Melegnano

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Melegnano
comune
Melegnano – Stemma Melegnano – Bandiera
Collage di foto di Melegnano: La basilica di San Giovanni Battista, il castello, scorcio della città attraversata dal Lambro e il municipio.
Collage di foto di Melegnano: La basilica di San Giovanni Battista, il castello, scorcio della città attraversata dal Lambro e il municipio.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Amministrazione
Sindaco Vito Bellomo (lista civica Melegnano Nel Cuore, La Destra, Il Popolo della Libertà) dal 21/5/2012 (2º mandato)[1]
Territorio
Coordinate 45°22′00″N 9°19′00″E / 45.366667°N 9.316667°E45.366667; 9.316667 (Melegnano)Coordinate: 45°22′00″N 9°19′00″E / 45.366667°N 9.316667°E45.366667; 9.316667 (Melegnano)
Altitudine 88 m s.l.m.
Superficie 5 km²
Abitanti 17 519[2] (30/5/2014)
Densità 3 503,8 ab./km²
Frazioni nessuna
Comuni confinanti Carpiano, Cerro al Lambro, Colturano, San Giuliano Milanese, Vizzolo Predabissi
Altre informazioni
Cod. postale 20077
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015140
Cod. catastale F100
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 557 GG[3]
Nome abitanti melegnanesi
Patrono san Pietro
Giorno festivo Giovedì prima di Pasqua
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Melegnano
Posizione del comune di Melegnano nella provincia di Milano
Posizione del comune di Melegnano nella provincia di Milano
Sito istituzionale

Melegnano (IPA: [meleɲˈɲano][4], Meregnàn in dialetto milanese[5], anticamente Marignano) è un comune italiano di 17.519 abitanti[2] della provincia di Milano, in Lombardia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Melegnano si trova a circa 10 chilometri a sud-est di Milano, lungo la statale Via Emilia. È ubicata nella pianura del Basso milanese (altitudine media di 85 m sopra il livello del mare) ed è solcata nella parte orientale dal fiume Lambro, che scorre verso sud est con andamento meandriforme. Ha una superficie di 4,93 chilometri quadrati, oggi con un grado di occupazione del suolo pari al 48%. Confina con i Comuni di San Giuliano Milanese e Colturano a nord, di Vizzolo Predabissi ad est, di Cerro al Lambro a sud e di Carpiano ad ovest.[6] Prima delle opere di tombinatura e canalizzazione del Seveso quest'ultimo presso Melegnano confluiva nel Lambro.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Nel XX secolo Melegnano ha conosciuto un importante sviluppo industriale e demografico. In considerazione della sua importanza, è stata insignita nel 1959 del titolo di città[7].

Stemma[8]

« D'argento, al disco di nero carico di una croce d'argento, al capo di rosso. »

Gonfalone[9]

« Drappo partito di rosso e di bianco riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma comunale con l'iscrizione centrata in argento "Comune di Melegnano". Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L'asta verticale è ricoperta di velluto dai colori bianco e rosso con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento. »

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— D.P.R. del 26 agosto 1959
Medaglia commemorativa del 150º anniversario della Battaglia di Magenta - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa del 150º anniversario della Battaglia di Magenta
«Per essere stato, assieme a Magenta, il teatro principale dei primi scontri del risorgimento italiano che aprirono le porte al processo di unificazione nazionale»
— Magenta, 4 giugno 2009

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2012 gli stranieri residenti nel comune di Melegnano sono 2144 e costituiscono il 12,77% della popolazione totale[11]. Tra le nazionalità più rappresentate troviamo:[11]

  1. Romania Romania, 490 2,93%
  2. Albania Albania, 296 1,77%
  3. Egitto Egitto, 233 1,39%
  4. Ucraina Ucraina, 133 0,79%
  5. Ecuador Ecuador, 104 0,62%
  6. Perù Perù, 86 0,51%
  7. Bulgaria Bulgaria, 83 0,46%
  8. Cina Cina, 76 0,45%
  9. Marocco Marocco, 76 0,45%
  10. Tunisia Tunisia, 76 0,45%

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'ISTAT, il territorio comunale comprende il centro abitato di Melegnano, la frazione di Cascina Bernardina e la località di Cascina Martina[12].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Melegnano[modifica | modifica wikitesto]

