Crocidura leucodon

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Crocidura ventrebianco
Crocidura leucodon.JPG
Crocidura leucodon
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
Ordine Soricomorpha
Famiglia Soricidae
Sottofamiglia Crocidurinae
Genere Crocidura
Specie C. leucodon
Nomenclatura binomiale
Crocidura leucodon
Hermann, 1780
Sinonimi
vedi testo
Areale

Bicolored Shrew area.png

La crocidura ventrebianco (Crocidura leucodon Hermann, 1780) è un mammifero soricomorfo appartenente alla famiglia dei Soricidi, diffuso in Europa e in Asia.[2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La crocidura ventre bianco raggiunge le maggiori dimensioni tra le specie del genere Crocidura: il corpo è lungo 60-87 mm, mentre la coda varia dai 28 fino ai 39 mm; ed il peso di un esemplare adulto è di 8-15 g.

La pelliccia è di colore bruno-grigiastro, con parti ventrali più chiare, tendenti al biancastro argentato. Una netta demarcazione laterale, simile a quella della crocidura di Sicilia, separa le parti dorsali da quelle ventrali.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Ha abitudini notturne.

Al pari di altre specie di Crocidura pratica il caravanning: i cuccioli si dispongono in fila indiana aggrappandosi alla coda della madre, che li guida negli spostamenti.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Il regime alimentare è a base di insetti, ragni, gasteropodi, piccoli vertebrati e presenta anche una discreta componente vegetale (foglie e semi).

Dimensioni di C. leucodon

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

In Europa è presente dalla Francia nord-occidentale fino alle coste sud-occidentali del Mar Caspio (includendo Belgio, Lussemburgo, Olanda, Germania, Svizzera, Liechtenstein, Austria, Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Montenegro, Macedonia, Albania, Grecia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania, Moldavia, Bulgaria, Bielorussia, Ucraina e Russia) mentre è assente nella penisola Iberica, in Gran Bretagna, ed in tutte le grandi isole mediterranee (in quelle piccole è stata rinvenuta esclusivamente a Lesbo ed a Cherso).[1][3]

La presenza asiatica è limitata al Caucaso (Armenia, Azerbaijan, Georgia), all'Anatolia e al Medio Oriente (Libano, Israele, Palestina, Siria, Iran e Iraq).[1]

In Italia è presente sull'arco alpino a partire dalla Valle d'Aosta fino al Friuli-Venezia Giulia, nel Gargano ed in Calabria meridionale. Manca in Sicilia e Sardegna.[4]

Si rinviene generalmente sia in ambienti boschivi che aperti, anche agricoli.[4]

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Sono stati riportati i seguenti sinonimi:[2]

  • Crocidura albipes (Kerr, 1792)
  • Crocidura hydruntina O. G. Costa, 1844
  • Crocidura lasia Thomas, 1907
  • Crocidura leucodon judaica Thomas, 1919
  • Crocidura leucodon microurus (Fatio, 1869)
  • Crocidura leucodon narentae Bolkay, 1925
  • Crocidura leucodon persica Thomas, 1907
  • Crocidura leucodon volgensis Stroganov, 1960
  • Crocidura leucodus Schulze, 1897
  • Crocidura microurus (Fatio, 1869)
  • Crocidura suaveolens avicennai Stroganov, 1960
  • Leucodon microurus Fatio, 1869
  • Sorex albipes Kerr, 1792
  • Sorex leucodon Hermann in Zimmermann, 1780

Sottospecie[modifica | modifica sorgente]

Non sono state distinte sottospecie.[2]

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

Questo taxon presenta un ampio areale, benché in alcune regioni la sua popolazione (ancora non perfettamente indagata) appaia in diminuzione. Per queste ragioni la Lista rossa IUCN attribuisce alla specie lo status "LC" (rischio minimo di estinzione).[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Shenbrot, G., Hutterer, R., Amori, G., Kryštufek, B., Yigit, N., Mitsain, G. & Palomo, L.J., 2008, Crocidura leucodon in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  2. ^ a b c (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Crocidura leucodon in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Vogel, P. and Sofianidou, T. S., The Shrews of the genus Crocidura on Lesbos an eastern Mediterranean Island. Bonn Zool. Beitr. Bd. 1996; 46(1-4): 339-347.
  4. ^ a b Corbet, Gordon & Ovenden, Denis, 1ª ed., Padova, F. Muzzio (collana Scienze Naturali), 1985, pp. 288 pp., 345 ill., 40 c. di tav., ISBN 8870212858.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Corbet, Gordon & Ovenden, Denis, 1ª ed., Padova, F. Muzzio, 1985, pp. 288 pp., 345 ill., 40 c. di tav., ISBN 8870212858.
  • Harrison, D. L. and Bates, P. J. J., The Mammals of Arabia, Sevenoaks, UK, Harrison Zoological Museum, 1991.
  • Krapp, F., Crocidura leucodon. In: A. J. Mitchell-Jones, G. Amori, W. Bogdanowicz, B. Kryštufek, P. J. H. Reijnders, F. Spitzenberger, M. Stubbe, J. B. M. Thissen, V. Vohralík and J. Zima (eds), The Atlas of European Mammals, Londra, Academic Press, 1999.
  • Lay, D. M., A study of the mammals of Iran, resulting from the Street Expedition of 1962-63 in Fieldiana Zoology, vol. 54, 1967, pp. 1-282.
  • Qumsiyeh, M. B., Mammals of the Holy Land, Lubbock, Texas Tech University Press, 1996.
  • Sarà M., I mammiferi delle isole del Mediterraneo, Palermo, L'Epos, 1998, ISBN 978-88-8302-185-5.
  • Tez, C., Taxonomy and Distribution of the White-Toothed Shrews (Crocidura), 2000.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]