Brugherio

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Brugherio
comune
Brugherio – Stemma
Il tempietto di San Lucio in Moncucco
Il tempietto di San Lucio in Moncucco
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Monza e della Brianza-Stemma.png Monza e Brianza
Amministrazione
Sindaco Marco Antonio Troiano (PD) dal 10-6-2013
Territorio
Coordinate 45°33′03″N 9°18′04″E / 45.550833°N 9.301111°E45.550833; 9.301111 (Brugherio)Coordinate: 45°33′03″N 9°18′04″E / 45.550833°N 9.301111°E45.550833; 9.301111 (Brugherio)
Altitudine 144 m s.l.m.
Superficie 10,41 km²
Abitanti 34 264[2] (30-09-2014)
Densità 3 291,45 ab./km²
Frazioni Baraggia, Dorderio, Moncucco, San Damiano, Torazza
Comuni confinanti Agrate Brianza, Carugate (MI), Cernusco sul Naviglio (MI), Cologno Monzese (MI), Monza, Sesto San Giovanni (MI)
Altre informazioni
Cod. postale 20861
Prefisso 039
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 108012
Cod. catastale B212
Targa MB
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Brugheresi
Patrono san Bartolomeo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Brugherio
Brugherio
Posizione del comune di Brugherio nella provincia di Monza e della Brianza
Posizione del comune di Brugherio nella provincia di Monza e della Brianza
Sito istituzionale

Brugherio (Brughé in dialetto locale[3]) è un comune di 34.056 abitanti[2] della provincia di Monza e della Brianza.

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome

Il nome Brugherio deriva da brugo, e la brughiera, con la sua vegetazione caratterizzata da scoperti, sterpi, ginestrone, era ed è tuttora abbastanza frequente nell'alta pianura padana. Anticamente la parola brugario indicava la terra comune come Baragia; in seguito venne suddivisa tra Monza, Vimercate e Cologno. Lo stemma del Comune rappresenta appunto un arbusto.

Le origini (IV secolo - XV secolo)[modifica | modifica wikitesto]

Le prime indicazioni scritte, che ci sono pervenute, riguardanti il territorio di Brugherio risalgono all'epoca imperiale romana quando, con i nomi di Noxiate, San Damianus, Baragia e Octavum, venivano designati i primi insediamenti. Noxiate corrispondeva all'attuale centro dove si trova la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo mentre la Baragia si estendeva a nord, fino a comprendere S. Damiano e a sud fino alla zona di Brugherio centro. Octavum, corrispondente alle attuali San Cristoforo e Occhiate, si trovava all'ottavo miglio sulla strada romana che da Milano conduceva a Monza e che correva sulla riva destra del Lambro[4]. Nel IV secolo, la sorella di sant'Ambrogio, santa Marcellina, avrebbe deciso di fondare un monastero su terreni in questa zona, possesso della sua famiglia. Ambrogio avrebbe in tale occasione donato alla sorella come reliquia le falangi dei Re Magi[5], mentre le salme furono portate a Colonia dopo la conquista di Milano da parte di Federico Barbarossa. Il monastero di Sant'Ambrogio era inoltre posto lungo la Via Burdigalense[6], cioè quella via commerciale che collegava l'attuale Bordeaux con Aquileia. Non si seppe più nulla del territorio fino al 1098, quando una prima testimonianza[7] riferisce l'esistenza di un monastero di benedettine. Informazioni più precise ci pervengono a partire dal Basso Medioevo. Il XIV secolo vide infatti le lotte tra i Torriani e i Visconti in questo territorio e, nel contempo, la divisione dell'attuale comune in 3 pievi (entità territoriali che cambieranno poi il nome nel corso dei secoli), frantumando per secoli una possibile unità amministrativa[8]. Difatti il territorio fu diviso tra Monza (attuali centro storico e Moncucco), Vimercate (attuali frazione Baraggia, la quale insieme a Vimercate fu infeudata nel 1475 da Gian Galeazzo Sforza alla famiglia Secco Borella[9]) e Gorgonzola (la cascina Increa).

Il periodo spagnolo e austriaco (XVI secolo - 1796): da san Carlo a Paolo Andreani[modifica | modifica wikitesto]

L'arrivo degli spagnoli segnò l'inizio di un periodo di decadenza per il milanese, periodo acuito dalla terribile peste di San Carlo (1576-1577) e da numerose carestie. In mezzo a questa decadenza socio-politica, Brugherio trovò una sua prima identità comunitaria attraverso la fondazione della Parrocchia di San Bartolomeo (1578)[10], unificando almeno a livello religioso ciò che era diviso amministrativamente.

Nel corso dei secoli XVII e XVIII, inoltre, Brugherio fu luogo di villeggiatura da parte di numerose famiglie aristocratiche milanesi. Qui, nella frazione di Moncucco (Muncüch in brianzolo), nel giardino della sua villa, il "contino" Paolo Andreani il 13 marzo 1784[11] realizzò la prima ascensione in mongolfiera in Italia[12], con un pallone realizzato dai fratelli Gerli. Il volo, celebrato da sonetti del Parini e dalle testimonianze di Pietro Verri[13] e dello storico e parroco Don Antonio de Petri, si risolse in un'enorme successo: volò per circa sei chilometri, atterrando nei pressi della Cascina Seregna di Caponago. Oltre ad essere un centro di villeggiatura, Brugherio si segnalò anche per la fiorente attività della gelsi-bachicoltura, già incentivata da Galeazzo Maria Sforza nel 1470[14] e che trovò con Maria Teresa e Giuseppe II dei grandi patroni.