La Festa e Fiera del Perdono[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno, il giovedì di Pasqua, la città festeggia la ricorrenza dell'indulgenza plenaria concessa alla cittadina, allora Marignano, da Papa Pio IV, al secolo Giovanni Angelo Medici, il 20 gennaio 1563 tramite una bolla papale, ancora oggi custodita nella Basilica Romana Minore della Natività di San Giovanni Battista. La città si riempie di centinaia di bancarelle di prodotti tipici, esposizione di bestiame e macchinari agricoli, che attirano visitatori da tutti i comuni limitrofi. Dal sedicesimo secolo la storia della città si identifica con quella della sua Fiera, evento pagano scaturito dalla celebrazione annuale della sacra ricorrenza dell'indulgenza plenaria concessa il 20 gennaio del 1563 da Papa Pio IV attraverso l'emissione di un'apposita Bolla. Le radici del Perdono intrecciano la storia con la leggenda. La leggenda parla della concessione della Bolla sull'indulgenza come di un gesto di riconoscenza di Papa Pio IV Giovanni Angelo Medici nei confronti della cittadina sul Lambro, allora Marignano, divenuta nel 1532 marchesato del fratello Gian Giacomo Medici, non come il "Medeghino". Per generazioni si è tramandato che quando Giovanni Angelo era ancora cardinale sia passato da Melegnano, ma di fronte al rifiuto sdegnoso della cognata (vedova) ad accoglierlo in Castello, sia stato costretto a rivolgersi all'ospitalità della casa parrocchiale di don Battista Pavesi, che lo trattò con i guanti, al pari del popolo melegnanese che tributò onori e solidarietà. Quando dunque divenne Papa, Giovanni Angelo si ricordò del bene ricevuto quel giorno a Melegnano e il 20 gennaio del 1563 concesse alla città l'importante privilegio. Al di là dell'indubbio fascino che conserva tutt'oggi tale tradizione non regge però alla prova dei documenti. Come ha spiegato in diverse circostanze l'autorevole compianto storico della città, don Cesare Amelli, "alla base della concessione del Perdono per Melegnano non sta un'arruffata faccenda familiare, né una storiella curiosa, ma il desiderio forte della Chiesa e del Papa che portò a termine il Concilio di Trento (1545-1563) di diffondere il senso della preghiera penitenziale e con essa stabilire un confronto tra la nostra vita quotidiana e il Vangelo. Per questo l'unico modo per capire il significato e la preziosità spirituale di questa indulgenza è quello di assistere di persona all'esposizione della Bolla il giovedì santo di ogni anno". La Bolla di Melegnano, inoltre, riveste un'importanza particolare perché è una delle prime ad essere concesse dopo il drammatico strappo di Martin Lutero e degli altri riformatori. Priva di ogni valenza economica, ma autenticamente sincera, la Bolla è stata riconosciuta come valida anche dal Concilio Vaticano II. Ma il Perdono va oltre la festa religiosa: presto diventa anche fiera popolare e genuina, con il suo corredo di bancarelle di prodotti alimentari, la contrattazione di animali e frutti della terra, l'accorrere della folla dal circondario. Una derivazione cominciata poco dopo la concessione della Bolla, se è vero quanto afferma una nota del 1616 vergata dall'allora prevosto, nella quale si parlava di "immensa folla" che accorreva lungo il Lambro il Giovedì santo per fare acquisti e curiosare. Da allora il binomio festa più fiera è diventato tradizione, sopravvivendo saldamente ai cambiamenti istituzionali, politici, sociali ed economici del Melegnanese. Al di là dei mutamenti gli schemi secolari della festa e della fiera sono rimasti intatti e inattaccabili, come formule cristallizzate. L'accorrere di pellegrini e commercianti in un clima di grande gioia è ricordato anche in alcuni quadri del Seicento, che ritraggono scene di festa e di accese contrattazioni davanti ai banchi di vendita dei mercanti di tutta la zona. Il mercato degli animali, bovini, cavalli e maiali, diventa presto famoso ben oltre i confini dello Stato di Milano. Nel XVIII e XIX secolo, mentre il Milanese e la Lombardia (possedimenti spagnoli) passano dapprima agli austriaci, poi ai francesi per confluire definitivamente nel Regno d'Italia, la connotazione agricola della Fiera rimane predominante, legata d'altro canto con un filo diretto alla tipologia economica del territorio, dove l'attività rurale e zootecnica sono prevalenti. È il Novecento a salutare le prime novità quando, gradualmente, si cominciano a costruire altri eventi di richiamo attorno al mercato e allo scambio degli animali. Le due guerre mondiali, certo, non aiutano, ma la volontà degli operatori economici di Melegnano è più forte delle difficoltà legate agli eventi militari. Nel 1923 viene istituito il primo Comitato per la Fiera del Perdono, che punta ad ampliare a tre giorni la durata delle celebrazioni del Giovedì santo proprio allo scopo di promuovere le attività commerciali del territorio anche al di fuori dei confini cittadini. Nel 1934 in piena campagna fascista per la battaglia del grano, contestualmente alla festa viene indetta la "Prima grande rassegna agricola del Melegnanese". Dal 1946, concluso il secondo conflitto mondiale e in un nuovo clima politico e sociale, la Fiera cambia volto più nettamente; si smorzano i contenuti religiosi, parallelamente a un processo generale di secolarizzazione della società, e assumono sempre più rilievo quelli della ricreazione. Per la prima volta, proprio nel 1946, si introducono nel programma, accanto a mostre e a rassegne zootecniche, altre manifestazioni: mostre di pittura e fotografia, gare sportive, eventi filatelici. Un'evoluzione proseguita fino ad oggi, quando però la dimensione festaiola dell'evento non è più a discapito di quella religiosa, che è stata riscoperta nella sua autenticità, così come sono state scoperte nuove dimensioni importanti, a partire dall'attenzione al patrimonio della città e del suo ruolo sul territorio, che ha proprio nella Festa del Perdono il suo momento più importante e significativo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Melegnano è un importante nodo stradale, posto all'incrocio della Via Emilia con la strada Cerca e punto di origine di alcune strade provinciali.

