Parco delle Groane

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Coordinate: 45°36′40.32″N 9°05′42.36″E / 45.6112°N 9.0951°E45.6112; 9.0951

Parco delle Groane
Tipo di area Parco regionale
Codifica EUAP non attribuita
Class. internaz. Sito di interesse comunitario
Stati Italia Italia
Regioni Lombardia Lombardia
Province Milano Milano
Monza e Brianza Monza e Brianza
Comuni Arese, Barlassina, Bollate, Bovisio-Masciago, Ceriano Laghetto, Cesano Maderno, Cesate, Cogliate, Garbagnate Milanese, Lazzate, Lentate sul Seveso, Limbiate, Misinto, Senago, Seveso e Solaro
Superficie a terra 3400 ha
Provvedimenti istitutivi LR 31 20/08/1976
Gestore Consorzio Parco delle Groane
Presidente Alessandro Fede Pellone
Sito istituzionale

Il Parco delle Groane è un Parco Regionale della Lombardia istituito nel 1976. Si tratta di un'area di oltre 3000 ettari nell'alta pianura lombarda, nell'area metropolitana di Milano, a nord-ovest rispetto alla città. Il parco ospita una ricca fauna e flora, presenta elementi di interesse geologico, e contiene numerosi siti di grande valore storico-artistico e di archeologia industriale. Il WWF, con i volontari della sezione WWF Groane, protegge direttamente l'oasi Il Caloggio all'interno del territorio del parco. L'oasi Fosso del Ronchetto, anch'essa gestita dal WWF, è stata proposta per l'ampliamento del parco.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco delle Groane è amministrato e gestito da un consorzio, costituito dalla Provincia di Milano, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Monza e Brianza e dagli altri Comuni interessati dall'area del parco. Dal 1984 è in vigore un piano territoriale che regolamenta l'uso delle aree all'interno del parco. Coerentemente con la natura particolare del parco, che rappresenta un'area naturalistica importante immersa in una zona altamente popolata e parzialmente rurale, il piano territoriale mira a far coesistere tutela dell'ambiente con agricoltura, turismo e soprattutto con la popolazione locale.

Geografia del parco[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco delle Groane si trova in parte all'interno della Provincia di Milano, a nord-ovest del capoluogo, e in parte nella Provincia di Monza e Brianza. Il parco delle Groane occupa una superficie di 3.400 ettari a un'altezza sul livello del mare compresa fra 160 e 300. Comprende parte dei comuni di Arese, Barlassina, Bollate, Bovisio-Masciago, Ceriano Laghetto, Cesano Maderno, Cesate, Cogliate, Garbagnate Milanese, Lazzate, Lentate sul Seveso, Limbiate, Misinto, Senago, Seveso e Solaro. Il territorio del parco è caratterizzato dalla presenza di terreni a brughiera che, nonostante occupino solo una piccola parte del parco, rappresentano forse le brughiere più meridionali d'Europa.[senza fonte] La maggior parte del territorio è costituito da terreni agricoli e da boschi. La conformazione geologica è caratterizzata da un pianalto (piccolo altopiano) argilloso a ferretto.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Flora[modifica | modifica wikitesto]

La vegetazione del Parco è costituita da tre tipi principali: querceti, pinete e brughiere.
Le brughiere sono formazioni erbacee caratterizzate dalla presenza del brugo (una specie di erica dei terreni acidi). Nella brughiera troviamo genziane, ranuncoli, salici rosmarinifoglia, giunchi e la tifa. Le brughiere si formano quando un bosco viene distrutto da tagli irrazionali o dal pascolo eccessivo o dal fuoco. Si tratta di un ecosistema temporaneo: col tempo il terreno si copre di betulle, pioppi tremoli e pini silvestri e lentamente, in qualche decennio, la brughiera evolve in pineta.
Le pinete di pino silvestre (la meglio conservata si trova nella zona di Cesate), sono anch'esse un ecosistema temporaneo fra la brughiera e il querceto. La presenza nelle Groane del pino silvestre, specie tipica alpina e centroeuropea, è legata alla dominazione austriaca. Il pino silvestre fu massicciamente usato nel XVIII secolo per la valorizzazione forestale dei terreni argillosi delle Groane, che si presentavano poveri di boschi per il pascolo eccessivo e i vasti tagli; questo tipo di vegetazione è stato mantenuto per circa due secoli grazie alle cure dell'uomo, che provvedeva a ripulire il sottobosco, creando le condizioni per la nascita delle nuove piantine di pino, cosa che avveniva in occasione dei tagli dei pini ogni 50-60 anni per ricavare legname. L'abbandono delle cure selvicolturali ha fatto sì che le pinete si stiano evolvendo lentamente in querceti.
I querceti rappresentano il tipo di soprassuolo forestale più evoluto e in equilibrio con l'ambiente. I querceti sono costituiti prevalentemente da farnie, ma sono presenti anche roveri. Fra le altre specie, aceri, carpini bianchi, olmi e frassini. Vi sono però anche altri tipi di bosco: in particolare boschi di robinia, puri o misti con ciliegio tardivo o con altre specie tipiche delle Groane. Attualmente, i boschi sono presenti su circa un quarto dei 3.400 ettari del parco.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Il parco ospita una fauna relativamente ricca, considerata l'ubicazione periurbana.
Nei molti stagni che si trovano nel parco si possono osservare numerose specie di anfibi tra cui alcune specie di tritoni (il tritone crestato italiano e il tritone punteggiato), di rane e raganelle (raganella, rana rossa, rana di Lataste e la rana verde).

Tra gli uccelli si segnalano il picchio verde, il picchio rosso maggiore, il gheppio, il falco pecchiaiolo, la poiana, lo sparviere e il gufo comune.

Il Parco ospita inoltre alcune specie di mammiferi come la volpe, lo scoiattolo rosso e il ghiro.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Nel parco sono presenti alcune ville storiche tra le quali:

Numerose sono anche le testimonianze di archeologia industriale, in particolare fornaci.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]