Il XIX secolo: dagli austriaci al regicidio di Umberto I[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il turbolento periodo napoleonico, i possedenti terrieri di Brugherio nel 1816[15] cercarono di fondersi in un unico comune (un tentativo di unificazione era fallito nel 1721, all'epoca del catasto teresiano), progetto fallito a causa della resistenza dei burocrati austriaci di Milano, i quali non volevano spendere tempo nell'unificare un così frantumato panorama amministrativo. Sotto gli austriaci, ci furono splendori e miserie. In primo luogo, grazie agli sforzi di Gianmario Andreani, fratello di Paolo, e dell'architetto Giocondo Albertolli, la chiesa luganese di San Lucio venne smontata e trasportata in pezzi sui navigli per essere ricostruita a Brugherio. Brugherio non fu estranea al Risorgimento: molti brugheresi parteciparono infatti ai moti del 1848 e anche alla fallimentare rivolta di Milano del 1853. D'altro canto, in quegli anni Brugherio fu colpita da una serie di malattie (febbre petecchiale) che degenerarono la già precaria qualità di vita dei contadini. Dopo che anche Monza entrò a far parte del neonato Regno d'Italia, il 9 dicembre 1866[16] fu fondato il Comune di Brugherio, con i soppressi comuni di Cassina Baraggia e San Damiano di Monza, con parte del soppresso comune di Moncucco di Monza, con le frazioni di Brugherio, Bindellera, Cesena, Gelosa, San Paolo e Torrazza, staccate dal comune di Monza, con la frazione di Occhiate staccata da Sesto San Giovanni e con la frazione di Increa staccata da Cernusco sul Naviglio. Il primo sindaco fu l'ex primo cittadino di Cassina Baraggia, Giovanni Noseda[1]. Gli anni che andarono dal 1866 al 1900 furono alquanto sonnacchiosi. Il Comune era gestito da una piccola classe di possidenti terrieri (sia autoctoni che milanesi), i quali mantennero dei rapporti con i contadini locali che non si discostavano di molto dai vincoli feudali del medioevo. Nonostante ciò, Brugherio vide nel 1880 l'apertura della tratta ferroviaria Cascina Gobba-Vimercate[17]; nel 1886 l'apertura del Canale Villoresi e, negli ultimi decenni, la nascita dei primi opifici per la lavorazione della seta.

Il periodo dal 1900 al 1945[modifica | modifica wikitesto]

La tenue industrializzazione di questo territorio vide la nascita anche dei primi movimenti sindacali di ispirazione cattolica. Infatti le campagne, legate fortemente alla religione, erano ostili alle istanze socialistiche e si avvicinarono alle Leghe d'ispirazione cattolica, determinando un mutamento dei rapporti tra i fittavoli e i possidenti terrieri[18]. Nel 1912, con la proclamazione del suffragio universale ad opera di Giovanni Giolitti, la base elettorale si espanse notevolmente, determinando un ribaltamento dei giochi di potere finora mantenuti in piedi da un'oligarchia. Gli anni della Prima Guerra Mondiale furono gestiti encomiabilmente dal sindaco Giovanni Santini[1] (Brugherio fu sempre rifornita di viveri alimentari), mentre il periodo del cosiddetto biennio rosso (1919-1920) videro episodi di violenza tra i socialisti e i popolari cattolici. Questi ultimi persero la maggioranza assoluta a causa del rilassamento della loro attività sindacale, e l'ultimo sindaco eletto dalle urne, Marcello Gatti, dovette gestire la difficile transizione dal periodo liberale al fascismo. Dal 1926 al 1943[1] il Comune venne retto dal podestà Ercole Balconi, personalità integerrima che favorì in un certo qual modo lo sviluppo urbanistico, scolastico e industriale Brugherio. Con la caduta di Mussolini, il 25 luglio 1943, Brugherio fu protagonista dei moti sindacali degli operai dello stabilimento Pirelli di San Damiano e si segnalò nella lotta partigiana contro l'oppressione nazifascista[19], tanto da intitolare una via cittadina all'ultimo partigiano assassinato: Luigi Teruzzi.

1945-1966: il boom economico e la proclamazione a "Città"[modifica | modifica wikitesto]

Brugherio fu governata, in questi anni, dalla neonata democrazia cristiana. Sotto le varie amministrazioni Pollastri (1946-1950), Oriani (1951-1961) e Giltri (1965-1975)[1], Brugherio cambiò radicalmente la fisionomia del proprio territorio socio-urbanistico: nuovi villaggi industriali (ad opera delle ditte Falck e Pirelli, per esempio), un'intensa attività dell'edilizia popolare e scolastica (la costruzione della scuola Parini), la fondazione della Biblioteca Civica Comunale (1960[20]) e l'estensione a tutta la realtà cittadina della rete fognaria, elettrica e del gas metano. Al fianco dell'attività promossa dal Comune, si segnalano le opere assistenziali della ditta veneta Marzotto e di quelle della Parrocchia (guidata dall'energico don Giuseppe Camagni[21]). La trasformazione di Brugherio da paese a città industriale (importantissima la presenza della ditta monzese di lavatrici Candy, il cui nuovo stabilimento fu inaugurato nel 1964 dal cardinale Giovanni Colombo) fu coronata dal titolo di "Città" il giorno 27 gennaio 1967[22], ad opera del presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

1966-oggi: Brugherio verso il futuro[modifica | modifica wikitesto]

Primo volo in pallone in Italia, effettuato da Paolo Andreani e dai fratelli Gerli (Agostino e Carlo) nei pressi di Milano, 25 febbraio 1784