A pochi chilometri dalla città transita l'Autostrada del Sole, sulla quale è posta l'uscita autostradale Melegnano - Binasco.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Melegnano è posta sulla ferrovia Milano–Bologna, attivata nel 1861. Vi fermano i treni della linea S1 (SaronnoMilanoLodi) del servizio ferroviario suburbano di Milano.

Fra gli anni ottanta del XIX secolo e gli anni trenta del XX, Melegnano era servita dalle tranvie interurbane a vapore Milano–Lodi e Melegnano–Sant'Angelo Lodigiano. Tale mezzo era comunemente chiamato "Gamba de lègn".

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
26 giugno 1994 16 maggio 2002 Pietro Mezzi Centro-sinistra Sindaco [13]
16 maggio 2002 8 maggio 2007 Prof. Ercolino Dolcini L'Ulivo, Rifondazione Comunista Sindaco [14][15]
8 maggio 2007 in carica Vito Bellomo Lista civica Melegnano Nel Cuore, La Destra, Il Popolo della Libertà Sindaco [14][16]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A Melegnano lo sport più praticato è il calcio, seguito dalla pallacanestro Pallacanestro Melegnano e infine dall'atletica leggera. Possiede numerose palestre e una scuola di Karate. Melegnano conta tre squadre di calcio, molto conosciute a livello regionale: il Melegnano Calcio (nato nel giugno 2012 dalla fusione di U.S. Melegnanese e A.C. Pro Melegnano calcio), iscritto alla categoria Promozione, l'USOM calcio iscritta al campionato di Seconda Categoria e la SGB Giardino calcio che svolge la sola attività di settore giovanile.

Stadi pubblici[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio Comunale 1, situato nel quartiere Giardino (Piazza F. Bianchi), nel quale si disputano le partite casalinghe della prima squadra del Melegnano Calcio. Conta circa 1.000 posti (500 dei quali a sedere), ed è provvisto di pista atletica. Nel periodi d'oro della Melegnanese ha ospitato partite di Serie C;
  • Stadio Comunale 2, situato nella periferia est della città, in cui si disputano le partite casalinghe del settore giovanile e scolastico del Melegnano Calcio.
  • Stadio comunale 3, situato in periferia ovest della città, nel quale sono disputate le partite casalinghe del settore giovanile e scolastico del Melegnano Calcio.

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elezioni Melegnano 2012: Vito Bellomo è il sindaco, Milano Today. URL consultato il 31 maggio 2013.
  2. ^ a b Statistiche demografiche ISTAT, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 10 novembre 2014.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ DiPi Online - Dizionario di Pronuncia Italiana.
  5. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 388.
  6. ^ Statuto del comune di Melegnano. URL consultato il 30 maggio 2013.
  7. ^ Decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1959
  8. ^ Art. 4, comma 2 dello Statuto Comunale [1]
  9. ^ Art. 4, comma 3 dello Statuto Comunale [2]
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ a b Statistiche demografiche ISTAT Stranieri al 31 dicembre 2012, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 29 ottobre 2013.
  12. ^ ISTAT - Dettaglio località abitate
  13. ^ Attualmente il suo partito è il SEL
  14. ^ a b Comuni Italiani.it. URL consultato il 2 giugno 2012.
  15. ^ È anche da quindici anni direttore del quotidiano locale Il Melegnanese. Professore in pensione, attivo anche come giornalista.Ha deciso di non presentarsi alle seguenti votazioni amministrative del 2007
  16. ^ È stato eletto il 21 maggio dopo il ballottaggio con Pietro Mezzi (SEL), scelto da lui come vicesindaco. Le elezioni comunali si erano tenute il 7-8 maggio 2013 con i seguenti risultati: Vito Bellomo (3.342 voti; 40,08%) e Pietro Mezzi (2.940 voti; 35,26%). Erano subito seguiti da Lucia Rossi della lista civica Insieme cambiamo (967 voti; 11,59%) Fonte:qui
  17. ^ Comunicato n° 11

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]