Brugherio

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Brugherio
comune
Brugherio – Stemma
Il tempietto di San Lucio in Moncucco
Il tempietto di San Lucio in Moncucco
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Monza e della Brianza-Stemma.png Monza e Brianza
Amministrazione
Sindaco Marco Antonio Troiano (PD) dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 45°33′03″N 9°18′04″E / 45.550833°N 9.301111°E45.550833; 9.301111 (Brugherio)Coordinate: 45°33′03″N 9°18′04″E / 45.550833°N 9.301111°E45.550833; 9.301111 (Brugherio)
Altitudine 144 m s.l.m.
Superficie 10,34 km²
Abitanti 34 056[1] (31-12-2013)
Densità 3 293,62 ab./km²
Frazioni Baraggia, Dorderio, Moncucco, San Damiano, Torazza
Comuni confinanti Agrate Brianza, Carugate (MI), Cernusco sul Naviglio (MI), Cologno Monzese (MI), Monza, Sesto San Giovanni (MI)
Altre informazioni
Cod. postale 20861
Prefisso 039
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 108012
Cod. catastale B212
Targa MB
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Brugheresi
Patrono san Bartolomeo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Brugherio
Posizione del comune di Brugherio nella provincia di Monza e della Brianza
Posizione del comune di Brugherio nella provincia di Monza e della Brianza
Sito istituzionale

Brugherio (Brughé in dialetto locale[2]) è un comune di 34.049 abitanti[1] della provincia di Monza e della Brianza.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome Brugherio deriva da brugo, e la brughiera, con la sua vegetazione caratterizzata da scoperti, sterpi, ginestrone, era ed è tuttora abbastanza frequente nell'alta pianura padana. Anticamente la parola brugario indicava la terra comune come Baragia; in seguito venne suddivisa tra Monza, Vimercate e Cologno. Lo stemma del Comune rappresenta appunto un arbusto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini (IV secolo - XV secolo)[modifica | modifica sorgente]

Le prime indicazioni scritte, che ci sono pervenute, riguardanti il territorio di Brugherio risalgono all'epoca imperiale romana quando, con i nomi di Noxiate, San Damianus, Baragia e Octavum, venivano designati i primi insediamenti. Noxiate corrispondeva all'attuale centro dove si trova la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo mentre la Baragia si estendeva a nord, fino a comprendere S. Damiano e a sud fino alla zona di Brugherio centro. Octavum, corrispondente alle attuali S. Cristoforo e Occhiate, si trovava all'ottavo miglio sulla strada romana che da Milano conduceva a Monza e che correva sulla riva destra del Lambro.

Nel IV secolo, la sorella di sant'Ambrogio, santa Marcellina, avrebbe deciso di fondare un monastero su terreni in questa zona, possesso della sua famiglia. Ambrogio avrebbe in tale occasione donato alla sorella come reliquia le falangi dei Re Magi, [3] mentre le salme furono portate a Colonia dopo la conquista di Milano da parte di Federico Barbarossa. Il monastero di Sant'Ambrogio era inoltre posto lungo la Via Burdigalense[4], cioè quella via commerciale che collegava l'attuale Bordeaux con Aquileia.

Non si seppe più nulla del territorio fino al 1098, quando una prima testimonianza[5] riferisce l'esistenza di un monastero di benedettine. Informazioni più precise ci pervengono a partire dal Basso Medioevo. Il XIV secolo vide infatti le lotte tra i Torriani e i Visconti in questo territorio e, nel contempo, la divisione dell'attuale comune in 3 pievi (entità territoriali che cambieranno poi il nome nel corso dei secoli), frantumando per secoli una possibile unità amministrativa. Difatti il nostro territorio fu diviso tra Monza (attuali centro storico e Moncucco), Vimercate (attuali frazione Baraggia, la quale insieme a Vimercate fu infeudata nel 1475 da Gian Galeazzo Sforza alla famiglia Secco Borella) e Gorgonzola (la Cascina Increa).

Il periodo spagnolo e austriaco (XVI secolo - 1796): da San Carlo a Paolo Andreani[modifica | modifica sorgente]

L'arrivo degli spagnoli segnò l'inizio di un periodo di decadenza per il milanese, periodo acuito dalla terribile peste di San Carlo (1576-1577) e da numerose carestie. In mezzo a questa decadenza socio-politica, Brugherio trovò una sua prima identità comunitaria attraverso la fondazione della Parrocchia di San Bartolomeo (1578), unificando almeno a livello religioso ciò che era diviso amministrativamente.