Brugherio, negli anni settanta e ottanta, vide il consolidamento dei movimentati anni precedenti: la fondazione del complesso dell'Edilnord, ad opera di Silvio Berlusconi, l'acquisizione da parte del Comune di Villa Fiorita (casa di cura per malati psichiatrici ove morì Filippo De Pisis nel 1956[23]), la fondazione della scuola media Leonardo da Vinci (1966) e la creazione del complesso residenziale del Quartiere Ovest, sorto in seguito all'aumento vertiginoso della popolazione. Gli anni del boom (corrispondenti pressoché all'amministrazione Giltri, 1965-1975) comportarono infatti un riassestamento del tessuto socio-culturale a causa del fenomeno dell'emigrazione dal Meridione ai grandi centri industriali del nord. Di conseguenza, anche la strutturazione religiosa locale muta, con l'aumento progressivo degli abitanti: nel 1971 fu celebrata la prima eucarestia nella chiesa di San Paolo[24], mentre nel 1993 fu costruita quella di San Carlo, in quanto il nuovo Quartiere Ovest si trovava lontano dalla chiesa di San Bartolomeo[24]. Brugherio, a partire dagli anni '80, cercò di recuperare la propria memoria storica rinforzando le tradizioni storiche e folkloristiche tipiche del territorio: nel 1983 fu celebrato il bicentenario del volo dell'Andreani; nel 1992[25] fu acquistato e restaurato, da parte del Comune di Brugherio, il tempietto di San Lucio di Moncucco. I lavori termineranno definitivamente nel 1994[25], con delle celebrazioni volte a rinforzare il legame di Brugherio con la città di Lugano.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesetta di S.Ambrogio, annessa al complesso colonico dell'omonima cascina.

Chiesa di San Bartolomeo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Bartolomeo (Brugherio).

La chiesa parrocchiale di San Bartolomeo fu consacrata nel 1578 da san Carlo Borromeo, cardinale arcivescovo di Milano, sul luogo ove sorgeva un'altra chiesa più antica. L'attuale campanile fu innalzato tra il 1751 e il 1771[26]. La chiesa venne ampliata nel XIX secolo, su disegno dell'architetto Giacomo Moraglia, e ancora nel 1938. L'edificio è a tre navate, con volte affrescate dai pittore Valtorta, Mariola e Granchi. Dietro l'altare maggiore un reliquiario d'argento settecentesco conserva le reliquie dei Re Magi[27], che vengono esposte durante l'Epifania.

Chiesa di Sant'Ambrogio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant'Ambrogio (Brugherio).

La chiesa di Sant'Ambrogio, sorta su un precedente oratorio annesso ad una villa, è accorpata all'omonima cascina, di cui ne seguì le varie vicende storiche, dall'arrivo di santa Marcellina fino alla traslazione delle reliquie dei Magi, nel 1613, nella chiesa parrocchiale. Subì vari restauri nel corso del XIX e XX secolo, e conserva alcuni pregevoli affreschi e una copia della Pala di Giusto di Ravensburg, conservata fino al 1925 nella chiesa.

Chiesa di San Lucio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Lucio.

La chiesa di San Lucio è una piccola chiesa dedicata a San Lucio[28] che oggi si trova accanto a Villa Sormani. Originariamente cappella facente parte del convento dei francescani di Lugano, fu traslata tra il 1815/17 e il 1832 a Brugherio dall'architetto Giocondo Albertolli, come tempietto di famiglia per gli Andreani e i Sormani. Pregevole esempio di struttura classicheggiante, il tempietto si può ammirare lungo Viale Lombardia.

Chiesa di Santa Margherita[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Margherita (Brugherio).

La chiesa di Santa Margherita è un oratorio del sedicesimo secolo, dedicato a Santa Margherita di Antiochia, che si trova nella frazione Baraggia. È annessa a Villa Brivio, di cui faceva parte già nel Cinquecento.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Villa Fiorita[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Fiorita (Brugherio).

Villa Scotti-Cornaglia-Noseda-Bertani è una villa storica nobiliare che si trova nell'attuale piazza Cesare Battisti ed è la sede del Comune. È meglio conosciuta come Villa Fiorita, dal nome della clinica privata per malati di mente che ne fu proprietaria dagli anni trenta. Nella clinica trascorse gli ultimi anni di vita il pittore Filippo De Pisis[23].

Palazzo Ghirlanda Silva[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Ghirlanda-Silva.
Villa Sormani-Andreani, una delle Ville di Villeggiatura dei nobili milanesi e protagonista del volo in mongolfiera di Paolo Andreani.

Palazzo Ghirlanda Silva: è un palazzo settecentesco del centro cittadino. Già sede del municipio, dal 1960 una parte dei locali inferiori venne adibita per gli uffici della Biblioteca civica. Dal 1982, in seguito ad una ristrutturazione generale degli interni dell'edificio, Palazzo Ghirlanda fu deputato ad ospitare un'ampliata biblioteca[29].

Villa Sormani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Sormani.

Villa Sormani è una villa appartenuta in passato ai conti Bolagnos, poi Andreani e da ultimo Sormani. Si trova nella frazione di Moncucco. La Villa Sormani è anche il luogo ove Paolo Andreani effettuò, nel 1784, il primo volo in mongolfiera sul suolo italiano. Conserva gradinate esterne e cancellate in stile barocco. La cancellata fu realizzata da una famiglia di fabbri del luogo, gli Arbizzoni.

Villa Brivio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Brivio (Brugherio).

Villa Brivio è un edificio del diciottesimo secolo che si trova nella frazione Baraggia. È di proprietà del comune ed ospita un centro residenziale di terapia psichiatrica.

Cascine[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cascine di Brugherio.

