Quercus robur

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Farnia
Duby nad Pozorkou I.jpg
Portamento
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Fagales
Famiglia Fagaceae
Genere Quercus
Specie Q. robur
Nomenclatura binomiale
Quercus robur
L, 1753
Sinonimi

Quercus pedunculata
Ehrh.

Nomi comuni

Quercia, Farnia

La farnia (Quercus robur L., detta comunemente quercia) è un albero a foglie decidue appartenente alla famiglia delle Fagacee. Essa è la specie tipo del genere Quercus.[2]

È la quercia più diffusa in Europa, e il suo areale è alquanto vasto.

Questa pianta è caratterizzata da notevoli dimensioni, crescita lenta (cosa che ne determina il raro impiego come pianta ornamentale) e da rinomata longevità. Alcuni esemplari viventi sembra superino i 1000 anni di vita. Alcuni esempi: a Stelmužė, in Lituania, c'è un esemplare che si dice superi i 1500 anni (sarebbe la quercia vivente più vecchia d'Europa); a Jægerspris in Danimarca l'età di un altro esemplare, chiamato Kongeegen (Quercia Re), è stimata attorno ai 1200 anni. Nel Parco regionale del Delta del Po (Veneto), in provincia di Rovigo, esisteva la quercia di San Basilio, una farnia di oltre 500 anni di età, una delle ultime testimoni dell'antico bosco che ricopriva la pianura padana, morta per cause naturali nel giugno del 2013.[3]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Foglie e ghiande della farnia
Tronco di farnia centenaria alto circa 25 metri

Portamento[modifica | modifica sorgente]

La farnia è un albero dal portamento maestoso ed elegante,come pianta isolata si presenta con una chioma espansa, molto ampia e di forma globosa ed irregolare, ma nei boschi la sua chioma assume un aspetto ovale allungato, con fusto alto e dritto. Raggiunge un'altezza che va dai 25 ai 40 m, eccezionalmente 50. Il fusto è diritto e robusto ed alla base si allarga come per rafforzare la pianta; i rami con il passare del tempo divengono via via più massicci, nodosi e contorti.

Corteccia[modifica | modifica sorgente]

La corteccia, che in giovane età appare liscia, grigio-argentea, nelle piante adulte diviene di colore grigio-bruno, scura e profondamente fessurata in placche più piccole di quelle del cerro e più grandi di quelle della rovere.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie, lunghe dai 7 ai 14 cm, sono decidue, alterne, subsessili (con picciolo molto breve), glabre, di forma obovata con margini lobati (da 4 a 7 lobi per lato) e due vistose orecchiette alla base della foglia. La pagina superiore è di colore verde scuro, quella inferiore mostra un riflesso bluastro.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

Essendo una pianta monoica, ogni esemplare porta fiori di entrambi i sessi, molto simili a quelli delle altre querce. I fiori maschili si presentano in amenti filiformi di colore giallognolo; quelli femminili sono da 1 a 3 su un lungo peduncolo. La fioritura avviene nel periodo di aprile-maggio, contemporanea con la fogliazione.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

I frutti sono acheni, più precisamente ghiande. Esse sono lunghe fino a 4 cm, di forma ovale-allungata, con cupola ruvida e ricoperta di squame romboidali che le ricopre per circa un quarto. Il colore va dal verde chiaro al marrone con il procedere della maturazione. Crescono singolarmente o a gruppi di fino 4 ghiande su lunghi gambi (da 3 a 7 cm). Maturano nell'anno in settembre-ottobre.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Areale della farnia

È la quercia più diffusa in Europa, e il suo areale si estende fino alla Scandinavia, alle isole britanniche, all'Anatolia e al Caucaso. In Italia è presente su tutto il territorio a esclusione della Sardegna e della Puglia.

