Resegone

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Resegone
Resegone 4.JPG
Il Resegone innevato visto da Consonno
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Provincia Lecco Lecco
Bergamo Bergamo
Altezza 1875 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 45°51′N 9°28′E / 45.85°N 9.466667°E45.85; 9.466667Coordinate: 45°51′N 9°28′E / 45.85°N 9.466667°E45.85; 9.466667
Altri nomi e significati Monte Serrada
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Resegone
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Orientali
Grande Settore Alpi Sud-orientali
Sezione Alpi e Prealpi Bergamasche
Sottosezione Prealpi Bergamasche
Supergruppo Prealpi Bergamasche Occidentali
Gruppo Gruppo del Resegone
Codice II/C-29.II-A.2

Il Resegone (Resegun in lingua lombarda, variante lecchese, detto anche Monte Serrada) è una montagna delle Prealpi lombarde alta 1875 m s.l.m.[1], situata al confine tra la provincia di Bergamo e la provincia di Lecco.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il nome prende origine dal suo celebre profilo e dall'italianizzazione del termine lombardo resegón (grande sega), dato che, soprattutto se osservate dalla città di Lecco e dalla Brianza, le sue nove punte principali ricordano proprio la lama di una sega. Il suo secondo nome Serrada può significare che chiude (serra) le valli circostanti ma potrebbe derivare pure dallo spagnolo (segata si traduce aserrada e gli spagnoli dominarono qui per quasi 2 secoli)[1].
Oltre alla già citata Punta Cermenati, le cime più rilevanti del Resegone sono: la Punta Stoppani (1849 m s.l.m.), la Punta Manzoni (1801 m s.l.m.), il Dente (1810 m s.l.m.), la Cima Pozzi (1810 m s.l.m.), il Pizzo Daina (1864 m s.l.m.) e la Torre di Valnegra (1852 m s.l.m.)[2].

Il Resegone è una montagna di recente formazione composta per lo più da dolomia, appartenente alla formazione geologica nota come Dolomia Principale, risalente al Triassico Superiore (Norico). Si presenta dal versante di Lecco, aspro e molto scosceso; molto più dolce dal lato della Valle Imagna e della Val Taleggio in Provincia di Bergamo. Elementari i sentieri da Brumano, Fuipiano e Morterone[1]. Questo versante è inoltre considerato una frequentata via di ascesa scialpinistica.
Molti altri sentieri raggiungono la cima; essi possono essere di difficoltà elementare ma anche molto impegnativi e potenzialmente pericolosi per gli incauti.

Le sue pareti sono conosciute agli arrampicatori e offrono sia vie in quota (Bastionata sud sopra la Capanna Alpinisti Monzesi), sia agevoli falesie di fondovalle (Placca delle Sorprese). Meritano menzione anche le numerose vie ferrate (tra le quali la Gamma 2, tra le più difficile della Orobie, e la Ferrata del Centenario, la più antica della Lombardia)[1].

Diversi rifugi sono allestiti in zona, tra i quali il Luigi Azzoni proprio sotto la sommità della Punta Cermenati. Sulle pendici della montagna sorge inoltre, sul luogo di un'antica frana, il Santuario della Madonna della Rovinata.

Dalla vetta si può godere di un panorama notevole, soprattutto verso le Prealpi Orobiche e la Pianura Padana.

La Punta Cermenati

Le cime[modifica | modifica sorgente]

Creste sud, da La Passata alla Punta Cermenati[2]:

  • Cima Quarenghi (1636 m s.l.m.)
  • Cima Piazzo (1640 m s.l.m.)
  • I Solitari (1626 m s.l.m.)
  • Pizzo Brumano (1756 m s.l.m.)
  • Pizzo Daina (1864 m s.l.m.)
  • Torre di Valnegra (1852 m s.l.m.)
  • Punta Cermenati (1875 m s.l.m.)

Creste nord, dalla Punta Cermenati al Passo del Giuff[2]:

  • Punta Stoppani (1849 m s.l.m.)
  • Punta Manzoni (1801 m s.l.m.)
  • Dente (1810 m s.l.m.)
  • Cima Pozzi (1810 m s.l.m.)
  • Pan di Zucchero (1758 m s.l.m.)
  • Pizzo Morterone (1758 m s.l.m.)

