Cantù

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando lo scrittore italiano, vedi Cesare Cantù.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il cronista e scrittore italiano, vedi Ignazio Cantù.
Cantù
comune
Cantù – Stemma
Cantù – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
Sindaco Claudio Bizzozero (lista civica) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 45°44′00″N 9°08′00″E / 45.733333°N 9.133333°E45.733333; 9.133333 (Cantù)Coordinate: 45°44′00″N 9°08′00″E / 45.733333°N 9.133333°E45.733333; 9.133333 (Cantù)
Altitudine 369 m s.l.m.
Superficie 23,18 km²
Abitanti 39 900[1] (31-12-2013)
Densità 1 721,31 ab./km²
Frazioni Cantù Asnago, Cascina Amata, Fecchio, Mirabello, Vighizzolo
Comuni confinanti Alzate Brianza, Brenna, Capiago Intimiano, Carimate, Cermenate, Cucciago, Figino Serenza, Mariano Comense, Orsenigo, Senna Comasco, Vertemate con Minoprio
Altre informazioni
Cod. postale 22063
Prefisso 031
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 013041
Cod. catastale B639
Targa CO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti canturini
Patrono sant'Apollonia
Giorno festivo 9 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cantù
Localizzazione del comune di Cantù nella provincia di Como
Localizzazione del comune di Cantù nella provincia di Como
Sito istituzionale

Cantù (Cantü in dialetto brianzolo, pronuncia fonetica IPA: /kanˈty/), è un comune italiano di 39.816 abitanti della provincia di Como, in Lombardia. È il ventisettesimo comune più popoloso della Lombardia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

L'origine del nome di Cantù risalirebbe a Canturium, che può derivare dalla popolazione insubrica dei Canturigi o da Cantores, indicante una Cantoria presso qualche edificio religioso. La sua storia inizia nel V secolo a.C. con la fondazione di Galliano, primo nucleo abitato, da parte dei Galli Insubri. Nel I secolo a.C., il villaggio gallico viene conquistato dalle legioni romane.

Cantù nell'Alto Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Nel V secolo d.C., Galliano grazie ad un discreto sviluppo culturale e religioso diventa una pieve e nel 483, con un decreto di papa Gelasio I all'arcivescovo di Milano Teodoro dei Medici, viene dichiarata Corte Reale con altre terre. Nel 605 circa, il territorio canturino si separa da quello comasco, dato che quest'ultimo diventa diocesi suffraganea del Patriarcato di Aquileia.

Cantù dall'Anno Mille[modifica | modifica sorgente]

Ariberto da Intimiano (raffigurato nell'abside della basilica di Galliano) offerente il modello della chiesa.

Verso la fine del X secolo, a Intimiano si costituisce una curtis, che comprende anche Galliano. Da Gariardo, nobile e signore della curtis, nasce Ariberto, futuro arcivescovo di Milano. Nel 1004 - 1005 Ariberto da Intimiano ristruttura, o forse riedifica, la basilica di Galliano (esistente dal V secolo) e, il 2 luglio del 1007, la consacra a San Vincenzo. Cantù (che si chiama fino al XV secolo Canturio) fa parte del Contado della Martesana e dal 1118, a fianco di Milano, partecipa alla decennale lotta contro Como, subendo una grave sconfitta nel 1124. In seguito, unito alla Lega Lombarda, affronta l'Imperatore Federico I Barbarossa e, con l'aiuto di Como, riesce a respingerlo nel 1160. Dopo la caduta di Milano, ospita l'arcivescovo Enrico Sertala e i nobili milanesi scacciati dal popolo e, a fianco dei Visconti, partecipa alle guerre contro i Torriani, nel XIII secolo.

Il Rinascimento[modifica | modifica sorgente]

Cantù fu anche teatro delle contese tra Guelfi e Ghibellini e nel XIV secolo si dichiara indipendente da Milano. Nel 1324 diventa signoria di Gaspare Grassi che la fortifica con numerose torri. Tornata sotto l'influenza viscontea , venne travagliata dalle lotte tra i vari pretendenti.

