone paludose ha permesso di migliorare la qualità della produzione agricola. L'agricoltura della regione verte principalmente sulla produzione di cereali (mais, soia, frumento), ortaggi, frutta (pere e meloni) e vino.[103] Molto sviluppata è la produzione di foraggi, usati per l'allevamento di bovini e suini. L'allevamento è una voce economica rilevante in Lombardia. Nel 2010 si contavano infatti 1.563.000 bovini e bufalini, 55.000 caprini, 52.000 equini, 4.153.000 suini e 92.000 ovini.[104] Nei laghi e nei bacini artificiali lombardi, infine, sono state pescate 980,3 tonnellate di pesce nel 2009.[105]

L'industria è dominata da imprese di piccole e medie dimensioni, perlopiù a conduzione familiare, ma anche da grandi aziende. È fiorente in molti settori, particolarmente in quelli meccanico, elettronico, metallurgico, tessile, chimico e petrolchimico, farmaceutico, alimentare, editoriale, calzaturiero e del mobile.[106] Milano e provincia coprono più del 40% delle imprese dell'industria lombarda.

Nel terziario, rilevante è il peso del commercio e della finanza. A Milano hanno sede anche la Borsa Italiana,[107] tra le principali piazze finanziarie europee, e la Fiera di Milano,[108] che ad oggi (2007) è il più grande spazio espositivo d'Europa. Importanti sono anche le attività bancarie, dei trasporti, della comunicazione e dei servizi alle imprese. Il turismo (delle città d'arte, montagne e laghi) ha un peso sempre più significativo.[109] Per quanto riguarda il commercio e la distribuzione di beni di consumo alla popolazione, la Lombardia conta 1.545 supermercati, più di qualunque altra regione, a cui vanno aggiunti 213 grandi magazzini, 144 ipermercati e 613 minimercati.[110]

Energia[modifica | modifica wikitesto]

In Lombardia, nel 2011, il consumo di energia elettrica per abitante ammontava a 6.621,6 kWh.[111] Nello stesso anno, la produzione lorda di energia ha raggiunto i 49 GWh ogni 10.000 abitanti[112] e il 20,1% dei consumi di elettricità era coperto da energia proveniente da fonti rinnovabili.[112] Gli impianti idroelettrici sono 419, quelli termoelettrici 533, quelli eolici 3 e quelli fotovoltaici 48.704.[113] La lunghezza delle linee elettriche nella Regione è di 3.377,2 km, di cui 1.980,5 km a 220 kV e 1.396,7 km a 380 kV.[114] Infine, sono stati distribuiti, nell'anno 2011, 9.059 metri cubi di gas naturale dalla Snam Rete Gas (società che controlla il 98% del gas consumato in Italia).[115]

Trasporti, mobilità e telecomunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

La Stazione di Milano Centrale, la più importante della Lombardia.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti della Lombardia.

Arrivare in Lombardia è molto facile grazie agli ottimi collegamenti nazionali ed internazionali di cui gode la regione, centrati principalmente sulla città di Milano.

Nonostante la rete infrastrutturale si possa definire capillare, l'incremento del traffico e della popolazione, ha reso questa rete insufficiente alle necessità degli abitanti. In particolare, durante gli orari di spostamento pendolare, città come Milano risentono pesantemente di queste carenze ed inefficienze.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

La Lombardia gode del miglior sistema aeroportuale della nazione, formato da quattro aeroporti (Malpensa e Linate,[116] Orio al Serio e Montichiari) che si sviluppa principalmente lungo la fascia pedemontana, a capo dei quali c'è l'aeroporto intercontinentale di Malpensa 2000 che gestisce la maggior parte del traffico passeggeri e merci della regione. L'aeroporto di Linate svolge il compito di "City airport" del capoluogo, Orio al Serio è la base dei collegamenti low-cost nazionali ed internazionali e di diversi corrieri merci[117], Montichiari è specializzato sui cargo a lungo raggio, voli charter e collegamenti regionali[118], Milano-Bresso viene usato per voli turistici e quello di Brescia-Ghedi è ad uso militare.

