San Donato Milanese

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San Donato Milanese
comune
San Donato Milanese – Stemma San Donato Milanese – Bandiera
San Donato Milanese – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Sindaco Andrea Checchi (centrosinistra) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 45°25′0″N 9°16′0″E / 45.41667°N 9.26667°E / 45.41667; 9.26667 (San Donato Milanese)Coordinate: 45°25′0″N 9°16′0″E / 45.41667°N 9.26667°E / 45.41667; 9.26667 (San Donato Milanese)
Altitudine 102 m s.l.m.
Superficie 12 km²
Abitanti 31 105[1] (31-10-2012)
Densità 2 592,08 ab./km²
Frazioni Poasco, Sorigherio
Comuni confinanti Locate di Triulzi, Mediglia, Milano, Opera, Peschiera Borromeo, San Giuliano Milanese
Altre informazioni
Cod. postale 20097
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015192
Cod. catastale H827
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sandonatesi
Patrono san Donato
Localizzazione
San Donato Milanese è posizionata in Italia
San Donato Milanese
Posizione del comune di San Donato Milanese all'interno della provincia di Milano
Posizione del comune di San Donato Milanese all'interno della provincia di Milano
Sito istituzionale

San Donato Milanese (San Donàa in dialetto milanese) è un comune italiano di 31.105 abitanti[2] della provincia di Milano in Lombardia.

Indice

Storia [modifica]

Cascina Roma

La storia di San Donato inizia con le prime installazioni di popoli in epoca pre-romana. Diverse popolazioni come gli Etruschi, i Liguri e i Galli vissero nelle pianure che da Milano si dirigono verso Melegnano; pianure che ora ospitano il comune di San Donato Milanese.

Il vero sviluppo dei primi centri nella zona avvenne però in piena epoca romana. Nel 333 d.C. la strada Mediolanum-Laus Pompeia collegava Milano a Lodi ed era lunga sedici miglia.
Ad ogni miglio era installata una pietra miliare che indicava la distanza da Milano. San Donato era all'altezza della quinta pietra, ad quintum lapidem.
All'altezza di ogni pietra infatti la via principale incrociava una via secondaria e in prossimità di questi incroci vennero fondate delle chiese, tra cui quella di San Donato; attorno alla quale cominciò a svilupparsi il vero e proprio centro.

È però in epoca Longobarda (VII secolo) che si fa cadere la fondazione della prima pieve di San Donato, ad opera dell'esercito di Grimoaldo, duca di Benevento che, avendo mire su Pavia, aveva fatto installare le proprie truppe proprio sul futuro territorio di San Donato.

Incerto è l'anno di fondazione di San Donato, si ritiene che a fondarlo sia stato un abate della vicina Abbazia di Chiaravalle. In alcuni atti notarili del IX e X secolo, troviamo menzionati: San Donato e i sobborghi di Bolgiano e Triulzio. L'etimologia del nome, deriva dall'antica chiesa plebana dedicata a "San Donato", Vescovo di Arezzo, assai stimato e venerato nell'Arcidiocesi di Milano.

A seguito dell'occupazione longobarda, tutto il territorio fu parte di un unico feudo che, nel XI secolo, fu di proprietà della nobile famiglia dei De Advocati. Estintasi questa famiglia, i beni andarono in proprietà all'Arcivescovo di Milano fino al XVI secolo.

I tempi più bui si vissero nel XII secolo, quando tutto il milanese visse momenti tumultuosi, ma una speranza fu portata dall'abate Bernardo di Chiaravalle, il quale cominciò la sua opera di pacificazione. A lui e alla sua dottrina si devono alcune delle più belle abbazie che si possono ammirare nei dintorni di San Donato. E grazie ai suoi monaci si deve la bonificazione delle zone paludose, grazie ad un sistema ingegnoso di rogge.

Il territorio, che comprendeva i comuni di Chiaravalle, San Donato e Bolgiano, fu teatro di molti fatti d'armi. Il 9 settembre 1158 Federico Barbarossa, vi si stabilì per sette giorni dopo la resa di Milano. Il 13 luglio 1278 ci fu lo scontro tra le fazioni dei Visconti e dei Torriani per il possesso del ducato di Milano. Poi la più famosa battaglia dei Giganti del 13 e 14 settembre 1515. Durante questa battaglia si contrapposero le truppe francesi sostenute dai lanzichenecchi e quelle svizzere. Alla fine dello scontro, il vincitore Francesco I pose il suo quartier generale presso l'attuale Cascina Roma, dove i nobili milanesi firmarono l'atto di sottomissione.

Dall'editto di Maria Teresa del 1755 si apprende che il compartimento del ducato milanese era suddiviso in pievi e quella di San Donato era la 17esima e comprendeva un vasto territorio da Zelo, Vigentino, Vaiano, Chiaravalle, Nosedo, Morsenchio, Foramagno, Rogoredo, ecc..
Questo vasto territorio veniva chiamato "Plebe Sandonatese".

In età napoleonica (1809) fu aggregato a San Donato il comune di Bolgiano. Due anni dopo il comune di San Donato venne a sua volta soppresso e aggregato a Viboldone. Tutti i centri recuperarono l'autonomia con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto (1816).

San Donato ebbe anche un ruolo storico subito dopo le cinque giornate di Milano (18-22 marzo 1848), poiché sempre a Cascina Roma avvenne la firma dell'armistizio tra gli austriaci ed i piemontesi, armistizio che decretò la fine della Prima Guerra d'Indipendenza. Il generale Josef Radetzky e il podestà di Milano misero la parola fine alle cinque giornate di Milano proprio a San Donato il 4 agosto 1848.