Isolate in aperta campagna (come Sant'Ambrogio, Guzzina, Occhiate) o unificate in un agglomerato rurale (come Baraggia e San Damiano), le antiche cascine erano il centro della vita contadina. Quelle di Brugherio avevano le caratteristiche delle fattorie nella pianura a nord di Milano, in cui il cortile aveva solo una funzione di collegamento e non un ruolo centrale nelle lavorazioni agricole (come avveniva ad esempio nelle aziende della bassa padana). Intorno al cortile (generalmente molto grande e di forma quadrata) si apriva un ampio porticato al piano terra, sormontato da una ringhiera su cui si affacciavano i locali del piano superiore. Al pianterreno si trovavano la cucina, la dispensa, i ripostigli o magazzini e il soggiorno, dove la pavimentazione era realizzata in terra battuta e, spesso, ricoperta di strame durante la stagione invernale per percepire meno freddo all'interno dei singoli locali [30]. Le camere da letto erano al piano superiore, raggiungibili percorrendo un ballatoio che serviva da disimpegno. Al piano terra vi erano dei depositi per prodotti agricoli e il foraggio. e non mancavano le stalle, al di sopra delle quali stavano i fienili; al centro del cortile, invece, si trovava il pozzo per l'acqua. Sul territorio di Brugherio la proprietà agricola era per lo più piccola e frazionata, anche se vi è qualche esempio di grande unico proprietario, almeno fino al periodo napoleonico[31]. Prevaleva la policoltura (frumento, granturco, fagioli, patate), destinata prevalentemente al consumo personale e alla vendita. Le antiche cascine brugheresi davano il proprio nome anche alle zone circostanti ad esse, che corrispondevano grossomodo alle attuali frazioni. L'unione delle diverse cascine e piccoli comuni in cui era frammentato il territorio ha dato vita nel 1866 al comune di Brugherio. Nel XXI secolo sono ancora visibili le seguenti: Bindellera, Casecca, Comolli, Dorderio, Guzzina, Increa, Modesta o Del Bosco, Moia, Occhiate (con il mulino di Occhiate), Pareana, Sant'Ambrogio, San Cristoforo, Torazza[32][33][34].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Monumenti di Brugherio, Monumento ai Caduti (Brugherio) e Colonne votive di Brugherio.

Monumento ai Caduti[modifica | modifica wikitesto]

Il Monumento ai Caduti è un complesso scultoreo del 1933 ad opera di Ernesto Bazzaro, che si trova in via Vittorio Veneto, davanti alle Scuole elementari "Federico Sciviero". È stato voluto dal podestà, Ercole Balconi, per commemorare i soldati brugheresi uccisi nella prima guerra mondiale.

Monumento al Donatore di sangue[modifica | modifica wikitesto]

Il Monumento al Donatore di sangue si trova in via Galvani. È una scultura in bronzo di quattro metri d'altezza inaugurata nel 1978 per celebrare il ventennale della fondazione del gruppo AVIS di Brugherio.

Monumento alla Pace[modifica | modifica wikitesto]

Il Monumento alla Pace è una scultura in bronzo che si trova in piazza Giovanni XXIII. È stato realizzato nel 2003 per volere dell'amministrazione comunale, che in quell'anno ha proclamato Brugherio "città per la pace". In seguito agli attentati di Nāṣiriya è stato dedicato anche ai carabinieri deceduti durante l'attacco terroristico.

Colonne votive[modifica | modifica wikitesto]

Le colonne votive sono quattro e sono collocate: in piazza Roma, a lato della chiesa di San Bartolomeo; su viale Lombardia, non distante dal cimitero vecchio; al bivio della Torazza; a San Damiano. Furono erette alla fine dell'epidemia di peste che colpì Monza e dintorni nel 1576, nei quattro punti del territorio in cui erano stati posti gli altari utili alla celebrazione delle funzioni religiose.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Brugherio fa parte con Cologno Monzese e Sesto San Giovanni del Parco Media Valle del Lambro, che collega il sistema dei parchi a nord di Monza con quello milanese.

Inoltre appartiene, con Carugate, Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese e Vimodrone, al Parco Est delle Cave, in cui è inserito il parco Increa.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Dal XVI al XVII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Per avere delle prime informazioni riguardo l'andamento demografico di quella che si può definire, oggi, Brugherio, bisogna risalire al XVI secolo. I primi censimenti (1530, 1537 nel 1541) stimano una popolazione di circa 250/300 persone divisi tra le principali cascine dell'epoca («Brughe con S.Ambrosio», «S.Cristoforo», «Molia», «Malnido», «Gussina» e «Moncucco con il forno»)[35]. Gli abitanti erano, per la stragrande maggioranza, dei coloni dediti al lavoro nei campi, anche se non mancavano altri lavori più specializzati, quali i tavernieri, i cavallanti e i bachicoltori. Più precise, invece, sono le informazioni tratte dalle visite pastorali stabilite dal Concilio di Trento, fonte preziosissima per stimare, anche, il numero di abitanti di una determinata parrocchia: dopo le prime visite pastorali del 1578 e 1596, nel 1621 si attesta che la popolazione delle cascine sotto cui ricadeva l'amministrazione parrocchiale si aggirava inotrno alle 1350 anime[36][37]. Drammatiche furono le conseguenze per la popolazione locale durante la pestilenza del 1630: la popolazione diminuì di 350-400 persone circa[38]. Le conseguenze della peste manzoniana (e le drastiche condizioni meterologiche che spinsero, gli storici, a parlare di piccola glaciazione) furono talmente incisive, che nella seconda metà del '600 l'indice demografico subì un'impennata.

Dal XVIII all'unificazione nel Comune di Brugherio[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del secolo dei Lumi, la complessa realtà amministrativa che caratterizzava l'attuale territorio comunale aveva spinto gli austriaci (signori della Lombardia dal 1714, dopo la guerra di successione spagnola) a procedere, come già ricordato precedentemente, all'unificazione dei vari enti amministrativi. All'epoca, infatti, ogni cascina eleggeva un console da inviare ai rispettivi feudatari per informare loro delle decisioni e dei risultati ottenuti nella lavorazione dei campi. Nel 1751, Brugherio era divisa in quattro grandi unità amministrative:

  1. Brugherio della Pieve di Vimercate, che comprendeva Cassina Baraggia e Cascina Sant'Ambrogio, a loro volta due comuni ben distinti[39].
  2. Brugherio della Pieve di Gorgonzola, che comprendeva la cascina Increa, a sua volta facente parte di Cernusco Asinario (oggi Cernusco sul Naviglio).
  3. Moncucco di Monza, che comprendeva le località di Bettolino Freddo, Dorderio, Guzzina, Malnido, Moglia, Pobbia e San Cristoforo, comune posto sotto la signoria dei Durini di Monza[40].
  4. Brugherio di Monza, cui apparteneva la Cascina Torazza, Casecca e un'area che comprendeva, all'incirca, l'attuale Piazza Roma, Via Tre Re e Via Dante[41].