Nel 1449 Francesco Sforza inviò il capitano di ventura Antonio Centelles a Cantù. Alla fine dell'anno e nel gennaio del 1450 venne sconfitto in due scontri con i Veneziani condotti da Jacopo Piccinino. In seguito al sospetto che volesse cambiare bandiera venne fatto imprigionare da Francesco Sforza prima a Lodi e poi nel castello di Pavia.

Cantù venne donata da Francesco Sforza a Polidoro Sforza Visconti. Nel 1475 viene affidata in feudo ai conti Pietrasanta che vi erigono un castello in cima al colle centrale, poi distrutto nel 1527 da Gian Giacomo Medici.

Cantù dal Cinquecento ai giorni d'oggi[modifica | modifica sorgente]

Dal 1500, Cantù perde il suo aspetto strategico e diventa una cittadina operosa nel centro di un vasto comprensorio. Infatti si hanno notizie della produzione artigianale dei chiodi e del pizzo a tombolo e nella prima metà dell'Ottocento, infine, inizia la produzione artistica del mobile. Ma la fioritura dell'artigianato canturino, in un periodo di intenso sviluppo industriale, è data dall'istituzione di una Scuola d'Arte per l'arredamento nel 1882, la prima del genere sorta in Italia.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

La Basilica di Galliano

Altri luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Basilica parrocchiale di San Teodoro (fine XI secolo)
  • Basilica prepositurale di San Paolo (XI secolo)
  • Cappella della Madonnina (XI secolo)
  • Chiesa dei Santi Michele e Biagio (1932)
  • Chiesa di San Carlo (1967)
  • Chiesa di Sant'Ambrogio e Antico Monastero (1570)
  • Chiesa di Santa Maria e Monastero delle Benedettine (XVII secolo, 1093)
  • Mosaico - Lucio Fontana 1955 - 1957
  • Porta Archinzi (1324)
  • Santuario della Madonna dei Miracoli (1554)
  • Villa Brugnola - Cappella dell'Immacolata Concezione (XVII secolo)
  • Villa Calvi - Palazzo Comunale (XIX secolo)

Società[modifica | modifica sorgente]

Per secoli inclusa nella Provincia di Milano, Cantù fu spostata in Provincia di Como da Napoleone a titolo sperimentale nel 1797 e definitivamente nel 1801. Il primo Consiglio comunale fu eletto nel 1830.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 3.843, ovvero il 9,7% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[3]:

  1. Albania Albania, 657
  2. Romania Romania, 366
  3. Marocco Marocco, 360
  4. Ghana Ghana, 292
  5. Tunisia Tunisia, 255
  6. Pakistan Pakistan, 247
  7. Cina Cina, 221
  8. Rep. Dominicana Rep. Dominicana, 212
  9. Ucraina Ucraina, 146
  10. Nigeria Nigeria, 114

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

  • Istituto Comprensivo CANTÙ 1 (INFANZIA: "Il Faro" e "La Lanterna" di via Colombo e "L'Aquilone" di via Daverio; PRIMARIA: "Giovanni Paolo II" di via Colombo e "Ernesto Bianchi" di via Daverio; SECONDARIA di 1º GRADO: "Pellegrino Tibaldi" di via Manzoni).[2]
  • Istituto Comprensivo CANTÙ 2 (PRIMARIA: la "Bruno Murani", la "Ottavio Marelli" e quella nella frazione "di Fecchio"; SECONDARIA di 1º GRADO: "Francesco Anzani").[3]
  • Centro di formazione professionare "Achille Grandi" e.n.a.i.p.
  • Istituto "Santa Marta" (Primaria e Secondaria di Primo Grado)
  • Istituto "Cardinal Ferrari"
  • Liceo Scientifico Statale "Enrico Fermi"
  • Liceo Classico Statale "Enrico Fermi"
  • Liceo Artistico "Bernardino Luini"
  • Istituto Statale d'Arte "Fausto Melotti"
  • Istituto Polifunzionale Industriale e per Geometri "Antonio Sant'Elia"
  • Liceo Scientifico Sportivo "Antonio San'Elia"

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo Galleria del Design e dell'Arredamento (CLAC)

(Collezione Bruno Munari - Razionalismo italiano - Neoliberty - Archivio Storico della Selettiva)

  • Biblioteca del Design e dell'Arredamento
  • Riva1920-Museo del legno
  • Spazio espositivo Villa Calvi
  • Piazza delle Stelle (museo itinerante sulla Pallacanestro Cantù)

Media[modifica | modifica sorgente]

A Cantù sorse nel 1977 una delle prime emittenti televisive libere del comasco: la storica Cantivù. Nello stesso anno nacque l'emittente Radio Cantù (originariamente Radio Cantù Brianza) ancora in attività.