Nel 1862 San Donato assunse il nome ufficiale di San Donato Milanese[3], per distinguersi da altre località omonime.

Nel 1870 al comune di San Donato Milanese fu aggregato il comune di Bolgiano[4].

Fatta l'unità territoriale italiana, vennero ristrutturati territorialmente i comuni. Milano necessitava di spazi per l'espanisone urbana. San Donato ebbe così a perdere parte di San Martino e Triulzio Superiore che furono aggregati a Milano nel 1922. Chiaravalle e Nosedo passeranno sotto Milano nel 1924. Poi nel 1932 il comune di Milano rinunciò ai territori di Poasco, Sorigherio, Bagnolo, Cascina Bosco e Tecchione che ritornarono sotto il comune di San Donato.
Nel 1920 furono fatte le elezioni amministrative, le prime nelle quali votarono tutti gli uomini del comune di San Donato, le successive, col sistema maggioritario, furono fatte nel 1946 e la percentuale dei votanti fu del 93%.

Ma lo sviluppo più importante della città avvenne nel secondo dopoguerra, quando l'allora paese di contadini si trasformò nella città che oggi conosciamo. In particolare l'insediamento del Centro Direzionale ENI nel comune creò un gran numero di posti di lavoro che attirarono alla città numerosi abitanti, fino a raggiungere e superare il tetto delle 30.000 unità.

Nel 1976 San Donato fu insignita del titolo di città[5].

Simboli [modifica]

  • Stemma:
« D'azzurro, allo scaglione accompagnato in capo da due spade incrociate con l'elsa in basso e in punta da un destrocherio armato di staffile, il tutto d'argento. »

Lo stemma, con il quale, nel novembre 1940, Vittorio Emanuele III blasonava il Comune di San Donato Milanese, si ispira alle vicende storiche del luogo e si compone di uno scudo con fondo azzurro: in alto due spade incrociate, con elsa in basso, a ricordare i fatti d'arme avvenuti presso San Donato.
La figura dello scaglione, in argento, divide il campo azzurro in due parti e simboleggia il tetto della Chiesa, cioè dell'antica Pieve di San Donato.
Sotto lo scaglione un destrochiero (braccio destro armato di staffile) si riferisce all'impresa dei monaci cistercensi e al fatto che una parte del territorio fu sotto il Comune di Chiaravalle, dove sorge la celebre Abbazia.
Le cinque torri e la corona stanno ad indicare il riconoscimento di San Donato come città, avvenuta con decreto del Presidente della Repubblica il 30 dicembre 1976.

Onorificenze [modifica]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— D.P.R. del 30 dicembre 1976

Società [modifica]

Evoluzione demografica [modifica]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere [modifica]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 4.071 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Filippine Filippine 706 2,16%

Romania Romania 479 1,46%

Perù Perù 326 1,00%

Geografia antropica [modifica]

Secondo l'ISTAT, il territorio comunale comprende il centro abitato di San Donato Milanese, la frazione di Poasco-Sorigherio e la località di Monticello[7].

Economia [modifica]

V Palazzo Uffici dell'ENI e sede della divisione E&P (Exploration & Production) di R. Gabetti, A. Isola, G. Drocco.

San Donato Milanese è la principale sede operativa dell'Eni, la società controllata dal Tesoro che svolge attività di ricerca, produzione, trasporto, trasformazione e commercializzazione di idrocarburi, nonché delle più importanti società del gruppo Eni, tra cui:

A San Donato Milanese si trova inoltre la sede o la filiale italiana di altre importanti società, quali:

Infrastrutture e trasporti [modifica]

Strade [modifica]

La città è attraversata da nord-ovest a sud-est dalla strada statale 9 Via Emilia, che da Milano conduce verso Lodi e Piacenza; il tratto iniziale, già percorso dall'intenso traffico diretto alla metropoli, è oggi sostituito dal cosiddetto Raccordo Autosole, con caratteristiche di superstrada.

La parte nord del territorio comunale è attraversata da un'altra strada a scorrimento veloce, la Paullese, che collega Milano a Crema e Cremona.

Nel territorio comunale di San Donato ha termine l'Autostrada del Sole, che prosegue verso nord come Tangenziale Est di Milano.

Ferrovie [modifica]

Sottopassaggio della Stazione di San Donato Milanese

Parallelamente e limitrofa alla Via Emilia corre la ferrovia Milano–Bologna, aperta al traffico nel 1861.

Sulla linea sono poste due fermate: quella di San Donato Milanese, presso il centro direzionale ENI, e quella di Borgolombardo, nel quartiere Certosa, ai confini con la città di San Giuliano Milanese. Entrambe sono servite dai treni della linea S1 (SaronnoMilanoLodi) del servizio ferroviario suburbano di Milano.

Dal 1880 al 1937 San Donato fu servita dalla tranvia interurbana Milano–Lodi, che correva lungo la Via Emilia.

Amministrazione [modifica]

È in carica, con mandato fino al 2017, il sindaco Andrea Checchi (PD)

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1994 2002 Gabriella Achilli (centrosinistra) Sindaco
2002 2007 Achille Taverniti (centrosinistra) Sindaco
2007 2012 Mario Dompè lista civica di centrodestra Sindaco

Galleria fotografica [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2012.
  2. ^ Dato Istat all'1/1/2009.
  3. ^ Regio Decreto 19 ottobre 1862, n. 934
  4. ^ Regio Decreto 9 giugno 1870, n. 5722
  5. ^ D.P.R. 30 dicembre 1976
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ ISTAT - Dettaglio località abitate

Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]