Strade e autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Rete autostradale lombarda
(Le lunghezze qui sotto indicate si intendono per la sola tratta lombarda delle autostrade)
Numero Autostrada Lunghezza
(km)
Fonti
1Autostrada A1 Italia.svg Milano-Napoli 47,1 [119]
2Autostrada A4 Italia.svg Torino-Trieste 155 [120]
4Autostrada A7 Italia.svg Milano-Genova 50,3 [121]
5Autostrada A8 Italia.svg Milano-Varese 42,6 [122]
6Autostrada A8-A26 Italia.svg Diramazione Gallarate-Gattico 14 [123]
7Autostrada A9 Italia.svg Lainate-Como-Chiasso 35,1 [124]
8Autostrada A21 Italia.svg Torino-Brescia 89,7 [125]
9Autostrada A21racc Italia.svg Raccordo Autostradale Ospitaletto-Montichiari 31 [126]
10Autostrada A22 Italia.svg Autostrada del Brennero 37,6 [127]
10Autostrada A35 Italia.svg BreBeMi 62,1 [128]
11Autostrada A50 Italia.svg Tangenziale Ovest di Milano 31,5 [129]
12Autostrada A51 Italia.svg Tangenziale Est di Milano 30,1 [130]
13Autostrada A52 Italia.svg Tangenziale Nord di Milano 12,9 [131]
14Autostrada A53 Italia.svg Bereguardo-Pavia 9,1 [132]
15Autostrada A54 Italia.svg Tangenziale Ovest di Pavia 8,4 [133]
16Autostrada A58 Italia.svg Tangenziale Est Esterna di Milano (TEEM) 7 [134]
Italian traffic signs - autostrada.svg Totale 663,5 [135]

La Lombardia possiede una rete stradale ed autostradale ben sviluppata (594,4 km di autostrade,[135] 931 km di strade statali,[136] 7.788 km di strade provinciali,[137] 2.458 km di strade regionali[136]) e ben connessa con le principali città italiane (es: la A1 collega Milano a Bologna, Firenze, Roma e Napoli, la A4 attraversa la Lombardia unendola a Torino, Venezia e Trieste) e con l'Europa. Dal luglio 2014 la A35 BreBeMi collega la città di Milano a Brescia passando per la bassa bergamasca.

Per il futuro sono previste la realizzazione della Pedemontana Lombarda[138] che unirà l'A4 (dal casello di Dalmine) a Lecco, Monza, Como e Malpensa. Infine, la Tangenziale Est Esterna di Milano servirà ad alleggerire il traffico sulla tangenziale est di Milano diretto dall'A1 verso la A4 e viceversa. Inoltre la provincia di Mantova è attraversata dall'A22 Modena-Brennero[139] (percorso europeo E45) che collega la Pianura Padana all'Austria e alla Germania.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La rete ferroviaria regionale è abbastanza capillare ed è gestita da Trenord,[140] una società nata il 3 maggio 2011 dalla confluenza della divisione lombarda di Trenitalia (50%) e del Gruppo FNM (50%) (società il cui maggiore azionista è la Regione Lombardia, che controlla il 57,57% delle azioni[141]), per organizzare in modo più efficace il trasporto ferroviario della regione.[142]

Il trasporto su rotaia lombardo ha come stazioni di riferimento quella di Milano Centrale (gestita da Grandi Stazioni S.p.A., società il cui 60% delle azioni appartiene a Ferrovie dello Stato[143]) e quella di Milano Cadorna (gestita da FERROVIENORD, società del Gruppo FNM[144]). È inclusa nel sistema ferrioviario regionale la tratta lombarda della linea Ferrara-Suzzara, a carico delle Ferrovie Emilia-Romagna S.r.l., che termina a Felonica (MN).[145]

La rete ferroviaria regionale è formata da 1671 km di binari (di cui 790 km elettrificati a binario doppio, 603 km elettrificati a binario semplice e 278 km non elettrificati)[146] e 296 stazioni,[147] permette di raggiungere le maggiori località della regione e le molte città italiane ed europee. Il Passante Ferroviario di Milano consente di attraversare la città in treno da nord-ovest a sud-est.[148]

Per i possessori di un abbonamento mensile o annuale a Tariffa Unica Regionale è disponibile un "bonus" rilasciato dalla Regione qualora il servizio ferroviario non rispettasse gli standard minimi di affidabilità.[149]

Trasporto pubblico locale[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le principali città della Lombardia hanno un proprio sistema autoferrotranviario, anche se negli ultimi anni sono in atto processi di unificazione e coordinamento a livello regionale.

A livello regionale è stato attivato un servizio che permette, tramite l'acquisto di una tessera, di utilizzare un unico abbonamento (a tariffe agevolate per certe categorie di persone residenti nella regione) per muoversi all'interno della Lombardia con autobus, tram, metropolitana, funivie di trasporto locale, battelli sul lago d'Iseo, treni regionali, interregionali, intercity, intercityplus ed eurocity (in seconda classe).