Primo volo in pallone in Italia, effettuato da Paolo Andreani e dai fratelli Gerli (Agostino e Carlo) nei pressi di Milano, 25 febbraio 1784

Il 13 marzo 1784 il "Contino" Paolo Andreani, imitando l'impresa di qualche mese prima dei fratelli Montgolfier in Francia, ascese al Cielo, realizzando così il primo volo dell'uomo sul suolo italiano. L'impresa suscitò l'ammirazione dell'intera nobiltà milanese e della cultura in generale, tra cui Parini, Pietro Verri e Vincenzo Monti.[6] Nel corso dei secoli XVII e XVIII, inoltre, Brugherio fu luogo di villeggiatura da parte di numerose famiglie aristocratiche milanesi. Qui, nella frazione di Moncucco (Muncüch in brianzolo), nel giardino della sua villa, il "contino" Paolo Andreani il 13 marzo 1784 realizzò la prima ascensione in mongolfiera in Italia[7], con un pallone realizzato dai fratelli Gerli. Il volo, celebrato da sonetti del Parini e dalle testimonianze di Pietro Verri e dello storico e parroco Don Antonio de Petri, si risolse in un'enorme successo: volò per circa sei chilometri, atterrando nei pressi della Cascina Seregna di Caponago.

Oltre ad essere un centro di villeggiatura, Brugherio si segnalò anche per la fiorente attività della gelsi-bachicoltura, già incentivata da Galeazzo Maria Sforza nel 1470 e che trovò con Maria Teresa e Giuseppe II dei grandi patroni.

Il XIX secolo: dagli austriaci al regicidio di Umberto I[modifica | modifica sorgente]

Dopo il turbolento periodo napoleonico, i possedenti terrieri di Brugherio nel 1816[8] cercarono di fondersi in un unico comune (un tentativo di unificazione era fallito nel 1721, all'epoca del catasto teresiano), progetto fallito a causa della resistenza dei burocrati austriaci di Milano, i quali non volevano spendere tempo nell'unificare un così frantumato panorama amministrativo. Sotto gli austriaci, ci furono splendori e miserie. In primo luogo, grazie agli sforzi di Gianmario Andreani, fratello di Paolo, e dell'architetto Giocondo Albertolli, la chiesa luganese di San Lucio venne smontata e trasportata in pezzi sui navigli per essere ricostruita a Brugherio. Brugherio non fu estranea al Risorgimento: molti brugheresi parteciparono infatti ai moti del 1848 e anche alla fallimentare rivolta di Milano del 1853. D'altro canto, in quegli anni Brugherio fu colpita da una serie di malattie (febbre petecchiale) che degenerarono la già precaria qualità di vita dei contadini. Dopo che anche Monza entrò a far parte del neonato Regno d'Italia, il 9 dicembre 1866 fu fondato il Comune di Brugherio, con i soppressi comuni di Cassina Baraggia e San Damiano di Monza, con parte del soppresso comune di Moncucco di Monza, con le frazioni di Brugherio, Bindellera, Cesena, Gelosa, San Paolo e Torrazza, staccate dal comune di Monza, con la frazione di Occhiate staccata da Sesto San Giovanni e con la frazione di Increa staccata da Cernusco sul Naviglio. Il primo sindaco fu l'ex primo cittadino di Cassina Baraggia, Giovanni Noseda.

Gli anni che andarono dal 1866 al 1900 furono alquanto sonnacchiosi. Il Comune era gestito da una piccola classe di possidenti terrieri (sia autoctoni che milanesi), i quali mantennero dei rapporti con i contadini locali che non si discostavano di molto dai vincoli feudali del medioevo. Nonostante ciò, Brugherio vide nel 1880 l'apertura della tratta ferroviaria Cascina Gobba-Vimercate; nel 1886 l'apertura del Canale Villoresi e, negli ultimi decenni, la nascita dei primi opifici per la lavorazione della seta.