San Damiano, invece, era un comune autonomo non infeudato ad alcun proprietario terriero[42]. Ecco i dettagli anagrafici dei singoli comuni, ricavati prima dai catasti teresiani del 1751 e, poi, dai vari censimenti napoleonici ed austriaci:

Comune di Cassina Baraggia[modifica | modifica wikitesto]
Brugherio di Sant'Ambrogio[modifica | modifica wikitesto]
Comune di Moncucco[modifica | modifica wikitesto]
Brugherio di Monza[modifica | modifica wikitesto]
Comune di Brugherio[modifica | modifica wikitesto]

La tabella qui proposta riporta l'andamento demografico dal 1866 al 2011, basato sui censimenti e i dati ISTAT dopo.

Abitanti censiti[50]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[51], al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 2065 persone, pari al 6,16% di tutti i residenti. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Romania Romania 343
2 Albania Albania 249
3 Perù Perù 165
4 Ecuador Ecuador 142
5 Marocco Marocco 141

Cultura e istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Cenni storici dell'istruzione a Brugherio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'istruzione in Italia § Le riforme dei principi illuminati § Il periodo francese § Dalla Restaurazione all'Unità.

Sotto le varie dominazioni straniere (austriaci nel XVIII secolo, francesi ed infine ancora austriaci nella prima metà del XIX secolo) furono effettuati vari tentativi di estendere, in nome dei principi illuministici, l'istruzione anche alle classi più disagiate. La mancanza della forza di volontà da parte dei poteri locali, il boicottaggio degli stessi genitori (essendo contadini, avevano bisogno dei figli nel lavoro dei campi) e altri impedimenti non risolsero il problema dell'analfabetismo, ancora dilagante nell'avanzata regione lombarda all'indomani dell'Unità.

Per quanto riguarda Brugherio, prima della nascita del Comune i bambini andavano a seguire le lezioni a Cascina Bastoni (l'attuale Sant'Albino di Monza), e soltanto a partire dal 1874 il Comune decise di adibire alcuni locali di Palazzo Ghirlanda per le lezioni scolastiche[52]. A partire dal '900, Brugherio vide sorgere altre strutture scolastiche: il primo asilo privato, gestito dalle suore di Maria Bambina, nel 1903[53][54]. Nel 1929, in pieno fascismo, fu eretta la prima scuola elementare, terminata nel 1939 e dedicata al soldato brugherese Federico Sciviero, morto in Libia nel 1932. Dopo la Liberazione (1945), si vide un progressivo intensificarsi dell'istruzione professionale nella Scuola di avviamento professionale in quanto molti giovani brugheresi erano destinati ad intraprendere lavori artigianali o di periti tecnici. Nel 1966, fu eretta la prima scuola secondaria di primo grado, seguita poi, nel corso dei decenni successivi, da altre sedi distaccate a San Damiano e Baraggia. Attualmente, Brugherio è dotata di numerosi istituti scolastici, statali o paritari, che vanno dalla scuola dell'infanzia alla secondaria di primo grado. Sono presenti, inoltre, anche un istituto di avviamento professionale[55] e un istituto musicale[56].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa locale[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Cittadino di Monza e Brianza. Periodico settimanale della città di Monza che dedica un inserto anche alle realtà della provincia, compresa Brugherio[57].
  • Notiziario Comunale. Periodico gestito dal Comune come servizio di informazione per i cittadini. Il primo numero uscì nel 1971, per continuare ininterrottamente fino al 2012, anno in cui il Comune fu commissariato. La ristampa riprese nel dicembre del 2014[58].
  • Noi Brugherio. Periodico gratuito edito dall'Associazione Culturale Kairòs e distribuito in vari punti vendita del territorio comunale[59]. È pubblicato dal 2003[60].

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Proposta. Radio Proposta era una trasmissione radio di ispirazione cattolica fondata agli inizi degli anni ottanta. Aveva luogo nell'oratorio San Giuseppe[61].

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Brugherio ospita, al confine col comune di Cologno Monzese, la sede del canale QVC, rete trasmittente spot commerciali a livello internazionale[62].

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Benché Brugherio disponga del solo Cineteatro San Giuseppe (legato all'Oratorio maschile adiacente), intorno a questo stabile operano una serie di compagnie teatrali che hanno risonanza anche al di fuori dei territori comunali, per via della partecipazione di attori/attrici del calibro: di Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti[63]; Leonardo Manera[64]; Giuseppe Fiorello[65]; Luigi De Filippo[66]. I principali appuntamenti sono il Fuori Pista, il Cinecircolo "Robert Bresson", e la Stagione Teatrale[67].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle sagre paesane e/o alle feste stagionali, due sono le ricorrenze particolari che si distinguono rispetto a quelle dei paesi vicini

Altare dei Magi, con copia del reliquiario.

La Festa di Occhiate

Festa paesana (conosciuta anche col nome di Festa sull'Aia[68]) che si tiene in settembre presso la Cascina di Occhiate. La prima edizione risale al 1984 e fu organizzata dai signori Anselmo e Luigi Peraboni, i quali vollero mantenere vive le tradizioni paesane organizzando balli, convivi in cascina, attività ludiche (quali la danza sull'aia e la pesca di san Patrizio[68]) e varie processioni religiose. L'aspetto più caratteristico, però, è il "palio delle oche", conosciuto in dialetto locale col nome di palio di uchèt per tut i bagaii e i tusanèt (Palio delle oche per tutti i bambini e le bambine)[69], durante il quale le oche sono tenute al guinzaglio da parte dei piccoli partecipanti.

L'Epifania

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Reliquie dei Magi (Brugherio).