Area milanese[modifica | modifica wikitesto]

La società che gestisce il trasporto pubblico a Milano e nei comuni vicini è l'ATM.[150]

All'interno dell'area metropolitana milanese è presente una rete di trasporti su ferro basata su due pilastri, strettamente interconnessi tra loro:

La costruzione della Linea M5 della metropolitana del capoluogo non è ancora terminata, ma è già aperto il primo tratto.[152] Inoltre, è in fase di realizzazione la Linea M4.[153] Infine, sono attivi diversi cantieri per il prolungamento delle linee della ferrovia sotterranea già esistenti.[154]

Area bresciana[modifica | modifica wikitesto]

Interno del convoglio della Metropolitana di Brescia

La società che gestisce il trasporto pubblico locale è Brescia Trasporti.[155]

È attiva la metropolitana di Brescia che attraversa la città da sud-est a nord.

Area bergamasca[modifica | modifica wikitesto]

La società che gestisce il trasporto pubblico locale su gomma è l'ATB,[156] mentre quello su ferro, relativo alla metrotranvia Bergamo – Albino, è esercitato da Tramvie Elettriche Bergamasche.[157]

Si segnalano inoltre la caratteristica Funicolare di Bergamo Alta che permette di accedere alla Città Alta,[158] la parte della città di Bergamo di maggiore interesse storico, artistico, monumentale e la Funicolare di Bergamo - San Vigilio, che collega la Città Alta al colle di San Vigilio.[158]

Metropolitane[modifica | modifica wikitesto]

Navi di linea sui laghi.

Le città di Milano e Brescia dispongono di una metropolitana.

Comune Stemma Linee Stazioni Lunghezza (km) Note
Stemma Milano
Stemma
4 103 94,5 [159]
Stemma Brescia
Stemma
1 17 13,7 [160][161]

Navigazione[modifica | modifica wikitesto]

La regione, pur non avendo sbocchi sul mare, possiede un buon sistema navale che si sviluppa sui grandi laghi, lungo i fiumi ed i navigli. In passato le vie sull'acqua erano molto più utilizzate per il trasporti di merci e persone, ma vennero abbandonate (ed in alcuni casi coperte) con l'utilizzo di massa dell'automobile.

Il sistema idroviario più importante della Lombardia si inserisce in quello padano-veneto che permette la navigazione da Casale Monferrato fino a Venezia lungo il fiume Po.[162] In questo sistema idroviario i porti più importanti della Lombardia sono quelli di Cremona[163] e Mantova.[164]

I molti canali e fiumi navigabili vengo in parte usati per il trasporto delle merci ma sono in fase di realizzazione alcuni progetti per l'utilizzo di questi per scopi turistici.

Per quanto riguarda la navigazione sui laghi, oggi ha funzione prevalentemente turistica e si svolge regolarmente su rotte di linea, anche con servizio di pranzo a bordo. Le rotte di navigazione di linea contano 460 km e vengono frequentate da oltre 10 milioni di viaggiatori annui[165]. Motonavi, traghetti con trasporto auto, aliscafi e antichi piroscafi a ruote sono gestiti dallo Stato tramite la Gestione Governativa che associa i tre laghi principali (Garda, Maggiore e Como). Su quello di Como il servizio è anche di tipo pendolare per i collegamenti con la città, mentre molto importante è il traghetto Maderno-Torri del Benaco che collega la costa ovest alla costa est e viceversa del lago di Garda[166].

Telecomunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il 57,7% delle famiglie lombarde ha accesso ad internet, il 91% possiede uno o più cellulari e il 48,7% ha il digitale terrestre.[167] Inoltre, 2.979.477 lombardi è abbonato alla tv Rai (dato del dicembre del 2009).[168]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa cattolica[169][modifica | modifica wikitesto]

La regione ecclesiastica Lombardia negli ultimi cinquant'anni ha dato alla Chiesa cattolica due papi: Giovanni XXIII e Paolo VI. Le sue parrocchie sono 3.065 e la superficie è di 22.898 km². Le diocesi sono dieci:

La zona di Voghera dipende dalla Diocesi di Tortona (Regione ecclesiastica Liguria). Parte del comune di Menconico (Pavia) dipende dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio (Regione ecclesiastica Emilia-Romagna), la zona di Robbio (Pavia) dipende dalla Diocesi di Vercelli (Regione ecclesiastica Piemonte), la parrocchia di Gravellona Lomellina (Pavia) dipende dalla Diocesi di Novara (Regione ecclesiastica Piemonte). I comuni del basso Lago di Garda fanno parte della Diocesi di Verona (Regione ecclesiastica Triveneto).

