Torno

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Torno
comune
Torno – Stemma
Torno – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
Sindaco Rino Malacrida (lista civica Per Torno) dal 25-05-2014
Territorio
Coordinate 45°51′00″N 9°07′00″E / 45.85°N 9.116667°E45.85; 9.116667 (Torno)Coordinate: 45°51′00″N 9°07′00″E / 45.85°N 9.116667°E45.85; 9.116667 (Torno)
Altitudine 225 m s.l.m.
Superficie 7,79 km²
Abitanti 1 214[1] (31-12-2010)
Densità 155,84 ab./km²
Comuni confinanti Blevio, Carate Urio, Como, Faggeto Lario, Moltrasio, Tavernerio
Altre informazioni
Cod. postale 22020
Prefisso 031
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 013223
Cod. catastale L228
Targa CO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti tornaschi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Torno
Posizione del comune di Torno nella provincia di Como
Posizione del comune di Torno nella provincia di Como
Sito istituzionale

Torno (Turnu in dialetto comasco[2], pronuncia fonetica IPA: /ˈtuːrnu/), è un comune italiano di 1.209 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Torno[modifica | modifica wikitesto]

Torno è uno dei più caratteristici paesini che si affacciano sul Lago di Como, con le sue semplici case, i ristoranti, i caffè. La parrocchiale di Santa Tecla si affaccia sulla piazzetta del porticciolo. L'edificio di origini romaniche, è affiancato da un elegante campanile e decorato da un bel portale in marmo a sguancio e colonnine del 1480 con un imponente rosone centrale gotico.

Su questo caratteristico promontorio roccioso, lungo la sponda interna del Lario occidentale, si arrampica in alto il paese che ha mantenuto le forme del borgo antico nelle strade strette ed erte che si snodano nel centro storico lasciando intravvedere a tratti il luccicare del lago. Accanto al monumentale Cimitero e Parco delle Rimembranze, in una privilegiata posizione panoramica, si trova la chiesa trecentesca di San Giovanni Battista del Chiodo, ricca di decorazioni pittoriche e scultoree. È una chiesa rinascimentale ad archi trasversi, affiancata da una solida torre campanaria romanica del XII secolo con uno splendido portale marmoreo rinascimentale, finemente intagliato e ricco di statue, fregi e bassorilievi. Attribuibile ai fratelli Rodari, autori delle porte del Duomo di Como fine del XV secolo. La chiesa deve la sua popolarità alla presenza del prezioso Chiodo della croce di Cristo che un arcivescovo tedesco avrebbe lasciato a Torno durante il viaggio di ritorno da una crociata.

Massi Avelli[modifica | modifica wikitesto]

L'ampia mulattiera acciottolata che parte da Torno procede in leggera salita, affiancata da campi terrazzati e vecchi cascinali e offrendo vasti scorci panoramici sullo scenario del lago in direzione nord. Dopo aver superato un arco in pietra, la Porta Travaina, di probabile origine romana la mulattiera per Piazzaga si addentra in un suggestivo valloncello dalla vegetazione lussureggiante. Si giunge a un ponte in pietra che scavalca lo spumeggiante torrente della Valle di Travaino: le ripide pareti rocciose suggeriscono quel tipo di paesaggio che piaceva ai grandi artisti romantici, come Caspar David Friedrich, che ne avrebbe tratto dei disegni stupendi. Oltre il ponticello ci si trova di fronte a un bivio: qui vale la pena di fare una deviazione e prendere a sinistra per andare a vedere certi interessanti massi avelli ricavati da grandi massi erratici che si trovano numerosi in questa zona. Alcuni massi erratici di serizzo ghiandone sono stati scavati e trasformati già a partire dall'epoca preistorica come sepotura: sono l'Avello del Maas, l'Avello di Rasina, l'Avello delle Piazze, l'Avello Negrenza, l'Avello delle Cascine di Negrenza.