Vista la grande importanza delle Reliquie dei Magi conservate a San Bartolomeo, la solennità dell'Epifania è una tradizione molto sentita presso i brugheresi, i quali sono profondamente affezionati nei confronti degli ümitt[70]. Infatti, al termine della celebrazione eucaristica, il reliquiario viene posto davanti all'altare maggiore, perché i fedeli possano venerare le sante reliquie. La devozione, che fino agli anni '50 del secolo scorso attirava a Brugherio persone provenienti dai paesi confinanti[71], si è affievolita nei decenni successivi, a causa dell'avanzare della laicizzazione della società. Recentemente, però, grazie ad una serie di iniziative culturali e religiose, patrocinate dalla parrocchia, dal Comune e anche dagli stessi arcivescovi di Milano (tra le quali si ricordano la rievocazione della traslazione delle reliquie e la partecipazione di una delegazione brugherese a Colonia per commemorare l'arrivo delle reliquie nella città renana per volontà di Rainaldo di Dassel), i brugheresi si sono sensibilizzati su questo patrimonio storico-religioso.

Persone legate a Brugherio[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • San Damiano, al confine con Monza, comune autonomo fino al 1866. Il nome deriva da un oratorio e da una chiesa dedicati al santo.
  • Baraggia, comune autonomo fino al 1866.
  • Moncucco, comune autonomo fino al 1866.
  • Dorderio, nel quale sorge il parco Increa, ex cava di 33 ettari dotata di laghetto.
  • Torazza, al cui confine sorge il Villaggio Brugherio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Gli orari sono disponibili sul sito della NET (Nord Est Trasporti)