In Lombardia sono due i riti liturgici principali: il rito ambrosiano (Proprio dell'arcidiocesi meneghina e della Brianza, ma utilizzato anche in alcune parrocchie di altre diocesi) ed il rito romano.[170]

Altre confessioni cristiane e religioni[modifica | modifica wikitesto]

In Lombardia sono presenti molte chiese evangeliche metodiste e valdesi, battiste, luterane, libere, dei Fratelli, l'Esercito della Salvezza, pentecostali per quanto riguarda le confessioni cristiane protestanti italiane e le chiese cosiddette "etniche" formate recentemente da immigrati. Vi sono comunità ortodosse di varia provenienza e lingue per quanto concerne le confessioni d'Oriente. Infine da segnalare alcune comunità ebraiche, islamiche, buddhiste, induiste. Sono presenti anche i Testimoni di Geova e i Mormoni. Ad arricchire il panorama religioso e non religioso, vi sono anche agnostici e atei.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Turismo in Lombardia.
La Pinacoteca di Brera, uno tra i musei più visitati della Lombardia.
Como, il lago con la cupola del Duomo.

Nella più dinamica e trafficata delle regioni italiane non è possibile, sulla base delle cifre, distinguere il turista in senso stretto da quello che viaggia per affari[171]. Nel 2011 si sono registrati 13.258.859 arrivi e 33.123.562 presenze.[172] I non residenti hanno contribuito al 49,72% degli arrivi e al 55,8% delle presenze.[172]

Tra le bellezze naturali vanno annoverati al primo posto i laghi prealpini sulle cui sponde ville patrizie, orti, giardini, terrazze e borghi antichi si alternano a fitti nuclei di seconde case[173]. Le località rivierasche sono collegate da rotte di navigazione di linea. Villa d'Este a Cernobbio e altre ville del comasco ospitano personaggi di fama mondiale: magnati della finanza, star del cinema, scrittori, capi di Stato, cantanti e stilisti[174].

Altri importanti flussi turistici interessano le vallate alpine (in particolare la Valtellina)[175] e le numerose città storico-artistiche, ricche di monumenti e di testimonianze del Medioevo e del Rinascimento[176]. Rilevanti dal punto di vista turistico sono anche i nove patrimoni mondiali dell'umanità riconosciuti dall'UNESCO.[177]

Tra i luoghi maggiormente visitati bisogna ricordare la Pinacoteca di Brera (336.981 visitatori), l'Ultima Cena di Leonardo da Vinci (330.071), il Museo Archeologico di Sirmione con le Grotte di Catullo (216.612), il Castello Scaligero (202.066)[178] e Villa Carlotta (170.260)[179].

Editoria[modifica | modifica wikitesto]

In Lombardia, nel 2009, sono stati venduti 945.471 quotidiani (96 copie ogni mille abitanti).[180] Di seguito un elenco dei principali quotidiani e giornali pubblicati nella regione Lombardia.

Bergamo
Brescia
Como
Cremona
Lecco
Lodi
Mantova

Case Editrici[modifica | modifica wikitesto]

A Milano hanno sede la RCS MediaGroup e la Adelphi editore. Inoltre a Segrate ha sede la Arnoldo Mondadori Editore.[212]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sport in Lombardia.
Lo Stadio Giuseppe Meazza di 80.000 posti, che ospita le partite casalinghe dell'A.C. Milan e F.C. Inter

La Lombardia è una regione molto attiva dal punto di vista sportivo. Alla numerosa e capillare presenza di impianti sportivi sul suo territorio, si accompagna anche la rilevanza a livello nazionale ed internazionale delle sue società sportive.

Grande lustro allo sport italiano è stato (e viene ancora) dato da alcune delle squadre più titolate del mondo nel calcio e nella pallacanestro (Milan, Inter[213], Olimpia Milano, Pallacanestro Varese, Pallacanestro Cantù). Importantissimo il contributo della Lombardia in altri sport come il ciclismo (nel 2008 la regione ha ospitato i Campionati Mondiali a Varese), la formula 1 (dal 1950, eccetto il 1980 in cui si corse a Imola, si corre a Monza il Gran Premio d'Italia)[214], il rugby, l'hockey su ghiaccio, la pallavolo e la pallanuoto (con il Brixia Leonessa), seppur con alterne fortune. Inoltre in Lombardia vengono anche disputati due tornei di tennis: Torneo di Milano e il Torneo di Monza Brianza[215].