I massi erratici sono massi isolati di notevoli dimensioni, trasportati dai ghiacciai provenienti dalla Valtellina e dalla Val Chiavenna durante le epoche delle grandi glaciazioni e depositati sul terreno calcareo prealpino con lo scioglimento dei ghiacci. Nel Triangolo Lariano ne esistono moltissimi come testimoni degli sconvolgimenti climatici e delle grandi colate glaciali del Quaternario. Questi enormi massi sono stati usati dai romani e dai cristiani per ricavarne tombe, cippi, steli, altari, capitelli e come materiale da costruzione.

Piazzaga, Montepiatto e la Pietra Pendula[modifica | modifica wikitesto]

Sopra Torno, a un'altitudine di circa 600 metri, è situata la frazione Montepiatto nella quale si trova una chiesetta dedicata a Santa Elisabetta in una splendida posizione panoramica. La chiesa, con annesso convento che risale al XVI secolo, venne eretta in onore di Maria a protezione del paese e fu gestita prima da una confraternita e poi da monache di clausura. Dopo i saccheggi che Torno subì per opera degli Svizzeri nel 1515 e dei Comaschi alleati agli Spagnoli nel 1522, il monastero venne chiuso.
In una radura del bosco a poche decine di metri si può raggiungere un grande masso erratico, denominato Pietra Pendula. Questo trovante si presenta come un enorme fungo che si staglia nel bosco in bilico precario su di un altro sasso calcaree di dimensioni decisamente inferiori. Curiosamente questa pietra ha una gemella sul massiccio del Fichtelgebirge in Germania.
Sul sentiero che porta alla Pietra Pendula si incontra un altro masso erratico chiamato la Roccia di San Carlo Borromeo legato a una leggenda secondo la quale il Santo vi spiccò il volo insieme alle monache del convento e ricomparve al Sacro Monte di Varese presso la casa madre delle suore. Un'altra leggenda dice che San Carlo avrebbe appoggiato la mano sulla parete rocciosa per far scaturire dalla fenditura dell'acqua per dissetarsi. Entrambi i siti sono ubicati lungo un percorso pedestre di notevole suggestione, anche ma non solo per i panorami che si aprono sulla zona del Lario. Qui, a Piazzaga troviamo un piccolo nucleo di casette abitate in estate e un tipico Crotto che offre una cucina di ottima qualità. In zona si possono visitare anche numerosi altri massi avelli, testimonianze archeologiche medievali.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cesare Cantù ha ambientato a Torno una novella in rima (I morti di Torno) che parla di giovani promessi sposi annegati nel lago.

Persone legate a Torno[modifica | modifica wikitesto]

Torno diede i natali ai tre fratelli patrioti Ruspini: il tenente Egidio Ruspini (Milano, 12 gennaio 1839), il sottotenente nel 3º Reggimento Ardoino Erminio Ruspini e Aldo Ruspini. Col grado di capitano Egidio Ruspini partecipò nel 1860 alla prima Spedizione dei Mille in Sicilia, mentre il tenente Erminio partecipò anche alla campagna garibaldina del 1867, unitamente ai suoi compaesani Adolfo Ruspini e Carlo Casati.

Leopoldo Ruspini, anch'egli nativo di Torno, fu uno dei più attivi patrioti nella introduzione, distribuzione e divulgazione di opuscoli patriottici stampati nella Tipografia Elvetica di Capolago del Daelli. Scoperto dalla polizia austriaca in seguito a una delazione di spie, fu imprigionato in Como e destinato al patibolo. La madre Anna Maria, accompagnata dalla figlia cieca Giovanna – che conosceva la lingua tedesca per aver vissuto col padre che lavorava a Vienna – riuscì a presentare una supplica di grazia direttamente all'imperatore Francesco Giuseppe presente in visita a Monza, il che valse a salvare il patriota tornasco da sicura morte per impiccagione.

Di Torno furono anche:
- il Maggiore Cesare Poggi, MOVM, comandate di battaglione della Brigata Potenza (272° fanteria), decorato "motu proprio" dal Re durante la Battaglia del Solstizio (17/18 giugno 1918);
- il Capo motorista Giuseppe Origoni, che a bordo del MAS 13 (flottiglia al comando di Luigi Rizzo), partecipò tra nella notte tra il 9 ed il 10 dicembre 1917 all'affondamento della Corazzata Wien nel Vallone di Muggia (Trieste).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 658.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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