Punta Cermenati[modifica | modifica sorgente]

Nota fino al 1925 come Punta della Croce, venne dedicata a Mario Cermenati dai membri della Società escursionisti lecchesi. Essendo la punta la più alta della montagna, nel 1900 un gruppo di giovani cercò, con scarso successo, di issare una croce in legno sulla sua vetta, la quale ebbe vita breve a causa delle intemperie. Il 16 agosto dello stesso anno, tuttavia, venne inaugurata una croce in metallo, che però durò fino al 1902, distrutta anch'essa da intemperie e vandalismi. Nel 1925 si ebbe la costruzione e l'inaugurazione (31 agosto) definitiva dell'attuale croce, con lo spianamento e l'abbassamento di due metri della vetta. L'altare antistante risale invece al 1981 e venne benedetto dal Cardinale Carlo Maria Martini[1].

I canali[modifica | modifica sorgente]

Il versante lecchese è caratterizzato da alcuni canali che presentano serie difficoltà alpinistiche e che terminano tra le cime delle Creste nord:

  • Val Negra al Rif. Azzoni
  • Comera tra la Punta Cermenati e la Stoppani
  • Cazzaniga tra la Punta Stoppani e la Manzoni
  • Cermenati tra la Punta Manzoni e il Dente
  • Bobbio tra il Dente e la Cima Pozzi
  • Pesciola meridionale a nord del Pan di Zucchero
  • Pesciola settentrionale a sud del Pizzo Morterone

I luoghi[modifica | modifica sorgente]

Versante lecchese:

Versante della Valle Imagna:

  • Bocca di Palio (località Castei - I Castelli - Castelli Berizzi)
  • Colletto di Brumano
  • Forcella dei Solitari
  • Forcella di Serada
  • Fontana d'Eghen
  • Sorgente Acqua de Urtigher o Fontana de Urtigher (localita' Val de Urtigher)
  • Rifugio Resegone - CAI Valle Imagna
  • La Passata
  • Foppa de la niv

Versante di Morterone:

  • Sorgente Forbesette
  • Passo del Giuff
  • Val Caldera
  • Forcella di Olino

Citazioni letterarie[modifica | modifica sorgente]

Alessandro Manzoni ne fa menzione in più punti de I promessi sposi. In particolare, la pagina descrittiva che apre il romanzo con il celebre brano Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti,..., così prosegue:

« La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l'uno detto di san Martino, l'altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune. »
(I Promessi Sposi, Alessandro Manzoni)

Se Manzoni, che aveva trascorso tutta la sua infanzia ed adolescenza a Lecco, conosceva bene ed amava i suoi monti, il versiliano Giosuè Carducci ne aveva una conoscenza più letteraria, ed è noto il celebre errore geografico che commise ne Il parlamento, che, ambientata a Milano, si chiude con le parole Il sole /ridea calando dietro il Resegone, cosa questa impossibile per un monte sito a nordest del capoluogo lombardo. Per la precisione, il tramonto del sole dietro il Resegone può essere osservato dalla Valle Imagna e dalla Val Taleggio.

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Annualmente, in concomitanza con la Sagra di San Giovanni, festa patronale della città di Monza, si svolge la Monza-Resegone, una gara podistica a passo libero, notturna ed a squadre, organizzata dalla Società Alpinisti Monzesi. Il lungo percorso si conclude con il sentiero "Pra di Ratt", che porta dall'abitato di Erve alla Capanna Alpinisti Monzesi.

Altra tradizionale manifestazione organizzata dalla SEL (Societa' Escursionisti Lecchesi) è l'Assalto al Resegone che consiste nel raggiungere il Rifugio L. Azzoni partendo da diverse località. La manifestazione scaturì da un'idea dall’allora presidente SEL, Carlo Villa, che nel 1966 tagliò il nastro della prima edizione. L'obiettivo era quello di portare in cima più gente possibile. La partecipazione all'Assalto al Resegone è libera a tutti e prevede l'assegnazione di punteggio a ogni partecipante secondo la basi di partenza: Versasio, piazzale partenza funivia per Erna; Erna, piazzale arrivo funivia; Morterone, inizio mulattiera; Brumano, piazzale della chiesa; Erve, inizio mulattiera per rifugio Monza. La società o associazione che avrà raggiunto il maggior punteggio, conquisterà il Trofeo Resegone.

Dal 2010 si disputa anche la gara di trail running RESEGUP, con partenza da Centro Lecco, lungolago, passaggio in vetta al Resegone (1875 m) e ritorno in centro città con arrivo in Piazza Cermenati. Si copre una distanza di 24 km circa e un dislivello di 1800 metri[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Sambruni, op. cit., p. 6
  2. ^ a b c Sambruni, op. cit., p. 57
  3. ^ resegup - percorso, resegup.it. URL consultato il 5 agosto 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marzio Sambruni, Resegone e dintorni - 26 escursioni su Resegone, Due Mani, Magnodeno, Barro e Pizzo d'Erna, Acqui Terme, Pietro Macchione, 2012.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]