Grattacieli della Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

La Torre Isozaki, con 247m è il grattacielo più alto d'Italia
Grattacielo Altezza Città
Torre Isozaki 247 metri Milano
Torre Unicredit 231 metri Milano
Palazzo Lombardia 161 metri Milano
Torre Solaria 143 metri Milano
Torre Diamante 140 metri Milano
Grattacielo Pirelli 127 metri Milano
Torre Breda 117 metri Milano
Bosco Verticale Torre E 112 metri Milano
Crystal Palace 110 metri Brescia
Torre Galfa 109 metri Milano
Torre Velasca 106 metri Milano
Torre Hines - Cesar Pelli B 105 metri Milano
Torre Garibaldi A 100 metri Milano
Torre Garibaldi B 100 metri Milano

Persone legate alla Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

Papi, Vescovi e Religiosi

Letteratura

Giornalismo

Arte e architettura

Cantanti e Cantautori

Cinema, teatro e musicisti

Enogastronomia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b [1]
  2. ^ a b Pil e Pil pro capite nel 2009. URL consultato il 1º febbraio 2013.
  3. ^ Elenco Regioni a Statuto Ordinario. URL consultato il 1º agosto 2012.
  4. ^ La prima è la Campania.
  5. ^ Regioni d'Italia in ordine di superficie..
  6. ^ Quattro Motori per l'Europa, 4motors.eu. URL consultato il 10 maggio 2010.
  7. ^ Etimologia del nome Lombardia sull'Enciclopedia Treccani. URL consultato il 12 maggio 2013.
  8. ^ a b c Stemma della Regione Lombardia. URL consultato il 12 maggio 2013.
  9. ^ Globalgeografia. URL consultato il 1º agosto 2012.
  10. ^ Atlante Zanichelli 2011, Zanichelli Editore, pag.6, ISBN 978-88-08-13962-7..
  11. ^ Origine del nome delle Alpi lombarde. URL consultato il 30 marzo 2013.
  12. ^ IReR Lombardia, Peculiarità del territorio lombardo. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  13. ^ la Punta Perrucchetti è una spalla del Pizzo Bernina, che raggiunge i 4051 m ma la cui vetta principale è interamente in territorio elvetico. La più alta montagna lombarda in senso vero e proprio può quindi essere considerata il Pizzo Zupò (3996 m) nel medesimo gruppo montuoso.
  14. ^ Lago di Garda. URL consultato il 1º agosto 2012.
  15. ^ Lago Maggiore. URL consultato il 1º agosto 2012.
  16. ^ Lago di Como. URL consultato il 1º agosto 2102.
  17. ^ Lago d'Iseo. URL consultato il 1º agosto 2012.
  18. ^ Lago di Lugano. URL consultato il 1º agosto 2012.
  19. ^ Lago d'Idro. URL consultato il 1º agosto 2012.
  20. ^ Il Lago di Varese. URL consultato il 24 maggio 2013.
  21. ^ Uniche limitate eccezioni sono la Val di Lei e la Val di Livigno che appartengono ai bacini del Reno la prima e del Danubio la seconda.
  22. ^ Fiumi della Lombardia su Pescatour.it. URL consultato il 1º agosto 2012.
  23. ^ a b c d Marco Astolfi e Delia Romano, Geoatlas 1, Italia ed Europa, Uomo e Ambiente, Bergamo, Atlas, 2007, pp. 76,77, ISBN 978-88-268-1361-5.
  24. ^ a b Media delle temperature della Lombardia. URL consultato il 10 maggio 2013.
  25. ^ a b c Marco Astolfi e Delia Romano, Geoatlas 1, Regioni d'Italia, Bergamo, Atlas, 2007, p. 20, ISBN 978-88-268-1361-5.
  26. ^ Atlante Eolico. URL consultato il 10 maggio 2013.
  27. ^ Il lago di Garda e il suo microclima. URL consultato il 9 maggio 2013.
  28. ^ Servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare Italiana - Osservazioni meteorologiche in Lombardia. URL consultato il 9 maggio 2013.
  29. ^ Cesare R. Perotti, Assetto tettonico ed evoluzione strutturale delle Prealpi bresciane dalla fine dell’orogenesi varisica ad oggi, in AAVV, Atti del "Convegno Una nuova geologia per la Lombardia", Milano, 6-7 novembre 2008, Regione Lombardia