Fino al 1981 Brugherio era servita dalla tranvia Milano-Vimercate.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci[1][modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
9 dicembre 1866 1871 Giovanni Noseda Sindaco
1871 1874 Luigi Faruffini Sindaco
1874 1876 Emilio Tizzoni Sindaco
1876 1878 Alessandro Sormani Andreani Sindaco
1878 1886 Michele Veladini Sindaco
1886 1888 Francesco Viganò Sindaco
1888 1890 Angelo Decio Sindaco
1890 1896 Francesco Viganò Sindaco
1891 1896 Luigi Santini Sindaco
1896 1905 Carlo Viganò Sindaco
1905 1910 Giuseppe Dubini Sindaco
1910 1914 Giovanni Ronchi Sindaco
1914 1914 Angelo Cazzaniga Sindaco
1914 1920 Giovanni Santini Sindaco
1920 1923 Marcello Gatti Sindaco
1923 1924 Camillo Orsi Commissario prefettizio
1924 1925 Federico Vigna Commissario prefettizio
1925 1926 Francesco Torrisi Commissario prefettizio
1926 1943 Ercole Balconi Podestà
1943 1944 Stefano Agugiaro Commissario prefettizio
1944 1945 Giuseppe Pellerito Commissario prefettizio
1945 1945 Luigi Voltini Commissario prefettizio
1945 1945 Vincenzo Sangalli Sindaco
1945 1946 Luigi Callegaris Sindaco
1946 1950 Francesco Pollastri Sindaco
1950 1951 Enrico Casati Sindaco
1951 1961 Antonio Meli Sindaco
1961 1965 Fernando Oriani Sindaco
1965 1975 Ettore Giltri Sindaco
1975 1985 Giuseppe Cerioli Sindaco
1985 1990 Edoardo Teruzzi Sindaco
1990 1995 Andreina Recalcati Sindaco
1995 1999 Dario Pavan Sindaco
1999 8 giugno 2009 Carlo Antonio Cifronti centrosinistra Sindaco
9 giugno 2009 29 marzo 2012 Maurizio Ronchi Lega Nord Sindaco
30 marzo 2012 10 giugno 2013 Maria Carmela Nuzzi Commissario prefettizio
10 giugno 2013 in carica Marco Antonio Troiano centrosinistra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Comune di Brugherio - Capi dell'amministrazione dal 1866 ad oggi. URL consultato il 29/1/2015.
  2. ^ a b [1]
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 103.
  4. ^ Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio nei documenti, pp. 14-15.
  5. ^ Questi riferimenti sulla vita di Sant'Ambrogio si trovano nel Canzoniere di Petrarca e su una lapide cittadina, Sant’Ambrogio, Petrarca e l’arrivo delle reliquie dei Magi, in VperVimercatese.com, sito di Cultura locale, 31 luglio 2014
  6. ^ Itinerarium Burdigalense
  7. ^ Si riporta l'iscrizione epigrafica "1098 MOEN", riportata dal parroco e storico Don Antonio de Petri. Cfr. Anna Maria Sibilla, La Cascina Sant'Ambrogio, p. 61.
  8. ^ Anonimo, Parte I, capitolo III, Riflessi delle lotte tra Torriani e Visconti nel Territorio di Brugherio in Brugherio: il suo territorio, 2000 anni di storia.
  9. ^ Luciana Tribuzio Zotti e Giuseppe Magni, Brugherio 1613-2013. Una città nel segno dei Magi, p. 3.
  10. ^ Brugherio 2013. Una città nel segno dei Magi, p. 31.
  11. ^ Giuseppe Dicorato, Paolo Andreani – Aeronauta, esploratore, scienziato nella Milano dei Lumi (1763 – 1823), p. 72.
  12. ^ Si segnalano i festeggiamenti per il bicentenario dell'ascensione (1984) e quelli del duecentotrentesimo (2014)
  13. ^ dialetto monzese Giuseppe Dicorato, Paolo Andreani - Aeronauta, esploratore, scienziato nella Milano dei Lumi (1763-1823), edizioni Ares, 2001
  14. ^ Francesca Maria Vaglienti, Gli Sforza e Milano. URL consultato il 29/1/2015.
  15. ^ Fonte dell'archivio di Stato, censo Parte Moderna=1056, citato in: Storia-sociale-economica-amministrativa-urbanistica-demografica della popolazione di Brugherio, 1475-1936
  16. ^ Comune di Brugherio - Storia del territorio. URL consultato il 29/1/2015.
  17. ^ Marco Faragli e Angelo Marchesi, "Gamba de Legn" e altri Tramway. I trasporti pubblici a Vimercate dal 1880, p. 27.
  18. ^ Movimento Terza Età (a cura di), Cento Anni di famiglia a Brugherio, Brugherio, Comune di Brugherio, 1996, p. 46.
  19. ^ A.N.P.I (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) (a cura di), Storia della resistenza a Brugherio: 25 luglio 1943 - 25 aprile 1945, p. 32.
  20. ^ Inaugurazione della Biblioteca in Il Cittadino della Domenica, 21/5/1960.
  21. ^ Parroco dal 1921 al 1957, Don Camagni si prodigò non soltanto nell'accompagnare spiritualmente i fedeli, ma anche nella costruzione e/o riedificazione di nuovi edifici e società (ampliamento della Chiesa di San Bartolomeo nel 1939; riqualificazione delle case per i coadiutori; modernizzazione ed ampliamento dell'oratorio maschile nel 1921; fondazione della Casa dell'Azione Cattolica). Esortò l'amministrazione comunale, inoltre, a completare l'ampliamento del cimitero di Viale Lombardia e mostrò grande interesse per migliorare l'istruzione dei giovani.
  22. ^ Brugherio la nostra gente, a cura del Movimento terza età, edito a cura del Comune di Brugherio, Assessorato alla Cultura, Brugherio, Tipolitografia Brambilla, 1992
  23. ^ a b Morte di Filippo De Pisis in Il Cittadino della Domenica, 14/4/1956.
  24. ^ a b Comunità pastorale Epifania del Signore - Storia. URL consultato il 14/02/2015.
  25. ^ a b L. Valli e C. Cannella, Il tempietto di Moncucco. Restauro e considerazioni sull'ex oratorio dei conti Andreani-Sormani in Brugherio già cappella di S.Antonio presso il Convento di S. Francesco in Lugano, Città di Lugano - Città di Brugherio, 1994, p. 4.
  26. ^ Brugherio, i suoi luoghi, la sua storia - 225º Anniversario del primo volo italiano in mongolfiera con uomini a bordo, p. 29.
  27. ^ I Santi Magi di Don Damiano Grenci
  28. ^ Il Santo di Moncucco di Don Damiano Grenci
  29. ^ Comune di Brugherio - Biblioteca Comunale - Cenni storici. URL consultato il 30/1/2015.
  30. ^ Sergio Zotti, La storia di Brugherio tra le ville e le cascine in Brugherio, p. 14.
  31. ^ Per esempio, le monache di Santa Caterina la Chiusa di Milano o i Secco Borella feudatari di Vimercate (sotto cui ricadeva la giurisdizione di Baraggia).
  32. ^ Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio: luoghi memorabili, Brugherio, Parole Nuove, 1987.
  33. ^ Manuela Mancini, Brugherio: presente e passato, Milano, Swan, 1996.
  34. ^ Comune di Brugherio. La città. Cascine brugheresi. URL consultato il 10 aprile 2015.
  35. ^ Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio nei documenti, pp. 23-25.
  36. ^ Anime è un sinonimo di persone, nel lessico dell'epoca.
  37. ^ Luciana Tribuzio Zotti - Giuseppe Magni, Brugherio, una città nel segno dei Magi, p. 24.
  38. ^ Beatrice Besta, La popolazione di Milano nel periodo della dominazione spagnola, Atti del congresso internazionale per gli studi della popolazione, vol. 1, Roma, 1933.
  39. ^ Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio nei documenti, p. 49.
  40. ^ Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio nei documenti, p. 41.