Il periodo dal 1900 al 1945[modifica | modifica sorgente]

La tenue industrializzazione di questo territorio vide la nascita anche dei primi movimenti sindacali di ispirazione cattolica. Infatti le campagne, legate fortemente alla religione, erano ostili alle istanze socialistiche e si avvicinarono alle Leghe d'ispirazione cattolica, determinando un mutamento dei rapporti tra i fittavoli e i possidenti terrieri. Nel 1912, con la proclamazione del suffragio universale ad opera di Giovanni Giolitti, la base elettorale si espanse notevolmente, determinando un ribaltamento dei giochi di potere finora mantenuti in piedi da un'oligarchia. Gli anni della Prima Guerra Mondiale furono gestiti encomiabilmente dal sindaco Giovanni Santini (Brugherio fu sempre rifornita di viveri alimentari), mentre il periodo del cosiddetto biennio rosso (1919-1920) videro episodi di violenza tra i socialisti e i popolari cattolici. Questi ultimi persero la maggioranza assoluta a causa del rilassamento della loro attività sindacale, e l'ultimo sindaco eletto dalle urne, Marcello Gatti, dovette gestire la difficile transizione dal periodo liberale al fascismo.

Dal 1926 al 1943 il Comune venne retto dal podestà Ercole Balconi, personalità integerrima che favorì in un certo qual modo lo sviluppo urbanistico, scolastico e industriale Brugherio. Con la caduta di Mussolini, il 25 luglio 1943, Brugherio fu protagonista dei moti sindacali degli operai dello stabilimento Pirelli di San Damiano e si segnalò nella lotta partigiana contro l'oppressione nazifascista, tanto da intitolare una via cittadina all'ultimo partigiano assassinato: Luigi Teruzzi.

1945-1966: il boom economico e la proclamazione a "Città"[modifica | modifica sorgente]

Brugherio fu governata, in questi anni, dalla neonata democrazia cristiana. Sotto le varie amministrazioni Pollastri, Oriani e Giltri, Brugherio cambiò radicalmente la fisionomia del proprio territorio socio-urbanistico: nuovi villaggi industriali (Falk, Pirelli), un'intensa attività dell'edilizia popolare e scolastica (la costruzione della scuola Parini), la fondazione della Biblioteca Civica (1960) e l'estensione a tutta la realtà cittadina della rete fognaria, elettrica e del gas metano. Al fianco dell'attività promossa dal Comune, si segnalano le opere assistenziali della Marzotto e di quelle della Parrocchia (guidata dall'energico Don Giuseppe Camagni). La trasformazione di Brugherio da paese a città industriale (importantissima la presenza della ditta di lavatrici Candy) fu coronata dal titolo di "Città" il giorno 27 gennaio 1967[9], ad opera del presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

1966-oggi: Brugherio verso il futuro[modifica | modifica sorgente]

Brugherio, negli anni settanta e ottanta, vide il consolidamento dei movimentati anni precedenti: la fondazione del complesso dell'Edilnord, ad opera di Silvio Berlusconi, l'acquisizione da parte del Comune di Villa Fiorita (casa di cura per malati psichiatrici ove morì Filippo De Pisis nel 1956), la fondazione della scuola media Leonardo da Vinci e la creazione del complesso residenziale del Quartiere Ovest.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Comune di Moncucco

Abitanti censiti[11]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT, al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 2065 persone, pari al 6,16% di tutti i residenti. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:[12]

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Romania Romania 343
2 Albania Albania 249
3 Perù Perù 165
4 Ecuador Ecuador 142
5 Marocco Marocco 141