Un tempo formava le vaste foreste della Pianura Padana assieme ad altri alberi quali il cerro (Quercus cerris) e il carpino bianco (Carpinus betulus). Attualmente esistono relitti di questi boschi planiziali, che ci danno una idea di quello che doveva essere l'ambiente padano prima dei massicci disboscamenti operati dall'uomo nelle varie epoche. Un esempio di tale habitat lo possiamo ritrovare a Bosco Fontana, presso Mantova. È comunque diffusa ancora con una certa frequenza nelle campagne, soprattutto come albero isolato, a indicare antichi confini territoriali. È inoltre spesso presente in parchi cittadini e giardini di grosse dimensioni, così come in vicinanza di vecchie residenze di campagna.

Cresce comunemente nelle aree europee continentali, spesso in boschi, spingendosi sino ad un'altitudine di 800–1000 m. È in grado di adattarsi a diversi tipi di terreno, sebbene prediliga quelli profondi, freschi, argillosi, acidi e ben irrigati. Resiste bene ai geli invernali e richiede temperature elevate nel periodo estivo, nonché una discreta esposizione alla luce.

Ecologia[modifica | modifica sorgente]

La farnia costituisce a sua volta un habitat per altri esseri viventi, in particolare animali. Numerosi insetti vivono sulle foglie, sulle gemme e nelle ghiande. Queste ultime, poi, costituiscono un'importante fonte di cibo per diversi piccoli mammiferi e alcuni uccelli tra cui la ghiandaia (Garrulus glandarius). Nei boschi padani di farnia lo strato erbaceo ospita specie botaniche tra cui: il sigillo di Salomone dei boschi (Polygonatum multiflorum), la canapetta pelosa (Galeopsis pubescens) e l'asparago selvatico (Asparagus tenuifolius).

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

Si distingue dalla rovere (Quercus petraea), dalla roverella (Quercus pubescens) e dal farnetto (Quercus frainetto):

  • per il picciolo delle foglie quasi assente, mentre nelle altre tre specie è più lungo;
  • per le foglie che alla base hanno due evidenti orecchiette grandi come o più del picciolo;
  • per il gambo a cui sono attaccate le ghiande: lungo nella farnia, quasi assente nelle altre due specie[4].
  • per il colore e la profondità delle fessure della corteccia in età adulta: più scura, tendente al bruno-marrone nella farnia, grigia e con scaglie di minori dimensioni nel caso di rovere, roverella e, ancora più evidentemente, del farnetto.

Coltivazione[modifica | modifica sorgente]

La coltivazione della farnia inizia con la semina delle ghiande entro due mesi dalla raccolta. A differenza delle altre querce, la ghianda emette la radichetta appena interrata, mentre la parte aerea della plantula spunta all'inizio della primavera. Le piante che ne nascono sono messe a dimora dopo due o tre anni.

Usi[modifica | modifica sorgente]

La farnia è coltivata per il rimboschimento e per il pregiato legname che ne costituisce il prodotto più importante. Il legno di questa quercia, noto come "rovere di Slavonia", è di colore bruno chiaro, resistente, durevole, con fibre spesse e netta differenziazione tra alburno e durame; è pesante (peso specifico 0,75 kg/dm3). Esso viene impiegato per costruire mobili pregiati, parquet e botti per l'invecchiamento di liquori (Cognac), oltre che per la produzione di carbone e l'impiego diretto come combustibile. In epoche passate la farnia era largamente utilizzata nelle costruzioni navali, specialmente nel Regno Unito, tanto da causare vasti disboscamenti.

È inoltre utilizzata come pianta simbionte per la coltivazione del tartufo bianco.

Avversità[modifica | modifica sorgente]

Mentre normalmente in età adulta non subisce l'attacco di parassiti e malattie, gli esemplari giovani di farnia possono essere colpiti dall'oidio e dalla ruggine.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Quercus robur in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  2. ^ Quercus robur in The Plant List. URL consultato il 29 novembre 2013.
  3. ^ Addio alla grande quercia di San Basilio in WWF Rovigo. URL consultato il 29 novembre 2013.
  4. ^ Pignatti Sandro, 1982 Flora d'Italia. Edagricole, Bologna

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bernetti Giovanni Atlante di selvicoltura Edagricole, Bologna 2005
  • Pignatti Sandro, Flora d'Italia, Edagricole, Bologna, 1982

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