  41. ^ Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio nei documenti, p. 60.
  42. ^ Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio nei documenti, pp. 58-59.
  43. ^ a b c Comune di Cassina Baraggia. URL consultato il 16/04/2015.
  44. ^ Comune di Cassina Baraggia, 1798-1809.. URL consultato il 24/03/2015.
  45. ^ a b Comune di Cassina Baraggia, 1859-1866.. URL consultato il 24/03/2015.
  46. ^ comune di Moncucco, sec. XIV - 1757. URL consultato il 16/04/2015.
  47. ^ a b comune di Moncucco; 1798 - 1811. URL consultato il 16/04/2015.
  48. ^ comune di Moncucco1816 - 1859. URL consultato il 16/04/2015.
  49. ^ Comune di Moncucco 1859.1866. URL consultato il 16/04/2015.
  50. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  51. ^ Statistiche demografiche ISTAT - Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 19 agosto 2012.
  52. ^ Movimento Terza Età (a cura di), Brugherio, la nostra gente, p. 71.
  53. ^ Movimento Terza Età (a cura di), Brugherio, la sua gente, p. 79.
  54. ^ Nel 1952, le suore di Maria Ausiliatrice iniziarono la loro attività didattica a Brugherio.
  55. ^ Comune di Brugherio - Scuole e Nidi di Brugherio. URL consultato il 18/04/2015.
  56. ^ Scuola di musica Luigi Piseri. URL consultato il 19/04/2015.
  57. ^ Il Cittadino di Monza e Brianza. URL consultato il 30/1/2015.
  58. ^ Comune di Brugherio - Notiziario Comunale. URL consultato il 30/1/2015.
  59. ^ Noi Brugherio. URL consultato il 30/1/2015.
  60. ^ Archivio Noi Brugherio. URL consultato il 30/1/2015.
  61. ^ Radio Proposta in Radio Jurassico. URL consultato il 30/1/2015.
  62. ^ QVC UNA STORIA DI SUCCESSO INTERNAZIONALE. URL consultato il 20/04/2015.
  63. ^ Alessandra Ocarni, Torna la prosa al San Giuseppe. Finocchiaro e Monti sul palco in NoiBrugherio, 2 novembre 2013.
  64. ^ Leonardo Manera, martedì sul palco del San Giuseppe: “Che passeggiate dall’Edilnord a Villa Fiorita…” in NoiBrugherio, 20 febbraio 2015. URL consultato il 20/04/2015.
  65. ^ Giuseppe Fiorello - PENSO CHE UN SOGNO COSI’…. URL consultato il 20/04/2015.
  66. ^ Silvia Arosio, San Giuseppe di Brugherio: la prossima stagione, 21 agosto 2010. URL consultato il 20/04/2015.
  67. ^ Comune di Brugherio - Cinema e Teatro. URL consultato il 20/04/2015.
  68. ^ a b Eventi ricorrenti - Festa sull'Aia. URL consultato il 20/04/2015.
  69. ^ Festa di Occhiate, palio e polenta al vecchio mulino in Noi Brugherio, 18 settembre 2014.
  70. ^ Nome dialettale dei Magi (cfr.voce principale)
  71. ^ In occasione dell'Anno Santambrosiano del 1940, per esempio.
  72. ^ Luca Castelli, Nuova avventura per Mandelli sulla panchina del Lumezzane in Noi Brugherio, 15/12/2013.
  73. ^ Senato della Repubblica Italiana - scheda personale. URL consultato il 30 gennaio 2015.
  74. ^ Mauro Reali, Filippo De Pisis, "en voyage" tra pittura e letteratura, Loescher Editori, 10 ottobre 2013. URL consultato il 30/1/2015.
  75. ^ Franco Brambilla su catholic hierarchy. URL consultato il 30 gennaio 2015.
  76. ^ Luca Castelli, Una vita nel calcio. Il sogno di Gaia parte dalle giovanili del Milan in Noi Brugherio, 26 ottobre 2013.
  77. ^ il cabaret, La Repubblica, 29 ottobre 2004. URL consultato il 30/1/2015.
  78. ^ F.M., Un portiere brugherese all'Inter. Luca Castellazzi è nerazzurro. in Noi Brugherio, 26 giugno 2010.
  79. ^ [2], url consultato il 30 gennaio 2015
  80. ^ Angela Scaramuzza, Iachini, addio al Brescia. Corioni mette in panca Beretta, Il Giorno, 7 novembre 2010. URL consultato il 30/1/2015.
  81. ^ Giorgio Dell'Atri, Maurizio Vandelli - biografia, Corriere della sera - cinquantamila giorni, 24 ottobre 2013. URL consultato il 30/1/2015.
  82. ^ Anna Lisa Fumagalli, Intervista a Paola Perego, volto di Rai Uno: «I miei 20 anni a Brugherio» in Noi Brugherio, 16 novembre 2013.
  83. ^ Tommy de Giosa, Paolo Monelli, il Bomber della promozione in A, 20 settembre 2010. URL consultato il 30 gennaio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anonimo, Storia economico-amministrativa-sociale-urbanistica-demografica del territorio e della popolazione di Brugherio, 1475-1936, volume conservato presso la sezione di Storia Locale della Biblioteca Civica di Brugherio, 1966.
  • Anonimo, Brugherio: il suo territorio, 2000 anni di storia; il suo Comune, 100 anni di feconda attività, volume conservato presso la sezione di Storia Locale della Biblioteca Civica di Brugherio, 1966.
  • Cento Anni di famiglia a Brugherio, a.c. del Movimento Terza Età, Brugherio 1996.
  • sezione ANPI "F. Vergani" (a cura di), Storia della Resistenza a Brugherio: 25 luglio 1943-25 aprile 1945, Brugherio, la Litostampa, 2001, SBN IT\ICCU\LO1\0576814.
  • Mario Agliati, Il tempietto di due Santi e di due città. Da Sant'Antonio da Padova in Lugano a San Lucio papa in Brugherio, Lugano, Città di Lugano, 1994, SBN IT\ICCU\LO1\0347789.
  • Giuseppe Dicorato, Paolo Andreani – Aeronauta, esploratore, scienziato nella Milanodei Lumi (1763 – 1823), Milano, Ares, 2000, SBN IT\ICCU\LO1\0537782.
  • Marco Faragli-Angelo Marchesi (a cura di), "Gamba de Legn" e altri Tramway. I trasporti pubblici a Vimercate dal 1880, Missaglia, Bellavite, 1999, ISBN 88-86832-45-1.
  • Manuela Mancini, Brugherio : Presente e Passato, Milano, Swan, 1996, ISBN 8886464088.
  • Brugherio la nostra gente, a cura del Movimento Terza Età, edito a cura del Comune di Brugherio, Assessorato alla Cultura, Brugherio, Tipolitografia Brambilla, 1992
  • Vicky Porfidio, Brugherio, i suoi luoghi, la sua storia - 225º anniversario del primo volo italiano in mongolfiera con uomini a bordo, Brugherio, Comune di Brugherio, 2009.
  • Anna Maria Sibilla, La cascina di sant'Ambrogio di Brugherio, SBN IT\ICCU\MIL\0466533.
  • Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio luoghi memorabili, Brugherio, Parole nuove, 1989, SBN IT\ICCU\MIL\0506476.
  • Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio nei documenti, Brugherio, circolo culturale Paolo Grassi, 1986, SBN IT\ICCU\MIL\0511906.
  • Luciana Tribuzio Zotti e Giuseppe Magni, Una città nel segno dei Magi, Brugherio, Comune di Brugherio, 2012, SBN IT\ICCU\LO1\1464157.
  • Laura Valli e Calogero Cannella, Il tempietto di Moncucco : restauro e considerazioni sull'ex Oratorio di San Lucio dei Conti Andreani-Sormani in Brugherio, già Cappella di S. Antonio presso il Convento di S. Francesco in Lugano, Lugano-Brugherio, Città di Lugano-Città di Brugherio, 1994, SBN IT\ICCU\LO1\0347804.
  • Giovanna Virgilio, Brugherio: percorsi tra storia e arte, Milano, Isal, 2004, SBN IT\ICCU\LO1\1080143.

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