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La Chiesetta di S.Ambrogio, annessa al complesso colonico dell'omonima cascina.
  • La Chiesa di Sant'Ambrogio, sorta su un precedente oratorio annesso ad una villa. Secondo la tradizione orale e letteraria (De Vita Solitaria[14] di Francesco Petrarca), S.Marcellina si ritirò per condurre vita monastica insieme ad altre vergini in un possedimento di famiglia e donatole dal fratello. Ambrogio, che amava ritirarsi in questi luoghi per meditare e scrivere, avrebbe donato una parte delle reliquie dei Magi (giunte a Milano come dono dell'imperatore al vescovo Eustorgio) alla sorella. Conservate nei secoli, le reliquie dei Magi sarebbero poi state trasportate nel maggio del 1613 nella Chiesa Parrocchiale di San Bartolomeo, dopo essere state riconosciute come tali dall'arcivescovo Federigo Borromeo.[15]. Fu restaurata nel 1886 dal proprietario del cascinale e in tale occasione furono rinvenuti alle pareti affreschi trecenteschi, raffiguranti Sant'Ambrogio tra i fratelli Satiro e Marcellina e i Santi martiri Fabiano e Sebastiano papa. La chiesa presenta una facciata a capanna in mattoni, ricostruita in stile romanico lombardo, con portale in granito e finestre a tutto sesto ai lati. L'interno ha una sola navata con soffitto ligneo decorato.
  • Villa Sormani è una villa appartenuta in passato ai conti Bolagnos, poi Andreani e da ultimo Sormani. Conserva gradinate esterne e cancellate in stile barocco. Il cancello fu realizzato da una famiglia di fabbri del luogo, gli Arbizzoni.
  • Il Tempietto di San Lucio in Moncucco è una piccola chiesa dedicata a San Lucio[16] che oggi si trova accanto a Villa Sormani. Forse su progetto di Tommaso Rodari (allievo di Giovanni Antonio Amadeo, documentato dal 1484 al 1526, già morto nel 1527), il tempietto fu eretto a Lugano tra il 1516 e il 1567 come cappella di Sant'Antonio da Padova annessa al convento di San Francesco; soppresso il convento nell'età napoleonica, l'edificio venne messo all'asta nel 1812 dal Gran Consiglio del Canton Ticino e fu acquistato dal conte Gianmario Andreani che, affidando l'incarico all'architetto Giocondo Albertolli, lo fece smontare, trasportare lungo i Navigli e ricostruire nei giardini della villa a Moncucco di Brugherio tra il 1823 e il 1832[17]. Ammantato in una veste neoclassica conserva al suo interno numerose sculture in pietra di Saltrio datate tra il 1520 e il 1567; nel 1987 è stato acquistato dal comune.
  • Villa Fiorita, nella attuale piazza Cesare Battisti, ex clinica privata per malati di mente ed ora sede del Comune. Nella clinica trascorse gli ultimi anni di vita il pittore Filippo De Pisis.
  • Museo miscellaneo Galbiati

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Brugherio fa parte con Cologno Monzese e Sesto San Giovanni del Parco Media Valle del Lambro, che collega il sistema dei parchi a nord di Monza con quello milanese.

Brugherio fa parte con Cologno Monzese, Carugate, Cernusco sul Naviglio e Carugate del Parco Est delle Cave

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • San Damiano, al confine con Monza, comune autonomo fino al 1866. Il nome deriva da un oratorio e da una chiesa dedicati al santo.
  • Baraggia, comune autonomo fino al 1866
  • Moncucco, comune autonomo fino al 1866
  • Dorderio, nel quale sorge il Parco Increa, ex cava di 33 ettari dotata di laghetto.
  • Torazza, al cui confine sorge il Villaggio Brugherio.

Strade e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti stradali ed autostradali[modifica | modifica sorgente]

Trasporti pubblici[modifica | modifica sorgente]

Gli orari sono disponibili sul sito della NET (Nord Est Trasporti)

Fino al 1981 Brugherio era servita dalla tranvia Milano-Vimercate.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sindaci[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
9 dicembre 1866 1871 Giovanni Noseda Sindaco
1871 1874 Luigi Faruffini Sindaco
1874 1876 Emilio Tizzoni Sindaco
1876 1878 Alessandro Sormani Andreani Sindaco
1878 1886 Michele Veladini Sindaco
1886 1888 Francesco Viganò Sindaco
1888 1890 Angelo Decio Sindaco
1890 1896 Francesco Viganò Sindaco
1891 1896 Luigi Santini Sindaco
1896 1905 Carlo Viganò Sindaco
1905 1910 Giuseppe Dubini Sindaco
1910 1914 Giovanni Ronchi Sindaco
1914 1914 Angelo Cazzaniga Sindaco
1914 1920 Giovanni Santini Sindaco
1920 1923 Marcello Gatti Sindaco
1923 1924 Camillo Orsi Commissario prefettizio
1924 1925 Federico Vigna Commissario prefettizio
1925 1926 Francesco Torrisi Commissario prefettizio
1926 1943 Ercole Balconi Podestà
1943 1944 Stefano Agugiaro Commissario prefettizio
1944 1945 Giuseppe Pellerito Commissario prefettizio
1945 1945 Luigi Voltini Commissario prefettizio
1945 1945 Vincenzo Sangalli Sindaco
1945 1946 Luigi Callegaris Sindaco
1946 1950 Francesco Pollastri Sindaco
1950 1951 Enrico Casati Sindaco
1951 1961 Antonio Meli Sindaco
1961 1965 Fernando Oriani Sindaco
1965 1975 Ettore Giltri Sindaco
1975 1985 Giuseppe Cerioli Sindaco
1985 1990 Edoardo Teruzzi Sindaco
1990 1995 Andreina Recalcati Sindaco
1995 1999 Dario Pavan Sindaco
1999 8 giugno 2009 Carlo Antonio Cifronti centrosinistra Sindaco
9 giugno 2009 29 marzo 2012 Maurizio Ronchi Lega Nord Sindaco
30 marzo 2012 10 giugno 2013 Maria Carmela Nuzzi Commissario prefettizio
10 giugno 2013 in carica Marco Antonio Troiano centrosinistra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Stampa locale[modifica | modifica sorgente]