Musica[modifica | modifica sorgente]

  • Nuova Scuola di Musica di Cantù
  • Accademia Orchestrale e Orchestra Sinfonica del Lario
  • Orchestra Giovanile di Cantù
  • Ass. Gruppo Folkloristico Natale Brambilla "I Fregamüsun" - Vighizzolo di Cantù
  • Corpo Musicale "La Brianzola" Cantù
  • Corpo Musicale "La Cattolica" Cantù
  • Corpo Musicale "Ranscet" Cantù
  • Corpo Musicale "Giuseppe Verdi" - Vighizzolo di Cantù

Persone legate a Cantù[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

  • La Giubiana (ultimo giovedì di gennaio): secondo tradizione viene bruciato nella piazza principale un fantoccio raffigurante una donna, dopo averlo fatto sfilare per le vie del paese. L'evento ricorda la condanna a morte di una donna che si narra abbia tradito i compaesani consegnando le chiavi della città ai Comaschi, durante la guerra Milano - Como, in cui Cantù era schierata contro la prima. (Manifestazione a cura della Pro Cantù)
  • Carnevale (sabato antecedente la prima domenica di quaresima secondo il rito ambrosiano) tradizionale sfliata di carri allegorici e gruppi mascherati, negli ultimi anni si è affermato come il più grande "Carnavale Ambrosiano"
  • Santa Apollonia e fiera - mercato (9 febbraio)
  • Fiera d' agosto (15 e 16 agosto)
  • Fiera del Crocifisso (3º mercoledì di ottobre)
  • Festival organistico internazionale "Città di Cantù"
  • Premio Letterario Nazionale "Il Tombolo" Città di Cantù (Organizzato dalla Pro Cantù) www.procantu.co.it
  • "Il Mese del Libro" Convegno sul libro oggi - il libro e il mobile - il libro in strada (Organizzato dalla Pro Cantù)
  • Concorso Internazionale per Pianoforte e Orchestra "Città di Cantù" [4]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Cascina di Santa Naga, nella frazione Fecchio

L'economia canturina è tradizionalmente basata sull'industria. Il fattore principale e il più appreso è quello della produzione artistica del mobile e del pizzo che rende Cantù una cittadina famosa.

Un altro settore artigianale importante, che occupa donne merlettaie, giovani e anziane, canturine, è la lavorazione del pizzo di Cantù.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

In automobile:

In treno: Il territorio comunale è servito da due stazioni ferroviarie:

In aereo:

In autobus: La società che gestisce le autolinee da e per Cantù è la SPT Linea di Como [5]; in particolare passano per Cantù le linee:

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2002 2007 Tiziana Sala Lega Nord Sindaco
2007 2012 Tiziana Sala Lega Nord Sindaco
2012 in carica Claudio Bizzozero Coalizione civica Lavori in Corso Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

  • La squadra del Cantù Calcio nel corso degli anni quaranta e cinquanta ha militato per diversi anni in serie C per poi tentare la risalita negli anni settanta. Attualmente milita nel campionato di Promozione.
  • La Libertas Brianza è la squadra di pallavolo cittadina, che svolge attività sia a livello giovanile che professionistico. Attualmente la prima squadra milita nel campionato di serie A2 (secondo livello nazionale) dopo essere stata per molti anni in Serie B1 e disputa le proprie partite interne al Palasport Parini.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzetto dello Sport Parini
  • Stadio Comunale di Cantù
  • Campo sportivo di Cantù (via Milano)
  • Centro Sportivo Toto Caimi
  • Centro Sportivo di Cascina Amata
  • Centro Sportivo di Asnago
  • Piscina Comunale di Cantù (via Giovanni XXIII): vasca da 25 metri, tribune
  • Centro sportivo via Andina
  • Palasport Pianella (a Cucciago)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1]
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 20 agosto 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]