  30. ^ Maria Iole Spalla, Gian Bartolomeo Siletto, L’evoluzione tettonica del Basamento Sudalpino Orobico:dalla convergenza Varisica a quella Alpina, in AAVV, Atti del "Convegno Una nuova geologia per la Lombardia", Milano, 6-7 novembre 2008, Regione Lombardia
  31. ^ vedi voce Calcare del Domaro in, CARTA GEOLOGICA D’ITALIA 1:50.000 - CATALOGO DELLE FORMAZIONI, in Quaderno n. 7, Servizio Geologico nazionale
  32. ^ vedi pag. 12 di Regione Emilia-Romagna, "Raccontare la Terra", Pendragon, 2006
  33. ^ GIOVANNI COMIZZOLI, ROMANO GELATI, LODOVICO DARIO PASSERI, di Ardito DESIO, NOTE ILLUSTRATIVE della CARTA GEOLOGICA D'ITALIA ALLA SCALA 1 : 100.000 FOGLIO 45 e FOGLIO 46 MILANO e TREVIGLIO, SERVIZIO GEOLOGICO D'ITALIA, 1969
  34. ^ Geologia della Lombardia. URL consultato il 4 febbraio 2013.
  35. ^ Sito ufficiale del Parco Lombardo del Ticino. URL consultato il 1º agosto 2102.
  36. ^ Parchi Naturali Regione Lombardia. URL consultato il 1º agosto 2012.
  37. ^ Monte San Giorgio - UNESCO World Heritage Centre. URL consultato il 1º agosto 2012.
  38. ^ Calendario Atlante De Agostini 2012, pag.295
  39. ^ "Cultura di Remedello" su MSN Encarta. URL consultato il 6 ottobre 2009.
  40. ^ Comolli e Goldstein, pag.116
  41. ^ Comolli e Goldstein, pag.140
  42. ^ I Longobardi in Italia. URL consultato il 31 marzo 2013.Si veda il quarto punto.
  43. ^ I Gonzaga. URL consultato il 31 marzo 2013.
  44. ^ Comolli e Goldstein, pag.359-360
  45. ^ Per un'analisi dettagliata delle parlate della Lombardia si veda: Bernardino Biondelli, Saggi sui dialetti Gallo-Italici.. URL consultato il 1º luglio 2012.
  46. ^ Il ciclo istoriativo camuno: una tradizione millenaria. URL consultato il 1º agosto 2012.
  47. ^ Come evidenziato dalle motivazioni di inserimento nel Patrimonio mondiale dell'umanità dell'UNESCO: Pagina dedicata sul Sito dell'Unesco. URL consultato il 1º agosto 2012.
  48. ^ La lista è stata ricavata dal sito dell'Unesco a questa pagina: vai alla pagina. URL consultato il 1º agosto 2012.
  49. ^ Resti Etruschi in corso di scavo si trovano in provincia di Mantova: Parco Archeologico Forcello. URL consultato il 1º agosto 2012.
  50. ^ Il flusso di idee (e presumibilmente di artisti) provenienti dall'oriente è testimoniata ad esempio dagli affreschi della Chiesa di Santa Maria foris portas a Castelseprio. Rossi M. (2005), pp. 11-12
  51. ^ Bisogna comunque sottolineare come in origine il toponimo "Langobardia" indicasse un territorio decisamente più ampio dell'attuale regione: alla fine del periodo longobardo la Langobardia Maior era costituita da gran parte dell'Italia del Nord, escluse la Romagna, Venezia, il Trentino e parte del Piemonte occidentale. Ancora nell'XI secolo il territorio in cui si sviluppò il Romanico Lombardo era costituito dall'attuale Lombardia, dall'Emilia e da porzioni del Veneto e del Piemonte.
  52. ^ Con la capitale Pavia e altre sedi di ducato quali Bergamo e Brescia.
  53. ^ Il periodo longobardo al Museo di Santa Giulia. URL consultato il 31 marzo 2013.
  54. ^ Festa della Lombardia. URL consultato il 30 maggio 2014.
  55. ^ a b c d e f g h i AA.VV., Per conoscere la Lombardia (storia,geografia,usi e costumi), Ericart, 2002, pag.23, ISBN 978-88-512-0111-1.
  56. ^ Il Carnevale di Bagolino. URL consultato il 30 marzo 2013.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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