  • Il Cittadino di Monza
  • il Punto, periodico di attualità dedicato a Brugherio e alla Brianza

Persone legate a Brugherio[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2013.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 103.
  3. ^ Questi riferimenti sulla vita di Sant'Ambrogio si trovano nel Canzoniere di Petrarca e su una lapide cittadina, Sant’Ambrogio, Petrarca e l’arrivo delle reliquie dei Magi, in VperVimercatese.com, sito di Cultura locale, 31 luglio 2014
  4. ^ Itinerarium Burdigalense
  5. ^ Si riporta l'iscrizione epigrafica "1098 MOEN", riportata dal parroco e storico Don Antonio de Petri
  6. ^ dialetto monzese Giuseppe Dicorato, Paolo Andreani - Aeronauta, esploratore, scienziato nella Milano dei Lumi (1763-1823), edizioni Ares, 2001
  7. ^ Si segnalano i festeggiamenti per il bicentenario dell'ascensione (1984) e quelli del duecentotrentesimo (2014)
  8. ^ Fonte dell'archivio di Stato, censo Parte Moderna=1056, citato in: Storia-sociale-economica-amministrativa-urbanistica-demografica della popolazione di Brugherio, 1475-1936
  9. ^ Brugherio la nostra gente, a cura del Movimento terza età, edito a cura del Comune di Brugherio, Assessorato alla Cultura, Brugherio, Tipolitografia Brambilla, 1992
  10. ^ Cambia nome in Moncucco di Monza nel 1863.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Statistiche demografiche ISTAT - Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 19 agosto 2012.
  13. ^ I Santi Magi di Don Damiano Grenci
  14. ^ Francesco Petrarca, De Vita Solitaria II, 4
  15. ^ Luciana Tribuzio Zotti - Giuseppe Magni, Una città nel segno dei Magi, edita a cura della comunità pastorale Epifania del Signore e Associazione Kairòs, 2012
  16. ^ Il Santo di Moncucco di Don Damiano Grenci
  17. ^ Mario Agliati, Il tempietto di due Santi e di due città. Da Sant'Antonio da Padova in Lugano a San Lucio papa in Brugherio

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio Luoghi memorabili, Brugherio, Edizioni parole nuove, 1989.
  • Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio nei documenti, edita a cura del circolo Paolo Grassi, Brugherio 1986
  • Luciana Tribuzio Zotti - Giuseppe Magni, Una città nel segno dei Magi, edita a cura della comunità pastorale Epifania del Signore e dell'Associazione Kairòs, 2012
  • Mario Agliati, Il tempietto di due Santi e di due città. Da Sant'Antonio da Padova in Lugano a San Lucio papa in Brugherio, Lugano, 1994.
  • Laura Valli - Calogero Gannella, Il Tempietto di Moncucco, edito a cura del Comune di Lugano e di Brugherio, 1994
  • Anonimo, Storia economico-amministrativa-sociale-urbanistica-demografica del territorio e della popolazione di Brugherio, 1475-1936, volume conservato presso la sezione di Storia Locale della Biblioteca Civica di Brugherio, 1966
  • Anonimo, Brugherio: il suo territorio, 2000 anni di storia; il suo Comune, 100 anni di feconda attività, volume conservato presso la sezione di Storia Locale della Biblioteca Civica di Brugherio, 1966
  • Brugherio, i suoi luoghi, la sua storia - 225º anniversario del primo volo italiano in mongolfiera con uomini a bordo, edito a cura del Comune di Brugherio, 2009
  • Brugherio la nostra gente, a cura del Movimento Terza Età, edito a cura del Comune di Brugherio, Assessorato alla Cultura, Brugherio, Tipolitografia Brambilla, 1992

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